martedì 30 agosto 2011

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Sotto il Burqa

Joumana Haddad, poetessa libanese, editrice della rivista erotica in arabo Jazad (Corpo), ed autrice di numerosi libri, tra cui l’ultimo “Ho ucciso Scheherazade”, intervistata per la rivista americana Marie Claire, ci parla della condizione delle donne arabe, e di cio’ che la “Primavera Araba” significa realmente per loro.

Qual e’ il piu’ grande tabu’ sessuale nel mondo arabo?

Fare sesso prima del matrimonio. L'onore di tutto il mondo arabo giace tra le gambe della donna araba. E’ un fardello davvero pesante. Non so come riesca camminare. C'e’ tanta ipocrisia, come la pratica della "imenoplastica", cioe’ farsi ricostruire la "verginita’" prima di sposarsi. Molte donne qui lo fanno. Non pensano di avere diritto ad una vita sessuale. Fanno sesso in segreto, poi vanno e tornano di nuovo vergini. Sto parlando sia di musulmane che di cristiane. Ho conoscenti che lo hanno fatto. Che tipo di uomo e’ quello che ha bisogno dell’illusione di essere il primo per sentirsi forte?

In Occidente, gli uomini non sono cosi’ ansiosi di trovare una vergine.
E’ giusto. Chi mai vorrebbe una vergine? Nell'Islam, alcuni dicono che se sei un buon musulmano, un uomo buono, sarai ricompensato con 72 vergini quando morirai. Chi vorrebbe 72 vergini? E’ un lavoro davvero pesante. L'opposto di una ricompensa.

Quali sono gli altri tabu’ sessuali nella societa’ araba?
L'omosessualita’ e’ molto discriminata. E anche parlare di sesso: non e’ possibile discuterne all’aperto. Ma la poligamia non e’ un tabu’. E neppure la pedofilia. Non dovrebbero essere invece dei tabu’?

Nel tuo libro scrivi che ci sono oltre 50 milioni di spose bambine nel mondo, soprattutto nei paesi musulmani. Perche’ alcuni uomini vogliono sposare una bambina?
Penso che abbia molto a che fare con una bassa autostima. Vogliono raccogliere il frutto non appena diventa pronto. Ma e’ anche responsabilita’ delle madri e dei padri che accettano di sposare le loro figlie a quell'eta’.

Tu sostieni che le donne arabe si stanno liberando. Ma poi nel tuo libro si legge che la donna saudita viene frustata quando commette il “crimine” di essere violentata.
Non sto cercando di presentare una realta’ diversa. Le storie sono vere. Io cerco di promuovere il buon esempio - al di la’ delle storie tristi che fanno notizia in Occidente - per mostrare che c'e’ un'altra donna araba la’ fuori.

E’ vero che gli uomini nei paesi arabi piu’ conservatori sono quelli che piu’ guardano il porno?
Tu conosci le notizie su Osama bin Laden e della sua collezione di porno. Anche se non fosse vero, quante persone sono cosi’ nel mondo arabo? Quante persone predicano di essere religiose, ma in segreto hanno queste pratiche perverse perche’ non sono in grado di avere una sana vita sessuale? Questo accade quando ci si ammala; quando non ci e’ permesso di vivere la vita normalmente. Si diventa ossessionati da tutto cio’ che e’ proibito. La parola piu’ digitata su Google in arabo e’ “sesso”.

Abbiamo sentito e letto storie di donne arabe che indossano lingerie sexy sotto il burqa. E’ una giusta rappresentazione?
E’ esagerato. Alcuni uomini occidentali amano immaginare una creatura calda e sensuale sotto quel velo nero. A volte e’ cosi’, a volte no.

Sei cresciuta in una famiglia conservatrice cristiana di Beirut. Come hai fatto a diventare cosi' esplicita sul sesso?
Tutto e’ cominciato quando avevo 12 anni, quando ho letto un libro preso dal ripiano piu’ alto della libreria di mio padre. Era del Marchese de Sade.

Ora tu hai 40 anni, sei sposata, madre di due figli, e dirigi la rivista erotica Jazad. Come riesci a far bene il tuo lavoro vivendo a Beirut?
Quando ho cominciato, e’ stato come se le porte dell'inferno si fossero aperte davanti a me. Ho ricevuto minacce assai pesanti. Per me tutto cio' rappresenta anche una sfida finanziaria: non ho avuto un solo annuncio a pagamento da quando ho iniziato due anni fa.

La "Primavera Araba" puo' portare ad un vero cambiamento per le donne?
Non e’ cambiato nulla. Le donne che vediamo protestare vengono messe da parte subito dopo la rivoluzione, nel momento, appunto, del cambiamento. E’ scandaloso. La cosa che mi fa davvero arrabbiare e’ che in questo mondo non ci sono abbastanza persone arrabbiate.

Intervista originale in inglese

sabato 27 agosto 2011

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Piccole riparazioni domestiche

Gentili signori,

E’ con immenso piacere ed anche un lieve dolore, che mi siedo a scrivere questa email. Sono innanzitutto lieta di informarvi che la durata e l'efficienza dei vostri utensili, insieme al loro confortevole design, mi ha portata forse all'esperienza piu’ incredibile che abbia mai avuto. Tuttavia, cio’ che e’ accaduto non e’ stato privo di inconvenienti, come vi sara’ piu’ chiaro quando avro’ finito di raccontare.

Ieri, mentre controllavo la mia casella di posta elettronica, mi sono imbattuta in una email alquanto bizzarra che proveniva da una societa’ Internet in cui si prometteva di aumentare le dimensioni del mio pene. Dal momento che sono attualmente sprovvista di un pene, ho pensato tra me e me: "Sara’ davvero una bella impresa!" Cosi’ ho innocentemente cliccato il link, curiosa di scoprire come puo’ essere ingrandito qualcosa che non c'e’. Ad essere sincera, ero anche alla ricerca di alcune immagini, dato che dall’ultimo pene che ho visto, che apparteneva al mio ex, e’ passato un po’ di tempo. Ricordo che quello del mio ex era piuttosto insolito, curvato di lato, anche se so benissimo che nei peni una leggera curvatura e’ del tutto normale e trovarne di perfettamente dritti e’ davvero molto raro.

Vi starete probabilmente chiedendo cosa ha a che fare con voi la forma del pene del mio ex, e se forse ho pensato di usare i vostri attrezzi per raddrizzare l’anatomia dei peni disallineati. Purtroppo, la risposta a questa domanda e’ “no”, ma sarei comunque interessata a sapere se in catalogo avete qualcosa che potrebbe essermi utile a tale scopo. Non si sa mai. Magari in futuro potrei averne bisogno. In ogni caso, navigando in quel sito web sull’ingrossamento del pene, alla fine ho trovato quello che cercavo. Addirittura piu’ di quanto potessi immaginare. C’erano tantissime immagini, ognuna delle quali con un diverso stile di pene. Ce n’erano di lunghi, corti, grassi, magri, neri, bianchi. Insomma, una varieta’ tale da soddisfare ogni gusto, e la cosa incredibile e' che erano tutti dritti e perfetti!

Insomma, non voglio farla lunga, ma non e’ passato molto tempo che quelle immagini hanno iniziato ad avere un certo effetto. Me ne sono accorta dalla sensazione di caldo e di umido tra le gambe. Sinceramente, non mi sarei mai aspettata di eccitarmi cosi' in fretta solo guardando qualche pene, ma come osservava nel 1960 il creatore della Barbie, in realta’ una giovane donna non e’ altro che un meccanismo di sostegno biologico per due grandi seni o, nel mio caso, per due piccoli seni pero' con una gran quantita' di ormoni iperattivi.

Cosi’, riconoscendo il tipico formicolio che accompagna normalmente questo fenomeno che da un po’ di tempo, sempre piu’ frequentemente, mi accade, ho cercato di attenuare manualmente e con ogni strumento che avevo a portata di mano, la tensione che sentivo aumentare. Nel tentativo di dare sollievo alla mia vagina, ho saccheggiato dunque la casa alla ricerca di qualcosa di lungo e tubolare, ma a parte alcune candele affusolate, che ho temuto potessero essere un po’ fragili e mi si piegassero fra le cosce, non ho trovato niente. Persino il frigorifero era vuoto e mi sono ricordata che non avevo provveduto al consueto rifornimento settimanale di frutta e verdura. Stavo per ricorrere al migliore amico di una donna, cioe’ al sifone della doccia e al suo getto d’acqua, quando casualmente l’occhio mi e’ caduto sulla cassetta degli attrezzi, che in casa usiamo per le piccole riparazioni domestiche, nascosta dietro la porta del bagno. Era piena dei vostri utensili, tutti garantiti per dare piena soddisfazione, cosi’ come e’ scritto anche nella pubblicita’ nel vostro sito. Ho percio’ afferrato il cacciavite piu’ lungo che ho trovato e… bene… non mi soffermo sui dettagli, tranne dirvi che, in effetti, mi ha lasciata davvero soddisfatta. Molto, molto, molto soddisfatta. Dio, quanto amo quel cacciavite!

In particolare, ho trovato confortevole il design col manico arrotondato del modello 3/8 x 12 pollici (numero di catalogo # 004215990) che mi ha provocato uno dei piu’ intensi orgasmi che abbia mai avuto in tutta la mia vita senza il supporto di un’altra persona. La perfetta lama in acciaio cromo vanadio mi ha infatti consentito una presa perfetta per far scorrere il manico dentro e fuori, in un primo momento con un ritmo lento e costante, che pero’ ho presto accelerato in un crescendo di brevi movimenti sempre piu’ veloci. Le scanalature finemente lavorate del manico hanno contribuito a migliorare il mio godimento ed hanno avuto inoltre il vantaggio di consentire all’abbondante lubrificazione che il mio corpo stava in quel momento producendo, di defluire fuori senza problemi. Non ho tenuto il conto esatto, per ovvie ragioni, ma ho stimato di aver avuto circa 30 minuti di frenetico piacere, considerato che, fra l'altro, sono pure multiorgasmica. Oltretutto, leggendo adesso la scheda tecnica nel vostro sito, scopro felicemente che il cacciavite modello 3/8 x 12 pollici, e’ addirittura garantito a vita!

Dopo tre esperienze consecutive, una piu’ sconvolgente dell’altra, mi sono accasciata sulla sedia, tremando come una foglia, svuotata di ogni energia e mi sono lasciata sfuggire un lungo sospiro di sollievo. Ma, come mi sono appoggiata allo schienale, questo ha ceduto e sono caduta a terra, finendo proprio sopra una maniglia di ottone lasciata incautamente sul pavimento. Cio’ mi ha fatto gridare ancor piu’ forte di quanto mi avesse fatto gridare il manico del vostro favoloso cacciavite. Un po’ imbarazzata, mi sono rialzata ed ho esaminato la sedia. Dopo un'attenta ispezione, ho scoperto che lo schienale era uscito dalla sua sede a causa di una vite che s'era, ahime’, allentata, probabilmente per la forte sollecitazione dovuta ai miei sforzi precedenti. Beh, non ci crederete, ma ho usato di nuovo il vostro cacciavite, stavolta preso dall'altra estremita’, comprensibilmente scivolosa, ma che ho asciugato con un lembo della mia maglietta. Ebbene, non vi dico la mia sorpresa quando ho scoperto che il vostro prodotto, oltre a mandarmi in estasi piu’ volte, poteva anche essere usato per riparare la sedia che avevo rotto con la mia sbadataggine.

Grazie, dunque, ancora e ancora. I vostri utensili non solo sono indispensabili per chi ha necessita’ di eseguire delle piccole riparazioni domestiche, ma lo sono ancor piu’ per le donne di tutto il mondo che, come me, hanno un sovraccarico di ormoni. Pertanto, considerata la straordinaria esperienza che vi ho appena raccontato, sto valutando l’acquisto di altra stupenda attrezzatura che posso ammirare nel vostro catalogo online. Sono infatti molto, molto, molto interessata al set di cacciaviti a cinque elementi “afferra e ruota” modello DeLuxe con manico ergonomico (numero di catalogo # 0065879744). Vi sarei dunque grata se mi inviaste al piu’ presto la vostra migliore offerta, inclusiva di spese di spedizione. Grazie ai vostri meravigliosi strumenti nelle mie mani - e tra le mie cosce – credo che la vostra azienda riuscira’ a garantirmi una piena soddisfazione ogni giorno della settimana ancora per moltissimi anni a… venire.

Cordiali saluti.

mercoledì 24 agosto 2011

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5 e 99 al minuto

Amadeo Sfigatti, un disoccupato abbandonato dalla moglie, mentre tenta di chiamare il numero verde de “La Samaritana”, un’associazione che si occupa di prestare aiuto a chi vuole suicidarsi, compone per errore il numero di un telefono erotico a pagamento.

Donna (con voce sensuale): "Ciao."

Amadeo: “Salve. Parlo con La Samaritana?"

Donna (con voce ancor piu’ sensuale): "Per 5 e 99 al minuto, posso essere tutto quello che vuoi, amore."

Amadeo: "Co… cosa? Fate pagare adesso? Non che sia importante, perche’ non credo che saro’ ancora vivo al momento del conto. Come si chiama?”

Donna: "Deborah... la samaritana, la samaritana sexy. Qual e’ il tuo nome, carino?"

Amadeo: "Amadeo… con due A. Spero lo scrivano giusto sulla lapide.”

Deborah: "Sono una doppia A anch’io, Amadeo."

Amadeo: "Cosa?"

Deborah (ridacchiando): "36. Doppia A. E’ la mia taglia di reggiseno. Sembra che hai bisogno di un po’ di coccole, vero Amadeo?"

Amadeo: "In realta’ ho chiamato per chiedere se puo’ aiutarmi a morire."

Deborah: “Se vuoi che ti faccia morire, allora hai scelto la ragazza giusta, tesoro. Sono bravissima a far morire quelli come te. Com’e’ che ti piacerebbe farlo? Che ne dici con me sopra nella posizione dell’amazzone?"

Amadeo: “Non la conosco neppure. Perche’ dovrebbe starmi sopra?"

Deborah: “Perche’ sono calda, appassionata e sensuale, con lunghi capelli neri, la pelle liscia come la seta e un bel fondo schiena, perfetto e tonico che aspetta solo che la tua pulsante virilita’ esplori le profonde caverne del mio corpo.”

Amadeo (scettico): "E’ sicura di essere La Samaritana?"

Deborah (con passione): Lo sono nella carne, Amadeo. Una samaritana abbronzatissima e morbida che ha solo voglia di strusciare la sua carne contro la tua carne."

Amadeo: "Beh, deve prima tirarmi fuori la testa dal forno. No aspetti… non funziona. E’ elettrico."

Deborah: "Non c'e’ bisogno che ti strusci a un forno, Amadeo. Sei cosi’ caldo, che le mie dita bruciano al solo toccarti."

Amadeo: "Ho una corda nel garage. Magari potrei legarla alla trave in cucina…"

Deborah: “Corda? Oh, ma allora sei un birichino! Su chi stai pensando di usarla la corda?"

Amadeo: “Su me stesso. Che razza di domanda e’?"

Deborah: "Mmm… sai cosa vorrei fare con quella corda? Vorrei metterti a torso nudo e legarti alla testata del letto. Poi ti passerei la mia calda e umida lingua sul corpo, leccando ogni centimetro della tua pelle, facendoti fremere fino a quando non ne potresti piu’ e mi chiederesti misericordia."

Amadeo: “Chiedere alla Misericordia? Ho provato a chiamare ma non c'era nessuno."

Deborah: "Poi ti sfilerei lentamente i pantaloni, facendoli scorrere giu’ per le gambe, agguanterei i tuoi glutei con le mani, e mi metterei a ciucciare voracemente il tuo pistolone."

Amadeo: "Pistolone? Si’, buona idea. Un’arma e’ cio’ che ci vuole. Perche’ non ci ho pensato prima? Lasciamo perdere la corda.”

Deborah (paziente): “Va bene allora. Niente corda. Mi sono sempre piaciuti gli uomini che sanno come maneggiare le armi. Sai perche’? Perche’ sono quasi sempre carichi e capaci di perdere il controllo in qualsiasi momento. Di che colore e’?"

Amadeo: "Argento. E’ una 44 magnum."

Deborah (gemendo): “Ooooh, una 44. E’ davvero grande, con una bella canna grossa… il solo pensiero mi fa bagnare. Ho appena tolto le mutandine. Ti dispiace se mi tolgo anche il reggiseno, Amadeo? Ho i capezzoli che da quanto sono turgidi mi fanno quasi male."

Amadeo: "Non mi importa. Puoi anche suonarci le canzoncine con i tuoi capezzoli."

Deborah (ridacchiando in modo sensuale): "Oh Amadeo, quando rido, i miei succhi gocciolano sul divano. Posso accarezzare la tua arma, tesoro? Riesci a immaginarmi mentre lo faccio?"

Amadeo (esitante): “Beh, fino a quando non premo il grilletto. Ho un solo proiettile…"

Deborah: “Oh, e’ cosi’ difficile, Amadeo! E una pistola cosi’ grossa! Sicuramente potresti pensare di farci qualcosa di meglio con lei, invece di ucciderti, non credi? Ecco, guarda come si inserisce perfettamente tra le mie cosce..."

Amadeo: "Cosa? Smettila!"

Deborah (col respiro pesante): "Troppo tardi. I succhi del mio sesso sono sparsi ormai dappertutto, Amadeo."

Amadeo: "Vuoi farla inceppare maledetta…"

Deborah (gemendo piu’ forte): "Oh, e’ cosi' bello, Amadeo. Soprattutto quando la spingi in profondita’ dentro di me… e la torci e la giri… oh Dio, credo che hai appena trovato il mio punto G..."

Amadeo: “Smettila! Basta con la pistola! Mi sono appena ricordato che domani viene la donna delle pulizie. Non voglio combinare un pasticcio."

Deborah: "Un pasticcio? Non hai degli stracci per asciugare?"

Amadeo: "Li ho usati tutti per piangere dopo che mia moglie mi ha lasciato. Sto mettendo giu’ la pistola ora."

Deborah (un po’ sconsolata): "Sei sicuro? Magari hai un coltello? Un coltello da macellaio ben affilato e con un manico bello grosso, arrotondato. Sarebbe stupendo, non credi? Una cosa davvero perversa. Potresti infilarmelo nel culo…"

Amadeo: "E’ carino da parte tua offrirmelo, ma penso che non lo faro’. Voglio dire, se non avessi intenzione di suicidarmi, probabilmente lo farei."

Deborah: “Non ti preoccupare, non voglio farne una questione personale. Dimmi caro, hai mai pensato alle pillole?”

Amadeo: "I sonniferi?"

Deborah: “No, sciocchino. Quelle blu che rendono il pisello duro. Non devi prenderle tutte, pero’. Una basta e avanza."

Amadeo: "Per fare cosa?"

Deborah (eccitata): "Mmm... come per fare cosa? Vedi? Sta gia’ funzionando. Guarda il piccolo Amadeo che cresce... cresce…"

Amadeo: "Mi dispiace, ma e’ morto anni fa."

Deborah: "Allora e’ un miracolo. Vedi? Io riesco a resuscitare persino i morti!”

Amadeo: “Credo che sia ormai rigido."

Deborah (ridendo istericamente): "Rigido? Rigido??? Ma e' come scambiare il Titanic per un rimorchiatore, Amadeo!"

Amadeo: (timido e imbarazzato): "Lo pensi davvero?"

Deborah: "Oh si’. Ho sempre desiderato navigare in alto mare. (Ridacchiando) Che cosa succede se prendo il timone e guido il tuo grosso vascello in profondita’ nella mia umida e oscura insenatura? Cosa ne pensi, Amadeo?"

Amadeo: "Beh, non so… direi all’arrembaggio!"

Deborah (iniziando di nuovo a gemere): “Agli ordini, Capitano. Stai navigando dentro di me come nessun altro... un movimento lento, avanti e indietro, su e giu', come in balia delle onde che ci circondano."

Amadeo: "Cazzo… mi fai masturbare quando invece dovrei suicidarmi."

Deborah: "Va bene, Capitano, quando avremo finito ti faro’ camminare sull’asse dei pirati pungolato dalla punta di una spada."

Amadeo (con il respiro affannoso): "Cosi’ sia, allora!"

Deborah (ansimante): "Il tuo movimento lento, si trasforma nello sciabordio delle mie onde contro lo scafo della tua nave. Piu’ veloce ora, il tuo veliero naviga in alto mare fino a quando siamo entrambi cosi’ vicini… cosi’ vicini… Amadeo, sei vicino?"

Amadeo (balbettando): "Sono molto vi... vi..."

Deborah (con respiri sempre piu’ rapidi): "Chiedo il permesso di salire a bordo, signore."

Amadeo (mugugnando): “Permesso accordato, signora.”

Deborah (gemendo forte e a lungo): "Ooooh! Che vascello… mi scivola dentro… e’ tutto cosi’ bagnato qui!”

Amadeo: "Oh si’… sto per…”

Deborah: “Oh, Amadeo... Oh amore!"

Amadeo: “Deborah!”

(Diversi momenti di silenzio)

Deborah (sospirando): "Come ti senti ora, Amadeo? Ancora blu come il mare? Non ti senti meglio, tesoro?"

Amadeo: "Posso morire come un uomo felice, adesso."

Deborah (ridacchiando): "Perfetto! Allora, sono 22 minuti a 5 e 99 al minuto. Il totale e’ 131 e 78, piu’ IVA."

(Clic metallico seguito da un colpo di pistola smorzato)

Deborah: "Amadeo?"

(Silenzio)

Deborah: "Amadeo? Capitano, ci sei?"

Amadeo: "Dannazione, si era inceppata e poi il colpo e’ partito quando l'ho gettata a terra. Accetti la Visa?"

Deborah: “Certamente, tesoro.”

lunedì 22 agosto 2011

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Perche’ non credo in Dio - Manuale semplificato per l'ateismo

Non credo in Dio perche’ non ho bisogno di rassicurazioni.

Non credo in Dio perche’ sono una donna che ha dignita’.

Non credo in Dio perche’ mi piace fare le mie regole. E infrangerle.

Non credo in Dio perche’ so benissimo come incasinarmi la vita da sola.

Non credo in Dio perche’ lui esige di essere temuto e adorato.

Non credo in Dio perche’ odio i monologhi e le conversazioni a senso unico.

Non credo in Dio perche’ troppo zucchero mi fa male ai denti.

Non credo in Dio perche’ i miei valori sono la giustizia, la liberta’ e la scelta.

Non credo in Dio perche’ se davvero esiste e tutto in questo mondo accade per sua volonta’, allora non merita la mia fiducia.

Non credo in Dio perche’ finora ha fatto un lavoro alquanto schifoso nello scegliere i suoi rappresentanti.

Non credo in Dio perche’ non voglio rimandare l’Inferno e il Paradiso. Preferisco mille volte viverli qui ed ora.

Non credo in Dio perche’ preferisco inciampare mentre cammino zoppicando, piuttosto che muovermi su una sedia a rotelle.

Non credo in Dio perche’ preferisco essere ammanettata da un amante piuttosto che da un mito.

Non credo in Dio perche’ la colpa e’ una salsa che rovina il gusto squisito di una pietanza peccaminosa.

Non credo in Dio perche’ la sua ricompensa e’ una truffa, e la sua punizione e’ meno severa di cio' che dovrebbe essere.

Non credo in Dio perche’ preferisco migliorare la mia vita da sola, inventandomela ogni giorno.

Non credo in Dio perche’ questo universo e’ un tale miracolo che va persino oltre ai suoi mezzi.

Non credo in Dio perche’ io stessa sono il mio Dio. E di me non ci si puo’ assolutamente fidare.

Non credo in Dio perche’ credo in me stessa. E le due fedi non sono compatibili.

Non credo in Dio perche’ ogni giorno che passa e’ sempre piu’ difficile per me credere in lui.

sabato 20 agosto 2011

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Immobile


Vorrei creare per noi un mondo
senza le preoccupazioni dei mortali
senza aspettative disincantate
senza fantasie frustrate
senza sospetti ne’ sicurezze.

Senza luci rosse d’arresto
senza limiti di velocita’
senza istinti da trattenere
senza ricordi da seppellire.

Un mondo parallelo
senza bambini urlanti nel cuore della notte
senza stupidi litigi di prima mattina
senza biscotti al cioccolato che sono finiti
senza pensare “sei cosi’ noioso”.

Senza rubinetti da riparare
senza mutui da dover pagare
senza pieghe tristi intorno alla bocca
senza cerchi oscuri che strangolano il cuore.

Senza interminabili silenzi durante la cena
senza discussioni per il conto in comune
senza il nostro “stare insieme” che si allontana
senza abitudini da sopportare.

Senza sacchetti dell’immondizia da gettare
senza catene strette intorno al collo
senza insicurezze da coccolare
senza mai dire “non ho voglia di scopare”.

Un mondo parallelo
senza kit di sopravvivenza
senza bisogno di luoghi segreti
senza bisogno di dare spiegazioni
senza scuse per le stupide bugie.

Senza uscite di sicurezza
per poter scappare o per dire addio
senza tranquillizzarti con un “tua per sempre”
senza bisogno di un “incondizionatamente”.

Un mondo parallelo
senza rituali soffocanti
senza maschere per i miei difetti
senza occultare le mie perversioni
senza nascondere i miei pensieri sporchi.

Senza guardare indietro con nostalgia
senza guardare avanti con amarezza
senza quel peso dentro al petto
senza provare colpa ne' stanchezza.

Un mondo impossibile
infinito come una poesia mai scritta
con soltanto te e me
nudi l’una nelle braccia dell’altro
disponibili e aperti all’universo
come due palme esposte al vento del deserto.

E il tempo sospeso intorno a noi
immobile
come una fotografia in cornice
posata su una vecchia scrivania.

venerdì 19 agosto 2011

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Erezioni

"Ho un’erezione", disse la donna con gli occhi azzurri.

"Anch'io ho un'erezione", disse l'amante della donna con gli occhi azzurri.

All’uomo non venne in mente di dire alla donna: "In che modo puoi avere un'erezione? Sei una donna".

Questo era il motivo per cui lei lo aveva scelto come amante, penso’ la donna con gli occhi azzurri. Questa era una delle innumerevoli ragioni per cui, a lei, lui piaceva cosi’ tanto, e questo era senza dubbio il vero perche’, in quel momento, gli stava accanto nuda nel letto: perche’ a lui non sarebbe mai venuto in mente di dirle qualcosa di cosi’ stupido come: "In che modo puoi avere un'erezione? Sei una donna".

Lo ammirava anche perche’, come lei, pure lui detestava i punti esclamativi, il colore rosa, l’ostentata nostalgia e, appunto, le frasi stupide. Come quelle di chi alla fine di una scopata chiede: “Hai goduto?” Per non parlare, poi, del prurito che la maggior parte delle persone sentono nel cuore quando scoprono di aver perduto per sempre un’opportunita’ che mai piu’ si ripetera’.

Com’e’ che viene chiamata? Ah, si’: autocommiserazione. Puah!

Inoltre, alla donna con gli occhi azzurri il suo amante piaceva perche’, ovviamente, anche lui aveva erezioni. Delle straordinarie erezioni. E questa era la ciliegina sulla torta.
Beh, ad essere davvero sincera, era piu’ di una semplice “ciliegina”.

Ci sono giorni, amore mio,
in cui la mia unica sfortuna
e’ questa maledetta anatomia
che m’impedisce di entrare in te
cosi’ come tu entri in me.

(Joumana Haddad)

giovedì 18 agosto 2011

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Duello

Nessuna mossa elegante di torsione e rotazione:
siamo in guerra, tesoro.

La mia fame contro la tua avidita’,
la tua impazienza contro la mia velocita’.

La mia bocca contro il tuo torace,
la tua mano contro il mio seno.

Il mio miele contro le tue labbra,
i tuoi denti contro i miei fianchi.

La mia guardia contro le tue stoccate,
la tua forza contro la mia agilita’.

La mia liberta’ contro la tua passione,
Il tuo orgoglio contro la mia fantasia.

Siamo in guerra, lo sai,
e lo scontro adesso e’ piu’ cruento.

Ma vedi, e’ inutile
che punti la tua sciabola al mio cuore.

Il bersaglio e’ sempre in movimento,
e vincere e’ la mia arte.

Ed e’ solo quando ti arrenderai
che la strada verso la vittoria
per te iniziera’.

martedì 16 agosto 2011

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L’arte dell’attesa

Niente puo’ essere preteso. Men che meno l’amore di qualcuno. Chi, come se gli appartenesse di diritto, pensa di ottenerlo con ogni mezzo, i soldi, la furbizia, la prevaricazione, il controllo, come in una terra conquistata con la forza ricevera' indietro solo indifferenza, forse finzione, magari sottomissione, ma mai amore. Mai quella reale, autentica, sincera, devozione che scaturisce dalla forza dei sentimenti, dal rispetto, dall'ammirazione e dall'inebrianza dei sensi.

La strada giusta, invece, e' un'altra. Credimi. Anche se il viaggio dovesse durare una vita intera, l’attesa e’ l’unico percorso che riesce ad avvicinarti al traguardo. Chi non ha pazienza infinita, incondizionata, totale, e’ meglio che abbandoni il sentiero dell’amore e torni indietro, perche’ piu’ si accanira' a volerlo imprigionare in una gabbia, per poterselo rimirare in esclusiva quasi fosse un'opera d'arte tenuta al sicuro in una cassaforte, piu’ se lo vedra' sfuggire dalle dita come sfugge via la sabbia da un pugno troppo stretto.


Aspettala
con una tazza azzurra da riempirle
Aspettala
con sette cuscini di nuvole su cui farla adagiare
Aspettala
la sera alla sorgente, tra le rose profumate
Aspettala
con la pazienza di un cavallo addestrato per la montagna
Aspettala
con il gusto estetico di un vero principe
Aspettala
con fumi di incenso che si diffondono nell'aria
Aspettala
con il tuo virile profumo di sandalo
Aspettala
e non correre
Se arriva tardi
aspettala
Se arriva presto
aspettala
Non spaventare gli uccelli nei suoi capelli intrecciati
Portala al balcone a guardare la luna che si immerge nel latte
Aspettala e offrile l’acqua prima del vino
Non fissare lo sguardo sulle pernici gemelle addormentate sul suo seno
Aspettala e delicatamente tocca la sua mano mentre appoggia la tazza sul tavolo
Come se stessi portando la rugiada al suo fiore, aspettala
Respira profondamente e saziati del suo aroma di femmina
Parlale come un flauto parlerebbe alla corda pizzicata di un violino
Aspettala come se sapessi cosa portera’ il domani
Aspettala, e rendi lucente la sua notte, istante per istante
Aspettala fin quando lei ti dira’ di si’

lunedì 15 agosto 2011

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Il sangue di tutti

L'immagine e' eloquente (la si puo' ingrandire cliccandoci sopra) e non ha bisogno di molte spiegazioni. Mostra in modo inequivocabile quanto la superiorita' della razza sia un concetto assurdo, illogico, stupido, inventato da persone stupide, al quale solo chi e' stupido, oppure in malafede, puo' credere.

Anche se apparteniamo a nuclei familiari diversi, anche se non parliamo la stessa lingua, anche se abbiamo pelle, occhi e capelli di colori differenti, anche se abbiamo idee, valori e sentimenti contrastanti, anche se c'e' chi e' ricco oltre ogni immaginazione e chi non ha neppure i soldi per mangiare una ciotola di riso, siamo tutti parenti perche' in ciascuno di noi scorre lo stesso identico sangue incrociato e mescolato almeno due volte.

Qualcuno lo dica per cortesia a Borghezio, a Maroni, a Bossi, ma anche a Gàbor Vona, a Daniel Srb, a Timo Soin, a Geert Wilders, a Marine Le Pen, a Heinz-Christian Strache, a Philip Dewinter, e a tutti quegli xenofobi che si ammantano di simboli, bandiere, stendardi e gagliardetti per sentirsi parte di una razza superiore, perche' forse non hanno ancora capito che nelle loro vene, come nelle vene di chiunque, scorre il sangue di ogni popolo che esiste sulla terra. Il sangue di tutti. Persino quello zingaro.

sabato 13 agosto 2011

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L'ultimo dei berlusconiani

Leggendo un articolo sul Corriere, mi e' venuto in mente quando, non molto tempo fa, una persona che conosco, un avvocato che ha sempre votato per Berlusconi, si lamentava della tracciabilita' del denaro a 3600 euro, ritenendo tale misura illiberale e di stampo totalitario.
Che cosa dira' adesso che e' stata ulteriormente abbassata a 2500 euro? E soprattutto cosa fara’ quando (se come prevedo verra’ progressivamente portata ancor piu' verso il basso) persino per comprare un chilo di patate la gente dovra' portarsi dietro il codice fiscale?

Con chi se la prendera' l'amico avvocato? Con Prodi? Con Visco? Con Padoa Schioppa? Con i sindacati? Con i comunisti? Con i cinesi? Con i talebani? Con gli alieni? Con tutti quei feticci che nelle teste dei piu' ferventi berlusconiani rappresentano “il peggio”, allo stesso modo di come Emmanuel Goldstein lo rappresenta nell'indimenticabile romanzo di Orwell?


A settembre, al ritorno dalle "magre" vacanze (per i fortunati che quest’anno le hanno potute fare), le persone comuni, quelle che non possono andare a pranzare nel ristorante di Montecitorio, si ritroveranno nuovamente alle prese con il problema di come riuscire a campare, tirando avanti alla meno peggio, se non addirittura a sopravvivere.

Molti che si saranno aggiunti a quella schiera ormai vastissima fatta di precari e di disoccupati, si chiederanno come tutto cio' sia potuto accadere anche a loro che fino a ieri avevano un lavoro sicuro, un’aziendina che funzionava, una pensione decorosa, una piccola rendita con la quale riuscivano almeno a pagare le bollette e capiranno che da domani saranno costretti a ridimensionare drasticamente il proprio stile di vita. In peggio.

Tasse sempre piu’ alte vogliono dire meno redditi a disposizione, quindi meno consumi, percio' meno produzione e meno entrate per l’erario. E alla fine lo stato, per incamerare i soldi per pagare il debito pubblico, deve imporre tasse sempre piu' alte. Ed ecco innescato il tipico "circolo vizioso" di cui parlavo proprio QUI. Come previsto, fra l'altro, la crisi non avendo piu' niente da divorare in basso, si sta propagando verso l'alto, accelerando ed inasprendosi via via che ci si avvicina al punto di rottura sociale: una deflagrazione che prima o poi avverra'.

Sono certa che fra non molto non si sentiranno piu' al sicuro neppure coloro che fino a ieri credevano di essere assolutamente invulnerabili. Quelli che hanno sempre creduto alle promesse del cavaliere. Quelli che dall'alto dei loro balconi fioriti si divertivano a sputare noccioli e disprezzo sulla massa di pezzenti giu' in strada, ritenendoli dei coglioni invidiosi che nella vita non avevano capito nulla.

Alla luce di tutto cio’ mi chiedo: chi vorra' passare alla Storia come “l’ultimo dei berlusconiani” quando, ormai, al piu' grande Presidente del Consiglio degli ultimi 150 anni non credono piu' neppure i suoi fedelissimi scagnozzi? Anzi, loro non gli credono piu’ gia’ da molto tempo, e probabilmente non gli hanno mai creduto.

giovedì 11 agosto 2011

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Poetizzando

Guardo le nuvole che mi guardano, e a loro chiedo: chissa’ quale pioggia ha il sapore piu' buono, la vostra o la mia?
E a loro chiedo: avete detto a nessuno perche’ piangevo ieri notte?
E a loro chiedo: com’e’ che potete dissolvervi quando volete e io non posso?
E a loro chiedo: potreste suggerire al mio amante dove mi piace essere leccata?
E a loro chiedo: sono i sogni che sono fatti di voi o siete voi ad essere fatte di sogni?
E a loro chiedo: accettereste di essere sepolte nel mio cuore quando morirete?
E a loro chiedo: quante altre vite dovro’ ancora scalare per essere uguale a voi?


Non ho bisogno di farti sentire forte.
Non ho bisogno di farti sentire bello.
Non ho bisogno di farti sentire sicuro.
Non ho bisogno di farti sentire protetto.
Non ho bisogno di farti sentire appagato.
Non ho nemmeno bisogno di farti sentire amato.
Ho semplicemente bisogno di te per amarti.
Le perdite piu’ grandi nella vita non sono le cose che non riusciamo piu’ ad avere, ma quelle che non riusciamo piu’ a dare.


il mio cuore e’ in una scatola,
e la scatola e’ su un albero,
e l'albero e’ in un sogno,
e il sogno e’ su una montagna,
e la montagna e’ in una lacrima,
e la lacrima e’ su una nuvola,
e la nuvola e’ in un bacio,
e il bacio e’ nel mare,
e il mare e’ in una conchiglia,
e la conchiglia e’ su una roccia,
e la roccia e’ in un gemito,
e il gemito e’ sulle labbra,
e le labbra in una parola,
e la parola e’ sulla lingua,
e la lingua e’ su un seno,
e il seno e’ in uno sguardo,
e lo sguardo e’ sul mondo,
e il mondo e’ nel mio cuore.


Credi di avere un asso nella manica?
E allora?
Io ho un asso fra le cosce
un asso in mezzo ai seni
un asso fra le dita dei piedi
un asso nei miei occhi
un asso sulle labbra
un asso sulla lingua
ed ho mille e uno assi nel cervello...
Come puoi vincere?


Non perdiamoci
nella retorica
delle metafore,
Amore mio.
Vedi,
descriverlo
e’ inutile.
Perche’,
invece,
non lo usi?


il sesso
e’ come
la morte,
si’,
me lo dice
la vena
che si tende
al mio inguine
che pulsa
ogni volta che
penso
alla morte
proprio
come
pulsa
ogni volta che
penso
al sesso


Si potrebbe pensare che sei tu l’invincibile pirata
e io la nave saccheggiata.
Ma e’ sempre il ladrone malvagio
che viene ridotto a brandelli.
Percio’ tieni a bada il tuo cuore
cosi’ come le tue labbra,
amore mio.

Si potrebbe pensare che sei tu il lupo cattivo
e io Cappuccetto Rosso.
Ma rendi affilati quei denti
prima di attraversare il mio bosco.
Perche’ e’ la mia carne
che ha voglia di macinarti,
amore mio.

Si potrebbe pensare che sei tu l’imperscrutabile
e io un libro aperto.
Ma la mia chiarezza e’ una canna da pesca
e tu stai abboccando all’amo.
Cosi’ potresti voler ripensarci,
per cercar di sfuggirmi
amore mio.

Si potrebbe pensare che sei tu il cacciatore
e io la preda indifesa.
Ma la strada e’ circolare
nel gioco della caccia che stiamo facendo.
Quindi e’ meglio che ti guardi le spalle,
prima di proseguire
amore mio.

Si potrebbe pensare che sei tu il feroce guerriero
e io con la gola tagliata.
Ma sono io Salome’,
e tu il mio capro espiatorio.
E quella testa nel piatto e’ la tua,
- e quindi e’ mia -
amore mio.

sabato 6 agosto 2011

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Faccia a faccia con me stessa


- Se dico “poesia”, cosa pensi?
- “Libidine”

- Se dico “ispirazione”?
- “Eccitarsi”.

- Se dico “scrivere”?
- “Fare l'amore con le parole”.

- Se dico “leggere”?
- “Farsi baciare”.

- Una cosa scritta bene per te e’?..
- Un orgasmo.

- Che cosa ti fa piangere?
- I bambini poveri, o abbandonati, o violentati.

- Che cosa ti fa sorridere?
- I gatti in amore che miagolano.

- Che cosa sfidi?
- Me stessa.

- Di cosa ti fidi?
- Del destino.

- Che cosa cerchi?
- Qualsiasi cosa che voglio ed ancora non ho…

- Che cosa non cerchi?
- La redenzione.

- Che cosa ti spaventa?
- La mia pazzia.

- Che cosa non ti spaventa?
- La fine di un amore.

- In che cosa non sei brava?
- Ad essere paziente.

- In che cosa sei brava?
- A ricominciare da capo.

- Che cos’e’ che ti annoia?
- La banalita’.

- Il sesso inizia con?..
- La sua mente e la mia.

- Le tre cose che non sopporti?
- La superbia. L’egoismo. La rassegnazione.

- Le tre cose con cui non puoi vivere senza?
- L’immaginazione. Le sfide. Il the.

- Le tre cose che ti fanno scappare?
- La routine. La possessivita’. La mancanza di fantasia.

- Le tre cose che ti fanno restare?
- La sincerita’. La lussuria. L’assenza di restrizioni.

- Le tre cose in cui non credi?
- Dio. Il matrimonio. Le promesse.

- Le tre cose in cui credi?
- Le utopie. Le coincidenze. Le imprevedibilita’.

- Le tre cose che un uomo non dovrebbe mai essere?
- Senza spina dorsale. Pigro. Trasandato.

- Le tre cose che una donna non dovrebbe mai essere?
- Volgare. Appiccicosa. Trasandata.

- Le tre cose che non sarai mai?
- Domata. Scontata. Soddisfatta.

- I tre principi che ti guidano?
- La liberta’. La passione. La semplicita’.

- Le tre cose che un uomo deve fare per sedurti?
- Sorprendermi. Comprendermi. Meritarmi.

- I tre luoghi dove desidereresti essere?
- Nella testa di chi amo. Nel suo cuore. Nel suo letto.

- Tre pregi che hai?
- Il coraggio. La generosita'. La femminilita'.

- Tre difetti che hai?
- La diffidenza. L’ingenuita’. La malinconia.

- Le parole che meglio ti descrivono?
- Le mogli mi detestano!

giovedì 4 agosto 2011

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Scena erotica

Azione!
Bussi alla porta. Ho un sobbalzo, spaventata. Anche se ti attendevo, ho il cuore che mi batte forte. Mi alzo. Svelta. Svelta. Vado allo specchio e mi sistemo i capelli. Li raccolgo. M’inumidisco le labbra. Ho il respiro affannato. Svelta. Svelta. Apro la porta. Entri piano. Mi guardi negli occhi. Chiudi la porta dietro di te. Non parli. Non pronunci una sola parola. Non mi dici nemmeno "Ciao". Eviti persino un banale "Come stai?". Subito mi spingi con le spalle verso il muro e mi tieni ferma li’, appoggiata, col tuo corpo aderente al mio. Mi spremi fra le braccia. Annuso il tuo collo. Annuso la tua passione. Ti stacchi da me. Fai qualche passo nella stanza. Cerchi una sedia. Ti siedi. Mi afferri per un braccio e mi tiri verso di te. Mi metto a cavalcioni sulle tue gambe. Mi prendi la testa tra le mani. Provi a baciarmi, ma io resisto. Tengo la mia bocca a un centimetro dalla tua e bevo il desiderio dal tuo respiro. Con la punta della lingua mi lecchi il labbro superiore. Poi tiri forte la mia faccia verso la tua. Ti mordo le labbra e succhio una goccia di sangue che esce. Avresti voglia di gridare “ahi” per il dolore, ma non lo fai. Io penso "wow", e mi si bagnano le mutandine.
Stop!

mercoledì 3 agosto 2011

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Sillogizzando 4

E adesso continuate da soli. QUI trovate il programmino per inserire il fumetto. Il resto sta solo alla vostra immaginazione. Non ne occorre poi molta in questi giorni di fine impero che l'Italia sta vivendo, e i personaggi che in questi anni hanno sillogizzato, arrampicandosi sugli specchi, certamente non mancano.

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Sillogizzando 3

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Sillogizzando 2

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Sillogizzando 1

martedì 2 agosto 2011

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Con le unghie

Queste unghie sono mie. Sono le unghie con le quali scrivo. Da queste unghie nascono le grida, i sussurri e i ruggiti che la maggior parte delle persone chiama in modo errato "parole", ma che per me sono invece “musica”, quando le sento ticchettare sulla tastiera.

E' da queste unghie che hanno inizio le mie poesie, le mie storie, le mie confessioni, le mie canzoni e, a volte, anche quelle strane favole che lasciano sempre una scia di sangue, del mio sangue, dietro.

Si’, queste unghie sono mie. Sono le unghie con le quali faccio l’amore. Ogni graffio sulla schiena dei miei amanti, come ogni graffio sulla loro anima, e’ un grido di piacere, un grido d'amore, un grido d'aiuto. C’e’ forse qualche differenza?

E’ con queste unghie che respiro, lecco, bacio, succhio, abbraccio, tocco, sbrano. E’ con queste unghie che fisso indelebilmente la mia immagine nella memoria, nel cuore, su un corpo, come un assaggio di quello che avrebbe potuto essere, o come il profumo di cio' che sarebbe stato.

Queste terribili, micidiali, pericolose, velenose, unghie traditrici e bugiarde sono le mie. Senza dubbio le mie. Come lo sono anche le ferite, le tremende ferite che non guariscono mai. Le amate, indimenticabili, necessarie, ferite che esse lasciano.


Lascia che le mie mani ti parlino
e le unghie traccino le vene
passando nel sangue
a spogliare i sensi

Voglio fare con te
come l'autunno

Configgiti
in questo odoroso
delicato corpo

Si offre
si schiude...
La linfa
umida germoglia
al tuo dolce richiamo

Umori carnali
pulsano nell'anima
mentre mi domini

Per poi spingerci
lontano dai silenzi
dove affonda il tuo esistere

(Elisabetta Randazzo)

Misura la forza della tua Password

Oggi mi sento un po' cosi'...

Oggi mi sento un po' cosi'...

Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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