lunedì 21 novembre 2011

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Una ragazzina

Una volta ero piu’ impulsiva. Chi mi avesse conosciuta una decina di anni fa avrebbe potuto definirmi intrattabile, bisbetica e rompicoglioni cosmica, anche se, a guardarmi esteriormente, con la mia aria un po’ svampita, apparivo dolce, docile, remissiva e del tutto innocua. Tuttavia erano molte le cose che in realta’ non accettavo, non sopportavo e si agitavano dentro di me. Forse non riuscivo a comprenderle e oggi mi rendo conto che le reazioni a quel fastidio provato erano anche fin troppo esagerate.

Da ragazzina, non sopportavo la mentalita’ chiusa e bigotta del mio piccolo paese, percio’ sono scappata di casa: e’ stata la mia prima fuga. Vivere in una grande citta’, da sola, lontana da tutto quello a cui ero abituata, senza le mie cose, senza punti di riferimento, senza alcuno su cui poter contare, mi ha insegnato molto. Ho imparato soprattutto a destreggiarmi nelle situazioni piu’ difficili.

Non avevo neppure diciassette anni e mi sono trovata ad affrontare problemi piu’ grandi di me. Probabilmente e’ da allora che ho iniziato a vedere le difficolta’ della vita non come delle calamita’, ma come delle opportunita’ che mi venivano offerte: vere e proprie sfide contro le quali misurarmi. Io contro di loro, contro tutto, contro tutti…

Mi sono prestata a compromessi e a rinunce di ogni genere, ma ho imparato che stare da sola, cavandomela con le mie sole forze, senza elemosinare mai niente da nessuno, anche se e’ stato duro in fondo mi ha fatto solo del bene. Oggi posso affermare che tutto cio’ ha rappresentato per me un’autentica scuola di vita. Un po’ alla volta mi sono incamminata lungo un percorso che, se all’inizio mi e’ sembrato arduo e difficile, col passare del tempo ho trovato sempre meno faticoso.

Allargando il mio raggio d’esperienze, senza cadere nei tabu’ di chi deve fare i conti con le proprie insicurezze, ben consapevole di tutta quanta la precarieta’ e l’incertezza che mi portavo appresso, non ho avuto problemi a gettarmi nelle braccia di chiunque potesse “darmi qualcosa” in termini che nella maggior parte dei casi non erano di natura soltanto economica. Persone nuove, del tutto diverse come cultura, come modo di pensare, come valori in cui credere. Persone che a volte sono state per me come dei veleni, ma anche dei vaccini o degli elisir.

Ho girato il mondo, sia in orizzontale che in verticale, sia nel suo spazio che nella sua profondita’, salendo e scendendo, talvolta in luoghi luminosi oppure in anfratti molto bui, ed in pochi anni le mie esperienze sono state tali che, se fossi rimasta nel mio piccolo paese, un’intera vita non sarebbe bastata. E’ questo che mi ha curata dalle insicurezze, dalla precarieta’ su cui poggiavo l'esistenza, e mi ha fornito quei punti di riferimento che prima non avevo. Tutto cio' mi ha dato modo di orientarmi, mi ha indicato una rotta da seguire ed un approdo sicuro ove dirigermi. Ma al tempo stesso ha modificato il mio carattere e mi ha resa spigolosa, insofferente, presuntuosa. Troppo sicura di me.

E’ stato cosi’ che, per una ragione o per l’altra, a lungo ho vissuto nella convinzione sincera di essere unica, speciale, infallibile, imbattibile, dura e preziosa come un diamante. Questo mi dava una gran forza nei confronti di tutto e di tutti. Pero' mi rendeva anche insensibile, cinica, vendicativa… sola.

Oggi non e’ piu’ cosi’. Sento che non sarei piu’ capace di comportarmi come una volta. Oggi, ne sono certa, sento che i miei metodi sarebbero diversi. Forse piu’ raffinati, forse anche piu’ crudeli, ma diversi. Il motivo di questo secondo mutamento di carattere non mi e’ ancora chiaro. E’ avvenuto lentamente e ci ho messo del tempo ad accorgermene. C’e’ chi dice che sono semplicemente maturata.

E’ cosi’ che si matura? Oppure e’ solo un modo edulcorato per indicare il sintomo iniziale della decadenza; del momento in cui, raggiunta la vetta, si inizia ridiscendere la china dal versante opposto della montagna?

Mia madre oggi mi descrive come una giovane donna antica. Una donna d’altri tempi che vive in un corpo giovane, quasi fossi la reincarnazione di qualche antenata vissuta cento e piu’ anni fa. E’ strana mia madre… cosi’ dura e razionale da non sembrare a volte neppure umana, ma anche cosi’ superstiziosa e piena di convinzioni fantastiche a cui neppure i bambini crederebbero piu’.

Ho un corpo che inganna, lo so. Non riesce ad invecchiare di pari passo con la testa. E’ sempre stato cosi’. A ventiquattro anni mi chiedevano i documenti per assicurarsi che fossi maggiorenne. Ogni volta mi arrabbiavo, e tuttora questa discrepanza fra corpo e mente mi crea non pochi problemi; incomprensioni che diventano dei veri e propri “corto circuito” nelle relazioni che mi capita di avere. In molti non riescono a vedere in me la donna, ma solo la ragazza. E allora mi adeguo, mi presto al gioco, ritorno ad essere quell’adolescente, spensierata, impudente, fastidiosa, bizzosa, e piena di pretese assurde che ero.

E’ un po’ come quando, giocando con i bambini, mi adatto ai loro modi non potendo chieder loro di adattarsi ai miei. E mi diverto pure a farlo. Ma e’ solo un gioco. Un gioco che mi rende affascinante agli occhi dei piu’, ma si capisce che non e’ questa la mia personalita’ piu’ autentica, e che dentro di me ci sono luoghi ben piu’ profondi in cui prendono vita bisogni e desideri che vanno ben oltre la superficialita’ che spesso esibisco. E una volta finito il gioco e' forte in me l’esigenza di confrontarmi con chi davvero non mi tratti piu’ come se fossi ancora una ragazzina.

8 commenti :

BellaDiGiorno ha detto...

"...non ho avuto problemi a gettarmi nelle braccia di chiunque potesse “darmi qualcosa” in termini che la maggior parte delle volte non erano di natura soltanto economica..."

Mi ci rivedo in questo passaggio. Io credo fermamente che se fossi stata più ricca con una famoglia forte alle basi, sarei diventata un grande avvocato o una psicologa... o chissà cosa, non avrei commesso scelte errate come andare a vivere con il mio fidanzato e regalargli 5 anni della mia vita... Si credo che sarebbe andata diversamente per me.
Ora con i soldi del "lavoro" voglio realizzare un sogno di bambina e spero di riuscirci, mi sto dando da fare, è da maggio anzi che mi occupo di questo nuova attività. Dove le forze della mia famiglia non sono arrivate e non mi hanno sostenuta nè moralmente nè economicamente, voglio e devo arrivarci da sola.
Bel post! Anche se mi è scesa un po di tristezza... ma passa :-)

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,

da ragazzina dovevi essere molto biricchina, anche se io preferisco immaginarti candida e spensierata mentre scrivi il tuo diario (non a caso il mio avatar lo ho scelto perchè quando ho visto quella fanciulla ho pensato: questa è Chiaretta da adolescente).

Ciao Davide

Simone Martini ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Bella di giorno: Bel post! Anche se mi è scesa un po di tristezza... ma passa

Perche' tristezza?


@ Davide: da ragazzina dovevi essere molto biricchina

Da ragazzina no. Lo sono diventata dopo. :-)


@ Simone Martini: Posso chiederti quanti anni hai?

No. Comunque ne dimostro 7-8 meno :-)

Simone Martini ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
BellaDiGiorno ha detto...

Non è per il tuo post, ma per le ultime righe del mio commento... a volte mi sfiorano pensieri... come capita a tutti credo.
Penso a quanta fatica si fa da soli (mi riferisco alla famiglia).
Però tutto sommato anche io nella mia vita me la sono cavata bene. Io sono orgogliosa di me, non sono sempre un disatro; ci sono mie coetanee che nella propria vita non sanno da dove iniziare, perennnemente dipendenti dai loro genitori, viziate e che non sanno che significa farcela con le proprie forze! A volte faccio fatica a rapportarmi con loro. Non hanno affitto da pagare bollette, la spesa....il nulla......

Sweet G. ha detto...

Già, e pensa a me invece che son sempre sembrata più grande.
Appena le persone conoscono la mia età, come per magia, mi trattano come una bambinetta imbecille quando fino ad un momento prima mi riservavano un atteggiamento di rispetto e stima.
Son sempre stata la più piccola in ogni ufficio e lavoro che ho fatto, sembrando più grande ho forse adeguato il mio atteggiamento alle mie sembianze.
Tu che Donna matura sicuramente lo sei più di me e subisci il torto di esser stimata troppo ragazzina basato solo sulle apparenze, ti confronti con i problemi opposti ai miei ma, a volte, credo sia meglio così.
Sottostimare una persona ti rende vulnerabile alla sua intelligenza e disarmato di fronte la scoperta di ciò che si cela dietro un candido comportamento da bambina.
Insomma, nel gioco della società, te la vinci alla grande ;)
Kiss.
G.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Bella di giorno: ci sono mie coetanee che nella propria vita non sanno da dove iniziare, perennnemente dipendenti dai loro genitori, viziate e che non sanno che significa farcela con le proprie forze! A volte faccio fatica a rapportarmi con loro. Non hanno affitto da pagare bollette, la spesa....il nulla......

Il problema, credo, sia non riuscire a vedere la "decrescita del proprio stile di vita" come qualcosa di positivo.
Si nasce e si cresce in un modello economico che ci impone di consumare, ostentare, considerare chi non ha soldi come poveri sfigati, sentirsi bravi perche' si possiede tanto, e felici di non doverci trovare in ristrettezze economiche.
Felicita'= possesso= ricchezza.
La borsa di Prada, il completo di D&G, i capelli tagliati alla moda, La Prairie e Sisley in profumeria, intimo di La Perla, guidare la Mercedes, l'attico in centro, le vacanze a St.Moritz e a St.Tropez.
E' questa la felicita'?
Una volta lo credevo anche io.
Oggi tutto cio' rappresenterebbe un peso. Ogni mattina ci si deve alzare col pensiero del "cosa accade se domani perdo tutto?"
Uno stress.
La mia felicita', adesso, piu' che nelle cose che possiedo, l'ho trovata in cio' che sono. Sul mio benessere fisico e mentale (anche se sul secondo a volte ho qualche serio dubbio).
Non ho piu' bisogno di tutto quello che ho descritto; mi basta avere me stessa e le persone che amo.
Si vive bene anche con vestitini comprati al mercatino, lasciandosi allungare i capelli, usando creme e balsami preparati in casa, viaggiando in bicicletta e passando le vacanze in giardino giocando con i bambini.
Noi non siamo cio' che abbiamo, noi siamo cio' che viviamo.

Perche' ho fatto questo discorso che con il tuo commento non c'entra nulla? Sono andata completamente fuori tema... ma ormai l'ho scritto e lo lascio. :-)


@ Sweet G: Insomma, nel gioco della società, te la vinci alla grande

E' vero. Ed e' pure divertente. :-)

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Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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