venerdì 6 maggio 2011

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I miei colori

Posso essere scostante oppure disponibile. Antipatica o simpatica. Dura, decisa, fredda, o morbida, titubante, calda. Bugiarda, avara, altezzosa, oppure sincera, generosa, modesta. Posso dire di no, ma anche di si’, e posso essere infinite altre cose. Persino tutte quelle cose che non sono mai stata, ma che un giorno saro’, se e quando le conoscero’. Qualcuno tutto questo puo’ chiamarlo squilibrio, c’e’ chi lo considera pazzia, e c’e’ addirittura chi non lo comprende. Io amo chiamarlo semplicemente: “ricerca della completezza”.

Il mondo e’ pieno di colori, lo so, me lo hanno detto. Purtroppo, la Natura non mi ha concesso il piacere di vederli cosi' come li vede la maggior parte della gente. Il mio mondo e’ un po’ piu’ grigio e uniforme del vostro se lo guardo attraverso gli occhi. Questo, da bambina, e' stato un problema. Mi sentivo diversa, menomata, inferiore ed odiavo il fatto di non poter vedere le fragole in un bosco, oppure i papaveri in un prato come vedevano tutti gli altri bambini. In seguito ho sofferto di meno, anche se ancora non riesco ad accettare di non poter vedere il colore dei miei occhi, che alcuni dicono siano della stessa tonalita' del cielo. Un cielo che per me, pero', non ha colore.

Non so quando sia nata dentro di me la voglia di colorarmi la vita in altro modo. Non ricordo come sia scattata la molla e forse neppure esiste un preciso momento. Tutto avviene quando deve avvenire. Ed e’ accaduto che capissi che non avrei piu’ accettato di vivere in un mondo senza colori, e che avrei cercato di colorarlo a modo mio.

Adesso chiudete gli occhi. Fatelo per un istante e, ad occhi chiusi, pensate all’amore, all’indifferenza, all’amicizia, all’odio, al dolore, al piacere, alla delusione, all’illusione, alla paura, al coraggio… pensate ad ogni sentimento ed ogni emozione che vi viene in mente e datele un colore. Distinguete ogni emozione sulla tela che raffigura la vostra vita, isolatela, e poi cercate di analizzarne lo spettro cromatico.

Non e’ semplice, vero?

Eppure io ci riesco. Ecco qual e’ stato il mio modo per uscire dal daltonismo, per poter vedere i colori, per non avere piu’ una vita eternamente immersa nel grigio: colorarla usando altre tinte invisibili agli occhi, ma non alla mente.

Ho cominciato a dipingere con quello che avevo a disposizione. Non molto: il nero ed il bianco della rabbia e della serenita’. E’ stato solo l’inizio. Poi, nel mio viaggio ho trovato altri coloranti che ho saputo impastare e mescolare fino ad ottenere le tinte giuste per abbozzare almeno un quadro. All’inizio con pochi colori che, pero’, via via, sono diventati sempre di piu’.

Tutta la mia vita non e’ stata altro che viaggio alla scoperta di quei colori che mi permettessero di ottenere una sempre maggiore varieta’ cromatica, cosi’ da aggiungere nuove pennellate alla tela della mia esistenza. E ancora non ho finito. So che esiste un’infinita’ di colori che ancora non conosco, e la mia curiosita’ di nuove esperienze (questa si’ che forse potrebbe essere chiamata pazzia), mi spinge sempre piu’ ad andare avanti, finche' non otterro’ quelle tonalita’ che ancora mi mancano. Perche’ voglio vedere non solo i papaveri in un prato, ma ogni fiore possibile.

Niente di strano, dunque, che con questa mia poliedrica personalita’ io ricerchi la completezza. Perche’ una persona e’ tanto piu’ completa quanti piu’ sono i colori che riesce a vedere. Nessuno s’inquieti, percio', se oggi posso apparire in un modo e domani in un altro, e dopodomani in un altro ancora. Da questa parte non ci stanno piu’ persone, ma solo una me stessa che si colora in modo diverso, secondo lo stato d’animo.

Preoccupata, calma, annoiata, divertita, passionale, distaccata, taciturna, loquace e mille altre cose, da un estremo all’altro senza che sia dissociazione o schizofrenia, ma semplicemente una questione cromatica. E questi miei colori, anche quelli piu’ cupi, non sono indelebili, non restano li’ in eterno; possono essere tolti facilmente. Basta usare il prodotto giusto per togliere la patina sovrastante, e posso riverniciarmi a piacere con i colori piu’ diversi.

No, non chiedetemi quale sia questo prodotto. Anche se so il suo nome, se lo dicessi perderebbe la sua efficacia. Quindi meglio tacere e lasciare che ognuno, dentro di se’, trovi quello piu’ efficace.

Oggi, mentre ero intenta a scrivere un racconto che forse avrei pubblicato domani, mi e’ giunto inaspettato un regalo. Non posso rivelarne il contenuto, ma e’ uno dei piu’ bei regali che abbia mai ricevuto nella mia vita. Uno di quei regali che non possono essere acquistati perche’ vengono creati dentro di noi, e che doniamo solo alle persone piu' care. Come il miele per api, e’ un talento naturale: ci sono persone che di questi doni sono in grado di crearne in quantita', altre che ne producono di meno, ed altre ancora che, invece, non per colpa loro, sono proprio incapaci di farlo.

A chi mi ha inviato questo magnifico omaggio, che come il miele e’ dolce, e che vale assai di piu’ di mille parole senza alcun senso, dico solo grazie. So che e’ poco, ma e’ un grazie sincero, perche’ la sorpresa ha saputo trasformare i colori che ho in questo periodo non troppo spensierato, che talvolta possono apparire cupi e spenti, in tonalita’ assai piu’ limpide e solari.

18 commenti :

marco ha detto...

Invidio quella persona ma son contento sia per te che per lei.
La invidio perchè è capace di vedere oltre sé stesso.
Sono contento per voi perchè...Non c'è perchè, sono contento e basta.

Ciao

Gio ha detto...

Klara, sai la verità?

I regali bisogna anche saperli cogliere :-)
E' l'unione di due elementi che occorre, come sempre.

Ciao!

Gio

Fabrizio ha detto...

Con me accanto..

Forse un giorno tutto sarà come ...

Fabrizio

carlos ha detto...

Klàra: “Ricerca della completezza”.
Ottima definizione. Io aggiungerei anche ricerca di consapevolezza, che sconfina nella saggezza. Se fossimo sempre uguali a noi stessi che noia sarebbe. Avremmo tradito la nostra essenza, la caratteristica principale che contraddistingue su tutte la razza umana: la duttilità, anche di pensiero. Che è pure legge universale: non si può entrare due volte nello stesso fiume. Perché il fiume è in continuo mutamento, ma pure noi stessi lo siamo.

Vederti in quest'ottica mi piace assai. :)

Scrivi: "Nessuno s’inquieti, percio', se oggi posso apparire in un modo e domani in un altro, e dopodomani in un altro ancora."

Secondo te c'è qualcuno che s'inquieta, che ti vorrebbe cristallizzata? Intendo come blogger.

"Da questa parte non ci stanno piu’ persone, ma solo una me stessa che si colora in modo diverso, secondo lo stato d’animo."

Anche per me funziona così.


Ps: Bello ricevere regali a sorpresa. Beata te... E fa piacere sentirti solare. Ti auguro un bel fine settimana, tutto colorato. :)

Tra cenere e terra ha detto...

Ti ho sempre letta a forti pennellate di nero e di bianco. Per mia natura attratto dai chiaroscuri, ho apprezzato queste poche righe. Arrivano colori caldi a ravvivarmi.
Grazie.

Kameo ha detto...

"(...)mi e’ giunto inaspettato un regalo."

Una cosa tipo questa? :-)
http://fromme-toyou.tumblr.com/post/5243057486/dont-you-wonder-whats-in-the-little-blue-box

Xtc ha detto...

Stando nella metafora, in realtà nessuno di noi sa ciò che vedono gli altri. Fin da piccoli ci hanno indicato qualcosa dicendoci, e insegnandoci, che quella cosa è rossa. Così tutti noi, quando vediamo quel colore usiamo la stessa parola per definirlo. Ma come facciamo a sapere se vediamo proprio la stessa tonalità? Tu, per un caso, hai la certezza di vedere in modo diverso, ma tutti gli altri non possono avere la sicurezza di vedere in modo uguale. E' un discorso che mi faccio spesso per cercare di riflettere su cosa siano veramente le diversità, e se abbia senso lasciare che ci condizionino.

Scrivi bene, sai?

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Marco:Sono contento per voi perchè...

Guarda che mica mi sposo, eh... :-))


@ Gio': I regali bisogna anche saperli cogliere

...o rubare! :-))


@ Fabrizio: Con me accanto..
Forse un giorno tutto sarà come...


Come? :-))
Fabrizio, non cadere nello smelenso.
Io non sto accanto a nessuno e allo stesso tempo sono vicina a tutti. Non e' un controsenso. Amo la mia solitudine, nessuno arrivera' a convincermi che la solitudine non sia la condizione naturale (ed ideale) dell'essere umano, ma amo anche donare frammenti di me a piu' persone possibili.
Che siano solo frammenti, pero', perche' l'intera pianta non recidera' mai le proprie radici per "donarsi".
Altra cosa che vorrei dire: non amo che mi si dicano parole d'amore se non sono io stessa a far capire che mi si possono dire, cioe' che il sentimento e' ricambiato.
Posso accettare tutto. Che mi si dica che sono desiderata oppure che mi si rifiuta, che sono apprezzata e considerata, oppure che faccio schifo e non interesso a nessuno, ma l'amore e' per me un sentimento sacro.
Purtroppo, troppe volte l'ho sentito in bocca a gente che ne parlava a sproposito e questa cosa mi ha sempre infastidita.
Il mio metodo?
Le parole "troia" e "ti amo", me le faccio dire solo da chi ho scelto per farmele dire. E' questa una forma di rispetto che chiedo. Altrimenti diventa tutto un calderone dove non si distingue piu' il "generale" dallo "speciale", e poi tutto il resto dall'"unico".


@ Carlos: Secondo te c'è qualcuno che s'inquieta, che ti vorrebbe cristallizzata? Intendo come blogger

Come blogger, forse no. Ma so che certi miei comportamenti, talvolta mutevoli, possono disorientare. C'e' chi, per ovviare a questo, nel web si costruisce separate personalita' e le affida a differenti nickname o avatar (c'e' chi ne possiede a decine e non se ne fa un cruccio), e chi come me preferisce far tutto utilizzando un unico nick.


@ Tra cenere e terra: Arrivano colori caldi a ravvivarmi

Quando ero ragazza possedevo solo due colori ed ero una maestra nei chiaroscuri. Oggi, invece, possiedo una tavolozza abbastanza ricca. Non dico di averli tutti, i colori, perche' e' impossibile, ma ne ho sicuramente una discreta quantita'.
Colorare le emozioni e i sentimenti non e' semplice. Soprattutto se, poi, allo steso sentimento se ne devono mischiare altri, come sempre avviene.
Puo' l'attrazione sessuale essere gialla? E se lo e' che tipo di giallo? Aranciato? Canarino? Ocra? Limone? Oro? Milano? Zafferano? Indiano?
Ecco che ad ogni intesita', ad ogni sfumatura dell'attrazione, il giallo puo' essere diverso.
E la stessa cosa la si puo' fare con ogni emozione. Mischiando il rosso dell'amore al giallo dell'attrazione ci fa ottenere degli arancioni talvolta incredibili, e quando ci mettiamo dentro un po' di verde gelosia, ecco che ancora tutto cambia.


@ Xtc: Scrivi bene, sai?

Tu meglio di me. :-)

Tra cenere e terra ha detto...

Mio Dio (perdona l'espressione)... ma quando parli dell'amore me ne sto qui a leggerti con un trasporto che non mi riesce di spiegare. Mi incuriosisci davvero! Sai di che mi viene voglia? Di imbrattarmi le mani attingendo ai tuoi colori, e di disegnarti su tela. Senza sagoma. Come il frutto della mia creatività.

carlos ha detto...

Klàra:
Stai per caso stigmatizzando il fatto che cambio spesso l'avatarre? Non ci trovo nulla di strano in questa impermanenza, in ogni caso ognuno significa me. :)

rabbah ha detto...

"con questa mia poliedrica personalita’ io ricerchi la completezza. "

Che ce di male nel essere "incompleto?"
Se ragiungerai la completezza nn avrai niente da agiungere....sara la fine.
Se ci penso bene e proprio sta ricerca, in se stessa, che ci mantiene vivi, ci mantiene l`interesse vivo. Non ti auguro di diventare un individuo completo perche in tal caso sarai in eterno un essere anoiato..... sarai un problema risolto. e questo che desideri?
Cerca pure questa tua completezza ma non desiderarti mai di ragiungerla per davvero. lascia un po di spazio e sarai piu intrigante :)

Anonimo ha detto...

il bolg che copia si chiama: Conny blog... http://connina.wordpress.com/2011/05/06/lo-specchio/

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Tra cenere e terra: Di imbrattarmi le mani attingendo ai tuoi colori, e di disegnarti su tela. Senza sagoma. Come il frutto della mia creatività.

Beh... adesso che lo hai detto, lo fai. :-)
Sono curiosa di vedere il risultato.


@ Anonimo: Credo che tu sia sempre "buiosudime", che ha commentato anche nell'altro post. Posso darti aiuto in qualche modo? :-)


@ Carlos: Stai per caso stigmatizzando il fatto che cambio spesso l'avatarre?

Assolutamente no. Non mi riferisco a te. Cambiare l'immagine non significa mutare personalita' e neppure cambiar nickname qualora non ci si nasconda.
Mi riferisco a chi si porta addosso decine di personalita' diverse. La stessa persona che recita decine di parti, uomo, donna, bambina, vecchietta, operai, artista, alieno, agemte segreto, prostituta, venditore ambulante, studente ripetente, medico di famiglia, ballerina del Bolshoi, succhiatrice di caramelle (e di altro)...
Insomma, roba da far invidia a Zelig (quello del film).
Fai conto che, alcuni anni fa, quando ancora non sapevo fino a che punto la malattia di Zelig avrebbe preso campo, a volte entravo nei forum dove replicavo a 10 persone che credevo tutte diverse ed invece era sempre lo stesso matto (o la stessa matta) che utilizzava piu' nick.


@ Rabbah: Se ragiungerai la completezza nn avrai niente da agiungere....sara la fine.

E che problema c'e'?
Hai paura della fine?
Vorresti che un libro, un film, uno spettacolo teatrale durassero in eterno come un'infinita telenovella?
Io no.
La fine arrivera' quando dovra' arrivare, ma la mia ricerca della completezza non si arrestera solo perche' questa mi avvicinera' alla fine.

Tra cenere e terra ha detto...

Dirò: tu non esisti?
Ma cosa mai allora
di simile in te sente
la mia mano? e quei colori
d'inesistenza non son frutto.
E chi ha suggerito
quelle tue tinte?
Io non avrei la forza,
io, grumo borbottante
di parole al colore estranee,
di immaginare questa
tua tavolozza.

J. Brodskij


Mia Signora, non sono un così grande artista... ;)

carlos ha detto...

Anche io avrei un po' di paura di raggiungere la soglia della "completezza". Fortuna dunque vuole che io ne sia ben lontano, tanto da reputare la cosa quasi irraggiungibile, e forse senza il quasi. Magari questo è un pensiero immaturo, come quello di un feto che vive con ansietà e dolore il momento del distacco dalla placenta materna.

rabbah ha detto...

"Hai paura della fine?"

No, solo della sua eternita

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Rabbah: "Hai paura della fine?"

No, solo della sua eternita


La fine dell'Eternita'. :-)
Te lo consiglio. C'e' anche in Rumeno.

http://ro.wikipedia.org/wiki/Sf%C3%A2r%C8%99itul_eternit%C4%83%C8%9Bii

buio ha detto...

Grazie...

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Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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