«La musica viene dall'anima e a chi non ha avuto fortuna, le canzoni che parlano d'amore, amore materno, amore tra amanti, rendono migliore la vita. E' stata la musica che ha fatto degli tzigani un popolo forte.»

lunedì 31 ottobre 2011

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Io e Olga - Revised


Il racconto che stavolta ripropongo, revisionato e riscritto in alcune sue parti, molti gia’ lo conoscono. E’ quello, fra i miei brevi racconti, che piu’ e’ stato letto, anche se a mio giudizio non e’ certamente il migliore. Si tratta, infatti, di uno dei miei primi timidi tentativi di apertura verso una platea di lettori e come spesso accadeva nei tempi in cui questo blog era ancora giovane, badavo meno alla forma e assai piu’ a quello che era il mio coinvolgimento emotivo nella vicenda narrata.

sabato 29 ottobre 2011

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La crisi ungherese e l’intolleranza fra tzigani e gadje’ – I parte


L’articolo sara’ un po’ lungo - ed anche noioso -, pertanto ho scelto di proporlo diviso in piu’ parti, in modo da renderlo maggiormente scorrevole alla lettura e piu’ snello all’eventuale discussione che dovesse svilupparsi. Conto di poter, con le parti successive e i commenti, sviscerare quelle eventuali domande o dubbi che credo siano presenti quando si parla di zingari, di gadje’, di razzismo, d’intolleranza, di colpe e cause di un fenomeno che ormai sta dilagando in tutta Europa.

giovedì 27 ottobre 2011

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Uno sfogo non previsto


Sono preoccupata. No, niente che minacci la mia persona, ma il fatto e' che le cose, qui, sono sempre state viste in due modi differenti: dagli ottimisti e dai pessimisti. Io ero un'ottimista, credevo che col tempo le cose sarebbero migliorate per il mio popolo. Oggi, pero’, sto passando dall'altra parte perche' vedo che gli avvenimenti precipitano e mi accorgo che i problemi non sono solo quelli dati dall'intolleranza dei gadje', ma le incomprensioni che ci sono fra noi rom.

martedì 25 ottobre 2011

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Il valore delle fiabe


Nell’attimo in cui raccontiamo una fiaba a una bimba, il mondo tenta di avere un futuro. Eppure, sappiamo che e' un tentativo vano. Sappiamo quanta ipocrisia ci sia in tutto cio'. Sappiamo che la vita non sempre porta a un lieto fine. L’abbiamo provato direttamente sulla pelle. Ma allora perche’ lo facciamo? Perche’ arriviamo ad ingannarci e ad ingannare lei in questo modo?

domenica 23 ottobre 2011

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Il reggiseno


Sulla falsa riga del post piu’ letto in questo blog - quello sulle mutandine - e nell'improbabile tentativo di replicarne il successo, ne propongo un altro sulla storia degli indumenti femminili. Anche se, tutti lo sanno, cio' e’ per me soltanto una scusa, la piu’ palese e ritrita, per poter essere ancora una volta tremendamente autoreferenziale ed esibizionista tramite il metodo ormai collaudato della foto da individuare. Parleremo, dunque, del reggiseno.

venerdì 21 ottobre 2011

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Lo spettacolo e' stato cancellato


Secondo la Bibbia, oggi il mondo avrebbe [1] dovuto finire (... yes, it should have been the end of the world). Ovviamente, come ogni fine del mondo che si rispetti da oltre cinquemila anni a questa parte, anche stavolta l’evento verra’, come al solito, cancellato. Ancora ci ricordiamo delle buche mostruose che ci hanno dato, soprattutto quelle dell’anno 1000 e del 2000.

martedì 18 ottobre 2011

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Il cliente


E' la versione leggermente modificata di un breve racconto scritto nel 2007. Cosa cambia? In sostanza, molto poco. Cambia il titolo - nell’originale era “Lo stronzo” - e cambia un po’ la forma, soprattutto perche', invece di scriverlo in prima persona come l’originale, ho scelto stavolta la terza persona, assegnando un nome alla protagonista, che ho voluto chiamare Alice.

lunedì 17 ottobre 2011

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Soulmate


Domenica mattina. E’ tardi. Abbiamo passato la notte insieme. Fuori il cielo e’ sereno, ma l'aria e' fredda. Ci rannicchiamo fra le coperte. Restare a letto, la pigrizia, le coccole, il desiderio, il piacere. Poi di nuovo la pigrizia. I tuoi baci al gusto di caffe’ mischiati ai miei che sanno di te'... e di te.

domenica 9 ottobre 2011

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In viaggio per alcuni giorni


Da domani, lunedi' 10 ottobre, saro' in viaggio e i miei interventi sul blog saranno limitati alla sola moderazione dei commenti (qualora ce ne fossero) e alle eventuali risposte che a questi daro'. Niente nuovi articoli, dunque, per ovvie ragioni logistiche, di connessione internet e di tempo a disposizione. Come sempre, terro' il dovuto riserbo sulla mia destinazione per evitare pericolosi assembramenti di fans ai terminal aeroportuali, alle stazioni ferroviarie e ai moli d'attracco. Spero di essere di ritorno entro una settimana. Auguratemi buon viaggio. :-)

sabato 8 ottobre 2011

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Come nelle fiabe


Scarpette di cristallo, mele avvelenate, aghi incantati. Ogni fiaba che si rispetti ha una principessa che si ritrova regolarmente nei guai. Non prima, pero’, di aver subito un bel po' di angherie dalle terribili rivali: sorellastre invidiose, matrigne senza cuore, regine malvagie, fatine permalose.

giovedì 6 ottobre 2011

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Erotica, ma anche un po' pornografica


Avevo intenzione di scrivere qualcosa. Uno di quei raccontini che sono tanto graditi, diversamente da quanto, invece, accade per le lunghe e noiose elucubrazioni sui meccanismi biochimici ai quali pochi sono veramente interessati. Percio’, ieri, avendo un po’ di tempo libero, mi sono piazzata alla tastiera e ho buttato giu’ un paio di paginette intrise di sesso e oscenita’. Un modo come un altro di passare piacevolmente il tempo. Anche perche’, lo dico chiaro, a me il sesso piace davvero… soprattutto se e’ anche condito con un po’ di perversione.

Sono infatti convinta che sul sesso non si possa scrivere usando accortezza, grazia e gentilezza, Ponendo attenzione alle parole che si usano. Il sesso, quello vero, quello che fa andare via di testa e fa dimenticare tutto, e’ istinto e come tale va trattato, anche quando lo si descrive, esattamente come quando lo si fa.

lunedì 3 ottobre 2011

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Il burqa d’Occidente e’ la taglia 42


"Fu in un grande magazzino americano, nel corso di un fallimentare tentativo di comprarmi una gonna di cotone, che mi sentii dire che i miei fianchi erano troppo larghi per la taglia 42. Ebbi allora la penosa occasione di sperimentare come l'immagine di bellezza dell'Occidente possa ferire fisicamente una donna e umiliarla tanto quanto il velo imposto da una polizia statale in regimi estremisti quali l'Iran, l'Afghanistan o l'Arabia Saudita".

sabato 1 ottobre 2011

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Perche’ le donne sono uno scopo, e gli uomini soltanto un mezzo? - III parte


La strategia procreativa femminile e’ molto diversa da quella maschile. Esiste un limite definito (e non particolarmente alto), al numero di figli che una singola donna puo’ avere. Ma molto piu’ importante e’ lo sforzo metabolico ed il rischio che la gravidanza, il parto e lo svezzamento di un figlio comportano; un costo che tende a essere asimmetrico e molto piu’ a carico della femmina. Le donne, in particolare quelle incinte o hanno figli piccoli, sono estremamente avverse al rischio ed hanno una preferenza intrinseca per una comunita’ che abbia la caratteristica di essere molto ordinata e stabile. Una comunita’ in cui la liberta’ sia barattata per la sicurezza, e dove le meno affidabili risorse private siano sostituite dalle piu’ affidabili risorse collettive. Questa tendenza a preferire la sicurezza alla liberta’ e’ proporzionale alla capacita’ di attrazione sessuale che la donna esercita, poiche’ il rischio di stupro e’ ovviamente maggiore per le donne piu’ attraenti.

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«Le ricerche dedicate alla condizione femminile in eta' antica si scontrano con un ostacolo che e' strutturale: l’assenza pressoche' completa di testimonianze che non siano mediate attraverso una prospettiva maschile, pur con alcune eccezioni, fra cui il caso di Saffo. Le donne antiche sono cioe' oggetto ma non soggetto di testimonianza. Da questo deriva il mio interesse per i discorsi maschili sulle donne, per la costruzione sociale e culturale degli stereotipi e dei pregiudizi relativi al mondo femminile, per la loro frequente assunzione a dogmi pseudo-scientifici e per la loro costituzione in una compiuta teoria della differenza sessuale»

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Il significato della vita

Un professore terminò la lezione, poi pronunciò le parole di rito: "Ci sono domande?". Uno studente gli chiese: "Professore quale è il significato della vita?". Qualcuno tra i presenti che si apprestava ad uscire rise. Il professore guardò a lungo lo studente, chiedendo con lo sguardo se era una domanda seria. Comprese che lo era. "Le risponderò", disse. Estrasse il portafoglio dalla tasca dei pantaloni, ne tirò fuori uno specchietto rotondo, non più grande di una moneta. Poi disse: "Ero bambino durante la guerra. Un giorno, sulla strada, vidi uno specchio andato in frantumi. Ne conservai il frammento più grande. Eccolo. Cominciai a giocarci e mi lasciai incantare dalla possibilità di dirigere la luce riflessa negli angoli bui dove il sole non brillava mai: buche profonde, crepacci, ripostigli. Conservai il piccolo specchio. Diventando uomo finii per capire che non era soltanto il gioco di un bambino, ma la metafora di quello che avrei potuto fare nella vita. Anch'io sono il frammento di uno specchio che non conosco nella sua interezza. Con quello che ho, però, posso mandare luce - la verità, la comprensione, la bontà, la tenerezza - nei bui nascosti del cuore degli uomini e cambiare qualcosa in qualcuno. Forse altre persone vedranno e faranno altrettanto. In questo, per me, sta il significato della vita."

Ecco cos'è il razzismo

Un giorno, in classe, durante un incontro sull’interculturalità, chiesi ai ragazzi di darmi una definizione del termine “razzismo”.
Subito, il più sveglio esclamò:
-Il razzista è il bianco che non ama il nero!
-Bene! Dissi. –E il nero che non ama il bianco?
Mi guardarono tutti stupiti ed increduli con l’espressione tipo: “Come può un nero permettersi di non amare un bianco?”.

(Kossi Komla-Ebri)
Libertà

Noi Zingari abbiamo una sola religione: la libertà.
In cambio di questa rinunciamo alla ricchezza, al potere, alla scienza ed alla gloria.
Viviamo ogni giorno come se fosse l'ultimo.
Quando si muore si lascia tutto: un miserabile carrozzone come un grande impero.
E noi crediamo che in quel momento sia molto meglio essere stati Zingari che re.
Non pensiamo alla morte. Non la temiamo, ecco tutto.
Il nostro segreto sta nel godere ogni giorno le piccole cose
che la vita ci offre e che gli altri uomini non sanno apprezzare:
una mattina di sole, un bagno nella sorgente,
lo sguardo di qualcuno che ci ama.
E' difficile capire queste cose, lo so. Zingari si nasce.
Ci piace camminare sotto le stelle.
Si raccontano strane cose sugli Zingari.
Si dice che leggono l'avvenire nelle stelle
e che possiedono il filtro dell'amore.
La gente non crede alle cose che non sa spiegarsi.
Noi invece non cerchiamo di spiegarci le cose in cui crediamo.
La nostra è una vita semplice, primitiva.
Ci basta avere per tetto il cielo,
un fuoco per scaldarci
e le nostre canzoni, quando siamo tristi.

(Spatzo)

Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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