martedì 28 giugno 2011

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Furberie italiche: il dimezzamento del numero dei parlamentari

- L'hai sentita la novita’? Pare che vogliano finalmente dimezzare il numero dei parlamentari. Le spese sostenute per tenere in piedi tutto quanto il carrozzone della politica sono diventate davvero onerose nella situazione di crisi economica in cui versa l’Italia.

- Io non credo che sia una buona idea…

- Come? Non lo credi? Ma sei sempre stata tu la prima ad arrabbiarti per i privilegi di cui gode la classe politica italiana.

- A parte che non e’ scritto da nessuna parte che i privilegi dei politici si riducano al ridursi del loro numero. Anzi, a pensar male, potrebbero anche raddoppiarseli dato che sarebbero in meno a dividersi la torta. In ogni caso, sono convinta che qualsiasi riduzione del numero dei parlamentari sia un’autentica fregatura per la democrazia.

- E’ interessante questo tuo cambio di rotta.

- Non e’ un cambio di rotta. Pensaci bene. Non riesci a vederla la fregatura?

- No. Sinceramente non riesco a vederla. Se gli italiani, invece di pagare mille parlamentari, ne pagheranno solo cinquecento, a me sembra un bel risparmio di soldi ed un duro colpo dato alla “casta”.

- Non e’ solo una questione economica. Se vuoi posso farti un esempio cosi’ che il mio concetto possa essere piu’ chiaro. Bada bene, e’ un esempio estremo che serve ai fini della discussione. Quindi accettalo cosi’ com’e’…

- Va bene…

- Allora, ipotizziamo due situazioni: una in cui il Parlamento e’ composto da un’unica persona (benche’ eletta dalla maggioranza degli elettori) e un’altra che in cui il Parlamento e’ composto dalla totalita’ dei cittadini senza che nessuno abbia eletto nessuno se non se stesso. Secondo la logica dov’e’ che c’e’ piu’ democrazia?

- Indubbiamente nella seconda ipotesi. Inizio a comprendere il senso del tuo ragionamento: c’e’ tanta piu’ democrazia quante piu’ sono le persone che riescono ad essere elette nell’assemblea parlamentare.

- Esatto. Nel primo caso dell’unico eletto si avrebbe in pratica una dittatura. Nel secondo caso si avrebbe l’utopia di una democrazia totalmente partecipata. In ogni modo, cio’ non toglie valore al concetto e cioe’ che la democrazia e’ direttamente proporzionale al numero degli eletti. Ecco perche’ un’assemblea parlamentare piu’ numerosa fornisce maggiori garanzie di una piu’ ristretta.

- Ma in questi momenti di crisi, magari, conviene rinunciare ad un briciolo di democrazia per risparmiare un po’ di soldi, non credi? E comunque, cinquecento parlamentari sarebbero sempre un bel numero rappresentativo della volonta’ popolare.

- Lo sarebbero esattamente al 50% di quanto lo sono oggi. Io non venderei un briciolo di democrazia e di liberta’ per niente al mondo, ma in ogni caso hai certezza che il loro dimezzamento sia davvero conveniente? Magari, dietro questa proposta c’e’ in agguato qualcosa di piu’ grosso spacciato per convenienza economica...

- Se chiedi alla gente, tutti sono d’accordo. Solo i parlamentari non lo sono.

- Sai qual’e’ una delle prime cose che s’imparano giocando a scacchi? A non cadere nelle trappole. Talvolta puo’ essere appetibile eliminare la regina avversaria. Il giocatore sprovveduto guarda solo la convenienza immediata. Ma a cosa serve far fuori la regina se quella mossa portera’ poi a perdere la partita? Si vince non in base al numero dei pezzi che ci rimangono sulla scacchiera, ma per come li abbiamo saputi muovere… oppure per come abbiamo obbligato l’avversario a muoverli. Bisogna sempre diffidare delle situazioni che ci sembrano troppo convenienti, perche’ dietro ci potrebbe essere la fregatura. E quella gente li’, quella che sta lassu’, a questo “gioco di scacchi”, fidati, sa giocare molto bene.

- E dove sta la fregatura?

- Sta nella furbizia di far sembrare il dimezzamento del numero dei parlamentari come la cura in grado di risolvere gli aspetti negativi della politica e farlo apparire al popolo bue come vantaggioso.

- E tu, invece, pensi che sia una trappola…

- Sai come dicono in Russia? “Il formaggio gratis lo trovi solo nella trappola per i topi”. E indovina un po’ chi sono i topi. Sinceramente, credo che questa mossa fara’ ottenere a chi oggi ha il potere e comanda cio’ che realmente vuole. Qualcuno che oltre al potere politico, possiede anche quello economico e mediatico. Ridurre il numero dei parlamentari conviene soprattutto a lui. Cosi’, mentre tutti credono che tale provvedimento sia controproducente per i politici, in realta’ c’e’ qualcuno che raggiunge il suo obiettivo esattamente come lo raggiunge un giocatore di scacchi che sacrifica la regina per poter vincere la partita in poche mosse.

- E’ qui che non riesco a comprendere fino in fondo… perche’ dovrebbe essere vantaggioso per chi comanda?

- E’ semplice. Oggi, con l’attuale legge elettorale, in Parlamento ci va solo chi e’ nominato dal capo di un partito…

- Questo si sa. E’ una vecchia questione. In effetti, e’ una legge schifosa…

- Certo che e’ schifosa! Ma a questo aggiungi che a capo del governo di solito ci va l’uomo che ha fatto eleggere in parlamento tutta quanta la sua maggioranza. Una maggioranza che verso di lui ha quindi un obbligo di riconoscenza e che mai lo sfiducera’. Oltre a cio’ unisci che quest’uomo potrebbe anche essere il piu’ ricco d’Italia. Qualcuno che, se gli mancano una ventina parlamentari, li puo’ tranquillamente comprare fra quelli che stanno all’opposizione, corrompendoli con soldi, donne, incarichi di potere e posizioni di prestigio nelle proprie aziende. Ebbene, venti parlamentari su mille rappresentano un 2% del totale del Parlamento. Una percentuale che, in momenti di crisi, puo’ essere necessaria ad un governo per non cadere. Ecco… se i parlamentari fossero la meta’, basterebbe comprarne solo dieci per avere lo stesso 2%. E se per assurdo in Parlamento ci andassero solo cinquanta eletti, per avere lo stesso 2% sarebbe sufficiente “convincere” solo Scilipoti.

- In questo modo si rende agevole il percorso di chi per governare si affida alla pratica della corruzione…

- Esatto! Una bella fregatura, non credi? Percio’, in un sistema in cui il mercato delle vacche e la compravendita dei parlamentari e’ diventato “metodo di governo”, e non esiste alcuna legge che risolva il conflitto d’interessi di un miliardario che riesce a farsi eleggere premier, il rimedio per tagliare i costi della politica non e’ tagliare il numero dei parlamentari, ma tagliare i loro stipendi. E, se cio’ non fosse sufficiente, tagliar loro anche qualche altra cosa.

26 commenti :

Inneres Auge ha detto...

Tgliare gli stipendi anche dei super-manager e tutti gli sprechi/privilegi

Neelps ha detto...

@Chiara

In questo modo si rende agevole il percorso di chi per governare si affida alla pratica della corruzione…


Ma se questo per te e' il pericolo non e' aumentando/mantenendo il numero dei parlamentare il mezzo per risolvere il problema.

La compravendita dei parlamentari e' possibile per via della forma partito che e' venuta meno, in parlamento non ci sono partiti, cisono movimenti, forme partitiche "leggere", questo fa si che militanti freschi possano accedere a cariche importanti come quelle di parlamentare.
La militanza in una forma partitica e' fondamentale perche' lega l'individuo al partito e alle sue idee, ne forma i principi e l'etica e garantisce una buona resistenza contro la corruzzione rappresentata dal denaro facile.
Un esempio di forma partitica massiccia era quella del PCI, disfatasi successivamente con l'avvento della "perestroika parlamentare" e la fondazione della "quercia".
Analogamente AN, che forse piu' di tutti ha subito passivamente questa corruzione che ha portato alla sua totale disgregazione.
E poi c'e' il "partito leggero", dove i militanti sono praticamente degli impiegati, questo "popolo" tenuto assieme da reciproci interessi personali ed economici, pur forte che possa sembrare adesso puo' implodere da un momento all'altro...

@IA

Tgliare gli stipendi anche dei super-manager

Questo, in un economia di mercato libera, e' una cosa piuttosto invasiva e complicata da attuare mantenendo un certo standard qualitativo, specialmente nel privato.


ciao
Neelps

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,

per dimezzare il numero dei parlamentari, bisognerebbe che la maggioranza assoluta dei parlamentari votasse una legge costituzionale che li dimezza.

Sarebbe come se un tacchino corresse felice verso il natale.

Ora immaginare che i nostri parlamentari facciano, politicamente parlando, karakiri lo trovo impossibile.

Io sono molto più vecchio di te e non ho mai visto un politico che cedede la poltrona volontariamente. Il potere piace troppo a tutti senza distinzioni di partito.

Ciao Davide

Anonimo ha detto...

Potrebbe anche essere.
Ma credo che al prossimo giro di pista il Silvio dovra' cedere la mano.
Al successivo sara' ormai sottoterra, x cause naturali.
Propongo per:
Abolizione delle prov.
Riduzione al 50% dei parlamentari.
Max 2 mandati a testa con relativo tfr a fine mandato, poi tornano al loro vecchio lavoro.
Abolizione del denaro contante e tracciabilita' dei pagamenti, verifica fra incassato e speso x singolo contribuente.
Ciao e prosit
Guggenheim

Xtc ha detto...

Io penso che, per quanto il tuo discorso sia condivisibile, non sia nel numero dei parlamentari il nocciolo del problema. Infatti usi come argomentazione un ragionamento che non si dovrebbe assolutamente mai fare. La probabilità che si faciliti la corruzione e la compravendita. Noi dobbiamo combattere perché sia "impossibile" la corruzione e la compravendita anche di un solo deputato o senatore. Nemmeno uno. Non dobbiamo assolutamente accettare l'idea che si debba avere a che fare con questa questione. Tolleranza zero. Dopo di ciò, che i parlamentari siano 500 o 1000 diverrà del tutto irrilevante.
Buona giornata

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Inneres Auge: Tagliare gli stipendi anche dei super-manager e tutti gli sprechi/privilegi

Mera utopia, se non viene messa mano ai forconi ed affidato il "rinnovamento" a Strelnikov.


@ Neelps: non e' aumentando/mantenendo il numero dei parlamentare il mezzo per risolvere il problema

Il problema non si risolve, ma si rende la corruzione dei parlamentari meno influente in termini di incisivita'. Se i parlamentari fossero 4.000 invece di 1.000, oltre ad avere un maggior "grado di democrazia", comprare 20 Scilipoti non servirebbe a niente. Per ottenere lo stesso effetto dovrebbero passarne dall'altra parte 80. E 80 posti da sottosegretario sono difficili da assegnare.


@ Davide: per dimezzare il numero dei parlamentari, bisognerebbe che la maggioranza assoluta dei parlamentari votasse una legge costituzionale che li dimezza.
Sarebbe come se un tacchino corresse felice verso il natale.


Davide, non mi sono spiegata. Il segreto non sta nel "dimezzare" il numero dei parlamentari, che sarebbe cio' che la "casta" sempre piu' ristretta vorrebbe facendo finta di non volerlo (la famosa "trappola" in cui stanno facendovi cadere), ma nel quadruplicarli. Ovviamente a stipendio 1/4 di quello attuale. Piu' gente che vota una legge, minore possibilita' per le lobby di influire sul risultato delle votazioni, minore possibilita' per i corruttori di fare mercato delle vacche, e maggiore poliedricita' decisionale. Forse questo concetto che piu' sono il numero dei parlamentari e maggiore e' la democrazia, ve lo hanno cancellato dalla mente, ma se ci pensi bene e per un attimo esci fuori dal luogo comune, ti accorgi che e' cosi'.


@ Guggenheim: Ma credo che al prossimo giro di pista il Silvio dovra' cedere la mano.

Silvio non e' l'unico miliardari con velleita' da premier. Dopo di lui temo che ce ne saranno altri. Fare il premier e' un buon business: aiuta le proprie aziende, accresce il proprio potere economico, e mette al riparo dai processi.
Chi sara' il prossimo? Montezemolo?
Per quanto riguarda il dimezzamento dei parlamentari e' tecnicamente una restrizione della democrazia, ma vedo che far concepire questo concetto a chi da anni e' stato condizionato a credere il contrario e' quasi impossibile.
Sono d'accordo per il numero dei mandati. Per le altre misure, come la tracciabilita' dei pagamenti e l'eliminazione del contante, le vedo molto "sovietiche" (neppure in Unione Sovietica erano mai arrivati a tanto), e solo uno Strelnikov molto, ma molto cattivo potrebbe attuarle. Pero' il rischio, in tal caso, e' di entrare in uno Stato di polizia con grave restrizione della liberta' personale. Non so quanto bene vi trovereste voi italiani.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Xtc: non sia nel numero dei parlamentari il nocciolo del problema. Infatti usi come argomentazione un ragionamento che non si dovrebbe assolutamente mai fare

Lo so bene che il nocciolo non e' "solo questo", pero' sono molti i ragionamenti che non si dovrebbero mai fare, ma poi alla fine si fanno perche' i problemi esistono e noi non siamo struzzi da nascondere la testa sotto la sabbia. Oggi l'Italia e' un bordello di corruttele, di illegalita' e di gente dedita all'arte di arrangiarsi, spesso con metodi illeciti. Non esiste piu' il senso dello Stato e nanche la democrazia, qualora il Parlamento fosse definitivamente ridotto ad un semplice consiglio d'amministrazione composto di pochi membri comandati dal capo e non piu' ad un'ampia assemblea di cittadini scelti dal popolo.
Il rischio di scacco matto e' davvero incombente ed anche una mossa come quella di dimezzare i parlamentari, (poi magari successivamente dimezzarli ancora e poi ancora) non e' da sottovalutare.
Per risparmiare non e' conveniente "togliere" paerlamentari, ma togliere loro i privilegi e gli stipendi da nababbi.
Un sacco di gente farebbe il rappresentante del popolo per 1/10 di quello che pigliano oggi i parlamentari sottoforma di stipendio e altri benefit. Allo stesso costo, molto meglio avere un'assemblea di 10.000 persone.

Xtc ha detto...

L'avevo capito perfettamente, il ragionamento. Con 10000 parlamentari sarebbe impossibile qualunque decisione, comunque. Pensa solo a quanti milioni di emendamenti sarebbero capaci di produrre per ogni singola legge! Il punto è che non dovrebbe sembrare normale dare per scontato che ci sia corruzione, e che si debba pensare a trovare un modo per tentare di domarla. Questo marciume va estirpato una volta per sempre. E a quel punto l'idea di un parlamento come l'hanno pensato i padri costituenti tornerà ad essere quello che dovrebbe essere: adeguato. Che poi si debbano tagliare i viveri a questi mascalzoni, è più che ovvio. Comunque è tecnicamente impossibile il dimezzamento. E' la solita aria fritta

rossoallosso ha detto...

Brava Chiara,
ridiamo voce al popolo con rappresentanti eletti direttamente nelle assemblee, conseguente verifica semestrale con rendiconti alla mano.
La politica al servizio di chi lavora onestamente e per chi sgarra c'è l'impiumaggio.
Comunque oltre alla legge elettorale c'è da risolvere un problema non da poco,ed è la sovranità nazionale,non dobbiamo permettere che a governarci,tramite il parlamento europeo,siano banche,multinazionali,agenzie di rating e tutto il porcaio creato per renderci schiavi a casa nostra.
Partire dal basso per riprenderci ciò che è nostro e solo a noi render conto del nostro operato.

Angelo ha detto...

Giusto per fare osservare, eh?
1) il discorso del numero sarebbe giustissimo se tutti i parlamentari partecipassero alla vita del parlamento nella stessa maniera. In realtà non è così. C'è chi lavora, propone leggi, s'informa e vota di conseguenza ma sono pochi in tutti gli schieramenti, nessuno escluso. La maggior parte si occupa solo di uno specifico argomento e poi vota su ciò che non conosce fidandosi del collega che invece è l'esperto. Un numero consistente addirittura non conta proprio nulla, non sa nulla, non propone nulla e fa solo numero. Sono quelli che chiamano peones cioè che votano come gli si dice di fare ed amen. Lo so perché c'ho avuto a che fare e ho capito che una buona fetta di eletti di dx, sn e di centro sono semplicemente incapaci o interessati a qualcosa d'altro (qualcuno ha detto interesse privato in atto pubblico? mannoooo... per carità...). Ridurre il numero di fatto cambierebbe poco perché tanto quelli bravi a farsi mettere in lista (chi ne capisce un minimo capirà cosa intendo) lo faranno lo stesso e gli altri resteranno fuori. Ergo è facile prevedere che le cose resteranno uguali.

2) alla riduzione dei parlamentari sono d'accordo tutti di dx, sn e centro...

3) faccio notare che la presente legge elettorale NON è stata cambiata nemmeno dalla sinistra quando era al potere. Come mai? La versione ufficiale (per il popolo bue) è che non hanno avuto il tempo. Strano, in francia anni fa (negli anni '80) quando mitterand si confezionò una legge elettorale ad personam per non prendere una batosta alle elezioni, l'opposizione (che vinse lo stesso) votò immediatamente una nuova legge rimettendo la vecchia (che è poi l'attuale) e andò di nuovo alle elezioni che ovviamente fecero a pezzi i socialisti (il tutto in un paio di mesi: elezioni -> voto -> elezioni). Visto il precedente volendolo fare si poteva fare uguale anche in italia... volendolo fare, in effetti. Ma voi ci credete davvero che bersani, d'alema e accoliti vogliano davvero cambiare una legge che gli consente di fare quello che vogliono? Illusi... anzi, popolo bue ;)

Duval ha detto...

@Chiara:
Sta nella furbizia di far sembrare il dimezzamento del numero dei parlamentari come la cura in grado di risolvere gli aspetti negativi della politica e farlo apparire al popolo bue come vantaggioso.

Anche in questa discussione, come in altre di carattere sociale o politico, viene citato il famigerato "popolo bue".
Mi incuriosisce questo fatto e mi spinge ogni volta alla ricerca di un destinatario preciso dell'appellativo, di carattere evidentemente negativo.

Si tratta di insiemi, sottoinsiemi, inclusioni ed esclusioni.
Suppongo che chiunque qui citi il "popolo bue" consideri automaticamente di NON farne parte e divida la popolazione in "buoi" e "non buoi".

(per esemplificare suppongo che i commentatori di questo blog considerino buoi i votanti per Berlusconi/Bossi e non buoi i votanti "si", ad esempio, agli ultimi referendum. Magari poi resterebbero da definire meglio le frequenti transumanze elettorali da buoi a non buoi e viceversa ).

Essendo dunque, tutti qui, cittadini "non buoi" ed automaticamente dalla parte dei "non buoi pensanti", occorrerebbe fare una ulteriore classificazione: pensanti giusti e pensanti sbagliati.

Va da sé che chi commenta qui ritenga di essere un pensante giusto.

Di pensanti giusti che insegnavano la verità al "popolo bue" è ricolma la storia e non sempre con esiti esaltanti; ma, come si sa, la storia insegna poco ...

Io appartengo al popolo bue, sarebbe carino sentire la voce degli altri commentatori relativamente alla propria idea di appartenenza.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Xtc: Con 10000 parlamentari sarebbe impossibile qualunque decisione, comunque

La Democrazia e' tanto piu' forte quanto piu' e' partecipata. Con 10.000 parlamentari sarebbe 10 volte piu' forte di quella che e' attualmente. Tu poni il problema del non giungere mai ad una "decisione" o di allungarne i tempi. Ebbene, questo e' proprio il difetto della democrazia. In una dittatura i tempi per addivenire ad una decisione sono ridottissimi come ben sai.
Comunque in un'assemblea cosi' numerosa si formerebbero schieramenti e gruppi piu' o meno omogenei, con obiettivi condivisi.


@ Rosso: ridiamo voce al popolo con rappresentanti eletti direttamente nelle assemblee, conseguente verifica semestrale con rendiconti alla mano.

Il modello bolscevico della prima ora? O almeno quello che c'era nelle intenzioni? :-)


@ Duval: Anche in questa discussione, come in altre di carattere sociale o politico, viene citato il famigerato "popolo bue"

Non sono d'accordo con l'iterpretazione che tu dai di tale termine. Nelle mie intenzioni, "popolo bue" equivale a "parco buoi" nel gergo borsistico, e cioe' alla massa degli investitori che, come una mandria seguono il mercato basandosi sulle "voci" messe su ad arte. E che poi, alla fine, rappresenta chi e' destinato a perdere i soldi.
In questo specifico contesto, "popolo bue" e' quello che crede che cio' che dicono i politici e che fanno i politici, fosse anche l'autocastrazione del loro numero parlamentare, sia qualcosa che viene fatto per bene del Paese e non per il bene della casta.
Il resto delle congetture che fai, non mi appartiene, pero' sono legittime e magari qualcuno si riconosce in quanto dici.

Duval ha detto...

@Chiara:
In questo specifico contesto, "popolo bue" e' quello che crede che cio' che dicono i politici e che fanno i politici ...

Appunto! Peggio ancora ! Buoi senza autonomia raziocinante, confermo in toto il post precedente.

E "noi" , "voi" , i commentatori qui dove si collocano?

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Duval: E "noi" , "voi" , i commentatori qui dove si collocano?

Dipende...
Tu ci hai creduto a quello che dicevano quelli che hai votato?
L'hanno realizzato? Sei rimasto soddisfatto? Le cose sono andate come dovevano andare, cioe' secondo quello che quella gente diceva?
Ad esempio: lo slogan "non metteremo le tasche nelle mani degli italiani", come si concilia con le addizionali IRPEF per effetto del federalismo, la reintroduzione del ticket sanitario, l'addizionale sul bollo auto per motori oltre 125 cv, il probabile aumento dell'IVA, e tutte quante le belle cosine che si apprestano a far scivolare dentro l'ano della gente che li ha votati?
Ecco... per capire il "noi" e il "voi" e se si fa parte del "popolo bue", si deve innanzitutto rispondere a questa domanda. :-)

rossoallosso ha detto...

@Duval
per "popolo bue" si intende coloro che accosentono sempre,ed eseguono senza porsi domande.
è una definizione che non ha schieramenti,un'accezione bipartisan.
per fare un esempio se il governo dice "bisogna pagare una determinata tassa una tantum"alcuni si fermano a riflettere sulla legittimità della stessa,il popolobue corre in massa col bollettino in mano e fa la fila in posta per pagare.
poi esiste il"popolobue"nel senso di cornuti,ma quella è un'altra storia ;-)
@Chiara
sai che soddisfazione prendere a pedate nel culo il brunetta di turno,non devi nemmeno alzare troppo la gamba ;-)

Duval ha detto...

@Chiara:
Ecco... per capire il "noi" e il "voi" e se si fa parte del "popolo bue", si deve innanzitutto rispondere a questa domanda. :-)

Allora sono decisamente un bue:

ho creduto ad una donna tempo fa, ma non ha mantenuto alcune promesse;

ho creduto ai miei nonni e genitori che mi raccontavano , da piccolo, che esiste il paradiso e l'inferno ed erano balle;

ho creduto al fruttivendolo che mi diceva che la verdura era romagnola , invece era lombarda;

ho creduto al commerciante che mi garantiva la provenienza italiana delle scarpe , invece erano rumene;

ho creduto ai vangeli, che Lazzaro fosse risorto ed era una balla;

ho creduto a Ibrahimovic che diceva "vinceremo tutto" e invece il Milan ha vinto solo il campionato;

ho creduto tante cose ... sono un bue.

Ma qui nessuno ha ancora detto se è un bue o no; sarebbe importante per me, avrei qualcuno in cui credere ...

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,

"Davide, non mi sono spiegata. Il segreto non sta nel "dimezzare" il numero dei parlamentari, che sarebbe cio' che la "casta" sempre piu' ristretta vorrebbe facendo finta di non volerlo (la famosa "trappola" in cui stanno facendovi cadere), ma nel quadruplicarli. Ovviamente a stipendio 1/4 di quello attuale. Piu' gente che vota una legge, minore possibilita' per le lobby di influire sul risultato delle votazioni, minore possibilita' per i corruttori di fare mercato delle vacche, e maggiore poliedricita' decisionale. Forse questo concetto che piu' sono il numero dei parlamentari e maggiore e' la democrazia, ve lo hanno cancellato dalla mente, ma se ci pensi bene e per un attimo esci fuori dal luogo comune, ti accorgi che e' cosi'."

In realtà avevo capito il tuo ragionamento, ma facevo un discorso a monte: in Italia è impossibile dimezzare i parlamentari.

Berlusconi può anche comprare un scilipoti per votare una legge che dia a Silvio l'impunità, ma non riuscirebbe mai a comprare almeno 500 scilipoti per votare una legge costituzionale che tolga ai scilipoti la loro poltrona da parlamentari con tutti i priviligi connessi.

Quanto al numero di parlamentari e corruttibilità ho qualche perplessità.

In un paese civile è difficile comprare anche un solo parlamentare, in un paese incivile e corrotto ne puoi comprare migliaia.

Ricordo che in Svezia negli anni '70 si decise di passare dal bicameralismo (camera e senato) al monocameralismo (una sola camera) con conseguente riduzione di parlamentari.

Ebbene la riduzione dei parlamentari in Svezia non ha comportato nel modo più assoluto un aumento della corruzione.

Se in Burundi nello stesso tempo si fossero triplicati i parlamentari credo che la corruzione e la miseria sarebbero rimaste uguali a prima.

Ciao Davide

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,


"Tu ci hai creduto a quello che dicevano quelli che hai votato?
L'hanno realizzato? Sei rimasto soddisfatto? Le cose sono andate come dovevano andare, cioe' secondo quello che quella gente diceva?"

No. Però in quarantanni che osservo la politica italiana non ho mai visto un governo che abbia rispettato le promesse elettorali.

Probabilmente questo non è un'esclusiva dell'Italia: dubito che Orban abbia mantenuto tutte le promesse elettorali.

Certamente questo governo è stato pessimo, in particolare Berlusconi è diventato ogni giorno più insopportabile, ma ha tenuto (almeno fino ad ora) i conti sotto controllo.

Quando tu facevi la cassandra 4 anni fa prevedevi che la prima a crollare sarebbe stata l'Italia.

In realtà tu non stavi facendo la cassandra, ma bensì un rigoroso ragionamento economico: essendo lo stato con il debito pubblico più grande era logico che in caso di crisi fosse il primo a cadere.

Se questo non è avvenuto è stato grazie ai tagli di Tremonti. Se al governo ci fossero state le sinistre dubito che si sarebbero fatti i tagli e probabilmente saremmo noi al posto della Grecia.

Comunque il governo ora sembra intenzinato a far politiche demagogiche per elettorali e quindi il precipizio è sempre dietro l'angolo.

Ciao Davide

Bibi ha detto...

Io sono favorevolissimo al dimezzamento dei parlamentari ed anzi spero che sia attuato a tutti i livelli sino ai consiglieri comunali.
Resta inteso che la scelta se dimezzarli dalla testa ai piedi od all'altezza della cintola deve essere referendearia e non lasciata ad una maggioranza risicata...
a.y.s. Bibi

Angelo ha detto...

Vedo che il concetto di popolo bue interessa. In senso letterale il termine indica quelle popolazioni o gruppi ampi di persone che seguono senza fiatare i dettami che gli arrivano dall'alto.
In senso più ampio indica popolazioni e gruppi di persone prive di senso critico tanto da credere a panzane manifeste che basterebbe fare un semplice 2+2 per sconfessarle.

Normalmente nessuno crede di far parte del popolo bue mentre nella realtà ne fa parte la quasi totalità della popolazione. Quelli che non ne hanno fatto parte hanno sempre pagato per la loro diversità (giordano bruno tanto per fare un nome famoso)

Facendo un esempio già citato l'esponente del popolo bue crede davvero che se la sinistra andrà al potere cambierà la legge elettorale in quando condizionato dai propagandisti prezzolati (soprattutto giornalisti opinionisti di tv e giornali nazionali) che a sinistra sono molto abili.

Il non esponente invece pensa che l'occasione l'hanno avuta ma non l'hanno fatto. Fa 2+2 e arriva alla logica conclusione che quando si arriverà al punto che dovrebbero essere obbligati (cioè il più tardi possibile) si inventeranno qualcosa di plausibile per evitarlo (in gergo chiamata elezioni anticipate)

La motivazione più sfruttata per evitare di fare una legge elettorale è quella che dovrebbe essere seguita immediatamente da nuove elezioni mentre non è affatto vero visto che nuove elezioni a distanza di pochi mesi avrebbero risultato analogo come per l'appunto successe in francia, e quindi sarebbe inutile.

E' però una scusa molto utile ai politici e sfruttandola la nuova legge elettorale viene rinviata alla fine della legislatura che però, chissà come mai, finirà sempre e comunque in anticipo impedendo la votazione delle nuove norme.

E il popolo bue, poverofesso, imbocca e ingoia... e vota a sinistra o a destra o al centro, tanto nel caso in questione serve a poco.

Matteo ha detto...

Ecco la solita Chiara sofìsta e incantatrice di topi.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Matteo ha detto... Ecco la solita Chiara sofìsta e incantatrice di topi

Oh, Matteo... che bello avere qui ogni tanto qualche commentatore NUOVO. :-)

In ogni caso... vediamo... hai detto sofista?
Ecco qua, da Wikipedia:
"La Sofistica è una corrente filosofica sviluppatasi in Grecia, e ad Atene in particolare, a partire dalla seconda metà del V secolo a.C., la quale, in polemica con la filosofia della scuola eleatica e avvalendosi del metodo dialettico di Zenone di Elea, pone al centro della sua riflessione l'uomo e le problematiche relative alla morale e alla vita sociale e politica. Non si trattò di una scuola filosofica né di un movimento omogeneo, bensì fu estremamente variegata al suo interno: i suoi esponenti (detti appunto sofisti), seppur accomunati dalla professione di «maestro di virtù», si interessarono di vari ambiti del sapere, giungendo ognuno a conclusioni differenti e a volte tra loro contrastanti. Tra questi emerse, distaccandosene, la figura di Socrate.'

Beh, non mi pare una cosa negativa, sicuramente meglio "sofista" che cretina.
E adesso passiamo a... come hai detto? Ah, si'... incantatrice. Dunque, vediamo...
Dal dizionario italiano:
"che ha il potere d'incantare; che affascina".
Non male. Meglio incantatrice che pisquana.
Grazie dei bei complimenti Matteo. :-)

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Bibi: Io sono favorevolissimo al dimezzamento dei parlamentari ed anzi spero che sia attuato a tutti i livelli sino ai consiglieri comunali.
Resta inteso che la scelta se dimezzarli dalla testa ai piedi od all'altezza della cintola deve essere referendearia e non lasciata ad una maggioranza risicata...


D'accordissimo, ed opterei per dar loro la scelta.
Pero' tornando all'argomento principale e se sia piu' giusto un aumento o una diminuzione del numero dei parlamentari, la Costituzione stabiliva un parlamento di circa 1000 membri su una popolazione che in Italia era di 45 milioni, mentre oggi e' di 60 milioni. Quindi per mantenere le stesse proporzioni indicate dai padri costituenti, il parlamento del 2011 dovrebbe essere almeno di 1300 membri e non di 500.

davide ha detto...

Chiarissima Chiara,


"D'accordissimo, ed opterei per dar loro la scelta.
Pero' tornando all'argomento principale e se sia piu' giusto un aumento o una diminuzione del numero dei parlamentari, la Costituzione stabiliva un parlamento di circa 1000 membri su una popolazione che in Italia era di 45 milioni, mentre oggi e' di 60 milioni. Quindi per mantenere le stesse proporzioni indicate dai padri costituenti, il parlamento del 2011 dovrebbe essere almeno di 1300 membri e non di 500."

Questo non è vero. Nel 1948 la costituzione aveva previsto un numero minore di parlamentari (erano un centinaio di meno). Poi sono stati aumentati nel corso degli anni '50, '60 e '70.

Ciao Davide

Chiara di Notte - Klára ha detto...

erano un centinaio di meno

Amche se fossero stati 100 in meno, il senso del mio discorso non cambia: non 1300 dunque, ma 1200.
Invece sono 1000 e cercano di portarli a 500, diminuendo di fatto la gia' poca democrazia che c'e'.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Per chi con i soldi puo' corrompere, meno sono i parlamentari, meglio e'.

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Oggi mi sento un po' cosi'...

Oggi mi sento un po' cosi'...

Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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