sabato 14 maggio 2011

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Etèra e Nereide - Momento quinto

- Quinto momento -

SECONDA LETTERA A NEREIDE

Cara Nereide, ti scrivo perche' spero che mi leggerai, anche se non sono certa che lo farai. Ormai non ti vedo da giorni.

Vorrei chiederti se e' ancora il caso di proseguire nella nostra avventura, in quello che tu hai definito il nostro racconto a quattro mani o se, invece, io debba rimuoverti dalla mia mente, dai miei pensieri e dalle pagine scarabocchiate di notte cercando di capire cio’ che ci unisce e cio’ che ci divide.

Mi avevi fatto un dono ed io lo avevo accettato con grande felicita'. Ora pero' qualcosa e' cambiato. E quel dono che doveva essere solo per me, lo trovo sparso un po’ ovunque, gettato dappertutto come se non avesse piu’ valore. E’ questo il valore che gli dai? E’ questo il valore che mi dai?

Sinceramente, non so se me la sento di proseguire...

Forse dovrei tornare a parlare di “me” non piu’ di “noi”. Cio’ che davvero mi dispiace e’ che per ben due volte mi e’ stato fatto quel dono e per ben due volte l’ho visto gettato al vento, quasi che tutto fosse fatto con premeditazione, per far crollare il piccolo castello di fiducie che avevo faticosamente costruito.

Ma non ha importanza. Nonostante tutto il bilancio resta ancora positivo per me. In fondo non saro’ io che dovro’ rinunciare a leggere il modo in cui avevo rielaborato la nostra vita, i nostri dialoghi, i nostri sogni, i nostri battibecchi il nostro stare insieme… i nostri abbracci. Non saro' io a farlo. Sarai tu che non conoscerai mai cio' che avevo scritto in quei fogli di carta che adesso abbandonero’ in un cassetto fino a quando un giorno qualcuno per caso, quando noi sareme dimenticate, lo ritrovera'.

E’ un vero peccato… mi piaceva dialogare con te.”


Etèra poso’ la penna con calma. Poi ripiego’ con cura il foglio di carta e lo infilo’ in una busta. Lecco’ la colla della busta e la chiuse. L’indomani mattina l’avrebbe spedita... o forse no. Ancora non lo sapeva, ma aveva tutta la notte per pensarci.

5 commenti :

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Questo post cambiera' presto il titolo in "Momento quinto". Perche' "momento quinto" se il dialogo tra Etera e Nereide si era interrotto al terzo momento? Come mai questo "salto"?
Ebbene, il salto e' dovuto solo ad un errore di Blogger che ha cancellato il "Quarto momento" che avevo pubblicato qualche giorno fa.
Quando "Momento quarto" tornera' al suo posto, allora cambiero' il titolo.
Ma perche' spiego tutto questo? C'e' forse l'intenzione di proseguire con la storia di Etera e Nereide?
Ancora non lo so. Dovro' decidere in base a quello che accadra. Se accadra' cio' che mi attendo (e cio' che mi e' stato detto e promesso), allora proseguiro' con la storia, cosi' come da me rielaborata. Altrimenti tutto si concludera' con "Momento quarto" e lascero' il resto chiuso in un cassetto.
Purtroppo c'e' una cosa che tanta gente non comprende ed e' l'importanza che il dono ha, sia per chi lo riceve, sia per chi lo fa.
Donare qualcosa a qualcuno e' un atto speciale se fatto col cuore. Se ricevo una rosa da una persona e lei mi dice che quella rosa e' stata colta per me, solo per me, ha un significato ben preciso. Se pero' il giorno dopo vengo a sapere che quella persona la rosa la dona a chiunque incontri per strada, di significato ne ha un altro.
Nel primo caso potrei prendere la rosa e metterla in un vaso con l'acqua, facendola sopravvivere piu' che posso. Nel secondo, la getterei via.
Ricevere doni e' facile. Il difficile e' saperli fare.

arianrhod ha detto...

la rosa non l'ho mai regalata a nessuno...

avendola piantata da un seme, l'ho mostrata a chi era importante per me...
perchè era una conquista, una creazione per me importante...

ma non sono la creatrice anche delle emozioni che la rosa suscita nelle persone a cui ne ho fatto sentire il profumo...

non posso controllare il dolore che hanno provato nel vedere che ti avevo regalato una delle rose del mio giardino...

la donna di cui ti ho parlato è dolce, sensibile e sono certa che capirà!

ho provato anche a mettermi nei tuoi panni e....
ho pensato ai mille pensieri che nei tuoi panni avrei potuto fare....

non mi sento meno responsabile dei sentimenti che provi tu solo per il fatto di non averti mai nè vista nè frequentata...

per me un'anima è tale anche se sfiorata!

e credimi...non avrei voluto creare questa incomprensione...

elena

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Elena: la rosa non l'ho mai regalata a nessuno...

Buon giorno Elena. Avevo letto queste parole ed avevo pensato che tu me ne avessi fatto dono:
"se Etera e Nereide sono servite a farti creare un gioiello tuo...allora...sono io a fartene dono virtuale..."

Devi perdonarmi perche' non essendo del tutto italiana e vivendo la quasi totalita' della mia giornata immersa in una logica leggermente diversa, posso trovarmi spiazzata o non comprendere del tutto.
Io non voglio appropriarmi delle tue cose. Spero che questo tu l'abbia compreso. Chi ha gestito i tuoi pensieri appropriandosene a tua insaputa, pur avendoli ricevuti in prestito o in visione, non sono stata io ma altre persone.
Se avessi ricevuto qualcosa in visione ti assicuro che non avrei mai neppure iniziato questa esperienza. Come puoi ben vedere non sono carente di argomenti, ne' di emozioni, ne' di sentimenti, ne' di esperienze, ne' di fantasia.
Il fatto e', secondo me, che cio' che tu hai elaborato e' davvero "universale" e molte donne vi si possono riconoscere. Questo ha creato piu' di un equivoco. Utilizzato come una "rosa", il dialogo fra Etera e Nereide puo' creare in una donna che lo legge la sensazione che sia stato scritto appositamente per lei. Soprattutto se e' questo cio' chele viene detto.
Ma spero di poter rimediare e rimettere tutto a posto. Ovviamente cercando di capire qualo sono le tue reali intenzioni. :-)

arianrhod ha detto...

Etèra
cosa vorresti fare?
cosa credi si possa fare a questo punto della nostra storia?
ora più che mai mi sento lontana da te, tra onde che mi consentono di vederti appena!
o forse non ti ho mai vista e sei frutto della mia immaginazione?
o forse...sono solo stanca e questa stanchezza mi porta a sentirmi lontana da me stessa...
se potessi esprimere un desiderio?
come sempre i miei desideri sono due e diametralmente opposti...

uno sarebbe che tutto questo non fosse mai accaduto...
che le parole sparissero da ogni pagina scritta e continuassero solo nel mio mondo , nella mia vita, protette da me...

un altro sarebbe riuscire ad uscirne vincitrice...
riuscire a gestire il caos, trovare un bandolo della matassa...
svegliarmi dal buio di questi giorni arricchita, fosse anche solo di ricordi....

questo vorrei...

mia dolce Etèra

tua Nereide

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Elena: Etèra
cosa vorresti fare?
cosa credi si possa fare a questo punto della nostra storia?


Assolutamente niente.
Attendere.

o forse non ti ho mai vista e sei frutto della mia immaginazione?

Fra tutte le immaginazioni che puoi aver avuto, io sono quella piu' reale e solida. Tuttavia, devi sentirlo dentro di te.

se potessi esprimere un desiderio?
come sempre i miei desideri sono due e diametralmente opposti...
uno sarebbe che tutto questo non fosse mai accaduto...
che le parole sparissero da ogni pagina scritta e continuassero solo nel mio mondo , nella mia vita, protette da me...


Prima di desiderarlo completamente, magari ti conviene leggere cio' che si sono dette Etera e Nereide nel loro "Momento Quarto" appena tornato online.

http://chiara-di-notte.blogspot.com/2011/05/etera-e-nereide-momento-quarto.html

un altro sarebbe riuscire ad uscirne vincitrice...
riuscire a gestire il caos, trovare un bandolo della matassa...
svegliarmi dal buio di questi giorni arricchita, fosse anche solo di ricordi....


Questo e' possibile. Ma perche' accada devi rischiare e fidarti. Anche se ti ho sempre detto che fidarsi e' male e non lo si dovrebbe mai fare.

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Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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