«La musica viene dall'anima e a chi non ha avuto fortuna, le canzoni che parlano d'amore, amore materno, amore tra amanti, rendono migliore la vita. E' stata la musica che ha fatto degli tzigani un popolo forte.»

giovedì 24 marzo 2011

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Della stessa materia di cui sono fatti i sogni


Decisa, entro in camera e apro la finestra. I suoni della notte e della campagna intorno sono come un bisbiglio continuo che preannuncia l’estate, mentre una brezza leggera scuote di tanto in tanto la soffice tenda di lino. Chiudo a chiave la porta. Chiunque, per entrare, dovra’ prima bussare.

Mi siedo davanti alla scrivania come per lavorare. Tolgo le scarpe, ma non riesco a trovare la quiete perche' ho dentro un languore che persiste. Lo conosco bene, quando s’insinua non se ne va, ma so anche come fare per liberarmene.

Mi sistemo meglio sulla poltrona e mi libero delle autoreggenti. La brezza che entra dalla finestra, come un sospiro, mi accarezza le gambe nude.

martedì 22 marzo 2011

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Destinazione ignota


Bene, mi sono decisa. Da oggi me ne vado per qualche giorno in vacanza. Fra un paio d'ore prendero' il treno per Budapest e poi, da li', proseguiro' verso destinazione ignota. Ignota a tutti, ovviamente, ma non a me. So che questi miei brevi viaggi non interessano a nessuno, pero', siccome sono educata, pensando che qualcuno potrebbe preoccuparsi vedendo il blog non aggiornato nei prossimi giorni, allora avverto.

giovedì 17 marzo 2011

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Chiedere e’ lecito, rispondere e’ cortesia


E’ una frase che ho sentito molto spesso. Di solito mi viene detta quando rifiuto di rispondere a domande indiscrete, invadenti e che considero al limite della decenza. Rispondere sara’ anche cortesia, non lo metto in dubbio, ma anche chiedere dovrebbe esserlo. Non si puo’ chiedere qualsiasi cosa e non si puo’ pretendere che la nostra curiosita’ sia sempre soddisfatta. Alcune volte si deve essere pronti ad accettare anche una scortese non risposta, poiche’ ci sono alcune domande alle quali non e’ possibile rispondere con cortesia, ed altre a cui non e' proprio possibile rispondere. Dunque, anche se chiedere e’ lecito, non necessariamente le risposte devono essere cortesi e, soprattutto, una risposta non e’ mai obbligatoria. Esistono infatti dei paletti - ciascuno ha i propri - che segnano un limite invalicabile, e chi fa le domande dovrebbe capire fin dove puo' arrivare senza urtare la suscettibilita’ delle persone.

domenica 13 marzo 2011

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Credo sia un brutto vizio


In questi ultimi tempi ho letto numerose poesie scritte da autrici arabe e mi sono resa conto di come, se si vuole, sia semplice per chiunque buttare giu’ qualche pensiero cosicche’ sembri in prosa, in modo da suscitare in chi legge sentimenti d’ammirazione per la capacita’ letteraria, la vena poetica e la profondita’ delle sensazioni espresse.

mercoledì 9 marzo 2011

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Che cosa significa essere sola?


Che cosa significa essere sola?"
Chiedo alla lentiggine solitaria sulla mia spalla sinistra.
”Significa dimenticare di aspettare”, dice la lentiggine
”ed e’ questo quando la vita ti accade”.

sabato 5 marzo 2011

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E' l'amore!


In un libro di chimica e' scritto che quando mi hai vista per la prima volta qualcosa e’ accaduto. In quell'attimo il tuo sistema nervoso ha trasmesso segnali in codice al tuo cervello, poi la tua ghiandola endocrina ha iniziato ad emettere ormoni d’ogni tipo, e attraverso il sangue li ha inviati come messaggeri ai tuoi sensi che si sono infiammati…

mercoledì 2 marzo 2011

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Qualcosa di diverso


Non sono i post come quello di tre giorni fa che attraggono la maggior parte dei lettori di questo blog; questo lo so e lo si vede anche dai commenti (scarsi) che sono finora giunti. Capisco dunque che chi mi segue - in particolare se di sesso maschile - preferisce molto piu’ quando mi comporto un po' da civettuola, quando cioe’ puo' sbirciare attraverso il foro della serratura della mia stanza da letto, riuscendo ad intravedere qualche particolare di me: le mani, le caviglie, i glutei, le cosce, i tratti del viso. Lo rilevo dal successo che hanno avuto e continuano ad avere post come quello sulle mutandine o sul lato B, che sono ancor oggi fra i piu' cliccati e commentati. Oppure, assai apprezzati risultano i post che trattano di argomenti piccanti, nei quali si puo’ scorgere qualche vago o esplicito accenno alla mia sessualita' come, ad esempio, quando scrivo quei raccontini tanto provocanti che a molti fanno supporre qualcosa di autobiografico.

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«Le ricerche dedicate alla condizione femminile in eta' antica si scontrano con un ostacolo che e' strutturale: l’assenza pressoche' completa di testimonianze che non siano mediate attraverso una prospettiva maschile, pur con alcune eccezioni, fra cui il caso di Saffo. Le donne antiche sono cioe' oggetto ma non soggetto di testimonianza. Da questo deriva il mio interesse per i discorsi maschili sulle donne, per la costruzione sociale e culturale degli stereotipi e dei pregiudizi relativi al mondo femminile, per la loro frequente assunzione a dogmi pseudo-scientifici e per la loro costituzione in una compiuta teoria della differenza sessuale»

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Il significato della vita

Un professore terminò la lezione, poi pronunciò le parole di rito: "Ci sono domande?". Uno studente gli chiese: "Professore quale è il significato della vita?". Qualcuno tra i presenti che si apprestava ad uscire rise. Il professore guardò a lungo lo studente, chiedendo con lo sguardo se era una domanda seria. Comprese che lo era. "Le risponderò", disse. Estrasse il portafoglio dalla tasca dei pantaloni, ne tirò fuori uno specchietto rotondo, non più grande di una moneta. Poi disse: "Ero bambino durante la guerra. Un giorno, sulla strada, vidi uno specchio andato in frantumi. Ne conservai il frammento più grande. Eccolo. Cominciai a giocarci e mi lasciai incantare dalla possibilità di dirigere la luce riflessa negli angoli bui dove il sole non brillava mai: buche profonde, crepacci, ripostigli. Conservai il piccolo specchio. Diventando uomo finii per capire che non era soltanto il gioco di un bambino, ma la metafora di quello che avrei potuto fare nella vita. Anch'io sono il frammento di uno specchio che non conosco nella sua interezza. Con quello che ho, però, posso mandare luce - la verità, la comprensione, la bontà, la tenerezza - nei bui nascosti del cuore degli uomini e cambiare qualcosa in qualcuno. Forse altre persone vedranno e faranno altrettanto. In questo, per me, sta il significato della vita."

Ecco cos'è il razzismo

Un giorno, in classe, durante un incontro sull’interculturalità, chiesi ai ragazzi di darmi una definizione del termine “razzismo”.
Subito, il più sveglio esclamò:
-Il razzista è il bianco che non ama il nero!
-Bene! Dissi. –E il nero che non ama il bianco?
Mi guardarono tutti stupiti ed increduli con l’espressione tipo: “Come può un nero permettersi di non amare un bianco?”.

(Kossi Komla-Ebri)
Libertà

Noi Zingari abbiamo una sola religione: la libertà.
In cambio di questa rinunciamo alla ricchezza, al potere, alla scienza ed alla gloria.
Viviamo ogni giorno come se fosse l'ultimo.
Quando si muore si lascia tutto: un miserabile carrozzone come un grande impero.
E noi crediamo che in quel momento sia molto meglio essere stati Zingari che re.
Non pensiamo alla morte. Non la temiamo, ecco tutto.
Il nostro segreto sta nel godere ogni giorno le piccole cose
che la vita ci offre e che gli altri uomini non sanno apprezzare:
una mattina di sole, un bagno nella sorgente,
lo sguardo di qualcuno che ci ama.
E' difficile capire queste cose, lo so. Zingari si nasce.
Ci piace camminare sotto le stelle.
Si raccontano strane cose sugli Zingari.
Si dice che leggono l'avvenire nelle stelle
e che possiedono il filtro dell'amore.
La gente non crede alle cose che non sa spiegarsi.
Noi invece non cerchiamo di spiegarci le cose in cui crediamo.
La nostra è una vita semplice, primitiva.
Ci basta avere per tetto il cielo,
un fuoco per scaldarci
e le nostre canzoni, quando siamo tristi.

(Spatzo)

Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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