
Decisa, entro in camera e apro la finestra. I suoni della notte e della campagna intorno sono come un bisbiglio continuo che preannuncia l’estate, mentre una brezza leggera scuote di tanto in tanto la soffice tenda di lino. Chiudo a chiave la porta. Chiunque, per entrare, dovra’ prima bussare.
Mi siedo davanti alla scrivania come per lavorare. Tolgo le scarpe, ma non riesco a trovare la quiete perche' ho dentro un languore che persiste. Lo conosco bene, quando s’insinua non se ne va, ma so anche come fare per liberarmene.
Mi sistemo meglio sulla poltrona e mi libero delle autoreggenti. La brezza che entra dalla finestra, come un sospiro, mi accarezza le gambe nude.
Mi siedo davanti alla scrivania come per lavorare. Tolgo le scarpe, ma non riesco a trovare la quiete perche' ho dentro un languore che persiste. Lo conosco bene, quando s’insinua non se ne va, ma so anche come fare per liberarmene.
Mi sistemo meglio sulla poltrona e mi libero delle autoreggenti. La brezza che entra dalla finestra, come un sospiro, mi accarezza le gambe nude.









