lunedì 30 gennaio 2012

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...Ma, prima ancora, cominciammo ad essere puttane

Quando la bellezza abbandona il paese, allora significa che e’ arrivato il declino”. Una frase che ricordo bene, perche’ fu l’ultima che mi disse mia nonna quando me ne andai. E fu anche l’ultima volta che la vidi viva.

Abbandonare il proprio paese, talvolta lasciandosi alle spalle persone care che probabilmente non rivedremo mai piu’, credo che non sia accaduto soltanto a me. Oggi, a distanza di molti anni, posso dire pero’ che ancor prima di andarsene per il mondo, come zingare senza casa, in strada, in bordelli, in appartamenti fatiscenti oppure in lussuose camere di hotel, cominciammo ad essere puttane. Si’, ancor prima di entrare nel primo letto, lo eravamo gia’.

Perche’ non e’ nel gesto che sta il "diventarlo", ma e’ nella scelta. E’ nel momento in cui si inizia a pensare che potremmo farlo, che potremmo farci pagare per il nostro corpo; e’ quando avvertiamo che il bisogno di sicurezza economica va oltre la vergogna che il moralismo ci ha instillato; quando capiamo che sono i problemi che abbiamo ad essere prioritari e non l'opinione che avra’ di noi la gente. Ecco e’ in quel preciso momento che si realizza l’atto culminante che ci portera’ ad andarcene lasciandoci tutto alle spalle. Se non fisicamente, perche’ potremmo anche continuare a vivere nella nostra famiglia, di sicuro partiremo dal punto di vista interiore. Poiche’, da quando si inizia questa strada fino a quando si decidera’ di abbandonarla, saremo sempre in viaggio. E saremo sole.

Ma perche’ si comincia? Esattamente per le ragioni di sempre: le stesse delle innumerevoli ragazze che mi scrivono e mi chiedono dei consigli, e indicar loro i primi passi per iniziare [*]. Molte mi spiegano, quasi giustificandosi, che hanno bisogno di soldi. E’ vero; sono certa che e’ cosi’, ma non e’ solo quello. C’e’ anche altro. Perche’ anche se ancora non lo sanno, e’ nel momento stesso in cui mi scrivono, quando nella loro testa prende forma l’idea di poter far sesso per soldi che, ancora prima di arrivare a fare il primo pompino a pagamento, diventano delle prostitute.

Accade cosi’ per tutte: una volta che iniziamo a pensarci e’ difficile far tornare indietro l’idea. Il pensiero si insinua sempre di piu’; crescono le motivazioni, diminuiscono le remore, ed arriva prima o poi il momento in cui, semplicemente, si decidera' di mettere in pratica cio’ che gia’ siamo. Ed il “primo letto” non sara' altro che un mero, simbolico, gesto che stabilira' soltanto l’inizio di un’attivita’. Null’altro. Perche’, dentro, puttane lo saremo gia’ da molto tempo.

Iniziamo ad esserlo da quando scopriamo, talvolta incredule, che potremmo ricavare dal nostro corpo molto piu’ di quanto sarebbe in altro modo. Quando ci rendiamo conto di essere carine e di piacere tanto agli uomini, e si capisce subito qual e’ il modo piu’ facile per risolvere certi problemi, che sono sicuramente economici, ma anche di altro genere. Specialmente in una situazione in cui ottenere un lavoro “normale” che sia pagato quanto basta per sopravvivere, diventa sempre piu’ difficile, quasi impossibile, e il bisogno di denaro, non tanto per fare la bella vita ma solo per avere il minimo indispensabile, diventa sempre piu’ impellente. O anche per non sentirsi le ultime... o le piu' sciocche.

Si potrebbe dire che sono le pessime condizioni economiche di una nazione, o personali, a spingere le donne a prostituirsi? Se questo fa stare meglio quelle che hanno l’idea di iniziare, se questa giustificazione salvifica fa sentire piu’ a posto con se stesse e meno sporche, diciamolo pure, ma credetemi: e’ solo ipocrisia. La crisi economica velocizza il processo, lo rende maggiormente visibile, lo acutizza, ma non lo determina. Prostitute si diventa anche in situazioni di grande opulenza, persino se si hanno alle spalle famiglie benestanti. Magari non lo si fa per pagarsi l’affitto o gli studi, ma per comprarsi il superfluo: la borsa di Prada, e dopo la borsa l’auto sportiva, l’appartamento in centro, e cosi’ via. La lista potrebbe essere infinita. Cambia forse qualcosa?

Capita, e’ capitato e capitera’ a molte di darsi semplicemente per riempire la noia di una sera, oppure per simpatia, per riconoscenza, per il desiderio che nasce da un biologico ciclo ormonale, per le ragioni piu’ diverse alle quali, a volte, tante volte, non si sa dare una vera motivazione; e anche per quella strana malattia che ogni tanto ci prende e che vogliamo chiamare amore. E capita spesso che ci diamo a chi non sa apprezzarci, a chi non ci capisce, a chi ci considera importanti per quelle parti anatomiche che servono solo soddisfare un loro bisogno immediato. Che e’ quasi sempre di un unico tipo. Non prendiamoci in giro: sappiamo che e’ cosi’.

E allora, se siamo “merce” e ce lo fanno capire in ogni modo, se e’ cosi’ che deve essere, che male c'e' a mettere a frutto quel poco che la Natura ci ha donato, invece di rassegnarci all’amarezza che tante volte ci coglie quando ci accorgiamo di esserci “buttate via” per chi non ci meritava? E’ un pensiero che prende a tutte, prima o poi. Non ci si deve vergognare se ogni tanto ci passa per la testa. E viene naturale dire che, piuttosto che farlo con un tizio che, poi, quasi sempre si rivelera' essere un emerito testa di cazzo, pretenzioso, egoista e neppure tanto divertente dal punto di vista erotico, oppure che ci riempira' di promesse mai mantenute, tanto vale darla a chi sapra' valorizzarci in un modo meno "virtuale" e piu’ tangibile. Perche' le parole non costano niente. A taluni anche meno.

Pensarlo e’ normale, e’ dentro di noi, nonostante la morale e la societa’ maschilista ci abbia volute condizionate a ritenerci “prodotti” si’, ma di scarso valore, pressoche’ nullo o tuttalpiu’ scambiabili con futili parole, quasi sempre false, illusorie, che si esauriscono una volta che ci siamo fatte scopare. Oppure condizionate a ritenerci proprieta’ di altri; di un padre, un fratello, un fidanzato, un marito, anche di un ex che, se vuole, quando vuole e come vuole, puo’ sentirsi in diritto di massacrarci qualora rivendicassimo la liberta’ di essere cio’ che desideriamo. Persino delle puttane.

Questa societa’ ha elevato il denaro a divinita’, e i sacerdoti di tale culto sono proprio loro, gli stessi uomini che ogni giorno si prostituiscono in mille modi diversi, ed arrivano persino ad uccidersi a vicenda pur di possederne sempre di piu’. Perche’ e’ il denaro che li fa sentire onnipotenti e in grado di avere tutto. Persino le persone. Persino noi. Se pero’ siamo noi a vendere il corpo in cambio del loro fottutissimo denaro, allora siamo immorali, sporche. Siamo feccia.

Non e’ forse feccia chi mette a disposizione la propria abilita’ dialettica per vendere prodotti scadenti a peso d’oro? Non e' forse feccia chi, avvalendosi di cavilli legali, ruba i risparmi alla gente? Non e’ forse feccia chi col suo ingegno contribuisce a fabbricare armi che uccidono e farmaci che, invece di curare, fanno ammalare? Non e’ forse feccia chi sa di aumentare l’iniquita’, l’ingiustizia, la diseguaglianza, la sofferenza, l’inquinamento e la fame su questo pianeta?

Posso dire che, in confronto a tanti che vi sono al mondo, fare la puttana e’ un mestiere piu’ che dignitoso: la merce non inganna, non nuoce alla salute e se esercitata in completa liberta', senza costrizione, non c’e’ sfruttamento di nessuno. Si deve rendere conto solo a se' stesse e contare esclusivamente sulle proprie capacita’. Nessuno muore, nessuno soffre, nessuno acquista qualcosa di diverso da quello che gli viene presentato, nessuno lavora per qualcun altro, magari sottopagato. Esiste forse qualcosa di piu’ onesto?

Ecco perche’ prima o poi capita di arrivare a prendere in considerazione che non e’ poi cosi’ brutto prostituirsi. Ecco perche’, per molte, la prostituzione, se scelta in completa liberta’ e consapevolezza, diventa l’unico modo per sfuggire non solo ai problemi economici, ma anche all’inaccettabilita’ di un ruolo subordinato in una societa' maschiocentrica, e raggiungere la propria indipendenza. Con dignita’.


[*] Anche se siete in tante a scrivermi, chiedendo consigli, non intendo fornire alcuna indicazione che possa mettere in grado, o aiutare, chiunque ad esercitare la prostituzione. Ad ogni modo, non esistono regole da seguire o consigli che posso dare. Anzi, l'unico consiglio e' proprio quello di non accettare consigli. Soprattutto da chi cerchera' di convincervi a farvi gestire. Siate sempre indipendenti, libere, e non fatevi abbindolare da nessuno, che' di Gatti e di Volpi che vi promettono fantastici "orti dei miracoli" e' pieno il mondo.

29 commenti :

Fog ha detto...

il ragionamento non fa una piega.
mi sono accorto di essere una puttana.

BellaDiGiorno ha detto...

Il mio commento sarà banale: bel post.

Ed è vero che si inizia ad essere puttane già mentre il pensiero ci sfiora, in una sera di inverno,mentre dal letto fissi il soffitto... mentre vorresti di più ma ti accorgi di non avere in fondo nulla.

Si... proprio bel post!

Luca Massaro ha detto...

Fare la puttana è dignitoso e apprezzabile (per chi lo fa volontariamente, senza costrizioni. A tal proposito, ti chiedo: secondo te, sul monte di lavoratrici del sesso attualmente in azione, quante in percentule lo fanno per scelta e senza "protettori schiavisti" e quante invece pagando gabelle alle organizzazioni "criminali"?).
E poi, a mio avviso, ogni paese civile dovrebbe legalizzare tale "pratica" e far pagare le tasse a chi pratica il mestiere. Civilissimo poi lo Stato che farebbe dedurre ai clienti le spese sostenute durante l'anno, come dal dentista (quando il dentista non ti ricatta con lo sconto senza fattura, ovvio).
Saluti di stima e amicizia.

rossoallosso ha detto...

tutte le strade sono giuste,quando non calpestano diritti altrui,per raggiungere la libertà e l'indipendenza individuale mettendoci del proprio.
Ogni rinuncia ,ogni conquista,ogni cambiamento radicale della propria vita non avviene mai dall'oggi al domani di solito è un percorso che parte da lontano e da notti insonni a valutare la giusta scelta

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Fog: mi sono accorto di essere una puttana

Benvenuto nel club.


@ Bella di Giorno: mentre vorresti di più ma ti accorgi di non avere in fondo nulla

Oh, cara, non avere nulla e' davvero esagerato. Quello che si ha e' ben visibile. Anche a noi stesse.
Il problema e', secondo me, che fin da piccole ci condizionano a rinchiudere il nostro corpo (compresa la nostra sensualita') all'interno di una scatola da tenere in serbo per "qualcuno". E se nessuno ci sceglie, allora significa che non valiamo un cazzo.
E' un condizionamento feroce, subdolo, il cui motivo e' fumoso. Infatti, nonostante tanti si affannino a dire che "e' giusto cosi'", nessuno ne sa dare una spiegazione logica se non partendo dall'irrazionalita' della religione.
Lo si deve fare dunque per Fede? E se non lo si fa siamo sbagliate, immorali, sporche... probabilmente malate?
E perche' gli uomini, malati, non lo sono mai?
Non viene in mente che questo condizionamento sia messo in atto proprio per "manovrarci meglio"?
Essere delle puttane e' cio' che piu' di tutto annulla le distanze fra noi e l'altro genere. E' la vera parificazione. Altro che quote rosa o piagnistei fatti in TV. E' questo il primo passo verso un vero ridimensionamento del ruolo maschile e verso un sovvertimento della societa' maschiocentrica.
Ma si deve esserlo senza alcuna vergogna, senza cercare compatimento, rivendicando la nostra liberta' di scegliere come, quando e cosa fare del nostro corpo, che non e' di nessuno, solo nostro, e non deve essere tenuto in serbo per nessuno.
Gli uomini da sempre si prendono gioco delle prostitute e delle donne che sono piu' libere sessualmente. Loro, e le loro degne compagne che li coadiuvano, quelle perennemente avvinghiate al loro scroto, additano le prostitute come la feccia, ne fanno degli esempi da non seguire, delle depravate, delle reiette perche' hanno bisogno di sentirsi superiori, e di dominare la sessualita' femminile facendola apparire, di volta in volta, secondo quello che e' il loro interesse.
Mentre rompere questo schema, fregandosene dei giudizi e portando avanti le proprie ragioni con dignita', e' qualcosa che a questa gente fa una gran paura. E non solo.
Sotto sotto, fidati, ci invidiano.


@ Luca Massaro: secondo te, sul monte di lavoratrici del sesso attualmente in azione, quante in percentule lo fanno per scelta e senza "protettori schiavisti" e quante invece pagando gabelle alle organizzazioni "criminali"?

Ovviamente, la prostituzione offre un gran giro di affari alla malavita organizzata e la ragione di tutto cio' sta nel "proibizionismo". Se qualcosa viene proibita, oppure viene considerata sporca tanto che deve essere fatta di nascosto, e' chiaro che c'e' chi di tutto questo se ne approfitta. Gli esempi nella Storia sono molteplici e quasi sempre, liberalizzando l'oggetto proibito, la malavita inevitabilmente allenta la sua presa.
Non ho dati a riguardo, ma credo dipenda soprattutto dal paese. In Olanda penso che le schiave del sesso siano prossime allo zero. In Italia, invece, credo siano moltissime.
Meno un paese e' tollerante verso la prostituzione, piu' i trafficanti di esseri umani a scopo sessuale vi ci portano il "prodotto" da consumare. Perche' la richiesta, laddove c'e' proibizione, e' piu' alta e i consumatori sono disposti a pagare di piu'.
Percio' si deve lottare affinche' il meretricio sia legalizzato e regolarizzato ovunque.

J.T. ha detto...

Sarei curioso di sapere chi ritiene che la sua professione sia migliore di quella della "puttana".

Sarei curioso di sapere quale dipendente, con la massima lealtà svolge i compiti assegnati, senza mai approfittare della disattenzione del capo ovviamente per farsi gli affari suoi o, meglio ancora, evitare di lavorare.

Sarei curioso di sapere quale società "paga" con amore le tasse e se, per caso, non utilizza ogni mezzo, legale od illegale, per non farlo e se è profusa in ogni intento per versare il massimo allo Stato, cvercando di pagare più tasse possibili.

Ora mi chiedo come si possa giudicare qualcuno che vende solo quello che ha, nella massima trasparenza...

rossoallosso ha detto...

@Chiara

copriti bene che fa freddo

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ J.T.: Sarei curioso di sapere chi ritiene che la sua professione sia migliore di quella della "puttana".

Il fatto di non voler regolarizzare il meretricio, lasciandolo dunque come attivita' borderline, ai margini dell'illegalita, preda della malavita e con tutto cio' che ne consegue quando, invece, potrebbe contribuire non solo al PIL di un paese, ma addirittura ad abbassare gli introiti della mafia e di tutte le organizzazioni malavitose, la dice lunga sulla vera volonta' politica delle classi dirigenti dei vari paesi e di come in fondo non si voglia che la situazione per le schiave del sesso cambi.
Ma oltre a cio' la dice lunga sulla difesa ad oltranza della societa' maschiocentrica: se si danno alle donne gli STESSI identici diritti dei maschi, allora dopo un po' salterebbe tutto il sistema. Per cui si deve tenerle inferiori, almeno in qualcosa, ovvero in cio' che non cambiera' mai nel tempo perche' non e' un fattore legato ad un particolare momento storico oppure all'innovazione tecnologica. E' qualcosa che da quando il mondo e' nato e' rimasta immutata e che mai mutera': la sessualita'.
Per questo le donne che sono orgogliose di essere prostitute, che invece di mendicare accondiscendenza e prostrarsi al benvolere della societa' che le ripudia, alzano la testa e rivendicano la loro sessualita' ed il loro ruolo, fanno paura.
Legalizzare l'attivita' di meretricio significherebbe riconoscere queste figure femminili e dare loro una posizione regolare nella societa'. Una rampa di lancio incredibile dalla quale potrebbero partire per poi raggiungere, poi, altri tipi di riconoscimento e di uguaglianza.
Questa e' una cosa che la societa' maschiocentrica (coadiuvata dalle scherane che si definiscono "donne normali", ma che sono semplicemente delle "serve"), non puo' permettersi. Il rischio di sovvertimento e' enorme, e questo le persone dotate di un minimo di cognizione lo capiscono subito.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Rosso: copriti bene che fa freddo

Fortunatamente in casa ho molto caldo. :-)

BellaDiGiorno ha detto...

Per nulla intendevo la parte "materiale"

Si anche io sono del parere che qualcuno osa addirittura invidiarci.

Una volta ho letto:
"Invidiare una prostituta e come invidiare chi va a mangiare al
mc donald"
è un'attività aperta a tutti.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Bella: Una volta ho letto:
"Invidiare una prostituta e come invidiare chi va a mangiare al
mc donald"
è un'attività aperta a tutti.


Che sia un'attivita' aperta a tutti, e' vero. Come ogni attivita' e' aperta a tutti.
Ma anche se tutte le persone sono dotate di mani, non e' detto che tutti riescano a suonare il pianoforte. Ed anche se tutti, potenzialmente, possono imparare a farlo, non tutti sapranno suonarlo bene.
Quindi, quella similitudine mi sembra un po' una stupidata. :-)

Anonimo ha detto...

Bel post mi ha ricordato un mucchio di discorsi fatti in camere d'albergo con qualche amica del passato.
Sì..ero uno di quei pirla che faceva domande strane ogni tanto sul tipo "ma come mai hai iniziato?", ovviamente questo solo quando s'era creato un certo rapporto altrimenti si rischiava la solita storiella precotta.
Ed hai anche ragione sul fatto che alla fine..è uno dei mestieri più innocenti e puliti del mondo visto che non fa male a nessuno..(forse a qualcuno sì..ma essendo libera scelta..).
Legalizzazione...io non ci vedo nulla di sbagliato e in italia è legale ora. Quello che vedo sbagliato è il modello olandese o tedesco, proprio non riesco ad entrare nell'ottica del supermarket o del fast food.
Una cosa...guarda che mica è vero che in Olanda son rose e fiori riguardo allo sfruttamento. L'Olanda risulta essere uno dei paesi in testa alla classifica dei luoghi di destinazione del traffico di esseri umani da veicolare al mercato del sesso..cioè è la destinazione finale dei trafficanti di donne...quindi il sillogismo: legalizzazione=no sfruttamento è da rivedere.
a.y.s. Bibi

Chiara di Notte - Klára ha detto...

quindi il sillogismo: legalizzazione=no sfruttamento è da rivedere.

Se mi permetti, Bibi, anche per logica, laddove c'e' proibizionismo per una certa cosa, il fatturato della malavita su quella cosa e' maggiore. Pero' puo' anche essere che io sbagli.
Per quanto riguarda le destinazioni finali del traffico di esseri umani, nel caso specifico per cio' che riguarda la prostituzione, il paese con la piu' alta richiesta e' proprio l'Italia. Ne avevo gia' parlato in questo post:

http://tinyurl.com/7xhesvb

Bibi ha detto...

Chiara anch'io pensavo funzionasse così ma durante un po' di ricerche che ho fatto per altre cose mi sono imbattuto in cose così:
http://www.europa451.it/3/post/2010/6/olanda-la-prostituzione-quasi-legale1.html
http://www.olanda.cc/legalizzazione-della-prostituzione-in-olanda.html
Poi mi ero anche andato a cercare il rapporto citato che però ora non trovo più.
Insomma..sembrerebbe che davvero le cose non siano mutate con la liberizzazione e legalizzazione.
Che poi l'Italia stia lottando per primeggiare..beh non faccio fatica a crederlo anche se con l'aria che tira arriva mi sa solo la manovalanza perchè non ci sono più soldi ed inoltre c'è un forte risveglio delle "autoctone".
a.y.s. Bibi

J.T. ha detto...

Il mio pensiero tradotto in poche parole è che nessuno vuol perdere voti o mettersi contro lo stato del Vaticano.
Per quanto riguarda il PIL, nessuno vorrebbe una ricevuta e rimarrebbe solo la coscienza della prostituta, emettere di nascosto (del cliente) un eventuale fattura.

Per quanto riguarda eventuali loro carriere per capacità, indubbio che tutte la farebbero, basta vedere cos'è successo con i nostri vertici politici negli ultimi anni, ci vorrebbe ben poco ad avere un parlamento di prostitute donne e sovverchiare quello degli uomini, ovviamente piene di merito......

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ J.T.: nessuno vuol perdere voti o mettersi contro lo stato del Vaticano.

Non e' solo il Vaticano. Il vaticano e' uno strumento di controllo. Il problema e' culturale e non si risolverebbe neppure se si eliminasse il Vaticano. L'azione, quindi, non e' immediata e a meno di una "sovversione" violenta del sistema, cosa non augurabile, tutto passa dalla costruzione di una diversa coscienza: maschile e femminile.
Occorrono generazioni per far crescere la pianta. Fortunatamente il seme e' gia' stato gettato e difficilmente sara' estirpato.
A noi, a chi ci crede, non e' dato di risolvere un problema, ma di agire e vivere in funzione di una sua soluzione.
Come? Dando esempi, tramandando valori, stimolando i buoni sentimenti. Facendo capire che, per poter avere tutti, si deve tutti avere meno, ad esempio. Oppure che la dignita' e la liberta' della donna non deve essere una concessione maschile.
Ci sono decine di modi per dare il nostro contributo a svuotare il lago con il cucchiaio.

indubbio che tutte la farebbero

Mi sa che non sono riuscita a spiegarmi. La mia non e' istigazione alla "prostituzione" e non ho detto che e' il miglior mestiere del mondo. Ho solo detto che non e' il piu' indegno ed e' uno fra i piu' onesti.
L'indegnita' e la disonesta' che si vorrebbe attribuire alla prostituzione sono artifici "morali" espressione di condizionamento, oppure di mala fede.
Le prostitute, quelle che lo fanno per scelta e non schiavizzate, sono fra le donne piu' libere che esistano, perche' la loro liberta' parte da cio' che piu' gli uomini vorrebbero controllare: la sessualita' femminile. E questo e' un fatto sovversivo.
Le prostitute devono restare schiave per non essere elemento di disturbo: schiave dei papponi e dei pregiudizi. Schiave della vergogna e del sentirsi indegne.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Aggiungo... non capisco chi mi dice che, dovremmo occuparci delle donne che "non" vogliono fare le prostitute e non di quelle che lo vogliono diventare.
Perche'? Cosa hanno in piu' o in meno le une e le altre?
E poi io non ho mai detto che dovremmo occuparci esclusivamente di chi lo vuol fare, ma di concedere ANCHE a chi lo vuol fare la liberta' di poterlo fare senza essere soggetta a pregiudizi. Esattamente come chi vuol fare la ballerina, o la cuoca, o l'insegnante.
E la vera liberta' queste donne l'avranno raggiunta quando nessuno fara' distinzioni fra l'essere una ballerina, o una cuoca o un'insegnante, e l'essere una prostituta (ovvero operatrice sessuale), in quanto non esistono differenze oggettive, ma solo di interpretazione personale legata al condizionamento culturale maschiocentrico.
Le prostitute che lo fanno per scelta non sono delle "poverine" che devono essere aiutate, come non lo sono le cuoche o le ballerine; sono persone responsabili costrette pero' a muoversi in un terreno borderline a causa dei pregiudizi.
C'era un tempo in cui le donne dovevano tenere nascosto il fatto di essere istruite, di saper leggere e scrivere, perche' era ritenuto "vergognoso" e oltraggiante della volonta' di Dio. Guai se si fossero dimostrate piu' colte e preparate degli uomini. Oggi la stessa cosa avviene nel sesso.

BellaDiGiorno ha detto...

io invidio che ha il posto fisso in banca mica chi fa la puttana. Credo che quella frase non sia tanto una stupidata.......

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Bella: io invidio che ha il posto fisso in banca mica chi fa la puttana

Credo che qui sia necessario far chiarezza, perche' rischiamo di non comprenderci.
Secondo me l'invidia c'entra solo nella misura in cui ci si trovi "costrette" a far qualcosa, non quando lo si sceglie.
Mi spiego meglio: Se la mia famiglia mi costringesse a fare la contadina, pero' a me non piacesse e volessi fare altro: la commessa, oppure l'impiegata. In tal caso, sentendomi compressa in un ruolo che non fosse il mio, mi troverei ad invidiare ogni commessa o impiegata che incontrassi, indipendehntemente dal fatto che fare la contadina possa essere piu' remunerativo che fare la commessa.
Ma nel caso in cui io scegliessi di fare la contadina, perche' sentissi che fra tante cose fosse cio' che preferirei fare, allora non invidierei nessuno. Neppure chi facesse la manager o la professionista.
L'importante, quindi, per non invidiare e' fare cio' che ci si sente di fare.
A questo punto, se mi domandi se io ho voluto fare la prostituta, ti rispondo: "Si', ho voluto". L'ho scelto a anche se avrei potuto avere un posto fisso in un laboratorio, o magari insegnare, ho preferito dar sfogo alla mia vanita'. Effimera, lo ammetto, di poca sostanza in confronto a chi si impegna in altro. Sicuramente poco morale, ma non mi sono mai vergognata.
Forse e' per questo che sono riuscita a mantenere la mia psiche intatta, senza cadere mai in depressione, o crearmi fisime mentali, e oggi, con lo stesso entusiasmo, posso fare la contadina senza avere alcun rimpianto. Anzi ricordandomi a tratti con una leggera nostalgia di quei momenti. Un po' come quando si ricordano i tempi della scuola o una vecchia vacanza con gli amici.

rossoallosso ha detto...

@BellaDiGiorno

conosci qualche puttana più puttana di chi lavora in banca?

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Rosso: qualche puttana più puttana di chi lavora in banca?

Ehi... non iniziamo ad offendere la categoria. :-)

davide ha detto...

Caro amico Rossoallosso,

"conosci qualche puttana più puttana di chi lavora in banca?"

Un conto sono i banchieri e un conto sono gli sfigati che lavorano come dipendenti in banca.

Ciao Davide

rossoallosso ha detto...

@Davide

è giusto ma qui non si parla se è meglio un lavoro od un altro,cosè che spinge uno ad andare a lavorare in miniera o fare il muratore o l'imbianchino,qui si parla di scelte,libere scelte naturalmente,considerando il mestiere di corpivendola come un qualsiasi altro lavoro, ed io credo lo sia,se c'è l'offerta è perche c'è la domanda,giusto? fare un lavoro ,qualsiasi lavoro,è un pò come prostituirsi ,essendo il mestiere di puttana un lavoro particolare cui occorre una gran dose di coraggio,come tutti i lavori cui serve molto coraggio,tu capisci che la scelta necessariamente parte da lontano,come dice Chiara nel post,che naturalmente si offende se la paragono ad un banchiere,visto che a sperperare i soldi altrui non necessita di coraggio

elisa ha detto...

qualsiasi donna potrebbe fare la prostituta, ma molte non lo fanno non perché non ne avrebbero il coraggio...bensì perché non ne hanno bisogno. Non è un caso se la maggioranza delle prostitute sono straniere provenienti da paesi poverissimi. In Italia semmai una bella donna di un certo ceto sociale si fa l'amante ricco, che non è esattamente la stessa cosa che prostituirsi. Io stessa svolgo una professione piuttosto ben remunerata che mi piace molto, e ogni tanto, quando mi va, mi faccio qualche amante (che scelgo IO e da che non mi dispiace affatto sessualmente né umanamente..)a cui posso chiedere ciò che voglio (ho bisgnono di 10000 euro? voilà, basta dirlo), Questo lo considero un privilegio.... in confronto alla prostituzione che volenete o nolente ti costringe ad andare a letto con uomini che pure si disprezzano o ti fanno vomitare....fare un pompino a un uomo per cui si prova repulsione non piace a nessuna donna....e siccome la prostituzione è un lavoro non si può certo stare a guardare il capello: il cliente è cliente..
Mi dispiace ma non mi ha convinta il tuo post....da donna lo trovo davvero poco credibile. O forse una donna costretta (dalle proprie misere condizioni economiche) a prostituirsi dopo un po' per poter digerire lo schifo inconsciamente cerca di farselo piacere.....e in questo caso sviluppa una vera e propria schizofrenia..esistono dei farmaci cmq : )

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Rispondiamo ancora a Elisa:

qualsiasi donna potrebbe fare la prostituta, ma molte non lo fanno non perché non ne avrebbero il coraggio...bensì perché non ne hanno bisogno.

Cara anonima elisa, sono certa che tu la prostituta, non potresti mai farla. Qualsiasi donna si'. Ma tu no. :-)

Non è un caso se la maggioranza delle prostitute sono straniere provenienti da paesi poverissimi.

Si'. E' infatti risaputo e conclamato che le ragazze dell'est sono tutte delle morte di fame, ignoranti e con pochissimi strumenti per evolvere dal loro stato di abbrutimento se non la propria fica... mentre, come dici tu:

In Italia semmai una bella donna di un certo ceto sociale si fa l'amante ricco, che non è esattamente la stessa cosa che prostituirsi.

Si', e' infatti risaputo che in Italia siete tutte di un certo ceto sociale, e tanto fighe, e colte, e affascinanti che non avete bisogno di prostituirvi perche' tutte siete in grado di trovarvi l'uomo ricco a cui ciucciare il cazzo, che' non e' la stessa cosa. :-)
Sai che sei una ragazza saggia e sapiente? Sicura di essere una donna? Di solito noi donne siamo cosi' stupide in confronto agli uomini...
Ah, no, dimenticavo: solo quelle dell'est sono stupide. Le italiane sono tutte intelligenti come te. E tu ne sei una perfetta rappresentante: bella, figa, intelligente, colta, e che si firma anonima firmandosi "elisa" con la minuscola, e che usa i 4 puntini non distanziandoli dalla parola successiva e le virgole al posto dei punti che la rendono tanto riconoscibile. :-)
Pero', giustamente, come dici tu:

Io stessa svolgo una professione piuttosto ben remunerata che mi piace molto, e ogni tanto, quando mi va, mi faccio qualche amante (che scelgo IO e da che non mi dispiace affatto sessualmente né umanamente..)a cui posso chiedere ciò che voglio (ho bisgnono di 10000 euro? voilà, basta dirlo),

Sei davvero il sogno di ogni donna, sai? Quasi quasi ti invidio. Che effetto fa essere invidiata?
Anche a me piacerebbe fare come te...
Sei ben remunerata, in un paese in cui i giovani sono quasi tutti precari. Ti fai gli amanti quando vuoi con uno schicco di dita. E oltre ad avere un bel pisello ed un fisico scolpito, sono tutti ricchissimi. Chiedi 10.000 euro? E che problema c'e'? A te li danno sicuramente! Basta che ti firmi elisa con la minuscola e trovi subito lo strafigo ricco che apre il portafoglio e tira fuori 10.000 per te...
Davvero il sogno di tutte le donne. Ma come fai? Ci racconti il tuo segreto elisa con la minuscola? Perche' noi, donne dell'est, grezze, ignoranti e morte di fame, mica ci arriviamo a tali vette.
Mi chiedo pero' perche' una regina del tuo rango, venga qui a perdere tempo invece di essere in giro per il centro a fare shopping o a scopare con il suo amante bello e ricco. :-)

Ed ora la perla conclusiva:

Mi dispiace ma non mi ha convinta il tuo post....da donna lo trovo davvero poco credibile.

Da donna??????
Tu davvero credi che qualcuno qui, fra chi ha letto il tuo commento, pensi che sei una donna, bella figa, ricca, con lavoro strepitoso e amante ricco solo perche' ce lo racconti tu?????
Erano meglio quelli che raccontavano di essere astronauti a cavallo... almeno erano originali.
:-))))

elisa ha detto...

gentilissima anonima klara, ti leggo un po' nervosetta e mi dispiace, anche perché purtroppo ho il sospetto che tu gradisca solamente i commenti che ti lusingano o che in qualche modo assecondano il tuo ego. Mi dispiace di avere una visione delle cose diversa dalla tua e di aver osato metterla per iscritto nel tuo blog. Sai il mondo è vario , come le donne: abbiamo tante testoline pensanti una diversa dall'altra, alcune proprio non ce l'hanno purtroppo. Tu hai dimostrato di aver capito ben poco delle mie parole..a me sicuramente hai confermato di essere molto limitata, l'avevo scambiato per un blog mediamente intelligente: mi è bastato approfondirlo un pochino per scoprorvi la solita mente psicopatica da web...psicopatici che ogni tanto mi diverto a mettere a nudo nei miei momenti di cazzeggio (eh sì ho anche quelli)adieu, tiro lo sciacquone! ps: sono davvero bella colta benestante e possiedo pure quel poco di stupidità che mi fa godere la vita....esistono davvero sai le fighe che non hanno bisogno di prostituirsi?puoi morire dall'invidia ora :)

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Anonima elisa con la minuscola: tiro lo sciacquone! ps: sono davvero bella colta benestante e possiedo pure quel poco di stupidità che mi fa godere la vita

Ecco, bravo. Fai cosi'. Tirati pure lo sciacquone addosso.
Per quanto riguarda cio' che dici di essere, vorrei risponderti con parole non mie, ma quelle di un'amica alla quale tu, sicuramente non potresti pulire neppure le scarpe. Dubito che comprenderai, ma provaci. Magari da tutto questo impari qualcosa a proposito degli psicopatici:

"La favolosa varietà dei tipi umani si dipana sotto il mio sguardo, che del resto non chiedeva affatto di baloccarsene. Un catalogo che, stringi stringi, si riassume così:

1) Quelli che "sono"
2) Quelli che "pensano di essere"
3) Quelli che "leccano"
4) Quelli "stizziti"

1 non ha intersezioni.
2 cerca costantemente conferme. Ha intersezioni con 3, ma sempre con un secondo fine. Se dici a un 2 che ha detto una cagata, si stizzisce e assume le sembianze del 4.
Se dici a un 1 la medesima cosa, ci pensa sopra, poi ti dice "sì, è vero" oppure "no, non è vero", però rimane 1, e la cosa finisce lì.
3 è un porto di mare.
Si entra, si esce.
Quelli che stazionano permanentemente nell'insieme 3, costituiscono un sottoinsieme: 3p (3 puro).
2 e 3p vivono in simbiosi mutualistica (dal greco: συν = insieme; βιος = vita; nei termini più generici è la stretta relazione fra oggetti, azioni o persone diverse, per trarne un beneficio reciproco).
Nel senso che 3p ha bisogno di 2, e 2 esiste solo perché esiste 3p.
3p ci prova anche con 1, ma 1 se ne sbatte.
I 3 che non sono 3p, chiamiamoli 3t (transitanti), odiano 1. 3p non odia 1: lo venera in silenzio. 3t odia 1.
2 non ha elementi per capire di non essere 1 finché non diventa 3t.
Quando lo comprende darebbe qualsiasi cosa per essere o 1 o 3p.
4 non contiene elementi di 1, ne di 3p.
Accoglie transfughi da 2, passati da 3t.
4 è l'unico insieme che si ingrossa.
2 è l'unico insieme che si svuota, ma non completamente.
C'è un residuo, che possiamo chiamare 2p (2 puro), che non si arrende all'evidenza.
2p pensa di essere1. Però ha bisogno di 3.
2p non transita in 3.
Si rifiuta categoricamente di entrare in 4.
A volte bisognerebbe spingerli dentro con la forza, però 3 non osa, 1 se ne sbatte, e 4p li guarda in cagnesco.
Perché anche 4 ha un sottoinsieme 4p.
1 non ha sottoinsiemi.
I membri di 1 non hanno bisogno di mostrarsi l'un l'altro la patente di 1.
Neanche i 3p.
I membri di 2 chiedono la patente a tutti, ma la loro non la mostrano.
4 non ha patente, per partito preso.
2 a volte si comporta da 3 senza rendersene conto.
3p non si sognerebbe mai di uscire da 3. 3t sì.
4p vorrebbe essere 1.
Tutti vorrebbero essere 1, tranne 2p, che pensa di essere 1, e 3p.
2 va da 1 e si comporta da 3 per farsi dire che è 1, ma 1 in genere se ne sbatte.
In questo caso 2 cambia interlocutore.
Se invece 1 pietosamente gli dà corda, 2 si pensa intensamente 2, ma si ritrova in 3t senza passare dal via.
3p è integro eticamente. 1 se ne sbatte.
3t e 4t (4 - 4p) devono reggere i flussi insostenibili di 2.
Chi esce da 2t (2 -2p) prima o poi rientra. 2p ne ha abbastanza delle bizze di 2t.
Nessuno entra o esce da 1.
Chi esce da 3 (3t) finisce per forza in 4.
1 se ne sbatte."

Dal blog di Xtc.

http://scarrocciando.blogspot.com/2012/02/madamina-il-catalogo-e-questo.html

Bibi ha detto...

@ elisa
ma che bello...sai avevo pensato che eri un troll ma ora per fortuna ho capito che sei solo scema/o perchè neanche un troll riuscirebbe a scrivere tante cazzate in una volta sola e te lo dice uno che in quanto a cazzate scritte...è secondo a nessuno.

@ Chiara
ma dove li peschi? che calamita hai per riuscire ad attirare queste personalità contorte?
questa/o però fammelo durare un po'..almeno sino alle prossime elezioni, perchè oramai visto che non si può più insultare il nano non so più cosa fare.
a.y.s. Bibi

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Bibi: questa/o però fammelo durare un po'..almeno sino alle prossime elezioni

Io ho un particolare talento per attirare gli squilibrati. Sai, queste persone vanno alla spasmodica ricerca di cio' che a loro manca, tentando di, appunto, equilibrarsi. Che per loro significa "livellarsi all'altra persona". E siccome non riescono a salire al livello altrui, sognano di abbassare il libello dell'altro. Strano ragionamento. Ne parlai a suo tempo in un post. Questo:

http://chiara-di-notte.blogspot.com/2007/10/limportanza-dello-spessore.html

Pero', come vedi, dopo un po' capiscono che non e' piu' il caso di giocare e scompaiono...
Anche se non del tutto. Gli squilibrati hanno anche un'altra caratteristica: amano ricomparire con altri nick, ma comportandosi ESATTAMENTE nello stesso modo.
D'altronde, se sono squilibrati una ragione ci sara, no?
Vedrai che "elisa" o il suo alter ego ritornera' a raccontare cazzate. Non ne puo' fare a meno. E' nella lsua natura. Deve farlo per sopperire in qualche modo al vuoto pneumatico della sua esistenza.

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Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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