«La musica viene dall'anima e a chi non ha avuto fortuna, le canzoni che parlano d'amore, amore materno, amore tra amanti, rendono migliore la vita. E' stata la musica che ha fatto degli tzigani un popolo forte.»
Una signora voleva tanto dargli dei baci
non dico tanti, anche solo sette otto (mila).
Invece era proibito perciò non glieli dava.
Se però non fosse stato proibito glieli avrebbe dati tutti
dal primo all'ultimo.
A cosa servono i baci se non si danno?

Vivian Lamarque

sabato 14 gennaio 2012

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La leggenda del Bull's Blood


Dopo alcuni post in cui si e’ parlato d’intimita’ sotto svariate forme, oggi vorrei trattare qualcosa di piu’ leggero e meno arzigogolato, come a riprendere fiato dopo la maratona emotiva degli ultimi giorni. Parliamo dunque di vino; qualcosa che in parte mi riguarda essendo la regione in cui vivo e soprattutto la mia citta’, legata intrinsecamente ad uno dei vini piu’ famosi nel mondo. Stavolta, pero’, non parleremo del Tokaji, del quale piu’ volte abbiamo discusso in questo mio diario, ma di un altro vino ungherese la cui notorieta’ e popolarita’ e’ addirittura superiore.

In Ungheria, come forse anche in Italia, ci sono un sacco di storie che parlano di vino. Una delle piu’ interessanti ed anche piu’ curiose, e’ quella che riguarda il Bull’s Blood di Eger. Il Bull’s Blood (Sangue di Toro), conosciuto anche come "Egri Bikavér", e’ un vino rosso, secco e corposo, che viene prodotto nella regione vinicola di Eger, nel nord dell'Ungheria ed e' noto per aver ottenuto questo nome nel XVI secolo, a seguito dell'invasione ottomana da parte di Solimano il Magnifico.

Durante l'invasione, Solimano e il suo esercito misero sotto assedio il castello di Eger. Nel 1552, 100.000 turchi comandati dal generale Ali' Pascia', assediarono la fortezza al cui interno c'era una guarnigione di soli 2.000 uomini. Gli ungheresi, guidati dal capitano István Dobó, sapevano di essere ampiamente inferiori di numero e la situazione per loro era davvero disperata. Percio’, per rinvigorirsi, i soldati bevevano i vini della cantina, versandosi addosso il vino rosso, sopra le barbe e sulle armature, fino a farle diventare del colore del sangue. E conciati in questo modo, aiutati anche dalle donne, andavano a combattere sulle mura respingendo miracolosamente ogni assalto.

Le donne di Eger - Bertalan Székely

Cosi', dato che gli assalti contro la roccaforte non riuscivano ad avere successo, fra i turchi si sparse la voce che gli ungheresi erano forti proprio perche’ bevevano il sangue dei tori che li rendeva invincibili. Questa diceria si sparse talmente tanto fra gli assedianti che i soldati turchi, per la paura di doversi scontrare contro qualcosa di sovrannaturale, iniziarono a disobbedire agli ordini rifiutandosi di andare all’attacco. Solimano, non potendo contrastare la superstizione dilagante nel suo esercito, decise alla fine di rinunciare a conquistare Eger e si ritiro’. Si dice che fu proprio questa vittoria ungherese a contrastare l'espansione ottomana in Europa settentrionale e occidentale.

La storia dell'assedio di Eger e' raccontata molto bene in un libro di un celebre autore, Géza Gárdonyi, intitolato "Egri csillagok" (le stelle di Eger), testo che, fra l'altro, viene fatto studiare nelle scuole.

Oggi, l’Egri Bikavér e' il piu’ popolare vino ungherese e c’e’ davvero chi ancora lo beve credendo al suo potere magico. Pero’, nonostante la leggenda che sottolinea la tradizione perenne di questo vino e la sua importanza per la regione, e’ piu’ probabile che il suo nome, “Bull’s Blood”, sia stato coniato molto piu’ tardi, nel 1846 dal poeta János Garay che ispirandosi al suo colore descrisse in una sua poesia il rosso del tricolore ungherese.

“Töltsd pohárba, és csodát látsz!
Színe mint a bikavér…”


“Riempire il bicchiere e vedere un miracolo!
Il suo colore e' come il sangue di un toro…”


* Nella foto non sono io.


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5 Commenti:

Inneres Auge ha detto...

Una leggenda interessante e sinceramente non conoscevo questo vino: insomma ho preso due piccioni con una fava

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,

avevo già sentito questa storia. Probabilmente non si tratta di una leggenda ma di fatti, almeno in parte, realmente accaduti.

Anche in Italia ci sono leggende che parlano dei vini. Su questo punto i nostri paesi sono fratelli.

Ciao Davide

rossoallosso ha detto...

conosci la storia del vino"est est est" ?
certo la conoscono tutti !!

"* Nella foto non sono io. "

peccato ;-)

certo che metti sempre le mani avanti tu.

Egerszalok ha detto...

se ben ricordo 2.000 ungheresi (incluse donne e bambini) hanno vinto su 80.000 turchi...

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Egerszalok ha detto... se ben ricordo 2.000 ungheresi (incluse donne e bambini) hanno vinto su 80.000 turchi...

Non ricordi male. C'e' un libro di un celebre autore, Géza Gárdonyi, intitolato "Egri csillagok" (le stelle di Eger), testo che fra l'altro viene fatto studiare nelle scuole, che racconta proprio della storia dell'assedio di Eger da parte degli ottomani. Nel 1552, 100.000 turchi comandati dal generale Ali' Pascia', assediarono la fortezza al cui interno c'era una guarnigione di appena 2.000 uomini. Ma anche le donne accorsero sulle mura a lottare insieme ai soldati.
Il quadro di Bertalan Székely (che ho inserito nel post), descrive proprio quell'evento.

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«Le ricerche dedicate alla condizione femminile in eta' antica si scontrano con un ostacolo che e' strutturale: l’assenza pressoche' completa di testimonianze che non siano mediate attraverso una prospettiva maschile, pur con alcune eccezioni, fra cui il caso di Saffo. Le donne antiche sono cioe' oggetto ma non soggetto di testimonianza. Da questo deriva il mio interesse per i discorsi maschili sulle donne, per la costruzione sociale e culturale degli stereotipi e dei pregiudizi relativi al mondo femminile, per la loro frequente assunzione a dogmi pseudo-scientifici e per la loro costituzione in una compiuta teoria della differenza sessuale»

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(Kossi Komla-Ebri)