domenica 23 ottobre 2011

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Il reggiseno

Sulla falsa riga del post piu’ letto in questo blog - quello sulle mutandine - e nell'improbabile tentativo di replicarne il successo, ne propongo un altro sulla storia degli indumenti femminili. Anche se, tutti lo sanno, cio' e’ per me soltanto una scusa, la piu’ palese e ritrita, per poter essere ancora una volta tremendamente autoreferenziale ed esibizionista tramite il metodo ormai collaudato della foto da individuare. Parleremo, dunque, del reggiseno.


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Icona di fascino e bellezza il reggiseno moderno, che da qualche anno ha compiuto il secolo di vita - ha fatto la sua prima apparizione nel 1907 -, e’ il capo di lingerie che davvero ha cambiato la storia del costume. Apparso per la prima volta sulle pagine della rivista francese “Vogue”, era allora semplicemente un tessuto rigido con cinghie di supporto e bande di stoffa, e rappresento’ per le donne una vera e propria rivoluzione. Ma la storia di questo indumento, come idea, e’ molto piu’ antica ed ha radici assai lontane nel tempo.


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E' del secondo millennio a.C. la prima scollatura, forse la piu’ audace, e veniva indossata dalle donne cretesi. Consisteva in un corsetto che alzava e sosteneva il seno, evidenziandolo e tenendolo completamente scoperto.


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Successivamente, mille anni dopo, le donne iniziarono ad utilizzare una piccola striscia di stoffa chiamata “apodesmo”, che spesso era di colore rosso e che veniva arrotolata sotto il seno. Era adoperata soprattutto dalle atlete durante le competizioni sportive. Questo rudimentale reggiseno ellenico si trasformo’, poi, nel “mammillare” etrusco, una benda che serviva a comprimere il seno alle donne che lo avevano troppo prosperoso.


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A Roma, durante il periodo imperiale, le donne utilizzavano un incrocio di nastri detto “strophium” che sosteneva e avvolgeva il seno sotto la tunica. Era un indumento di provocante seduzione e persino il poeta Marziale, tessendone le lodi, lo descrisse come una “trappola a cui nessun uomo puo’ sfuggire, esca che riaccende di continuo l’amorosa fiamma”.


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Dopo la caduta dell’Impero Romano, qualsiasi indumento preposto a sorreggere o a proteggere il seno scomparve - le donne barbare lasciavano il seno libero sotto la veste o la tunica - e questo duro’ per secoli. Fino al 1200, quando l’esigenza di un tale indumento ritorno’ con l’arrivo di una foggia di abiti aderenti che sottolineavano la figura ed accentuavano le forme femminili.


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Infatti, dalle numerose immagini contenute di un testo di fine Ottocento, “Le corset a travers les ages”, si apprende che nel basso medioevo venivano ideate ingegnose apparecchiature per sostenere, correggere ed accentuare le curve delle signore.


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Si trattava perlopiu’ di corsetti in metallo, veri e propri strumenti di tortura, sostituiti, poi, dai piu’ comodi “pelicon”, dei corpetti potenziati da una fodera di pelliccia che scandalizzavano i benpensanti, tra i quali lo stesso Dante che, con immortali versi, tuono’ il suo sdegno contro “le sfacciate donne fiorentine che van mostrando con le poppe il petto”.


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Ma e’ dal XVII secolo in poi che iniziarono a diffondersi i primi corsetti cosi’ come li conosciamo oggi, indumenti di estrema seduzione che avrebbero incontrato il gusto delle dame dell’alta societa’ due secoli più tardi, e soprattutto nel periodo della Belle Epoque. Simili a corazze e fabbricati con stecche di balena, questi corsetti donavano un vitino sottile e seni alti e prorompenti, ma spesso causavano anche gravi deformazioni alle ossa.


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Alla fine del XIX secolo, precisamente nel 1889, vennero realizzati i primi reggiseno in rayon, un materiale assai morbido e plasmabile, dotato di riflessi brillanti. E fu cosi’ che la lingerie femminile entro’ a pieno titolo nella modernita’.


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L’invenzione del reggiseno moderno si deve a Madama Cadolle che, a Parigi nel 1907, fu la prima a smettere l’uso dei corsetti e a cucire un reggiseno con cui i seni venivano sospesi tramite delle bretelle. Questa sua “rivoluzione” fu denominata “Brassière”, e fu resa famosa dalle pagine di “Vogue”.



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Si dove’, tuttavia, aspettare il 1914 perche’ il primo vero e proprio modello di reggiseno fosse brevettato, e cio’ avvenne quando una ricca dama di New York, Mary Phelps Giacob, ne deposito’ il marchio con il nome di “Caresse Crosby”. Era un reggiseno senza armature, ed il prototipo lo aveva realizzato un anno prima utilizzando due fazzoletti e un nastro.


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Alla fine degli anni ’60, primi anni ’70, il reggiseno visse un periodo poco felice: i movimenti femminili, sull’onda dell’emancipazione, della rivoluzione sessuale e dell’aspirazione bruciante di svincolare la donna da tutti gli impedimenti e di differenziarsi dalle generazioni precedenti, se ne liberarono condannandolo al rogo.


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Ma, come ben sappiamo, una volta passato quel particolare momento, il prezioso indumento torno' ben presto in auge ed ancora, oggi piu’ che mai, continua di fatto ad adempiere la sua duplice funzione: di aiuto fisico ed estetico, e di misterioso affascinante strumento di seduzione capace sempre di turbare ogni uomo e di accendere in lui la fiamma del desiderio piu’ audace.


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Ed ora, dopo tutte queste notizie delle quali non interessa una beata fava a nessuno, e che volendo si possono trovare un po’ ovunque in internet, ma che mi sono servite come pretesto per inframmezzare qualche foto “ammiccante”, veniamo al punto essenziale del post, al succo di tutto, ovvero a cio’ che davvero interessa, sia a me in quanto autoreferenziale ed esibizionista, sia a chi mi legge in quanto curioso e guardone: al di la’ della foto che mi ritrae - una di quelle che ho inserito - io, il reggiseno, normalmente, lo porto o non lo porto?


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Per scoprirlo, dovreste alzarmi la maglietta adesso, oppure aprirmi la camicetta o infilarmi la mano nella scollatura del vestito se e quando mi inviterete a cena, poiche' dubito che dal luogo in cui siete, seduti di fronte ad un computer, con uno schermo, una tastiera ed un mouse davanti, possiate farlo.


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Nel frattempo, potete solo immaginarlo, oppure programmare un lungo viaggio senza avere la certezza, pero’, che una volta arrivati alla meta troverete cio’ che state cercando. Ma, credetemi, le sorprese piu’ belle sono quelle che non ci attendiamo. Quelle che non ci immaginiamo. Quelle in cui, anche se vengono disvelate un po’ alla volta, lentamente, resta sempre, pero’, qualcosa di ignoto da scoprire.


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Stringi le dita
attorno al quel capezzolo.
Strofina quel seno,
strofinalo bene.
Struscialo a fondo
fino a quando il genio
esce dalla lampada
e ti concede
i miei tre desideri.

13 commenti :

Kameo ha detto...

Vado subito al sodo ... direi la n°4 :-)))

Sweet G. ha detto...

Post interessante, non saprei dirti su quale punterei ma con certezza invidio la numero uno e la sedici più di tutte.
Ma su quello delle mutandine alla fine non hai rivelato quale fosse?
Io con i reggiseni ho un rapporto conflittuale elevato all'ennesima potenza.
Sarà il forte grado di autolesionismo che mi contraddistingue, ma amo stringermi in capi che mi tolgono quasi il respiro, mi fanno sentire sorretta quasi "bloccata" nella morsa delle coppe.
Chissà, forse anche la scelta di questi capi dovrebbe dire molto della persona che li porta!

(Sotto la 11 sostituisci con "si dovette")

Bacio grande!

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Sweet G: (Sotto la 11 sostituisci con "si dovette")

Era un dubbio, questo, che quando ho scritto il post avevo anch'io. Poi sono andata a guardae qui, ed ho visto che si puo' dire indifferentemente "dove'" o "dovette".

http://tinyurl.com/6zuwun4

Pero' se e' meglio "dovette", posso cambiare senza alcun problema.

Per quanto riguarda il reggiseno, invece io credo che debba essere usato come "vezzo" oppure per correggere eventuali difetti estetici.
Per cio' che mi concerne, lo vedo assai intrigante se si intravede sotto una camicetta o un vestito, purche' non si tratti di un tubino di maglia attillato. In tal caso, niente intimo sotto (ne' reggiseno ne' mutandine) o fa quell'effetto "strozzatura" che e' tanto inestetico.
E' ovvio che per portare un tubino di maglia attillato, si deve essere abbastanza in forma.

rossoallosso ha detto...

quoto Kameo.
sicuramente la 4

rossoallosso ha detto...

mi è scappato il commento,volevo aggiungere che ho un metodo infallibile per riconoscerti una combinazione che mai ti rivelerò ;-)

J.T. ha detto...

Non ho pagato il canone:-)
il pc mi permette di vedere solo la 1,3,7,9,14,17.

7!!!

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Ancora poche le risposte.
Comprendo, con questo, che le mutandine intrigavano di piu' del reggiseno. Oppure, semplicemente, sono diventata noiosa ed allora attendo enea88 che me lo confermi con quel suo modino educato. :-)

Kameo ha detto...

"Comprendo, con questo, che le mutandine intrigavano di piu' del reggiseno"

Beh ... lo sanno tutti che sei scarsina di seno ;-)

Alex ha detto...

Ciao Chiara,
scrivi:"Ancora poche le risposte."

Forse perchè non esiste un premio????
In tempi di crisi si dovrebbe motivare anche il lettore:-)

dedoo ha detto...

Dunque,
non ho letto tutti i 1800 post, ma una buona decina si. La domanda ricorrente che alla fine di ogni lettura mi faccio è se la tua ... presunta bellezza ... sia la causa della tua esuberante auto referenzialità oppure se viceversa essa ti aiuti a sentirti più bella di quanto in effetti sei...ricorda che qui credo nessuno ti abbia vista e quindi andiamo un po' tutti sulla fiducia ;-)

circa il modello del reggiseno da te utilizzato la risposta è semplice ... non c'è uno degno di te e quindi non lo porti :-)

Chiara di Notte - Klára ha detto...

ricorda che qui credo nessuno ti abbia vista

Proprio sicuro/a di questo? :)
Ma passiamo al dubbio che ti affligge:

la tua ... presunta bellezza ... sia la causa della tua esuberante auto referenzialità oppure se viceversa essa ti aiuti a sentirti più bella di quanto in effetti sei

Ho fatto la lap dancer, poi la modella e infine la escort. Credo che tanto brutta non dovrei essere, neppure alla mia non piu' giovanissima eta'; almeno a giudicare quanto mi pagavano. Pero', sicuramente, non avendo vinto nessun titolo di top model o miss universo, non credo di essere fra le piu' belle donne del mondo. Credo invece di essere una donna normale, ne' bella ne' brutta, che cerca di "tenersi" meglio che puo'.
Spero di aver soddisfatto la tua curiosita'.

dedoo ha detto...

... si. senza volerlo lo hai fatto! :-)
Credo che prima di bella (non intendo dire che non lo sei, anzi...) sei orgogliosa, sicura auto referenziale ... per dirla breve narcisista ... lo dico senza alcun disprezzo anzi con un po' d'invidia. Probabilmente anche se non fossi stata così attraente, con una personalità così, la tua esistenza sarebbe stata ugualmente piena di soddisfazioni ... o forse ancora più colma!
ps: a questo punto incuriosito dalla tua mente e attratto dal tuo probabile aspetto ... andro' a rovistare nei 1800 post per vedere come in effetti sei. Potrei avere un indizio su dove dirigere le mie ricerche??

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Probabilmente anche se non fossi stata così attraente, con una personalità così, la tua esistenza sarebbe stata ugualmente piena di soddisfazioni ... o forse ancora più colma!

Essere belle non significa necessariamente essere attraenti. Sono due cose sottilmente differenti. Si puo' attrarre anche senza la bellezza e viceversa respingere essendo bellissime. Nel precedente commento parlavi di "bellezza" e per questo motivo mi sono trovata unpo' a disagio, in quanto e' difficile giudicare oggettivamente il proprio aspetto fisico. Se invece mi parli di "attrazione", in tal caso e senza falsa modestia posso dirti che si', in effetti molta gente e' sta ed e' attratta da me. Il motivo? Non lo so.

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