lunedì 20 giugno 2011

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Cosi' va il mondo

Oggi, sempre per parlare alla "pancia" di chi mi legge, sperando di suscitare una riflessione sul futuro che ci attende, o quanto meno attende coloro che sono governati da una manica di cialtroni, incompetenti ed incapaci, concentrati solo a mantenere al sicuro i propri privilegi, vorrei riportare per intero un articolo apparso su quel giornalaccio giustizial-comunista che e' Il fatto Quotidiano.

Il perche', contrariamente ad altre volte in cui ho indicato solo il link, questa volta riporto l'articolo per intero, parola per parola, e' che oltre a condividerlo totalmente e a sottoscrivere la perfetta analisi del giornalista, alla fine vorrei fare alcune brevi considerazioni che renderanno chiaro quello che penso su cio' che probabilmente accadra' in Italia in un futuro non troppo lontano.


Sei meno e cosi' va il mondo
di Furio Colombo

La prima parola del titolo che vedete qui sopra e' un verbo. Tu sei meno. Vuol dire che mentre studiavi o lavoravi, e – alcuni più di altri – davi il meglio di te stesso per essere pronto o per essere all’altezza o per essere piu' bravo, avveniva uno strano fenomeno di cui manca la spiegazione: tutto diventava piu' piccolo. Il tuo valore, il tuo peso, l’utilita' di cio' che sai fare, la paga, il desiderio o la necessita' di averti in un certo posto o mansione.

“Dobbiamo rispondere alle sfide di un mondo globalizzato”, ti dicono. Il mondo globalizzato chiede sempre un’altra cosa, che non e' quella che le persone, per l’esperienza fatta o il corso di studi e di specializzazione, sono in grado di offrire. Come nella messa in scena di un testo o di una partitura soggetti a diverse interpretazioni, c’e' da aspettarsi una serie abbastanza vasta di alternative.

A volte le spiegazioni sono costernate e gentili, si attengono al criterio della dura necessita' che ha cambiato le carte in tavola. A volte esplode, franco, e persino innocente, il disprezzo, come e' accaduto al ministro Brunetta in un convegno a cui erano presenti molti precari della “funzione pubblica” (una volta si diceva “statali”, definizione meno elegante ma molto piu' solida). Ha detto Brunetta ai precari: “Siete l’Italia peggiore”. Brutta frase, che – come sempre il lapsus – ha una parte di vero. C’e' qualcosa di peggio del lavorare su un piede solo, senza sapere se e quando si potra' appoggiare l’altro?

Ma esistono molti percorsi verso la fine o il discredito del lavoro, che sono sorprendenti e imprevisti, oppure sono delle vere rivelazioni. Per esempio, esplode l’azienda modello e si rivela un vermaio, come e' accaduto a Parmalat. Oppure l’azienda resta modello ma vende i lavoratori insieme con il prodotto, come e' accaduto alla Vodafone. Oppure si vende la stessa azienda, mentre funziona e va bene ed e' carica di contratti, con una serie di passaggi di proprieta' fino a quando si sperde il filo. L’azienda c’e' ma non sai di chi, e se non paga non sai piu' (ne' gli interessati ne' il giudice) a chi rivolgerti. Poi c’e' la Fincantieri che “dismette” parti di possenti officine famose nel mondo, per un totale di 2.500 operai e ingegneri, con la modesta motivazione: in un mondo insicuro c’e' poca richiesta di navi, fingendo di non sapere che non esiste alternativa tecnologica, e che il mondo insicuro continuera' per forza ad andare per mare.

Se ti fermi a pensarci un momento, ti rendi conto che una formula per definire il mondo in cui viviamo e' la seguente: meno paga per chi lavora, meno fondi per chi produce, meno lavoro per chi lo chiede, meno sanita' per gli ammalati, meno scuola per i piu' giovani, meno ricerca per i piu' preparati, meno risorse per gli Stati al punto da minacciare la bancarotta di interi Paesi.

C’e' una contraddizione: il mondo resta ricchissimo. Anzi, non e' mai stato tanto ricco. Quello che conta e' portare via i soldi, subito e tanti. La visione non sara' la stessa che sta pesantemente cambiando la concezione della vita e della convivenza nel mondo? I nuovo protagonisti sono piccoli e grandi Madoff, non quanto a tecnica, ma quanto a “filosofia”. Pero' che cosa sappiamo delle autorita' monetarie e finanziarie del mondo che tutelano costantemente le ricchezze accumulate, spostando tutto il peso sulla massa di coloro che lavorano sempre di piu' e guadagnano sempre di meno in nome di non si sa quale penuria?

Un giovane ingegnere appena assunto in Italia (dunque un miracolato) mi ha raccontato il colloquio con il manager delle risorse umane: “L’orario e' di otto ore, come dice il contratto. Ma noi ci aspettiamo una presenza lavorativa di undici ore”. Racconta il felice neo assunto che nessuno, in quella impresa, resta sul posto meno di undici ore, e che la gara e' lavorare di piu' per una paga minore. Eppure non sanno se stanno lavorando per il comune futuro di impresa e dipendenti o per un accumulo di ricchezza, a meta' strada fra la siccita' che si espande e l’abbondanza di paradisi terrestri, che sono altrove e non sono soggetti ai tagli.

Sul New York Times del 13 giugno Paul Krugman, giornalista brillante e Nobel per l’economia, ha scritto con sarcasmo che esiste, da qualche parte, nel mondo dei grandi regolatori della finanza internazionale, un “Pain Caucus” o Comitato della Sofferenza. Decide di volta in volta dove cadra' il taglio, e come rendere piu' aspra la vita dei cittadini. “Sono molto fantasiosi i membri di questo comitato della sofferenza – sostiene Krugman – E trovano sempre un modo nuovo per infierire. Pero' una cosa e' certa: si impegnano a tener fuori da preoccupazioni e fastidi la grande rendita”. In altre parole, Krugman propone una chiave di lettura: non c’e' siccita' di risorse. C’e' una parte del mondo che mette al riparo enormi ricchezze, e autorita' finanziarie e monetarie che ne proteggono il percorso imponendo politiche cosi' dure sugli individui che lavorano, che possono abbattere un intero Paese (vedi la Grecia, che tutti ormai ci siamo abituati a considerare una pericolosa fuori legge).

Se qualcuno dei lettori vorra' raccontare questa battuta di Krugman, ricordi che l’estroso commentatore del New York Times non frequenta i Centri sociali. Ha la cattedra di Economia all’Universita' di Princeton, Stati Uniti.

Alcune considerazioni

In Grecia, nel tentativo di salvare il paese dalla bancarotta, la politica fiscale, invece di aumentare le tasse sui redditi piu' alti e dare spazio ad un'imposta patrimoniale che avrebbe danneggiato le banche e i grandi capitalisti, ha affrontato la via del rilancio dell'economia riducendo l'imposta sul reddito ed aumentando quella sui consumi, cioe' l'IVA che e' adesso al 23%. In tal modo gli unici penalizzati sono i ceti piu' bassi, quelli che non hanno neppure piu' un salario su cui far conto e tanto meno un patrimonio su cui pagare le tasse, quindi risparmiando l'imposta sul reddito, ma che ogni giorno si alzano col problema di avere i soldi per comprarsi almeno un po' di pane e latte per sopravvivere. Pane e latte il cui aumento di prezzo causato dell'IVA piu' alta non tocca certamente chi puo' contare su un alto e sicuro reddito, oppure per chi ha patrimoni da consumare, ma che diventa insostenibile per i pensionati, i disoccupati, i lavoratori a basso reddito.

Oggi leggo la notizia che la signora Marcegaglia e gli industriali italiani hanno proposto che la riforma del fisco, che dovrebbe trovare le risorse necessarie sia per il riallineamento del defict sia per un abbassamento delle aliquote IRPEF (quelle sui redditi), dovrebbe partire proprio da un aumento dell'IVA.

Nonostante in tv i soloni della politica e dell'economia da mesi ci abbiano abituati a credere che l'Italia (forse) non e' in pericolo come la Spagna (come se stare aggrappati sul ciglio di un burrone tenendosi con una mano oppure con due facesse una grande differenza), che il ministro Tremonti ha saputo tenere i conti in ordine e che le banche italiane non sono esposte con la Grecia come quelle di altri paesi, oggi, 20 giugno 2011, alla notizia che la nazione ellenica e' sempre piu' vicina al default, la borsa italiana perde il 2,60% (arrivando a perdere in giornata fino a quasi il 3%), mentre la media della perdita in Europa, inclusa la Spagna, e' dell'1,50%.

Cio' che ha fatto scendere il listino italiano piu' degli altri, pare sia l'enorme pressione di vendita sui titoli bancari, soprattutto della banca Monte dei Paschi di Siena che oggi ha perso quasi il 20% a causa di un aumento di capitale da 2 miliardi di euro reso necessario per il rimborso dei famosi "Tremonti bond" (qualcuno se li ricorda?), e che con la situazione greca, ovviamente, non c'entra niente. Almeno cosi' dicono...

Infine, considerazioni di altro tipo ma pur sempre significative, cioe' riguardo al rapporto esistente in Italia fra i cittadini e coloro che dovrebbero farsi carico dei loro problemi, si possono fare anche leggendo questo articolo.

36 commenti :

Xtc ha detto...

Io uso come segnalibri delle striscioline di carta su cui scrivo una frase che mi colpisce, quando la incontro. Sul libro che ho in borsetta oggi c'è una strisciolina con questa frase:
"E' indispensabile che la gente sia ispirata ad ideali universali, che essi abbiamo una generale idea dei loro diritti e un profonda, appassionata fede nella validità di questi diritti. Quando quest'idea e questa fede popolare si uniscono alla miseria che porta alla disperazione, allora la Rivoluzione Sociale è vicina ed inevitabile e nessuna forza al mondo può fermarla". (Bakunin)

Purtroppo penso che manchi ancora completamente ogni ispirizazione a qualunque ideale universale. Ma mi piace pensare che ci arriveremo.

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,

mi ero promesso di dedicare meno tempo al virtuale, però voglio fare alcune osservazioni al tuo post.

L'esperienza greca dimostra che i rimedi magici non esistono e le crisi le pagano, purtroppo, sempre le masse e i lavoratori.

In Grecia governano i socialisti ma anche se governasse qualsiasi altro partito non cambierebbe niente, perchè la crisi la pagheranno i lavoratori e le masse della Grecia. Il fatto è che a questo non c'è un'alternativa praticabile.

L'Italia ha resistito miracolosamente, nonostante il suo colossale debito pubblico, solo grazie ai feroci tagli di Tremonti. Ora Berlusconi e Bossi sparano a zero su Tremonti perchè vogliono ridurre le tasse aumentando il deficit. Se questo dovesse avvenire finiremmo peggio della Grecia.

Poi che al governo al posto di Berlusconi e Bossi vadano Vendola e Bersani non cambierebbe niente, perchè i costi della crisi li pagherebbero tutti i lavoratori italiani.

Quanto alle patrimoniali un futuro governo di sinistra può risparmiarsele, perchè in caso di vittoria delle sinistre il giorno dopo i capitali italiani volerebbero all'estero e gli industriali chiuderebbero le fabbriche in Italia a tamburo battente e andrebbero in Romania o in India.

So già che tu mi dirai di tassare gli immobili. Però le seconde case sono già pesantemente tassate (l'ici è stata tolta sulla prima casa e aumentata sulle seconde).


Aumentarle ulteriormente vorrebbe dire far colassare tutto il settore edilizio che dà lavoro a milioni di lavoratori: il risultato sarebbe solo disoccupazione.

Ciao Davide

Xtc ha detto...

Amico Davide,
(da cui peraltro ricevetti già nr.1 proposta di matrimonio)
io comprendo un discorso come il tuo, e tanti come questo ascolto ogni giorno fino allo sfinimento; ma si dà il caso che detto discorso lasci il tempo che trova, in quanto critica senza proporre, e demolisce speranze in boccio. Per canto mio saprei benissimo che fare, per esempio estrarre la spada dalla roccia, o (come direbbe mio fratello Shrek)andare di pale e forconi.
Distintamente tua
Xtc

J.T. ha detto...

Purtroppo, e non ci vuole una sfera magica, la crisi colpira indistintamente tutti, sarà lunga, talmente lunga, che non si può immaginare la fine.
Pochi ricchi e tanti poveri.

Inneres Auge ha detto...

"la gara e' lavorare di piu' per una paga minore" l'ho sempre detto che Paolo Villaggio è un genio del realismo

davide ha detto...

Cara amica Xtc,

"ma si dà il caso che detto discorso lasci il tempo che trova, in quanto critica senza proporre, e demolisce speranze in boccio. Per canto mio saprei benissimo che fare, per esempio estrarre la spada dalla roccia, o (come direbbe mio fratello Shrek)andare di pale e forconi."

Francamente io non ho delle proposte in grado di risolvere i problemi italiani senza lacrime e sangue.

Io mi limito a constatare la situazione disastrosa in cui si trova l'Italia e non vedo soluzioni facili all'orizzonte.

I tedeschi sono usciti dalla crisi perchè sono un popolo serio che si rimbocca le maniche e fa il suo dovere. A noi italiani invece ci piace fare i furbetti, anche se furbi poi non siamo ma crediamo di esserlo. Per questo non vedo niente di buono anche in caso di cambio di governo.

Quanto alle pale e i forconi poco possono contro i carri armati. Usare la violenza potrebbe portarci diritti ad una dittatura di tipo sudamericano. Non credere che fra i nostri generali non ci siano degli aspiranti Videla.

Ciao Davide

Xtc ha detto...

davide,
ecco
siamo arrivati al nocciolo della questione.
Tu vedi un aspirante Videla e PENSI (metaforicamente)
"speriamo che non si incazzi".
Io invece incontro un aspirante Vileda e DICO (sempre metaforicamente, e dopo avere estratto lo spadone dinastico):
"vieni avanti cazzone se hai le palle per farlo!".
Questione di punti di vista.
Comunque non posso accettare la tua proposta di matrimonio :-)
Se avessi incontrato un guerriero par mio sarei diventata un agnellino ;-)))
Buona serata, e scusa la sparata (ma è quello che penso)

rossoallosso ha detto...

L'articolo lo dice chiaramente ,la crisi esiste e sarà lunga perchè c'è chi la cavalca e se non si capisce una buona volta che è ora di tirarci una bella corda tesa per mozzare la testa al cavaliere non se ne uscirà mai se non dopo avere/ci svenduti tutto/i.E fu così che stanco delle solite tiritere che ripeto e risento da anni copioincollo.
LA RIVOLUZIONE ISLANDESE NEL TOTALE SILENZIO DEI MEDIA .Nel gennaio 2010 il presidente, Ólafur Ragnar Grímsson, rifiuta di ratificare la legge e indice la consultazione popolare: in marzo il referendum con il 93% di NO al pagamento del debito. La rivoluzione islandese vince. Il fondo monetario internazionale congela l'aiuto economico all'Islanda nella speranza di imporre in questo modo il pagamento dei debiti. A questo punto il governo apre un'inchiesta per individuare e perseguire penalmente i responsabili della crisi. Arrivano i primi mandati di cattura e gli arresti per banchieri e top-manager. L'Interpool spicca un ordine internazionale di arresto contro l'ex presidente della Kaupthing, Sigurdur Einarsson. Nel pieno della crisi, a novembre, si elegge un'assemblea costituente per preparare una nuova costituzione che, sulla base della lezione della crisi, sostituisce quella in vigore. Si decreta il potere popolare. Vengono eletti 25 cittadini, senza alcun collegamento politico, tra le 522 candidature popolari, per le quali era necessario soltanto la maggiore età e il supporto sottoscritto di 30 cittadini. L'assemblea costituzionale avvierà i suoi lavori nel febbraio del 2011 e presenterà a breve un progetto costituzionale sulla base delle raccomandazioni deliberate dalle diverse assemblee che si stanno svolgendo in tutto il paese. Tale progetto costituzionale dovrà poi essere approvato dall'attuale parlamento e da quello che sarà eletto alle prossime elezioni legislative. Inoltre, l'altro strumento "rivoluzionario" sul quale si stà lavorando è l' "Icelandic Modern Media Initiative", un progetto finalizzato alla costruzione di una cornice legale per la protezione della libertà di informazione e dell'espressione. L'obiettivo è fare del paese un rifugio sicuro per il giornalismo investigativo e la libertà di informazione, un "paradiso legale" per le fonti, i giornalisti e gli internet provider che divulgano informazioni giornalistiche: Un inferno per gli Stati Uniti ed un paradiso per …..W…. QUESTA IN BREVE LA STORIA DELLA RIVOLUZIONE ISLANDESE: DIMISSIONI IN BLOCCO DEL GOVERNO, NAZIONALIZZAZIONE DELLE BANCHE, REFERENDUM E CONSULTAZIONE POPOLARE, ARRESTO E PERSECUZIONE DEI RESPONSABILI DELLA CRISI, RISCRITURA DELLA COSTITUZIONE, ESALTAZIONE DELLA LIBERTÀ DI INFORMAZIONE E DI ESPRESSIONE

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Grande paese l'Islanda.
E gli islandesi, diversamente dagli italici, si sono resi conto subito della buggeratura. Hanno individuato i responsabili e li hanno puniti, al di la' delle leggi ad personam, legittimi impedimenti, riforma del sistema giudiziario, processi brevi e furbate varie per mettere nel sacco i magistrati: quelli che poi aiutano il popolo a fare giustizia quando c'e' bisogno.
Dell'Islanda e' molto tempo che parlo. Il paese dei vichinghi ricorre spesso nei miei post come esempio di "inizio" della grande fregatura che le banche e i governi dell'ultimo decennio hanno messo in atto per speculare sulla vita delle persone, togliendo alla gente tutto: risparmi, lavoro, dignita', liberta'. La vita.
Videla o non Videla, e' ora di tirar fuori i forconi.

http://tinyurl.com/6lx82l4

Xtc ha detto...

Evvai!!!
:-)
(mio fratello Shrek ha sempre regione)

rabbah ha detto...

davide ha detto...
"I tedeschi sono usciti dalla crisi perchè sono un popolo serio che si rimbocca le maniche e fa il suo dovere"

Buona osservazione....i tedeschi hanno ancora nel loro dizionario la parola "arbeit" e la usano nel loro discorso cotidiano.

Egerszalok ha detto...

Stiamo andando inesorabilmente verso un nuovo feudalesimo, in cui quel famoso Comitato della Sofferenza distrugge intere nazioni (accadeva nel terzo mondo per lo sfruttamento delle risorse diamantifere e auree, ora viene esteso a tutto il mondo con la globalizzazione) e si appropria dei beni comuni (acqua, terra, proprietà) in virtù di un debito da ripagare.

Debito fatto di carta, pilotato dallo stesso Comitato, a cui nessuno può sottrarsi, si veda l'esempio greco dove nemmeno un referendum consentirà al paese di uscire dall'Europa e dall'Euro, entrambe creature infernali del suddetto Comitato.

Non solo gli italiani quindi sono ciechi di fronte alla buggeratura (perchè prendersela solo con noi?). Tutti gli europei la pagheranno cara, compresi gli ungheresi, che per quanto ricordo sono imbottiti di debiti in franchi svizzeri, errore che gli ignoranti italiani non hanno mai fatto.

Egerszalok ha detto...

@rossoallosso
in marzo il referendum con il 93% di NO al pagamento del debito. La rivoluzione islandese vince

Tecnicamente si chiama default, fallimento. Non c'è alcuna rivoluzione, è l'epilogo a cui si dovrebbe giungere in un'economia normale, quello che i cittadini greci all'85% vorrebbero.
Si azzera il debito, si attuano le riforme al mondo del lavoro, stato sociale, fiscalità e si riparte alla grande.

Paesi come la Nuova Zelanda (una piccola Svizzera efficiente) l'hanno sperimentato con enorme successo, e se ne possono vedere i risultati.

Agli europei tutto questo sarà precluso, come ad un malato terminale che chiede l'eutanasia, per il sadico piacere di qualche psicopatico che desidera solo somministrare e vendere i suoi farmaci oramai inutili.

rossoallosso ha detto...

@Egerszalok

tutto giusto,rimane il fatto che è stato il presidente islandese ad indire il referendum,ha chiesto esplicitamente al suo popolo,colui che lo ha eletto,se preferivano saldare il debito svendendo il loro paese o farlo pagare a chi il debito lo ha contratto, col rischio del default.
Cos'è che impedisce ai governanti europei lo stesso modus operandi?
Fame per fame meglio fare sacrifici per salvaguardare la propria identità nazionale,chi è disposto a farlo per rimpinguare le casse dell'FMI che con la scusa del debito mi fa pagare anche l'aria che respiro per non essere padrone di nulla ugualmente?
Hanno ragioni da vendere i greci che si vedono costretti a lavorare per indebitarsi sempre più ma non per il giusto tornaconto,ma per arricchire privati stranieri che si sono comprati a basso costo ministeri che una volta erano pubblici

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Rabbah: i tedeschi hanno ancora nel loro dizionario la parola "arbeit" e la usano nel loro discorso cotidiano.

Si'. E' una parola che hanno sempre usato.


@ Egerszalok: Non solo gli italiani quindi sono ciechi di fronte alla buggeratura (perchè prendersela solo con noi?). Tutti gli europei la pagheranno cara, compresi gli ungheresi, che per quanto ricordo sono imbottiti di debiti in franchi svizzeri, errore che gli ignoranti italiani non hanno mai fatto.

A parte che con gli italiani ho un rapporto conflittuale, di odio-amore. Per cui capirai il senso di molti dei miei post basati proprio su questo "dualismo" tutto interno a me che, appunto, sono meta' e meta'. Pero' hai ragione. Non e' un discorso solo italico. Coinvolge tutti.
a meno che la gente non inizi a fare come gli islandesi. In tal caso falllirebbero le banche, i banchieri e i grandi accumulatori di ricchezze lasciando alla povera gente cio' che ha sempre posseduto, cioe' il niente.
Ma almeno ci sarebbe un po' di giustizia sociale (tutti poveri allo stesso modo, turlupinatori e turlupinati, ladri e derubati) che', quando si hanno poche possibilita' e tanti pensieri, va bene anche quella.
Se poi i ladri, oltre che essere ridotti a poveri, finissero anche in galera, allora ci sarebbe quella che i napoletani chiamerebbero "a'suddisfazzione".
Ho mostrato apposta quella foto degli islandesi che pisciano sulle facce dei farabutti che avevano ridotto il loro paese al default.

davide ha detto...

Cara amica Xtc,


"Comunque non posso accettare la tua proposta di matrimonio :-)
Se avessi incontrato un guerriero par mio sarei diventata un agnellino ;-)))"

Ti prego di non buttare via il bambino con l'acqua sporca.

E' vero che politicamente e umanamente sono una schiappa, però ho anch'io le mie virtù.

Ti confesso che so leccare la paperetta come nessun altro al mondo: le mie amiche mi chiamano il Michelangelo del cunnilingus.

Pertanto ti prego di riconsiderare la proposta di matrimonio.

Ciao Davide

Willyco ha detto...

Caro Davide, ti posso assicurare che tutti quelli che possono trasferire la produzione in India o in Cambogia, lo hanno già fatto, berlusca o non berlusca. I loro capannoni in Italia sono vuoti, rimane giusto qualche fotocopiatrice per produrre i certificati d'origine dei manufatti, rigorosamente made in italy, importati in Italia come semilavorati e completati con poco più dell'etichetta.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

tutti quelli che possono trasferire la produzione in India o in Cambogia, lo hanno già fatto

Come dire: peggio di cosi' non si puo'.
Quindi, tanto vale tirare fuori i forconi per il puro gusto di "a'suddisfazzione"!

davide ha detto...

Caro amico Willyco,


"ti posso assicurare che tutti quelli che possono trasferire la produzione in India o in Cambogia, lo hanno già fatto,"

Ne sei davvero sicuro???


Ciao Davide

Neelps ha detto...

@WillyCo
ti posso assicurare che tutti quelli che possono trasferire la produzione in India o in Cambogia, lo hanno già fatto,

Non si tratta solo di trasferire la produzione, cosa per altro non ancora avvenuta completamente nel nostro paese ed in generale in europa e in USA. Ma anche di trasferire il lavoro di categoria piu' alta, progettazione e design, cosa gia' potenzialmente accessibile in vasta quantita tramite l'impiego di lavoratori dell'est europa, di tutti i paesi dell'ex Unione Sovietica e della Cina. Il distacco sul livello di istruzione in paesi come la Cina e' stato colmato da tempo e con la Russia non c'e' mai stato.

Per noi e per i nostri figli, il futuro e' da migranti. Tutti i governi socialdemocratici o conservatori non riusciranno mai a contenere la strabordante piena del capitalismo globale.
C'e' spazio solo per alcune speculazioni finanziare alla portata di pochi, il resto dovra' inginocchiarsi a quel capitalismo che una volta osannava, pagando con gli interessi le banche d'affari che assieme ai preti, come nei giorni finali della rivolta di parigi, stavano a guardare compiaciuti, il massacro sanguinoso dei lavoratori.

Nlps

rossoallosso ha detto...

Così va il mondo un cazzo!!

Bologna, sì del giudice
al referendum
sulle scuole private

http://www.ilmanifesto.it/archivi/fuoripagina/anno/2011/mese/06/articolo/4888/

Egerszalok ha detto...

@rossoallosso
tutto giusto,rimane il fatto che è stato il presidente islandese ad indire il referendum,ha chiesto esplicitamente al suo popolo

Hanno ragioni da vendere i greci che si vedono costretti a lavorare per indebitarsi sempre
più ma non per il giusto tornaconto,ma per arricchire privati stranieri che si sono comprati a basso costo ministeri
che una volta erano pubblici



Concordo con te, il ruolo dei politici include la moralità e questo ne è un grande esempio,
guarda caso una moralità "nordica". I Piigs rappresentano il terzo mondo europeo con
corruzione, conflitti d'interesse, gestione scandalosa del patrimonio statale.

Non posso dire che i greci siano dei santi, se in Italia non siamo arrivati ancora allo stesso epilogo il merito
va alla mentalità del risparmio a cui ogni famiglia è stata educata nei decenni passati. Se i titoli di stato
vengono acquistati solo da operatori stranieri non ci si può lamentare che la speculazione internazionale
si faccia pressante. Spesso la mentalità italica viene derisa (soprattutto in alcuni paesi dell'est che tendono
a vederci come avari e tirchi perchè risparmiamo), ma il debito pubblico e i titoli di stato vengono ancora
comprati in gran parte dagli stessi italiani, i panni sporchi ce li laviamo in casa.





@Chiara
molti dei miei post basati proprio su questo "dualismo" tutto interno a me che, appunto, sono meta' e meta'.

In tal caso falllirebbero le banche, i banchieri e i grandi accumulatori di ricchezze lasciando alla povera gente
cio' che ha sempre posseduto, cioe' il niente.



Qualche ricordo dalle vite precedenti magari, siamo materia che si ritrasforma, vivono in noi atomi di chissà
quali personaggi del passato..

Se ci fosse consapevolezza le banche sarebbero già fallite in pochi giorni per mano dei risparmiatori stessi,
ma il terrore di vedersi rubare i 4 pezzi di carta da sotto il materasso rende la gente paurosa e irrazionale.
E' più semplice nominare a capro espiatorio un uomo nero (o marroncino) e delegare la razionalità ad una scatola
luminosa con un vetro davanti.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Se ci fosse consapevolezza le banche sarebbero già fallite in pochi giorni per mano dei risparmiatori stessi


http://chiara-di-notte.blogspot.com/2008/07/decrescita-costruttiva.html

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Xtc ha detto... Evvai!!!




http://youtu.be/e4IwqhZXAow

...al minuto 1:25...

:-)

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Davide: Ne sei davvero sicuro???

No... secondo me ha esagerato. :-)

In ogni caso, c'e' in un film una scena che adoro.

http://youtu.be/wRXKHTTzayU

Xtc ha detto...

Grazie della segnalazione :-))
Telepatia?
Ciao!

Angelo ha detto...

1) Interessante la rivoluzione islandese. Più o meno manca solo la ghigliottina e sembra la francia della fine del 1700. Se è così ad occhio e croce tra 20'anni ci sarà la restaurazione del re-banca, quindi

2) vogliamo far fallire l'italia? Ok, chi è che però va a dire a tutti i pensionati, i piccoli risparmiatori e simili che hanno investito il tfr e i risparmi nei bot che da domani devono andare a trovarsi un lavoro perché lo stato non paga più le pensioni?
Ovvero: come dici? Hai 85 anni? Ecchisenefrega? Lo stato è fallito quindi "a lavurà, scansafatiche" e piantala di rompere con la pensione, hai votato al referendum? e adesso t'attacchi

3) la colpa è della globalizzazione? è vero! Quei bastardi dei contadini brasiliani vendono i prodotti agricoli ad un prezzo talmente basso che i contadini italiani preferiscono nemmeno raccoglierli. Era meglio quando loro morivano di fame ma almeno i prodotti agricoli italiani avevano un mercato (e quando scrivo italiani si può tranquillamente intendere europei). Anzi, mettiamogli un bel dazio doganale altissimo così loro tornano nelle favelas e noi avremo di nuovo un'agricoltura che guadagna

4) per chi preferisce vivere in un mondo schifoso di tutti poveri: se vi affrettate potete farlo, basta trasferirsi in india (ancora per poco stanno cercando di uscirne) o in africa. Mi raccomando però di restarci per sempre (cosa non difficile viste le malattie locali in gran parte dovute guarda caso alla miseria) perché noi che vogliamo un mondo migliore (meno malattie, meno fame, migliori condizioni generali per tutti) non sentiremo la mancanza

5) su una cosa comunque possiamo tutti concordare: arjdatece er comunismo!! Quando c'era baffone si stava decisamente meglio. Con tutti quei tizi a cui facevano credere di stare in paradiso e invece venivano angariati e trattati a pezze da piedi, l'europa e il nordamerica andavano alla grande. Da quando marx è morto non si vive più. Rivoglio i comunisti cattivi, l'africa dei paesi socialisti pieni di morti di fame, il puttanificio a cuba, i massacri dei comunisti in cambogia e in angola perché voglio che di nuovo anche gli operai italiani possano andare a fare compere in gioielleria. Il vero guaio per i paesi occidentali è stata la fine del comunismo. Da allora in poi tutto è andato a sbraco.

davide ha detto...

Caro amico Angelo,

"Interessante la rivoluzione islandese. Più o meno manca solo la ghigliottina e sembra la francia della fine del 1700."

In realtà il fallimento islandese non è ancora chiuso.

I creditori dell'Islanda inglesi, olandesi, francesi ecc. non hanno per niente rinunciato ai loro crediti e quindi la questione per l'Islanda non è ancora chiusa.

Ciao Davide

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ angelo: 1) Interessante la rivoluzione islandese. Più o meno manca solo la ghigliottina e sembra la francia della fine del 1700. Se è così ad occhio e croce tra 20'anni ci sarà la restaurazione del re-banca, quindi

Ce ne potrebbero volere anche 70, di anni. A volte c'e' Robespierre, a volte c'e' Strelnikov. :-)

2) vogliamo far fallire l'italia? Ok, chi è che però va a dire a tutti i pensionati, i piccoli risparmiatori e simili che hanno investito il tfr e i risparmi nei bot che da domani devono andare a trovarsi un lavoro perché lo stato non paga più le pensioni?
Ovvero: come dici? Hai 85 anni? Ecchisenefrega? Lo stato è fallito quindi "a lavurà, scansafatiche" e piantala di rompere con la pensione, hai votato al referendum? e adesso t'attacchi


"Quale pensione?" chiederebbe il pensionato a 480 euro al mese che gia' ne paga 450 d'affitto?
E noi risponderemmo: "Se la pensione non ti basta hai sempre i tuoi favolosi risparmi nei bot... quelli che Strelnikov vorrebbe toglierti per darli ai poveri..."
:-)

3) la colpa è della globalizzazione? è vero! Quei bastardi dei contadini brasiliani vendono i prodotti agricoli ad un prezzo talmente basso che i contadini italiani preferiscono nemmeno raccoglierli. Era meglio quando loro morivano di fame ma almeno i prodotti agricoli italiani avevano un mercato (e quando scrivo italiani si può tranquillamente intendere europei). Anzi, mettiamogli un bel dazio doganale altissimo così loro tornano nelle favelas e noi avremo di nuovo un'agricoltura che guadagna

Mi piace questa tua tecnica di "analisi economica". Molto schematica e semplice da capire.
Volendo, la si potrebbe applicare a tutto.
Il fiume della tua citta' straripa ogni anno sempre di piu'? La tua casa e' sommersa dalle continue alluvioni? Non prendertela con l'amministrazione locale o con chi dovrebbe gestire il territorio in modo da renderlo sicuro, perche' la vera colpa e' dei ghiacci dell'Antartide che si stanno sciogliendo.
Mi hai insegnato un nuovo giochino da fare nei momenti in cui non so come passare il tempo, sai?
Trovare le VERE motivazioni dei problemi seguendo il "metodo angelo". :-)

4) per chi preferisce vivere in un mondo schifoso di tutti poveri: se vi affrettate potete farlo, basta trasferirsi in india (ancora per poco stanno cercando di uscirne) o in africa. Mi raccomando però di restarci per sempre (cosa non difficile viste le malattie locali in gran parte dovute guarda caso alla miseria) perché noi che vogliamo un mondo migliore (meno malattie, meno fame, migliori condizioni generali per tutti) non sentiremo la mancanza

Non occorre allontanarsi tanto. Perche' andare fino in Africa o in India quando a breve tutto cio' potra' essere tranquillamente vissuto in Italia?

5) su una cosa comunque possiamo tutti concordare: arjdatece er comunismo!! Quando c'era baffone si stava decisamente meglio. Con tutti quei tizi a cui facevano credere di stare in paradiso e invece venivano angariati e trattati a pezze da piedi, l'europa e il nordamerica andavano alla grande. Da quando marx è morto non si vive più. Rivoglio i comunisti cattivi, l'africa dei paesi socialisti pieni di morti di fame, il puttanificio a cuba, i massacri dei comunisti in cambogia e in angola perché voglio che di nuovo anche gli operai italiani possano andare a fare compere in gioielleria. Il vero guaio per i paesi occidentali è stata la fine del comunismo. Da allora in poi tutto è andato a sbraco.

Ecco, qui sono d'accordo totalmente.
E' stato davvero un peccato, infatti.
Oggi non ci sono piu' i massacri e i puttanifici di una volta. Piu' nessuno massacra, le puttane sono scomparse e le gioiellerie sono deserte. Bulgari e Cartier sono alla canna del gas.
Una vera noia!

Angelo ha detto...

Cara chiara ti racconto un aneddoto. Anni fa un tizio si lamentava di prendere poco di pensione. Peccato che non diceva che era stato un evasore nel senso che non aveva mai versato i contributi per cui alla fine aveva ricevuto la pensione minima quella che lo stato dà a prescindere a chiunque raggiunga una certa età. Io i contributi pensionistici li pago e a mio tempo avrò una pensione migliore. Chi è causa del suo mal pianga se stesso

2) Per quanto riguarda le alluvioni la sai quella che "ogni popolo ha il governo che si merita"? Quindi se gli amministratori non hanno sistemato il territorio la domanda è: chi li ha eletti? Oppure: chi NON è andato a votare e quindi...? Governanti mediocri per popolazioni mediocri

3) Strelnikov? il giocatore di calcio? (ovvero l'unico che il popolo bue conoscerà mai) :)

4) In effetti è curioso dover constatare come il livello di vita raggiunto dai paesi occidentali è stato dovuto in gran parte all'esistenza del blocco comunista. Probabilmente se lenin non fosse mai esistito non si sarebbe mai andati sulla luna e non si sarebbero fatte tante scoperte tecnologiche perché non sarebbe stato possibile pagarle. Basta vedere come stanno andando le cose con la globalizzazione con il generalizzato crollo del valore del lavoro che sta provocando. Senza il comunismo tutto questo sarebbe già successo dopo la 2^ guerra mondiale e chissà probabilmente tecnologicamente staremmo ancora agli anni 60. Curioso che quello che si professava il peggior nemico del capitalismo in realtà sia stato colui che ne ha consentito la crescita e l'affermazione.

5) l'islanda può fare come la germania dopo la 1^ guerra mondiale che per pagare il debito svalutò talmente il marco che non valeva più nulla. Non avendo i vincoli associati all'euro (che invece ha l'italia) basta che l'islanda trasformi la corona in carta straccia e potrà pagare tutti senza problemi.
"Quanto ti devo? Un milione di corone? Ecco una banconota verde. Cosa ci fai? Boh, un caffé dovresti poterlo pagare"
Certo, per qualcuno sarebbe una rivoluzione mentre per altri la truffa di quei fessacchiotti che si sono fidati credendo che gli islandesi fossero una popolazione seria, ma immagino sia solo una questione di termini, no?
Del resto di esempi di stati truffatori ne esistono anche altri tipo l'argentina qualche anno fa e tra un po' la grecia

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Angelo: ti racconto un aneddoto. Anni fa un tizio si lamentava di prendere poco di pensione. Peccato che non diceva che era stato un evasore nel senso che non aveva mai versato i contributi per cui alla fine aveva ricevuto la pensione minima quella che lo stato dà a prescindere a chiunque raggiunga una certa età. Io i contributi pensionistici li pago e a mio tempo avrò una pensione migliore. Chi è causa del suo mal pianga se stesso

Abbe'... se le cose stanno cosi', in effetti non posso dire niente. Mi mancano gli argomenti per controbattere. Credevo una cosa ed invece sbagliavo. Adesso, grazie a te ed alle tue conoscenze, posso capire come tutti i pensionati in fondo non siano altro che dei furbacchioni che invece di lamentarsi dovrebbero tacere. Non e' mai troppo tardi per imparare. Grazie Angelo.
... Ah, a proposito, sai che una volta conoscevo un Angelo che poi ho saputo che era un ladro? Non e' che magari ha a che fare col nome? Mah... sarebbe davvero bizzarro se tutti gli "angeli" fossero dei ladri. Tu che dici? Spero che non sia cosi'. :-)

Per quanto riguarda le alluvioni la sai quella che "ogni popolo ha il governo che si merita"? Quindi se gli amministratori non hanno sistemato il territorio la domanda è: chi li ha eletti? Oppure: chi NON è andato a votare e quindi...? Governanti mediocri per popolazioni mediocri

Essi'. Hai ragione. Voi in Italia come ve la passate? Tutto ok? :-)

Strelnikov? il giocatore di calcio? (ovvero l'unico che il popolo bue conoscerà mai)

No. Questo Strelnikov
http://youtu.be/wRXKHTTzayU
Ma a proposito di "popolo bue", ti riferisci anche a te stesso, oppure hai l'esenzione? :-)

Curioso che quello che si professava il peggior nemico del capitalismo in realtà sia stato colui che ne ha consentito la crescita e l'affermazione.

Esattamente come un nano di mia conoscenza che si professa il peggior nemico del comunismo ed in realta' e' colui che ne sta consentendo la nuova crescita e la ri-affermazione. :-)

Del resto di esempi di stati truffatori ne esistono anche altri tipo l'argentina qualche anno fa e tra un po' la grecia

Ahahahah... vedrai quanto ci sara' da ridere quando si arrivera' all'Italia. :-)))

Angelo ha detto...

Cara chiara puoi stare tranquilla perché in Italia non succederà mai nulla. Si continuerà a galleggiare come si è sempre fatto da decenni.

Anche se andasse al potere la sinistra cambierebbe poco (come è già successo) perché i politici seri lo sanno che le cose che scrivono gente come furio colombo e simili sono illusioni senza senso inapplicabili nella realtà e buone solo per la propaganda e per far presa sul popolo bue.
Loro hanno imparato ad applaudirli per poi dimenticarsene due secondi dopo.

Amministrare una nazione è cosa troppo complessa per lasciarlo fare agli intellettuali di sinistra e a chi crede di esserlo.

Con questo chiudo definitivamente lo scambio di opinioni (giusto per noia, non per altro: sono sempre le solite manfrine pallose sulle illusioni sinistroidi).
Stammi comunque bene.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Angelo: Amministrare una nazione è cosa troppo complessa per lasciarlo fare agli intellettuali di sinistra e a chi crede di esserlo.

Essi'... troppo complessa per gli intellettuali di sinistra.
Ma per fortuna, ci sono anche gli ignorantoni di destra! Quindi, mai disperare. :-)

sempre le solite manfrine pallose sulle illusioni sinistroidi)

Verissimo! :-)
Ci volevi proprio tu per poter discutere in modo assolutamente innovativo e con argomenti totalmente differenti, avulsi da stereotipi e pregiudizi. :-)

Stammi comunque bene

Anche tu...
E attento a non prenderti il... "colpo dello strelnikov"... :-)))

Egerszalok ha detto...

@Angelo
2) vogliamo far fallire l'italia? Ok, chi è che però va a dire a tutti i pensionati, i piccoli risparmiatori e simili che hanno investito il tfr e i risparmi nei bot che da domani devono andare a trovarsi un lavoro perché lo stato non paga più le pensioni?

Angelo studia un po' di economia e poi ritenta, che ne dici?
La tua è sagra delle banalità, nemmeno divertente.



3) la colpa è della globalizzazione? è vero! Quei bastardi dei contadini brasiliani vendono i prodotti agricoli ad un prezzo talmente basso che i contadini italiani preferiscono nemmeno raccoglierli.

Ancora banalità?
Se mi dimostri di riuscire ad importare dal Brasile prodotti agricoli a prezzi competitivi sei semplicemente un genio!



4) per chi preferisce vivere in un mondo schifoso di tutti poveri: se vi affrettate potete farlo, basta trasferirsi in india (ancora per poco stanno cercando di uscirne) o in africa.

Il terzo mondo verrà da te. Credi che non se ne siano accorti? Nemmeno alzando muri di 10 metri
riuscirai a fermarli, e forse ti toccherà veramente scappare li per sopravvivere alla loro rabbia.
Il ghigliottinato rischi di essere proprio tu.

Egerszalok ha detto...

@Angelo
Amministrare una nazione è cosa troppo complessa


Complesso ricevere una telefonata ed eseguire? Non credo proprio.
Chiediti piuttosto chi fa quella telefonata, dietro al palco del teatrino politico che ogni giorno ti diverti a guardare e commentare.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Come dice Rosso, l'Islanda insegna. Ecco l'esempio che i cittadini dovrebbero seguire .

http://tinyurl.com/6f3bf8n

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Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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