giovedì 11 agosto 2011

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Poetizzando

Guardo le nuvole che mi guardano, e a loro chiedo: chissa’ quale pioggia ha il sapore piu' buono, la vostra o la mia?
E a loro chiedo: avete detto a nessuno perche’ piangevo ieri notte?
E a loro chiedo: com’e’ che potete dissolvervi quando volete e io non posso?
E a loro chiedo: potreste suggerire al mio amante dove mi piace essere leccata?
E a loro chiedo: sono i sogni che sono fatti di voi o siete voi ad essere fatte di sogni?
E a loro chiedo: accettereste di essere sepolte nel mio cuore quando morirete?
E a loro chiedo: quante altre vite dovro’ ancora scalare per essere uguale a voi?


Non ho bisogno di farti sentire forte.
Non ho bisogno di farti sentire bello.
Non ho bisogno di farti sentire sicuro.
Non ho bisogno di farti sentire protetto.
Non ho bisogno di farti sentire appagato.
Non ho nemmeno bisogno di farti sentire amato.
Ho semplicemente bisogno di te per amarti.
Le perdite piu’ grandi nella vita non sono le cose che non riusciamo piu’ ad avere, ma quelle che non riusciamo piu’ a dare.


il mio cuore e’ in una scatola,
e la scatola e’ su un albero,
e l'albero e’ in un sogno,
e il sogno e’ su una montagna,
e la montagna e’ in una lacrima,
e la lacrima e’ su una nuvola,
e la nuvola e’ in un bacio,
e il bacio e’ nel mare,
e il mare e’ in una conchiglia,
e la conchiglia e’ su una roccia,
e la roccia e’ in un gemito,
e il gemito e’ sulle labbra,
e le labbra in una parola,
e la parola e’ sulla lingua,
e la lingua e’ su un seno,
e il seno e’ in uno sguardo,
e lo sguardo e’ sul mondo,
e il mondo e’ nel mio cuore.


Credi di avere un asso nella manica?
E allora?
Io ho un asso fra le cosce
un asso in mezzo ai seni
un asso fra le dita dei piedi
un asso nei miei occhi
un asso sulle labbra
un asso sulla lingua
ed ho mille e uno assi nel cervello...
Come puoi vincere?


Non perdiamoci
nella retorica
delle metafore,
Amore mio.
Vedi,
descriverlo
e’ inutile.
Perche’,
invece,
non lo usi?


il sesso
e’ come
la morte,
si’,
me lo dice
la vena
che si tende
al mio inguine
che pulsa
ogni volta che
penso
alla morte
proprio
come
pulsa
ogni volta che
penso
al sesso


Si potrebbe pensare che sei tu l’invincibile pirata
e io la nave saccheggiata.
Ma e’ sempre il ladrone malvagio
che viene ridotto a brandelli.
Percio’ tieni a bada il tuo cuore
cosi’ come le tue labbra,
amore mio.

Si potrebbe pensare che sei tu il lupo cattivo
e io Cappuccetto Rosso.
Ma rendi affilati quei denti
prima di attraversare il mio bosco.
Perche’ e’ la mia carne
che ha voglia di macinarti,
amore mio.

Si potrebbe pensare che sei tu l’imperscrutabile
e io un libro aperto.
Ma la mia chiarezza e’ una canna da pesca
e tu stai abboccando all’amo.
Cosi’ potresti voler ripensarci,
per cercar di sfuggirmi
amore mio.

Si potrebbe pensare che sei tu il cacciatore
e io la preda indifesa.
Ma la strada e’ circolare
nel gioco della caccia che stiamo facendo.
Quindi e’ meglio che ti guardi le spalle,
prima di proseguire
amore mio.

Si potrebbe pensare che sei tu il feroce guerriero
e io con la gola tagliata.
Ma sono io Salome’,
e tu il mio capro espiatorio.
E quella testa nel piatto e’ la tua,
- e quindi e’ mia -
amore mio.

3 commenti :

incoerente_mente&carpe diem ha detto...

Qualche volta nell'amore di vanità l'abitudine o il disperare di trovare di meglio producono una sorta d'amicizia, la meno piacevole di tutte le specie: si vanta della sua sicurezza ecc...

marco ha detto...

E' un po' che non commento
lo faccio ora e son contento
Se l'avessi fatto prima
non potrei trovar la rima.

J.T. ha detto...

Sei una nuvola, una piccola nuvola che attraversa il cielo, trasparente
intoccabile, inarrivabile e che accompagna i sogni di crede di vederti, ma la tua bellezza si vede, ancor di più, quando i raggi del sole ti toccano e attraversandoti scoprono la tua vera bellezza, l'anima.

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Oggi mi sento un po' cosi'...

Oggi mi sento un po' cosi'...

Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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