«La musica viene dall'anima e a chi non ha avuto fortuna, le canzoni che parlano d'amore, amore materno, amore tra amanti, rendono migliore la vita. E' stata la musica che ha fatto degli tzigani un popolo forte.»

mercoledì 27 aprile 2011

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A vasúti utazás


“Intercity 5137 per Budapest proveniente da Nyíregyháza, e' in arrivo sul primo binario. Si prega di restare dietro la linea bianca di sicurezza. Prossime fermate: Mezőzombor, Miskolc-Tiszai, Budapest-Keleti…” ripete una voce monotona.

E’ una stazione piccola, immacolata, ben organizzata e pratica. Come ogni stazione ferroviaria e' fredda e impersonale, pero’ mi e’ familiare. Difficile che qualcuno non mi riconosca e non mi saluti. La citta’ e’ piccola. Ho pero’ i miei posti segreti: la panchina, l’edicola, lo sgabello della caffetteria. Ho i miei rituali. Anche se non ci credo, mi piace fingere di essere superstiziosa: indosso sempre intimo bianco quando viaggio, e salgo sul treno salendo la scaletta sempre col piede sinistro.

domenica 24 aprile 2011

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Funambola


Funambola: nessun sostantivo riesce a descrivermi meglio. Le prime parole dedicate a me stessa le scrissi tanti anni fa. Parlavano di muri scrostati e fango, di liberta’, rabbia e disperazione. Poche, brevi, semplici parole scaturite chissa' da dove e buttate li’, alla rinfusa, senza un filo logico.

Ma avrei voluto scrivere di piu', molto di piu’.

Avrei voluto scrivere di amore, di desiderio, di sesso, di matrimonio, di divorzio, di dignita’, di avventure, di bisogno di spazio, di viaggi, di provare cose nuove, di momenti di gioia assoluta, di cocenti delusioni, e di tutto quello che ancora non conoscevo.

giovedì 21 aprile 2011

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Gli effetti negativi della religione sulle donne e sui loro diritti


Citta’ Invisibile: 20 Aprile 2011

Prima di entrare nel cuore della mia riflessione, care sorelle, vorrei citare tre brani presi da tre libri famosi. Il primo brano e’ dal Nuovo Testamento. Prima Lettera di San Paolo a Timoteo, capitolo 2: versi da 11 a 15.

lunedì 18 aprile 2011

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Autoreferenziale femminilita’


Premessa (un po' lunga, lo so, pero' vi tocca). Quello di oggi sara’ un post autoreferenziale, come moltissimi altri in questo blog, e lo sara’ in modo spudorato, privo di ritegno e senza mezze misure. Perche’ desidero che non vi siano dubbi sulle mie reali intenzioni, cosicche’ chi vorra’ criticarmi possa mettersi fin da subito il cuore in pace evitando, eventualmente, d'inviarmi commenti scontati.

sabato 16 aprile 2011

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Buon compleanno Charlie Chaplin!


"Mi piacerebbe aiutare tutti, gli ebrei, i gentili, i neri, i bianchi. Tutti vogliamo aiutarci reciprocamente. Noi esseri umani siamo fatti cosi'. Vogliamo vivere per la felicita' e non per la disgrazia degli altri. Non vogliamo odiarci o disprezzarci gli uni con gli altri. In questo mondo c’e' posto per tutti..." (Charlie Chaplin)

Centoventidue anni fa, in una carovana di romanichals (i sinti/rom inglesi), il 16 aprile, nasceva sir Charles Spencer Chaplin, noto come Charlie Chaplin. Per ricordarlo Google, nella pagina principale del motore di ricerca, ha inserito un video con cui omaggiare l'attore, regista, sceneggiatore, compositore e produttore britannico, autore di oltre novanta film e considerato tra i piu' importanti cineasti della storia.

mercoledì 13 aprile 2011

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La curiosita’ non uccise la gatta


Fase 1: dall’anonimo disinteresse, si passa alla curiosita’

Tutto inizia con una scintilla. Non c'e’ dubbio. C’e’ chi la chiama teoria dei "due legnetti che strofinati insieme producono calore" e chi, invece, la chiama “coincidenza oggettiva”. Pero’, manteniamo le cose semplici ed evitiamo un eccesso di analisi. Dopo tutto, due linee non parallele hanno una certa probabilita’, prima o poi, d’intersecarsi.

lunedì 11 aprile 2011

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Labbra da baciare


Ricordo la prima volta che qualcuno mi disse che avevo labbra disegnate per essere baciate. Quella persona, con quella frase, voleva forse enfatizzare un attimo speciale e con la sua lusinga, illudendomi di essere desiderabile, anzi di essere la piu’ desiderabile di tutte, creare un varco nelle mie difese. Un complimento che rende liquida la resistenza di ogni donna.

domenica 10 aprile 2011

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La metafora del carciofo


Le foglie sono dure. Se le tocchi sembrano impenetrabili, quasi indistruttibili, e poi ci sono le spine, aggressive e pericolose. Il carciofo e’ una creatura intrattabile, antipatica, scostante, dall’aspetto ostile. Se gli sorridi, non ricambia il tuo sorriso. E’ come se ti avvisasse: "Vai via. Sono troppo tosto per te. Non puoi maneggiarmi senza farti del male".

Pero’ dovresti conoscerlo meglio.

Cosi’, inizi a sfogliarlo. Una foglia per volta, uno scudo difensivo dopo l'altro. Ed ogni volta che pensi di essere finalmente vicino al suo cuore, compaiono foglie sempre piu’ minacciose.
E’ come se ti dicesse: "Non serve a nulla. Stai perdendo tempo. Quello che vedi e’ l’unica cosa che riuscirai ad ottenere: solo foglie e spine. Pensa invece alla tua vita".

venerdì 8 aprile 2011

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Intervista con la Vampira


Quando suonarono alla porta, gia’ sapevo chi sarebbe entrato. Era l’inviato del piccolo giornale di provincia che, nella citta’ in cui abito, viene letto soprattutto per informarsi sulle date delle sagre in programma. Fino ad allora, nonostante fossi gia’ abbastanza nota come scrittrice di racconti erotici, non avevo ancora concesso un’intervista a nessuno.

domenica 3 aprile 2011

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Metro'


Ricordo bene l’odore di menta. Spiccava in mezzo ai tanti altri odori, di sudore, polvere, profumi da quattro soldi, inchiostro fresco di stampa di giornale, caffe’ bevuto in fretta al mattino, vestiti tenuti a lungo rinchiusi nell’armadio: gli odori della gente che affollava la metropolitana. Fuori cadeva una leggera pioggia, c’era quindi chi aveva con se' anche l’ombrello, che contribuiva ad aggiungere nell’aria persino quella sgradevole puzza di plastica bagnata.

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«Le ricerche dedicate alla condizione femminile in eta' antica si scontrano con un ostacolo che e' strutturale: l’assenza pressoche' completa di testimonianze che non siano mediate attraverso una prospettiva maschile, pur con alcune eccezioni, fra cui il caso di Saffo. Le donne antiche sono cioe' oggetto ma non soggetto di testimonianza. Da questo deriva il mio interesse per i discorsi maschili sulle donne, per la costruzione sociale e culturale degli stereotipi e dei pregiudizi relativi al mondo femminile, per la loro frequente assunzione a dogmi pseudo-scientifici e per la loro costituzione in una compiuta teoria della differenza sessuale»

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Il significato della vita

Un professore terminò la lezione, poi pronunciò le parole di rito: "Ci sono domande?". Uno studente gli chiese: "Professore quale è il significato della vita?". Qualcuno tra i presenti che si apprestava ad uscire rise. Il professore guardò a lungo lo studente, chiedendo con lo sguardo se era una domanda seria. Comprese che lo era. "Le risponderò", disse. Estrasse il portafoglio dalla tasca dei pantaloni, ne tirò fuori uno specchietto rotondo, non più grande di una moneta. Poi disse: "Ero bambino durante la guerra. Un giorno, sulla strada, vidi uno specchio andato in frantumi. Ne conservai il frammento più grande. Eccolo. Cominciai a giocarci e mi lasciai incantare dalla possibilità di dirigere la luce riflessa negli angoli bui dove il sole non brillava mai: buche profonde, crepacci, ripostigli. Conservai il piccolo specchio. Diventando uomo finii per capire che non era soltanto il gioco di un bambino, ma la metafora di quello che avrei potuto fare nella vita. Anch'io sono il frammento di uno specchio che non conosco nella sua interezza. Con quello che ho, però, posso mandare luce - la verità, la comprensione, la bontà, la tenerezza - nei bui nascosti del cuore degli uomini e cambiare qualcosa in qualcuno. Forse altre persone vedranno e faranno altrettanto. In questo, per me, sta il significato della vita."

Ecco cos'è il razzismo

Un giorno, in classe, durante un incontro sull’interculturalità, chiesi ai ragazzi di darmi una definizione del termine “razzismo”.
Subito, il più sveglio esclamò:
-Il razzista è il bianco che non ama il nero!
-Bene! Dissi. –E il nero che non ama il bianco?
Mi guardarono tutti stupiti ed increduli con l’espressione tipo: “Come può un nero permettersi di non amare un bianco?”.

(Kossi Komla-Ebri)
Libertà

Noi Zingari abbiamo una sola religione: la libertà.
In cambio di questa rinunciamo alla ricchezza, al potere, alla scienza ed alla gloria.
Viviamo ogni giorno come se fosse l'ultimo.
Quando si muore si lascia tutto: un miserabile carrozzone come un grande impero.
E noi crediamo che in quel momento sia molto meglio essere stati Zingari che re.
Non pensiamo alla morte. Non la temiamo, ecco tutto.
Il nostro segreto sta nel godere ogni giorno le piccole cose
che la vita ci offre e che gli altri uomini non sanno apprezzare:
una mattina di sole, un bagno nella sorgente,
lo sguardo di qualcuno che ci ama.
E' difficile capire queste cose, lo so. Zingari si nasce.
Ci piace camminare sotto le stelle.
Si raccontano strane cose sugli Zingari.
Si dice che leggono l'avvenire nelle stelle
e che possiedono il filtro dell'amore.
La gente non crede alle cose che non sa spiegarsi.
Noi invece non cerchiamo di spiegarci le cose in cui crediamo.
La nostra è una vita semplice, primitiva.
Ci basta avere per tetto il cielo,
un fuoco per scaldarci
e le nostre canzoni, quando siamo tristi.

(Spatzo)

Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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