giovedì 8 settembre 2011

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Una libera decisione

- Ho preso una decisione. Per un po’ di tempo non verro' qui. Percio' non ci vedremo. Ho bisogno di un periodo di riflessione. Credo che stare per conto mio mi fara’ bene. Non ho voglia di vedere nessuno, ne’ di parlare con nessuno. Mi conosco: la solitudine mi aiutera’ a rigenerarmi. Spero non ti dispiaccia.

- Sei libera di fare quello che vuoi. Nessuno ti obbliga a frequentare un luogo se non ti va di starci…

- Ottimo. Temevo che ci restassi male. Capisci che non e’ per causa tua... per fortuna mi hai compresa. Allora, credo proprio che per un certo periodo, breve o lungo ancora non lo so, me ne restero’ da sola. Sento di aver bisogno di cose nuove, stimoli nuovi che devo vivere per conto mio. Anche di fare cio’ che finora non ho potuto fare per mancanza di tempo. Questo mi sara' utile per ritrovare quella parte di me stessa che si e’ un po’ assopita.

- E’ ovvio che se non vuoi rimanere, non posso certo trattenerti. E’ una cosa tua. E’ giusto…

- Va bene, allora, ci vediamo. Ciao…

- Ciao. Pero’…

- Pero’?

- Pero’ non e’ giusto che tu punisca tutti solo perche’ hai avuto dei diverbi con qualcuno. Che colpa hanno gli altri?

- E quindi?

- E quindi non capisco perche’ te ne voglia andare. Non sarebbe meglio se...

- No, non sarebbe. E non c’e’ proprio niente da capire. E’ una cosa mia. Riguarda solo me. Lo hai detto tu: sono libera di fare quel che voglio. Oppure no?

- Certo, ma…

- Ma cosa? I casi sono due: o sono libera, o non lo sono. Non ci sono mezze misure. Cosa cerchi di farmi capire con i tuoi "ma"? Hai intenzione di farmi sentire in colpa per questa mia scelta? Devo forse pagare un prezzo? Cos’e’? Una specie di liberta’ a pagamento?

- No no. Tu puoi scegliere quello che vuoi. Ci mancherebbe! Solo che poi, se ci ripensi, non sono sicuro che mi ritroverai. Sai come vanno le cose…

- Ma che bella liberta’ di scegliere, cazzo! Prima mi dici che non c’e’ problema se me ne sto un po’ per conto mio, e adesso tiri fuori dal cilindro la rappresaglia…

- Come te anche io ho il diritto scegliere. Se te ne vai, anche io potrei aver voglia di starmene per conto mio. Per cui potresti non ritrovarmi al tuo ritorno. Non e’ detto che accada, ma esiste questa possibilita’.

- Quindi, in definitiva, questa liberta’ che dovrei avere, in sostanza non ce l’ho. E’ condizionata. E’ questo che vuoi dire?

- Interpretala come vuoi…

- Si’. Grazie di avermi spiegato esattamente il tuo concetto di scelta e di Liberta’. Adesso li ho piu’ chiari e sai che cosa ti dico?

- Cosa?

- Vaffanculo!


* Questa conversazione non e' mai avvenuta. Non riguarda qualcosa di personale e non ho preso alcuna decisione riguardo ad alcunche', ma quante volte qualcosa del genere ha fatto capolino nei discorsi... in certi discorsi nel reale, nel virtuale, con un amico o, nei casi piu' sofferti, con il partner? Ecco, e' solo frutto di fantasia, pero' se qualcosa c'e' di reale in tutto cio' che ho scritto, sono le risposte che avrei dato se fossi stata io la protagonista. E' cosi' difficile essere liberi. Davvero liberi.

18 commenti :

Shaduck ha detto...

Non sono sicuro di aver capito bene cosa intende la "Persona 1" per "Vera Libertà".
Vuole la possibilità di allontanarsi e tornare come e quando vuole secondo i suoi desideri?

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Shaduck ha detto...
Non sono sicuro di aver capito bene cosa intende la "Persona 1" per "Vera Libertà". Vuole la possibilità di allontanarsi e tornare come e quando vuole secondo i suoi desideri?


Come dice la "Persona 2": "Interpretala come vuoi…" :-)

ispirazione ha detto...

La persona 1 quella che ha preso la decisione di allontanarsi per riflettere per ritrovare se stessa(tono ironico), che oltretutto al 99% dei casi è una donna, vuole la libertà ma pretende che in sua assenza non cambi nulla...ma quando lei deciderà di tornare...dovranno essere tutti pronti ad accoglierla come un Madonna dei miracoli!!!
Nella conversazione mai avvenuta la persona 2 come ultima risposta dovrebbe dire "ascoltami quando ritroverai te stessa...mandati affanculo da sola! ciao".

Scusa per il vaffanculo ma la penso così!!!

Xtc ha detto...

La libertà è in definitiva solo una caratteristica "formale" che riguarda le scelte. Quando le scelte si concretizzano in azioni, subiscono inevitabilmente i condizionamenti del mondo reale. Sarebbe bello muoversi a proprio piacimento in un mondo cristallizzato, per ritrovarlo così come ci piace ogni volta che vogliamo, a prescindere da ogni nostra scelta, ma questa cosa non si chiama libertà

Shaduck ha detto...

Un paio di cose che non capisco:

Innanzitutto mi chiedo: perché il "soggetto A" parla tanto di libertà se poi:

1) Di fatto nega al "soggetto B" la libertà di non accettare le sue decisioni?

2) Non è disposto ad affrontare le conseguenze delle proprie scelte?

Così facendo da' l'impressione di avere un concetto di libertà piuttosto unidirezionale e anche un po' infantile.


Secondariamente, fa un po' tenerezza il "soggetto A" che cerca la libertà in un rapporto interpersonale, che per definizione è pieni di regole e compromessi.


Comunque mi piace quel "Vaffanculo" finale: ha finalmente imboccato la strada per la libertà, se sarà in grado di portarlo fino alle sue estreme conseguenze :-)

Erotici Eretici ha detto...

La realtà è che la vera libertà non esiste in una società. Se vuoi vivere in una società, avere a che fare con degli individui, la tua libertà finisce dove inizia quella altrui. Almeno è quello che penso io.
Yin

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Ispirazione: La persona 1 quella che ha preso la decisione di allontanarsi per riflettere per ritrovare se stessa(tono ironico), che oltretutto al 99% dei casi è una donna, vuole la libertà ma pretende che in sua assenza non cambi nulla...ma quando lei deciderà di tornare...dovranno essere tutti pronti ad accoglierla come un Madonna dei miracoli!!!

Ciao. :-) Innanzitutto, vorrei precisare che questo post e' una provocazione che non ricalca dei fatti realmente accaduti, ma e' interessante per comprendere i diversi atteggiamenti che si avrebbero, mettendosi nei panni della persona 1 oppure della 2. Si deve anche dire che non e' chiaro, nel post, il genere di relazione che esiste fra i due soggetti. potrebbero essere solo amici, oppure amanti, oppure uno dei due potrebbe pensare di essere amante mentre per l'altro e' solo amicizia.
Devo dire che con gli amici e le amiche, qualora mi dicessero che si vogliono allontanare per un po', io non mi sentirei tradita. Accade spesso che con gli amici si interrompano i rapporti per vari motivi, e sempre quando ci si ritrova, tutto riparte da dove si era interrotto.


@ Xtc: La libertà è in definitiva solo una caratteristica "formale" che riguarda le scelte.

Il succo di tutto il discorso, cara amica, sta proprio qui. O si e' liberi o non lo si e'. Siamo davvero disposti/e a barattare una cosa grande come la liberta' per avere una relazione (di qualsiasi genere) oppure e' preferibile il contrario?


@ Shaduck:
1) Di fatto nega al "soggetto B" la libertà di non accettare le sue decisioni?


Io credo che il soggetto A non neghi a B le sue decisioni, ma che contesti il fatto della rappresaglia. In tali casi e' molto meglio il silenzio, e poi ciascuno decida di conseguenza, piuttosto di mettere in gioco certi ricatti emotivi. Non credi?

2) Non è disposto ad affrontare le conseguenze delle proprie scelte?

Questo dal post non si evince. Credo che il soggetto A, come il soggetto B, siano entrambi abbastanza intelligenti da capire i significati delle azioni anche senza doverli esplicitare. Non vedo nel soggetto A la volonta' di mettere la catena a B, bensi' la volonta' di non avere alcun tipo di catena.
Comunque, in un caso del genere, qualora mi trovassi al posto del soggetto B, direi semplicemente "mi fa piacere, e quando tornerai rigenerata, mi troverai qui". E' questo secondo me il miglior modo di voler bene. Poi, e' ovvio che non siamo tutti uguali.


@ Erotici Eretici: la tua libertà finisce dove inizia quella altrui.

Forse e' per questo che mantengo sempre una certa distanza fra me e gli altri: per non sentirmi soffocata. Bentornati. :-)

Shaduck ha detto...

All'inizio hai lasciato libertà di interpretazione, così è come la interpreto io:

Soggetto A: prende una decisione da solo e la comunica al Soggetto B.
Soggetto B: ha 2 possibilità: accettarla oppure no. Non la accetta cercando di mediare.
Soggetto A: chiude la porta ad eventuali discussioni (di fatto imponendo la sua decisione all'altro).
Soggetto B: capisce che non ha voce in capitolo, ma non vuole mostrarsi remissivo, quindi cerca di forzare la mano.
Soggetto A: non accetta repliche chiudendo la discussione e, presumibilmente, anche il rapporto.

Andando a vedere anche il Soggetto A ha messo in gioco un ricatto: "Io faccio così: o accetti o "Vaffanculo"".
Perché questo dovrebbe essere accettabile rispetto a quello del Soggetto B?

Per come la vedo io, il fatto stesso che non accetti un rifiuto alla sua decisione qualifica il Soggetto A come "non disposto ad accettare le conseguenze delle proprie scelte".

Prendo atto del fatto che se fossi stata al posto del Soggetto B avresti accettato senza problemi la decisione del Soggetto A, ma questo lascia un po' il tempo che trova in una discussione sulla libertà. :-)

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Shaduck: Prendo atto del fatto che se fossi stata al posto del Soggetto B avresti accettato senza problemi la decisione del Soggetto A, ma questo lascia un po' il tempo che trova in una discussione sulla libertà.

Non tanto. Dipende se si considera la liberta' (propria e altrui) piu' importante del proprio orgoglio o dei propri bisogni da soddisfare. Forse, anche cio' che sto per dire lascera' il tempo che trova, ma io darei ampia liberta' di scelta anche in caso di relazione amorosa. Considero questa possibilita' che ha l'altro di scegliere come la piu' grande garanzia di un sentimento sincero. Per cui, se il mio partner mi facesse un discorso del genere, non metterei in atto nessun ricatto o nessuna rappresaglia, e gli direi di prendersi tutto il yempo di cui ha bisogno, rassicurandolo e non minacciandolo. Mi e' gia' accaduto e posso dire di aver superato egregiamente la prova. :-)

Shaduck ha detto...

Ho capito, ma tu stai parlando di motivazioni personali.
Nel dialogo del post queste sono totalmente assenti, quindi è impossibile fare un discorso "qualitativo" sulle decisioni prese.
Proprio per questo le considero tutte equivalenti e con pari dignità :-)

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Nel dialogo del post queste sono totalmente assenti, quindi è impossibile fare un discorso "qualitativo" sulle decisioni prese.

Il post e' volutamente vago, perche' ciascuno lo puo' interpretare come crede. Io ad esempio lo interpreto come un dialogo fra me ed un amico mentre gli comunico che per un po' di tempo non mi faro' vedere.
Posso mettermi sia da una parte che dall'altra (come in effetti ho fatto scrivendolo), e saggiare le mie emozioni per capire a quale delle due "concezioni" relazionali mi sentirei di aderire. E, senza alcun dubbio, mi riconosco piu' col soggetto A.

sassicaia molotov ha detto...

Sei una furbacchiona.
Sai benissimo che tutto è relativo.
Secondo il mio concetto di Amore la persona 1 dovrebbe essere molto meno vaga riguardo le motivazioni del suo allontanamento, al che, sempre secondo il mio concetto di Amore si può valutare se e quanto aspettare, posto il principio che di solito questi "allontanamenti" hanno motivazioni sui quali è fin troppo facile capire le motivazioni.
Troppo spesso le "libertà di decidere" son fatte sulla pelle di persone che magari hanno fatto da stampella fino a quel momento.
La mia esperienza personale è stata di non aspettare e di considerare chiusa la faccenda da subito. Un secondo dopo e senza rimpianti.
Ma tutto è relativo.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Sassicaia molotov: la persona 1 dovrebbe essere molto meno vaga riguardo le motivazioni del suo allontanamento

Il post e' volutamente vago perche' l'intenzione era che ognuno lo leggesse a proprio modo. Nel contesto ho lasciato soltanto gli elementi essenziali senza dilungarmi sulle motivazioni. Il gioco era quello di capire quanto la liberta' di scelta personale deve sottostare alle ragioni dell'altra persona, oppure, se qualsiasi siano le ragioni, la liberta' di scelta e' un diritto inalienabile esattamente come lo e' la salvaguardia della propria salute fisica e mentale.
L'atteggiamento comune e' normalmente quello di accusare "l'altro" di essere irriconoscente, ma spesso non si pensa che certe decisioni siano prese in una sorta di "istinto di sopravvivenza" che tutti abbiamo.

Troppo spesso le "libertà di decidere" son fatte sulla pelle di persone che magari hanno fatto da stampella fino a quel momento.

Troppo spesso e' cosi'. E' vero. Ma anche no. Inoltre la "stampella", se e' persona intelligente, dovrebbe accorgerse molto prima del suo ruolo. In ogni caso, non mi presterei mai a fare da stampella a nessuno. Lo ritengo gia' come concetto davvero offensivo, autolesionista ed aberrante. Chi si presta, prima o poi va incontro a cocenti delusioni. Ma non deve accusare l'altro, deve accusare solo se stesso.

La mia esperienza personale è stata di non aspettare e di considerare chiusa la faccenda da subito. Un secondo dopo e senza rimpianti.

Esatto. Anch'io la penso cosi'. Se non si ha un modo diverso di amare, in cui l'amore e' rappresentato piu' dal bene dell'altro, dalla comprensione dell'altro, dal voler aiutare l'altro, piuttosto che salvaguardare il proprio "castelletto" di fiducia, allora molto meglio chiudere li'. Pero' senza avvertimenti, rappresaglie o comunque senza trattare la faccenda come se fosse un baratto.
Se invece per noi l'amore e' altro, e' piu' un "dare" che un "prendere" e pensiamo che un gesto di comprensione oggi puo' essere un investimento per il domani, allora si agisce come agirei io: "Fai pure la tua strada e cerca di stare bene". Senza mettere nient'altro sul piatto della bilancia, senza minacce, ultimatum, senza instillare nell'altro ulteriori patemi o motivi di insicurezze che non servono a lui (o a lei), ma solo a noi in una sorta di "vendetta emotiva".
Vedi, fatti del genere accadono piu' di quanto si pensi, e non riguardano sempre relazioni "d'amore fra partner", come quasi d'istinto viene da pensare se si legge questo post. Esistono anche altre situazioni che qui sarebbe superfuo spiegare, ma che pongono agli interlocutori lo stesso tipo di problematiche.
Se ad esempio la persona 1 e la persona 2 invece di essere amanti di letto fossero fratello e sorella, il giudizio sarebbe lo stesso che hai dato?
Io credo di no.

Sweet G. ha detto...

Mi è accaduto, sai, di pronunciare le parole della "Persona 1", per poi sentirmi rispondere proprio in questo modo.
Il dolore che ho provato quando la mia "Persona 2" ha smesso di implorarmi di rimanere e mi ha detto che non se la sentiva di promettermi la pazienza che in fondo speravo di trovare in lui, mi ha fatto capire quanto davvero avessi bisogno di lui e quanto in fondo la mia libertà fosse semplicemente piegata ad una forza maggiore: la mia felicità.
E stranamente mi trovo sempre più spesso a considerare le due cose non più così legate tra loro.
Ma chissà, forse sono solo una masochista ;)
Un abbraccio e...bel blog, ora me lo leggo per benino!
G.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Sweet G: ha smesso di implorarmi di rimanere e mi ha detto che non se la sentiva di promettermi la pazienza che in fondo speravo di trovare in lui

Cioe', cosi' "d’emblée", e' passato da un atteggiamento supplichevole ad uno determinato e sprezzante?
Beh, si', posso capire. Quando non si puo' avere una cosa con le buone, oppure con il piagnisteo, spesso c'e' chi cerca di ottenerla con altri mezzi. Ma...
Ma c'e' un "ma". Cio' che non si riesce a capire, da parte di chi ovviamente non la pensa come la sottoscritta, e' che NIENTE e' dovuto. C'e' chi crede di essere creditore (o creditrice) per aver amato (o per amare) qualcuno come se il suo sentimento fosse merce di scambio, e in ragione di cio' crede di poter ottenere anche l'amore dell'altro (o dell'altra). E' una logica che a suo modo funziona, ha sempre funzionato e forse funzionera' in eterno. Ma ogni tanto nascono delle persone diverse, "mutanti", che a tutti gli effetti, esternamente, sembrano uguali alle altre, ma che interiormente non lo sono. E non si tratta di cattiveria, menefreghismo o altro. Si tratta, appunto, solo di "diversita'".
Sinceramente, lo dico senza timor di smentita, non arriverei mai ne' a piagnucolare per qualcuno, ne' a ricattarlo, ne' ad un atteggiamento sprezzante nei suoi confronti per cercare di farlo restare "con me" (il concetto "con me" e' un concetto assai poco sentito in quanto neanche io mi ritengo mai "con qualcuno").
Come ho gia' detto, mi pare, se mi trovassi in una situazione simile a quella della persona 2, direi semplicemente all'altra persona che se cosi' che desidera e le sue decisioni sono importanti per il suo bene, allora oppormi sarebbe sbagliato, poiche' significherebbe non provare un sentimento positivo nei suoi confronti. A mio parere sarebbe salvaguardare solo il mio "orticello", solo il "mio bene" e non il suo, in quanto per me la "scelta" e' fondamentale: non vorrei mai che qualcuno mi restasse vicino avendo dei dubbi. Ho imparato (forse troppo tardi, non lo nego) che l'amore e' "dare". Solo "dare".
Non esistono compromessi, non esistono scambi, non esistono contratti, non esistono "messe in mora". Niente di tutto questo. L'amore e' un dono: si da' e basta. E' il nostro "io" che mettiamo a disposizione di chi in quel momento amiamo. Ogni altra operazione "mercificatoria" sull'amore, fosse anche scambiarlo per "altro amore", lo renderebbe "meno amore".
E nel dare si e' felici.
E se l'altra persona vuole allontanarsi da noi per un po', vuol dire che avremo modo, poi, per conto nostro, di riesaminare il tutto, ma senza utilizzare il nostro dono come "strumento deterrente".
E' un errore che fanno in molte persone: "Io ti ho dato tutto, adesso non puoi lasciarmi".
Che significato ha?
Se hai dato tutto e' perche' volevi darlo, nessuno te lo ha estorto. E' appunto un dono: una volta dato non piu' nostro, e non si puo' buttarlo sul piatto della bilancia allorquando l'altra persona fa qualcosa che non ci aggrada. Altrimenti significherebbe che con "quel dono", abbiamo cercato di imbrigliarla. E le briglie, per il cavallo, non sono un dono.
Allo stesso modo, mi piacerebbe che lo stesso comportamento si tenesse con me.
Significa forse essere cattiva? Insensibile? Egoista?
Non lo so. Pero' ogni altra possibilita' con me e' esclusa e questa e' forse la ragione per la quale mi capita di avere lunghi periodi nei quali non sono legata ad alcuno. Non ci sono molte persone che riescono a resistere alla "tentazione del rinfacciamento".

Sweet G. ha detto...

Tutto molto giusto, cara.
L'unico problema sta nel fatto che a parole è tutto molto semplice, ma quando poi si è dentro la situazione i sentimenti incasinano di molto la razionalità e affermare a priori che agiremmo in questo o quel modo potrebbe non trovare poi fondamento nella realtà qualora ci trovassimo effettivamente nella situazione descritta.
Un bacio.
G

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Sweet G: a parole è tutto molto semplice, ma quando poi si è dentro la situazione i sentimenti incasinano di molto la razionalità e affermare a priori che agiremmo in questo o quel modo potrebbe non trovare poi fondamento nella realtà qualora ci trovassimo effettivamente nella situazione descritta.

Capita di trovarsi in quella situazione, sia da una parte che dall'altra. A me e' capitato. In ogni caso la forza dell'essere umano, la vera forza, sta proprio di rendere coerenti i pensieri con le parole e con le azioni.
Se non e' in grado di farlo, non si lamenti poi se si sente considerato (anche da se stesso) un debole.

marco ha detto...

@Chiara.In tali casi e' molto meglio il silenzio, e poi ciascuno decida di conseguenza.

unico possibile comportamento per rispettare la libertà altrui.
il rispetto della liberta avviene quando si accetta la decisione altrui, poi condividerla o meno è un altra cosa.
Si rispetta se stessi e la propria liberta individuale, quando, di conseguenza, uno decide se condividere o meno la decisione altrui.

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Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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