venerdì 20 maggio 2011

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Il senso di Klára per il blog

Il titolo del post e’ ispirato al best seller del danese Peter Høeg, "Il senso di Smilla per la neve", dal quale e’ stato tratto anche un film, che pero' non ho visto. Ma col libro in questione, cio’ che andro’ a scrivere, non c’entra niente. A parte, forse, che anch’io come Smilla sono a meta’ fra due culture diverse, stili di vita fra loro contrastanti ed un mondo interiore che, come il suo, e' ricoperto a volte da una spessa coltre di solitudine.

La mia riflessione parte da un commento di Xtc. Xtc, che ha un blog nel quale trovo spesso spunti interessanti, oltre ad una forte similitudine di pensieri, mi chiede in sostanza perche’ mai sprechi certi concetti, che secondo lei sono degni di nota, infilandoli in un commento che va a sperdersi in mezzo agli altri, piuttosto che scriverci, invece, un post dedicato. Ebbene, vorrei spiegare qual e’ il senso che io do al blog. Un senso tutto personale, sia chiaro, che soddisfa esclusivamente le mie necessita’ e con cio' non voglio criticare ne' sminuire quelle di altri che, certamente, hanno bisogni e motivazioni del tutto differenti.

Ho preso in esame alcuni possibili motivi che potrebbero avermi spinta ad aprire un blog, a renderlo pubblico, a farne uno strumento d’interscambio fra me e chi mi legge. Volendo, se si fosse trattato solamente di scrivere un diario, avrei potuto benissimo farlo privatamente senza espormi al rischio – chi ha esperienza di web lo sa – di situazioni non tanto piacevoli. Un rischio peraltro, almeno per me, accettabile in quanto scrivendo il blog in italiano e vivendo in un paese lontano dall’Italia, dove poche persone riescono a leggere la lingua di Dante, difficilmente la mia privacy potrebbe essere compromessa.

Comunque, uno dei motivi, il piu’ comune, e’ quello che spinge un po’ tutti ad “aprire” il loro mondo agli sguardi di persone estranee: la vanita’. Una vanita’ che molte volte si traduce in autoreferenzialita’, in ricerca del consenso, del complimento, di approvazione, di considerazione. L’immaginazione, dunque, di avere un proprio spazio in cui i protagonisti siamo noi, per contrastare un mondo in cui le individualita’ delle persone “semplici” e piu’ umili viene spesso soffocata da quella di chi e' piu’ forte e prepotente. Una sorta di ricerca artificiale della “fama” che, in ogni modo, anche se limitata ad uno spazio ristretto, consente di avere l’illusione – perche’ quasi sempre di sola illusione si tratta – che cio’ che pensiamo e scriviamo e’ importante non solo per noi, ma anche per qualcun altro.

E’ questo il mio caso? Ci ho pensato un po su e, sono sincera, devo dire che se lo e’, lo e’ solo in parte, molto limitatamente, e la vanita' non e’ il motivo determinante. Posso dunque mettermi tranquilla da questo punto di vista. Il motivo principale e’ invece un altro. E’ il piacere del dialogo. Ogni post mi serve ad accendere la miccia di una discussione. E' lo scambio di vedute che a me interessa, e lo scambio lo posso ottenere solo dialogando. Quindi, e' nel confronto e nel dialogo che si nota tutta quanta la mia passione per il blog.

Qualcuno obiettera’: “Se ti manca il dialogo, perche' non farlo tranquillamente nella tua vita reale, parlando con le persone che ti sono vicine?” Potrei rispondere che e’ vero, e che gia’ lo faccio, ogni giorno. Ma le persone con cui mi trovo a contatto sono in fondo sempre le stesse ed i discorsi ruotano sempre intorno agli stessi temi. Mentre qui ho modo di confrontarmi con argomenti, idee, modi di pensare, completamente diversi da quelli a cui sono abituata. E cio’ mi stimola, mi trascina a pensare ancora di piu’ e mi offre argomenti nuovi da affrontare anche nei miei dialoghi consueti che ho con le persone che mi sono vicine.

Poi, c’e’ anche un altro aspetto: la forma scritta e’ piu’ densa di contenuti di quella parlata. Avete mai notato come le cose che si dicono in una telefonata siano diverse da quelle, invece, che scriviamo in una lettera? Nelle telefonate tendiamo a semplificare tutto, a renderlo essenziale, a spazzare via i concetti complessi perche’ anche noi, molte volte, non siamo capaci di esprimerli a voce nel modo giusto. Persino il linguaggio e' semplice, scarno, ed e' abitudine usare piu' o meno sempre la stessa terminologia. Mentre in una lettera ci mettiamo dentro molto di piu', svisceriamo i concetti, li analizziamo e li esprimiamo meglio che possiamo. Ecco, un blog assomiglia piu’ ad una lettera, mentre un dialogo parlato e’ piu’ simile ad una telefonata. Ed e’ per questo che sempre piu’ volentieri preferisco scrivere e ricevere risposte scritte, mentre le telefonate non le sopporto.

La verita’ e’ che amo l’assenza dei suoni, e l’incedere dei pensieri espressi nel silenzio mi da’ una piacevole sensazione. Quando arrivo alla fine di un post so che, anche se non tutto, ho detto molto. Molto piu’ di quanto io stessa potessi immaginare quando ho iniziato a scriverlo. E la stessa cosa potrei dirla per i sentimenti. Nel silenzio riesco meglio ad esprimermi e riesco meglio a recepire le sfaccettature impalpabili delle emozioni, a farle mie. Il silenzio ha una grande forza e sono d’accordo con Xtc quando nel suo blog scrive che le parole hanno bisogno di contenuti per avere un significato, mentre parlando troppo spesso le parole restano suoni vuoti e privi di senso. Suoni buttati li’ solo per riempire un silenzio che da molte persone viene vissuto come una mancanza.

Invece per me il silenzio non rappresenta mai una mancanza. Anzi, e’ una cosa che desidero, che mi eccita e che vado a ricercare un po’ ovunque. E mi piace pensare alla mia interiorita’ come ad un mondo ricoperto di neve, dai suoni ovattati come quello di Smilla, nel quale anche la solitudine, nel silenzio, riesce a parlare. Questo e’ il mio senso per il blog.

20 commenti :

Xtc ha detto...

Per ricambiare, allego quella che era la mia idea di blog, nel suo primo post. Sto pensando se nel frattempo è cambiato qualcosa. Ti faccio sapere :-)

http://scarrocciando.blogspot.com/2010/10/il-pensatoio.html

carlos ha detto...

Per quanto sia grande la tua parte di vanità non è niente al cospetto del tuo senso per il blog, al quale mi inchino. Non solo per la quantità, la qualità e la costanza, quanto per la generosità e la dedizione dispiegate. Generosità e apertura rivolte anche ai lettori, nei commenti e negli scambi di opinioni, anche in quelli acerbi.

Pur non essendo lontanamente paragonabile in merito ai tuoi pregi, condivido il piacere del dialogo e dello scambio. Spesso do la precedenza ai commenti che ai post da scrivere, anche al di fuori del mio blog. Se l'argomento è interessante e la possibilità di dialogo stimolante.

Riprendo da un tuo paragrafo sui motivi che spingono ad aprire un blog.

"Comunque, uno dei motivi, il piu’ comune, e’ quello che spinge un po’ tutti ad “aprire” il loro mondo agli sguardi di persone estranee: la vanita’."

Non credo che la vanità sia il motivo più importante. Credo vengano prima la necessità del confronto con una forma diaristica sì, ma aperta al pubblico, e dunque ai commenti, alle approvazioni e alle eventuali critiche. Da poco ho trovato un blob che mi è piaciuto, ma precisava di non essere aperto ai commenti. Non ci sono più tornato, che gusto c'è? Il gusto è nell'interazione.

Parecchio tempo fa, all'inizio di questo mio percorso, ci fu invece una blogger, che ora non frequento più (è l'unica ad avermi censurato), che voleva sapere quale fosse il "pretesto" del mio blog. Risposi di non saperlo bene neppure io, o qualcosa del genere. Forse per ombrosità o perché sono un po' diffidente per natura.

Penso che i motivi chi mi hanno spinto ad aprire un blog siano più d'uno. Forse quello più importante è legato alla scrittura, vedere se riuscivo a dare adeguata forma alla sostanza, eleggendo un territorio difficilissimo e strabanalizzato come quello del sesso, senza quelle strambe e beghine distinzioni tra eros e pornos. Ma forse motivo più importante ancora era l'esigenza di mettermi a nudo, spogliato del mio sé sociale, quello sì in parte condizionato e limitante. Volevo insomma gettare un po' di luce sulla mia parte d'ombra.

rossoallosso ha detto...

@Chiara
forse ti interessa sapere qual'è il senso che vedo io nel tuo blog.
Oltre ad una notevole sensibilità vedo una donna aperta alle sfide ,una donna che non si arrende al senso comune,una donna con tanta voglia di estendere la sua femminilità come prolungamento delle braccia per racchiudere tutti in un virtuale abbraccio.
Leggo tanto amore nei post di Klara

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Carlos: Non credo che la vanità sia il motivo più importante.

Infatti io ho detto "piu' comune", non piu' importante.


@ Rosso: forse ti interessa sapere qual'è il senso che vedo io nel tuo blog.

Ognuno ci vede il senso che crede. Leggendo cio' che scrive una persona, i pareri possono essere diversi e discordanti. Dipende molto dal nostro stato d'animo interiore e dalla nostra capacita' di raffrontarci con le idee degli altri senza banalizzarle e senza denigrarle. Praticamente dipende dalla nostra capacita' di comprendere. Non tutti ne siamo dotati allo stesso modo. Tu, ad esempio, mi fai dei complimenti. Vedi in cio' che scrivo un senso positivo, persino amore, ma allo stesso modo, proprio ieri qualcuno ha affermato che trova i miei scritti "monotoni, a volte non condivisibili, spesso ripetitivi, sempre rivolti verso il medesimo bersaglio, frequentemente acidi".
Come vedi i pareri possono essere i piu' diversi. :-)

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,

condivido quanto detto dall'amico Carlos relativamente al tuo blog.

Anche se non si è d'accordo con le tue opinioni è sempre interessante dialogare con te.

Leggendo il tuo post mi sono ricordato che quando avevo incontrato il tuo blog (ormai sono passati alcuni anni) lo avevo fatto leggere alle mie colleghe. Tutte si erano chieste perchè dedicavi parte del tuo tempo a fare questo "lavoro".

Da quanto ti ho conosciuta ho seguito decine di blog. Ebbene ho notato che la grande maggioranza dopo un un po' tende a spegersi e solo una piccola minoranza resiste nel tempo. Ho pure constatato che i blog gestiti da donne sono più interessanti di quelli gestiti dai maschi.

Da un po' di tempo ho deciso di dedicare meno tempo al virtuale e quindi raramente commento. Però leggo sempre con piacere il tuo blog.

Ciao Davide

rossoallosso ha detto...

@Chiara
che i pareri siano discordanti è una ricchezza,che i tuoi post non siano sempre condivisibili è essa stessa una ricchezza altrimenti saremmo di fronte ad un messia(non ho trovato il corrispondente femminile,hai qualche idea del perchè?);-)però leggendoti,anche se a volte un pò acida lo sei,ho sempre individuato un grande amore per il prossimo visto che i tuoi scritti sono sempre improntati al costruire e mai al distruggere ed è in base a questo che io concepisco la parola "amore"

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Xtc: Ti faccio sapere

Resto in attesa... :-)

Nel frattempo, anche se non c'entra niente e so che non ne avresti alcun bisogno, comunque melius abundare quam deficere, ne approfitto per dirti di porre attenzione a cio' che accadra' nei prossimi giorni. Credo che avrai qualcuno che ti contattera' privatamente. Hai fatto un exploit notevole, non sei una che passa inosservata. Niente di pericoloso, ma sono quasi certa che anche con te useranno il solito metodo della sceneggiata sei 6 e piu' personaggi con un unico autore. :-)

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Davide: Però leggo sempre con piacere il tuo blog.

Che piacere "vederti" di passaggio.
Hai sempre delle novita' da regalarci. :-)


@ Rosso: che i pareri siano discordanti è una ricchezza,che i tuoi post non siano sempre condivisibili è essa stessa una ricchezza [...] anche se a volte un pò acida lo sei

Azzz... Devo rivedere qualcosa nel mio schema di comunicazione. Trovi anche che i miei scritti siano monotoni, spesso ripetitivi e sempre rivolti verso il medesimo bersaglio?

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,

"Che piacere "vederti" di passaggio."

Grazie, sei troppo buona.

"Hai sempre delle novita' da regalarci. :-)"

A me piacciono le novità, però non capisco a quali novità ti riferisci in particolare.

Ciao Davide

rossoallosso ha detto...

@Chiara
perchè devi rivedere?vai benissimo così,devi per forza compiacere tutti?oppure tutti devono compiacere te?e le diverse personalità dove le mettiamo,non dirmi che ci vuoi tutti lobotomizzati stile "arancia meccanica"
perchè allora non ho capito un cazzo del tuo blog e allora io sì che mi devo rivedere ;-)

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Rosso: perchè devi rivedere?

... era ironia... :-((


@ Davide: non capisco a quali novità ti riferisci in particolare.

Ecco... appunto... come volevasi dimostrare... :-((

Xtc ha detto...

;-)

rossoallosso ha detto...

@Chiara
"... era ironia... :-(("
ah!,ok perdonami a volte mi prendo troppo sul serio.
sei grande,bacione!!

carlos ha detto...

Klàra:
"Ieri qualcuno ha affermato che trova i miei scritti "monotoni, a volte non condivisibili, spesso ripetitivi, sempre rivolti verso il medesimo bersaglio, frequentemente acidi".

Ho cercato, ma non trovato. Dov'è che si trova 'sta cosa?

"Niente di pericoloso, ma sono quasi certa che anche con te useranno il solito metodo della sceneggiata sei 6 e piu' personaggi con un unico autore."

Sono curioso pure di questa cosa qua. Xtc, facce sape'...


Baci a tutti, belli e brutte.

:)

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Carlos: Ho cercato, ma non trovato. Dov'è che si trova 'sta cosa?

Infatti non la trovi in questo blog, ma "altrove". Ma ti assicuro che quelle sono le esatte parole con le quali sono stati etichettati i miei scritti.

carlos ha detto...

Ma "altrove" dove? Se si può chiedere.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

carlos ha detto...
Ma "altrove" dove? Se si può chiedere.


Non credi che se lo avessi voluto dire lo avrei detto? :-)

carlos ha detto...

"Non credi che se lo avessi voluto dire lo avrei detto?"

Apposta ho usato una formula dubitativa nell'esprimerti la mia richiesta. Incuriosito dal contenuto della "critica", ho anche abbozzato una ricerchina sulla rete, ma niente. Vabbè, forse non è così importante. :)

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Carlos: ho anche abbozzato una ricerchina sulla rete, ma niente. Vabbè, forse non è così importante.

:-)))

E' talmente "non importante" che oltre alla ricerca in rete ne stai parlando in piu' di un commento. :-)

Ok, una spiegazione te la devo, cosi' eviti di perdere tempo andando su tutti i motori di ricerca: esiste un gruppo "privato" nel quale scrivo le mie cazzate fin dall'anno 2001. Tutta una produzione "Klaresca" inaccessibile ai piu' e riservata solo a pochi insigni privilegiati, molti dei quali, come hai potuto capire, con idee completamente diverse dalle mie.

Carmen ha detto...

ADORO quel romanzo di P. Hoeg e adoro sopratutto Smila. É uno dei personaggi femminili piú interessanti e complessi che abbia trovato mai.Il film non c´e male, ma non guardarlo! Come di solito, non é al livelo del romanzo e Julia Ormond é una brava attrice, ma non é la mía Smila.

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Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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