mercoledì 21 dicembre 2011

15
comments
L’invidia e’ donna

Brutta cosa l'invidia. E' la passione degli infelici, la madre del risentimento e del rancore. Nasce quando, nel confrontarci con l’altro, ci si sente mancanti, inferiori. Differentemente dalla gelosia, che e’ la paura di perdere qualcosa che abbiamo, nell’invidia ci consuma il pensiero che l’altro abbia qualcosa che noi non abbiamo, anche quando non e’ vero.

E’ una sensazione sgradevole, l’invidia, ed e’ resa ancor piu’ spiacevole dal fatto che e’ difficile che la si ammetta. E’ raro, infatti, che venga confessata, motivo per cui rimane chiusa nell’intimo come l’ipocrisia, l’incoerenza, la disonesta’, e divora dentro, e fa rimuginare e rimuginare, fino a quando lo stomaco fa male… fino alla sua forma piu’ maligna che e’ il godere per le disgrazie altrui.

Ma c’e’ di piu’: l’invidia e’ innanzitutto “donna”. L’aggressivita’ che si sviluppa tra donne e’ diversa da quella che si instaura fra uomini. Le donne competono quasi esclusivamente fra loro, difficilmente lo fanno con i maschi, ed e’ quest’eterna competizione che ha generato questo sentimento prevalentemente femminile.

Tutto cio’ ha origini antichissime se consideriamo che, da sempre, nelle societa’ patriarcali sono le donne ad essere scelte dall'uomo e, naturalmente, e’ la piu’ fortunata che si “aggiudica” il piu’ forte del gruppo. L'oppressione di cui il genere femminile e’ vittima si traduce dunque anche nelle opinioni e nei comportamenti delle donne verso altre donne. E’ principalmente da questo che nasce l’invidia, ed e’ completamente inutile consigliare alle donne di non essere competitive. Sappiamo bene quanto nell'animo femminile questa frase suoni vuota.

E' vero che tutte quante, almeno razionalmente, ci rendiamo conto che il successo (in amore, nel lavoro, nelle relazioni) di qualcun’altra non significa necessariamente un insuccesso nostro. Infatti, non cambia niente nella nostra vita se una nostra amica ha avuto una promozione nel lavoro, e se riceve un regalo costoso non e’ certo perche’ lo ha portato via a noi. Il fatto, poi, che sia magra non ci rende di certo piu’ grasse, e se e’ ammirata dagli uomini non significa che anche noi non lo possiamo essere.

Eppure, a quale donna non e’ accaduto, almeno una volta, di provare un pizzico d'invidia nei confronti di una collega o un'amica che ha ottenuto un successo? Chi non ha mai pensato, magari inconsciamente: “Perche’ a lei si’ e a me no?” Anche se abbiamo tutto cio’ che ci occorre per essere felici, c’e’ sempre quel piccolo tarlo che ci rode dentro e ci fa odiare il mondo perche’ la vita non ci ha premiate come pensavamo di meritare.

No. Non si vive bene provando invidia. Chi e’ invidiosa non dorme la notte, cova astio, rancore, gelosia, e non puo’ smettere di pensare che anche lei meriterebbe quello che un'altra ha ottenuto. Ha sempre il pensiero che le soddisfazioni dell'altra mettano in ombra i suoi successi, e pensa che se una persona trionfa, un'altra soccomba.

L’invidia non e’ razionale, non segue la logica, agisce “di pancia” ed e’ deleteria. Deleteria per i rapporti che si instaurano, che non diventeranno mai limpidi e trasparenti, ed e’ deleteria per il modo in cui viene percepita la realta’, poiche’ l'invidiosa attribuisce il merito dei successi dell’altra alla pura fortuna, al destino, oppure alla stoltezza di chi e’ caduto nella sua rete credendo alle sue fandonie.

Ma l’invidia e’ soprattutto dannosa perche’ impedisce la crescita e l’evoluzione personale. Chi e’ invidiosa, infatti, invece di essere stimolata a migliorarsi, invece di aumentare la propria luminosita’ in modo da essere apprezzata indipendentemente da tutto il resto, basando i propri meriti sulle proprie qualita’ e non sui difetti altrui, e’ portata a spegnere la luce di chi le e’ rivale, con ogni mezzo, cosi’ da credere che, se manca la concorrenza, anche lei possa essere considerata ed avere successo nonostante le scarse qualita’ che ritiene di avere.

L’invidia e’ dunque un sentimento dannoso non solo perche’ genera passioni violente, facendo soffrire enormemente chi la prova, ma e’ soprattutto pericolosa perche’, com'e' stato detto, e’ qualcosa che nessuno riconosce di provare. Cosicche’, chi ne soffre in modo irrimediabile mai ne avra’ consapevolezza e continuera’ a tenere il suo sguardo puntato esclusivamente su gli altri cercando di individuarne i difetti e i motivi per sottoporli a critica. Mentre lo sguardo andrebbe, invece, spostato verso se stessi, guardandosi dentro e fino in fondo cosi’ da conoscere e apprezzare, nelle luci e nelle ombre, l’unicita’ che e’ dentro ciascuno di noi.

15 commenti :

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,

credo che l'invidia sia uno dei sentimenti più forti che proviamo. Credo anche che l'invidia sia più forte fra le donne che fra gli uomini.
Io lavoro in un ente pubblico dove le donne sono in netta maggioranza rispetto agli uomini.

In tantissimi anni di lavoro ho potuto constatare che le liti o le tensioni fra donne sono molto maggiori che fra uomini.

Quello che mi stupisce è che non ho mai trovato nessuno immune dall'invidia. Mi è capitato di conoscere uomini e donne che erano invidiatissimi dalla gente, che a loro volta soffrivano della "malattia" dell'invidia verso gli altri.

Ciao Davide

Ev@ ha detto...

Intervengo perché fresca di discorsi in questo senso, propongo anche qui che potrebbe essere "terapeutico" ammettere di essere invidiose. Cioè cogliere la prima occasione ed esprimere apertamente un bel "io, t'invidio per... (motivo a piacere)". Funziona anche coniugando il verbo al passato.

Almeno ci si libera da quella bruttissima fatica e pena che è attorno al "covare"... che tra l'altro è un bruttissimo amplificatore. Inoltre, i muscoli non solo della faccia -dell'invidiosa- sollevati dall'impegno di fingere, possono trasformare la figura da "rivelatrice & identificabile" in "interessante".

Se l'invidia, poi, è originata da personaggi che si beano di suscitarla, questa mutazione espressiva diventa un vero e proprio ribaltamento di fronte...

E' vero che la parte muscolare non è valida per i mondi virtuali... ma di certo, almeno la prima parte, quella a parole, potrebbe essere una simulazione interessante da provare.

Auguri, quindi, alle invidiose che vogliono sperimentare il "metodo".

P.S.: Per le gelose, vale lo stesso sistema.

rabbah ha detto...

"L’invidia e’ donna"

:)))))) Klara quanto sei previdibile! aspettavo questo post ma non sapevo di preciso quando ti saresti decisa a scriverlo hahahaa

Rabbah: eh...ma quelli li sono indiani, hindu.

"E quindi?"

Niente, parlavo di una cultura diversa.

Kameo ha detto...

Colgo il suggerimento di Ev@ per applicare il suo metodo: Chiara invidio la tua capacita' analitica e dialettica.
/me si guarda allo specchio. Nulla e' cambiato ....
.... devo aver confuso invidia con ammirazione, ahimè!

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Davide: Grazie per aver riassunto in poche righe il mio lungo post. :-)


@ Ev@: potrebbe essere "terapeutico" ammettere di essere invidiose

Lo e'. Ma non e' semplice. C'e' chi e' ad esempio invidiosa ed anche "piena di se'". Chi e' affetta da egocentrismo patologico e prosopopea acuta, difficilmente ci riuscira'. Per ammettere le cose si deve prima imparare cos'e' l'umilta'. Percio' dico che a volte "rigenerarsi" un po' Rom, mettendosi nei panni di chi e' forzatamente umile, non farebbe male. Ma questo e' un altro discorso.


@ Rabbah: Klara quanto sei previdibile! aspettavo questo post ma non sapevo di preciso quando ti saresti decisa a scriverlo

Cavolo, Rabbah, se avevi previsto significa che anche tu hai i Tarocchi. Come potevi sapere altrimenti che avrei letto quell'articolo sull'invidia?


@ Kameo: .... devo aver confuso invidia con ammirazione

Senti, che ne dici se chiudo questo blog e lo lascio aperto solo alle persone che mi ammirano e che non mi controbattono mai? Cosi' potrei coltivare la mia ben nota ipocrisia e disonesta' intellettuale in tutta tranquillita'. Io, da sola, con uno stuolo di zerbini che mi danno sempre ragione. :-)

rabbah ha detto...

"Come potevi sapere altrimenti che avrei letto quell'articolo sull'invidia?"

:)))))) come potevo, come potevo....ma se ti ho detto che sei previdibile. e , ovvio, anticipare certe cose avviene in base a un materiale informazionale(discorsi sul blog).

"che ne dici se chiudo questo blog e lo lascio aperto solo alle persone che mi ammirano"

Non credo che ti fermerai soltanto a questo limite hahahahahahaha. se lo facessi verrai in contradizione con Kameo, che aferma: "Chiara invidio la tua capacita' analitica e dialettica."

Dunque, se Kameo ha ragione quando aferma che tu hai capacita dialetica, allora tu lascerai aperto questo blog, perche la dialetica si riferisce alle opinioni contraditorie, legate una al`altra, tal modo da ragiungere una afermazione con un contenuto epistemologico superiore.

dai, un abbraccio :)

Sara ha detto...

Mi credi se dico che non ho mai provato invidia,gelosia, cattiveria per nessuno?
Ma perchè dovrei? quale "meccanismo" scatta nelle mente che io non sento! Sono forse ignorante?
Sono anni che giro ospedali di mezza Italia,ho notato che tantissime degenti si confrontano e si consolano con chi sta peggio di loro!
Mi chiedo se dovrei consolarmi anch'io quando invece ci stò male!
Auguri!

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Rabbah: se lo facessi verrai in contradizione con Kameo

E quindi?
Non seguo mica Kameo quando decido le cose. :-)
Attenta Rabbah che potrei essere meno prevedibile di quanto immagini. :-)


@ Sara: Mi credi se dico che non ho mai provato invidia, gelosia, cattiveria per nessuno?

Certo che ti credo. Perche' non dovrei?
Credo a chiunque, ma smetto di credergli quando fa qualcosa che tradisce la mia fiducia.
Ma nel virtuale, credere o non credere, non e' che sia cosi' determinante. Che danno me ne puo' derivare in fondo se credo a qualcuno che mi racconta cose non vere? E allo stesso modo, che danno puo' causare agli altri se io racconto cose non vere?
Credere o non credere, dare fiducia ed essere traditi ha significato quando c'e' qualcosa che ci cambia effettivamente la vita, e cio' non puo' accadere in questo contesto.
Qui si prende cio' che ci va di prendere. Il web e' come un albero da dove si colgono i frutti. Si scelgono quelli che ci sembrano maturi, e si lasciano quelli che non consideriamo appetibili. E in campagna la frutta la si coglie direttamente dalla pianta. Non si va dal fruttivendolo. :-)

tantissime degenti si confrontano e si consolano con chi sta peggio di loro!

Consolarsi non e' invidia. A meno che non si goda a veder la gente star peggio di noi. Allora in tal caso si chiama "essere dei fetenti", ma e' un'altra storia.
L'invidia scatta nei confronti di chi sta meglio di noi (o che pensiamo stia meglio di noi).

Mi chiedo se dovrei consolarmi anch'io quando invece ci stò male!

La tua si chiama "empatia". E' cio' che le persone provano quando, nel vedere chi sta peggio di loro, ne soffrono.
Ma si puo' essere empatici verso chi sta peggio di noi ed invidiosi verso chi sta (o pensiamo stia) meglio. Le due cose non vanno in contrasto.
L'invidia e' un peccato capitale. Non si puo' dire "io non lo sono", perche' cio' fa parte dell'essere umano, come ogni altro peccato capitale.
Ovviamente la si puo' combattere o, quanto meno, rendersi conto quando scatta e porre rimedio.
La maturita' aiuta a mitigare le nostre pulsioni "di pancia", ma ovviamente la maturita' non va di pari passo con l'eta'.
Ci sono persone giovani che sono mature, e persone meno giovani che non lo sono. Pero' basta poco per riconoscerle.

UIFPW08 ha detto...

i MIEI AUGURI CHIARA BUoN NATALE
Maurizio

davide ha detto...

Cara amica Sara,

"Mi credi se dico che non ho mai provato invidia,gelosia, cattiveria per nessuno?"

L'invida è un sentimento che varia molto da persona a persona.

Però credo che sia molto difficile esserne completamente immuni.

E' difficile che uno che è brutto, povero e malato non provi un pochino di invidia per chi è ricco, bello e sano.

Ciao Davide

rabbah ha detto...

"Attenta Rabbah che potrei essere meno prevedibile di quanto immagini. :-)"

Non ne dubito, potresti davvero sorprendermi contro piede se ametterai che non hai capacita dialetica hahaaahah

Buon Natale, strega! :)))

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Rabbah: potresti davvero sorprendermi contro piede se ametterai che non hai capacita dialetica

Beh, in effetti non ho mai detto di averla. Quindi lo posso tranquillamente ammettere.
Se vuoi che ammetta anche qualche altra cosa - che so... le tette molli... il culo basso o le gambe storte -, non hai che da chiedere. :-)

rabbah ha detto...

"Se vuoi che ammetta anche qualche altra cosa - che so... le tette molli... il culo basso o le gambe storte -, non hai che da chiedere. :-)"

:))) sei incredibilmente generosa preso le feste natalizie!


P.S. credo che sei generosa di solito. non ho dimenticato quell regalo che mi hai fatto in Second Life, quell completo da pirata :P
Ho una buona memoria e sopratutto il buon senso di riconoscere che in tutti noi, nonostante i limiti che abbiamo, ce sempre qualcosa di recuperabile.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Rabbah: nonostante i limiti che abbiamo, ce sempre qualcosa di recuperabile

Si', in fondo devo ammetterlo: i piedi li ho abbastanza carini. :-)

Anonimo ha detto...

L'invidia tra donne e' la peggiore...soprattutto quando si trasforma in cattiveria. Io a causa dell'invidia delle mie colleghe ho perso il lavoro,semplicemente perche' ero quella che ai clienti piaceva di piu'...bel regalino che mi hanno fatto Meglio gli uomini...di gran lunga. Chicca

Misura la forza della tua Password

Oggi mi sento un po' cosi'...

Oggi mi sento un po' cosi'...

Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

Web Statistics