domenica 12 giugno 2011

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L'essenza impronunciabile del male

Oggi vorrei dare una risposta a Gio che, nel suo blog, ha scritto un post ponendo una domanda alle sue lettrici, ad una qualsiasi oppure a tutte, non ha importanza quale, poiche' cio' che e' importante per lui pare la risposta e non tanto chi sia in grado di fornirgliela.

Si sa che internet e' il luogo in cui le persone si lasciano spesso andare nel confessare a degli sconosciuti le proprie gioie, i propri dolori, i propri entusiasmi ed i propri drammi, senza tener conto della vacuita' dell'ambiente virtuale e di come, a volte, tutto cio' che viene raccontato sia comunemente interpretato in modo diverso da quelle che sono le reali intenzioni di chi scrive. Ma al di la' dei toni retorici che possono essere presenti in post di tal genere, cio' che mi ha fatto decidere di rispondere e' che, in parte, ho sentito quella domanda rivolta un po' anche a me.

Cio' che scrive Gio e' molto triste. Lo riporto di seguito in modo che, se per qualche ragione l'originale (QUI) andasse perduto, questo post non rischiera' di restare privo di senso.

"In effetti sono molto sciocco.

Per anni ho chiesto ai miei amici di domandare alle ragazze che conoscevano se mai avrebbero preso in considerazione l'idea di poter avere una relazione con uno storpio (non uno qualunque: uno pure fuori di testa, cioè me).

A oggi nessuno ha mai soddisfatto la mia curiosità, non so se per indifferenza o pietà.

Ho una fotografia della mia schiena, scattata qualche settimana fa, che fa venire i brividi perfino a me.
Io stesso provo pena per quel poveretto deturpato dall'azione paziente, meticolosa dell'impersonale, meccanica, forza di gravità, che ha rotto la simmetria e la grazia di un corpo ora orribile.

Immagino il dolore, la fatica, il destino di certo non roseo di quello sventurato che sono io.

La serenità con la quale vivo ogni giorno non è sensata se considero il mio passato e penso il mio futuro, ma senza quest'autentica follia motrice, ne sono certo, la mia vita sarebbe oggi ancora più misera di quanto non sia.

Sembra, la mia schiena, una struttura elastica sul punto di esplodere, come se il ribollire di un fluido maligno stesse facendo cedere pelle, muscoli e ossa che, a fatica, contengono un grumo maledetto che vuole aprirsi un varco nelle mie carni.

M'è venuto in mente che potrei chiederlo a te.

Dopotutto la maggior parte delle mie lettrici è donna, di età prossima alla mia.

E vorrei capire da te qual è l'effetto di un'immagine simile, ben sapendo che può essere, questo, solo una frazione dell'asprezza del confronto con la mia realtà.
Vorrei capire se ho ragione di credere che il dolore vincerebbe su tutto, a meno di non essere sovrastato addirittura dal disgusto, che tuttavia di certo non risiede nel tuo cuore.

Allora, la vuoi vedere l'essenza impronunciabile del male?
Vuoi darmi una risposta da tanto tempo attesa?
E cosa senti, dentro, adesso?"

Ebbene, credo che, per quanto possa essere terribile la nostra esistenza, il dramma che c'impedisce di guardare il mondo sotto una luce diversa da quella cupa in cui troppe volte, in modo assai poco logico, ci si crogiola, qualcosa di cosi' presente nei nostri pensieri da sentire l'esigenza di parlarne ogni momento, persino in un contesto come questo, di fronte a chi di certo, anche se volesse, non avrebbe mai il potere di risolvere i nostri problemi, non saremo mai noi i primi nella lista dei piu' defraudati.

Per ogni grammo di fortuna, amore, apprezzamento, considerazione che sentiamo di non aver ricevuto, oppure che crediamo ci sia stato tolto, c'e' sempre chi di tutto cio' e' stato derubato molto piu' di noi. Chili, quintali, tonnellate di fortuna, amore, apprezzamento, considerazione disciolti nel mare dell'esistenza umana che sono finiti in minima parte anche nelle nostre tasche. Su questo dovremmo ogni tanto riflettere perche' c'e' sempre chi le nostre sofferenze, per quanto grandi, le prenderebbe volentieri scambiandole con le sue.

Di fronte a cio' che la vita ci ha riservato, di fronte a cio' che crediamo ci sia stato tolto, di fronte anche alla piu' terribile delle condizioni umane, l'unico rimedio che davvero ha una possibilita' di funzionare e' la forza interiore: la dote piu' grande che una persona possa avere, al di la' dell'aspetto fisico e al di la' di qualsiasi dramma possa essere quello vissuto.

Ci sono cose che sono peggiori della morte, lo sappiamo bene, e' una banalita' soltanto scriverlo, ma chi e' forte riesce a superare qualsiasi ostacolo, anche il piu' invalicabile. Chi e' forte, prima o poi ce la fa a riappropriarsi di quel grammo, chilo, quintale o tonnellata di cio' che gli e' mancato o che pensa gli sia stato rubato. Ed e' qui la risposta a alla domanda di Gio: l'amore per esistere ha bisogno di una forza immensa che va oltre il mero desiderio e chi questa forza non la possiede, difficilmente riuscira' a creare una relazione improntata su tale sentimento.

22 commenti :

carlos ha detto...

Klàra, bella questione poni. Personalmente mi trovo in difficoltà a parlare dell'argomento. Ne preferisco altri, lo avrai arguito. Non ci farò probabilmente una bella figura e so di poter sembrare insensibile, ma per me risulta assai più pornografico parlare di dolore che di sesso. Per giustificarmi cito a testimone Buzzati, che vedeva nel dolore la vera vergogna del mondo. Ho pudore del dolore, anche di quello degli altri. Quando di questo ho, rarissimamente, parlato (la morte di mio padre ad esempio), me ne sono vergognato. Forse perché cerco di avere rispetto del dolore. E, coi miei limiti, solidarietà.

Esiste poi una solidarietà "pelosa" e una positiva, come la tua, quando parli di forza interiore. E' l'esempio di Giobbe (sostituite Dio con la Natura matrigna e carogna). O quello di Alex Zanardi: certo lui era pure ricco e famoso, ma non è da tutti reagire con tanta forza interiore alla sventura. Allora faccio l'esempio di un cieco che conosco, che è pure abbastanza povero dal punto di vista economico. Eppure, sai, mi pare molto più sereno nel rapporto che ha con se stesso se lo confronto con me stesso, che non ho mai fatto altro che sputare addosso alle mie fortune.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Carlos: Per giustificarmi cito a testimone Buzzati, che vedeva nel dolore la vera vergogna del mondo. Ho pudore del dolore, anche di quello degli altri.

Se ti ricordi, la stessa questione venne fuori in un altro blog in cui ebbi proprio una discussione a riguardo.
Anch'io ho molto pudore nei confronti del dolore. Non ne parlo volentieri e sempre cerco di evitarlo quando lo trovo in giro perinternet dove la gente lo profonde spesso a piene mani. Per questo motivo sono stata accusata di essere cinica ed insensibile, oppure di aver addirittura "paura" della sofferenza, prendendomi cosi' l'appellativo di vigliacca.
Potrei dire che in questi anni in cui sto tenendo il blog, nella mia vita ci sono stati anche episodi non piacevoli, talvolta dolorosi, eppure non li ho mai esposti pubblicamente e nessuno, a parte pochissime persone, sa nulla. Mentre per tutto il resto, sesso compreso, come vedi non pongo segreti.

Gio ha detto...

Aspetto un po' prima di dire la mia ;-)

Certo c'è chi da del 'tu' al sesso, e chi alla malattia, e da questa diversa familiarità forse discende tutto il resto.

A poi.

Gio

Flyingboy ha detto...

Mi ha commosso molto il video, mi ha fatto lacrimare i occhi, ma era una sensazione di riempirsi di ammirazione e di qualcosa che condivido.

E' proprio qui che si esalta il spirito umano in tutta la sua bellezza.

Io sono tra i primi ad sentire il dolore dei altri e correrne incontro a aiutare quanto possibile. E' umano, per tutti, trovarsi nei momenti di dolore. Ma ce' chi del dolore si fa' la propria esistenza e questo sempre fa' coinvolgere altri. Ce' chi vede nel proprio dolore unica possibile connessione emotiva con altri. E quando la cosa diventa un modus operandi, sono tra primi che fuggono.

E' una violenza psicologica sottile ma devastante per chi si trova nella ragnatela del perenne dolore esercitato, che sempre poi porta a giustificare quello che no e' giustificabile. Non e' una questione solo individuale, ce' chi lo ha messo in pratica al livello di politica globale come Israele.

Ammiro le persone come Nick, persona da quali si puo' solo imparare, ed e questo che crea un rapporto emotivo sano.

Se' uno sta' annegando li dai una mano, ma se' quello invece di tirarsi fuori e respirare vuole tirare giu' anche' te, allora e meglio mollare la mano. In quasi tutti i casi, il naufrago non anegera', cercera' solo un'altra mano.. e poi un'altra.. e un'altra.

Il dolore non e' quantificabile. Ognuno ne fa' propria bilancia. Ce' chi sofrira' perche' non puo' permettersi I-Phone 4, ce' chi lo provera' perche' ha perso propri figli sotto le bombe.

Come dici giustamente, ci sara' sempre qualcuno che volentieri cambierebbe il proprio posto con noi.

La vita e' quello che e'. Abiamo quello che ci e' stato donato, chi con piu' chi con meno fortuna, ma sta' solo a noi come abbiamo intenzione di viverla.

Nel momento quando si capira' che a posto del dolore per quello che non si ha esiste tanto di quello che si ha, quando si comincera' a apprezzarlo e goderlo, allora il dolore si ritira sconfitto in qualche angolo e noi li sorridiamo solo guardandolo cosi sconfitto e impossibilitato di riappropriarsi delle redini della nostra vita che teniamo strette nelle mani.
Dopo un po' noi ci dimentichiamo del nostro dolore e lui si dimentica di noi.

Blindsight ha detto...

ciao chiara! dico la mia: non mi da nessuna emozione quanto leggo dal post di gio, sarà che sono disabile pure io da qualche anno, ma non sento dolore nelle sue parole, forse provocazione si, quasi una scossa ai normo vedenti per pensare a qualcosa di "diverso", soprattutto mi sembra una domanda e una curiosità sia che lecite che sincere, o mi sbaglio? io del resto leggo tutto con la sintesi vocale..
ti do la voce di tante donne disabili: nessuna di noi si immagina o ha una relazione con altro disabile, raramente succede, questo vale anche per gli uomini (anche se loro ci fanno meno caso se la donna è una disabile quando questa è una figa..).
il "diverso" per me è "normo", il mio compagno è infatti "normo" e sinceramente non so se riuscirei a perdermi di piacere su una schiena come la descrive lui: parlo da cieca e dovrei soprattutto toccarla per "vederla", la verità? non so se ci riuscirei, a meno che uno con una schiena così mi facesse perdere la testa col suo cervello: in questo caso ogni senso, attivo o non, sarebbe completamente incanalato nella zona del piacere nel mio brain.
ci sarebbe da dire molto, anche sulle donne vedenti italiane, quelle che guardano, guardano, guardano.. senza attaccare gli occhi al cervello, così non toccano mai una realtà e diventano sempre più oche (mi spiace ma son troppe per nasconderle).
da piccola, a circa 4 o 5 anni vidi su una rivista aristotele onassis: ne rimasi colpita così tanto che cominciai ad interessarmi a lui, quindi a 6 anni sapevo chi era e lo capivo bene.
fu amore al primo colpo e tuttora rimane per me l'uomo più figo, dentro e fuori, del pianeta terra, pensa te, l'ho cercato in ogni uomo che ho amato finora un tipo così! chiuderei col dire che l'amore è cieco, nel mio caso me la risparmio :)
ti lascio un caro saluto e un forte abbraccio, laura

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Fly: Se' uno sta' annegando li dai una mano, ma se' quello invece di tirarsi fuori e respirare vuole tirare giu' anche' te, allora e meglio mollare la mano. In quasi tutti i casi, il naufrago non anegera', cercera' solo un'altra mano.. e poi un'altra.. e un'altra.

Bisogna saper capire a chi porgere la mano e a chi no. E c'e' chi dei nostri gesti di aiuto se ne approfitta e ne fa un proprio stile di vita.
Una volta ho conosciuto un uomo cosi'. A lui non importava assolutamente di chi fosse la mano. L'importante e che chi gliela porgeva fosse di suo gradimento (soprattutto estetico), e che poi diventasse totalmente dipendente da quel gesto, cioe' da avere lui ed i suoi problemi come unico pensiero. Aveva una notevole capacita' di far nascere i sensi di colpa nelle donne. Suppongo che il giochetto gli fosse andato sempre bene, ad iniziare da sua madre.
A volte, con certe persone, si rischia di restarne intrappolati e ci si rovina l'esistenza. A volte, invece, essere cinici aiuta ad uscir fuori da relazioni patologiche che non portano in alcun luogo se non alla propria autodistruzione.


@ Blindsight: a meno che uno con una schiena così mi facesse perdere la testa col suo cervello: in questo caso ogni senso, attivo o non, sarebbe completamente incanalato nella zona del piacere nel mio brain.

Innanzi tutto grazie per essere passata di qui. La tua voce e' senz'altro un'opportuna testimonianza. In effetti anch'io credo che una relazione amorosa fra disabili, dove entrambi lo sono, sia alquando complicata. Nella relazione con un disabile e' implicito il fatto che il compagno o la compagna "normo" si accolli un'impegno che non puo' essere "reciproco" come in ogni altra relazione.
A parte tutto cio', ho messo in evidenza la tua frase nella quale trovo una grande verita': e' possibile avere una relazione amorosa con una persona disabile purche' questa abbia una personalita' ed un cervello tale per il quale siamo disposte a sacrificare anche la "fisicita'".
Io, ad esempio, sono molto attratta dalle persone dotate di forza interiore. Le ammiro e questa ammirazione, poi, so che potrebbe anche trasformarsi in attrazione sentimentale. E credo che come me sia la gran parte delle donne. A parte le oche da te descritte che, fortunatamente, rappresentano un'esigua minoranza.

Flyingboy ha detto...

7:50
http://www.youtube.com/watch?v=Tw8qRicoXt8

questo estrapolo solo perche' credo sia in tema.

Adoro questo uomo, non faccio altro che guardare suoi video oggi appena trovo un po' di tempo per me stesso.

Mi ricordo 3-4 anni fa'.. Il mio lavoro mi permette di essere dietro le quinte... ero in Inghilterra ed era una serata importante. Andrea Bocelli si stava preparando sul piano prima della sua apparizione, era un momento quando eravamo rimasti da soli, ero incantato li e lo ascoltavo da vicino cercando di non fare rumore e distrarlo. In un certo momento si avvicina sta' gran bella donna, vestita in abito da sera, elegante, bella.. mi ricordo che pensai solo.. wooow (credo unica cosa che poteva distrarmi in quel momento).

Si avvicino' a Andrea, si scambiarono 2 parole sottovoce, lei li misi il bicchiere d'aqua nelle mani e poi si baciarono dolcemente come 2 amanti.

In momenti come questi trovo tutte le risposte che ho sulla vita, sono tutte intorno a noi, basta saperle riconoscere e non e' solo questione di vista.

Un saluto a Blindsight e vorrei porgerle mio sentimento di grande stima per quello che e' e suoi impegni.

Gio ha detto...

Non è facile rispondere a questo messaggio perchè racchiude mille significati, e non riesco a individuarne chiaramente una gerarchia.

Per quanto riguarda il dolore, la sua natura pornografica ...
Sicuramente c'è il rischio di essere fraintesi, di dare spettacolo, macabro, di sè.

Non mi interessa minimamente.

Le mie parole possono essere lette da molti, ma i più non le comprendono (oh, non vi perdete mica il Dolce stil novo, tranquilli ;-) ).
Da pochissimi, tuttavia, esse sono colte, in casi eccezionali riflesse perfino.

Ognuno di noi divide l'umanità in diverse categorie, ricorrendo a variabili diverse.

Per me discrimina soprattutto la familiarità con il male.
Punto.
Non posso farci nulla, è la vita che mi ha condizionato in tale direzione!
E quello che per alcuni di voi è impensabile, folle, sicuramente inventato ... beh, per me è ovvio.

Adesso pensate alle frizioni che questo malinteso, questo non comprendersi, hanno significato perfino qui ... ingigantitela mille volte, portatela a scala 'umana' e capirete come sia la vita da questa parte della barricata, e come si possa essere soli, malvisti, detestati anche se dentro si ha tutta la forza del mondo (io in moto nonostante tutto sono arrivato in luoghi di cui quelli come me di solito hanno solo le cartoline ...).
Essendo infine un uomo, e con un carattere molto severo e duro, per nulla predisposto alle crocerossine e non disposto a barattare i miei bordi taglienti per una docilità fruttifera, patisco la mancanza dell'amore e del sesso.

Di quello, che è il centro del mio universo, e di null'altro soffro.

Ciao bellezze :D

carlos ha detto...

Klàra, sai già quali sono i miei ricordi di quella vicenda. Io ho avuto una certa impressione, poi può essere benissimo che la mia opinione fosse pure sbagliata, oppure no. Riguardo a questa, vorrei chiarire bene una cosa. Forse sono stato provocatorio a usare il termine pornografia, però quello che ho espresso è il mio punto di vista personale sull'argomento. Poi, e se uno mi conosce lo sa, non do al termine un'accezione negativa, ma neutra. Significa che io, personalmente, preferisco mostrare il pene piuttosto che le pene. Poi ognuno è libero di proporsi per come gli va. Se ne ha il coraggio, la forza, se è sincero, se ne ha voglia, può parlare di tutto ciò che vuole. Io non sono entrato nel merito del post riproposto perché non conosco il blog a cui appartiene. Non so a chi è rivolto. E soprattutto non capisco perché tu lo abbia ripubblicato qua. Certo, rileggendolo mi sono fatto, come dire, un'idea. Ma c'entra qualcosa, ed è giusto, riferirla? Sono ancora piuttosto 'gnorante quanto a netiquette. :)

Gio ha detto...

Carlos, la pornografia del dolore esiste (ed è una bella locuzione quella che hai usato), ma non ho inteso minimamente un'offesa nelle tue parole (e anzi, userò quel termine in futuro, riconoscendotene la paternità, promesso ;-) ).

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Carlos: E soprattutto non capisco perché tu lo abbia ripubblicato qua. Certo, rileggendolo mi sono fatto, come dire, un'idea. Ma c'entra qualcosa, ed è giusto, riferirla? Sono ancora piuttosto 'gnorante quanto a netiquette.

Prima di riportarle, e discuterne, ho chiesto il permesso all'autore. Permesso che mi e' stato accordato.

carlos ha detto...

Klàra: non avevo dubbi sulla correttezza "istituzionale", solo che forse mi faccio qualche sorta di scrupolo io.

carlos ha detto...

Gio: mi raccomando, la paternità è un qualcosa che mi manca, almeno credo. :)

rossoallosso ha detto...

Anni fa,direi parecchi ero adolescente,vedendo due disabili che si tenevano teneramente per mano mi scappò un commento che mi vergogno a ripetere,un amico guardandomi negli occhi disse"che cazzo dici,guarda come sono felici"
è stata una lezione di vita per me,che ho cercato di trasmettere pure ai figli,e da allora ho sempre cercato di vedere la disabilità come una condizione normale,una condizione che fa parte della diversità,della varietà degli esseri umani.
anche se a diversi livelli tutti indistamente abbiamo i nostri handicap e tutti indistamente abbiamo gli stessi bisogni,le stesse necessità,le stesse insicurezze e ci poniamo alla vita facendoci le stesse domande.
Quante volte abbiamo cercato risposte dirette a domande dirette che puntualmente sono state disattese con scuse,risposte di circostanza,filosofiche o anche negate rimanendo soli con i nostri dubbi e delusioni.
Trovo legittima la domanda di Gio,così come la descrizione della sua condizione,una sincerità che va premiata con una risposta sincera e diretta perchè è questo ciò che vuole e che solo Blindsight ha dato.Non sono una donna ma provo a darla una risposta sincera correndo il rischio di essere superficiale dico che tutti possono trovare l'amore,che molto dipende da noi stessi,consapevoli della nostra condizione rendersi aperti e disponibili verso il prossimo,stato d'animo necessario e che vale per tutti,handicap o meno,il sesso può essere una naturale conseguenza e non un'ossessione.
Scusa Gio se sono banale,chiamami pure ingenuo ma io lo penso veramente,sicuramente c'è da qualche parte la persona cui puoi far breccia,poi la vita va come deve andare,si può avere successo o meno,l'importante è dare un senso alla propria vita,ci sono persone che hanno tutto nella vita che non hanno nulla da chiedere e nulla da dare che si perdono nei meandri dell'autodistruzione.tu ce l'hai una domanda,domanda alla quale solo tu puoi dare una risposta vera.

Blindsight ha detto...

@flyingboy: grazie per i complimenti, ma mi è d'obbligo scriverti due righe a proposito:
quando parlate di ciechi, non parlatene come se fossimo alieni, uno come bocelli forse lo è per quanti soldi ha (ma se li tieni tutti, e tra i suoi colleghi è tra i più tirchi ed egoisti) ma comunque ci è nato cieco e forse i veri disabili nel suo caso sono stati i genitori.
la disabilità è tale quando arriva, quando si viene cioè disabilitati da alcune cose (io ad esempio dalla vista) chi ci nasce non è disabile quanto chi ci diventa, per chi ci nasce in italia la tragedia è l'assenza di sostegno ai genitori e al futuro studente (soprattutto grazie a questo governo da rupe tarpea).
comunque non siamo tutti bocelli, così come noi donne non siamo tutte annalisa minnetti, intendo per tutto quello che ha intorno una come lei che ha perso la vista da adulta, cose che altri in italia si sognano.
non stupitevi nel guardare una persona "disabile" fare cose normali, quelle che a volte a voi non riescono proprio..
non impietositevi per favore, semmai guardatela e affrontatela la disabilità, visto che per me siamo tutti disabili: lo è anche chi non riesce ad essere felice, e forse sta peggio di me e di uno come gio.
ciao laura

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Gio: Essendo infine un uomo, e con un carattere molto severo e duro, per nulla predisposto alle crocerossine e non disposto a barattare i miei bordi taglienti per una docilità fruttifera, patisco la mancanza dell'amore e del sesso.

Di quello, che è il centro del mio universo, e di null'altro soffro.


Non voglio tanto parlare del sesso. Il sesso, volendo, chiunque lo puo' avere semplicemente pagando, al di la' del proprio aspetto fisico. A meno che non ci sia un handicap che impedisce di farlo, ma qui il discorso sarebbe diverso.
Parliamo invece del sentimento, cioe' dell'amore. Questo, diversamente, non puo' essere comprato ed entrano in funzione meccanismi nei quali la fisicita' puo' essere certamente importante, ma non determinante.
Alla base di tutto, ci sta la capacita' di saper far entrare nel proprio universo quello altrui, di fondersi, di condividere, di reciproca fiducia. Se si pongono barriere, anche piccole, sara' difficile che l'alchimia avvenga.
Nel mio caso, non volendolo assolutamente l'amore inteso come "relazione fra due persone", ma dedicandomi ad un amore a piu' ampio raggio, e' logico che alzi le mie barriere. E' una mia scelta, consapevole, e non mi lamento se l'incantesimo non si realizza. Sarebbe davvero un miracolo se avvenisse.
Tu, pero', dici che lo vorresti, l'amore, pur chiudendoti dentro il tuo universo. E questo per me e' inconcepibile.
Non ci si puo' bagnare in assenza di acqua.


@ Carlos: Klàra, sai già quali sono i miei ricordi di quella vicenda. Io ho avuto una certa impressione, poi può essere benissimo che la mia opinione fosse pure sbagliata, oppure no.

Veramente, questo mi sfugge. Non ho presente la tua impressione e sarei curiosa di conoscerla.

Gio ha detto...

Se spaventa quella piccola barriera, decisamente terrorizzerebbe quello che c'è oltre ;-)

E la mia onestà mi impedisce di nascondere cosa c'è al di qua delle mura difensive, e il desiderio di seppellirmi ora che, dopotutto, nella fossa ho solo un piede.

E poi via ... le donne sono troppo splendide per non dare alla testa.

carlos ha detto...

Klàra:
"Non ho presente la tua impressione e sarei curiosa di conoscerla."

Forse non ricordi, allora, perché già la descrissi in quel luogo. Ai tempi ti scrissi anche una lunga lettera in privato, ma forse non la leggesti. O magari non la ricevesti? D'altronde non mi aspettavo una risposta, ma solo di esporti chiaramente quale fosse il mio punto di vista.

Uso una metafora calcistica, ché a quest'ora non ho troppa fame per parlare di cucina... Forse farai più fatica a intendermi, ma ci provo. :)

Mi sembrasti un difensore che si avventa sulla palla senza curarsi troppo di colpire la stessa o la caviglia dell'attaccante avversario. O magari entrambe allo stesso tempo. In quella che pensavo fosse una partita amichevole. Parlai di una certa insensibilità e jattanza (con la j, all'antica). Me ne stupii, visto che per doti tecniche ti avvicinavo più a Nesta che a Materazzi. Però può capitare, ho fatto il difensore anch'io. Invece trovai la reazione altrui al tuo intervento eccessivamente e sproporzionatamente aggressiva. Mi parve un tentativo di linciaggio di bassissima macelleria, ancor più patetico da parte di alcuni, perché strisciante. Ricordo che cambiasti registro, passando all'ironia, pure se mordace, tendendo però la mano in maniera amichevole. Avrei fatto lo stesso, per la mia indole avrei reagito alla stessa maniera, e per questo sentii in quel frangente una fortissima empatia per te, come non ho mai provato in quest'ambito. Mi pare di ricordare che ti dissi che non mi stanno simpatici i cani che mordono la mano protesa, aperta e franca. E ancor meno, quelli piccini piccini, che fanno mille moine e poi, appena possono, alle spalle, cercano di azzannare il tallone.

Sono andato a memoria, ché di tornare in luoghi malamente e proditoriamente cicatrizzati non c'ho voglia. Le mie restano dunque impressioni ormai lontane, e come tali possono essere giuste o sbagliate.

Tra cenere e terra ha detto...

"l'amore per esistere ha bisogno di una forza immensa che va oltre il mero desiderio e chi questa forza non la possiede, difficilmente riuscira' a creare una relazione improntata su tale sentimento"

Ci trovo tanta verità, tanta profondità in queste parole. Mi piace pensare che l'amore vero consista tutto in quello scatto in avanti, in quello scarto di volontà che ti consente di uscire da te, e di arrivare fino all'altro...

E' la prima volta che penso l'amore in questi termini. Grazie.

Ps: rileggendo mi pare di aver detto una banalità. Ma credo tu abbia capito. Ed anche Gio.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Gio: E poi via ... le donne sono troppo splendide per non dare alla testa.

Dipende...


@ Carlos: Mi sembrasti un difensore che si avventa sulla palla senza curarsi troppo di colpire la stessa o la caviglia dell'attaccante avversario.

In realta' non c'era la volonta' di commettere fallo, ma forse stavo giocando a rugby in un campo di football.
Oppure, magari, ho solo fatto l'errore di accendere un fiammifero in un luogo pieno di paglia.
Pero' e' sempre bene capire subito con chi si ha a che fare prima di entusiasmarsi e prendere abbagli e, prima o poi, la paglia avrebbe comunque preso fuoco. Sol anche per autocombustione.
Il mio carattere e' questo: schietto e "sincero", come si direbbe per un vino.
Mi fa piacere che tu abbia notato la mia volonta' di porgere una mano. Una capacita' che, in Internet, molta gente che predica bene pare abbia perso.


@ Tra cenere e terra: Ci trovo tanta verità, tanta profondità in queste parole.

In realta', sono sincera, a me pare di aver detto una montagna di ovvieta', e talvolta mi sorprendo di come sia capace di tirarne fuori cosi' tante tutte insieme. :-)

carlos ha detto...

Klàra: Ma sì, anch'io ho pensato che bastasse una scintilla. E visto che tu sei sempre scintillante, mi ero anche chiesto se davvero tu non sapessi che si trattasse di un pagliaio.

"Mi fa piacere che tu abbia notato la mia volonta' di porgere una mano".

Almeno da che ti "conosco" sei sempre stata abbastanza impeccabile, e perfino affabile. Alla tara delle perfide provocazioni. Scherzo, sulla perfidia. Poi non so se sei sempre stata così, oppure sei hai qualche piccolo rimorso virtuale.

:)

Neelps ha detto...

I sensi stanno danzando con la spuma rossa del bonarda e godono di quella gioia che e' difficile da cogliere e da spiegare.
E' l'attimo indescrivibile di quando senti cantare freebird,una sera di giugno all'aria aperta, un attimo fuggente che si mescola con i frastuoni della citta'.
Le risposte, sono quelle che mancano.


If I leave here tomorrow
Would you still remember me?
...


mi rendo conto che non si capisce un cazzo di quello che ho scritto e magari desta pure equivoci, sono pigro e cazzo, lasciamo stare la bandiera con la stella blu!
Ma non fa niente, non lo so, io non lo so.

Neelps

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Oggi mi sento un po' cosi'...

Oggi mi sento un po' cosi'...

Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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