martedì 31 maggio 2011

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Come Internet sta modificando il comportamento sessuale

Ho letto in una recentissima inchiesta, che in Italia si fa sempre meno l'amore. Cioe’, per dirla in modo piu’ diretto: gli italiani trombano poco, nettamente al di sotto della media mondiale. Tanto per cominciare, quando fanno sondaggi di questo tipo, non posso fare a meno di pensare a quegli intervistatori che chiedono alle persone: "Ma lei tromba? Si'? E quante volte? E ogni quanto?" e non capisco perche', invece di mandar affanculo chi fa loro certe domande, chi e’ intervistato sia ben contento di raccontare i fatti propri.

Al di la’ del dato statistico sulla frequenza trombatoria degli italiani, dunque, la prima cosa che mi viene da dire, e’ che pare che alla gente piaccia essere “protagonista”, persino a costo di far conoscere a tutti il proprio privato. In televisione, si assiste spesso, infatti, ad un tale sciorinare di confessioni dettagliate, a un continuo mettere in piazza fatti strettamente personali e ad un incessante bombardamento di domande del tipo "Ma tu come lo fai?" (inteso: “Come trombi?”); oppure "E tu quante ne fai?" o perfino "Ma tu, quanto resisti prima di godere?" e altre domande del genere, che ormai non ci si stupisce piu' di niente. A tal proposito, ricordo di essermi sbellicata dal ridere quando alcuni anni fa, in uno di questi programmi, ho sentito un dialogo assurdo tra la conduttrice e uno spettatore:
"Sua moglie quando viene grida?"
"No, ha le chiavi di casa".

E non mi meraviglio nemmeno del risultato dell'inchiesta in questione, dato che credo di sapere perfettamente perche' oggi le persone scopano di meno, e non soltanto per colpa del lavoro e per stress come dice quest’altro articolo. Ci ho pensato sopra e ho capito che il motivo principale e’ soprattutto uno: Internet.

In effetti (e questo lo dice un'altra inchiesta), le abitudini negli ultimi trent’anni si sono completamente modificate. A causa di Internet c'e' stata un'evoluzione nel modo di comunicare ed un diverso modo di trascorrere il tempo libero. Nel 1980, infatti, Internet era del tutto sconosciuto ed anche nel 1990 veniva poco utilizzato. E’ solo dal 2000 in poi che, almeno in Italia, ha iniziato a prendere campo in modo esponenziale. Oggi c’e’ chi trascorre quasi tutto il suo tempo libero navigando in rete. C’e’ addirittura chi, nel web, si e’ costruito una vera e propria seconda vita che considera reale e che vive come fosse la sua unica esistenza. Si tratta ovviamente di casi patologici, estremi, che necessitano di cure psichiatriche e che cito solo per dovere di cronaca, ma se anche restiamo nell’ambito della “normalita’”, si deve considerare che la perdita di “vita reale” a causa di Internet e’ ormai acclarata, ed e’ diventato un fatto quasi normale che la gente, oggi, accetti di avere molto meno tempo da dedicare ai piaceri cosiddetti “naturali”.

Oltre al tempo trascorso in Internet, c’e’ quello necessario per il sonno, per lavoro, per i passatempi come cinema, teatro, televisione, sport, per mangiare e altri bisogni fisiologici. E’ dunque comprensibile che resti davvero difficile trovare un momento libero per farsi una sana trombata, di quelle col respiro in affanno che sfociano in un’esplosione di fluidi spruzzati da tutte le parti e si concludono con quel dolce rilassamento post orgasmico dove lui e lei restano per un tempo indefinito, l'una nelle braccia dell'altro, a guardare i giochi d’ombra sul soffitto.

Dall’inchiesta sembra che scene come quella descritta stiano ormai scomparendo, e cio’ avviene proprio perche’ manca il tempo. Questo non deve meravigliare. E’ gia’ accaduto. Il bisogno crescente di portare via tempo alle attivita’ “naturali” per esigenze di produttivita’, ha gia’ trasformato, ad esempio, le abitudini alimentari introducendo il fast-food, il take-away ed altre forme di comportamento in cui il cibo, inteso come piacere, e’ progressivamente scomparso. Non c’e’ quindi da sorprendersi se questo incessante processo di “robotizzazione” un giorno eliminera’ quasi del tutto la possibilita' (e forse anche la voglia) di farsi una magnifica trombata. Naturalmente, fornendo dei surrogati con cui sostituirla, come tanti ce ne sono ormai a disposizione. Situazioni altrettanto capaci di provocare orgasmi, ma che lasciano in bocca lo stesso sapore che puo’ lasciare un Big Mac rispetto ad una succulenta bistecca cotta sulle braci.

Dove trovare dunque il tempo per scopare? Un suggerimento potrebbe essere quello di sfruttare i tempi morti, come ad esempio il lungo e noioso percorso per recarsi al lavoro. Farlo cioe’ in auto o in autobus, in metro’, in treno. Anche se, a pensarci bene, e' una cosa davvero improponibile per vari motivi di pubblica decenza che non ho bisogno di spiegare, e che solo una pazza come la sottoscritta potrebbe avere l’idea di attuare. Oppure potrebbe essere usato il tempo che di solito si dedica al cibo, facendo a meno della colazione, del pranzo e della cena, ma anche questo non e' consigliabile perche', probabilmente, si potrebbe sopravvivere senza sesso, ma posso affermare senza possibilita' di smentita che se non si mangia si muore. L’alternativa potrebbe essere farlo mentre si e’ al PC, ma la posizione (fidatevi) e’ scomoda. Avete mai provato a fare un 69 digitando sulla tastiera e muovendo il mouse?

Verrebbe da dire: molliamo tutto; via i computer, i telefonini, i blackberry, le playstation, e tutto cio’ che da oltre vent’anni sta togliendo fette sempre piu’ ampie di realta’ sostituendola con fredda virtualita’, e torniamo a riappropriarci dei piaceri che la vita offre buttando da una parte la tecnologia usata non per facilitare l’esistenza, ma come un “vizio”, come una droga che da’ dipendenza al pari della nicotina.

Forse, se non c’e’ piu' questa voglia di fare l'amore e’ perche' si dedica sempre meno tempo e sempre meno attenzioni a quello che nella vita davvero dovrebbe contare, e si antepongono tante cose artificiali a quello che la Natura ci ha donato per poter essere felici, talvolta degradando non solo l’atto fisico ad uno simulato, ma anche quelli che una volta venivano chiamati sentimenti e che oggi sempre piu’ assumono la forma di fredde parole scritte su una tastiera di un pc o di un telefonino.

venerdì 27 maggio 2011

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L’orgasmo femminile

Nel nostro percorso per ampliare la conoscenza sui misteri della Natura, ci soffermeremo oggi sul tema che, piu’ di tutti, ha nei secoli sollecitato la curiosita’ delle migliori menti: l’orgasmo femminile.
Molti studiosi trascorrono lunghe estenuanti giornate (e nottate) dedicandosi alla ricerca delle dinamiche che muovono la risposta sessuale femminile, nel tentativo di scoprire il meccanismo che regola il raggiungimento dell’orgasmo. Purtroppo a tutt’oggi le ricerche in questo campo sono a un punto morto. Pochi sono stati i risultati soddisfacenti e quasi sempre con gravi ripercussioni sulla vista dei ricercatori.
Poiche' cio' contempla un'indagine seria ed approfondita del fenomeno, al fine di saperne di piu’ un nostro inviato si e’ recato in Ungheria dove, in un isolato casolare al confine con la Slovacchia, vive l’unica persona in grado di dare un’esauriente risposta alle nostre domande. Stiamo parlando della piu’ grande esperta al mondo in materia di orgasmo femminile: la professoressa Szôllôssy Szabó Szófia Klára.

***

"Buongiorno, professoressa Szô… Szôl…”
"Szôllôssy Szabó" sibilo’ la donna visibilmente contrariata e con un inconfondibile accento magiaro. “Ma se le sembra troppo difficile, puo’ chiamarmi professoressa, prego!"
”Perfetto, professoressa, direi che e’ meglio, Vorrei andare subito al sodo della questione e chiederle cosa pensa di quello che per molte persone resta ancora oggi un vero mistero: l’orgasmo femminile.”

Dopo una lunga pausa, durante la quale l’accademica resto’ in silenzio a pensare guardando al di sopra del bordo dei suoi spessi occhiali, sporgendosi in avanti inizio’ a parlare agitatamente.

"Ragazzo mio, voi uomini non avete alcun problema con orgasmo. Vostra appendice fisica vi permette di vedere e sentire a che punto e’ vostro stato di eccitazione. E qwesto e’ un grande vantaggio per voi. Mentre per noi… beh… per noi…"

Smise di parlare, e lentamente si appoggio’ allo schienale della poltrona in pelle, come a ricordare momenti di un lontano passato, con gli occhi chiusi e le mani strette a pugno appoggiate in grembo. Poi, come uscendo da un sogno, chinandosi in avanti continuo’.

"Noi donne non siamo come voi. Nostri genitali sono ... come si dice in vostra lingua? ... Un bollitore adatto a cwocere diversi tipi di pesci, ecco! Ho trascorso decenni in ricerca di qwali fossero gli stimoli che portano donna a orgasmo in un tempo molto breve, ma ancora io non so dare una vera e propria spiegazione”.
"Vuole dire che anche per lei resta un mistero insolubile?"
"Cerchi di non interrompere, prego!" abbaio’. "Deve capire che donne devono essere molto rilassate per raggiungere orgasmo. Percio’ uomo ha bisogno di utilizzare determinate tecniche per far sentire partner a suo agio.”
"Quali tecniche, professoressa?"
"Non mi interrompa! E' importante che uomo faccia sua parte per rendere donna disponibile. Donna deve avere coccole, tantissime coccole. Uomo deve viziarla di coccole. Cosi’ lei si lascia andare. Qwindi, per prima cosa, ragazzo mio, coccole, coccole, coccole. E poi ci vuole ambiente adatto, con illuminazione morbida e sensuale. Meglio se con candele profumate per fornire giusta atmosfera. Inoltre, musica rilassante, con melodia dolce e anche un po' misteriosa ... ma non troppo alta. Mai troppo alta, o uomo non riuscira’ a sentire grida di giubilo in momento critico. Io, per esempio, sono sempre stata amante di musica da qwando mia madre non poteva smettere di cantare “Minden vagyam visszaszall Oda hol az edes hazam var Zold erdo viragos ret S all a regi regi hazam meg…"
"Ehm… potrebbe consigliare un tipo di musica in particolare?"
"Igen! Naturalmente! Qwalcosa di adatto a ritmo che deve avere orgasmo" rispose con un compiacimento che sfiorava l’arroganza.
"Tipo: ‘You Can Leave Your Hat On’?”
"Nem..." sospiro’ con voce quasi impercettibile, "Touch me, feel me!".
"Scusi?"
"Questo e’ nome di musica! Cosa lei ha pensato?"
" ... Ehm, vada avanti, professoressa."
"Qwalcuno potrebbe dire che i brani adatti per risvegliare libido femminile sono qwelli di film erotici come ‘9 settimane e ½’, ma ho scoperto attraverso numerosi esperimenti che ritmo sincopato e’ estremamente piu’ stimolante."

Entro’ quasi in uno stato di trance, torcendosi le mani continuamente mentre si sporgeva in avanti dalla poltrona.

"E poi cibo".
"Cibo?"
"Igen ... cibo ... e deve essere cibo giusto. Niente fast-food!"
"Neanche pizza take-away?"
"Niente take-away, da asporto, o schifezze del genere" rispose con voce acuta, scalata di alcune ottave. "Cio’ che ci vuole e’ un bel filetto di salmone cotto in camicia e leggermente adagiato su un morbido letto di rucola selvatica, con punte di asparagi e patate novelle gocciolanti, gocciolanti di burro, capisce?... E bere ... solo il migliore champagne ... tutte qwelle bollicine che indicano sorgere di desiderio piu’ profondo, che emerge verso superficie pronto a trasformarsi in fluido che sgorga da fonte di piacere. Qwesto e’ segreto di orgasmo! Donna dovrebbe adagiarsi e uomo essere sottomesso, ma anche concentrarsi su precisi segnali. Deve guardare bocca di donna e vedere come labbra diventano umide. Guardare molto attentamente e vedere qwando arriva tremito lieve da angolo di labbra. Qwesto dira’ che tempo e’ molto, molto vicino."
"Tempo?”
"Si’ mio ingenuo ragazzo!" esclamo’ eccitata battendosi il pugno sulla coscia. "Il momento in cui deliziosa sostanza cremosa fluida deve essere somministrata da uomo!"
”Beh, e’ la prima volta che lo sento descrivere in questo modo, ma vada avanti…”
"...Il momento di introduzione di nettare cremoso, e’ di importanza vitale. E’ necessaria concentrazione massima e uomo deve scegliere momento giusto per andare al frigorifero."
"Al frigorifero???"
"Si’, al frigorifero!" ripete’ "Non vorra’ che donna perda sua eccitazione, vero?"
"Assolutamente no. Ma non capisco…"
"Häagen-Dazs! Il gelato!"
"Il gelato...? Che c’entra il gelato? Io avevo pensato…”
"Lo so cosa ha pensato! La smetta di interrompere, ignorante!"
"Mi dispiace, professoressa. Continui."
"Una vaschetta da mezzo chilo dovrebbe bastare, ma anche un po’ di sciroppo dolce e’ vitale. A qwesto punto guardare come pupille di donna si dilatano qwando suoi occhi vedono vaschetta di gelato, e osservare con molta attenzione come suo respiro diventa piu’ pesante qwando uomo toglie coperchio avidamente, rivelando il cremoso interno sensuale. Tuttavia, e’ necessario attendere qwando suoi movimenti saranno sempre piu’ a scatti, incontrollati e ... vede? ... Poi uomo prende grosso cucchiaio... qwindi aspetta che lei geme debolmente, ma sempre piu’ frequentemente, e inizia a imboccarla con cucchiaio, a grandi boccate. Subito donna inizia a muovere cosce in modo ritmico. Ritmo che diventa sempre piu’ veloce. E cosi’ donna geme sempre piu’ forte come uomo infila cucchiaiate sempre piu’ grosse di gelato in sua bocca. Eccitazione cresce e donna mormora parole come 'oh Dio, si'… che bello!' o anche 'ne voglio di piu’, ancora di piu’!' … E uomo deve essere pronto. Mentre lei e’ preda di frenesia, uomo prende bottiglia di sciroppo... e schizza contenuto sopra gelato rimanente. Se uomo e’ veramente fortunato e fa tutto qwesto con tempo giusto, donna gridera’ suo nome in estasi quando lui le infilera’ in bocca ultima parte di gelato rimasta in vaschetta. Qwindi lei cadra’ su divano, esausta. E come chiudera’ sue palpebre, piano piano, pronuncera' qwelle parole che ogni uomo vuole sentirsi dire: 'Oh, grazie, e’ stato orgasmo piu’ meraviglioso che abbia mai avuto."

Accasciata nella sua poltrona, respirando con difficolta’, col sudore sul viso, si asciugo’ gli occhiali con mano tremante e continuo’ a parlare.

"Ca ... ro… il mio ragazzo" sospiro’ "capito come funziona?"
"Aspetti un attimo, professoressa, se e’ cosi’ a cosa servono i genitali? Non giocano alcun ruolo?"
"Oh no, caro ragazzo. No. I genitali? Oh, mio dio, no. Ho fatto molte ricerche in qwel campo. Posso ammettere che massaggio vaginale a volte crea una certa euforia, ma non e’ nulla rispetto a qwello che ho appena descritto. Manipolazione dei genitali e’ una forma di stimolazione primitiva e goffa che produce un caleidoscopio di immagini nella mente, ma misurazioni di onde cerebrali che ho effettuato durante fase orgasmica, hanno definitivamente dimostrato che esiste una correlazione diretta tra grafico Ciryl Precox e l'analisi spettrografica del colore Blu oltremare in caso di eccitazione clitoridea, comparando i modelli di stimolazione di piccole labbra…"
"Ehm ... mi scusi, professoressa, mi sto perdendo."

In quel momento la porta si apri' ed entro' un’infermiera.
"Ah, e’ qui signora Szôllôssy, l’ho cercata dappertutto. E’ il momento della sua medicina."
L’infermiera fece alzare la donna dalla poltrona e l’accompagno’ fuori della porta nel corridoio poco illuminato.
"La vedo agitata. Credo che avra’ bisogno di due iniezioni stasera" le disse mentre si allontanavano nell'oscurita’ "E poi l’attende una bella ciotola di zuppa a cena..."
"Spero che sia zuppa di piselli e poi wurstel con pancetta affumicata, vero?”
“Certamente!” esclamo’ l’infermiera accarezzandola con affetto.
“… E… gelato?”
“Oooh, bambina cattiva! Va bene, se si comportera’ bene avra’ anche un po’ di gelato. Pero’ deve dirmi: che cosa ci faceva seduta in poltrona in quella stanza vuota?”


mercoledì 25 maggio 2011

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Sesso vegetariano

Nel tentativo di arginare la crescente ondata di ricoveri in ospedale tra le giovani donne, oggi il Governo ha annunciato la sua intenzione mettere fuori legge ogni frutto o vegetale di forma fallica affinche’ non venga piu’ utilizzato come giocattolo sessuale.

"Dobbiamo dare un forte segnale" ha dichiarato il Ministro della salute. "I cittadini non sono piu’ disposti a chiudere un occhio di fronte allo sconcertante abuso che viene fatto nei confronti di frutta e verdura da una minoranza di donne malate. ”Finiscono cosi' sulla lista nera del Ministero melanzane, zucchine, cetrioli, banane, carote ed altri prodotti ortofrutticoli “responsabili di mettere seriamente a repentaglio la salute e che, con il loro uso improprio, rischiano di corrompere le giovani ragazze portandole alla depravazione. E’ quello che possiamo osservare da una prima analisi del fenomeno che e’ solo la punta di un iceberg di un problema molto piu' esteso e preoccupante” come il Ministro della salute ha tenuto a sottolineare.

"Solo la settimana scorsa" ha detto il Ministro nel corso di un'intervista che ci ha concesso, "ho visto una donna alla cassa di un supermercato mettere casualmente una zucca a forma fallica accanto ad un pacchetto di preservativi King Size. Che esempio si da’ alle nostre figlie adolescenti?”
"Beh, almeno si puo' essere certi che quella donna pratica sesso sicuro" abbiamo commentato.
"Puo’ essere!” ha sbuffato il Ministro. "Ma la nuova proposta di legge sugli abusi presto cancellera’ quel sorriso strafottente e soddisfatto dalla faccia di certe puttane!"
"Legge sugli abusi?"
"Si’, se la legge verra’ approvata, la vendita di questi disgustosi giocattoli sessuali vegetali sara’ limitata alle sole donne di oltre 65 anni."
"Non e’ che, invece, in questo modo, si mina la liberta’ di chi vuol mangiare piu’ sano?"
"Non siamo del tutto ingenui ed abbiamo pensato anche a questo" ha spiegato il Ministro. "Le verdure preconfezionate e tagliate a cubetti non saranno interessate dal divieto. Come non lo saranno i cetrioli sottaceto. Vediamo se certe troie riusciranno a masturbarsi con quelli!"

Nella foto: alcuni degli ortaggi che dovrebbero essere sottoposti a divieto

L’Associazione delle Consumatrici di Verdure si e’ subito affrettata a dichiarare che "questa e’ solo una mossa per far alzare il prezzo dei prodotti ortofrutticoli." La presidentessa dell’associazione, preoccupata, ha precisato: "Nei supermercati sono ormai esaurite le banane e le donne, disperate, devono rivolgersi al mercato nero. Pare che una banana venga venduta ad oltre venti euro ed e’ impossibile mettere le mani su una zucchina neanche a pagarla a peso d’oro."

Nel tentativo di andare a fondo di questo impressionante fenomeno, abbiamo esaminato i dati di un sondaggio condotto dalla IPR Marketting. Quasi tre quarti degli uomini che hanno risposto ha dichiarato di sostenere il divieto come un modo per ridurre il lesbismo e migliorare i rapporti coniugali.


”Ho un’immagine scioccante riguardo all’abuso di frutta e verdura!” ha dichiarato un intervistato. ”Da quando mia moglie ne e’ diventata una consumatrice abituale, sono fortunato se riesco a scoparla una volta al mese. Voglio dire… non e’ che posso impedirle di comprare le carote!"

Circa il 74% degli intervistati e’ d’accordo che verdure come cetrioli, melanzane, zucchine, carote, porri e persino sedani, debbano essere soggette a divieto totale, mentre per il 62% le banane dovrebbero portare sulla buccia un avvertimento come gia’ avviene per i pacchetti di sigarette: ”Nuoce gravemente alla salute”.

Sorprendentemente, piu’ di due terzi degli intervistati (il 67%) si e’ detto convinto che alle alunne, nelle scuole, dovrebbe essere insegnato a mangiare piu’ carne, dissuadendole dal consumo di frutta e verdura in generale soprattutto dopo che si e’ scoperto che anche frutti fino a ieri ritenuti innocenti, come albicocche, prugne, ciliegie e grossi acini d’uva con la buccia molto spessa, possono essere subdolamente usati a scopo sessuale. I risultati completi dell’indagine sono pubblicati sul sito web del Ministero della Salute all’indirizzo: www.stopalsessovegetariano.ministerosalute.governo.it

Padre Lorenzo Agnello, presidente dell’ente religioso “Il Signore e’ il mio pastore, non e’ mica un agricoltore” ha dichiarato: "Il sondaggio dimostra chiaramente che la gente esige un’azione forte per porre fine questa pratica immonda. Le amanti dei vegetali come sostituti del fallo, hanno abusato per troppo tempo ed e'’ giunto il momento che le donne sane rivendichino finalmente la loro dignita' ed il loro diritto di godere di un grande salsiccia di carne, sia a casa che nei luoghi di lavoro. Questa e’ la cosa piu’ efficace che il governo puo’ fare per ridurre il numero degli infortuni inevitabili che accadono quando certe pratiche ignobili vengono messe in atto, e per proteggere la nostra gioventu’ dal male e dal peccato".

Nella foto: due peperoni che probabilmente non saranno piu' consentiti

"Dovrebbero esserci restrizioni alla commercializzazione di verdure alle bambine fin da quando sono piccole, senza alcuna esclusione, perche’ persino il pure’ di patate puo’ essere l’inizio di un percorso che un po' alla volta conduce verso la perdizione. Si deve agire attraverso la televisione e altri media" ha aggiunto una madre la cui figlia appena diciottenne ha subito recentemente un intervento chirurgico per rimuovere due porri e mezzo cetriolo dai suoi due orifizi inferiori, anteriore e posteriore.

"Come ci si sentirebbe se fossimo spinti in un vicolo buio e umido, ripetutamente sbattuti di qua e di la’ e poi gettati via? Dobbiamo metterci nei panni di questi poveri ortaggi" ha lamentato un fruttivendolo che ha chiesto di rimanere anonimo per timore di rappresaglie da parte della clientela femminile vegetariana.

"Il sesso fatto in quel modo e’ una malattia come l'alcolismo. Quelle donne sono malate e hanno bisogno di aiuto" ha commentato il segretario nazionale dell’Associazione Macellai.

Nella foto: un tipico esempio di sesso orale vegetariano

Un nostro ricercatore e’ rimasto sconvolto da quello che ha trovato in Internet. Non solo esistono migliaia di siti porno raffiguranti donne che abusano sessualmente usando vari tipi di vegetali, ma esistono anche organizzazioni cosiddette “rispettabili” che spudoratamente promuovono questo vizio. Il sito web ufficiale dell’A.V.N., l’Associazione Vegetariana Nazionale, arriva persino a scrivere in modo stuzzicante: “Dimenticate il terapeuta sessuale e fate visita al fruttivendolo”. Ma non e’ tutto. Il sito dell' A.V.N. descrive palesemente l’asparago come “un vegetale a forma erotica” e rivela che l’avocado era conosciuto dagli Aztechi col nome di “ahuacatl”, che il nostro ricercatore ha scoperto significare “testicolo”, la carota e’ descritta come “un afrodisiaco particolarmente efficace” e il sedano come “eccitante”. L'unica avvertenza, che per pubblica decenza viene messa nel sito, e’ scritta in piccolo in fondo alla pagina in cui si legge: “L’Associazione Vegetariana Nazionale non puo’ essere ritenuta responsabile per attivita’ derivanti dall'uso improprio di queste verdure”.

Nella foto: ecco quello che gli oppositori al sesso vegetariano giudicano disgustoso

"Esattamente come l’Industria del tabacco che non e’ responsabile per cio’ che deriva dall’accendere una sigaretta" ha commentato la dottoressa Carota, portavoce dell’Associazione, che e’ passata poi a rivelarci come il 35% delle donne trovi la massima soddisfazione nel mangiarsi banane e carote una volta usate, e il 22% regolarmente gradisca lessare le zucchine e gustarle condite con olio e sale dopo averle a lungo utilizzate. Siamo stati sorpresi nello scoprire come il 55% delle consumatrici assapori normalmente il proprio piacere leccando il vegetale e oltre il 38%, ami condividere con il partner una centrifuga, una spremuta, oppure una ratatouille cucinata con le verdure usate. E’ stato altresi' sconvolgente venire a sapere che persino alcune celebrita’ stanno attivamente incoraggiando le donne a fare sesso con verdure. D’altronde, l’attrice Angelina Jolie non fa alcun mistero del suo amore per il porro ed e' noto che Paris Hilton non rinuncerebbe mai alle carote crude. Mentre Britney Spears, e' risaputo, va assolutamente pazza per gli asparagi bianchi con la punta viola.

Nella foto: una scena che non dovremmo mai piu' vedere

"E' inutile essere ipocriti. Ogni donna lo fa. Dalle adolescenti alle nonne. Fra le nostre iscritte ci sono casalinghe, impiegate, commercianti, professioniste d’ogni genere, donne di spettacolo e persino parlamentari. Dobbiamo tener presente che questi sono i modi di giocare sofisticati che hanno oggi le donne. Esattamente come i giocattoli per i bambini. Solo che questi sono giocattoli per adulti” ha affermato la dottoressa Carota.

"Andatelo a spiegare al giovane medico che deve rimediare al casino che certe donne irresponsabili fanno quando non tengono conto che un oggetto voluminoso non puo' entrare in un contenitore piccolo" abbiamo obiettato.
"Le donne hanno una risposta sessuale complicata” ha sbottato la portavoce dell’A.V.N. "Puo’ occorrere molto tempo prima che una donna raggiunga l'orgasmo, e spesso gustarsi un buon vegetale puo’ essere piu’ appagante di un rapido morso ad una salsiccia di maiale".

Nella foto: un tipico esempio di omosessualita' vegetale

Di fronte a situazioni come questa, non possiamo dunque che applaudire all’iniziativa di sradicare il sesso vegetariano e congratularci con il Ministro della salute per la sua azione tempestiva e responsabile. Adesso ci attendiamo un'equanime risposta anche per cio' che riguarda l’omosessualita’ vegetale. Fenomeno anch’esso in forte espansione e assolutamente da non sottovalutare.


martedì 24 maggio 2011

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Intervista a un vibratore

Klára: Buona sera, signor Vibratore. Grazie per aver accettato questa intervista.
Vibratore: Per favore, non essere cosi’ formale Ti ho vista nuda. Chiamami Vib.

Klára: Okay Vib, Sono sicura che le mie lettrici saranno curiose di sapere da dove vieni. Dove sei nato?"
Vibratore: Sono stato fabbricato in Cina insieme a un migliaio di altri vibratori. Deve essere stato divertente vederci tutti allineati in una catena di montaggio. Dei soldatini pronti a combattere la guerra a fianco delle donne che hanno voglia di godere. Da li’, siamo stati spediti in tutto il mondo. Devo dire che per me, essere arrivato qua, e’ stata una vera fortuna. Se fossi finito in Russia mi sarei divertito molto meno. Dicono che non sia tanto semplice riuscire ad eccitare in un clima troppo freddo, anche se, poi, la Russia non e’ fra tutti il luogo peggiore. Ho saputo che in Arabia Saudita, se non si e' prudenti, ci tagliano addirittura la testa. Comunque, arrivati in questo paese, la maggior parte di noi e’ andata nei sexy shop, alcuni nelle scuole, chi e' stato piu’ fortunato ha potuto far carriera recitando nei film porno e i piu' sfortunati, invece, sono finiti nelle grinfie di qualche prete cattolico.

Klára: Affascinante, Vib. Ti piace il tuo lavoro?
Vibratore: Lo amo. Chi non lo amerebbe? Certo, ci sono dei giorni che sono piu’ faticosi di altri. Anche noi vibratori possiamo avere il mal di testa, lo sai. Ma per la maggior parte non cambierei il mio lavoro per nessun altro.

Klára: Qual e’ la parte piu’ difficile del lavoro?
Vibratore: Beh… accompagnare una donna che va a comprare le scarpe, direi.

Klára: C’e’ chi vi chiama donnaioli senza cuore che saltano da una donna all’altra senza un impegno reale. Come rispondi a queste accuse?
Vibratore: I donnaioli riescono forse a rendere felici le donne? Perche’ noi le rendiamo sempre felici, le donne, e mantenere le donne felici non e’ un lavoro facile. Lascia che ti dica: a volte, e’ una vera e propria rottura, ma qualcuno li deve pur fare i lavori sporchi, giusto?

Klára: Ehm… giusto, Vib. C'e’ qualcosa che non ti piace nell’essere un vibratore?
Vibratore: Tutti abbiamo sentito storie terribili di come ignari vibratori siano stati attirati nel letto alcune notti e nessuno ne abbia mai piu’ saputo nulla. E poi ci sono le storie dei bambini… per favore, non lasciateci in giro se il bambino sta mettendo i denti! Questo e’ successo a mio zio Fred. Un giorno lo lasciarono sul tavolo e l’unica cosa che si sa e’ che un bambino lo uso’ come un ciucciotto, succhiandolo come se fosse stato un seno in allattamento o qualcosa del genere. Fred ne rimase cosi’ mortificato che si suicido’ nel water.

Klára: C'e’ qualcosa di cui hai davvero paura?
Vibratore: Essendo un agnostico con tendenze buddiste, ho sempre temuto la Chiesa. Avevo un cugino che un minuto prima se ne stava per i fatti suoi, appeso accanto a un tubetto di lubrificante su una mensola di un sexy shop, e un minuto dopo era gia’ in cammino verso un convento di clausura con due suore molto curiose. Pero’ mi ha detto che non e’ stato poi cosi’ male. Almeno, aveva la domenica libera.

Klára: Qualche parola finale per le mie lettrici?
Vibratore: Non trascurateci. Se ci lasciate in fondo ai cassetti a prendere la polvere troppo a lungo, non lamentatevi, poi, per il prurito alla passera quando finalmente richiedete i nostri servizi. Ecco un'altra cosa di cui la maggior parte delle donne non si rende conto: anche se le nostre batterie sono scariche, non siamo completamente inutili.

Klára : Grazie per il tuo tempo, Vib. Sei stato veramente gentile.
Vibratore: Prego. E’ stato un piacere. Adesso pero’ smetti di scrivere questo cazzo d’intervista, togli le mutande e accendimi!

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Povero Voltaire...

"Che bello il cielo oggi. E' cosi' sereno. Ha un colore talmente giallo che incanta" Sempronia lo disse con gli occhi persi all'orizzonte, spostando con la punta delle dita una ciocca dei suoi lunghi capelli dalla fronte.

"Veramente, stai dicendo una cazzata" ribatte' Tizio. "Il colore del cielo e' azzurro".

"E' azzurro" fece eco Caio con strafottenza e un risolino a mezza bocca.

"Per me e' giallo... il cielo l'ho sempre visto giallo" replico' Sempronia con voce alterata. "E poi che ne sapete voi due di come io vedo i colori?"

"No no... per carita'..." corresse il tiro Tizio tentando di rassicurarla, sapendo bene come poteva diventare polemica Sempronia quando si alterava. "Sai che puoi dire tutto quello che vuoi. Come sosteneva Voltaire: 'Disapprovo quello che dite, ma difendero' fino alla morte il vostro diritto di dirlo'."

"Allora ammetti che il cielo possa anche essere giallo?" Sempronia sembro' rilassarsi ed i suoi occhi chiari si illuminarono di una flebile speranza.

"No... voglio dire che anche se le tue sono cazzate, difendero' il tuo diritto a sparare tutte le cazzate che vuoi." Tizio si mise a ridere soddisfatto per quella battuta che gli era uscita in modo del tutto naturale.

"Hihihihi... cazzate si', ma tu hai tutto il diritto di dirle. Hihihihi!" rise Caio simile a una iena, incapace di pensare con la propria testa, ma da sempre aderente a tutto cio' che Tizio diceva.

"Essi'..." Sempronia assunse un'espressione sconsolata continuando a guardare il cielo. "Povero Voltaire... e' questo il modo in cui oggi viene interpretato."

domenica 22 maggio 2011

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Chi sapra’ farmi godere a Milano?

Uomo, donna, si sa, per me non fa alcuna differenza. Cerco chi sappia donarmi un attimo di sublime godimento. Un orgasmo come non ho piu’ da molto tempo, di quelli che poi mi lasciano senza energie, ansimante, con dentro quella sensazione di pace, appagamento, gratitudine e – perche’ no – anche un po' d'amore per la persona che ha soddisfatto la mia voglia. Non e’ qualcosa che avviene spesso, non e’ qualcosa che chiunque e' in grado di fare. Farmi godere nel modo giusto non e’ facile. Si devono possedere precisi requisiti. Adesso vi spiego…

Cio’ potrebbe sembrare un invito ad un appuntamento al buio, ad una notte di trasgressione, alla realizzazione di una perversa fantasia. Conoscendomi potrei anche esserne capace.

Non sarebbe la prima volta: un viaggio a Milano, un incontro in stazione, pochi preamboli, una cena a lume di candela e poi a casa mia o in qualsiasi altro luogo a dar sfogo all'animalita’. Ma alla fine sarebbe un orgasmo come tanti, di quelli che ho provato migliaia di volte. Cosa cambierebbe? La persona? Gli odori? Le sensazioni? Non credo. Sarebbe esattamente come le altre volte; una scopata, magari un po’ piu’ partecipata, piu’ intensa, piu’ violenta di altre oppure piu’ dolce, piu’ romantica, piu’ intrisa di tenerezza, ma comunque una normalissima scopata. L’orgasmo che voglio, invece, e’ qualcosa di piu’. Qualcosa che mi mandi via di testa facendomi volare.

Chi potrebbe farlo? Chi saprebbe essere cosi’ generoso da donarmi quello che voglio dedicandosi a me completamente per farmi sentire la donna piu’ importante e desiderata del mondo? Perche’ e’ questo che mi ci vuole per andare in visibilio, e’ questo che mi eccita piu’ di ogni altra cosa, e’ questo che mi rende davvero disinibita, spudorata… troia. Sentirmi importante, amata, desiderata al punto che l’altra persona per me farebbe qualsiasi cosa. Proprio qualsiasi, arrivando a fare cio’ che non farebbe mai con nessun’altra.

C’e’ chi sostiene che per questa mia sete inesauribile, che non si placa fin quando non ho ottenuto cio’ che voglio, io sia per certi versi troppo impegnativa. Una donna che pretende troppo. Sembra che ogni partner, con me, sia costantemente sottoposto a stress. Non so se sia realmente cosi’. Anche se lo fosse, questo non sarebbe un mio problema, ma un problema di chi volesse eventualmente starmi accanto. Posso dire pero’ che non potrei mai provare un sentimento, d’amicizia, amore o altro, per chi non mi desse tutto cio’ di cui fosse capace.

Questo significa pretendere troppo? Essere pesante, difficile, impegnativa? Non lo so, ma in altro modo non saprei essere. Sono cosi’ e basta e chi vuol stimolare il mio interesse deve saperlo fin da subito: nell’amicizia, come nell’amore ed anche nel sesso, non mi accontento di poco, del minimo indispensabile, di cio’ che normalmente “viene dato a tutti” e che “tutti possono avere". No. Io desidero di piu’… molto di piu’. L’uomo o la donna che, quindi, vorra’ rendere concreta e vera questa mia fantasia, non potra’ essere una persona qualunque. Dovra’ essere speciale.

Ovviamente, come ho specificato nel titolo, e’ indispensabile che sia di Milano. Altra caratteristica che richiedo e’ quella che non abbia l’originale intenzione di votare per Pisapia domenica prossima al ballottaggio. Chi avesse intenzione di dare il suo voto alla Moratti sarebbe l’ideale, ma andrebbe bene anche chi avesse deciso di non votare.

C’e’ chi dice che sono perversa, ed ha ragione. Al solo pensarci le dita mi scendono da sole in grembo e cominciano a muoversi automaticamente, e come ogni volta sento quella piacevole sensazione di formicolio dentro la pancia. La mia esigenza nasce pero’ da un motivo ben preciso: per raggiungere l’orgasmo che voglio io, pieno, completo, soddisfacente fino alla fine, Pisapia dovra’ ottenere almeno un voto in piu’ della Moratti. Solo cosi’ mi si vedra’ andare in estasi e vi assicuro che quando accade, me lo dicono tutti, sono uno spettacolo: la mia libido si scatena, divento folle, perdo ogni freno inibitorio, un’assatanata che non si placa se non dopo aver goduto una, due, tre volte…

Ebbene si’, se ancora non lo si fosse capito, sono anche multiorgasmica. Ma solo con chi ci sa fare.

Lo so, potrei farlo anche da sola. Potrei salire su un treno, arrivare a Milano, ritirare il certificato elettorale, raggiungere il seggio e mettere la croce sul mio candidato preferito, che e’ Pisapia, ma purtroppo ci sono dei problemi seri che m’impediscono di allontanarmi da casa in questo momento. Considerati i tempi di viaggio, per venire a Milano a votare impiegherei come minimo tre giorni, e questo non posso proprio permettermelo. E poi, a pensarci bene, messa nel modo in cui l’ho messa, assomiglierebbe piu’ ad una masturbazione ed invece avrei voglia di ben altro…

Chi sapra’ dunque farmi godere a Milano? Chi vorra’ donarsi a me completamente? Chi fara’ per me cio’ che non farebbe mai per nessun’altra? Chi riuscira’ a farmi sentire cosi’ importante da farmi bagnare le mutandine al solo pensiero? Chi votera’ Pisapia, donando quel voto a me che non posso farlo? Chi, seppur per un'unica volta, mettera' da parte le sue convinzioni politiche per rendermi felice portandomi al godimento sublime?

Sarebbe una cosa bellissima, qualcosa di nuovo, un dono che non ho mai ricevuto, una sensazione mai provata che mi farebbe struggere dentro fino a liquefarmi completamente. Tuttavia, so che, nonostante questo sogno, e’ molto difficile che esista qualcuno con tutte le caratteristiche che ho elencato, che sia cioe’ in grado di realizzare completamente i miei desideri. Pero’, vorrei credere che questa persona esista e che lanciando il mio messaggio nel mare del web qualcuno da qualche parte, chissa’, possa raccoglierlo e decida che farmi godere valga piu' di qualsiasi altra cosa.

venerdì 20 maggio 2011

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Il senso di Klára per il blog

Il titolo del post e’ ispirato al best seller del danese Peter Høeg, "Il senso di Smilla per la neve", dal quale e’ stato tratto anche un film, che pero' non ho visto. Ma col libro in questione, cio’ che andro’ a scrivere, non c’entra niente. A parte, forse, che anch’io come Smilla sono a meta’ fra due culture diverse, stili di vita fra loro contrastanti ed un mondo interiore che, come il suo, e' ricoperto a volte da una spessa coltre di solitudine.

La mia riflessione parte da un commento di Xtc. Xtc, che ha un blog nel quale trovo spesso spunti interessanti, oltre ad una forte similitudine di pensieri, mi chiede in sostanza perche’ mai sprechi certi concetti, che secondo lei sono degni di nota, infilandoli in un commento che va a sperdersi in mezzo agli altri, piuttosto che scriverci, invece, un post dedicato. Ebbene, vorrei spiegare qual e’ il senso che io do al blog. Un senso tutto personale, sia chiaro, che soddisfa esclusivamente le mie necessita’ e con cio' non voglio criticare ne' sminuire quelle di altri che, certamente, hanno bisogni e motivazioni del tutto differenti.

Ho preso in esame alcuni possibili motivi che potrebbero avermi spinta ad aprire un blog, a renderlo pubblico, a farne uno strumento d’interscambio fra me e chi mi legge. Volendo, se si fosse trattato solamente di scrivere un diario, avrei potuto benissimo farlo privatamente senza espormi al rischio – chi ha esperienza di web lo sa – di situazioni non tanto piacevoli. Un rischio peraltro, almeno per me, accettabile in quanto scrivendo il blog in italiano e vivendo in un paese lontano dall’Italia, dove poche persone riescono a leggere la lingua di Dante, difficilmente la mia privacy potrebbe essere compromessa.

Comunque, uno dei motivi, il piu’ comune, e’ quello che spinge un po’ tutti ad “aprire” il loro mondo agli sguardi di persone estranee: la vanita’. Una vanita’ che molte volte si traduce in autoreferenzialita’, in ricerca del consenso, del complimento, di approvazione, di considerazione. L’immaginazione, dunque, di avere un proprio spazio in cui i protagonisti siamo noi, per contrastare un mondo in cui le individualita’ delle persone “semplici” e piu’ umili viene spesso soffocata da quella di chi e' piu’ forte e prepotente. Una sorta di ricerca artificiale della “fama” che, in ogni modo, anche se limitata ad uno spazio ristretto, consente di avere l’illusione – perche’ quasi sempre di sola illusione si tratta – che cio’ che pensiamo e scriviamo e’ importante non solo per noi, ma anche per qualcun altro.

E’ questo il mio caso? Ci ho pensato un po su e, sono sincera, devo dire che se lo e’, lo e’ solo in parte, molto limitatamente, e la vanita' non e’ il motivo determinante. Posso dunque mettermi tranquilla da questo punto di vista. Il motivo principale e’ invece un altro. E’ il piacere del dialogo. Ogni post mi serve ad accendere la miccia di una discussione. E' lo scambio di vedute che a me interessa, e lo scambio lo posso ottenere solo dialogando. Quindi, e' nel confronto e nel dialogo che si nota tutta quanta la mia passione per il blog.

Qualcuno obiettera’: “Se ti manca il dialogo, perche' non farlo tranquillamente nella tua vita reale, parlando con le persone che ti sono vicine?” Potrei rispondere che e’ vero, e che gia’ lo faccio, ogni giorno. Ma le persone con cui mi trovo a contatto sono in fondo sempre le stesse ed i discorsi ruotano sempre intorno agli stessi temi. Mentre qui ho modo di confrontarmi con argomenti, idee, modi di pensare, completamente diversi da quelli a cui sono abituata. E cio’ mi stimola, mi trascina a pensare ancora di piu’ e mi offre argomenti nuovi da affrontare anche nei miei dialoghi consueti che ho con le persone che mi sono vicine.

Poi, c’e’ anche un altro aspetto: la forma scritta e’ piu’ densa di contenuti di quella parlata. Avete mai notato come le cose che si dicono in una telefonata siano diverse da quelle, invece, che scriviamo in una lettera? Nelle telefonate tendiamo a semplificare tutto, a renderlo essenziale, a spazzare via i concetti complessi perche’ anche noi, molte volte, non siamo capaci di esprimerli a voce nel modo giusto. Persino il linguaggio e' semplice, scarno, ed e' abitudine usare piu' o meno sempre la stessa terminologia. Mentre in una lettera ci mettiamo dentro molto di piu', svisceriamo i concetti, li analizziamo e li esprimiamo meglio che possiamo. Ecco, un blog assomiglia piu’ ad una lettera, mentre un dialogo parlato e’ piu’ simile ad una telefonata. Ed e’ per questo che sempre piu’ volentieri preferisco scrivere e ricevere risposte scritte, mentre le telefonate non le sopporto.

La verita’ e’ che amo l’assenza dei suoni, e l’incedere dei pensieri espressi nel silenzio mi da’ una piacevole sensazione. Quando arrivo alla fine di un post so che, anche se non tutto, ho detto molto. Molto piu’ di quanto io stessa potessi immaginare quando ho iniziato a scriverlo. E la stessa cosa potrei dirla per i sentimenti. Nel silenzio riesco meglio ad esprimermi e riesco meglio a recepire le sfaccettature impalpabili delle emozioni, a farle mie. Il silenzio ha una grande forza e sono d’accordo con Xtc quando nel suo blog scrive che le parole hanno bisogno di contenuti per avere un significato, mentre parlando troppo spesso le parole restano suoni vuoti e privi di senso. Suoni buttati li’ solo per riempire un silenzio che da molte persone viene vissuto come una mancanza.

Invece per me il silenzio non rappresenta mai una mancanza. Anzi, e’ una cosa che desidero, che mi eccita e che vado a ricercare un po’ ovunque. E mi piace pensare alla mia interiorita’ come ad un mondo ricoperto di neve, dai suoni ovattati come quello di Smilla, nel quale anche la solitudine, nel silenzio, riesce a parlare. Questo e’ il mio senso per il blog.

domenica 15 maggio 2011

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L'ipocrisia e la doppia morale sessuale

Citta’ Invisibile: 14 Maggio 2011

Sorelle, partiamo da quando da piccole ci viene insegnato che il sesso e’ un peccato. E’ un fatto culturale. Anche nelle situazioni di maggiore “apertura” mentale, ai bambini e alle bambine viene fatto capire, inizialmente dalla famiglia, poi dalla scuola e soprattutto per mezzo della religione, un concetto fondamentale: la separazione netta fra i due generi, ognuno dei quali ben distinto e con la propria sessualita’, determinata secondo dei parametri ben definiti.

Il maschio, che dovra’ fare cose da “maschio”, viene percio’ educato ad avere gusti e comportamenti secondo “canoni” maschili, mentre la femmina, essendo colei che poi dovra’ adeguarsi a lui, viene educata ad avere comportamenti e gusti confacenti a quelli maschili. Il tutto secondo una logica per la quale ogni discrepanza fra il “modello” prestabilito e quella che sara’ poi la personalita’ del bambino e della bambina in eta’ adulta, verra’ etichettata come “anomalia”, se non addirittura come perversione oppure patologia.

Fin da bambini i maschi sono dunque abituati a giocare con giocattoli “da maschi”: soldatini, trenini, automobiline, armi giocattolo. Mentre alle femmine vengono riservate bambole con i loro vestitini, pentoline, stoviglie, casette da arredare e tutto l’armamentario necessario per essere in futuro ben inquadrate nel loro ruolo di brave madri e donnine di casa oltreche' di amanti devote e con una decisa tendenza eterosessuale. In questo tipo di educazione viene del tutto esclusa la possibilita’ che la persona, da adulta, possa poi avere gusti ed aspirazioni completamente opposti.

Se oggi ricordo alcuni episodi di quando ero bambina, comprendo l’enorme “violenza” psicologica che talvolta i genitori possono operare ai danni dei loro figli, pur amandoli. Di questi episodi ne ricordo in particolare uno. Mia madre, che non voleva che giocassi con i soldatini che rappresentavano il mio divertimento preferito, ma che secondo lei non erano adatti ad una femmina, mi regalo’ un bambolotto. Era un bambolotto di plastica di quelli che, inclinandoli, parlavano. Per me, quel bambolotto e’ sempre stato un’angoscia. Forse per la fissita’ dello sguardo oppure per l’immobilita’ della bocca che, quando lo inclinavo, emetteva quella voce meccanica che mi terrorizzava, io quel bambolotto proprio non lo volevo. Preferivo i miei soldatini. Ma siccome Mamma me lo imponeva ogni momento, un giorno che ne abbi l’occasione, lo infilai in una tinozza piena d’acqua e lo “affogai” fino a quando quel suo mugolio fastidioso e innaturale non divenne prima un gracchiare e poi si spense.

Tutte voi sapete, presumo, quel che accadde dopo. Mamma ve lo avra’ sicuramente raccontato. E’ uno dei suoi argomenti preferiti. Ricordo infatti come si arrabbio’ per quel mio gesto e tuttora, nonostante i bambini io li ami piu’ di me stessa, ancora non smette di ricordarmi quell’episodio facendomi quasi vergognare. Ma cosa significava tutto cio’ in termini di personalita’ che poi avrei sviluppato da adulta? Preludeva forse a istinti infanticidi? Scarso senso materno? Latente omosessualita’? O piu’ semplicemente era il modo che avevo di ribellarmi ad un ruolo nel quale, fin da piccola, non mi sentivo felice in quanto costretta? Quel ruolo, appunto, di chi accetta passivamente la propria condizione di femmina imposta dall’alto e non invece come conseguenza di una libera scelta?

Anche se allora non lo potevo ancora capire, oggi mi e’ evidente come dentro di me, gia’ a quell’eta’, tutto lottasse per uscire fuori dal guscio nel quale mi si voleva rinchiusa. Comunque, questo e’ solo un esempio di cosa significhi indottrinamento ai ruoli e di conseguenza, insegnare ai bambini a considerare “buone” certe cose e “cattive” altre secondo il loro genere di appartenenza.

Poi ci sono cose considerate cattive per entrambi i generi. Una di queste e’ il sesso. Il sesso e’ cattivo. Il sesso e’ male. Il sesso e’ vietato. Il sesso e’ immorale. E qualcuno, a causa dell’indottrinamento ricevuto, potrebbe anche aggiungere che il sesso e’ schifoso. Questo e’ il modo in cui la stragrande maggioranza dei bambini, ancora nel nostro cosiddetto ventunesimo secolo vengono educati. E so che, quando dico maggioranza, non sto rischiando di generalizzare. Ma non solo il sesso e’ un peccato, se poi si mette di mezzo anche la religione, diventa addirittura il “peccato originale”, quindi il piu’ grande, il piu’ cattivo di tutti, almeno per chi crede a cio’ che e’ stato scritto nei libri sacri delle tre religioni monoteiste. Non ha importanza se il sesso e’ l’atto attraverso quale il genere umano ha potuto esistere. Non ha importanza se e’ col sesso che si accresce l’amore fra due persone. Non ha importanza se e’ quell’impulso primario che guida ogni essere umano verso il piacere e la felicita’. La morale impone di considerarlo il fondamento di ogni vizio.

Forse c’e’ chi ha ancora bisogno di credere che Dio avrebbe inventato un altro modo meno scandaloso per l'uomo e la donna di procreare e se non si fosse messa di mezzo quella maliziosa di Eva, con la sua curiosita’, la sua inguaribile voglia di sapere, la sua incosciente aspirazione a vivere la vita provando ogni esperienza, forse quest’altro modo meno vergognoso esisterebbe. Ma le cose, come sappiamo, sono andate come sono andate. E chi e’ la principale responsabile di quel terribile errore divino? Chi e’ che rappresenta la fonte di ogni tentazione che conduce l’uomo alla perdizione? Chi? La donna, naturalmente! E l’uomo in tutto questo e’ solo una povera vittima. Vittima della vergogna legata al sesso. Vittima per il solo fatto di sentirne il desiderio. E se il sesso e’ cattivo, e’ male, e’ proibito, e’ immorale, e’ schifoso, lo e’ molto di piu’ se a desiderarlo e’ la donna.

Questo ci porta direttamente al tema: l'ipocrisia e la doppia morale sessuale. Inutile dire che in un breve discorso non si possono affrontare tutte le cause e i sintomi dell’ipocrisia e della doppia morale sessuale. Ma tentero’ di definire almeno tre dei fenomeni principali che tutto cio’ produce.

1 - Il primo fenomeno e’ il persistere della misoginia, nel considerare le donne come immature, irresponsabili, non in grado di fare scelte sessuali e di vita indipendenti.
Viola ha commesso il “grande reato” di essere rimasta incinta quando e’ stata violentata da suo fratello, ed e’ stata scacciata di casa perche’ ha rifiutato di abortire. E’ stata abbandonata e per sopravvivere ha dovuto prostituirsi anche durante il periodo di gestazione. Ora e’ madre di una bellissima bambina sana e intelligente, ma cosa ne e’ stato di suo fratello? Ha subito forse qualche castigo per cio’ che ha fatto? No. L’unico castigo lo ha subito lei e se non avesse trovato aiuto, chissa’ dove sarebbero adesso lei e la sua bambina. E’ questo che accade: se una donna osa opporsi ad un sistema ipocrita e maschilista semplicemente rifiutando di interrompere una gravidanza, come ha fatto Viola, deve subirne le conseguenze. Ma se un uomo violenta la sorella ed e’ protetto dalla famiglia, non subisce alcun castigo.
Il problema e’ forse limitato alle zone rurali della Moldavia dalle quali Viola proviene? Dovremmo augurarcelo, ma tutte noi sappiamo che non e’ cosi’. Se si parla della storia recente dell’Est Europa e dei Balcani, la violenza sessuale contro le donne e’ un fatto ineludibile che si e’ manifestato a diversi livelli e in varie forme. Sono state le donne a vivere drammatici episodi di violenza durante i conflitti che hanno sconvolto i Balcani negli anni novanta. Oltre allo stupro, usato come vero e proprio strumento di offensiva interetnica, vi sono state innumerevoli situazioni di sopruso e di sopraffazione. I casi di stupro e di violenza sono stati decine di migliaia e raramente i colpevoli, tutti uomini, sono stati condannati. Come dimostra che a sedici anni dalla fine della guerra in Bosnia Erzegovina, i responsabili degli stupri continuano a sottrarsi alle indagini e alla giustizia. Alcuni occupano addirittura posizioni di potere e molti vivono nelle stesse comunita’ delle loro vittime. Sono pochi in definitiva i colpevoli che sono stati assicurati alla giustizia attraverso i tribunali internazionali e nazionali
Amnesty International stima che anche oggi, nella sola area dei Balcani, ben 15.000 donne o ragazze o bambine subiscano ogni anno abusi sessuali di vario genere, molti dei quali da membri maschi della propria famiglia. Abusi che poi restano impuniti. Ma dicendoli cosi’, sono solo dati statistici, freddi numeri che non riescono a dare la misura di questo orribile fenomeno, e noi tutte sappiamo quanto non sia accurata questa cifra, come la stragrande maggioranza dei casi non vengano denunciati per vergogna, passando quindi sotto silenzio. Di quelle che subiscono violenza sessuale, infatti, non si parla e spesso le vittime sono circondate da un’aura di qualcosa che sa di sporco, intoccabile, che e’ meglio non provocare, non sentire, non udire.

2 – Il secondo fenomeno e’ la celebrazione della verginita’ femminile. Soprattutto laddove l’influsso religioso sta tornando ad essere molto forte, ci si attende che le donne si mantengano vergini fino a quando si sposano. Per me, che sono cresciuta sotto il comunismo e che ho vissuto gli anni della mia emancipazione in una grande citta’, in piena indipendenza e liberta’, tutto cio’ pare una barzelletta di cattivo gusto. Pero’, purtroppo, non lo e’. Questa nuova ondata di “moralismo” e di “sottovalutazione della donna” sta prendendo di nuovo vigore da quando il sistema comunista e’ caduto e la religione si e’ di nuovo incuneata nella vita delle persone sostituendosi all’antica “dottrina” di partito, soprattutto in quei luoghi lontani dalle grandi citta’, nelle zone rurali e piu’ povere.
Allora, dove portera’ tutto questo? Alla ricostruzione dell'imene? All'utilizzo dell’imene artificiale? Le donne accetteranno questa umiliazione prestandosi a questa immonda pratica talvolta costrette proprio dalle loro stesse madri al fine di rifabbricare la menzogna? Oppure come fece una bambina tanti anni fa con un bambolotto, affogheranno l’ipocrisia nella tinozza della propria dignita’?

3 - Il terzo fenomeno, ma non il meno importante, e’ la discriminazione di quelle donne che sono capaci di gestire liberamente la loro sessualita’ e che vengono immancabilmente ostracizzate per il loro stile di vita definito, nella migliore delle ipotesi, come scandaloso o audace. La donna, percio’, tranne rare eccezioni, deve accontentarsi di essere la destinataria dei desideri del maschio. Soggetto dunque passivo e non attivo della sessualita’ perche’ a lei non dato esprimere ma, piuttosto, di essere espressa. E’ per questo motivo che quelle che sono cosi’ coraggiose da ribellarsi andando contro alle regole, che trasgrediscono nello stesso identico modo che e’ concesso al maschio che per gli stessi comportamenti viene considerato normale, devono sapere che nella societa’ dell’ipocrisia e della doppia morale sessuale saranno immancabilmente etichettate nel peggiore dei modi e che avranno sempre l’indice puntato contro.

Io credo che sia giunto il momento di non essere soddisfatte solo di lamentarci, ma che tutte quante per andare avanti dobbiamo fare qualcosa al riguardo: innanzitutto essere consapevoli di noi stesse e della grande forza che ci ha dato la Natura, e poi assumerci la nostra responsabilita’. E qual e’ la responsabilita’ di noi donne in tutto questo? Qual e’ la nostra responsabilita’ nei confronti di questa ipocrisia sessuale che, fin da bambine, c’impedisce di fare delle libere scelte? Si tratta, almeno a mio avviso, di rifiutare il lavaggio del cervello che da secoli ci stanno facendo coloro che vogliono tenerci a bada, e che utilizzano il sesso come un elemento di controllo su di noi. E’ renderci conto che c’e’ qualcosa di sbagliato negli insegnamenti che ci sono stati inculcati. E’ credere che una vita sessuale sana, libera e non condizionata dai giudizi altrui e’ un nostro diritto. Una vita sessuale senza gli ostacoli posti dall’ignoranza, dall'educazione patriarcale, dal sessismo, dai tabu’ e dagli stupidi divieti. Si tratta dunque di educare le nostre figlie e i nostri figli in un modo diverso che porti le generazioni future ad un maggiore rispetto e comprensione del proprio corpo e della sessualita’.

Per riassumere:

- il sesso non e’ male. Il male e’ solo nella doppia morale misogina che penalizza le donne;

- il sesso non fa schifo. Quel che fa schifo sono gli inutili valori basati sul sessismo;

- il sesso non e’ immorale. Immorale e’ la spaventosa ipocrisia che dilaga ogni giorno di piu’.

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Bisogna stare molto attente

Liz Brody, una giornalista dell’Huffington Post, stila una lista delle cose che si devono guardare per capire se il nuovo partner potrebbe essere un molestatore o un violento oppure no. La giornalista, in un suo articolo, spiega che le donne che cadono nella rete di questi ammaliatori, pur essendo estremamente intelligenti, non riescono a sottrarsi al metodo che costoro utilizzano: prima e durante il corteggiamento, vestono i panni dell’Uomo Perfetto. Poi, una volta che la preda si e’ innamorata follemente, ecco che la loro vena violenta esce allo scoperto.

Eppure esistono precisi segnali di pericolo che possono aiutare le donne a svelare la natura violenta della persona che stanno frequentando, ancor prima di avvertire quella strana sensazione allo stomaco che di li’ a poco si trasformera’ in amore. Cindy Southworth, del National network to end domestic violence, suggerisce di fare all’eventuale partner un piccolo test proprio all’inizio della relazione, quando sembra che tutto vada a gonfie vele: annullare un appuntamento con la scusa che la vostra migliore amica ha bisogno di voi. Se lui reagisce dicendo: “Mi dispiace, ma capisco”, va tutto bene. Ma se risponde alterato “non tollero di essere messo da parte!”, oppure fa di tutto per farvi sentire in colpa, o si arrabbia, bisogna stare in guardia. La possessivita’ e la perdita del controllo dei nervi sono i peggiori sintomi.

Altri comportamenti che dovrebbero allarmarvi sulla futura pericolosita’ dell’avere una relazione con qualcuno, sono:
  • E’ cosi’ pazzo di voi che vuole andare a vivere insieme appena vi siete conosciuti;
  • E’ ossessivamente geloso. E’ normale che, se gli dite che andate via per il weekend con il vostro ex, sara’ a disagio, ma se vi accusa di flirtare con ogni uomo che incontrate (dal cameriere, al cassiere della banca, e persino con l’amico gay) e’ sicuramente un brutto segnale;
  • Vi manda troppo messaggi sul cellulare, oppure vi telefona troppo spesso;
  • Non crede che i vostri amici e la vostra famiglia siano importanti.

Bisogna poi prestare attenzione se:
  • Siete sempre stanche perche’ vi tiene sveglie la notte;
  • Dovete sempre spiegare alla gente perche’ non potete andare con loro ovunque vi invitino;
  • Diventate ansiose al solo pensiero di essere in ritardo per un appuntamento perche’ sapete quanto lui si arrabbiera’;
  • Nelle discussioni, se c’e’ qualcosa che non va, e’ sempre colpa vostra;
  • Scoprite che non potete fare nulla senza di lui, o senza la sua approvazione;

E’ assolutamente necessario fuggire dalla situazione se:
  • Scoprite che aveva una relazione violenta con una sua ex;
  • Vi fa stalking ovunque siate, al lavoro, nel web, a casa, in auto;
  • Si e rivelato violento con voi.

Se invece siete preoccupate per qualche amica, potrebbe essere nei guai se:
  • Quando la invitate a casa vostra o a uscire, dice che non puo’ venire perche’ deve stare con il suo fidanzato;
  • Quando state con lei e’ continuamente preoccupata di rispondere ai suoi messaggi, oppure se deve incontrarlo e teme di essere in ritardo;
  • Ha segni o graffi sospetti che non puo’ spiegare o dice che se li e’ procurati in un incidente;
  • Smette di fare le cose che amava prima d’incontrare quella persona: hobby, shopping, scuola, ma anche lavorare;
  • Avvertite la sensazione che la state perdendo.

sabato 14 maggio 2011

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Etèra e Nereide - Momento quinto

- Quinto momento -

SECONDA LETTERA A NEREIDE

Cara Nereide, ti scrivo perche' spero che mi leggerai, anche se non sono certa che lo farai. Ormai non ti vedo da giorni.

Vorrei chiederti se e' ancora il caso di proseguire nella nostra avventura, in quello che tu hai definito il nostro racconto a quattro mani o se, invece, io debba rimuoverti dalla mia mente, dai miei pensieri e dalle pagine scarabocchiate di notte cercando di capire cio’ che ci unisce e cio’ che ci divide.

Mi avevi fatto un dono ed io lo avevo accettato con grande felicita'. Ora pero' qualcosa e' cambiato. E quel dono che doveva essere solo per me, lo trovo sparso un po’ ovunque, gettato dappertutto come se non avesse piu’ valore. E’ questo il valore che gli dai? E’ questo il valore che mi dai?

Sinceramente, non so se me la sento di proseguire...

Forse dovrei tornare a parlare di “me” non piu’ di “noi”. Cio’ che davvero mi dispiace e’ che per ben due volte mi e’ stato fatto quel dono e per ben due volte l’ho visto gettato al vento, quasi che tutto fosse fatto con premeditazione, per far crollare il piccolo castello di fiducie che avevo faticosamente costruito.

Ma non ha importanza. Nonostante tutto il bilancio resta ancora positivo per me. In fondo non saro’ io che dovro’ rinunciare a leggere il modo in cui avevo rielaborato la nostra vita, i nostri dialoghi, i nostri sogni, i nostri battibecchi il nostro stare insieme… i nostri abbracci. Non saro' io a farlo. Sarai tu che non conoscerai mai cio' che avevo scritto in quei fogli di carta che adesso abbandonero’ in un cassetto fino a quando un giorno qualcuno per caso, quando noi sareme dimenticate, lo ritrovera'.

E’ un vero peccato… mi piaceva dialogare con te.”


Etèra poso’ la penna con calma. Poi ripiego’ con cura il foglio di carta e lo infilo’ in una busta. Lecco’ la colla della busta e la chiuse. L’indomani mattina l’avrebbe spedita... o forse no. Ancora non lo sapeva, ma aveva tutta la notte per pensarci.

venerdì 13 maggio 2011

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Problemi con Blogger

Che giornata frustrante! Per molte ore non e' stato possibile pubblicare nuovi post e commenti. Oltre a cio' Blogger ha dovuto eliminare quello che era stato pubblicato ieri e l'altro ieri. Adesso il tutto sta tornando alla normalita': si puo' pubblicare e commentare di nuovo, e nelle prossime ore e' stato assicurato che i post e i commenti che erano stati temporaneamente rimossi saranno ripristinati. Ancora pero' non si vedono.

Ecco quello che e' successo: durante i lavori di manutenzione programmata la notte Mercoledi' scorso, sono stati danneggiati dei dati. Cio' ha inciso sul comportamento della piattaforma. Da quel momento, sia i gli autori che i lettori dei blog hanno sperimentato una serie di anomalie tra le quali interruzioni del servizio, sparizione di post, ed errori di vario tipo.

Quindi e' stato deciso di far tornare il tutto allo stato in cui era prima della manutenzione. Per far questo i blog sono stati messi in modalita' di sola lettura (non si poteva dunque ne' pubblicare nuovi post, ne' commentare) e tutto quello che era stato pubblicato negli ultimi due giorni, rimosso.

Adesso, com'e' stato assicurato, tutto sta tornando alla normalita'. In ogni caso, qualora i post rimossi non tornassero online da soli, posso tranquillamente ripubblicarli perche' ne ho una copia salvata. Ma per il momento preferisco non farlo per evitare eventuali duplicazioni.

martedì 10 maggio 2011

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Etèra e Nereide - Momento quarto


- Quarto momento -

Nereide prese coraggio e chiese: “Tu invece cosa vedi quando chiudi gli occhi?”

”Non e’ semplice spiegare in poche parole. Dunque… vedo il mio universo interiore con tutte quante le paure, i desideri, le passioni, le angosce che vi sono dentro. Vedo tutto quello che appartiene al mio essere donna, ma che appartiene anche a quella parte di uomo e animale che c’e’ in me.”

”Parli troppo in astratto.”

”Vuoi che chiuda gli occhi e ti descriva?”

”Lo faresti?”

”Di solito vivo questa cosa da sola, e poi non vorrei che ti condizionasse negativamente. Ma se vuoi posso provarci.”

Etèra catturo’ il cenno di assenso di Nereide, si rilasso’ e prese un lungo respiro. Comincio’ cosi’ a descrivere.

“Sono su un letto, nuda, legata mani e piedi. Una donna vuole massaggiarmi, mette della musica, sento dei profumi... inizia a massaggiarmi con un olio che rende le sue mani scivolose e la mia pelle lucida. Prima il volto, il collo, il seno... poi scende sul ventre e sulle gambe. Con un dito mi entra tra le cosce e mi sussurra: ‘Sei bagnata’. Le rispondo con un impercettibile gemito. Lei chiama un uomo. E’ un uomo dalla pelle scura, grande, muscoloso. Appena l'uomo mi vede, senza neanche sfiorarmi, indurisce il suo membro...”

Nereide iniziava a sentirsi in imbarazzo e pensava che fosse un bene il non dover incrociare lo sguardo di Etèra in quel momento. Rimase ad ascoltare.

”L'uomo mi penetra e comincia a muoversi in me molto lentamente, troppo lentamente. Mi fa desiderare un ritmo piu’ veloce... con piu’ violenza. La donna, intanto, continua a massaggiarmi per evitare che i miei muscoli si contraggano alla ricerca del piacere, per evitarmi un orgasmo troppo precoce. Mi sfiora i capezzoli, mi carezza il ventre. Poi l'uomo mi slega. Mi tira su con forza agguantandomi per i glutei, mentre con le gambe mi aggrappo ai suoi fianchi, stretta, per restare unita a lui. Odora di maschio. Mi spinge contro un muro e tenendomi sollevata da terra, continua a muoversi dentro di me con colpi sempre piu’ decisi. Con le mani spreme i miei seni, la sua bocca fruga nella mia, mentre io…
Ecco, credo possa bastare! Allora, che ne dici?”

Nereide non rispose subito. Poi la sua morale le urlo’ che era giunto il momento di mostrare il suo disappunto.

“E’ vergognoso!”

”Non devi provare vergogna” disse sorridendo Etèra.

”Sei tu che dovresti vergognarti!”

”Non sono stata mica io a rimanere per tutto il tempo in ascolto di un sesso che non mi apparteneva?! Che ne dici se adesso ci prepariamo un the?”

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Etèra e Nereide - Terzo momento

- Terzo momento -

Che cosa stai pensando?”

Nereide sembro’ non aver udito, poi alzo’ lo sguardo e disse. ”Alle sciocchezze che dici, Etèra. Hai sempre cercato di stravolgere l'ordine delle cose con le tue regole strampalate. Dovevi essere sempre tu quella diversa! Diversa a tutti i costi! Per questo motivo non sono mai uscita con te. Alle feste o ci andavo io, o ci andavi tu. Non ho mai voluto assistere agli sguardi ironici e divertiti della gente che ti vedeva arrivare.”

“Che cosa credi che pensasse quella gente di me?”

Sul volto di Nereide esplose un ghigno di soddisfazione. ”Io facevo di tutto per comportarmi nel modo giusto, per essere accettata. Riuscivo a legare anche con i genitori dei miei amici che mi consideravano la figlia perfetta. Sono stata il sogno di ogni famiglia: l'amica affidabile, la fidanzata devota, la studentessa diligente...”

”Tu non sai di cosa parli.”

“E tu non sai nulla dell'Amore, del rispetto, della dedizione, del sacrificio! Fra noi due sei sempre stata tu al primo posto, tu con le tue esigenze, tu con le tue voglie da, da...”

”Non riesci neanche a far uscire le parole. Possibile che ti facciano cosi’ paura?”

”TROIA!” urlo’ Nereide, rossa in viso dalla rabbia e da un sentimento di rancore che non credeva di avere. “Da troia. Le tue voglie da troia” ripete’ a bassa voce, con voce stanca come se avesse dovuto sostenere una lotta estenuante.

Etèra resto’ in silenzio, in attesa di tutto quello che ancora doveva arrivare. La tempesta era imminente. Passarono i secondi, poi il primo minuto. L’unica cosa che si sentiva era il respiro diverso delle due donne.

”Io ti odio. Sporchi tutto quello che sfiori. Non hai nulla a cui tieni, nulla di sacro, nulla di veramente tuo da difendere e amare. Non hai mai avuto alcuno scrupolo a sedurre gli uomini che avevo… ma loro preferivano te. E’ normale che preferissero te! Tu aprivi le gambe senza volere nulla. Troppo comodo. Per loro sara’ stato un sogno!”

Etèra sospiro’.

”Ti sei mai chiesta cosa provassi nel vederti stare con loro, nel vederti sbandierare la tua sessualita’, la tua sensualita’ unica… come amavano ripeterti?!”

”Nereide, io non ho il tuo stesso ricordo della nostra vita insieme, e neanche la tua stessa visione dell'amore.”

”Oh mia dea! Mia magnifica dea! Illuminami sulle tue visioni divine!” disse Nereide sarcastica e con voce increspata.

Etèra respiro’ profondamente e tacque per rispettare il disagio di Nereide. Poi chiuse un attimo gli occhi per permettere al suo spirito di rilassarsi e si appoggio’ allo schienale del divano.

”Ci stai pensando?” incalzo’ Nereide.

”Non sto pensando, sto scacciando ogni pensiero della mente per parlarti col cuore sincero.”

”Non essere stupida.”

”Nereide, ascoltami, ma non come ascolteresti una predica. Ti prego, ascoltami come ascolteresti un pensiero che cattura la tua attenzione sfuggendo alla ragione e alla razionalita’. Almeno per un po', ascoltami come se fossi questo tuo pensiero sfuggito.”

Nereide si mise comoda sul divano e con un cenno del viso incito’ Etèra a parlare.

”Quando dici che noi due viviamo l'amore diversamente hai ragione. Vedi, io non credo che si possa amare un essere umano a parte un figlio o una figlia. Credo infatti solo nell'amore per i propri figli, e gli altri sentimenti che si camuffano da amore preferisco chiamarli in mille altri modi. Dipendenza, insicurezza, possesso, dominio, sottomissione, ma anche conferme, voglia di considerazione, di coccole e… di sesso. E poi, io non mi sono mai intromessa in alcuna tua storia. E’ sempre accaduto esattamente il contrario.”

”Ma che stai dicendo?”

”Dico che le mie relazioni nascevano molto prima che tu ne venissi coinvolta. All’inizio pareva quasi non t’interessassero, eri presa da tutt’altri interessi. Poi conoscevi l'uomo con cui stavo, ti affascinava quello che ti raccontavo di lui, della sua forza, della sua animalita’, sessualita’, virilita’ e t’incuriosivi. T’incuriosivi al punto da volergli mostrare il tuo mondo, i tuoi sogni, la tua fragilita’. E l'uomo, si sa, vuole dominare, e per farlo ha bisogno della donna fragile e indifesa.”

”Pero’ rincorre quella sensuale e famelica!”

”Ma e’ questo il gioco, Nereide. La fragilita’, la purezza, il candore, l'ingenuita’, senza i loro opposti sono come una pietanza ricca d’ingredienti, ma che non ha sapore! Quando entravi nelle loro vite volevi possedere ogni istante, pensiero, sogno, attimo delle loro giornate, e tutto questo non si accordava con cio’ che all’inizio ti aveva affascinato di loro. Non si accordava con cio’ che tu volevi provare, con cio’ che tu desideravi per sentirti appagata.”

”Non ti capisco!”

”Nereide, quando vai a teatro cosa indossi?”

”Che domanda e’?”

”Rispondi...”

”L’abito da sera” rispose Nereide sospirando.

”E se vai al mercato indossi lo stesso abito?”

”Certo che no!”

“Ed in palestra con cosa ci vai?”

“Con una tuta… ma…”

”Aspetta… e se vai in spiaggia indossi un costume, dico giusto?”

”Si’… ma quanto dura questa tiritera?”

”Allora spiegami perche’ in una relazione vuoi indossare sempre lo stesso abito? Perche’ se vai a teatro indossi la stessa tuta che usi in palestra? Magari la tuta puo’ andar bene anche per andare al mercato, ma per il teatro non va bene ed e’ inadatta anche per la spiaggia.”

”Stai delirando!”

“Tu dici?” Etèra le si avvicino’, le prese una mano e sussurro’. “Chiudi gli occhi.”

”Di nuovo?!”

”Si’, chiudili e immagina una scena erotica.”

Nereide si alzo’ e comincio’ a ridere. “Tu sei tutta matta! Tutta!”

”Di cosa hai paura? Che cosa ti puo’ accadere?”

Etèra conosceva qual era il punto debole dell'altra: l'orgoglio.

”Non ho paura di niente!”

Nereide si sedette e rifiutando la mano di Etèra e chiuse gli occhi. Inizio’ quindi a respirare e ad affrontare il suo buio.

Etèra la guido’ con la voce. “Cosa vedi? Non devi necessariamente vedere qualcosa. Se non ti appare nulla, non preoccuparti.”

”Vedo nero. Tutto nero.”

”Se potessi vedere una scena erotica, che cosa vedresti?”

”Un uomo...”

”Com'e’ quest'uomo?”

”Oh cielo! E’ nudo...”

Etèra sorrise. “E cosa fa?”

”Sta fermo davanti a me.”

”E tu cosa fai?”

”Sono nuda anch’io!”

”Cosa accade, adesso?”

”Mi chiede se voglio...”

”Cosa?”

Nereide abbasso’ la voce. “Fare sesso con lui...” poi riapri’ subito gli occhi.

Il suo respiro era lievemente affannato e il suo sguardo cercava una reazione o un qualche indizio di giudizio sul viso di Etèra, ma non trovo’ ne’ l’una ne’ l’altro.

Etèra si limitò a sorriderle affettuosamente, le prese la mano e disse: “Questo e’ un inizio!”

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Etèra e Nereide - Secondo momento

- Secondo momento -

LETTERA A NEREIDE

Cara Nereide, tu mi conosci piu' di chiunque altra. Sai che di me puoi fidarti. O forse no... scusami se mi e’ sfuggito. Tante volte ti ho ricordato che fidarsi e' male ed io non sono di certo la piu’ adatta a pretendere la tua fiducia, per come ho condotto la mia vita fuori dalle righe, e per le persone disoneste che ho frequentato che mi hanno mostrato come sia facile ingannare.

Ti vedo soffrire e con cio’ soffro anch'io. Ogni tuo dolore si ripercuote su di me. Ogni lacrima che versi e’ come se fosse un po’ anche mia. Come mio sento ogni sospiro che emetti ed ogni pensiero che ti attraversa la mente. Non riesco a restare insensibile. Non riesco a rimanere cieca. Riesco, se voglio, ad essere fredda e calcolatrice col mondo intero, lo sai, ma non con te. Con te non posso.

Ho saputo che ti hanno tradita. Adesso sei delusa e dentro ti senti prosciugata, vuota, con l'unica voglia di seppellirti e di sparire per sempre. Conosco il perche'... so tutto! So chi e' stato, so che cosa ti hanno fatto... che cosa ci hanno fatto.

Dovrei odiarti per questo. Riesci sempre a rendere vani i miei tentativi di farti comprendere che, nella vita, fidarsi equivale ad essere tradite. E’ inevitabile. Fidarsi significa rinunciare un po’ a quello che possediamo per donarlo a qualcun altro. Qualcun altro che poi di quel bene prezioso ne fara’ carta straccia.

"Bisogna saper scegliere di chi fidarsi", dirai tu. Ma fidarsi di qualcuno non e’ forse il primo passo verso il baratro della delusione? Dimmi, cara Nereide, quanti uomini nella vita sono stati in grado di non deluderti seppur minimamente? Te lo dico io. Nessuno! Quante volte ti e’ successo di affidarti nelle mani di chi, guadagnando la tua fiducia all’inizio, e poi tradendola, ti ha fatto far cose che non avresti mai fatto, facendoti provare vergogna? Vuoi che sia io a darti la risposta?

Sai, ci sono uomini che ruberebbero la fede al dito della moglie per andarla a regalare in giro. La darebbero alla prima puttana per strada in cambio di un pompino. Se fossi io la loro moglie, non sfilerei mai la fede dal dito. Ma per fortuna, questo pericolo per me non esiste. Chi mi preoccupa, pero', sei tu.

Mia dolce Nereide, non dovresti fidarti cosi’ come fai. Queste persone, lo so, insistono, non ti lasciano in pace, sono instancabili, scavano dentro e sotto di te un fossato che alla fine fa crollare le tue mura. E tu cedi... e ne vieni travolta. Perche' ogni fiducia data a chi non la merita sara' tradita, devi rassegnarti, e dopo sara' anche peggio perche' non potendo distinguere chi merita da chi no, sentirai di non poterti piu’ fidare di nessuno, maledicendo te stessa per la tua ingenuita’.

Ricorda, non devi darti mai completamente. Tieni sempre qualcosa per te, nascosto, segreto, in un posto dove nessuno possa andare a guardare. Metti la tua "fede" al sicuro. Le persone di cui ti parlo sono dappertutto e basano il loro potere sul bisogno che hai tu di loro. Bisogno d'affetto, di considerazione, di un po' d'amore. Si nutrono dei tuoi sentimenti e delle tue emozioni come dei saprofiti.

Devi fartene una ragione, noi siamo materia morta per loro. Tutto cio' che esiste fuori da loro, tutto cio’ che non e’ dentro il loro involucro corporeo, e' materia morta, vuota, grigia, senz'aria, ed e' rubando l'aria, i colori, i sentimenti e le emozioni agli altri, a chi di tutto cio' ne e' ricco, che riescono a sopravvivere. E non credere che facendoglielo capire getterai dei dubbi nel loro modo di vivere. Tempo perso... non accadra' mai!

Nereide cara, segui il mio consiglio: NEGATI!
Negati a loro, negati sempre, negati a tutti ed avrai in mano la chiave del forziere in cui puoi riporre davvero al sicuro il tuo cuore. Ti voglio bene.

Etèra”


Etèra rilesse piu’ volte la lettera che aveva scritto. L’aveva buttata giu’ di getto, senza curarsi degli errori grammaticali e di sintassi. Ce n'erano diversi e non si prese cura di correggerli. In fondo non doveva essere pubblicata da nessuna parte, non doveva farne l’incipit di un libro. Doveva solo servire a…
“Gia’…“ penso’ “A cosa doveva servire? A cosa sarebbe servita? A niente!”
L’accartoccio’ in una mano e la getto’ via.

lunedì 9 maggio 2011

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Etèra e Nereide - Primo momento

Le persone non si perdono
come si perdono gli oggetti,
ma molto lentamente...
avendo tutto il tempo di accorgersene
e ritrovarle.

Prologo

Per la prima volta stanno insieme senza risentimenti, recriminazioni, insoddisfazioni.
Per la prima volta non si rinfacciano i loro difetti, le loro incomprensioni, la loro diversita’.
Per la prima volta respiro e sento il mio respiro quieto pur fissando i loro volti che s’incrociano.

Da dove cominciare?

Solitamente la parola “inizio” ha gia’ in se’ la sua risposta. Questa volta non sara’ pero’ cosi’. La fine bastera’ a comprendere tutto il resto. Non dovro’ trovare neanche tante parole, perche’ bastera’ ascoltare quello che hanno da dirsi. A me e' dato solo rivelare che: “Si conobbero da sempre.”

Eccole… Etèra e Nereide. Nereide ed Etèra: due anime, due pensieri in evoluzione, due energie prorompenti dai colori cosi’ diversi.


- Primo momento -

”Ciao Nereide, come mai questo invito?”

”Ciao Etèra.”

“Ti trovo bene.”

”Non mentire, non c’e’ bisogno... io so come sto!”

”E come stai?”

”Ti ho voluta vedere perche’ ho necessita’ di parlarti. Devo chiederti tante cose e non so da dove cominciare.”

Nereide abbasso’ lo sguardo e tiro’ un profondo sospiro, quasi a cercare in quell'aria che non le entrava dentro mai abbastanza un punto d'inizio, un po' di quell'ordine e armonia che tanto le appartenevano. L'aria entro’ ed usci’ dai suoi polmoni parecchie volte ed Etèra non violo’ il suo silenzio. Attese.

”Ci sono troppi sentimenti in me, troppi pensieri che si rincorrono e scalciano e urlano e io... io mi sento schiacciata, senza vie di fuga e non so neppure da chi o da cosa mi sento oppressa. Da chi o cosa vorrei fuggire.”

Silenzio.

Etèra ruppe il silenzio senza parlare, prendendole una mano. Nereide la ritrasse velocemente e alzo’ ancor piu’ le sue barriere, indurendo ancor piu’ il suo sguardo. Etèra le sorrise con le labbra e pianse con gli occhi.

“Ti va di sederti?” disse piano Etèra per non turbare quella bellissima ninfa che le stava dritta innanzi come una lancia infissa nella sabbia.

Nereide si sedette.

”Ma tu non ti vergogni mai?” la voce di Nereide risuono’ nella stanza e ne riempi’ ogni angolo. Quel ‘non ti vergogni’ venne scagliato come un sasso sul volto, nel ventre, tra le cosce.

“Ti riferisci a qualcosa in particolare?”

”Mi riferisco a tutta la tua vita, a tutte le cose che hai fatto senza pensare, agli uomini a cui ti sei concessa... mi riferisco a te. Possibile che non ti vergogni di te stessa?”

”Non riesco a capire la tua domanda.”

Nereide fu in piedi in un lampo e con l'impazienza di una tempesta, comincio’ a camminare per la stanza.

”Cosa c'e’ da capire? Tu non vuoi capire perche’ ti e’ comodo cosi’! Cosa devi capire? Mi sono vergognata di te ogni volta che sei comparsa nella mia vita, ogni volta che hai invaso i miei spazi. Come puoi non capire?”

Etèra guardo’ Nereide e il suo tremore, e cerco’ di trovare le parole giuste in modo da non accrescere la sua rabbia.

”La vergogna nasce dallo sguardo di altre persone, dallo sguardo di chi ha il suo mondo segreto come lo ha ogni essere umano. La vergogna e’ nell'essere svelati. Io non agisco sotto i veli, non cerco caverne in cui vivere i miei desideri e non vesto i miei desideri con gli abiti della normalita’, gli abiti delle feste, gli abiti delle ricorrenze o per le occasioni. I miei desideri sono nudi, sanno di essere nudi e guardandosi allo specchio riescono a vedere le proprie nudita’.”

”E con questo cosa vuoi dire? Spiegati.”

”Voglio dire che nello sguardo della gente io non vedo nulla di piu’ di cio’ che gia’ conosco. Cio’ che vedo e’ esattamente cio’ che desidero e accetto, e cerco, e amo. Non posso provare vergogna per questo.”

Nereide torno’ a sedersi.

Etèra continuo’. ”La sera io chiudo gli occhi, ma non rimango nel buio. Se tu chiudi gli occhi cosa vedi? Prova a chiudere gli occhi.”

Nereide chiuse gli occhi, ma gia’ dopo il primo respiro li riapri’.

”Perche’ li riapri?”

”Non riesco a tenerli chiusi...”

”Che cosa hai visto chiudendo gli occhi?”

”Nulla!”

Etèra sorrise. “Il Nulla ti spaventa?”

”No!” rispose secca e stizzita Nereide.

”Chiudi gli occhi, Nereide, ti terro’ una mano cosi’ non ti perderai nel tuo Nulla.”

Nereide attese immersa nei suoi pensieri, poi prese la mano di Etèra e chiuse gli occhi.

”Cosa senti?”

”Mi sento sprofondare nel Nulla, sento il mio cuore battere forte, troppo forte...” la voce le mori’ in gola.

”Ti tengo per mano, non preoccuparti, non ti lascero’ andar via. Fai entrare l'aria nel tuo Nulla.”

Nereide respiro’ profondamente. L'aria la riempi’ piu’ di quanto fosse abituata e si spavento’. Strinse la mano di Etèra e lascio’ uscire una lacrima. Etèra la raccolse con l'altra mano e le carezzo’ una guancia. Nereide appoggio’ il volto su quel palmo gentile e caccio’ fuori l'aria mantenendo gli occhi chiusi.

”Non ci riesco!”

”A fare cosa?”

”A mantenere gli occhi chiusi.”

”Lo stai facendo.”

”Ma non ci riesco come andrebbe fatto!”

Etèra sorrise. ”Come andrebbe fatto secondo te? Spiegami il tuo modo giusto e quello sbagliato.”

”Dovrei essere calma, serena, respirare, rilassarmi e...”

La risata di Etèra sprizzo’ per quel curioso pensiero. ”Dove le hai apprese queste notizie, queste tue regole?”

Sul viso di Nereide affioro’ un imbarazzato sorriso. ”Non e’ cosi’ che funziona?” chiese.

”Quando chiudi gli occhi nessuno puo’ dirti cosa vedere e cosa provare. Il mondo ad occhi chiusi ti appartiene con tutta la sua complessita’ o semplicita’. Nel suo buio o nella sua luce, sei libera.”

”Io pensavo...”

”Non credo che il pensiero del mondo ad occhi aperti sia il benvenuto nel mondo ad occhi chiusi.”

”E questo cosa vuol dire?” chiese Nereide aprendo gli occhi e tirando via la mano da quella di Etèra.

”Nulla piu’ di quanto ho detto. Credo che il pensiero ad occhi chiusi debba comportarsi come uno spettatore a teatro; rimanere in silenzio ad osservare, ascoltare, inorridirsi o estasiarsi di cio’ che prova, e non di cio’ che vede. Nulla deve essere giudicato. Il giudizio partorisce la vergogna e la colpa.”

”Io credo che sia giusto provare vergogna e colpa. Il mondo, senza, sarebbe anche peggiore di com'e’”

Etèra rimase un istante a riflettere, ma solo per raccogliere i pensieri.

”La vergogna… la colpa. Forse sono state create per mettere limiti, confini agli esseri umani che non hanno capito il dono del libero arbitrio. Esseri umani che non sono stati capaci di sentirsi parte del tutto. Se l’umanita’ non avesse chiuso gli occhi, non si sarebbe mai vista nuda.”

”Ma che stai dicendo? Vaneggi! Vedi che e’ esattamente l'opposto?”

”L'essere umano e’ tutto cio’ che ha cacciato fuori da se’. Fa parte del tutto, ma ha preferito relegare questo ‘tutto’ fuori da se’ cosi’ da poterlo strumentalizzare e adorare. Se si fosse sentito parte di ogni fiore, pianta, oceano, cielo, persona... cosa mai avrebbe potuto compiere contro se stesso di cosi’ orrendo da provare vergogna o colpa?”

Nereide rimase in silenzio.

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Orfana

Carlos Trillo, autore del personaggio a cui mi sono ispirata per il nickname e l'avatar fin da quando ho iniziato a scrivere nel web, e' deceduto ieri, 8 maggio, durante un viaggio con la moglie a Londra, a causa di un un malore improvviso. Nonostante il pronto ricovero in ospedale, non ce l'ha fatta. Aveva compiuto 68 anni lo scorso 1° maggio.

Appartenete alla scuola del fumetto sudamericano, aveva iniziato a lavorare nel mondo delle riviste nel 1963. Sposato con la scrittrice argentina Ema Wolf, con cui aveva avuto due figli, e' ricordato come autore, tra gli altri, di popolari striscie come "Cibersix", con i disegni di Carlos Meglia, come "Loco Chavez" con Horacio Altuna e, ovviamente, "Chiara di notte" disegnata da Jordi Bernet.

Devo dire che, in un certo senso, per me e' un po' come essere rimasta orfana.

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Oggi mi sento un po' cosi'...

Oggi mi sento un po' cosi'...

Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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