«La musica viene dall'anima e a chi non ha avuto fortuna, le canzoni che parlano d'amore, amore materno, amore tra amanti, rendono migliore la vita. E' stata la musica che ha fatto degli tzigani un popolo forte.»
Una signora voleva tanto dargli dei baci
non dico tanti, anche solo sette otto (mila).
Invece era proibito perciò non glieli dava.
Se però non fosse stato proibito glieli avrebbe dati tutti
dal primo all'ultimo.
A cosa servono i baci se non si danno?

Vivian Lamarque

martedì 27 dicembre 2011

11
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Non m’importa


Sia chiaro, lo dico francamente, fuor di metafora e senza mezzi termini: non m'importa proprio niente di cambiare il mondo e la gente.
Non m’importa di cambiare i credenti in atei. Che i credenti facciano pure il bagno nella beatitudine delle loro illusioni.
Non m’importa di trasformare gli ipocriti in persone sincere. Che gli ipocriti marciscano nel fango delle loro bugie: quelle che dicono a se stessi, e quelle che dicono gli altri.
Non m’importa di insegnare alle donne che se la tirano, le "fighe strette" che credono di essere le uniche al mondo, i benefici che avrebbero se scendessero dal piedistallo e rilassassero una volta tanto i muscoli della vagina. Per quel che mi riguarda, possono anche diventare blu di frustrazione. Perche’ dovrei fregarmene di loro?
Non m’importa di convincere gli uomini che fanno i “machi” della necessita’ di rispettare le donne e la loro dignita’. La seconda punizione per quelli che fanno i "machi" e’ quella di essere dei machi (ed e' gia’ una gran pena). Per quanto riguarda invece la prima punizione, e’ che, purtroppo per loro, io e altre come me, esistiamo.

Lo giuro (pero' non su Dio), che non m’interessa far da guida ai perduti, ne’ illuminare i ciechi, ne’ corrompere i pii, ne’ dar consigli ai complessati, ne’ guarire gli impotenti e le frigide. Tutto quello che m’interessa e’ il MIO diritto di essere chi voglio essere, il MIO diritto di dire quello che voglio dire, il MIO diritto di prendere quello che voglio prendere, il MIO diritto di scrivere quello che voglio scrivere, il MIO diritto di fare quello che voglio fare, e il MIO diritto di vivere come voglio vivere.

Non trascurate quel MIO in lettere maiuscole: non e’ stato scritto per caso. Sono un’egoista? Un’egocentrica? E chi se ne frega! A me va bene cosi’ e lo dico forte e chiaro.

Eppure, se mentre sono chi voglio essere, dico cio’ che voglio dire, prendo cio’ che voglio prendere, scrivo cio’ che voglio scrivere, faccio cio’ che voglio fare, vivo nel modo in cui voglio vivere... sto stimolando anche altri ad essere quello che vogliono essere, a dire quello che vogliono dire, a prendere quello che vogliono prendere, a scrivere quello che vogliono scrivere, a fare quello che vogliono fare, e a vivere come vogliono vivere... allora mi considero la persona piu’ fortunata sulla faccia della terra. Mi sento orgogliosa se sono la causa di questi “effetti collaterali”, e questo mi da’ tanta forza, perseveranza, ostinazione e passione.

No, credetemi, non m’interessa assolutamente di cambiare il mondo e la gente, e si tranquillizzino i credenti, gli ipocriti, le fighe strette e i machi perche’ di loro non m’importa proprio niente. Quello che invece m’importa davvero e’ vivere. E’ questa la mia grande battaglia, la mia causa, la mia lotta: vivere me stessa senza falsita’, senza compromessi, senza giochi sporchi fatti sotto banco.

E con questo, ho detto tutto.

~

I miei giochi, i miei segreti, le mie paure, i miei peccati,
le mie abitudini, le mie mutandine, quello che fuggo, quello che inizio...
i miei stati d'animo, la mia lussuria, i miei capricci, il mio disordine,
la mia luna, il mio amore, quello che so e quello che penso:

Tutto sotto la mia pelle
e’ come uno stretto vestito rosso
in attesa di essere strappato via
dalla tua voglia di vedermi nuda.

(Joumana Haddad)


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11 Commenti:

LucaM_Best ha detto...

Ammetto che il contenuto informativo di questo mio commento vale quasi zero se rapportato all'argomento del post, tuttavia in questi giorni di festa mi sono chiesto: ma ho veramente fatto gli auguri a tutte le persone a cui desideravo farli?

Ho fatto gli auguri solo alle persone a me più care, non mi piace mandare messaggi ipocriti in massa.

Ho scambiato messaggi di buone feste con persone a me vicine, con persone per me importanti e per le quali io lo sono, e mi sono sentito con quelle/i che hanno rappresentato qualcosa di significativo nella mia vita.

E ci ho anche tenuto a contattare persone che hanno fatto qualcosa per me, direttamente o indirettamente, consapevolmente o meno.

Ecco, ti farai due risate, ma tu rientri in quell'ultima categoria.
Non ci conosciamo, né fisicamente, né molto profondamente nel virtuale.
Ma la tua trasparenza e coerenza ha (ri)acceso in me molte molle positive ed energiche che hanno migliorato e rinvigorito il mio modo di essere.
Me ne sono accorto da poco, è come se avessi una vocina in più dentro di me che mi dice "anche se sei un cazzone, sei sulla strada giusta"! :)
Quella della coerenza e della sincerità, a costo di rendersi antipatici, a costo di farsi dei nemici, ma potendo sempre girare a testa alta, e guardarsi dentro senza vergognarsi di se stessi.

Quindi, conscia del fatto che capito spesso da queste parti anche se non commento, ti prego di accettare i miei migliori
Auguri di Buone Feste e di Buon Anno.

Con affetto

A.

rabbah ha detto...

Kla, ma perche credi tu che qualcuno ti ha mai sospetato di voler cambiare il mondo o che ti instiga a non essere quel che senti di essere?

"Sono un’egoista? Un’egocentrica? E chi se ne frega!"

Ma lo siamo tutti , tesoro, nessuno ti fa una colpa per questo.

"Lo giuro (pero' non su Dio), che non m’interessa far da guida ai perduti, ne’ illuminare i ciechi, ne’ corrompere i pii, ne’ dar consigli ai complessati, ne’ guarire gli impotenti e le frigide. Tutto quello che m’interessa e’ il MIO diritto di essere chi voglio essere, il MIO diritto di dire quello che voglio dire, il MIO diritto di prendere quello che voglio prendere, il MIO diritto di scrivere quello che voglio scrivere, il MIO diritto di fare quello che voglio fare, e il MIO diritto di vivere come voglio vivere."

La coscienza, quel IO, MIO, e l`organismo del dibatito e della decisione individuale, si. invece Dio, il destino porta con se una decisione dell universale. chi si sottomette alla sua coscienza sente che si autodetermina, ma chi si lascia portato dal destino acceta una determinazione di un altro ordine, obietiva e imprevidibile. non si tratta qui ne di impotenza, ne di essere complessato, ne di frigidita, ne di cecita`.
Tante` vero che fra quelli che si autointitolano "credenti" ne trovi dei spiriti barbari, monumenti di pia stupidita, ma questo, Klara, non deve impedirci a guardare sempre all di la del nostro IO. Cercare modelli comparativi sulla nostra orrizontale mi sembra abbastanza limitativo, ma raportarti a una verticale giustifica l`appellativo UOMO.

Certo, hai il diritto di fare quel che vuoi e di essere quel che vuoi nell tuo spazio personale, nel tuo universo, ma anche noi, quelli a chi piace illudersi con una esistenza intangibile, indefinibile, impercetibile sensorialmente, cercandola sempre, abbiamo la curiosita, il desiderio, se vuoi anche il dirrito di trovare certe risposte. perche questa ricerca diventa piu importante delle altre? perche nel suo perimetro intervengono le domande decisive dell uomo, della nostra esistenza. e la costatazione che davanti a queste domande, il mentale dei vari comunita umane e tentato a fornire la stessa tipologia di risposta, giustifica questa ricerca.

bene, un abbraccio, R

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ LucaM_Best: Ma la tua trasparenza e coerenza ha (ri)acceso in me molte molle positive ed energiche che hanno migliorato e rinvigorito il mio modo di essere

Come ho scritto, cio' mi rende assai felice.
Purtroppo, non credo che molti/e siano d'accordo con te. Anzi, i giudizi che vengono generalmente sparsi su di me (soprattutto da certe donne, per dire il vero), non sono poi cosi' positivi ed entusiasmanti.
E questo, contrariamente a cio' che alcuni pensano, invece di crearmi disagio, mi rende ancor piu' orgogliosa. :-)
Sembra che io sia (per dirla con un eufemismo) un "prodotto di nicchia". Adatta a relazionarmi quindi con poche e ben selezionate persone in grado di cogliere sfumature di colori che non tutti possono vedere. :-)
Cio', ho notato che avviene soprattutto se tento di relazionare con italiani o italiane fra i quali pare che a dominare siano soprattutto sentimenti di conflitto, competizione e bramosia di emergere ad ogni costo.
Qualcosa che fra noi e' quasi totalmente assente in quanto vige la regola dell'essere umili e del cercare la collaborazione, quindi la comunita', sempre e comunque.
Senza la comunita' intorno, ci hanno insegnato che si muore.
Collaborare non significa pero' leccare il culo a qualcuno o esigere che ci venga leccato come invece pare essere la predisposizione e il desiderio di molte persone, anche se affermano l'esatto contrario.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Rabbah: "Sono un’egoista? Un’egocentrica? E chi se ne frega!"

Ma lo siamo tutti , tesoro, nessuno ti fa una colpa per questo


Hai forse letto che mi lamento perche' qualcuno me ne fa una colpa oppure che mi sento in colpa?
Non mi pare di aver scritto qualcosa del genere.
Un sano egoismo, in certi momenti della vita, non fa male. L'ho imparato quando, vedendo qualche amica che, per non accettare di diventare egoista, si faceva distruggere da chi, invece, non aveva alcuno scrupolo ad esserlo.
Non si porge sempre l'altra guancia. Lo si fa UNA sola volta. E se anche dopo questa dimostrazione di disponibilita' ti viene dato un altro sonoro schiaffone, allora da quel momento in poi ci si mette la corazza d'acciaio cosicche' chi ha voglia di menare le mani, se le rompa picchiando su di essa.
Ma se non mi disturba essere giudicata egoista, e non me ne farei una colpa qualora lo fossi (e' tutto da stabilire che veramente lo sia, ma supponiamolo pure), quello che invece mi farebbe davvero male, e' di essere giudicata una "figa stretta". A tal proposito - dato che qualcuno mi ha chiesto la spiegazione di questo appellativo - dico che e' la traduzione italiana di "szűk punci", che in ungherese e' un modo per etichettare quelle donne che se la tirano troppo, che credono di essere migliori delle altre, che pensano di essere delle gran fighe, intelligenti, sensibili, capaci di dare tutto (e se lo dicono da sole). quelle che hanno sempre da criticare le altre per qualsiasi cosa, quelle che vogliono intorno a se' tutta una pletora di leccaculi che supportino l'immagine che hanno di se stesse.
Ecco, essere una "szűk punci" per me sarebbe terribile ed ogni volta che c'e' la possibilita' che io cada nella trappola di sembrare tale, cerco in ogni modo di riprendermi. Perche essere "szűk punci" significa in fondo essere insicura, mai soddisfatta e perennemente immatura.

La coscienza, quel IO, MIO, e l`organismo del dibatito e della decisione individuale, si. invece Dio, il destino porta con se una decisione dell universale. chi si sottomette alla sua coscienza sente che si autodetermina, ma chi si lascia portato dal destino acceta una determinazione di un altro ordine, obietiva e imprevidibile. non si tratta qui ne di impotenza, ne di essere complessato, ne di frigidita, ne di cecita`.
Tante` vero che fra quelli che si autointitolano "credenti" ne trovi dei spiriti barbari, monumenti di pia stupidita, ma questo, Klara, non deve impedirci a guardare sempre all di la del nostro IO. Cercare modelli comparativi sulla nostra orrizontale mi sembra abbastanza limitativo, ma raportarti a una verticale giustifica l`appellativo UOMO.


Secondo me, leggendo questa parte del tuo commento, presumo che tu abbia discusso a lungo con Eva. :-))))
Gia' mi e' venuto il mal di testa... devo prendermi l'Aulin :-))

rabbah ha detto...

"Secondo me, leggendo questa parte del tuo commento, presumo che tu abbia discusso a lungo con Eva. :-))))"


una presunzione che non si conferma. oltre un "ciao Eva" e un "ciao Rabbah" ultimamente non ce stato altro fra di noi. chiedi a lei, adesso che siete diventate di nuovo buone amiche:))))

rabbah ha detto...

"Ho fatto gli auguri solo alle persone a me più care, non mi piace mandare messaggi ipocriti in massa."

:),Rabbah sorride monacale...

Scialuppe ha detto...

Yepp, va bene tutto quello che scrivi nel post.
Però va bene solo perchè non sei una pedofila, una sadica (e non mi riferisco al sadismo regolato in cui basta che la vittima dica la parola d'ordine e il torturatore smette, quello è solo un giochetto divertente, per coloro a cui piace, che scandalizza solo qualche figlia di Maria un po' ingenua), una capitano d'industria o squalo della finanza.
È il buon vecchio problema delle regole, che hanno la duplice faccia di oppressione del diverso e di difesa del debole. Non è un problema che abbia soluzione, a meno che non ci illudiamo che possa esistere una società in cui nessuno tragga piacere dalla propria supremazia su qualcun altro (chè alla fin fine a questo si riducono pedofilia, sadismo, squalismo finanziario, ma anche il conformismo ed il controllo sociale, che sono il modo in cui i deboli tentano di imporre la propria volontà ai forti): allora il problema non si porrebbe.
Non sto facendo la difesa delle regole, sia ben chiaro. Mi limito ad indicare un'aporia che ritengo insolubile: è giusto pretendere la soddisfazione dei propri desideri, ma cosa fare se i propri desideri nuocciono a qualcun altro? (qual'è il livello di dolore accettabile a cui posso sottomettere un'altra persona per realizzarmi?) E cosa deve fare la società con le persone che non trattengono i propri desideri nocivi per gli altri? (e chi mai giudica se un desiderio è nocivo?)
Tutto questo che scrivi mi va bene perchè sono una persona forte e so difendermi, faccio parte di un paese industrializzato in cui ancora non si muore di fame, perchè non ho mai accettato di essere ricattato e perchè negli anni ho imparato come non farmi spezzare il muscolo cardiaco.Non mi andrebbe più bene nel momento in cui un gruppo di poliziotti ad una manifestazione in stile Genova 2001 decidesse di prendermi a calci in faccia e sodomizzarmi coi manganelli per sentirsi realizzati. E allora come la mettiamo? Buon anno,

Scialuppe

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Scialuppe: qual'è il livello di dolore accettabile a cui posso sottomettere un'altra persona per realizzarmi?


Occavolo... hai ragione.
E' giusto che si tenga conto anche di chi nella vita si realizza sottomettendo gli altri procurando loro dolore e sofferenza...
Solo che il discorso sulle patologie non avevo ancora affrontato. :-)

Scialuppe ha detto...

Il punto è che non si tratta di "patologie". Cioè...la pedofilia anche sì. Ma altri comportamenti che prevedono il proprio soddisfacimento passando sulla sofferenza degli altri sono diffusi e normali: il capoufficio che sfoga le proprie frustrazioni sull'impiegato, il guidatore di bmw nera ultimo modello che si attacca al culo della tua uno scassata, ti lampa e poi ti supera con una manovra che per lui col macchinone non è pericolosa ma per te sì...il preside, il professore, il bulletto , il padre del bulletto, il datore di lavoro del padre del bulletto...e via ad allungare la catena all'infinito. Gran parte di noi fa parte di (almeno) una catena di tal fatta, alcuni tentano di uscirne, altri ne sono usciti e possono soddisfare i propri desideri senza commettere soprusi sugli altri - che non significa necessariamente senza farli soffrire, ma una sofferenza inferta tra pari è qualcosa di onesto somehow. Ciao,

S.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Scialuppe: Ma altri comportamenti che prevedono il proprio soddisfacimento passando sulla sofferenza degli altri sono diffusi e normali

Sinceramente, non credo che il fatto di essere diffusi renda questi comportamenti normali. Per me ogni soddisfazione personale che si basa sulla sofferenza dell'altro e' patologica. Non so quanto sia patologica, se tanto o poco, ma per me lo e', e se dovessi incontrare una persona che mi confessa di godere vedendo sofferenza che causa algi altri, fosse anche prevaricazione, la considererei malata e le consiglierei di curarsi.
Oppure, come affermo talvolta, sono io ad non essere troppo sana di mente a pensarla in questo modo.

Scialuppe ha detto...

Dipende da cosa intendi per "normale". Io intendevo "presente nella maggioranza della popolazione" (statisticamente normale insomma) ma se lo intendi come "non patologico" beh...allora viviamo in una società in cui la normalità è la minoranza! :-)

Non che le persone lo facciano consciamente: gran parte della gente non è cattiva, ma ciononostante si prevarica l'un con l'altro per scaricare le proprie tensioni e sentirsi forte, e penso che sia in definitiva un modo malato per godere...

Eeeh, non pensare che la mia visione del mondo sia solo pessimista e cupa, però! Quasi nessuno è cattivo consciamente e la vita in generale può essere una gran figata - se si riesce ad evitare i pochi stronzi integrali o neutralizzarli...buonanotte,

Scialuppe

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