sabato 1 ottobre 2011

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Perche’ le donne sono uno scopo, e gli uomini soltanto un mezzo? - III parte

La strategia procreativa femminile e’ molto diversa da quella maschile. Esiste un limite definito (e non particolarmente alto), al numero di figli che una singola donna puo’ avere. Ma molto piu’ importante e’ lo sforzo metabolico ed il rischio che la gravidanza, il parto e lo svezzamento di un figlio comportano; un costo che tende a essere asimmetrico e molto piu’ a carico della femmina. Le donne, in particolare quelle incinte o hanno figli piccoli, sono estremamente avverse al rischio ed hanno una preferenza intrinseca per una comunita’ che abbia la caratteristica di essere molto ordinata e stabile. Una comunita’ in cui la liberta’ sia barattata per la sicurezza, e dove le meno affidabili risorse private siano sostituite dalle piu’ affidabili risorse collettive. Questa tendenza a preferire la sicurezza alla liberta’ e’ proporzionale alla capacita’ di attrazione sessuale che la donna esercita, poiche’ il rischio di stupro e’ ovviamente maggiore per le donne piu’ attraenti. Il tutto culmina in quella che Christina Hoff Sommers chiama “bureaugamia", un sistema sociale in cui le donne si affidano allo Stato considerandolo protettore e sostenitore. In sostanza, un capofamiglia. La “bureaugamia” e’ un ibrido formato da tre componenti: l'appetito insaziabile della femmina per la sicurezza, il fondamento su cui si basa una sfrenata democrazia universale, e la burocrazia descritta da Hegel.

La strategia procreativa femminile e’ simile a quella degli organismi unicellulari: una costante e inesorabile pulsione a moltiplicarsi. Tuttavia, l'evoluzione non ha ancora avuto l'opportunità di incorporare nel genoma la consapevolezza del rischio di conflitto che questa strategia crea nei rapporti fra i due generi quando e’ perseguita in una situazione in cui la tecnologia assume un ruolo rilevante. Ed il primo di questi conflitti inerente alla specie e' che, mentre questa strategia e' filogeneticamente predominante per le femmine, le caratteristiche che portano all'innovazione tecnologica sono filogeneticamente di predominanza maschile.

In ogni caso, coerentemente con questa strategia, le femmine preferiscono procreare con i maschi importanti della comunita’, e cio’ porta alla tendenza di quest’ultimi a cercare di raggiungere l’importanza come obiettivo principale. L’importanza viene raggiunta in due modi: influenzando o controllando molti altri individui, oppure (o anche) procurando il benessere collettivo. Nel primo caso, il vantaggio e’ che il maschio si posiziona per sfruttare le risorse della comunita’ al fine di incrementare il proprio successo procreativo, e quindi mostra di portare in se’ i geni che favoriscono l'elevazione nella gerarchia sociale. Nel secondo caso, agiscono due distinte pulsioni. La prima e’ simile a quella che riguarda il fascino che hanno gli uomini influenti: la famiglia di un uomo su cui si basa il benessere collettivo puo' attendersi protezione e gratitudine straordinarie da parte dell’intera comunita’ (dal punto di vista della femmina, la vocazione del maschio a procurare benessere e’ solo un modo per avere influenza all’interno della comunita’ stessa). La seconda pulsione e’ molto diversa. La perpetuazione dei geni che producono individui che hanno speciali attitudini per attivita’ finalizzate alla prosperita’ di una comunita’ e’ di vitale importanza per la sopravvivenza della specie, e cosi’ tali geni vengono selezionati e scelti, dalla naturale “sartoria” femminile, perche’ abbiano maggiori probabilita’ di successo nel propagarsi.

In un apparente paradosso, le femmine spesso scelgono di procreare con i maschi che hanno una predisposizione filogenetica a scatenare il caos, scombinando l’ordine e la stabilita’. Sono questi gli individui che maggiormente perseguono il raggiungimento eroico dell’obiettivo procreativo. La spiegazione per questo istinto e’ che, senza la perpetuazione di geni che portano a tale attitudine, la comunita’ rischia di perdere la sua capacita’ di affrontare le crisi (disordine, instabilita’ e, in particolare, guerre e catastrofi naturali), e quindi e’ in condizione di netto svantaggio rispetto a comunita’ che, invece, hanno mantenuto tale capacita’. Infatti, senza saper affrontare le crisi e risolverle, l'umanita’ sarebbe da tempo gia’ estinta. Colui che sovverte l’ordine, e’ normalmente disprezzato perche’ minaccia di provocare la devastazione, pero’ d’altro canto, e’ anche colui che, maggiormente portato ad azioni eroiche, viene venerato nel momento in cui salva la comunita’ da problemi molto piu’ gravi.

Per paradosso, i maschi - molti dei quali hanno una predisposizione filogenetica a scombinare l’ordine e la stabilita’ - spesso scelgono di procreare con le femmine che piu’ sono avverse al rischio ed ostili verso tutto cio’ che minaccia l'ordine e la stabilita’. La spiegazione e’ che influenze stabilizzanti e conservative hanno un grande valore per la sopravvivenza, ma anche perche’ sono questi i tratti piu’ favorevoli per allevare con successo i figli.

E’ bene ricordare alcune caratteristiche di base, alcune dimorfiche, altre no, che giocano un ruolo fondamentale nella percezione del desiderio sessuale. Il rapporto vita-fianchi nelle femmine preferito mediamente dai maschi e’ di 0,65, mentre quello preferito mediamente dalle femmine per quanto riguarda i maschi e’ di 0,85. Le femmine preferiscono maschi con un collo proporzionalmente piu’ grosso, mentre i maschi preferiscono femmine con un collo in proporzione piu’ sottile. Altri marcatori tipici della soffusione di estrogeni che accompagna la normale puberta’ femminile sono il mento piccolo, le labbra carnose, il seno di grandi proporzioni, e gli occhi leggermente prominenti. Queste caratteristiche sono attraenti per la media dei maschi, quantunque, di per se’, il loro valore adattivo sia quasi nullo.

C’e’ un particolare, fra questi, che rende unica la specie umana: il seno della femmina che e’ voluminoso anche quando non c'e’ alcun bambino da nutrire. Questa caratteristica viene spiegata dal bipedismo umano e dall'accoppiamento frontale, unico tra i mammiferi, benche' sia recente la scoperta (ancora in fase di verifica) che, in rare occasioni, anche certi primati come i gorilla userebbero accoppiarsi frontalmente. Un seno pieno ricorda, infatti, la forma dei glutei, ed il richiamo che esercita sul maschio e’ evidente: si tratta di una reminiscenza di quando gli antenati degli uomini si accoppiavano ancora posteriormente.

Durante la puberta’, la lunghezza delle gambe femminili aumenta, e le gambe lunghe sono motivo di attrazione per i maschi, perche’ indicano quelle femmine che, avendo avuto una crescita sana, sono portatrici di una migliore qualita’ genetica per la procreazione.

Sebbene grandi differenze di qualita’ ereditarie tra due donne entrambe in eta’ fertile siano difficilmente individuabili, i maschi preferiscono nettamente le femmine che mostrano i segni fisici della gioventu’. Questi segni sono presenti dall'adolescenza fino a circa 27-28 anni. La robustezza fisica della gioventu’ e’ direttamente e indiscutibilmente associata alla capacita’ di portare avanti con successo la gravidanza, il parto e lo svezzamento dei bambini. Inoltre, le giovani donne hanno minori probabilita’ di subire lesioni, contrarre infezioni o malattie. Questo spiega il perche’ di questa preferenza maschile.

Le femmine sessualmente mature preservano le caratteristiche infantili in misura ben maggiore di quanto non sia per i maschi sessualmente maturi. Il vantaggio principale di questo dimorfismo adattivo e’ l’elevato potenziale di espressivita’ psicologica che la femmina ottiene. Conseguentemente, dato che l’istinto degli adulti e’ quello di prendersi cura dei bambini, accudirli, proteggerli e coccolarli, i maschi si sentono portati ad un atteggiamento protettivo nei confronti di chiunque abbia tratti infantili. Alcune di queste caratteristiche dell'infanzia che permangono nelle giovani donne, attenuano la possibilita’ di subire atteggiamenti ostili (e quindi danni) e tendono ad essere benefiche in generale, compensando l’indiscussa inferiorita’ fisica rispetto al maschio. Ma questa preferenza maschile per le giovani femmine (in quanto superficialmente hanno tratti similari a quelli di bambine), che serve alla specie per autopreservarsi, puo’ a volte essere deviata in un'attrazione patologica, cioe’ in una preferenza per i bambini come oggetto di attenzioni sessuali.

Indicatori tipici della soffusione del testosterone che accompagna la normale puberta’ maschile sono il mento grande, la fronte prominente, gli occhi relativamente infossati, le sopracciglia folte, i peli sul viso, la voce forte e profonda, e la muscolatura di grandi proporzioni. Queste caratteristiche sono in media attraenti per le femmine. Il valore adattivo di queste caratteristiche e’ chiaro: promuovere la robustezza fisica, l’efficacia produttiva e sociale e, in generale, la resistenza ai danni (i peli sul volto maschile hanno come prerogativa quella di nascondere le lesioni che potrebbero essere interpretate come segno di vulnerabilita’).

Una forte preferenza per la simmetria del volto e del corpo e’, in ogni caso, comune per entrambi i sessi. Asimmetrie somatiche e cosmetiche registrano disfunzioni organiche o causate da stress ambientali. In sostanza, manifestano l’incapacita’ di un individuo di aderire al “progetto” codificato nei suoi geni, ed evidenziano una refrattarieta' all’adattamento.

Le femmine, in contrasto con i maschi, non hanno, di per se’, preferenze particolari di eta’, ma preferiscono maschi che dimostrano un’eccezionale capacita’ di comando, di sopravvivenza e produttiva. Questi attributi sono maggiormente evidenti nei maschi piu’ anziani, pero' anche quelli giovani esercitano una particolare attrazione, in quanto hanno il vigore fisico della gioventu’ con il quale possono provvedere alle richieste fisiche della femmina, oltre ad un’immaturita’ psicologica che facilita la loro manipolazione da parte della donna.

I maschi sono sessualmente stimolati dalle immagini dei genitali femminili, mentre le femmine restano relativamente insensibili alle immagini dei genitali maschili. Questo si spiega con i ruoli diversi che i due sessi hanno nella procreazione. Il maschio ha il ruolo attivo e l’accondiscendenza e la cooperazione della donna non e’ necessaria, ma solo facoltativa. Percio’, mentre nei maschi il desiderio immediato avviene in modo meccanico, innescato dalla vista dei genitali femminili, nelle femmine non e’ consequenziale, ed un istinto simile non si sviluppato in modo chiaro. Le femmine, tuttavia, sono sessualmente stimolate da immagini di volti di uomini desiderabili e da altri elementi legati alla personalita’, come ad esempio l’importanza dell'individuo nel contesto sociale, e la sua predisposizione all'eroismo.

Nell'era attuale, e in un contesto industriale e tecnologico, le preferenze di entrambi i sessi per una corporatura atletica e una pelle abbronzata sono esaltate rispetto al passato perche’ questi tratti sono diventati indicatori di benessere e quindi di idoneita’ dell’individuo a creare tali condizioni anche nella comunita’. Nel momento in cui la tecnologia rende possibile un’offerta di cibo regolare e affidabile per la prosperita’, il vantaggio del grasso in eccesso collegato alla sopravvivenza svanisce, cosicche’ l’opposto diventa un elemento attraente. Con l’anoressia, questa tendenza raggiunge il punto di diventare patologia.

10 commenti :

Pupottina ha detto...

bella domanda, cui è davvero difficile trovare una risposta...
buon lunedì

^_____^

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Pupottina: bella domanda, cui è davvero difficile trovare una risposta...

azzz... ho scritto tutto questo per niente? ;-))

luigi ha detto...

Finalmente sono riuscito a leggermi tutto questo pippone in tre parti in crescendo...e ora che ho finito, mi permetto una domanda: ma non trovi che quello che hai scritto dia in parte ragione agli uomini beta?
.
.
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non mordermi, ti prego! non sono uno dei loro! domani si lavora e devo ahimè andare a dormire ma se lo consentirai vorrei spiegarti perchè, nei prossimi giorni.

luigi ha detto...

È proprio la dinamica che descrivi così bene, quella per cui le donne tentano di accompagnarsi con i maschi dominanti, quella che in fondo sta alla base delle "rivendicazioni" (o "proteste" o "lamentele" o "lagne" che dir si voglia) degli uomini beta. In realtà si tratta di una dinamica dolorosissima. L'essere esclusi dalla scelta sessuale, o l'essere relegati al rango di seconda scelta (per chi non ha la dignità di ritirarsi sdegnosamente in questi casi) è qualcosa che può essere sconvolgente emotivamente e anche fisicamente. Non sto a dilungarmi troppo: ovviamente ci sono conseguenze pesantissime sull'autostima, ma non solo: ne viene coinvolta la capacità di avere relazioni sociali decenti, la capacità di pensiero, di lavoro e via e via possono esserne coinvolte le stesse capacità motorie (movimenti goffi, andatura incerta e tutto l'armamentario che tutti noi conosciamo bene). Ora, gli uomini beta fanno un paio di errori fondamentali. Il primo, che è ciò che li rende direi pure antipatici, è il fatto di dare la colpa alle donne della propria situazione e di riversare quindi nei loro confronti tutto il proprio astio e le proprie frustrazioni. Il che però è spesso una sorta di brutto vicolo cieco in cui si trova chi non è nella posizione di dominanza: per salvare la propria autostima presa a calci dalle circostanze esterne si incolpano le circostanze esterne! con di più l'aggressività indotta dalla deprivazione sessuale di per sè, e dalle sue conseguenze sociali (è chiaro che chi si sente reietto della società o sviluppa delle reazioni di autoesclusione e vittimizzazione o sviluppa dell'aggressività: e l'esclusione sessuale è una delle peggiori forme di reiezione esistenti).

Il secondo sbaglio è di identificare la dominanza con i soldi. Ora, una base di ragione in tutto questo c'è: nella nostra società i soldi sono un metro di giudizio piuttosto diffuso, ed è verissimo che presentarsi in una discoteca con una porche aiuta a rimorchiare assai più che presentarsi con una panda scassata. Il proprietario della panda potrebbe fregarsene, sapendo di essere molto più in gamba del tipo della porche, e puntare ad un altro target (un target di maggiore QI, mi verrebbe da aggiungere): ma resterebbe un target più difficile, e la frustrazione di vedere un coglione che va a botta sicura solo per via del possesso della suddetta automobilona avrebbe un che di fondato e qualche ulteriore scatto nella scala di aggressività potrebbe essere umanamente comprensibile. Con chi prendersela? Con il coglione in macchinona? Con la donna? Un gentiluomo non si curerebbe di loro ma guarderebbe e passerebbe, purtroppo non sempre ci si riesce. Insultare la donna in questione, additarla pubblicamente al ludibrio o predicare l'odio o il disprezzo nei confronti delle donne che si comportano in questo modo non è certo dare una gran prova di sè. Ma comandare ai propri sentimenti e sensazioni, che possono anche comprendere rabbia e disprezzo per una donna che la dà ad un altro, è e rimarrà sempre fuori dalla portata degli esseri umani (siamo responsabili di come reagiamo ai nostri sentimenti, non dei nostri sentimenti in sè su cui non abbiamo controllo).

luigi ha detto...

Quello di cui dovrebbero rendersi conto gli uomini beta è, perlappunto, che il problema reale non sono i soldi ma la dominanza. I soldi danno dominanza, ma non ne sono l'unica fonte. Fonte della dominanza è la sicurezza, e fonte della sicurezza è la competenza. Invece di starsi a lamentare i signori in questione dovrebbero dedicarsi ad altro: essere sè stessi, svilupparsi, crescere, piantarla di dare la colpa al mondo, adossarsela completamente (anche esagerando) e lavorare per cambiarsi, diventare competenti nelle proprie passioni e ferventi in quello che fanno nella loro esistenza. Ma si tratta di cammini lunghi, faticosi ed in terre difficili. Non posso fare a meno di essere a disagio per la virulenza dei loro attacchi obiettivamente misogini, ma non posso fare a meno di capire, per averla provata sulla mia pelle in un passato ormai fortunatamente passato, la sensazione di odio per qualsiasi donna non ci stesse, la sensazione di aggressività e frustrazione che traspare così chiaramente dalle loro pagine. Le dinamiche che tu hai descritto, soprattutto nella terza parte del tuo post, sono terribilmente vere. Queste dinamiche sono le stesse che stanno alla base di quelle reazioni scomposte e alquanto tristi. Quello che mi rattrista un poco è che, al di là delle reazioni di fastidio e di rabbia per questi atteggiamenti, non si veda nè in te nè in altre un tentativo di capire tutto quello che ci sta dietro. Non è un rimprovero: forse il tentativo nella tua mente c'è, e non lo espliciti, o forse no e in ogni caso ovviamente nessuna è obbligata a mettersi nei panni altrui , soprattutto se sgradevoli. Però

luigi ha detto...

però, dicevo, a me fa tristezza vedere come da sofferenza nasca sofferenza e da frustrazione e aggressività altra frustrazione ed aggressività. Alcuni, in questa aggressività che spesso permea i rapporti umani e la sessualità in particolare, si trovano bene, la apprezzano e ne trovano perfino piacere. Probabilmente, se quello che scrivi di te stessa nel tuo blog è vero, tu rientri in questa categoria di persone, che poi è una categoria mobile e fondamentalmente l'esserci dentro o no dipende niente altro che dal livello di dominanza sessuale che si riesce a raggiungere. Per fare un esempio economicista, è brutto vedere un poveraccio incazzato e astioso (non per dire che i poveri non dovrebbero incazzarsi, anzi! ma per dire che a) i poveracci non dovrebbero esistere e b) se sono incazzati e astiosi la rabbia e pena che suscita la loro situazione è ancora maggiore) ma vedere un ricco che tratta dall'alto in basso un poveraccio incazzato e astioso, facendo pesare con sprezzo la propria superiorità, è anche questo uno spettacolo brutto. Non è un rimprovero nei tuoi confronti, solo un insieme di riflessioni che i tuoi post mi han fatto venire in mente.

Avrei un sacco di altre cose da dire ma credo che mi fermerò qui. Pubblica o meno questi post, a tua discrezione, secondo che tu ritenga o meno che contribuiscono al dibattito. Buona fortuna, buon viaggio e buon ritorno,

17-10-2011,
Luigi

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Luigi: ma vedere un ricco che tratta dall'alto in basso un poveraccio incazzato e astioso, facendo pesare con sprezzo la propria superiorità, è anche questo uno spettacolo brutto.

Spero che non sia questa l'immagine che do di me. Di un'altezzosa che guarda tutti dall'alto e non considera le problematiche della gente, basando tutto su se stessa.
In ogni caso, non si deve neppure colpevolizzare a tutti i costi chi ha avuto la fortuna (o la sfortuna) di nascere "carina". Essere carine e mantenersi tali non va assolutamente confuso con l'essere ricche. Sono due cose completamente diverse. Nel primo caso e' una dote alla quale non e' possibile rinunciare (a meno di non sfregiarsi), mentre alla ricchezza e' possibile rinunciare. Inoltre, anche se una donna carina rinuncia alla propria avvenenza, non e' che se ne avvantaggi qualcun altra (o qualcun altro) in quanto le doti naturali non sono "trasferibili" come lo e' un qualcosa di materiale.
Terza cosa (e forse la piu' importante) e' che la ricchezza e' come un fluido in dei vasi comunicanti: quindi se pompi via da una parte, il livello degli altri vasi si abbassa. Per questo motivo credo che chi e' tanto ricco abbia sottratto qualcosa a chi ricco non e'. Cosa che con le doti naturali non avviene. Per cui, mentre chi e' ricco e' in un certo senso debitore nei confronti di chi ricco non e', la stessa cosa non si puo' dire per chi ha delle doti come, la bellezza, l'intelligenza, il fascino, eccetera.
Ho in ogni caso letto con molta attenzione cio' che hai scritto. E' molto interessante e in molti punti condivido certe tue analisi ma... parli solo di uomini beta.
E le donne beta che fine hanno fatto? Non esistono?
Non le citi neppure un po', e questo dimostra come tutta la cultura sia maschiocentrica. Sono solo i bisogni degli uomini che devono essere tenuti in considerazione.
Questo e' l'errore che fanno gli uomini e, in particolare, che fanno uomini beta.
Purtroppo non e' colpa di nessuno se la Natura ci ha fabbricati cosi'. Ma una colpa, se c'e', e' di chi, invece di evolvere e crescere ed emergere, preferisce autocommiserarsi ed accusare il prossimo della propria indolenza.

Continua...

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Luigi:

"Alfa" e "beta" sono solo delle sigle e non inquadrano le persone per sempre. Si puo' passare da alfa a beta e viceversa. Al di la' dei fatti genetici e delle reazioni biochimiche che ci guidano, c'e' una scintilla in ciascun di noi che riesce a fare la differenza.
Se ti dicessi che fino ai 16 anni ero la tipica sfigata che non veniva considerata da nessuno, ci crederesti?
Eppure e' cosi'. E so perfettamente cosa si prova.
Ma oggi non posso sentirmi in colpa perche' c'e' chi a 40 anni sta li' a piagnucolare se le donne non lo vogliono.
E poi di quali donne si parla? Come minimo devono essere fotomodelle perche' quelle col culo grosso e col nasone vengono scartate... scartate da chi in cambio cosa propone? Propone forse un fisico da fotomodello?
Neppure per idea!
Ee e' questa la cosa che fa piu' rabbia: come si puo' "pretendere" se non si "offre" qualcosa di adeguato?
Se una donna e' carina e fa dei sacrifici per mantenersi tale, e' perche' giudica l'aspetto fisico importante, e allora perche' dovrebbe "accontentarsi" di tutto cio' che e' opposto?
Qualcuno me lo dovrebbe spiegare.
Da qualche parte deve esserci un "contraccambio", oppure le donne e cio' che vogliono non viene minimamente preso in considerazione?
Che poi il contraccambio sia di natura meramente estetica, oppure morale, oppure economica, dipende dalle preferenze personali, ma da nessuna parte sta scritto che io debba andare a letto con chi non mi soddisfa na nessun punto di vista solo perche' lui, poverino, ha bisogno di scopare.
Per questo esistono le prostitute.
Certe persone non si rendono conto che esistono dei livelli, dei limiti. Esistono per tutti: belli, brutti, ricchi, poveri.
Se una persona pesa 180 chili non puo' sperare di vincere la Maratona. Deve per prima cosa dimagrire, allenarsi. Impegnarsi!
Purtroppo per molti e' molto piu' comodo sedersi in poltrona, mangiare a crepapelle e sputare sugli altri il proprio malessere.

luigi ha detto...

-> Spero che non sia questa l'immagine che do di me. Di un'altezzosa che guarda tutti dall'alto

No, non tutti...solo gli uomini beta! :-)

->Essere carine e mantenersi tali non va assolutamente confuso con l'essere ricche.

No, la mia era una metafora. Come nelle proporzioni alle medie: Ricco:Povero=Affascinante:Sfigato. Reso l'idea? Anche se ovviamente la tua bellezza non toglie nulla alla mia mentre la tua ricchezza sì ("tua" e "mia" generico).

->parli solo di uomini beta.
E le donne beta che fine hanno fatto? Non esistono?

Certo che esistono! Ma io sono un maschio, posso parlare solo dell'esperienza maschile perchè esperienza femminile non ne ho.

->Non le citi neppure un po', e questo dimostra come tutta la cultura sia maschiocentrica. Sono solo i bisogni degli uomini che devono essere tenuti in considerazione.

Gentile Clara, credo che tu ti sbagli. Non ho gli strumenti e le conoscenze per dire cosa possa significare essere una donna beta, credo che le dinamiche siano completamente differenti. Come potrei dirne qualcosa? E il fatto che io parli della fame in Africa non significa che io non consideri grave la fame in Sud America.
Nei miei comportamenti quotidiani tento di essere meno maschiocentrico possibile. Non sono stato allevato in una famiglia maschiocentrica e son sempre stato trattato alla pari di mia sorella, stessi diritti e stessi doveri. È il modello che tento di applicare nella vita di ogni giorno, con la mia compagna e con le mie colleghe e amiche, e credo di riuscirci piuttosto bene. Poi non ci riuscirò certo perfettamente ma se penso alle volte in cui mi son sentito chiedere "ma perchè non ci provavi mai?" e la risposta era "perchè temevo di essere troppo invadente", beh...mi sento abbastanza in pace con la mia coscienza dall'accusa di maschiocentrismo e di aver preteso che tutte le mie esigenze fossero soddisfatte!

->Ma una colpa, se c'e', e' di chi, invece di evolvere e crescere ed emergere, preferisce autocommiserarsi ed accusare il prossimo della propria indolenza.

Su questo sono d'accordissimo e l'ho anche scritto...

-> Se ti dicessi che fino ai 16 anni ero la tipica sfigata che non veniva considerata da nessuno, ci crederesti?

Sì, perchè ci sono passato anch'io! :-)

Su tutto quello che segue, sono perfettamente d'accordo. Non intendevo difendere gli omìni beta che appunto fanno i due sbagli che ho dtto: dare la colpa all'universo mondo e in particolare alle donne, e propugnare l'odio verso di esse anzichè darsi da fare a cambiare sè stessi. Però desideravo far notare che le loro posizioni hanno spesso delle radici in situazioni oggettive e tristi. Risposta sbagliata ad una domanda giusta, insomma, a me interessava la domanda appunto. Ciao,

Luigi

Potverdorie ha detto...

Secondo me la scienza per spiegare l'amore non ha senso, gli scientisti dell' amore e dell' etologia umana nella relazione uomo-donna dovrebbero andare a cagare come gli economisti che impongono i modelli di vita.

Heil Orban!

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Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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