«La musica viene dall'anima e a chi non ha avuto fortuna, le canzoni che parlano d'amore, amore materno, amore tra amanti, rendono migliore la vita. E' stata la musica che ha fatto degli tzigani un popolo forte.»
Una signora voleva tanto dargli dei baci
non dico tanti, anche solo sette otto (mila).
Invece era proibito perciò non glieli dava.
Se però non fosse stato proibito glieli avrebbe dati tutti
dal primo all'ultimo.
A cosa servono i baci se non si danno?

Vivian Lamarque

martedì 17 gennaio 2012

6
comments
Web cam a Tokaj


Forse, leggendo il titolo, qualcuno avra' pensato che, dopo tanto tempo, questa misteriosa quanto vanitosa ungherese che da anni si nasconde dietro uno schermo, un mouse e una tastiera, possa aver preso finalmente la decisione di esibirsi in web cam per il piacere (o il dispiacere) degli occhi di chi legge il suo blog.

Purtroppo, anche se credo che mostrarmi in web cam potrebbe essere un esperimento interessante e persino divertente, e non e' detto che prima o poi non accada, non e' niente di tutto cio'. Il titolo inganna, lo so, ma anche se mi rendo conto di deludere molta gente, la dura verita' e' che si riferisce solo al fatto che, da qualche giorno, nella home-page ho messo il link alla web cam che riprende una piazza di Tokaj: Kossuth Lajos-tér (Piazza Kossuth Lajos).

Tokaj e’ una piccola citta’ - fa appena 5.000 abitanti - e si tratta di un classico borgo di campagna che, per chi ci arriva da turista e non in alta stagione, puo' sembrare anonimo e privo d'interesse, ma i suoi veri tesori si nascondono nelle cantine vinicole, che poi non sono altro che gallerie lunghe chilometri scavate sotto terra, nel terreno vulcanico, dove riposa il vino bianco invecchiato piu’ famoso al mondo.

Nonostante e l’esiguo numero di abitanti, Tokaj e’ comunque una localita’ che nella regione ha una certa rilevanza perche’, oltre ad essere famosa per il vino, puo’ essere denominata “la citta’ della scuola”. Infatti, ci sono ben tre scuole superiori assai importanti ad indirizzo professionale: una specializzata per protezione dell'ambiente e per l'economia ambientale, una per il commercio e il turismo e una per l’agricoltura.

Il centro di Tokaj deve il suo aspetto attuale alla costruzione delle case dei commercianti avvenuta nel XIX secolo proprio nei dintorni di Kossuth Lajos-tér. Si puo’ dunque dire che questa piazza rappresenti il nucleo cittadino, cioe’ quella che nei piccoli borghi viene definita la “piazza del paese”.

Kossuth Lajos-tér com'era nel 1920

In Kossuth Lajos-tér non ci sono per la verita’ monumenti di rilievo, a parte la chiesa greco-cattolica, la piu’ antica di Tokaj (della quale nella web cam si vede la scalinata), e per altre due cose che sono un po’ il simbolo della cultura che si e’ sviluppata attorno alla produzione vinicola: la fontanella di Bacchus (che nella web cam si vede in primo piano), e per Rákóczi Pince, la cantina piu' fornita di Tokaj, dove, secondo la leggenda, nel 1526 Jànos Szapolyai fu proclamato re e che oggi e’ un luogo di ristorazione assai noto.

Sull’alto piedistallo bianco che - sempre nella web cam - si intravede in lontananza, all’altro lato della piazza, la statua di Stefano I d’Ungheria venerato come santo dalla chiesa cattolica e ortodossa.

La web cam [Questo il link], che non sempre pero' e' in funzione, mostra Kossuth Lajos-tér in tempo reale, anche se l'ora indicata, non so per quale ragione, forse per un errato settaggio iniziale, e' da sempre sbagliata, e si trova nel sotto tetto dell'edificio in cui ha sede Rákóczi Pince.

Il punto esatto della web cam

In inverno non sperate di vedere grandi assembramenti di gente. Adesso e’ tutto chiuso e le scene sono perlopiu’ quelle di una normale quotidianita' in un banalissimo borgo di campagna poco popolato. Anche se so che per qualcuno, guardare le immagini della mia citta’ “in diretta”, sta diventando quasi uno svago C’e’ addirittura chi spera di vedermi passare da li’, magari a salutare, ma e’ un gesto che probabilmente non faro’ mai.

Pero’, chissa’, non si puo’ mai sapere. A volte la vita qui e’ talmente noiosa che, se una sera mi capitasse di concedermi un bicchiere in piu’, uscendo da Rákóczi Pince potrei anche averne la tentazione.

Panoramica circolare di Kossuth Lajos-tér


OKNotizie Vota questo post su OKNotizie!

6 Commenti:

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,

"Pero’, chissa’, non si puo’ mai sapere. A volte la vita qui e’ talmente noiosa che, se una sera mi capitasse di concedermi un bicchiere in piu’, uscendo da Rákóczi Pince potrei anche averne la tentazione."

Non ci resta che sperare che trincheni qualche bicchierino di troppo. Noi aspetteremo pazienti e attenti quel momento.

Ciao Davide

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Davide: Non ci resta che sperare che trincheni qualche bicchierino di troppo.

Non mi ubriaco mai. Al limite posso diventare allegra. E pure divertente. :-)

Holyriver ha detto...

Saremo tutti in attesa di vederti salutare con la mano :-)

J.T. ha detto...

Nevica a tokaji:-)

Ma non ce nessuno in giro??? nessuna impronta:-)

Egerszalok ha detto...

Anche qui ad Eger ne abbiamo una
http://doboter.borsodweb.hu/

ci passiamo spesso e ci mettiamo nel
primo quadratone nero a salutare
:)

marco ha detto...

Ma la telecamera l'hanno messa per inquadrare la piazza o per controllare l'automobile?
Ogni volta che mi capita di guardare le immagini è sempre lì.

Post Recenti

Blogroll

LinkWithin

Offline...
«Le ricerche dedicate alla condizione femminile in eta' antica si scontrano con un ostacolo che e' strutturale: l’assenza pressoche' completa di testimonianze che non siano mediate attraverso una prospettiva maschile, pur con alcune eccezioni, fra cui il caso di Saffo. Le donne antiche sono cioe' oggetto ma non soggetto di testimonianza. Da questo deriva il mio interesse per i discorsi maschili sulle donne, per la costruzione sociale e culturale degli stereotipi e dei pregiudizi relativi al mondo femminile, per la loro frequente assunzione a dogmi pseudo-scientifici e per la loro costituzione in una compiuta teoria della differenza sessuale»

Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

Meteo Tokaj

Oggi mi sento un po' cosi'

Oggi mi sento un po' cosi'

Il significato della vita

Un professore terminò la lezione, poi pronunciò le parole di rito: "Ci sono domande?". Uno studente gli chiese: "Professore quale è il significato della vita?". Qualcuno tra i presenti che si apprestava ad uscire rise. Il professore guardò a lungo lo studente, chiedendo con lo sguardo se era una domanda seria. Comprese che lo era. "Le risponderò", disse. Estrasse il portafoglio dalla tasca dei pantaloni, ne tirò fuori uno specchietto rotondo, non più grande di una moneta. Poi disse: "Ero bambino durante la guerra. Un giorno, sulla strada, vidi uno specchio andato in frantumi. Ne conservai il frammento più grande. Eccolo. Cominciai a giocarci e mi lasciai incantare dalla possibilità di dirigere la luce riflessa negli angoli bui dove il sole non brillava mai: buche profonde, crepacci, ripostigli. Conservai il piccolo specchio. Diventando uomo finii per capire che non era soltanto il gioco di un bambino, ma la metafora di quello che avrei potuto fare nella vita. Anch'io sono il frammento di uno specchio che non conosco nella sua interezza. Con quello che ho, però, posso mandare luce - la verità, la comprensione, la bontà, la tenerezza - nei bui nascosti del cuore degli uomini e cambiare qualcosa in qualcuno. Forse altre persone vedranno e faranno altrettanto. In questo, per me, sta il significato della vita."

Ecco cos'è il razzismo

Un giorno, in classe, durante un incontro sull’interculturalità, chiesi ai ragazzi di darmi una definizione del termine “razzismo”.
Subito, il più sveglio esclamò:
-Il razzista è il bianco che non ama il nero!
-Bene! Dissi. –E il nero che non ama il bianco?
Mi guardarono tutti stupiti ed increduli con l’espressione tipo: “Come può un nero permettersi di non amare un bianco?”.

(Kossi Komla-Ebri)