
“Intercity 5137 per Budapest proveniente da Nyíregyháza, e' in arrivo sul primo binario. Si prega di restare dietro la linea bianca di sicurezza. Prossime fermate: Mezőzombor, Miskolc-Tiszai, Budapest-Keleti…” ripete una voce monotona.
E’ una stazione piccola, immacolata, ben organizzata e pratica. Come ogni stazione ferroviaria e' fredda e impersonale, pero’ mi e’ familiare. Difficile che qualcuno non mi riconosca e non mi saluti. La citta’ e’ piccola. Ho pero’ i miei posti segreti: la panchina, l’edicola, lo sgabello della caffetteria. Ho i miei rituali. Anche se non ci credo, mi piace fingere di essere superstiziosa: indosso sempre intimo bianco quando viaggio, e salgo sul treno salendo la scaletta sempre col piede sinistro.
E’ una stazione piccola, immacolata, ben organizzata e pratica. Come ogni stazione ferroviaria e' fredda e impersonale, pero’ mi e’ familiare. Difficile che qualcuno non mi riconosca e non mi saluti. La citta’ e’ piccola. Ho pero’ i miei posti segreti: la panchina, l’edicola, lo sgabello della caffetteria. Ho i miei rituali. Anche se non ci credo, mi piace fingere di essere superstiziosa: indosso sempre intimo bianco quando viaggio, e salgo sul treno salendo la scaletta sempre col piede sinistro.












