mercoledì 27 aprile 2011

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A vasúti utazás

“Intercity 5137 per Budapest proveniente da Nyíregyháza, e' in arrivo sul primo binario. Si prega di restare dietro la linea bianca di sicurezza. Prossime fermate: Mezőzombor, Miskolc-Tiszai, Budapest-Keleti…” ripete una voce monotona.

E’ una stazione piccola, immacolata, ben organizzata e pratica. Come ogni stazione ferroviaria e' fredda e impersonale, pero’ mi e’ familiare. Difficile che qualcuno non mi riconosca e non mi saluti. La citta’ e’ piccola. Ho pero’ i miei posti segreti: la panchina, l’edicola, lo sgabello della caffetteria. Ho i miei rituali. Anche se non ci credo, mi piace fingere di essere superstiziosa: indosso sempre intimo bianco quando viaggio, e salgo sul treno salendo la scaletta sempre col piede sinistro. Ho la mia routine, come quella di acquistare qualche rivista da leggere durante il viaggio e, se sono in anticipo, sedermi in caffetteria. Anche qui ho le mie abitudini: the senza zucchero e due pasticcini che pero’ non devono essere col marzapane. Detesto il marzapane.

Fra le tante cose che detesto il marzapane non e’ certo la peggiore, sia chiaro. Ce ne sono altre che davvero non sopporto, e non solo di tipo culinario. Come le persone insistenti, ad esempio, quelle che non accettano i “no” o che sono talmente piene di se’ da credere che tutto il mondo cada loro ai piedi. Questo significa che riesco a sopportare poco anche me stessa, ma con me stessa devo pur convivere e molti dei difetti che ho devo gioco forza perdonarmeli.

Fra le cose che invece mi piacciono, viaggiare e’ al primo posto. Non mi annoio mai. Una volta, quando i viaggi li facevo per lavoro, spesso mi sentivo stanca, sfibrata, spossata, snervata. Talvolta mi ritrovavo ad essere alienata e confusa, soprattutto quando mi svegliavo nel letto di una fredda camera d’albergo in compagnia di un estraneo del quale non m’importava assolutamente nulla. Mi capitava di guardarmi allo specchio senza riconoscermi ed avevo bisogno di alcuni secondi per ricordarmi esattamente dove ero.

Si’. Una volta era diverso.

Oggi non e’ piu’ cosi’. Oggi, do libero spazio alla solitudine che, nell’essere vagabonda, porto con me alla continua ricerca del grande sconosciuto. Non parlo della solitudine nel suo significato antisociale e sinonimo di misantropia. Al contrario, con l’eta’ sono diventata una persona piuttosto socievole e amo la compagnia, quando e’ stimolante, clinicamente testata, presa in dosi omeopatiche e non imposta. Sto parlando della solitudine come intima convinzione psicologica e intellettuale; la solitudine che mi permette di ascoltare me stessa e realizzare quello in cui non credo di essere capace; la solitudine che mi consente di comprendere meglio la mia interiorita’ e il mondo intorno, cosi’ da farmi meno illusioni su entrambi; la solitudine che mi fa sentire leggera, senza peso, e aperta ad ogni possibilita’, pronta quindi a sacrificare piu’ facilmente le mie convinzioni; la solitudine che mi concede di vedere realmente le cose attorno a me, lontana da intralci, influenze o distrazioni, cosi’ da esserne realmente delusa. E perplessa di fronte a tutti i differenti volti, ritmi, odori, parole, a cui ogni volta vado incontro.

Viaggiare per me e’ vivere. Oggi non potrei piu’ farne a meno. Cambiare ambiente, incontrare persone e scoprire cose nuove mi ripaga di tutta la fatica, gli imprevisti, i rischi, le perplessita’ e il caos che ne derivano. E’ uno dei principali propositi su cui baso mia esistenza. Far esperienza di cose nuove. Leggere cose nuove. Scoprire cose nuove. Comunicare, sentire, imparare e amare cose nuove. E persone nuove, certamente.

Quando si chiudono le porte del treno cancello chi sono. La mia vita diventa un ricordo, qualcosa che non mi appartiene piu’ e inizia cosi’ la mia corsa verso l’avventura. Mi trasformo in una persona diversa, solitaria cacciatrice, esploratrice curiosa, donna e uomo allo stesso tempo, smaniosa di trovare qualcosa che mi faccia emozionare. Qualcosa da ricordare.

Se viaggiare non e’ vivere, allora cos’e’?


Tra un singhiozzo e un balzo, il treno corre lungo i binari mentre, persa con lo sguardo oltre il finestrino, guardo la mia terra che si allontana. Ogni volta sento che la nostalgia tenta di rimanermi aggrappata agli angoli degli occhi, come se volesse trattenermi, ma non ce la fa ed ogni volta sopprimo quel calore che sento dentro e mi lascio andare. Sto solo partendo. Ci sara’ poi un ritorno, e ci saranno altre partenze ancora, come ogni volta, e ogni volta penso: “Perche’ questa mia inguaribile smania di vagabondare? Perche’ questo desiderio di partire cancellando tutto? Cosa sto cercando veramente e che non riesco a trovare?”

Il treno sta abbandonando la mia piccola citta’. Ormai si vedono solo i tetti indistinti delle case all’orizzonte e una sottile lingua di verde piu’ intenso dove gli alberi costeggiano il fiume che si perde fino a scomparire. Il rumore delle ruote sui binari mi scuote dai pensieri e mi riporta alla realta’. Mi sistemo meglio nella poltrona e cerco di trovare una posizione piu’ comoda. Il treno e’ quasi vuoto e di posto ce n’e’ in abbondanza. Solo due persone nello scompartimento, oltre a me: un uomo seduto di fronte ed una donna al mio fianco.

Nelle mie manovre di assestamento, mi accorgo che lo sconosciuto mi sta guardando. Mi tolgo i grandi occhiali da sole e lo fisso dritto negli occhi. Lui, accennando un audace sorriso continua a fissarmi, ma solo per poco perche’ il mio sguardo, forse un po’ troppo tagliente, lo intimidisce, e alla fine, arrossendo, desiste e rivolge gli occhi altrove.

Gli occhiali scuri servono a delimitare la linea di confine tra me e il resto del mondo. Li porto sempre, quando viaggio. Sono il mio filtro e niente passa a meno che non decida di togliermeli, ma per farlo devo essere davvero interessata, oppure seccata. Li rimetto e ritorno alla mia compostezza. Ho voglia di rilassarmi, ho voglia che tutto intorno si annulli, come se nel treno fossi io l’unica viaggiatrice. Chiudo gli occhi e in un attimo mi addormento, ma il sonno dura poco. Mi sveglio di soprassalto quando lo stridere e l’odore pungente dei freni, segnala l’arrivo in una stazione. Una boccata d’aria, penso; prendo la borsa e scendo lungo la pensilina. Ma e’ solo questione di pochi minuti, perche’ il capostazione segnala che il treno deve ripartire subito.

Nel corridoio, con le spalle appoggiate alla porta, lo sconosciuto mi osserva in silenzio. Esaminandolo meglio mi rendo conto che e’ un bell’uomo. Di lui mi colpiscono gli occhi, grandi, scuri, allungati. E poi il naso, importante, che gli conferisce un aspetto virile. Ho in antipatia i nasi piccoli e troppo perfetti perche’ li ho sempre associati a persone poco generose di sentimenti. Non so per quale motivo abbia questa convinzione; forse per qualche ricordo subliminale nascosto nella mia psiche, oppure semplicemente per un irrazionale pregiudizio. Il labbro superiore, leggermente piu’ pronunciato di quello inferiore, gli rende la bocca terribilmente desiderabile. Pare essere li’ solo per mettermi alla prova, e penso che il caso, giocando con me sapendo bene cosa mi piace, voglia darmi l’opportunita’ di vivere una delle mie avventure. Decido che forse il viaggio potrebbe anche trasformarsi in qualcosa di piacevole.


Gli passo accanto, lo sfioro e, facendo finta di nulla, mi dirigo al mio posto. Mi adagio di nuovo nella poltrona ed inizio a leggere una delle mie riviste. Mi limito a sfogliare controvoglia le pagine guardando solo le immagini, poi, annoiata, prendo dalla borsa il libro che porto sempre con me. Inizio a leggerlo dal punto in cui lo avevo lasciato. Mi restano solo poche pagine per terminarlo. L’uomo mi guarda incuriosito. Con la coda dell’occhio riesco a sbirciarlo e vedo che non mi toglie un attimo gli occhi di dosso. Forse e’ attratto dalla massa di capelli corvini e ribelli che mi si distribuiscono sulla schiena e sulle spalle, con qualche ciocca che mi ricade sul viso. So di non passare inosservata.

Accavallando le gambe, col piede gli sfioro la caviglia. Lui pensa che il contatto sia dovuto ad un mio gesto di accomodamento. Gli sorrido, poi m’immergo ancora nella lettura. Spero che il piccolo gesto possa essere l’inizio di una timida conversazione, ma capisco presto di non trovarmi di fronte ad un estroverso. Il mio libro e’ ormai alla fine e so che il viaggio sara’ ancora lungo…

Come se fosse il gesto piu’ ovvio e normale, gli accarezzo con il piede la caviglia, lentamente. Poi, con la massima naturalezza, lo infilo sotto l’orlo dei suoi pantaloni e gli sfioro la gamba. Lui resta immobile, con la testa di lato e un'espressione di visibile imbarazzo. Mi tolgo gli occhiali; voglio che mi guardi ancora negli occhi. Questo lo confonde. Lo sto sfidando, apertamente, senza alcun pudore. Incurante dell’altra passeggera presente, continuo a toccargli la gamba con il piede, mentre lui, ormai, riesce a stento a star fermo e a fingere indifferenza. Percepisco la sua schiena irrigidirsi contro lo schienale. Lo vedo teso, nervoso, e sento che i suoi muscoli guizzano al mio tocco. Non ci siamo scambiati nemmeno una parola, ma non c’e’ alcun bisogno di parlare.

Con un gesto lento porto il piede lungo la sua gamba, fin su al ginocchio per poi fermarmi tra le sue gambe. Lui spalanca gli occhi, colto alla sprovvista, ma so che la situazione lo attrae terribilmente. Non fara’ nulla per fermarmi. Vorra’ vedere fin dove mi spingero’ col gioco e cosa succedera’ dopo. Mi piace la sua reazione. In certe circostanze, gli uomini timidi, pero' sfacciati, sono l’ideale.

Mi piace osservare la sua espressione di stupore: un insieme di incredulita’ e di piacere. Il mio gioco lo rende protagonista di un desiderio che molti uomini hanno. Lo so. So che vuole che lo trascini oltre quelle barriere che l’educazione ed il buon senso impongono. Colgo l’attimo di sublimazione. I suoi occhi brillano di quella particolare luce che nasce solo quando brucia la passione: mi desidera. So che vorrebbe sentire l’aroma della mia pelle, perdersi tra i miei capelli, sentire il mio seno contro il suo torace. Quasi gli leggo nella mente.


Mi tolgo il maglione. Sotto indosso una maglietta che lascia poco spazio all’immaginazione. Lo vedo stringere i pugni, mordersi il labbro, portarsi una mano sul viso. La sua espressione diviene indagatrice, non riesce piu’ a reggere la tensione, i bottoni sulla patta dei pantaloni iniziano a tendersi e so che per lui stanno diventando dolorosi. Ma non fa altro. Forse si aspetta da me un gesto ancor piu’ esplicito, qualcosa che renda piu’ chiare le mie intenzioni. Come se gia’ non lo fossero...

Il mio piede tortura e accarezza i suoi desideri, mettendo alla gogna la sua resistenza. Con un gesto misurato si alza dal sedile guardandomi negli occhi, sperando che nel suo sguardo io colga la sua richiesta di seguirlo. Poi si dirige esitante verso il corridoio. Resta per un po’ ad attendermi, ma io non lo seguo. Voglio ancora giocare; voglio essere io a gestire la situazione. Quando riprende il suo posto, lo ignoro e resto con lo sguardo perso nel paesaggio che scorre veloce fuori dal finestrino. So che vorrebbe afferrarmi per i capelli e trascinarmi fuori in corridoio, poi nella toilette e prendermi senza alcuna esitazione. Di sicuro non gli piace essere trattato come un oggetto.


Il treno rallenta la sua corsa. Entriamo in un’altra stazione. Prendo la borsa e corro verso l’uscita. Ho voglia di un’altra boccata d’aria… e di altro. So che lui mi raggiungera’. Ed, infatti, eccolo. Resta pero’ in disparte. Quando il capostazione annuncia la partenza, mi affretto alle scalette per risalire e lui mi tende la mano con un gesto di raffinata cortesia. Sfilando la mano dalla sua, ho modo di sentire la piacevolezza del suo tocco. Il tocco e' importante. Sfiorare una mano puo' lasciarmi indifferente, oppure farmi provare un brivido. Ed e' cio' che avviene.

In modo sfacciato, gli afferro il viso e gli passo fugacemente la lingua sulle labbra. Lui mi afferra per le spalle, mi prende per i capelli e mi trascina a se’; reclino la testa offrendogli il mio collo e gli faccio sentire la pressione del mio seno sul suo petto. Desidera baciarmi, ma esita troppo, cosi’ afferro il suo attimo di titubanza e riprendo possesso della situazione. Apro la porta della toilette e lo spingo dentro. Poi, senza dire neppure una parola, gli infilo la lingua in bocca in un lungo bacio di quelli che annullano tutto il resto.

Nello spazio angusto della toilette, avviene quello che deve avvenire. Non lo descrivero'. Sarebbe banale. E importante non e' tanto quel che accade, quanto il perche' accade. Tuttavia e' quello che spesso si desidera, ma che poi non si fa per il troppo pudore o per la poca incoscienza. Quello che resta confinato nei sogni, o che troppe volte viene descritto nella letteratura erotica piu’ scontata. Quello che solo Shahrazad, forse, potrebbe oggi pensare di raccontare, ma che nessuna viaggiatrice solitaria immaginerebbe mai di poter di vivere. Pero’…

Se viaggiare non e’ vivere, allora cos’e’?

Mille e una notte sono trascorse,
e quaranta ladroni hanno gia’ bussato alla mia porta.
Ma sto ancora aspettando Ali Baba.



72 commenti :

Gio ha detto...

Viaggiare è cercare insistentemente risposta al grande dilemma della vita: 'possibile che sia tutto qui?'.

Non credo che sia tutto qui, e allora continuo a viaggiare, anche se le forze sono poche, e l'incognite crescono a ogni tappa.

Buon viaggo Klara.

Mariska ha detto...

Esta historia es hermosa, bien escrita
Me gusta mucho
Beso

Tra cenere e terra ha detto...

Credo di aver già viaggiato con te, e di essere già stato quell'uomo.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Gio: Buon viaggo Klara

Grazie Gio. Come vedi, ogni tanto mando una cartolina.


@ Mariska: Esta historia es hermosa, bien escrita

Stai usando il traduttore a piu' non posso, immagino. :-)


@ Tra cenere e terra: Credo di aver già viaggiato con te, e di essere già stato quell'uomo

Credo che "molti" siano gia' stati quell'uomo.
Non mi dirai che eri tu. :-)

Tra cenere e terra ha detto...

E "molte" sono già state quella donna. Non mi dirai che eri tu, tutte le volte. ;)

Non posso semplicemente sederti accanto sul treno? Dai, viaggiamo insieme, senza sfiorarci, così che possa rimanere per te soltanto desiderio, desiderio soltanto.

carlos ha detto...

Essere quell'uomo? Mi è capitato alcune volte e ne vorrò dire anche da me. Condivido il tuo spirito del viaggio, che per me è ragione di vita. Una delle non molte.

Labbro leporino a parte, mi trovo a mio agio anche nella descrizione, sia fisica che psicologia.

"Il mio gioco lo rende protagonista di un desiderio che molti uomini hanno."

Anche il mio, e non un desiderio qualunque, ma uno dei più avvincenti. Nonostante questo purtroppo non ho mai incontrato una donna che facesse lei il passo decisivo. (Che poi di norma è l'uomo a farlo).

E così, vista la mia introversione (insicurezza, timidezza) nei confronti degli "estranei" alla fine viaggiando non si è mai concluso niente.
(Lo strano è, che a volte, l'intraprendenza non mi manca).

Restano i ricordi, comunque piacevoli e divertenti, ma pure un pizzico di rimpianto.

E poi mai dire mai.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Tra cenere e terra (dalla prossima volta spero tu mi permetta di abbreviare il nick in TCeT): Non posso semplicemente sederti accanto sul treno?

No. Accanto non "rendo" bene. Meglio di fronte. :-)


@ Carlos: Labbro leporino a parte, mi trovo a mio agio anche nella descrizione

Vuoi dire che hai il labbro leporino? :-)

carlos ha detto...

:))

No, Klàra, non ho niente di leporino. :)

Chiara di Notte - Klára ha detto...

No, Klàra, non ho niente di leporino

Ah...
E allora che c'entra il labbro leporino?
Ok... ho capito. Era una battuta riferita alla descrizione che ho fatto, e cioe' che un labbro superiore leggermente piu' pronunciato di quello inferiore, tu lo chiami leporino.
Subito non l'avevo capita. :-)

rossoallosso ha detto...

@ Chiara
prima la metro poi il treno,cazzo come faccio a seguirti.
avvertimi prima del prossimo mezzo che userai ;-)

carlos ha detto...

Sì, è così. Certo, il labbro leporino è qualcosa di ben più evidenziato rispetto alla descrizione fatta da te. Però si dice che avere il labbro superiore pronunciato sia indizio di forte carica sessuale. Si dice, si mormora. Forse in chi lo guarda? :)

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Rosso: avvertimi prima del prossimo mezzo che userai

Mi piacciono molto i mezzi su rotaia...
Sara' il rumore, oppure il ritmo... non so.
Ma, come ho scritto anche in un altro post, il movimento di un mezzo di trasporto, sia treno, nave, aereo, auto o qualsivoglia, riesce ad eccitarmi non poco. :-)


@ Carlos: si dice che avere il labbro superiore pronunciato sia indizio di forte carica sessuale

Ah non so...
Kameo dice che ho il labbro superiore meno pronunciato di quello inferiore. Sara' per questo motivo che sono fredda? :-)

rossoallosso ha detto...

posseggo una bici ma è da donna percui dobbiamo per forza stare tutti e due sullo stesso sellino,vale lo stesso? ;-)

Anonimo ha detto...

Quando capito a Roma cerco di non mancare mai una visita alla transverberazione di Santa Teresa: gli occhi colmi di mille bellezze, quasi assuefatti, ebbero un sussulto allora.
Non mi chiesi nulla la prima volta, e la seconda, e forse la terza, poi iniziai a farmi domande.
“Mi piace” è una sensazione che si nutre solo di se stessa; “perché mi piace?” è una ricerca che richiede supporti culturali alle sensazioni. Primo stadio.

La pieve romanica di San Salvatore dei Fieschi si abbraccia con un unico veloce sguardo, non richiede composizioni, “mi piace” è più agevole, quasi naturale, è un moto istintivo più che ragionato; il duomo di Milano si percorre con mille sguardi, anche stupiti, ma se alla fine genera un “mi piace” ne sollecita anche il “perchè?”, è un moto ragionato più che istintivo. Secondo stadio.

Leggendo questo post mi ero fermato al primo stop, alla prima foto, al primo “Se viaggiare non è vivere allora cos’è?”. Pensavo fosse finito lì. “Mi piace”, come la transverberazione , come la pieve, come un piatto di bucatini, come una scopata; “mi piace “ e basta.

Ma non era finito. Termino. Mi piace ancora , ma perchè?

Gli occhiali scuri servono a delimitare la linea di confine tra me e il resto del mondo. Li porto sempre, quando viaggio. Sono il mio filtro e niente passa …
Nel corso della propria esistenza, ogni individuo matura, consciamente o inconsciamente, una filosofia esistenziale basata sul ritmo del proprio pensiero, ora attingendo ad esperienze personali, ora elaborando ed adattando il pensiero altrui. Questa appare di norma la tua posizione, il Klara-distacco, la membrana invisibile ma invalicabile: io entro nel tuo mondo come e quando voglio, ma non tu nel mio.

Ho in antipatia i nasi piccoli e troppo perfetti perchè li ho sempre associati a persone poco generose di sentimenti.
Estetica ed Etica, intese come filosofia non come nasi, ne scrissi tempo fa. Dal poco può nascere molto, come la quercia dal seme. Da un naso un percorso, alla Hegel o alla Kierkegaard.

So che vorrebbe sentire l’aroma della mia pelle, perdersi tra i miei capelli, sentire il mio seno contro il suo torace.
Anche io, da sempre . Ma questo non c’entra con la ricerca del “perché?”.

Nello spazio angusto della toilette, avviene quello che deve avvenire. Quello che a volte si desidera, ma che poi non si fa, per il troppo pudore o per la poca incoscienza. Quello che resta spesso confinato nei sogni…
Ancora Estetica ed Etica: essenza dell’Estetica come valore assoluto che non si nobilita nell’Etica ma vi si fonde, annullando le necessità dei moralismi, religiosi o meno; una sorta di percorso inverso al pensiero storico; rottura di schemi consolidati, alla Klara. Sdoganamento definitivo di ciò che viene vissuto come fiabescamente lontano dalla buona morale quotidiana, e tuttavia oscuramente gustato dal sottile piacere di una perenne attrattiva: la concezione estetizzante della vita che si appaga di piaceri e stimoli sensoriali.

Quello che solo Shahrazad, oggi, potrebbe pensare di raccontare, ma che nessuna viaggiatrice solitaria potrebbe mai immaginare di vivere. Pero’…
Si … però … però tu stai portandoci ad argomentare del superamento dell’ipocrisia e della rinascita della materia con le proprie istanze; immorale non è la ricerca di una esistenza estetizzante, immorale è respingere pervicacemente un invito che senza posa viene rinnovato nei modi più seducenti.
Qui, come in tue cose simili, si respira la sublimazione dell’edonismo, dell’erotismo e dell’estetismo verso traguardi etici, e chi vi colga segni di immoralità essendosi donato ad una esistenza votata all’etica sacrificale, religiosa, fideistica o solo culturale, si condanna automaticamente ad una malinconica infelicità, dimentica la spontaneità dei gesti e del pensiero, e non raggiunge quella serenità interiore, che solo nasce dall’equilibrio delle proprie soddisfazioni e dalla gioia di riversarle nel mondo.

Ecco perché mi è piaciuto.

Duval

carlos ha detto...

Ma sai che sono subito andato a toccarmi le labbra. Pure per me è leggermente più pronunciato quello inferiore.

Fredda tu? Ma secondo me sotto il gelo sarmatico c'è un bel vulcano di passione. Se poi quest'ultimo post è totalmente autobiografico, così parrebbe. Davvero osi prendere gli uomini così? Beata te, ma davvero.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Rosso: posseggo una bici

Non se ne fa niente!
I mezzi di trasporto a due ruote sono troppo instabili e non adatti. :-)

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Duval: il Klara-distacco, la membrana invisibile ma invalicabile: io entro nel tuo mondo come e quando voglio, ma non tu nel mio

Ci vuole anche "capacita'" per poterlo fare. Non bastano gli occhiali.

Da un naso un percorso, alla Hegel o alla Kierkegaard.

Ehi... mi sa che ti attendi troppo da una contadina tzigana. Non pretendevo di entrare in un discorso filosofico. Era solo per dire che i nasi piccoli a me non piacciono. Neppure nelle donne. Se devo essere sincera sono estasiata dai nasi che conferiscono personalita' e non che assomigliano a quello della "Barbie" che poi e' il modello che viene rifatto da ogni chirurgo estetico.
Tutto cio' che risulta troppo "perfetto", troppo affine agli "schemi generali", ai modelli prestabiliti, lo trovo piacevole li' per li', ma alla lunga risulta noioso e poco caratterizzante. Vedo certi volti di donna in tv o sulle riviste (ad esempio le modelle) che sono tutti uguali. Visto uno li hai visti tutti. Sembrano fatti con lo stampino.
Chiamala estetica, chiamala etica, chiamala come vuoi. Io la chiamo "tutti i gusti sono gusti". Ed i miei sono questi. :-)
Quindi ben vengano i nasi decisi, oppure aquilini. Se l'armonia del volto li permette, perche' no?

Anche io, da sempre . Ma questo non c’entra con la ricerca del “perché?

Infatti, non c'entra, ma tu lo metti ugualmente come gli artisti che nei loro capolavori mettevano (e mettono) qualcosa che a prima vista puo' apparire come un difetto, ma siccome e' messo apposta, dimostra la loro bravura.
Come si chiama?

Chiara di Notte - Klára ha detto...

rottura di schemi consolidati, alla Klara. Sdoganamento definitivo di ciò che viene vissuto come fiabescamente lontano dalla buona morale quotidiana

E' solo una questione di "schemi", infatti. Fin dalla nascita veniamo istruiti e condizionati a considerare certe cose moralmente lecite ed altre illecite. La divisione e' spesso netta, anche se poi, con l'ipocrisia, riusciamo a trovare la formula giusta per vivere.
Ma la morale e' una creta che puo' essere modellata a piacimento. Lo fanno i governi, lo fa la religione, lo fa l'economia, la finanza, la politica. Lo fa la Storia. E se lo fanno loro perche' non possiamo farlo noi? Noi che ne siamo i diretti protagonisti e responsabili?
Qualcuno mi spieghi cosa c'e' di sbagliato per una donna nel fare sesso con uno sconosciuto in una toilette di un treno, oppure sul metro', o al cinema, oppure dentro ad un portone, in un vicolo, sulla spiaggia, in un bosco... o anche in una banalissima camera di hotel. Dove sta l'immoralita' e soprattutto dove sta la differenza?
Un luogo vale l'altro. Farlo in una toilette non e' diverso da farlo nella propria casa. Ed anche che la persona sia uno sconosciuto cosa cambia? La prima volta che ci facciamo sesso, non e' forse uno sconosciuto anche chi un giorno sposeremo?
E poi, ci sarebbero altri punti che potrebbero essere discussi riguardo a cio' che e' considerato immorale, come la differenza che c'e' nel farlo senza ricevere niente in cambio se non sensazioni "fisiche" e farlo invece ricevendo in cambio sensazioni "emozionali" e di appagamento psicologico. E per appagamento psicologico ed emozione comprendo anche essere corteggiata a cena, oppure essere la destinataria di un regalo o una qualsiasi altra dimostrazione di apprezzamento. Che potrebbe anche essere denaro.

e non raggiunge quella serenità interiore, che solo nasce dall’equilibrio delle proprie soddisfazioni e dalla gioia di riversarle nel mondo

"Riversarle nel mondo". Ecco i termini giusti. Cioe' permettere ad altre persone di vivere qualcosa di piacevole.
Se si ha acqua in abbondanza, perche' non donarla liberamente? Se si hanno soldi in abbondanza perche' non far felici altre persone? Se si hanno sentimenti in abbondanza perche' non far partecipe anche chi, da quel punto di vista, puo' esserne carente?
Dovrebbe essere il proposito dell'arte e di ogni altra manifestazione umana. Quindi rompere gli schemi (come tu hai accennato) per me significa anche rompere l'egoismo.
Vivere le avventure e raccontarle, mantenendo ovviamente il rispetto della privacy, puo' essere un modo per "riversarle nel mondo".

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Se poi quest'ultimo post è totalmente autobiografico, così parrebbe. Davvero osi prendere gli uomini così?

Non io.
Non sono io.
Ho scritto, infatti: "Quando si chiudono le porte del treno cancello chi sono. La mia vita diventa un ricordo, qualcosa che non mi appartiene piu’ e inizia cosi’ la mia corsa verso l’avventura. Mi trasformo in una persona diversa, solitaria cacciatrice, esploratrice curiosa, donna e uomo allo stesso tempo, smaniosa di trovare qualcosa che mi faccia emozionare."

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Davvero osi prendere gli uomini così? Beata te, ma davvero

... Mi ero persa la conclusione. Quel "Beata te".
Cioe?
Cosa c'e' di strano?
Come si prendono gli uomini?
Hanno bisogno prima di essere "preparati" come i fagioli? devono essere "messi a bagno" la sera prima?
Cos'e' che ti sconvolge cosi' tanto? Dimmi. Sono curiosa.
Tu le donne come le prendi? Se vedi una che ci sta che fai? Inizi a giocare col telefonino e la lasci andare?
Sai... quando facevo il "mestiere" nessuno mi ha mai detto: "Tu gli uomini li prendi cosi'? Beata te!"
Perche'? C'e' differenza fra scopare per denaro o per piacere? Non e' meglio farlo per piacere?
Quindi, se e' meglio, perche' avere ritrosie a farlo per piacere e non averle invece a farlo per denaro?
Anche se, quando capita, farlo cioe' per entrambi, piacere e denaro, e' davvero il massimo raggiungibile.

carlos ha detto...

Oh Madonna Klàra (senza virgola in mezzo fa un diverso effetto), sai che mi sento proprio tonto, non ho capito. Quindi sei sempre tu e dunque parrebbe autobiografica la cosa. Però dici "non sono io". Boh.

La risposta che in precedenza dai a Duval è molto giusta e la condividerei, ma una cosa è la pratica, altra la teoria. Riuscire ad agire con coerenza e senza condizionamenti non è per niente facile. :)


Ps: Senti Klàra, ma non puoi fare qualcosa per moderare questo verifica parola: mi tocca scrivere conati adesso. Ti pare bello?

carlos ha detto...

Klàra, posso concordare su tutto, ma su questo ho qualche dubbio: "Anche se, quando capita, farlo cioe' per entrambi, piacere e denaro, e' davvero il massimo raggiungibile."
Vabbè, mi dirai che per te è così.

Ormai non mi sconvolge più niente, ma non credo di essere antico io, pur avendo gli anni miei. Il fatto è che, parlo per me, sui mezzi di trasporto hanno prevalso in passato, a volte l'insicurezza (o pura e semplice fifa?) e magari i condizionamenti. Forse non ho saputo cogliere l'immediatezza, e a ragionarci col senno di poi siam bravi tutti. In realtà a volte sono stato di un timido sconvolgente, a volte decisamente meno, ma poi la cosa si è conclusa lì. E poi rimane il fatto che mi sono sempre sentito più preda che cacciatore. Anche se poi chi lo stabilisce chi è davvero preda e chi cacciatore? In molti casi la trappola è lì bella ferma e il topo ci si infila da solo. Ma che orrenda metafora che ho fatto! Vabbuò, dopo 'sta mezza ciofeca, me ne vo al mare. E' tardi. Ciao. :)

carlos ha detto...

Klàra: "Cos'e' che ti sconvolge cosi' tanto? Dimmi. Sono curiosa.
Tu le donne come le prendi? Se vedi una che ci sta che fai? Inizi a giocare col telefonino e la lasci andare?"

A volte faccio così, anche se si tratta di taxy:
laspadachecanta.blogspot.com/2010/11/in-viaggio-vol-ii.html

Perdona la spezzettatura del discorso, non vuole essere poesia.

E, se lo vorrai, puoi anche confrontare con gli altri volumi.

E ne dovrò fare uno nuovo, sull'onda del tuo.

E sono sempre puramente autobiografici, come il blog del resto.

E ciao ciao. Vado. Sole. Luce.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Carlos: Quindi sei sempre tu e dunque parrebbe autobiografica la cosa. Però dici "non sono io"

Non sempre si tiene lo stesso comportamento ovunque e sempre. Esistono luoghi e momenti dell'esistenza in cui ci si puo' anche comportare in modo diametralmente opposto a quello che si ha nella normalita' della nostra vita di ogni giorno.
Al Carnevale di Rio, sicuramente avrei comportamenti diversi da quelli che terrei in un monastero tibetano, non credi?
Pero' mi chiedo: perche' separare le nostre diverse anime correlando il cambiamento ad un mero discorso geografico? Non e' sufficiente che le porte di un treno si chiudano dietro le spalle?

Riuscire ad agire con coerenza e senza condizionamenti non è per niente facile.

Quando parlo che determinate scelte, anche se non molto ortodosse, nella vita possono lasciare comunque sedimenti di positivita', non dico cosi' per dire qualcosa per riempire qualche riga in un blog.
La vita e' una palestra continua. Chi si trova a fare esperienze di tipo intellettuale, bene o male arrivera' ad allenarsi da quel punto di vista; chi si trova a farle di tipo fisico, magari, arrivera' ad avere addominali invidiabili...
Voglio dire che fare la prostituta, chi sceglie di farlo e non chi e' costretta, alla fine cambia l'ottica del "sesso", e del modo in cui si arriva all'approccio, il modo in cui si vive (o non si vive) il pudore, e tutto cio' che e' afferente ad avere un rapporto sessuale con qualcuno. Anche qualcuno sconosciuto che, per me, rappresenta il massimo per quanto riguarda un'avventura di tal tipo. Che poi, se ci pensi, non e' molto distante da quando gli estranei li incontravo per soldi. Anzi, e' addirittura "miglorativo".
E se non mi pesava prima, perche' dovrebbe pesarmi adesso?

posso concordare su tutto, ma su questo ho qualche dubbio: "Anche se, quando capita, farlo cioe' per entrambi, piacere e denaro, e' davvero il massimo raggiungibile."
Vabbè, mi dirai che per te è così


Invece il massimo quale dovrebbe essere?
Tu potresti dire: farlo per amore.
Ok, sono d'accordo, ma che amore si puo' trovare in uno sconosciuto incontrato su un treno?
Non ci si incontra mica gia' innamorati.
Vuoi forse dirmi che se non c'e' l'amore non lo si fa?
Lo si fa lo stesso. E fra le cose che si fanno in assenza di amore, c'e' anche il farlo per piacere, oppure per denaro, oppure per tutti e due insieme.
Se proprio vuoi posso correggere: il massimo dei massimi e' quando lo si fa per piacere + denaro (in ogni sua accezione, quindi anche altri tipi di vantaggi economici) + amore.
Ok cosi'? :-)

carlos ha detto...

Mica tanto Klà, avrei da eccepire ancora su quest'ultimo punto. Ancora, penserai, oddio è un incubo questo qua. E allora non eccepisco più. Ti dico solo che a me non piacerebbe farmi pagare e ho detto sempre no a chi me lo ha proposto. Finora (ma ormai chi mi si piglia più?).

Certo lo si diceva in giro che La dame aux camélias era più un romanzo sui soldi che sull'amore. Come probabilmente già Manon.

Klàra: "Invece il massimo quale dovrebbe essere?
Tu potresti dire: farlo per amore."

Indovinato, al primo posto, nella fase iniziale della passione e del forte coinvolgimento emotivo dovuto anche alla scoperta.

Il denaro mi pare svilisca sempre un po', altra cosa è la generosità. Per come la vedo io dovrebbe essere in equilibrio, poi è pure giusto che chi più ne ha, più ne metta.

"Non sempre si tiene lo stesso comportamento ovunque e sempre. Esistono luoghi e momenti dell'esistenza in cui ci si puo' anche comportare in modo diametralmente opposto a quello che si ha nella normalita' della nostra vita di ogni giorno."

Vale anche per me.

"Pero' mi chiedo: perche' separare le nostre diverse anime correlando il cambiamento ad un mero discorso geografico? Non e' sufficiente che le porte di un treno si chiudano dietro le spalle?"

Certo, basta un click qualsiasi, per te le porte di un treno, per altri l'oscurità della notte, per altri ancora chissà cosa.

"Voglio dire che fare la prostituta, chi sceglie di farlo e non chi e' costretta, alla fine cambia l'ottica del "sesso".

Ho sempre pensato che fosse una scelta negativa per la sessualità di chi la esercita. Però mi inchino a te. L'esperta sei tu.

:)

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Carlos: Il denaro mi pare svilisca sempre un po'

Interessante.
Svilisce il sesso, ma non svilisce ogni altra cosa.
Come cani di Pavlov, le persone, appena sentono nominare "denaro" in un contesto di "sesso", immediatamente hanno dei conati di vomito, svenimenti, crisi esistenziali, cadono in preda a convulsioni, si strappano i capelli manco fossero indemoniate.
E' curioso.
E' curioso come in ogni altro aspetto dell'esistenza il denaro sia accettato e non crei alcun problema, mentre se poco poco si parla di "figa", ecco che scatta il meccanismo della "morale", gli occhi si sgranano, la bocca si apre in un espressione di meraviglia come per dire: "Ma come???"
Ma e' la morale di chi? Chi l'ha stabilita?
Non si sa, anzi si sa ed e' un certo San Paolo... si' si' sempre lui, quello che se fosse vissuto oggi ed avesse detto di aver incontrato Dio sulla via di Damasco, come minimo sarebbe stato sottoposto ad un bel TSO.
L'ha detto dunque San Paolo. Bene...
Allo stesso modo, chiunque potrebbe dire: "il denaro svilisce la crema pasticcera". Ci vedi tecnicamente qualche differenza i due concetti?
Io no.
Diro' di piu'. Delle volte, per far contente le persone a cui si vuole bene, per gratificarle, si fanno loro dei regali. Possono essere regali di poco conto oppure ricchi e importanti, ma pur sempre di "denaro" si tratta. Il denaro dunque svilisce ogni regalo?
No... c'e' sotto qualcosa di piu'. C'e' sotto un meccanismo che e' stato messo in piedi da una morale del tutto sbagliata, qualcosa che si e' infilata "sotto pelle", come un parassita, e che rende le persone "condizionate" come cani di Pavlov, appunto.
Ah no... dimenticavo... c'e' anche chi si riempie la bocca di parole come "amore" e blablabla'...
Ci sono dei veri esperti nell'uso della linguaggio come strumento di inutilita', finalizzato al rimbecillimento della "preda". Ci sono quelli che sanno benissimo che le loro parole non valgono un cazzo, ma le dicono lo stesso tanto qualche scema ci casca sempre, e poi ci sono quelli che credono davvero che l'amore possa essere espresso solo con i discorsi.
Un denominatore comune fra queste due specie di personaggi e' il fatto che basano tutto sulle parole e tralasciano completamente i fatti.
Se avessi avuto un centesimo per ogni parola d'amore che mi hanno sciorinato, adesso sarei milionaria. E poi mi si chiede come mai risulto essere cosi' fredda e disillusa: provaci tu a sentir ripetere le solite stronzate per anni e anni. Pravaci tu a guardare di seguito, una volta dopo l'altra, "La corrazzata Potëmkin", e mi saprai dire se all'ennesima rappresentazione non sentirai anche tu come un senso di claustrofobia.
Un ultima cosa: da noi c'era un detto, una volta, che riguardava "l'amore". Si diceva che era stato inventato dagli uomini per risparmiare.
Beh... devo ancora essere convinta del contrario.

Ho sempre pensato che fosse una scelta negativa per la sessualità di chi la esercita

Convinzione sbagliata. Anche qui c'entra molto il "cane di Pavlov".

Xtc ha detto...

@ Klára
Il tuo ultimo commento è spettacolare :-)

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Xtc: Spettacolare dici? Beh se e' cosi' e' perche' e' davvero sincero.
Le cose che penso riguardo ai rapporti fra esseri umani in cui c'e' di mezzo l'amore e il sesso ci sono tutte.
So che mi capisci. Abbiamo molte cose in comune e leggendo il tuo blog me ne accorgo, nonostante la nostra estrazione sia completamente diversa.
A volte mi fanno ridere (ed anche incazzare) quegli uomini che manco sanno chi sei e ti dicono: "Sai, io e te siamo simili..."
Lo fanno perche' vogliono rimorchiarti. In realta' il senso VERO della loro frase e': "Quando me la dai?"
Basta saper leggere fra le righe.
Ho un'idiosincrasia per chi blatera troppo e inutilmente. Non so se hai presenti quei tipi che girano a vuoto intorno ai discorsi. Parlano, parlano, parlano, per ore, e poi, alla fine, ti domandi: "Ma che cazzo volevano dire?"
Ecco se per caso sei minimamente bonazza non ci sono dubbi, fidati. Volevano solo dirti: "Quando me la dai?"
Sono anche dei cretini. Perdere ore per dire qualcosa che puo' essere detto in 2 secondi.
Comunque, l'amore, i sentimenti e tutto quanto l'ambaradan, non si dimostrano con i discorsi, con le letterine del cazzo, con gli SMS idioti, con le telefonate inconcludenti, con tutto quanto l'armamentario di cui sono "dotati" (spesso unica "dotazione" che hanno) questi "cercatori perenni di figa gratis".
L'amore si dimostra con i FATTI.
Chiedi di dimostrarti che ti amano non con le parole, ma in altro modo. Di' loro che hai i tuoi problemi, esistenziali, psicologici, soprattutto economici. Ecco, qui e' il punto: ECONOMICI. Racconta loro che hai il mutuo da pagare come ogni essere umano, e che i soldi non ti bastano, e le preoccupazioni sono solide e tangibili e non si affievoliscono con quattro stronzate dette al vento solo per far prendere aria alla bocca e... E li vedrai dileguarsi nel timore che i quattrini li chiedi a loro. Loro, se vuoi, per te hanno tante parole d'amore, SOLO parole d'amore, che tu se vuoi puoi anche friggere, ma non serviranno a riempirti il piatto.
Sono i cosiddetti "innamorati della minkia"; quelli che ti amano solo e se hai tanto da dare (soprattutto se hai due belle cosce e due belle zinne) e meno possibile da chiedere. Se chiedi NIENTE e' anche meglio.
Di questi tizi, cara amica, tengo una collezione di scalpi appesa alla mia cintura. Solo che ogni tanto, sempre piu' di continuo, arriva uno nuovo che non ha ben capito che, fra me e lui, la preda e' lui, e mi risciorina tutto quanto il panegirico dall'inizio. Ed io, sinceramente, ho le ovaie cosi' gonfie che potrebbero fare concorrenza ad un dirigibile Zeppellin.

Xtc ha detto...

Quello che dici è sicuramente viscerale, si sente. Esce con impeto, e allo stesso tempo con rigore; due cose difficili da coniugare. Per questo mi piace. E poi hai messo sul piatto in una volta sola così tanti temi ben delineati che è un peccato si tratti solo di commenti: potresti fare un copia e incolla e sarebbe un post perfetto.
Per quanto riguarda il fatto che ti capisca: tu hai scritto tanto più di me, per cui sono più informata di quanto tu non sia sul mio conto, e in virtù di questo ti posso dire con sicurezza che cose in comune ne abbiamo tante ...

rabbah ha detto...

"L'amore si dimostra con i FATTI."

Giusto :)
L`amore non esiste, esistono solo le prove d`amore.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Xtc: è un peccato si tratti solo di commenti: potresti fare un copia e incolla e sarebbe un post perfetto

E' vero. Potrei. Ma che senso avrebbe? Cio' che avevo voglia di scrivere l'ho scritto e chi aveva voglia di leggerlo lo ha letto.
Non sono solita "autoquotarmi", e l'autocopia-incolla mi fa sinceramente un po' sorridere. :-)
Tu, pero', se vuoi, se ritieni che vi sia materiale di discussione e succo da spremere, puoi farlo. Saro' lieta di parteciparvi, per quanto potro'. :-)



@ Rabbah: L`amore non esiste, esistono solo le prove d`amore

Solo una donna dell'est avrebbe potuto dirlo. Brava. :-)

BellaDiGiorno ha detto...

Ti scrivo qui anche se non è in risposta a questo tuo post.
Mi chiedo spesso se questo blog sia scritto da una donna.
dagli un'occhiata quando vuoi.

http://diariodiunasquillo.splinder.com/

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Bella di giorno: Mi chiedo spesso se questo blog sia scritto da una donna

Credo che sia una domanda che tutti i lettori di un blog si fanno. Riguarda anche al mio blog, oppure al tuo.
Ora, tali dubbi sull'identita' di chi e' dietro un blog, soprattutto se e' a sfondo erotico-sessuale come puo' esserlo quello di chi si dichiara escort (a questo proposito vorrei dire che le escort e le ex escort hanno un po' inflazionato il web da quando, nel lontano 2000 iniziai a scrivere io, e sinceramente c'e' gente che comincia a non poterne piu' e a chiedersi se davvero al mondo possano esistere cosi' tante escort che siano anche abili scrittrici, intelligenti blogger, sensibili, plurilaureate, sagaci, superporche, colte, irraggiungibili e soprattutto cosi' piene di tempo libero), sono leciti.
Chi e' oggetto di dubbi ed e' davvero donna, ha due scelte: la prima e' fregarsene e la seconda e' dimostrare di essere chi dice, anche senza rivelare l'identita'.
Purtroppo chi non e' donna, questo non puo' farlo; per ovvi motivi dovra' sempre scegliere l'opzione 1.
E' un meccanismo perverso, lo so, ma come ho detto sta a noi la scelta di dare o non dare le prove e qualora decidiamo di non darle, dobbiamo anche sopportare i sospetti.
In ogni caso, ha davvero importanza?
Ammettiamo che un blog sia scritto daun uomo, ma descriva ESATTAMENTE il mondo femminile in modo assai piu' accurato e profondo di quanto lo potrebbe descivere una qualsiasi donna... avrebbe importanza?
O l'importanza l'avrebbe il contenuto?
Secondo me e' piu'importante il contenuto: se e' "coerente" e soprattutto se e' interessante.
Quindi, se anche dall'altra parte dello schermo c'e' un uomo che s'improvvisa escort, ma racconta il mondo della prostituzione in modo coerente, accurato e che corrisponde alle esperienze che anche io ho, ecco che lo leggo piu' volentieri di quanto accadrebbe se, invece, a scrivere fosse una vera donna che pero' racconta cazzate.
E adesso veniamo al punto: sono andata a dare uno sguardo al sito da te segnalato. Avrei bisogno di piu' tempo per leggermelo un po' ed inquadrare il personaggio, pero' mi pare di aver capito che la "ragazza", se ragazza e' ed io non ho motivo di dubitarne, si presenta come abbastanza giovane (ovviamente carina, porcella, disinibita e tutto quanto l'ambaradan, ma questo fa parte del cliche') pero' allo stesso tempo scrive in un modo che non e' linea con questa sua presunta giovane eta', e presuppone invece "esperienza" di escort scafata.
Ogni professione, compresa quella di prostituta, ha i suoi tempi per essere imparata ed esercitata.
Fra tutte le frasi, una in particolare mi ha colpita:
"Penso di poter scrivere un manuale sulla penetrazione anale attiva."
Una ragazza giovane, per quanto presto abbia iniziato il mestiere e a far sesso, e' difficile che sia in grado di poter dire certe cose. A meno che non faccia la sbruffona.
Quindi o vuol dare di se' un'immagine alla "Second Life", quindi esagerata rispetto alla realta', oppure non e' cosi' giovane come si presenta. Le due cose non collimano, ed un dubbio puo' bastare a far perdere interesse, perche' basta un nonnulla nel web per perdere la fiducia. E la fiducia si basa su una sola cosa: quanto riesci ad essere credibile. Piu' sei credibile, piu' puoi dire le tue cose senza che qualcuno possa dire che tu non sei cio' che dici di essere.

BellaDiGiorno ha detto...

Grazie Chiara.
per quanto riguarda me, beh nel 2000 non leggevo il tuo blog,(peccato) non pensavo alla prostituzione ed ero fidanzatissima!
Per esempio mi rendo conto che il mio blog non è per nulla erotico, riflettevo su questo ultimamante, e poi la scrittura erotica credo sia la più difficile di tutte.
Per essere una prostituta sono abbastanza "pudica", permettimi l'antitesi.
Il blog che ti ho mostrato è troppo fantasioso, ci sono cose che descrive anche nel lavoro ulla parte logistica e non tanto per quella sessuale, che non mi tornano... Infatti mi rifaccio a quello che scrivevi poc'anzi: che basta un nonnulla per perdere "la fiducia da lettore".
Ciao;-)

Chiara di Notte - Klára ha detto...

nel 2000 non leggevo il tuo blog

Non vorrei che ci fossero equivoci. Nel 2000 non avevo ancora un blog. Il blog l'ho iniziato nel 2006. Nel 2000, quando ancora facevo la escort, ho iniziato a scrivere in internet - nei forum oppure racconti ed episodi riguardanti la mia attivita' - usando questo nick.
Una cosa importante, per quanto riguarda la credibilita' e' quella di usare sempre e solo un nick e non crearne sempre dei nuovi, come fanno alcune persone. :-)

Tra cenere e terra ha detto...

Va be', quando scrivi d'amore tu scegli le parole giuste. Sai cos'è. Si capisce ancora più chiaramente quando si legge tra le righe. Klara, Clarabello o brutto che tu sia, vale la pena leggerti. E chissà, magari vorrei pure portarti a letto se ti avessi tra le mani e tu fossi una gran fica, ché anche l'estetica è poesia. Ma bada bene che, in quel senso, non ti darei una lira.
Che vuoi, sono un appassionato delle vecchie monete.

carlos ha detto...

"Come cani di Pavlov, le persone, appena sentono nominare "denaro" in un contesto di "sesso", immediatamente hanno dei conati di vomito, svenimenti, crisi esistenziali, cadono in preda a convulsioni, si strappano i capelli manco fossero indemoniate."

Mah. Secondo me è proprio il contrario. E' pieno il mondo di puttanieri. I capelli non se li strappa di testa quasi più nessuno.
Per certi versi, meglio così. Tanto più che il bigottismo è spesso ipocrita.

Tu poi parli di "morale", "figa", "San Paolo", "crema pasticcera" e "Corazzata Potëmkin".

La morale. Nessuna morale da parte mia. Sempre che la cosa sia uno scambio, come si suol dire, tra persone adulte e consenzienti.
Ho usato il termine svilire, che in effetti è un po' forte, ma parlavo della mia esperienza personale e magari di un certo tipo di prostituzione più "meccanica". Insomma, che dire, è un tema talmente vasto. Tu sicuramente hai le idee più chiare, io meno.

La figa. Se per averla, per quanto meravigliosa sia, debbo pagare per averla, non posso baciarla, non posso fare altre cose che a me piacciono, be'... non mi prende come le passioni travolgenti in cui pensi solo alla carne e all'anima. Poi anche la morbosa curiosità può pure essere divertente. Perché no?

San Paolo. Altro capitolo degno di approfondimenti. Quell'uomo era piuttosto misogino, ma nulla in confronto ai suoi connazionali del Vecchio Testamento. Quelli lapidavano le prostitute, a meno che non staccassero la testa a Oloferne. (A proposito di misoginia... vedo che riporti i versi dell'amato Leopardi).

Crema pasticcera. Sicuramente ci saranno specialisti prezzolati più bravi di mia zia P., anche se è dura. Lo dico col massimo rispetto per la prostituzione culinaria. Non è un fatto di risparmio, è una cosa, come dire, anche sentimentale che mi fa preferire i suoi dolci.
"Il denaro dunque svilisce ogni regalo?" Potrebbe, certo, come può svilire la politica, lo sport ecc. Sono contento di fare i regali alle mie nipotine, ancor di più perché nulla pretendono. Sono contento di fare qualche sporadico (che vergogna!!!) regalo alla mia fidanzata, ma non credo che lei "me la dia" per questo. Se no me la toglierebbe semmai.
Guarda che non sto dicendo che il denaro corrompe sempre e comunque. E' un mezzo, a volte usato molto male. Poi ci sono molte altre cose che corrompono l'anima delle persone e del mondo.
Una di queste, come tu giustamente esponi, è la parola. Che può appunto essere menzognera o inconcludente se non è suffragata dai fatti.

"Corazzata Potëmkin". Io se mi annoio perdo interesse. (Personalmente sono portato a rispondere più di me stesso che di Ejzenštejn).

Io dicevo "ho sempre pensato che fosse una scelta negativa per la sessualità di chi la esercita."

E' perché penso che spesso si finisca per divenire "cosi' fredda e disillusa", anche sessualmente e non solo sentimentalmente. E non "alludo" a te, dico in generale. Poi se penso a te, per come ti "conosco", per come mi appare il tuo "stile", non credo tu abbia privilegiato il denaro più di tutto nell'accettare la "corte" dei tuoi clienti. Ma immagino anche avrai dovuto buttare giù più di un boccone amaro.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Tra cenere e terra: Ma bada bene che, in quel senso, non ti darei una lira.

Ci sono donne che costano assai di piu' gratis che se fossero pagate in moneta sonante. Questo tanti uomini non lo sanno.
C'e un detto russo: “Бесплатный сыр бывает только в мышеловке!”
Il formaggio gratis e' solo nella trappola per i topi. :-)
Nel 2007 ci scrissi pure un post:

http://chiara-di-notte.blogspot.com/2007/08/il-formaggio-gratis-e-solo-nella.html

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Carlos: Secondo me è proprio il contrario. E' pieno il mondo di puttanieri. I capelli non se li strappa di testa quasi più nessuno

Non c'entra nulla il numero dei puttanieri. Confondi l'essere puttanieri di nascosto con quello che poi viene palesato in un contesto pubblico.
Tu non puoi verificarlo, ma l'effetto "cane di Pavlov" e' uno dei miei "giochetti" preferiti quando di fronte a me c'e' qualcuno che, a ruota libera e senza connettere le parole col cervello, si parla addosso usandomi come "specchio" per la sua esigenza di sentirsi "perfetto".
Sto parlando di quelli che non fanno altro che parlarti d'amore, blablabla'.
Appena raggiungono l'apoteosi della loro "estasi lirica", io gli tiro fuori i miei problemi economici - stando bene attenta pero' a non fare richieste - e li vedo "stramazzare". La ghigna che hanno sul volto cade, la luce negli occhi cambia, il tono della voce si modifica. Li vedi subito che non sono piu' gli stessi di un attimo prima. Entrano nel panico.
Immediatamente abbinano le mie parole ad un eventuale pericolo, cioe' che io chieda loro i soldini. E da quel momento in poi assisti a delle arrampicate sugli specchi che e' meglio che stare al circo. :-)
Poi, quando realizzano che sono stati incastrati dalle loro stesse parole, cambiano strategia. Ma e' troppo tardi. Come una leonessa ho gia' affondato i denti nella loro gola e non hanno scampo: la reazione "primaria", quella dettata dal loro istinto, rimane. Ed e' su tale reazione che io decido se affidare un po' del mio interesse e del mio tempo.
Perche' vedi: per me il tempo e' piu' prezioso del denaro.

Se per averla, per quanto meravigliosa sia, debbo pagare per averla, non posso baciarla, non posso fare altre cose che a me piacciono, be'...

Quasi tutte le cose che ti piacciono, se proprio le vuoi, le paghi (sempre che tu te lo possa permettere).
Ti piace un'auto particolare?
La paghi.
Ti piace un piatto particolare di un ristorante?
Lo paghi.
Ti piace un particolare spettacolo al teatro?
Lo paghi.
Una figa ti piace?
Paghi anche quella.

Se parli di figa (o di fica, come meglio credi) in generale e ti accontenti di una qualsiasi, beh puoi trovarla anche gratis - i barboni del resto rovistano nei cestini dei rifiuti per trovare le cose e talvolta se sono fortunati trovano anche oggetti di valore - ma se parli di una "determinata figa", non di una qualsiasi, ma una specifica figa e vuoi proprio quella e non un'altra, e' assai probabile, anzi certo, che in qualche modo la paghi.
Cambia solo la moneta con la quale la paghi.
Questo per quanto riguarda la figa.
Per quanto riguarda invece l'anima, beh, quella non la puoi pagare neppure se sei l'uomo piu' ricco del pianeta perche' e' qualcosa che non ha valore.
Voglio dire: se ti piace un quadro di Renoir ed hai i soldi per acquistarlo, magari lo acquisti.
Se invece vuoi far tuo un tramonto sul Bosforo, e' impossibile che tu riesca ad acquistarlo.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Carlos: E' perché penso che spesso si finisca per divenire "cosi' fredda e disillusa", anche sessualmente e non solo sentimentalmente.

Nel post "Funambola", il commento di Viktoria ed il mio controcommento, possono dirti qualcosa di piu' riguardo a come stanno le cose.
Siamo 7 miliardi di esseri umani su questo pianeta, e quello che tu giudichi "freddo e insensibile", magari per gli altri 6.999.999.999 potrebbe essere del tutto normale.
Posso farti una domanda?
Qualora tu fossi libero, ed io disposta ad un incontro sessuale, ma conoscendo bene la mia ex professione e quindi come (secondo le tue convinzioni) la mia sessualita'possa essere "distorta", fredda e disillusa, e quindi non confacente a quello che a te invece piace, mi incontreresti ugualmente?
Perderesti ugualmente tempo con me, sapendo che al mondo ci sono milioni di donne che caratterialmente, invece, corrispondono "perfettamente" al tuo ideale?
Mentre ci pensi, ti dico subito che un si' ti farebbe apparire come uno che "si accontenta di tutto", che mangia tutto "per fame" e che non si pone il problema della "scelta". In pratica: basta che respiri.
Quando io, credo, invece, che sia proprio la "scelta", ed il criterio con il quale la si esercita, che rende libere le persone dai "bisogni", quindi le eleva e fa loro vivere un'esistenza migliore.

carlos ha detto...

"Confondi l'essere puttanieri di nascosto con quello che poi viene palesato in un contesto pubblico."

Ah be', se ti riferisci all'ipocrisia di molti non posso che essere d'accordo con te. Anche se trovo che ormai ci sia anche molta ostentazione di "puttanesimo".

"Appena raggiungono l'apoteosi della loro "estasi lirica", io gli tiro fuori i miei problemi economici - stando bene attenta pero' a non fare richieste - e li vedo "stramazzare"."

Fai dei "giochini" davvero crudeli, Klàra, ma effettivamente così minimizzi le perdite di tempo. Probabilmente molti "stramazzeranno" perché pensano di essere così buggerati, di essere arrivati al dunque non in virtù del loro "valore", ma dei loro "valori". E invece finisci per tenerti i riccastri. Vabbè avrai poi altri tuoi "giochetti" per scremare ulteriormente. :)

"Quasi tutte le cose che ti piacciono, se proprio le vuoi, le paghi (sempre che tu te lo possa permettere)."

Tutto si paga nella vita, non sempre però in termini economici.
Ti posso assicurare che molte cose che mi piacciono le faccio a costo zero e non le scambierei con un auto di lusso.

"Una figa ti piace?
Paghi anche quella."

La figa si ripaga sempre, ma io preferisco farlo in termini più naturali.

"Se parli di figa (o di fica, come meglio credi)."

Mi appartiene dire figa e non fica, anche se dico una cosa ben più connotante del tuo "civettuola".

"Se parli di figa (...) beh puoi trovarla anche gratis - i barboni del resto rovistano nei cestini dei rifiuti per trovare le cose e talvolta se sono fortunati trovano anche oggetti di valore".

Ti ringrazio per la considerazione, ma sei piuttosto fuori strada con me.

"Ma se parli di una "determinata figa", non di una qualsiasi, ma una specifica figa e vuoi proprio quella e non un'altra, e' assai probabile, anzi certo, che in qualche modo la paghi."

In qualche modo forse sì, ma non in termini economici. A meno che non mi rivolga al mercato della prostituzione, ma preferisco non farlo per i motivi che ti ho esposto.

"Voglio dire: se ti piace un quadro di Renoir ed hai i soldi per acquistarlo, magari lo acquisti."

Ti assicuro che esistono ancora quadri viventi degni e forse migliori di quelli di Renoir. E non li compri col denaro.

"Se invece vuoi far tuo un tramonto sul Bosforo, e' impossibile che tu riesca ad acquistarlo."

Non ho alcun bisogno di acquistarlo perché rimarrà dentro di me (stupenda città). E poi non ho nessuna intenzione di impossessarmene, di privatizzarlo, di toglierlo ad altri. Lo stesso vale per l'anima.

carlos ha detto...

"Nel post "Funambola", il commento di Viktoria ed il mio controcommento, possono dirti qualcosa di piu' riguardo a come stanno le cose."

L'ho letto, figurati se mi perdo qualcosa qui da te. Eppure resto convinto che solitamente sia un'esperienza che arricchisce, ma che impoverisce anche, per altri versi. Però, ripeto, sono piuttosto ignorante riguardo a questo tema, mentre tu sei una vera e propria autorità. :)

"Siamo 7 miliardi di esseri umani su questo pianeta, e quello che tu giudichi "freddo e insensibile", magari per gli altri 6.999.999.999 potrebbe essere del tutto normale.
Posso farti una domanda?"

La premessa alla domanda non è corretta, io citavo te stessa, visto che ti eri descritta "cosi' fredda e disillusa", poco prima.

Però rispondo ugualmente.

"Qualora tu fossi libero, ed io disposta ad un incontro sessuale, ma conoscendo bene la mia ex professione e quindi come (secondo le tue convinzioni) la mia sessualita'possa essere "distorta", fredda e disillusa, e quindi non confacente a quello che a te invece piace, mi incontreresti ugualmente?"

Mai detto di avere la convinzione che tu mi attribuisci. E poi che ne sai tu di ciò che mi è o meno confacente? (A volte però credo che le tue massimalizzazioni siano il frutto amaro del tuo ex mestiere).

Poi non incontro mai le persone dando per scontato un mio coinvolgimento sessuale.

"Mentre ci pensi, ti dico subito che un si' ti farebbe apparire come uno che "si accontenta di tutto", che mangia tutto "per fame" e che non si pone il problema della "scelta". In pratica: basta che respiri."

Ma chi se ne frega di come potrei apparire. Mi piacerebbe che tu mi conoscessi meglio, questo sì. Ma a che pro per te? E' evidente che mi trovi odioso.
Non ho mai ragionato in maniera fattuale nei termini che tu descrivi: "basta che respiri". (Ammetterai che ogni tanto ti compiaci di tirare fuori qualche ever green dell'ambaradan machista).

"Quando io, credo, invece, che sia proprio la "scelta", ed il criterio con il quale la si esercita, che rende libere le persone dai "bisogni", quindi le eleva e fa loro vivere un'esistenza migliore".

Completamente d'accordo, se si può. E aggiungo che tra i miei criteri il denaro è fattore secondario, se pure c'è.

:)

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Carlos: Tutto si paga nella vita, non sempre però in termini economici [...] La figa si ripaga sempre, ma io preferisco farlo in termini più naturali [...] In qualche modo forse sì, ma non in termini economici.

A parte che non e' tanto il fatto "economico" che cambia il concetto del "ripagare". Che lo si faccia in denaro, in natura, per permuta, baratto o altro, concettualmente e' la stessa identica cosa. E' solo l'ipocrisia che la fa apparire differente: "Se pago in soldi sono un puttaniere, se invece con quei soldi acquisto un anello allora sono un gentiluomo che sa omaggiare una signora".
Oltre a cio', non e' mai chi richiede una certa cosa, sia un bene, un servizio, la figa, il cazzo o un puro sfizio, che decide il "genere di moneta", ma chi e' in grado di fornire quella cosa. Cosicche' se la crema pasticcera di tua zia un giorno ti avra' stancato, oppure se la zia sara' ormai troppo anziana e acciaccata per preparartela, e vorrai mangiarne udi altrettanto buona, con molta probabilita' dovrai accettare il prezzo che ti verra' richiesto. :-)

A meno che non mi rivolga al mercato della prostituzione, ma preferisco non farlo per i motivi che ti ho esposto

Sicuro che sara' sempre cosi'?
Ne ho incontrati talmente tanti di uomini, anche quelli che erano convinti quando dicevano che non sarebbero mai andati a puttane, che su questo argomento sono assai scettica. Ma il sesso a pagamento non e' esclusivita' delle prostitute. Quando dico che ogni cosa che vuoi, a meno che tu non sia fortunatissimo, la paghi, non mi riferisco solo all'andare a puttane. Ci sono innumerevoli altri modi in cui una donna puo' farsi "pagare".

Ti assicuro che esistono ancora quadri viventi degni e forse migliori di quelli di Renoir

Non a tutti i 6.999.999.999 esseri umani che ci sono al mondo oltre a te piacciono gli stessi quadri che piacciono a te. Metti che ci sia chi vuole a tutti i costi un Renoir. Che fa?
Se ha soldi in abbondanza per comprarselo, se lo compra. Se invece non li ha, allora si fa una bella sega mentale ed elucubra sul fatto che esistono tanti quadri che sono piu' belli di quelli di Renoir.
Cosa fra l'altro verissima, ma che non sposta di una virgola il concetto.

sia un'esperienza che arricchisce, ma che impoverisce anche, per altri versi

Dovresti dirmi quali sono "gli altri versi" per i quali impoverisce. Poi, magari, potrei risponderti e forse essere d'accordo oppure in disaccordo. Cosi' come dici, mi pare assai vago. Negli "altri versi" ci puo' stare tutto oppure nulla. Di una cosa sono pero' convinta: la sessualita non viene modificata in "peggio", ma resa piu' libera e disinvolta, in cui s'impara a conoscere meglio il proprio corpo e quello del partner.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Carlos: (A volte però credo che le tue massimalizzazioni siano il frutto amaro del tuo ex mestiere)

Eccoci. Me l'aspettavo. La solita tiritera ormai sentita e risentita mille volte.
Il mio mestiere non c'entra nulla. Conosco decine di donne (ed anche uomini) che la pensano come me e non hanno mai fatto il mestiere. Come la mettiamo?
Pero' e' giusto tirarlo fuori, questo mestieraccio. E' cosi comodo metterci un'etichetta psicologica dequalificante. Un mestiere che, come hai detto in altre occasioni, quindi ne sei convinto, rende le persone "traumatizzate", percio' cariche di risentimento. :-))

Poi non incontro mai le persone dando per scontato un mio coinvolgimento sessuale

Lo capisco. E' anche giusto. Ma e' qualcosa che va messo in conto e non mi dire che, quando ti prepari per un appuntamento al buio con una donna, non ci pensi al sesso, perche' non ti credo.

Mi piacerebbe che tu mi conoscessi meglio, questo sì. Ma a che pro per te? E' evidente che mi trovi odioso.

Non odioso. Se lo fossi, neppure starei qui a risponderti. Ti trovo pero' carico di pregiudizi e di false convinzioni basate sul "sentito dire". Qiindi sul nulla. D'altronde lo dici anche tu che di certe cose non sei esperto, per cui e' anche logico che certe tue affermazioni siano completamente sballate. Almeno dal mio punto di vista. :-)
Per quanto riguarda il conoscersi, credo che sara' assai improbabile che io proponga nuovamente il "gioco" dell'incontro. Eri interessante fintanto eri "sconosciuto". Adesso inizi a mostrare dei "tratti" ben definiti. Non sarebbe piu' la stessa cosa e sinceramente cio' non va d'accordo con quelle che molte persone chiamerebbero le mie "perversioni". :-)

Completamente d'accordo, se si può. E aggiungo che tra i miei criteri il denaro è fattore secondario, se pure c'è.

Fra i miei criteri, invece, c'e' la ricerca dell'eccellenza. Seppur gustata una sola volta. Anzi se gustata una sola volta e' ancor meglio, perche' la seconda di solito non e' mai come la prima. E' in questa ricerca che esercito la mia scelta. Una scelta che esprimo con il dare, il prendere, il concedere, il negare, il restare, il partire. Non si tratta di scegliere fra vari gusti presenti in una gelateria, ma e' piuttosto una scelta di qualcosa che neppure io so cosa esattamente sia, fin qiando non la trovo. Un gusto di gelato mai assaggiato, forse.
Da questo deriva la mia passione per certi viaggi, e per certi "giochi" che saltuariamente propongo. :-)

carlos ha detto...

Klàra:
"A parte che non e' tanto il fatto "economico" che cambia il concetto del "ripagare". Che lo si faccia in denaro, in natura, per permuta, baratto o altro, concettualmente e' la stessa identica cosa. E' solo l'ipocrisia che la fa apparire differente: "Se pago in soldi sono un puttaniere, se invece con quei soldi acquisto un anello allora sono un gentiluomo che sa omaggiare una signora".

Non mi sono spiegato bene allora. Quando parlavo di pagamento "in natura" non intendevo dire che pagavo le donne con una cesta d'arance o di cavolfiori. Intendevo dire che ripagavo con me stesso.
Insomma, non mi piace l'idea di pagare una donna per il sesso, ne con denaro ne con regali d'altro genere. Troverei molto più appagante farmi pagare semmai. Rimane il fatto che per tre volte mi è stato offerto del denaro e per tre volte ho rifiutato. Perché erano tre persone che non mi interessavano (due uomini e una donna). Sono stato fidanzato a lungo con l'Aspasia del mio blog, bella e assai doviziosa. Anzi, guarda, aveva forse tutti i pregi. Il peggior difetto forse è stato quello di essere troppo ricca. E comunque, al patrimonio di lei, pur storcendo il nasone, un po' ci pensavo. Però se ci ripenso mi pare che scopassi lei e non il capitale di famiglia. A quello in quei frangenti proprio non pensavo.
Insomma io sono così, pure contradditorio. E sull'argomento, che tra l'altro mi pare fosse di grande attualità fino a poco tempo fa, sono sempre pronto ad ascoltare, ancor di più se chi parla ha una forte esperienza diretta. :)

"Cosicche' se la crema pasticcera di tua zia un giorno ti avra' stancato, oppure se la zia sara' ormai troppo anziana e acciaccata per preparartela, e vorrai mangiarne udi altrettanto buona, con molta probabilita' dovrai accettare il prezzo che ti verra' richiesto."
Posso pensare di farmela da me o magari dalla donna mia. Non darei così per scontato che per le migliori creme pasticcere si debba per forza andare nei migliori ristoranti. Ho la convinzione poi, che sicuramente mal giudicherai, che a volte, pure nei migliori ristoranti tirino certe sole. Creme pasticcere belle da vedere, però magari insapori. Questo perché certi ristoranti mirano solo al soldo. Penso comunque che la tua crema pasticcera possa davvero essere ottima in tutto, ma... sbagliando pensavo pure che a te potesse piacere offrirla lautamente e generosamente ad amici, passioni, amori, sconosciuti, passeggeri di metro.

Sarà che io, sotto certi punti di vista, provo invece piacere ad offrire, pure in maniera dissennata. E se le persone che offrirono del denaro per il mio corpo mi fossero piaciute non avrei avuto problemi ad andare con loro. E magari avrei rifiutato il loro denaro, ma non ci avrei trovato neanche nulla di male ad accettarlo.

carlos ha detto...

Klàra:
"Sicuro che sara' sempre cosi'?"
Mi stai augurando una serena vecchiaia eh? Ma 'anvedi questa! :)

Mi sono spiegato in maniera incompleta evidentemente. Mi è capitato anche di pagare più di una donna, ma dal punto di vista sessuale e del coinvolgimento emotivo, boh...
(Forse quello per me era ciò che tu chiami borderline, un gusto adrenalinico).
Lo scambio alla pari, magari con coinvolgimento, passione, follia, sentimento, amore l'ho trovato sempre assai più eccitante.

"Ci sono innumerevoli altri modi in cui una donna puo' farsi "pagare".

Esattissimo. Per qualla cosa lì che si diceva, un prezzo comunque si deve pagare. Uno di questi è quello di pagare in termini di libertà o di continenza.

Io personalmente ricerco sempre un rapporto sincero ed equo. Ma non sempre è così.

Capisco benissimo quanto il denaro sia spesso importante anche nei rapporti interpersonali. Però personalmente lo metto in secondo piano. Ma siamo anche 7 miliardi, come ricordi tu... :)

"Non a tutti i 6.999.999.999 esseri umani (...) piacciono gli stessi quadri che piacciono a te. Metti che ci sia chi vuole a tutti i costi un Renoir. Che fa?
Se ha soldi in abbondanza per comprarselo, se lo compra."

Devo ammettere di non essere un collezionista d'arte, ma un cultore sì. (Come nella dicotomia Don Juan/Casanova). Me ne intendo però abbastanza da poter ritenere di possedere un Raffaello, o per lo meno un Perugino. E di aver avuto tra le mani un autentico Botticelli, per passione e non per denaro. Poi se uno si fissa che deve collezionare a tutti i costi fatti suoi. Buon pro gli faccia.
Anche a chi vuol vendere o affittare il proprio capolavoro. :)

carlos ha detto...

"Dovresti dirmi quali sono "gli altri versi" per i quali impoverisce."

Non so, penso alle deformazioni professionali che si possono poi instaurare anche nei rapporti "normali". Non so, penso alla considerazione generale sugli uomini, alla banalizzazione del rapporto sessuale. Non dico che sia sempre così e non dico di aver ragione, lo sai. :)

"Di una cosa sono pero' convinta: la sessualita non viene modificata in "peggio", ma resa piu' libera e disinvolta, in cui s'impara a conoscere meglio il proprio corpo e quello del partner."
Ma questo lo possono fare e lo fanno anche le donne che non si prostituiscono.
Io ritengo, forse a torto, che il vantaggio sia soprattutto economico e non ci trovo niente di male. Il denaro è un mezzo e può pure essere ben utilizzato.

"Eccoci. Me l'aspettavo. La solita tiritera ormai sentita e risentita mille volte."
Da me te l'aspettavi? Ah sì? La "tiritera" mi pare che la tiri in ballo ben più spesso tu che tutti i tuoi commentatori messi insieme (almeno da quando ti seguo). :)

"Pero' e' giusto tirarlo fuori, questo mestieraccio. E' cosi comodo metterci un'etichetta psicologica dequalificante. Un mestiere che, come hai detto in altre occasioni, quindi ne sei convinto, rende le persone "traumatizzate", percio' cariche di risentimento."

Sei tu a dire queste cose, non io. Mai dette, neppure il virgolettato. Te lo dico sempre, semmai citami, come di norma fai con gli altri. Accetterei anche le scudisciate. :))
Nessun trauma, ho parlato semmai di bocconi amari o di ingoiare il rospo, mi pare. Quanto al carico di risentimento, be'... non te lo auguro. Anche se a volte appari fortemente e dichiaratamente risentita o delusa nei confronti dell'universo maschile. Come a volte dichiaratamente o implicitamente connetti a questa tua delusione il "mestieraccio".

Allora, vorrei chiarire, perché mi pare che tu mi travisi un bel po' ogni tanto. Non ho giudizi per quello che hai fatto, non mi pare tu abbia fatto e lo ripeto, niente di disdicevole. I giudizi, o meglio le impressioni che ricavo da te sono la maniera in cui scrivi, gli stati d'animo che posso scorgere, se ti comporti secondo il mio concetto, e non preconcetto, bene o male. In particolare nei miei stessi confronti.

(Il coinvolgimento sessuale) "e' qualcosa che va messo in conto e non mi dire che, quando ti prepari per un appuntamento al buio con una donna, non ci pensi al sesso, perche' non ti credo."

Sì, è proprio come dici, ma se non devo pagare ritengo di avere più chance che sia qualcosa di "vero". Ma non sto dicendo che debba essere sempre e per forza così."
Però mi piace anche la casualità, non aspettarsi mai che e invece... :)

"Almeno dal mio punto di vista. :-)"

A ognuno il suo, altrimenti sarebbe così piatta e banale la vita. E forse anche la "vita". :)

"Anzi se gustata una sola volta e' ancor meglio, perche' la seconda di solito non e' mai come la prima."
A volte. A volte è pure meglio. O magari la quinta. A volte, ma sono casi davvero rari, la 598esima. :))

"Da questo deriva la mia passione per certi viaggi, e per certi "giochi" che saltuariamente propongo."
Sono convinto che sai come divertirti, anche se in certi casi la ripetitività degli stessi giochi può essere vano e controproducente. Ma questo a mio avviso. :)

Invece, che so, provare un po' a variare qualcosa nello schema... Non so, mettere insieme gioco e viaggio ad esempio. Vabbè, saprai tu... :)

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Carlos:Quando parlavo di pagamento "in natura" non intendevo dire che pagavo le donne con una cesta d'arance o di cavolfiori. Intendevo dire che ripagavo con me stesso.

Interessante. Quindi proponi un "baratto" oppure una permuta. Riso in cambio di the, oppure uova in cambio di formaggio. Ma anche sorrisi in cambio di "autocompiacimento" nell'essere apprezzati, oppure godimento in cambio di soddisfazione della propria vanita', riconoscenza in cambio di un momento di felicita'. Come vedi i modi di permutare sono infiniti. Anche il taglio di capelli che ti fa il parrucchiere e' una permuta: un servizio in cambio di euro. E lo e' anche uno spettacolo al teatro dove puoi ridere o piangere in cambio del prezzo del biglietto.
Sono tutte permute. Varia solo il modo in cui la cultura, ma soprattutto la morale, ci hanno condizionati ad interpretare gli oggetti. E dare godimento in cambio di soldi, non e' molto distante da recitare in uno spettacolo teatrale in cambio del prezzo del biglietto.

Però se ci ripenso mi pare che scopassi lei e non il capitale di famiglia. A quello in quei frangenti proprio non pensavo.

Ma anche una prostituta con i clienti relaziona con loro e non con il loro denaro. Forse il tuo avvocato (qualora tu ne abbia uno) relaziona col tuo portafogli? Oppure il tuo medico?
No no. La relazione per me e' sempre stata "personale". Vorrei sfatare questo luogo comune per cui tutte le prostitute non vedono altro che il denaro. Non e' cosi'.
Ovvio che fra le prostitute, come fra gli avvocati ed i medici esistono diversi modi di affrontare il mestiere. Ci sara' l'avara, la generosa, la stronza, la dolce, la simpatica, l'assatanata, la frigida... insomma, cerchiamo di non mettere un'etichetta.
Se tu parli di te stesso, allora io dovrei parlare di me stessa, e ti dico che, essendo una professionista, certamente lo facevo in cambio di soldi, ma una volta rispettate le formalita' economiche, poi, relazionavo con la persona e mi dimenticavo del suo portafogli. Lui voleva un'amante a ore? Era un servizio che fornivo. Voleva una femmina che rispecchiasse il suo immaginario erotico? Era un servizio che fornivo. Voleva crearsi l'illusione che io lo considerassi il migliore del mondo? Era un servizio che fornivo. Voleva che io fossi innamorata di lui?
No, questo non lo fornivo.
Perche' in tal caso sarebbe stato come se avesse voluto avere il tramonto sul Bosforo.
Quindi, perche' il sesso deve restare svilito se c'e' il denaro di mezzo? Il sesso, ti assicuro, c'era tutto. Non mancava proprio nulla. Cio' che mancava era il mio coinvolgimento sentimentale, ma perche' mai avrebbe dovuto esserci?
Come ho detto in precedenza, si puo' barattare sesso, godimento, soddisfazione in cambio di altrettanto sesso, godimento e soddisfazione. Ma per il sentimento, beh... qui si entra in un meandro che non prevede il baratto o la permuta. Il sentimento e' gratuito: lo si dona e basta.
Ma il sesso e' un gioco. Io ti do la mia figurina che a te manca e tu mi dai la tua cosi' siamo felici entrambi. Funziona cosi', se proprio vogliamo semplificare le cose al massimo.
Quello che non riesco a farti capire, o che forse gli italiani in genere non capiscono, e' che il sesso non e' necessariamente fuso col sentimento. Sono due cose separate. Non e' assicurato che, se hai l'uno, puoi avere anche l'altro e non e' detto che, se non provo amore, il sesso poi non mi dia soddisfazione.
Se si fa la prostituta per scelta e non per bisogno, lo si fa perche' anche il sesso ci piace. E' come per una porno attrice: prende soldi per girare scene hard, ma sicuramente non le fa schifo quello che fa.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Carlos: pensavo pure che a te potesse piacere offrirla lautamente e generosamente ad amici, passioni, amori, sconosciuti, passeggeri di metro.

Adesso che sono in "pensione", ovviamente e' cosi'.
Se fossi venuto all'appuntamento, lo avresti scoperto. Certe cose, diversamente dalla crema pasticcera, non e' che possono essere inviate a domicilio per pacco postale. Ed anche la crema, dopo un viaggio al caldo, ti arriva a casa che e' ormai andata a male. :-)

Sarà che io, sotto certi punti di vista, provo invece piacere ad offrire, pure in maniera dissennata

Enno', questo non dirlo. Puoi dire che ti piace credere che sia cosi', che tu abbia quest'idea di te stesso, ma per essere credibile in maniera "oggettiva" e non "soggettiva", dovresti elencare esattamente COSA offriresti in maniera dissennata. Abbiamo capito che di soldi non se parla, e neppure di fare come Maometto che, se non si muoveva la montagna, si muoveva lui. Quindi cosa? :-)

Lo scambio alla pari, magari con coinvolgimento, passione, follia, sentimento, amore l'ho trovato sempre assai più eccitante

Ok, voglio crederci, ma sei sicuro?
Sei davvero certo che accetteresti uno scambio alla pari in termini esclusivamente "sessuali"? :-)

un prezzo comunque si deve pagare. Uno di questi è quello di pagare in termini di libertà

Cavolo! Ed e' meglio pagare in termini di liberta' che in denaro? I casi sono due: o al denaro si da' troppo valore o se ne da' troppo poco alla liberta'.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Carlos: Io personalmente ricerco sempre un rapporto sincero ed equo

Tutti i rapporti sono sinceri ed equi, fino al momento in cui non lo sono piu'. Per dirla in altro modo: "Monsieur De Lapalisse, cinque minuti prima di morire, era vivo." :-)

Me ne intendo però abbastanza da poter ritenere di possedere un Raffaello, o per lo meno un Perugino. E di aver avuto tra le mani un autentico Botticelli, per passione e non per denaro

Tieni pero' presente, che non tutti possono avere la tua fortuna. Oppure abilita'. Perche' vuoi privare queste povere persone di poter anche loro vedere, magari pagando il biglietto, uno dei quadri che altrimenti non potrebbero mai vedere? :-)

penso alle deformazioni professionali che si possono poi instaurare anche nei rapporti "normali"

Interessante. Sai darmi una definizione di "rapporto normale" che sia universale, cioe' condivisa da tutti?

Non so, penso alla considerazione generale sugli uomini, alla banalizzazione del rapporto sessuale

Tu credi che un rapporto sessuale con me, sia banale?
Mi sembrano un po' frasi fatte, pregiudiziali e senza alcun fondamento. In vita mia ho sempre sentito dire dai clienti "impegnati", che "banale" era invece il sesso che facevano con le loro compagne. Pensa un po'... :-)

Ma questo lo possono fare e lo fanno anche le donne che non si prostituiscono

Vero. Ma a volte, a chi lo fa solo per passione, mancano un sacco di elementi per farsi un'esperienza che sia davvero significativa. Voglio dire che per saper navigare, si devono affrontare anche flutti difficili, pericolosi, e situazioni spiacevoli.
Chi non ha una motivazione economica per farlo, difficilmente entra in contatto con uomini con i quali NON ANDREBBE MAI perche' vecchi, brutti, sgradevoli.
Ecco, non dico che la motivazione principale di una prostituta sia fare "scuola di vita", ma sicuramente e' un effetto collaterale del mestiere che poi, dopo, e' molto utile anche nei "rapporti" interpersonali.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Da me te l'aspettavi?

Non da te nello specifico, ma avendoti inquadrato come modo di pensare, me l'aspettavo esattamente come quando al cane di Pavlov, accendendo una lucetta, viene lo stimolo della fame. :-)

Sei tu a dire queste cose, non io

Sei tu ad aver detto: "(A volte però credo che le tue massimalizzazioni siano il frutto amaro del tuo ex mestiere)"

Amaro cosa? Ti sto spiegando che non c'e' nulla nella mia vita che possa essere piu' amaro di quello che puo' esserci nella vita di chiunque. Frutti amari ne vedo, se mai, in chi non ha saputo realizzare i suoi sogni. Io ho potuto farlo (anche se parzialmente), per cui di quale frutto amaro stiamo parlando?
Vogliamo domandare alla signora Pina, casalinga di Voghera, se per caso i suoi frutti, pur non avendo mai fatto la prostituta, sono piu' o meno amari dei miei?

Anche se a volte appari fortemente e dichiaratamente risentita o delusa nei confronti dell'universo maschile

A me pare di scrivere le cose in modo molto pacato. Anzi faccio di piu': per divertirmi, assumo atteggiamenti che vi sono propri. Mi piace osservare in quale modo li leggete. Tu li leggi come "risentimento" o "delusione"? Ebbene, allora sappi che questo risentimento e delusione vi sono connaturati, perche' sono solo il risultato del mio "scimmiottamento".
E' tutta roba vostra, maschile, fidati, solo che certi atteggiamenti, agiti da una donna, ti sembrano frutti amari. :-)
A proposito: prima, quando ho scritto "E' cosi comodo metterci un'etichetta psicologica dequalificante. Un mestiere che, come hai detto in altre occasioni, quindi ne sei convinto, rende le persone "traumatizzate", percio' cariche di risentimento", tu hai risposto: "Sei tu a dire queste cose, non io".
Adesso scrivi "appari fortemente e dichiaratamente risentita".
Insomma, mettiti d'accordo con la tua tastiera. :-)

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Carlos: Allora, vorrei chiarire, perché mi pare che tu mi travisi un bel po' ogni tanto. Non ho giudizi per quello che hai fatto, non mi pare tu abbia fatto e lo ripeto, niente di disdicevole

Mi sarei attesa una cosa sincera, tipo: "Hai fatto una cosa magnifica che, se fossi donna e gnocca, farei anch'io!" (desiderio inconfessato e represso della gran parte dei maschi).
Invece no... "niente di disdicevole..."
Tse!
Come quando certi mariti o compagni cercano di consolare le loro dolci meta' che sentono di non essere carine, con: "Ma no, cara, non sei mica disdicevole..." :-(

A volte, ma sono casi davvero rari, la 598esima

E chi ci arriva a 598 con la stessa persona?
Ahahahahah! :-)))
Suvvia... sei proprio un romanticone. :-)

in certi casi la ripetitività degli stessi giochi può essere vano e controproducente

Certo che se lo fai 598 volte con la stessa persona alla fine un cicinin ripetitivo lo diventa. :-))

Non so, mettere insieme gioco e viaggio ad esempio

Ottima idea! ci sto!
Facciamo direttamente sull'intercity Tokaj-Miskolc delle 9.50 di Sabato 7 maggio?
Carrozza n.1. Staro' leggendo Maestro e Margherita in Russo. Difficile non riconoscermi. :-)
Il percorso dura neanche mezz'ora. Non e' impegnativo neppure per chi soffre di eiaculazione precoce, ma volendo, se ci piacciamo, possiamo farci anche il tragitto inverso. :-)

carlos ha detto...

Klàra:
"Sono tutte permute."

Boh, forse non hai tutti i torti, ma devo ammettere che non me ne intendo molto di terminologie mercantili applicate ai rapporti interpersonali e sessuali. Baratto, permuta, usufrutto, usucapione... Non saprei.
A voler semplificare, io solitamente la vedo così: offro di me ciò che voglio, e prendo, se mi piace, ciò che mi viene offerto. Le "monete di scambio" preferite sono i sensi.
Poi se uno vuole monetizzare in soldoni (ma senza violenza) fatti suoi. Ripeto per l'ennesima: nessuna morale. E ti dirò di più, continuando a risponderti. :)

"Perche' in tal caso sarebbe stato come se avesse voluto avere il tramonto sul Bosforo."
Buona parte delle donne che ho "conosciuto", volevano da me il tramonto sul Bosforo (che brava che sei, è un'immagine efficace e poetica allo stesso tempo). A una parte di queste ho regalato qualche scorcio e a rarissime pure qualcosa di più.
Non trovo nulla di male nel sesso senza coinvolgimento "sentimentale", continuo a preferire quello senza che ci sia uno che paghi l'altra o viceversa. Perché per esperienza ti dico che l'ho trovato il più delle volte un po' meccanico il sesso a pagamento. Però non ho tutta questa esperienza e sono convinto che tu, con la tua intelligenza, la tua volontà e la tua eleganza, abbia saputo offrire un servizio di altissimo livello. (Mi accorgo di aver dimenticato l'avvenenza, ma è solo per non averti mai visto). Rimango però persuaso che certe vette di "piacere emotivo" sia più facile raggiungerle se magari in ballo c'è pure uno scorcio di panorama sul mar di Marmara.
Quanto al piacere prettamente sessuale, le componenti possono essere molteplici e sicuramente hai buone ragioni nel dire che l'esperienza in certi casi può essere fondamentale.

"Quindi, perche' il sesso deve restare svilito se c'e' il denaro di mezzo?"

Klàra, forse ho usato un termine impreciso e comunque era limitato alla mia esperienza personale.
Credo poi di avertene comunque esplicitato il senso.

"Quello che non riesco a farti capire, o che forse gli italiani in genere non capiscono, e' che il sesso non e' necessariamente fuso col sentimento."

Credo di averti già risposto. E' vero che gli italiani spesso "fanno" i romanticoni e che pure io, come ti ho già detto, a volte preferisco che questa fusione ci sia. Ma mica sempre. Anzi. :)

Però la fusione a volte dà quel qualcosa in più che il denaro non può offrire e a volte neppure l'esperienza.

"Quindi cosa?"
Sono gli errori e i casi della vita. A volte capita di regalare in misura eccessiva gli ormai celebri tramonti tra due continenti. A volte capita di rubarli.
Una cosa penso, che spesso, a capire bene il valore inestimabile di quelle vedute, siano proprio quelle donne che del loro corpo hanno fatto mercato, ma non dell'anima.

carlos ha detto...

"Abbiamo capito che di soldi non se parla, e neppure di fare come Maometto che, se non si muoveva la montagna, si muoveva lui."

Pure al plurale majestatis siamo passati adesso, annamo bene. Comunque sì, non si parla delle cose che tu dici e neppure di una crocera sulla Potemkin. :)

"Sei davvero certo che accetteresti uno scambio alla pari in termini esclusivamente "sessuali"?"
Non ho capito il senso della domanda. Da parte di chi?

"Ed e' meglio pagare in termini di liberta' che in denaro? I casi sono due: o al denaro si da' troppo valore o se ne da' troppo poco alla liberta'."

Hai perfettamente ragione. La libertà è inestimabile e a volte ci si chiude in gabbia da soli.

"Perche' vuoi privare queste povere persone di poter anche loro vedere, magari pagando il biglietto, uno dei quadri che altrimenti non potrebbero mai vedere?"
Chi ha mai detto questo? Ho solo espresso una mia personale preferenza.

"Sai darmi una definizione di "rapporto normale" che sia universale, cioe' condivisa da tutti?"

Tutto ciò che esiste in natura. Guarda che le virgolette le avevo messe apposta. Era per intendere "gratis et amore dei", "normale" dunque soltanto perché più nella "norma". :)

"Chi non ha una motivazione economica per farlo, difficilmente entra in contatto con uomini con i quali NON ANDREBBE MAI perche' vecchi, brutti, sgradevoli."

Dici? Io mi sono dovuto ricredere su questo.

"Non da te nello specifico, ma avendoti inquadrato come modo di pensare, me l'aspettavo esattamente come quando al cane di Pavlov, accendendo una lucetta, viene lo stimolo della fame."
Che tu inquadrassi parecchio (e spesso un po' a sproposito, per quanto mi riguarda, l'avevamo capito). Quanto hai condizionamenti, ne abbiamo tutti, citandoti: "Ecco, non dico che la motivazione principale di una prostituta sia fare "scuola di vita", ma sicuramente e' un effetto collaterale del mestiere che poi, dopo, e' molto utile anche nei "rapporti" interpersonali."

Io ho parlato di bocconi amari, tu di traumi e condizionamenti. Tutto questo vale comunque anche per molte altre donne che non si sono mai prostituite (e a volte avrebbero forse fatto meglio a farlo, va là).

"Frutti amari ne vedo, se mai, in chi non ha saputo realizzare i suoi sogni."

Verissimo, chi lo nega? Dipende appunto dai singoli casi. Prostitute o meno, donne o uomini che si sia.

carlos ha detto...

"Adesso scrivi "appari fortemente e dichiaratamente risentita".
Insomma, mettiti d'accordo con la tua tastiera. :-)"

In che accordo dovrei mettermi? Ti trovo un po' risentita e penso che ci possa essere un qualche condizionamento dovuto anche alle passate esperienze. Poi non metto in dubbio che ci siano anche altre motivazioni, anzi. :)

"Mi sarei attesa una cosa sincera, tipo: "Hai fatto una cosa magnifica che, se fossi donna e gnocca, farei anch'io!" (desiderio inconfessato e represso della gran parte dei maschi)."

Ti avevo già risposto una volta su questo. Be', rimando dello stesso parere. Cioè no. L'avrei magari data molto, ma a gratis. :)

"Come quando certi mariti o compagni cercano di consolare le loro dolci meta' che sentono di non essere carine, con: "Ma no, cara, non sei mica disdicevole."

Semplicemente non volevo utilizzare la parola "immorale". :))

"Suvvia... sei proprio un romanticone."

Può pure essere vero, sarò un romanticone, ma parlavo in generale e come fatto piuttosto raro.

"Certo che se lo fai 598 volte con la stessa persona alla fine un cicinin ripetitivo lo diventa."

Il più delle volte, anche se non sempre. Ma vale per tutto, pure per i "giochini" più divertenti.

"Facciamo direttamente sull'intercity Tokaj-Miskolc delle 9.50 di Sabato 7 maggio?"

Mi spiace, Maometto è impegnato. E comunque sarà difficile che riesca a raggiungerti prima dell'autunno. I panorami sul Balaton devono essere meravigliosi in quella stagione. :)

"Carrozza n.1. Staro' leggendo Maestro e Margherita in Russo."

Ottima scelta. Approvo in pieno. :)

"Il percorso dura neanche mezz'ora. Non e' impegnativo neppure per chi soffre di eiaculazione precoce, ma volendo, se ci piacciamo, possiamo farci anche il tragitto inverso."

Interessante. Giudichi mezzora eiaculazione precoce. O mamma mia, devi essere una tale belva... Grrrr... :))

carlos ha detto...

Ps: Mi accorgo ora di non aver risposto a una tua domanda.

Klàra:
"Tu credi che un rapporto sessuale con me, sia banale?"

Non l'ho neppure mai pensato, banale. Semmai tu potresti trovarlo così banale da dover ricorrere ai "giochini". :)

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Carlos: devo ammettere che non me ne intendo molto di terminologie mercantili applicate ai rapporti interpersonali e sessuali. Baratto, permuta, usufrutto, usucapione... Non saprei.

Cosa non sapresti?
Che uno scambio di qualsiasi bene o servizio per un altro si chiama baratto?
Barattiamo tutto il barattabile, anche se dall'altra parte ci sta il denaro, oppure il tempo, la considerazione, l'apprezzamento... una caramella.
Non c'e' molto da sapere ed il limite e' solo il nostro "paniere" di cose barattabili, che non e' per tutti lo stesso.

A una parte di queste ho regalato qualche scorcio e a rarissime pure qualcosa di più.

Il "Pan di zucchero" a Rio? :-)

continuo a preferire quello senza che ci sia uno che paghi l'altra o viceversa

Aridaje!
Ma sempre li', vai a battere con la lingua, eh? :-)

Però la fusione a volte dà quel qualcosa in più che il denaro non può offrire e a volte neppure l'esperienza.

Fusione?
Intendi fusione di sesso e sentimento, due esseri vicini, vicini, vicini, ciccini micini che scopano pure cone ricci, tutta la vita attaccati come il pisello nel suo baccello?
Intendi questo?
Credi dunque nell'amore come "additivo" del sesso?
Sai che io, invece, su questo punto, non sono d'accordo?
L'amore, secondo me, non serve al sesso. Anzi secondo me lo depaupera. Pero' e' vero l'inverso: il sesso serve all'amore.

Pure al plurale majestatis siamo passati adesso, annamo bene

"Abbiamo capito" inteso come: noi che leggiamo i tuoi commenti abbiamo capito.

Non ho capito il senso della domanda. Da parte di chi?

Questo e' un punto importante, secondo me, che non molti uomini comprendono. Quando parlo di scambio "esattamente" alla pari, significa che, nel sesso, cio' che accetto di fare io perche' a te piace che io lo faccia, allora lo fai anche tu se a me piace. Giusto? Quindi, se a te piace un bel lavoretto di bocca, beh, il minimo che posso attendermi da te e' che, se a me piace il sesso orale, anche tu lo faccia a me.
Pero' come la mettiamo per la penetrazione anale?
L'accetteresti, tu, se alla tua donna piacesse farlo con te come a te piace farlo con lei?
Ebbene, mentre ci pensi, rispondo al tuo prossimo punto. :-)

Tutto ciò che esiste in natura.

Tutto cio' che esiste in natura, tu, dunque lo chiami "normale". E puo' essere anche giusto. Pero' in natura esiste il sesso ed esistono anche le mele. Va bene se invece dei soldi (che non esistono in natura), mi dai invece delle mele? Sarebbe per te piu' normale il rapporto?
E se invece delle mele ti chiedessi dei rubini, che sempre esistono in natura, cosa penseresti? Sarebbe sempre un rapporto normale?

Cioè no. L'avrei magari data molto, ma a gratis.

Cioe', tu sei una donna. Uno viene da te e ti dice: "Senta, se me la da', io le verso 50.000 euro sul conto". Tu rispondi: "No grazie, la do solo gratis!"
Ma vuoi davvero che ti crediamo (sempre noi che ti leggiamo)? :-)

E comunque sarà difficile che riesca a raggiungerti prima dell'autunno. I panorami sul Balaton devono essere meravigliosi in quella stagione.

Ah, quindi posso rimandare il tutto all'autunno?
Ottimo!
Ci conto pero', eh...
Per quanto riguarda il Balaton. Te lo devo scrivere in sanscrito che non abito in prossimita' del Balaton?

Interessante. Giudichi mezzora eiaculazione precoce

No. Ad essere sincera, in mezzora, di eiaculazioni precoci se ne fanno almeno una ventina. :-)

Semmai tu potresti trovarlo così banale da dover ricorrere ai "giochini". :)

Questa non l'ho capita. Pero' dalla faccina che hai messo, doveva essere assai divertente. :-)

carlos ha detto...

Klàra: So che ti scoccia sia un uomo a dirtelo, ma a volte ti trovo davvero adorabile, come nella tua ultima risposta. Perché le scudisciate possono pure essere divertenti, ma ogni tanto buon umore e sorriso non guastano. :))

"Che uno scambio di qualsiasi bene o servizio per un altro si chiama baratto?"

Si può chiamare in molti modi diversi. Quelli che ti ho indicato capita che siano altrettanto validi, come il pagamento dietro corrispettivo in denaro. Comunque il senso non cambia e comprendo il tuo punto di vista.

"Il "Pan di zucchero" a Rio?"

Sei tremendissima! Però l'accostamento è in ogni senso troppo alto. Anche questo però cerco di offrire, e poi Rio, che è una città meravigliosa, tanto che la porto nel cuore. I miei panorami non sono comunque qualcosa di fisso: sono sempre diversi, sempre gli stessi. :)

"Fusione?
Intendi fusione di sesso e sentimento, due esseri vicini, vicini, vicini, ciccini micini che scopano pure cone ricci, tutta la vita attaccati come il pisello nel suo baccello?"

Non volevo tornarci sopra, ma intendevo che alla tua triade piacere+soldi+amore (l'ordine degli addendi è tuo), contrapponevo sesso+piacere della scoperta+coinvolgimento emozionale e meglio ancora sentimentale. Questo il mio massimo dei massimi. Ma non è mica obbligatorio né saggio andare sempre al massimo.
Che c'entra micio micio bau bau? Anche quello però può avere una sua valenza, un suo piacere. Se sincero e non a livelli da diabete. :)

"L'amore, secondo me, non serve al sesso. Anzi secondo me lo depaupera. Pero' e' vero l'inverso: il sesso serve all'amore."

D'accordo sulla seconda parte dell'assunto, solo in parte sulla prima. L'amore può depauperare il sesso, anzi può disentegrarlo proprio. Io ne ho pianto. Però può potenziarlo anche. Mi fa strano che tu non la pensi come me.

"Abbiamo capito" inteso come: noi che leggiamo i tuoi commenti abbiamo capito."

Cioè chi? Le molteplici e colaritissime sfumature del tuo essere? Oppure ti fai portavoce e interprete di chi?

carlos ha detto...

"Quindi, se a te piace un bel lavoretto di bocca, beh, il minimo che posso attendermi da te e' che, se a me piace il sesso orale, anche tu lo faccia a me."

Ti sbagli, per me non funziona in questo modo. Tu offri ciò che vuoi, io pure. Ed è pure possibile che a me venga in mente di non offrire niente, o di niente richiedere, o di niente accettare. E' mia esclusiva discrezione. E preferisco che anche per la donna sia così.

Riguardo al resto, ovvero il sesso anale, non ho pregiudiziali. Anzi la considero una parte piuttosto erogena e chi mi conosce bene lo sa. :))

"Sarebbe sempre un rapporto normale?"

Klàra, stai cavillando. Vale la risposta che ti ho dato. Era semplicemente per instaurare una dicotomia che tu vuoi ignorare.

"Tu rispondi: "No grazie, la do solo gratis!"

Non ho detto questo e lo sai. Prenderei quei soldini benedetti, si capisce, ne avrei anche un dannatissimo bisogno. Ma deve ispirarmi, mi deve pure piacere. Altrimenti non ci prendo molto gusto. Mi troverai viziato, ma è così.

Mi offrì 500 mila lire un tizio che mi aveva tampinato in una città nordica. Era pari al budget dell'intera mia vacanza che di lì a breve mi avrebbe portato anche nella tua terra. Rifiutai. Non mi andava l'idea di incularmi un vecchierello. Ti ripeto, se una vuole essere generosa con me, perché no? Ma non costituisce una pregiudiziale. Le pregiudiziali sono ben altre. :)

"Ci conto pero', eh..."
Aspetta, non contarci troppo. Magari può essere prima, o pure dopo, o come ben sai, pure mai (ma io spero di no). :)
Intanto prima o poi potrei anche essere tentato da second life. Giusto per fare quattro chiacchiere. Con te. Magari anche con Kameo, se si degna. E con voi altri. :)

"Te lo devo scrivere in sanscrito che non abito in prossimita' del Balaton?"

Ora vado a controllare con google maps. A occhio mi pareva di ricordare che il lago sta a nord ovest. E siccome a nord ovest, fuori dai confini magiari, c'è anche un'altra area geografica dove si produce il vino tocai, ho pensato fossi limitrofa al lago quanto meno, ma ora vado a controllare.
Fatto: 'aspita che abbaglio. Ne chiedo venia. Miii' se sei lontana però, stai nella tundra o quasi. :)

"No. Ad essere sincera, in mezzora, di eiaculazioni precoci se ne fanno almeno una ventina."

Santo cielo! Hai veramente un bagaglio di esperienze infinito: esiste davvero un tale fenomeno? :)

"Questa non l'ho capita. Pero' dalla faccina che hai messo, doveva essere assai divertente."

Volevo dire... Niente, va là, lasciamo stare. :)

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Carlos: alla tua triade piacere+soldi+amore (l'ordine degli addendi è tuo)

L'ordine e' stato accuratamente scelto, ponderato e calibrato. Non e' mica stato messo li' "a caso". Sono ben rare le cose "casuali" che faccio, e quando accade di sicuro devo avere la febbre oltre i 40.
Il piacere al primo posto perche'?
Perche' e' cio' che davvero conta. E parlo di ogni tipo di piacere, non solo quello fisico, ma anche quello psicologico.
Che senso ha avere i soldi se prima non si ha il piacere? E che senso ha avere l'amore se non se ne ricava piacere?
Quindi, se qualcosa mi da' piacere la faccio (come pare si giusto fare e come dovrebbero far tutti), se non me ne da' smetto di farla anche se magari, mi da' soldi oppure amore.
Questo per quanto riguarda l'ambito della "soddisfazione personale".
Se, invece, entriamo nell'ambito delle "responsabilita'", allora la cosa cambia. Si possono far cose che non ci danno piacere perche' abbiamo impegni sovrastanti o responsabilita' piu' impellenti. Ad esempio, restando nell'ambito delle relazioni fra uomini e donne, sono cose che certe donne, mogli, compagne fanno per i loro partner che non danno loro alcun tipo di piacere. E viceversa.

contrapponevo sesso+piacere della scoperta+coinvolgimento emozionale e meglio ancora sentimentale

Come e' complicato il genere maschile. O forse non e' il genere maschile ad essere complicato, ma lo sei solo tu. O forse sono io ad essere troppo semplice, oppure il tuo "generatore di supercazzole" e' piu' efficace del mio.
La vita e' fatta anche di astrusita' mentali, lo so, ma se prima non si pensa alla solidita' della nostra esistenza, ogni astrusita' va a farsi friggere.
Il mio metodo?
E' "andare per gradi". Affronto una cosa e mai passo alla successiva se prima non l'ho conclusa. In un rapporto (ma potrebbe essere per qualsiasi cosa, un lavoro, un'amicizia, una vacanza), la prima cosa che guardo e' "se mi da' piacere". Se non mi da' piacere allora non vado neppure a guardare se poi mi dara soldi oppure amore.
Capito il metodo? Roba che ho imparato quando ero bambina. Volevo leggere nello stesso momento piu' fiabe differenti, tenevo aperti davanti a me tre, quattro diversi libri e alla fine non capivo piu' se cappuccetto rosso era stata mangiata dall'orco cattivo o il drago della montagna o dalla strega di Biancaneve.
Poi, mia nonna mi fece capire che le cose vanno affrontate una alla volta, impegnandosi per portarle a termine bene ciascuna per conto proprio e senza mescolare troppo, perche' la probabilita' di pasticciare, quando si fanno piu' cose tutte insieme, e' molto alta.
Per questo motivo, non riesco ad essere multitasker e quello che al massimo riesco a fare nello stesso spazio di tempo e' camminare masticando la gomma. Pero' ti assicuro che pur essendo una schiappa in moltissime cose (ad esempio non riesco a inviare messaggini sms utilizzando solo il pollice, mentre nello stesso momento guido l'auto e compilo la schedina del superenalotto parlando al telefono con qualcuno), almeno nel camminare (e nel masticare) sono una dea.
Se non mi sono spiegata bene, ti lascio questa "polpetta" da leggere. Caso mai tu ne abbia voglia.

http://chiara-di-notte.blogspot.com/2010/06/camminare-masticando-la-gomma.html

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Carlos: L'amore può depauperare il sesso, anzi può disentegrarlo proprio. Io ne ho pianto. Però può potenziarlo anche. Mi fa strano che tu non la pensi come me.

Perche' ti par strano?
Ho fatto le mie "sperimentazioni" sul campo. Le ho fatte, credo, accuratamente e le ho ripetute per piu' volte. Il margine d'errore e' assai basso e per me va bene cosi'. :-)
Ovviamente ciascuno si fa le proprie sperimentazioni per conto suo perche' Innanzitutto non siamo tutti "acqua" per cui dovremmo bollire tutti quanti a 100 gc, pero', anche se lo fossimo, magari, non ci troviamo alla stessa pressione. C'e' dunque chi bolle prima, chi bolle dopo e chi non bolle mai. Insomma, e' solo una questione di tempi e di condizioni e soprattutto di "sostanza".
Azz... ma quante banalita' mi fai scrivere?

Cioè chi? Le molteplici e colaritissime sfumature del tuo essere? Oppure ti fai portavoce e interprete di chi?

Dico noi. Noi che leggiamo i tuoi commenti. Io, Kameo, Xtc e altre persone che, leggono i tuoi commenti.
Adesso, conoscendo un po' Kameo, sono certa che arrivera' a scrivere che i tuoi commenti, proprio, li salta a pie' pari. :-)

Riguardo al resto, ovvero il sesso anale, non ho pregiudiziali

Quindi, non ci sarebbero problemi a farti penetrare da una donna?
Bene! :-)
Comunque l'esempio era per capire cosa s'intende per "rapporto sessuale alla pari" che, per quanto mi e' dato di conoscere per mia esperienza, e' un'utopia. Non esiste alcun rapporto fra persone, ne' sessuale ne' altro, che sia realmente alla pari. E' solo un'immaginazione oppure una bufala creata ad hoc per imbambolare le persone. Ogni rapporto e' piu' o meno sbilanciato. Ma sbilanciato non e' neppure la parola giusta.
Sapresti dire che il rapporto esistente fra un paguro e un'attinia, per quanto equilibrato, e' davvero alla pari?
Io no.
Tanti detti popolari portano in se' una saggezza che a volte e' sorprendente e quando si dice "non si possono paragonare le patate con le carote" c'e' un suo perche'.
A meno che non si riesca a dare alle diverse persone, alle diverse situazioni, alle diverse "sostanze", dunque, un qualche tipo di "valore". In tal caso, partendo da questo valore, si potrebbe parlare di "parita'", oppure di "disparita". Ma resta comunque qualcosa basata esclusivamente su una convenzione.
Troppo difficile?
Non credo, dai. Mi sembri uno sveglio, e l'esempio che ho fatto e' talmente elementare che, ancora una volta, dovrei vergognarmi per la mia banalita'.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Carlos: Prenderei quei soldini benedetti, si capisce, ne avrei anche un dannatissimo bisogno. Ma deve ispirarmi, mi deve pure piacere. Altrimenti non ci prendo molto gusto

Che tu non ci prenda "gusto" esula completamente dal fatto che, comunque, lo faresti. Lo faresti "senza provare gusto". Ma il discorso morale non e' in discussione.
Il "gusto", in ogni caso, te lo ritroveresti dopo, quando andresti a spenderti quei 50.000.
Fare la prostituta non e' mica come "andare in giostra". Non l'ho mai detto. Darla per denaro non e' come andare a mangiare al ristorante quando si ha voglia. E' piu' paragonabile, se mai, a quando si viene pagati dalla "Guida Michelin" per andare in giro per ristoranti a mangiare per scrivere poi articoli e dare una valutazione. E', dunque, una professione. Capita a chiunque di fare il suo lavoro, a volte con gusto, a volte senza gusto. Capita ad un insegnante, ad un medico, ad un avvocato... capita persino all'incaricato della "Guida Michelin". E' normale.
Posso dirti pero', che e' piu' facile che sia un avvocato a fare il suo lavoro "senza gusto", di quanto possa capitare all'addetto della Guida Michelin o a una prostituta. Parlando almeno di chi lo fa per scelta e non per obbligo.
Fra tutte le professioni, quello di "darla via per soldi" e' una delle piu' remunerative e delle meno "stressanti", fidati. Se fatta con metodo, equilibrio, e passione, puo' avvicinarsi molto a quella dell'artista, della pittrice, della scrittrice, arrivando finanche, in certi casi, a situazioni in cui la si da' solo a chi si vuole e per la cifra che si ritiene opportuna. Talvolta anche molto alta.
Vorrei pero' che questo mio commento non venisse preso come un elogio della professione. Dico solo che anche un ristoratore, pur facendolo per soldi e pur servendo centinaia di persone, ogni tanto, ma anche ogni sera, puo' sedersi ad un tavolo e mangiare con gusto quello che il menu' del suo ristorante offre. E volendo, saltuariamente, puo' anche non far pagare il conto a qualcuno dei suoi clienti che gli sta' particolarmente simpatico.

Aspetta, non contarci troppo. Magari può essere prima, o pure dopo, o come ben sai, pure mai (ma io spero di no)

Tante parole per esprimere un concetto semplice: "Vorrei ma non posso". :-)

potrei anche essere tentato da second life. Giusto per fare quattro chiacchiere. Con te. Magari anche con Kameo, se si degna

Ecco, questa potrebbe essere una buona idea. Credo che ti ci troveresti bene. Sei il tipo giustamente "recettivo" per certi tipi di "realta'".
E poi credo che Kameo sarebbe felicissima. :-)

Miii' se sei lontana però, stai nella tundra o quasi.

Da qui, al castello di Dracula ci si arriva in poche ore.
Alle finestre teniamo l'aglio e la notte non usciamo per via dei lupi e anche peggio. :-)

Santo cielo! Hai veramente un bagaglio di esperienze infinito: esiste davvero un tale fenomeno?

E chi ha parlato di un unico soggetto?

carlos ha detto...

Klàra:
"Come e' complicato il genere maschile. O forse non e' il genere maschile ad essere complicato, ma lo sei solo tu."
Dimmi tu, ché son curioso. Sei tu l'esperta. :)

"O forse sono io ad essere troppo semplice, oppure il tuo "generatore di supercazzole" e' piu' efficace del mio."

Una bella lotta come fosse antani. :)

"Se non mi sono spiegata bene, ti lascio questa "polpetta" da leggere. Caso mai tu ne abbia voglia."

E perché dovresti esserti spiegata male? E poi lo sai che non aspetto altro che le tue "polpette" (temo che anche su quelle sarebbe una bella lotta, altro che ristorante).

"Ho fatto le mie "sperimentazioni" sul campo. Le ho fatte, credo, accuratamente e le ho ripetute per piu' volte. Il margine d'errore e' assai basso e per me va bene cosi'."

Che ti devo dire, Klàra, contenta tu, con le tue sperimentazioni"... :)

"C'e' dunque chi bolle prima, chi bolle dopo e chi non bolle mai. Insomma, e' solo una questione di tempi e di condizioni e soprattutto di "sostanza".
Azz... ma quante banalita' mi fai scrivere?"

Ma, infatti, vabbè almeno ci si chiarisce. :)

"Dico noi. Noi che leggiamo i tuoi commenti. Io, Kameo, Xtc e altre persone che, leggono i tuoi commenti."

Ah, davvero? Sei la loro portavoce? Interessante.
Ma poi Davide, invece, ti da notizie?

"Adesso, conoscendo un po' Kameo, sono certa che arrivera' a scrivere che i tuoi commenti, proprio, li salta a pie' pari."

Molto interessante. Perché?

"Quindi, non ci sarebbero problemi a farti penetrare da una donna?
Bene!"

Ma pure da un uomo se mi garba, o magari da un'orango, se mi garba o se riesce ad acchiapparmi. :)
Perché bene? Godi a praticare codeste pratica su noi poveri maschietti? Ma che lussuriosa! Scommetto che mi puoi anche linkare un post dove già ne hai parli, qualcosa tipo "a cena con lo strap-on". :))

"Comunque l'esempio era per capire cosa s'intende per "rapporto sessuale alla pari" che, per quanto mi e' dato di conoscere per mia esperienza, e' un'utopia."

Ripeto cosa intendo io per paritario, a rischio tremendo di apparirti banale o lapalissiano. "Ti" do ciò che mi va, se mi va, quando mi va. "Tu" puoi fare lo stesso. Se la cosa va bene a entrambi benissimo, se no, ciccia.

"Troppo difficile?
Non credo, dai. Mi sembri uno sveglio, e l'esempio che ho fatto e' talmente elementare che, ancora una volta, dovrei vergognarmi per la mia banalita'."

Ma no, dai, non abbatterti così. Cos'è che ti sembro io? :)

carlos ha detto...

"Che tu non ci prenda "gusto" esula completamente dal fatto che, comunque, lo faresti."

Lo dici tu, ma mi conosco ancora un po' meglio io. Potrei farlo come non farlo, a seconda del piacere. o del ghiribizzo, o del bisogno. Certo è una bella sommetta. Se alzi la cifra posso pure prestarmi per un'orgia in second life. ;)

"Il "gusto", in ogni caso, te lo ritroveresti dopo, quando andresti a spenderti quei 50.000."

Questo è indubbio, per come sono fatto me li "sputtano" subito. :)

"Fare la prostituta non e' mica come "andare in giostra". Non l'ho mai detto."

Neppure io. Però mi piace che tu lo ribadisca, anche se ti può apparire banale o ripetitivo.

"Tante parole per esprimere un concetto semplice: "Vorrei ma non posso".

Vero. Oppure: "potrei, ma non voglio". :))

"Sei il tipo giustamente "recettivo" per certi tipi di "realta'".

Quando parli per enigmi mi fai... sbroccare. Che ti devo dire, sono precoce. Sarà la terza volta che vengo. :))

"E poi credo che Kameo sarebbe felicissima."

Dici? Quella in carne e anima? No, poi, scusa, ma Kameo... Boh. Non ci capisco niente, sei troppo complicata.

"Da qui, al castello di Dracula ci si arriva in poche ore."

L'incontro tra il vampiro e l'impalatrice d'italiche terga. Brrrrrr. Da non perdere... :)

"Alle finestre teniamo l'aglio e la notte non usciamo per via dei lupi e anche peggio."

Spero tu possa dormire serena, la notte, quando lo desideri.

"E chi ha parlato di un unico soggetto?"

Ah però, e chi l'avrebbe mai detto!


Ps: Mi scuserai delle mie di banalità, ne hai ben donde a quanto tu stessa dici, ma dove non ti ho risposto è perché era pacifico. :)

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Ah, davvero? Sei la loro portavoce? Interessante.

Ossi'... mi piace far da portavoce quando credo d'interpretare nel modo appropriato i pensieri delle persone. E nel caso di Kameo, Xtc e altre persone, credo di non sbagliare.
Pero', dato che mi leggono, possono anche correggermi. :-)

Ma poi Davide, invece, ti da notizie?

Lo citi troppe volte di Davide... nessuno ci pensa eccetto te. C'e' un motivo? :-)

Molto interessante. Perché?

Il perche' scoprilo da solo. La trovi in Second Life. :-)

Perché bene? Godi a praticare codeste pratica su noi poveri maschietti? Ma che lussuriosa! Scommetto che mi puoi anche linkare un post dove già ne hai parli, qualcosa tipo "a cena con lo strap-on".

Oh, faro' molto di piu'. Nella mia infinita tavolozza di colori c'e' pure questo:

http://issuu.com/chiaradinotte/docs/lei..._lui..._una_notte

Oppure: "potrei, ma non voglio".

Assi'? :-)))

davide ha detto...

Caro amico Carlos,

"Ma poi Davide, invece, ti da notizie?"

Anche se non commento leggo sempre tutto. Come ho già detto alla padrona del blog, ho deciso di dedicare molto meno tempo al virtuale. In questo periodo al mio paese le montagne sono tutte piene di fiori. Pertanto dopo il lavoro amo fare lunghe escursioni fra i boschi per gustarmi il profumo dei fiori e ascoltare il canto degli uccellini.

Ciao Davide

carlos ha detto...

Klàra:
"Pero', dato che mi leggono, possono anche correggermi."

Come sei democratica. :))

"Lo citi troppe volte di Davide... nessuno ci pensa eccetto te."

Ma che bella scudisciata a distanza (come al solito secondo me un po' se la merita). Te l'ha mai detto nessuno che sei meravigliosa? :)))
Continui ad interpretare i reconditi pensieri di tutti, pure dei miei, ma non è la prima volta. :)

"C'e' un motivo?"
A te l'ho già spiegato. Ora lo faccio direttamente a lui.

"Il perche' scoprilo da solo. La trovi in Second Life."

Ma lo farò, vedrai. Te l'ho già detto. :)

"http://issuu.com/chiaradinotte/docs/lei..._lui..._una_notte"

Oh, corro. Poi ti dirò. :)

"Assi'?"
Essì. Ridacchia pure, vuol dire che proprio mi misconosci. :)

carlos ha detto...

Davide carissimo,
quanto tempo... sai che mi fa un po' effetto saperti lì prono ad ascoltare il canto degli uccellini? :))
Scherzi a parte, anche le montagne, come i profeti barbuti e i bagliori notturni hanno i loro perché. Ti dico però che la tua presenza in questo "dungeon" manca assai. La tua assenza risalta. Come già dissi a Klàra ti consideravo il suo controcanto, ritmato da schiocchi di scudiscio, dei quali mi pareva tu ti beassi. Ti avverto poi che la tua leadership come massimo commentatore della signora e "padrona" è in forte pericolo. A meno che prima non rotoli una testa.

Ps: Sai niente di Rossoallosso? E' un po' che non lo incrocio.

Stai bene, ciao.

:)

davide ha detto...

Caro amico Carlos,

"Ps: Sai niente di Rossoallosso? E' un po' che non lo incrocio."

L'amico Rossoallosso lo trovi più facilmente sul blog dell'amica Lameduck.

Per il resto le leadership non sono mai eterne. Sono pronto a cedertela senza problemi.


Ciao Davide

carlos ha detto...

Klàra:
Stanotte ho letto sia il racconto sia il post che mi avevi consigliato. Il tempo strappato al sonno mi pare di averlo impiegato bene. Mi sono piaciuti entrambi. Ti dico la verità: a volte mi esalti pure un po', tanto che mi è anche balenato il pensiero che dopo aver partecipato ad un post dove ti si poteva impunitamente vituperare, mi piacerebbe ne creassi un'altro dove si possa, altrettanto impunitamente, osannare.
Il post mi è piaciuto più del racconto. Mi pare, e se sbaglio spero mi correggerai, che ti dedichi con maggiori esiti alla scrittura non creativa. E che questo, in qualche misura, sia una conseguenza del tuo approccio ad ambiti differenti o sentiti come tali. Prendi questa cosa con beneficio di inventario (non ti verrà difficile) vista la mia inesperienza di te. Insomma il post l'ho trovato così notevole che nel mio entusiasmo avevo pensato andasse inscritto pure lui su tutti i monoliti del mondo. Oltre alla parte concettuale, ho trovato di alta fattura anche la scrittura.
Anche il racconto mi è piaciuto. Ha "contenuti" moderni, e questo è un grande pregio. La scrittura è sempre bella, ma non so, ci devo pensare. Comunque, il momento della carezza è assolutamente geniale. Mi pare segni una sorta di distacco tra me e il personaggio maschile. Ma sono io probabilmente a restare attardato.
Il concetto del ribaltamento dei ruoli mi pare portato alle estreme conseguenze, tuttavia lui mi pare non troppo convincente. Ma a te forse importava lo fossi tu. :)
Il finale mi pare un po' sbrigativo. Avrei gradito una maggiore importanza data ai dettagli tecnici, che tu entrassi nel santa sanctorum di quell'amplesso, per "mostruoso" che fosse. L'esperienza in materia ce l'hai e sai scrivere e descrivere molto bene quando vuoi. Ma forse la sbrigatività era voluta, a significare lo scarso valore attribuito al femminile del maschio in questa vicenda.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Carlos: Stanotte ho letto sia il racconto sia il post che mi avevi consigliato.

Scusa ho messo troppa carne al fuoco ultimamente e qualche pezzo me lo sono dimenticato sulla gratella. Il racconto so quak e', ma il post a cui ti riferisci, sai che mi sfugge al momento?

Il finale mi pare un po' sbrigativo. Avrei gradito una maggiore importanza data ai dettagli tecnici, che tu entrassi nel santa sanctorum di quell'amplesso, per "mostruoso" che fosse.

Capisco. Ma vedi, a me non interessa scrivere di pornografia. Cio' che doveva essere capito si era capito gia' (il mio pensiero sulla reciprocita' in ambito sessuale), quindi addentrarmi in "dettagli tecnici" mi pareva assolutamente superfluo e di cattivo gusto.
Ed io, che ho tanti difetti e manchevolezze, almeno una cosa positiva ritengo di averla: un gusto che ben si attaglia alla definizione di "buon gusto". Anche se, poi, tutto e' relativo e soggettivo.

carlos ha detto...

Klàra, questo: Camminare masticando la gomma.

Capisco te, ma credo proprio tu non abbia capito me. Forse perché per me il porno, come l'erotismo, ha una valenza neutra di per se stesso. A volte può essere di cattivo gusto l'erotico, a volte lo può essere il porno. Ciò è soggettivo.
Intendevo semplicemente che il finale è stato un zac e ciao ciao. Un'eiaculazione precoce al femminile.
Tu dici che è comunque funzionale al racconto. In un certo senso sì.

Stammi bene.

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Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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