giovedì 21 aprile 2011

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Gli effetti negativi della religione sulle donne e sui loro diritti

Citta’ Invisibile: 20 Aprile 2011

Prima di entrare nel cuore della mia riflessione, care sorelle, vorrei citare tre brani presi da tre libri famosi. Il primo brano e’ dal Nuovo Testamento. Prima Lettera di San Paolo a Timoteo, capitolo 2: versi da 11 a 15.

"La donna impari in silenzio, con tutta sottomissione. Non concedo a nessuna donna di insegnare ne’ di dettare legge all’uomo, piuttosto se ne stia tranquilla. Perche’ prima e’ stato creato Adamo e poi Eva, e non fu Adamo ad essere ingannato, ma fu la donna che, ingannata, si rese colpevole di trasgressione".

Il secondo brano e’ dal Corano. Sura 4: versetti da 34 a 37.

"Gli uomini sono superiori alle donne per le qualita’ che Dio ha dato loro (...). Le donne virtuose sono obbedienti e sottomesse ai loro mariti (...). Quanto a quelle che temi ti disobbediscano, ammoniscile, rifiuta di condividere con loro il letto e battile".

Il terzo brano e’ dalla Torah, 20:17. Esodo: Deuteronomio 05:21.

"Non desidererai la moglie del tuo prossimo, ne’ il suo bue, ne’ il suo asino, ne’ cosa alcuna che gli appartiene".

E’ del tutto evidente, come si vede, il modo in cui questi tre libri chiamati "sacri", per citare solo le religioni monoteiste, facciano a gara nell’evidenziare la sottomissione della donna, a qualificarla come di proprieta’ di un uomo, a stigmatizzarla e a perpetuarne la condizione di “inferiorita’”.

C’e’ chi potrebbe dirmi: "Ma questi sono solo brani scollegati dal contesto. Non e’ scientificamente corretto generalizzare partendo da un dettaglio di un brano". Io dico: E’ vero. Ma anche una lettura attenta e approfondita di questi tre libri e dei loro insegnamenti, mostra che verso la donna, nel migliore dei casi, c’e’ solo una condiscendente indulgenza che e’ persino umiliante.

C’e’ anche chi potrebbe obiettare che questi libri appartengono ad altri tempi e rispecchiano una diversa condizione sociale in cui questo tipo di discorso poteva essere piu’ o meno giustificato. Io invece dico: Voglio fingere, come se fossi l’avvocato del diavolo, di concordare sulla validita’ di quanto e’ scritto, e andare oltre il “difetto di fabbricazione” originale. Se questi libri parlano di una condizione sociale “superata”, allora perche’ vengono tenuti in considerazione anche nel ventunesimo secolo come riferimento assoluto applicabile ai principi di comportamento e agli stili di vita di tante persone? Che sforzo di riforma e’ stato davvero fatto, dal punto di vista religioso, per cambiare veramente l'immagine della donna, cosi’ che la sua posizione fosse davvero uguale a quella dell'uomo, non solo nei discorsi, ma anche e soprattutto nella pratica?
Nessuno.

C’e’ chi dice che sono cristiana. Lo dice perche’ sono battezzata, ma io, dentro di me, posso dire di essere davvero cristiana? No, non posso dirlo. Poiche’ non e’ ad una religione che ho affidato la mia condizione, la mia attivita’ e la mia vita, dalla nascita fino alla morte. Potrei anche essere ebrea o musulmana. Cosa cambierebbe? La mia vita si svolgerebbe allo stesso modo: mi sposerei, avrei dei figli, forse divorzierei, forse mi risposerei e quando alla mia morte sarei sepolta sotto le leggi di chissa’ quale religione cosa cambierebbe? Sono una cristiana? No, e non lo saro’. Ma non saro' neppure ebrea o musulmana. Non lo saro’ fino a quando le politiche mondiali saranno influenzate da sette religiose e dai loro leader. Non lo saro’ fino a quando esisteranno luoghi in cui sara’ del tutto normale imprigionare chi e’ omosessuale e punire le donne adultere. Non lo saro’ fino a quando le persone non potranno decidere liberamente della loro sessualita’, di come, quando e perche’ far nascere un figlio e decidere in liberta’ della propria fine vita. Non lo saro’ fino a quando ci saranno popoli che, nascondendosi dietro ad una bandiera il cui simbolo e’ lo stesso della loro religione, uccideranno esseri umani ritenendoli non degni di vivere. E gli esempi che potrei fare sono infiniti.

E' triste per me vivere in un mondo cosi’. E non mi si venga a raccontare che questo mondo sarebbe peggiore se non esistessero le religioni e che la violenza e la privazione della liberta’ non dipendono anche dal fanatismo di chi si crede portavoce di un Dio, perche’ cio’ significa giustificare la volgarita’, l'intolleranza, l’indecenza, la divisione, l’immoralita’. Significa trattare le persone da imbecilli. Significa costringerci alla rassegnazione, all’accettazione che una religione influenzi la nostra vita e che un gruppo ristretto di uomini abbia su tutte noi un immenso potere. Per rendersene conto basta vedere da chi queste religioni sono rappresentate. Papa, Ayatollah, Patriarchi, Sacerdoti, Profeti, e compagnia bella. Tutte figure maschili. Uomini che, come ben sappiamo, quel potere lo hanno sempre usato per lo piu’ per i propri interessi e per perpetuare la loro casta.

Ma non e’ questo il cuore del problema. Il cuore del problema e’: si puo’ essere cristiani, musulmani, o ebrei, e difendere l'uguaglianza dei sessi? No, non si puo’. Perche’? Perche’ tutte e tre le religioni hanno lo stesso atteggiamento nei confronti delle donne: paternalistico nella migliore delle ipotesi, ostile negli altri casi. Ed e’ l’anti-femminismo, la misoginia, il loro comune denominatore. La storica Anne Morel ha scritto: queste tre religioni sono nate nel bacino del Mediterraneo, un ambiente geografico e sociale in cui il maschilismo e’ sempre stato di rigore: un sistema patriarcale in cui le donne hanno sempre occupato una posizione inferiore.

Molte volte mi hanno detto: "Se tu fossi davvero cristiana (o musulmana, o ebrea, si puo’ mettere qui il termine che si preferisce), non diresti mai quello che dici, non vivresti come vivi, non saresti quello che sei". Questa presunzione di possedere la Verita’, finanche di giudicare il mio stile di vita come quello di ogni altra persona, indicarle quello che e’ piu’ opportuno, imponendole una morale prestabilita da una setta religiosa composta di soli uomini, una morale che quasi mai i cosiddetti “maestri” seguono per se stessi, e’ comune ad ogni religione. Sono certa che per le mie scelte e per il mio stile di vita sarei una reietta ovunque indipendentemente da quale fosse la mia fede. Cristiana, ebrea o musulmana sarei ugualmente da condannare e da redimere.

C’e’ chi accusa l’Islam di essere la religione che, piu’ di tutte, priva la donna dei suoi diritti. Ma ci dimentichiamo che nel giudaismo c'e’ una preghiera dove gli uomini ringraziano Dio per non essere nati donne? E che secondo il Talmud e’ meglio bruciare la Torah piuttosto che affidarla a una donna? Ci dimentichiamo che nelle lettere di San Paolo, che sono una parte fondamentale dei testi cattolici, si dice che il marito e’ il capo della moglie cosi' come Cristo e’ il capo della Chiesa, ed e’ fatto divieto alle donne di parlare in pubblico o nelle assemblee? Ci dimentichiamo che tra i dodici Apostoli non e’ stata scelta nemmeno una donna? Ci dimentichiamo che, piu’ di recente, una cinquantina di preti anglicani hanno detto che si sarebbero uniti alla Chiesa cattolica per protestare contro la loro gerarchia che aveva deciso di permettere alle donne di diventare vescovi? Ci dimentichiamo l’attuale posizione del Vaticano a proposito delle donne sacerdote, cioe’ che la loro ordinazione sarebbe un "crimine" esattamente come l'abuso sessuale di bambini da parte dei preti pedofili? Non stupitevi! Pero’ ditemi: come puo’ una donna che ha rispetto per se stessa non arrabbiarsi per certe affermazioni?

C’e’ chi dice che e’ l'Islam l'unica religione che impedisce l'emancipazione della donna mentre, invece, il cristianesimo le permetterebbe di godere dei suoi diritti. E questa e’ mistificazione della realta’. Il fondamentalismo cristiano non e’ migliore di quello islamico. Le parole di San Paolo sono chiare e sono parole da cui traspare palese un'insofferenza nei confronti di tutto cio' che e' femminile: “Essa potra’ essere salvata partorendo i figli, a condizione di perseverare nella fede, nella carita’, e nella santificazione, con modestia”.

“Potra’ essere salvata…” Analizziamo queste parole, sorelle. Ecco da cosa trae forza il patriarcato. E l’esclusione della donna dal contesto sociale se non per l’unico ruolo di “procreatrice” e’ una logica conseguenza di questa etichetta di eterna colpevole che le e' stata affibbiata. Il Papa, ed i Patriarchi delle due chiese ortodosse, non sono altro che il prodotto del patriarcato all'interno del Cristianesimo. E’ nello spirito di questa religione che l'autorita’ ritorni sempre alla creatura originale, che e’ sempre di sesso maschile, e non c’e’ una sola volta (con l’unica eccezione, forse, della papessa Giovanna, ma anche in tal caso perche’ creduta uomo) che l’autorita’ pontificale sia stata data ad una donna. Il peccato originale e’ un dogma ed il senso di colpa legato al “desiderio” e’ pratica quotidiana nella religione cristiana. E la donna e’ responsabile sia dell’uno che dell’altro.

Le tre religioni monoteistiche, dunque, da sempre blaterano sul rispetto per le donne ma, come abbiamo visto, nessuna pone la donna su un piano di vera uguaglianza con l’uomo. Inoltre, tutte e tre hanno soffocato una delle due versioni della Genesi, quella che riguarda la storia di Lilith, la prima moglie, creata dalla terra come Adamo e sua pari a priori, per promuovere, invece, la versione di Eva, creata da una costola dell’uomo, quindi a lui inferiore. E non mi si dica che le mie idee sono femministe, perche’ i diritti umani sono universali, e nessuno ne ha il monopolio. Neppure le femministe.

Quando sento parlare oggi di un "femminismo islamico" o "femminismo cristiano", oppure di “femminismo cattolico” o “femminismo ortodosso”, sono costernata di fronte a questo evidente ossimoro. Non esiste un femminismo religioso. Quando smetteremo di riparare edifici che poggiano su fondamenta marce? Quando potremo finalmente riconoscere una volta per tutte che non e’ possibile conciliare la religione, ogni religione, senza eccezione, con la dignita' e i diritti delle donne? Basta leggere i testi. La caccia alle streghe e’ oggi meno visibile, ma e’ tutt'altro che finita.

C’e’ chi dice che le donne cristiane sono piu’ libere solo perche’ possono vestirsi come vogliono, mentre le musulmane devono portare il velo, oppure che le donne cristiane sono piu’ emancipate perche’ sono libere di uscire la sera, mentre alle musulmane viene impedito. E’ questa la vera liberazione? La vera emancipazione? Vestirsi ed uscire la sera? Si’, certo, la liberta’ di decidere della nostra vita, finanche che abiti indossare o come scegliere di passare la notte e’ un nostro diritto, ma la vera emancipazione, la vera equiparazione, non dovrebbe essere, piuttosto, garantire alle donne anche altri tipi di diritti? Quei diritti che loro, gli uomini, si tengono ben stretti e non intendono assolutamente mollare? Parlo di un sistema di tutela giuridica civile, imparziale ed equa che permetta di essere madri, figlie, mogli, sorelle, senza dover sentire il peso della nostra condizione di femmine, senza dover per forza essere approvate e “certificate” da un maschio, padre, marito, amante, fratello, figlio, e infine poter accedere a qualsiasi carica, persino a quella religiosa piu’ alta, esattamente come gli uomini. Non e’ forse questo un punto fondamentale per chi crede nella vera emancipazione e nella vera uguaglianza?

Saro’ piu’ chiara e diretta: fin quando una donna non potra’ essere Papa o Patriarca, non mi considerero’ cristiana, e fin quando gli uomini musulmani non porteranno il burqa, saro’ contro il burqa. Quanto a coloro che dicono che come donna cristiana, musulmana o ebrea, dovrei obbedire al maschio, coprirmi la testa, confessarmi e sentirmi in colpa ogni volta che faccio sesso con un uomo che non e’ mio marito, oppure senza aver l’intenzione di procreare, rispondo che la loro infinita litania misogina, questo eterno mantra, mi ha stancata e lascio che cuociano lentamente nelle loro ridicole convinzioni primordiali. E’ la loro unica consolazione, dopo tutto. Ed anche il loro peggiore castigo.

Adesso vi chiedo: qual e’ la colpa della donna? Qual e’ la sua colpa se non quella di essere vittima delle interferenze che la religione causa nella sua vita privandola del suo libero arbitrio? Dal mio punto di vista la vera colpa e’ quella di respingere il lavaggio del cervello che le imporrebbero un pugno di uomini al fine di impedirle di progredire per evitare che alla fine possa avere il potere che le e’ dovuto. In altre parole: la sua vera colpa e’ quella di pensare.

Voglio evitare la trappola delle generalizzazioni nella quale tendo spesso a cadere, pero’ sono convinta che qualsiasi confronto tra le religioni sia obsoleto e malsano. Il tema meriterebbe una riflessione molto piu’ profonda e non sta a me dimostrare quale sia la religione migliore, piu’ tollerante, piu’ aperta, moderna, e vantaggiosa per le donne. Perche’ sono convinta che non esista una religione che sia davvero vantaggiosa per le donne. Piuttosto, vorrei che si riflettesse e si avesse consapevolezza sulla natura nociva di ogni religione. Nociva per il vivere insieme, per lo stile di vita personale, per la capacita’ di scelta individuale, non appena si lascia la sfera del nutrimento spirituale, che dovrebbe essere l’unico luogo per chi cerca la fede, per entrare nella sfera della vita in comune, anche in una comunita' piccola come la nostra. Uno screzio puo’ creare divisioni, distruggere la convivenza, alterare l’equilibrio e stravolgere la valutazione obiettiva della nostra realta’.

"La religione e’ appena sufficiente per farci odiare l'altro, ma non per farci amare gli uni con gli altri", ha scritto Jonathan Swift. Le tre religioni monoteiste predicano, ciascuna a suo modo, di tolleranza e di amore, ma gli ebrei uccidono i musulmani, i musulmani uccidono gli ebrei e hanno ucciso i copti, e i cristiani hanno fatto la stessa cosa con gli ebrei. Quale Dio puo’ essere cosi’ crudele da aver messo in piedi questa infinita catena di morte?

No, non sto predicando l'ateismo, anche se ne sono personalmente convinta. Questa sarebbe un'altra forma di costrizione che rifiuto. E non chiedo a nessuna di voi di prendere la posizione che ho io. Che tutte abbiano la fede che vogliono. Ma ognuna mantenga la discrezionalita’, in decenza, in silenzio, lontano dalla predicazione e dai tentativi di conversione. Eliminiamo l’esibizionismo religioso in tutte le sue forme. Pregare dovrebbe essere come fare l'amore: una questione privata. Si parla tanto di oscenita’ sessuali, ma quasi nessuno parla di oscenita’ religiose. Veniamo additate e giudicate se facciamo l'amore in pubblico perche’ e’ una violazione delle buone maniere, a quanto pare. Io, invece, sogno di un mondo secolare, incontaminato, dove si riserva lo stesso trattamento a chi delle sue credenze religiose ne fa un carnevale.

L'emancipazione delle donne ha sempre avuto un contesto laico. La laicita’ pero’ non e’ l'unico strumento di garanzia della parita’ di genere. Ad esempio, la legge di separazione tra Stato e Chiesa in Ungheria e’ del 1855, ma le donne ungheresi hanno conquistato il diritto di voto solo nel 1918. 63 anni dopo! Ed anche oggi, nonostante cerchino di convincerci che abbiamo pari diritti, i salari delle donne in questo paese sono mediamente inferiori del 30% rispetto a quelli degli uomini. Detto questo, pero’, la laicita’, sebbene insufficiente, e’ comunque un prerequisito per l’assoluta parita’ di genere. Io non pretendo che la mia sia l’unica risposta. Questa riflessione aveva un obiettivo assai piu’ modesto: esporre ancora una volta come stanno le cose e cercare di spiegare perche’ le religioni, tutte, non sono a favore delle donne. Ma qual e’ il modo migliore perche’ tutte noi possiamo convivere senza che nessuna si senta “diversa” per le differenti convinzioni religiose che ha? Ecco, forse e’ questa la grande domanda che tutte noi, insieme, responsabilmente, dovremmo fare a noi stesse, cercando in uno sforzo collettivo e solidale di mettere a fuoco quella che potrebbe essere una soluzione, adoperandoci per costruire quella societa’ civile di liberta’ che ci meritiamo.

Vorrei terminare con una storiella, sempre la solita, che tutte voi ormai conoscete, ma che e’ giusto non dimenticare mai.

C’era una volta, in un tempo lontano, un mercante che possedeva un magico anello che gli era stato regalato da un jinn, e nel quale era incastonata una pietra che era la piu’ preziosa del mondo. Una pietra che aveva il potere di donare la Verita’ a chi la indossava.
Il mercante aveva tre figli ed ognuno implorava il padre affinche’, morendo, egli lasciasse l’anello a lui solo, ma l'uomo amava tutti i figli allo stesso modo e se avesse lasciato l'anello ad uno di loro, gli altri due si sarebbero dispiaciuti. Si rivolse allora ad un abile orafo e gli commissiono’ due anelli identici a quello in suo possesso e l’orafo fabbrico’ gli anelli in modo cosi’ perfetto che era impossibile distinguerli da quello autentico.
Il mercante, prima di morire, separatamente ed in gran segreto, consegno’ un anello a ciascuno dei tre figli cosicche’ ognuno fosse convinto di aver ricevuto l’originale. Da allora si racconta di come ogni uomo sia convinto di possedere la Verita’.

39 commenti :

Gio ha detto...

La religione è veleno per alcuni, panacea per altri, sonnifero per molti.

Ecco un buon rimedio per 'alcuni':

http://www.youtube.com/watch?v=eFDTCy8Dwm0

Conosci Russell?

Secondo me potrebbe essere il tuo uomo ideale.

Xtc ha detto...

Scusa se condenso il mio pensiero facendo una citazione: ci metterei alcune pagine a dire la stessa cosa.

Le religioni sono come le lucciole: per brillare hanno bisogno del buio.
Arthur Schopenhauer, Parerga e paralipomena, 1851

Penso che dobbiamo accendere più luci possibili. Tutte insieme

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Gio': Conosci Russell?

Secondo me potrebbe essere il tuo uomo ideale


Bertrand Arthur William Russell, terzo conte Russell (Trellech, 18 maggio 1872 – Penrhyndeudraeth, 2 febbraio 1970), e' stato un filosofo, logico e matematico gallese.
Ok. quando mi saro' trasformata in una vampira, potro' accedere al mondo dei morti. Fino ad allora permettimi di ripiegare su qualcosa di meno mummificato. :-)


@ Xtc: Penso che dobbiamo accendere più luci possibili. Tutte insieme

Non ho ben compreso. Intendi dire che si devono avere piu' religioni possibili, oppure non averne alcuna?
Forse a Schopenhauer preferisco Nietzsche: "L'uomo e' uno degli errori di Dio? O Dio e' uno degli errori dell'uomo?"

Marco (Cannibal Kid) ha detto...

la religione ha effetti negati su tutti :)

in effetti però il trattamento riservato alle donne dalla maggior parte delle religioni è talmente maschilista che mi stupisco che le donne le seguano comunque...

Xtc ha detto...

buio = paura + ignoranza + stupidità.
Fare luce vuole dire togliere nutrimento a queste tre cose. Così come di giorno le lucciole non si vedono, senza la paura e l'ignoranza e la stupidità, delle religioni potremmo allegramente dimenticarci di averne parlato. Si può lavorare sulla paura, e forse anche sull'ignoranza. Per la stupidità temo che non ci sia nulla da fare.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Fare luce vuole dire togliere nutrimento a queste tre cose

Un neo-illuminismo tutto femminile?

Xtc ha detto...

Magari!!! :-)

Jitsu Mu ha detto...

Il bisogno di spiritualità dell'essere umano è stato sempre piegato e frustrato dal potere incanalandolo nella religione, intesa come istituzione, che si nutre dell'ignoranza e della paura di molti, producendo anche quello che tu hai raccontato...

rabbah ha detto...

Avete citato qui un sacco di gente che ha interpretato la Bibbia in maniera personale, avete messo sul conto del cristianesimo (tra l`altro) tutte le sofferenze delle donne, ma nessuno di voi a mai nominato Gesu il simbolo del cristianesimo.

Prima di Gesu la donna era un allegato, priva di liberta e di diritti ed e stato proprio Lui a liberare la donna dandogli una tale mistica importanza che fu Maria Madalena quella che si afaccio per prima davanti a lui nel giorno di Pasqua.

Gesù Cristo ha liberato le donne dalla condizione subalterna, portandole al sublime testimonianza per la sua resurrezione.

Il fatto che in nome del cristianesimo si e ucisa gente, umiliata, massacrata dimostra quanto siamo lontani dai tre concetti fondamentali del cristianesimo: la fede, la speranza e l`amore, e sopratutto dalla condizione umana.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Rabbah: ma nessuno di voi a mai nominato Gesu il simbolo del cristianesimo.
Prima di Gesu la donna era un allegato, priva di liberta e di diritti ed e stato proprio Lui a liberare la donna dandogli una tale mistica importanza che fu Maria Madalena quella che si afaccio per prima davanti a lui nel giorno di Pasqua.
Gesù Cristo ha liberato le donne dalla condizione subalterna, portandole al sublime testimonianza per la sua resurrezione.


Cara amica dall'animo cristiano. Rispetto la tua religiosita' e la tua fede ma...
La mia domanda e': il cristianesimo che conosciamo e' davvero l'esatta espressione del pensiero di Gesu', oppure e' una setta che ha preso Gesu' come simbolo, per l'altissima carica simbolico-emotiva legata al suo martirio, ma in realta' stravolgendone il pensiero originario?
Sebbene ci siano dubbi sul fatto che cio' che e' stato trascritto a posteriori da "altri", cioe' da sedicenti testimoni, rappresenti la vera verita' senza alterazione alcuna, voglio che le cose siano andate davvero secondo quanto raccontato dai 4 evangelisti.
Voglio persino credere che il cristianesimo originale fosse, come tu dici, attento alla dignita' della donna, ma dimmi, cara amica, che fine ha fatto dopo San Paolo quella dignita'? Perche' si e' permesso a San Paolo (un uomo che per aver detto di aver incontrato Dio sulla via di Damasco, se fosse esistito oggi sarebbe rinchiuso in una clinica psichiatrica) di trasportare nel cristianesimo la sua misoginia ed il suo settarismo?
Misoginia e settarismo che, chi ha visto il film Agora', ha ben presente e che ha portato alla martirizzazione di Ipazia (raffigurata nella foto di questo blog) e di tante donne e uomini illuminati riportando indietro il mondo di mille anni?
E che fine ha fatto Maria Maddalena? Dove sono le donne scelte come apostoli? E' stato scippato loro qualcosa? E' stato rubato alla donna il giusto posto che dovrebbe avere nella comunita' religiosa relegandola al solo ruolo di "madre" e "sorella", spettatrice passiva e non parte attiva nella costruzione delle coscienze?
Allora ti faccio un'altra domanda: come puo' una donna che ha rispetto di se stessa e del genere a cui appartiene accettare in silenzio il suo ruolo subordinato? Accettare il dogma di San Paolo che ne mortifica il corpo e lo spirito? come fanno tante donne a non ribellarsi a questo?
Faccio questa domanda a te che sei cristiana, presumo cattolica, ma potrei porla a qualunque donna, ortodossa, musulmana, ebrea, perche' in ogni religione, come si e' visto, ci sono regole, dogmi, e insegnamenti che privano la dignita' al genere femminile.
E forse, se Gesu' fosse vivo, e quel Gesu' fosse davvero come viene descritto nei Vangeli che conosciamo, cosi' come li conosciamo, cosi' come ce li hanno fatti conoscere, magari direbbe le stesse cose che dico io e non solo io.

Tra cenere e terra ha detto...

Il Vangelo Secondo Gesù Cristo di Saramago tratta del mistero della fede, e di come possa rivelarsi incomprensibile per l'uomo. Il Demonio diventa luce. Dio diventa tenebra. Belle le pagine che descrivono l'amore, anche appassionatamente carnale, tra Gesù e Maria di Magdala, che prima di conoscere Gesù faceva la prostituta, e poi conosce l'amore e si trasforma. E' donna per davvero. Per come la intendi tu la donna. Per come la intendo io.

Mettiamoci d'accordo. Esiste un Dio, o è soltanto una proiezione delle nostre parti buone, esattamente come il demonio è una proiezione dei nostri lati oscuri? Se esiste Dio deve esistere una fede, un'accettazione incomprensibile, dunque anche delle sacre scritture, ammesso che queste siano state scritte da uomini illuminati da Dio. Che se uno dovesse immaginarsi che Dio, attraverso una voce, parla agli uomini illuminati, allora non vi sarebbe modo di distinguere un profeta da un folle. Ammesso che esista una differenza. Ma qui ci spostiamo in un altro campo. Se Dio non esiste allora ti faccio una domanda. Premesso che condivido quello che hai scritto, da cosa dovrebbero essere regolati i rapporti tra gli uomini ? Da un fantomatico senso etico privato, che ciascuno di noi chiama magari religiosità, o intima spiritualità?
Come fare in modo che tale senso etico, che è in gran parte coscienza, e vuol dire anche saper distinguere cosa è giusto da cosa è sbagliato, non venga contaminato da ciò che nell'uomo è irrazionale, un miscuglio di reazioni emotive, sensazioni, ed illuminazioni estemporanee sganciate dalla realtà e dalle sue regole, in modo che possa ergersi a fondamento della condotta umana? Ammesso che questo senso etico sia qualcosa di veramente esistente, giacché ci sono solo persone che pensano di averlo. Differisce da persona a persona del resto. I valori che io ho, sono diversi dai tuoi, no? E allora, perché non vi sia il caos e l'anarchia, bisognerebbe fare riferimento alle leggi fallibili dell'uomo? Leggi umane che, in quanto ad personam, possono significare tutto e nulla?
Che la donna venga trattata male in tante parti del mondo è qualcosa di inumano. Non ha nulla a che fare con la religione. La religione può aver contribuito. Non può essere la responsabile di questa assoluta mancanza di rispetto verso un essere vivente.
La cosa andrebbe affrontata dai diversi punti di vista di culture diverse. Siamo sicuri che, se si escludono i maltrattamenti subiti, che vanno condannati ovunque, le donne di una cultura che a noi occidentali può sembrare barbara, siano anche delle donne infelici, tutte desiderose di trasferirsi in occidente per essere finalmente libere? La globalizzazione toglie molto alle differenze culturali. Forse la vera mancanza di libertà, per la donna come per l'uomo, è quella che ci toglie il mercato ed il capitalismo, che ci vuole in un modo soltanto, perchè altrimenti "non esistiamo".

Qual'è la ricetta dunque? Non c'è. Ma la sensazione è che tutti, nel nostro intimo, sappiamo cosa bisogna fare per migliorare le cose. Anche se i risultati di ciò che facciamo non avranno mai visibilità alcuna.
Amore, rispetto, solidarietà, senza ipocrisie e logiche di interesse? Non credo che sia questo l'uomo, ma forse val la pensa di tendere verso questi valori.

Un abbraccio

J.T. ha detto...

Cara Klara,
questo è l'argomento che mi ha portato ad allontanarmi un pò da te e viceversa senza un pò:-)
Concordo fino a meta post, dopodichè credo che messo su una bilancia il peso della "libertà", cada solo da un lato nonostante la voglia di depistare o far vedere qualcosa che non esiste.

La cosa che mi stupisce è come una donna, intelligente e autonoma, possa seguire una via o una religione, anche se neghi, dove (così mi pare anche se di fatto sono ignorante), di tutela ne vedo poca, per far questo menziona testi di 2000 anni fà che, nessuno, qui (inteso come italia, o perlomeno di tutte le persone che conosco), segue.
Direi di più, le citazioni vanno bene solo per i giochi di potere di alcune persone, che, oramai, come un impero crolla sotto i colpi del rispetto del prossimo perchè civiltà è rispetto del prossimo.
Sorrido quando chiedo spiegazioni sulle religioni e le persone si nascondono dicendo che sono miscredente etc etc, veramente "io" voglio credere ma quando mi pongo domande semplici vedo che non può esserci risposta.
Da cattivo che sono, perchè sono cattivo, penso che, 2000 anni fà è esistito qualcuno con un animo nobile, un profeta, una persona che voleva dare e insegnare che il mondo doveva essere vissuto in modo migliore, senza distinzione fra i popoli e aiutandosi.... seguito da molti approfittatori.
azz 2000 anni in tre righe:-)
Forse sarebbe il caso di abolirle, portano solo male, invidia e violenza.

Bello il post, a me, per scriverlo ci sarebbero voluti mesi e non riuscivo a farlo:-))

Un sorriso

PS Marco mi spaventi con quel nick che ti sei messo:-)))
Approposito sei sparito!!!!

carlos ha detto...

Le tre religioni del libro nascono in un determinato contesto, in un determinato luogo (più o meno lo stesso) e in determinate culture, sempre misogine e piuttosto degradanti per le donne. Un fatto squisitamente "politico" più che religioso, tutto riconduce a una sorta di "liberalismo storico" dove il pesce più grosso mangia quello piccolo.
Restano valide pure per me le cose dette da quella "stronzetta" di Klàra. Aggiungo una considerazione. Che le uniche donne celebrate dalla Bibbia che non sono adibite unicamente alla propagazione e alla moltiplicazione della nazione ebraica sono le prostitute, che però, per non essere lapidate, devono mostrarsi molto patriottiche, fino al sacrificio.

E comunque sia, rimango persuaso che sia una questione "politica ed economica" più che religiosa. Anche nel buddismo mi pare che il clero sia quasi esclusivamente maschile, di sicuro le alte sfere.
Così in India: lo consideriamo un fatto religioso o cosa che spesso le vedove facciano una brutta fine?
O un fatto di dote?

Xtc ha detto...

Si afferma X.
Non si hanno prove per confermare o confutare X.
Pertanto X è vero.
Mica male, eh?

A: I Sette Nani esistono. Puoi provare che non esistono?
B: No
A: Allora esistono

Si chiama Fallacia ad ignorantiam

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Xtc: Si chiama Fallacia ad ignorantiam

Ed il tuo e' un bellissimo esempio di cio' che puo' significare questo neo-illuminismo di matrice tutta femminile.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Tra cenere e terra: Il Vangelo Secondo Gesù Cristo di Saramago tratta del mistero della fede, e di come possa rivelarsi incomprensibile per l'uomo

Non l'ho letto e credo che dopo questa tua segnalazione non me lo faro' mancare. Quel che penso di Gesu' Cristo, pero', l'ho scritto qui:

http://chiara-di-notte.blogspot.com/2008/12/dio-o-ciarlatano.html

Che la donna venga trattata male in tante parti del mondo è qualcosa di inumano. Non ha nulla a che fare con la religione. La religione può aver contribuito. Non può essere la responsabile di questa assoluta mancanza di rispetto verso un essere vivente

Il topo non era responsabile della peste bubbonica che sarebbe esistita comunque. Era solo il mezzo con il quale la peste si propagava. Anche se non e' la prima responsabile, la religione pero' e' ed e' stata corresponsabile di queste brutture ed anche di peggio. Basta leggere le cronache... ed anche la Storia.

Fabrizio ha detto...

Lascio a chi interessasse guardare al tema in questione da un altro punto di vista, una 'piccola' poesia...me l'hanno ricordata più che il post, i commenti ad esso.

Nel mentre ne approfitto per augurare a tutti una Buona Pasqua!


"E' assurdo
dice la ragione
E' quel che è
dice l'amore

E' infelicità
dice il calcolo
Non è altro che dolore
dice la paura
E' vano
dice il giudizio
E' quel che è
dice l'amore

E' ridicolo
dice l'orgoglio
E' avventato
dice la prudenza
E' impossibile
dice l'esperienza
E' quel che è
dice l'amore"

E' QUEL CHE E' di
ERICH FRIED)

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Tra cenere e terra: Se Dio non esiste allora ti faccio una domanda. Premesso che condivido quello che hai scritto, da cosa dovrebbero essere regolati i rapporti tra gli uomini ? Da un fantomatico senso etico privato, che ciascuno di noi chiama magari religiosità, o intima spiritualità?

Credo che regolarli con delle favole assurde e' qualcosa che offende la mia intelligenza.
Tutto cio' Poteva avere un suo valore quando si credeva che la terra fosse piatta; quando non si riuscivano a dare spiegazioni per i fenomeni naturali, i terremoti, le eclissi, sul perche' il sole "girasse" intorno a noi insieme a tutta la volta celeste; quando si credeva che una malattia fosse causata dal maligno, uno svenimento un contatto diretto col soprannaturale e la nascita di un bambino il desiderio di un Dio.
Ma oggi riusciamo a vedere la vita e la morte di stelle situate a milioni di anni luce, riusciamo ad esplorare l'atomo, ad analizzare in modo scientifico ogni piega della Natura. Abbiamo ancora bisogno di regolare il rapporto fra bene/male tramite l'artificio di un Dio che ci giudica e ci manda in Paradiso se siamo stati "buoni"? "Buoni" in base a che? A quali valori? Cristiani? Ebrei? Musulmani? Buddisti? Di coloro che credono nel Grande Cocomero?
E poi che cosa e' il Paradiso se non una meravigliosa illusione ideata da pochi "geni della comunicazione" dell'epoca? Geni chiamati, a seconda del contesto sociale e culturale, profeti, santi, mistici, che per controllare le masse promettono una ricompensa che non potranno mai dare ne' mai garantire. Sapresti immaginare un trucco piu' semplice e contemporaneamente piu' furbo per ingannare milioni e milioni di candide menti, ingenue e credulone, desiderose di essere confortate nelle loro paure e nei loro dubbi?
Vogliamo davvero regolare i rapporti fra le persone, i comportamenti, le scelte, e darci un'etica e una morale su questo?
Sulla vita eterna in Paradiso? Un luogo che se esistesse veramente sarebbe noiosissimo. Francamente tu vorresti andarci in un posto in cui tutto e' perfetto? Un posto dove un uomo e una donna sono stati puniti perche' hanno mangiato una mela e fatto sesso?
Io no!
Come regolerei dunque i rapporti tra gli uomini? Scegliendo un'etica e una morale "terrena", basata sulla decenza, sul rispetto e su valori universali. Decidere da soli quali sono i nostri errori e cercare di correggerli.

rabbah ha detto...

"La mia domanda e': il cristianesimo che conosciamo e' davvero l'esatta espressione del pensiero di Gesu'....?"

A questa domanda ho risposto gia con l`ultimo paragrafo del mio comento.

Klara, ho capito che tu metti sotto accusa l`applicabilita, il modo di mettere in pratica i valori del cristianesimo. A questo punto sono d`accordo con te. Ecco perche, in un anteriore comento, ti dicevo che l`umanita non e cambiata in modo fondamentale, neppure con l`arrivo del illuminismo. Alla base siamo rimasti i soliti primitivi, preoccupati solo di riempiere il stomaco e di dimostrare chi e piu forte. In questo momento si festeggia la Pasqua. Chi di noi va di corsa alla chiesa? Ebbene pare che la chiesa si e traslocata al supermercato...carretti pieni di cibo,agitazione, si mangia fino al vomito, finche crepa l`intestino, pronto soccorsi pieni di pazienti con indigestione, coma alcoolica. Piu o meno questo e il quadro, la significazione che quasi tutti danno al sacrificio del agnelo.Primitivismo nella sua piu pura forma.

So che sei una donna intelligente ed e proprio per questo che ti chiedo a dare la tua propria interpretazione alle parole di Gesu, di cercare Dio non in una dimensione spaziale come se lui fosse un punto fisso nelo spazio, ma considerarlo come un orizzonte. Quando stai cercando un amico oppure un amore, sai cosa cerchi di preciso? Non credo. Ma hai un orizzonte di aspetattive che ti guida e chi ti aiuta a fare le tue scelte.

Se non riusciamo ad incontrarci in SL io ti auguro in anticipo Buona Pasqua, a te e ai tuoi lettori.

E, a proposito, sono ortodossa ma verraamente non ha importanza la mia confesione, sempre cristiana sono:)

Tra cenere e terra ha detto...

Dunque la ricetta è uguale per entrambi. La pensiamo allo stesso modo.
Non conosco la storia così bene. Ho letto solo qualcosina, non abbastanza per dare consistenza a quello che penso. Posso dirti che tutta la religione cattolica, per come la vedo io, è stata costruita ad hoc (la figura di Gesù -ho letto il tuo post-, la storia del peccato originale, e tanti altri aspetti della religione cattolica sono presenti in tante altre religioni orientali, e questo mi fa pensare che siano più che altro degli archetipi. E poi il platonismo, mi sembra, costituisca il fondamento teorico della religione cattolica, con qualche modificazione si capisce). Però, proprio perchè la pensiamo alla stessa maniera, se la religione è una costruzione dell'uomo, all'uomo, e non alla religione, devono essere addebitati i soprusi sulla donna, non credi? In quanto alla favola non ti nascondo che sebbene condivida il tuo pensiero questo termine mi ha infastidito: che vuoi, pago il fatto di provenire da una famiglia molto religiosa, però ho molto rispetto della religione, che non è solo marcia e depravata, ma ha costituito per anni un collante sociale molto forte, bada bene, non per la saggia amministrazione del potere temporale che i Signori della Chiesa hanno garantito (tanto sangue versato è inaccettabile, tanto lusso è inaccettabile), ma per i valori universali di rispetto, sacrificio e amore verso il prossimo che ha contribuito a promulgare.
Comunque se volgiamo crederci a questa favola, figuriamoci, il paradiso me lo sono giocato da un pezzo, perchè di molte cose che ho fatto non mi sono ancora pentito ;).

Però essendo l'uomo incapace di concepire la creazione dell'universo, e come non lo è adesso, non lo sarà in futuro, almeno solo questo pensiero riesce a partorire la mia semplice mente, credo che qualcosa di soprannaturale, fantascientifico o quello che vuoi esista. Lo chiamo anche Dio, non ho paura.

E se anche fosse solo un pensiero che mi aiuta a vivere più serenamente, ebbene nonostante tutto lo accoglierei con benevolenza. Perchè non dovrei vivere meglio?

Mi piace il tuo blog, perché persone intelligenti si confrontano sul senso delle cose. E, per come la vedo io, la condivisione del pensiero è l'unica arma per resistere alla contaminante avanzata di quel nulla che in fondo è il potere economico.

Gio ha detto...

Non abbiamo bisogno del cristianesimo più di quanto dell'insegnamenti di Socrate o Epicuro.

E come di quei filosofi reinterpretiamo, prendiamo alcune cose e ne rigettiamo altre, così dovremmo fare anche di qella dottrina per semplici che è il cristianesimo.

Dopotutto, come disse una donna infinitamente saggia ...

C'è più di una saggezza al mondo, e sono tutte necessarie (M. Yourcenar).

Ciao Klara!

Gio

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Fabrizio: Nel mentre ne approfitto per augurare a tutti una Buona Pasqua!

Quale Pasqua?
Cattolica?
Ortodossa?
Giudaica?
Musulmana? Ah no.. musulmana no; anche se, pero', anche l'Islam ha una festivita' simile: l'Air El Kabir, che si celebra 70 giorni dopo il Ramadan. Quest'anno, e' caduta il 5 marzo.
La Pasqua giudaica, invece, e' stata il 19 aprile.
Quindi sei in ritardo per entrambe.
Per quanto riguarda la Pasqua cattolica e quella ortodossa, che di solito non coincidono mai, dato che la chiesa ortodossa segue il calendario giuliano e non quello gregoriano, quest'anno sei fortunato perche' cadono tutte e due lo stesso giorno.
Vedi? e' complicato anche fare gli auguri.


@ Rabbah: ho capito che tu metti sotto accusa l`applicabilita, il modo di mettere in pratica i valori del cristianesimo

No Rabbah. Io metto in discussione LE RELIGIONI TUTTE, non solo il Cristianesimo di cui, pero', apprezzo la "filosofia" originaria basata sull'uguaglianza e la condivisione.
Qualcosa di molto "marxista", oppure bisognerebbe dire che il pensiero di Marx ha in se' elementi cristiani.
Quando critico il Cristianesimo, dunque, non critico il pensiero di Cristo cosi' come criticare il comunismo non significa criticare Marx. Quella che critico e' la setta che si e' impadronita dell'ideologia per farne uno strumento di controllo per le masse e per acquisire privilegi di casta.


@ Tra cenere e terra: se la religione è una costruzione dell'uomo, all'uomo, e non alla religione, devono essere addebitati i soprusi sulla donna, non credi?

Ti avevo gia' fatto l'esempio del topo e della peste. Adesso ribadisco il concetto portandoti un altro esempio simile: se gli schiavi sono incatenati alle galere di chi e' la colpa? Delle catene oppure degli uomini che con quelle catene hanno incatenato altri uomini?
Ovviamente, la colpa e' degli uomini che hanno inventato ed usato le catene.
Ma quando il concetto di "catena" di associa a quello di "schiavitu'", cio' che viene da dire e': "Liberiamoci dalle catene".
Prima ci liberiamo delle catene, prima torneremo liberi.
Ma non era questo il cuore del discorso. Il cuore del discorso e' che le religioni sono piu' congeniali al maschio che alla femmina proprio per quella posizione subordinata a cui la femmina e' stata relegata. Cioe' la donna dalla religione, da qualsiasi religione, non ha niente da guadagnarci.
Se poi il problema deve essere quello della "paura della morte", beh allora si entra nel campo della psicologia in cui la religione ha sicuramente una sua funzionalita'.
Ma non tutti al mondo hanno bisogno dello psicanalista.

davide ha detto...

Chiarissima Chiara,

comunque la pensiate, tanti auguri di buona pasqua: non importa se cattolica, ortodossa ecc.


Ciao Davide

Schiamazzo ha detto...

E dir che dovrebbe esser sinonimo di libertà. A noi le scelte.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Gio': C'è più di una saggezza al mondo, e sono tutte necessarie (M. Yourcenar)

Forse avremmo bisogno tutti quanti, cristiani, ebrei, arabi, buddisti che lo siamo "per dovere", "per appartenenza", perche' ce lo hanno insegnato, trasmesso, imposto, inculcato, perche' "le nostre radici sono queste e non quelle", perche' "gli altri hanno sempre torto e noi ragione", perche' il nostro Dio e' quello giusto, o solanche perche' ci sentiamo far parte di una "mafia" in cui quel nostro dio ci perdonera' tutto, anche le azioni piu' abominevoli se fatte in suo nome, di resettare; di chiudere una fase ed aprirne un'altra.
Forse avremmo bisogno di tornare indietro nel tempo, prima dei concetti di "giusto e "sbagliato", prima delle religioni, prima del "devi pensare come me", prima del "noi abbiamo sempre ragione e loro torto", e ancora piu' indietro: prima del peccato originale, prima di Adamo, prima di Eva, prima degli angeli e dei demoni, prima dei virtuosi e dei peccaminosi, prima dei comandamenti, prima dei castighi, prima dei condannati. Prima di Dio e di Satana.
E poi, da li', ricominciare il cammino, dall'inizio, con noi stessi.
Voglio citare le parole di una poetessa libanese:

"Io sto provocando il caro vecchio Allah.
E' arrabbiato con me e vorra' castigarmi.
Saro' dannata in eterno e mi verranno negati i piaceri del paradiso.
Cosi' sia. Sono pronta a correre questo rischio. perche' non voglio un Allah, ammesso che esista, che non posso sfidare e provocare, cosi' come la sua presunta esistenza sfida e provoca me.
E soprattutto non voglio passare la mia vita presente pensando a quella successiva".


Ecco, questo e' in sostanza tutto quello che c'e'. Non c'e' bisogno di alcun dio. Non servono ne' l'inferno ne' il paradiso. La condanna piu' dura per una persona non e' l'inferno dopo la morte. E' quando ancora siamo in vita. E' dover convivere con la propria coscienza sapendo di aver fatto del male. E' sapere che non esiste alcuna indulgenza, nessun "pizzo" da pagare alla divinita' per ottenere l'assoluzione e il perdono. Il perdono lo si deve cercare dentro di noi, con il riscatto e l'abbandono di tutti quei comportamenti che hanno causato il male. Dobbiamo fare tutto da soli, soffrendo dentro noi stessi per non avere il coraggio di guardarci allo specchio.
Troppo comodo recitare preghiere, dire non lo faro' piu', sentirsi assolti e poi ricominciare come prima.
Il paradiso, invece, la ricompensa per le buone azioni, e' "sapere di averle compiute". Deve bastare quello. Senza aspettarsi niente in cambio. Nessuna pacca sulle spalle, niente acclamazioni o riconoscimenti in cui ci dicono "bravi". Perche' la ricompensa piu' dolce gia' la troviamo dentro di noi.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Davide: tanti auguri

I tuoi auguri mi fanno particolarmente piacere perche' pensavo fossi sparito. Fra l'altro so che usi Explorer 7.0 ed il mio blog con tutte le versioni di explorer inferiori alla 8.0 puo' avere problemi e non aprirsi. Qualora ti accadesse, un giorno o l'altro, di avere un messaggio di errore che impedisce l'apertura della pagina, sappi che dipende da Explorer e ti consiglio fin da adesso di passare alla versione 8.0 oppure a Firefox o a Chrome.

davide ha detto...

Chiarissima Chiara,

"I tuoi auguri mi fanno particolarmente piacere perche' pensavo fossi sparito."

Per fortuna non sono ancora morto. Scherzi a parte ho deciso (come ti avevo detto quando mi avevi consigliato di entrare in SL) di dedicare molto meno tempo al virtuale. Ho capito che la cosa migliore è fare come fa l'amico Baudelaire999 che legge tutto ma commenta raramente.

Comunque (tranne che all'amico Gullich naturalmente) pochi sentiranno la mancanza delle mie pillole di saggezza nei commenti.

Ciao Davide

davide ha detto...

Chiarissima Chiara,

"Fra l'altro so che usi Explorer 7.0 ed il mio blog con tutte le versioni di explorer inferiori alla 8.0 puo' avere problemi e non aprirsi. Qualora ti accadesse, un giorno o l'altro, di avere un messaggio di errore che impedisce l'apertura della pagina, sappi che dipende da Explorer e ti consiglio fin da adesso di passare alla versione 8.0 oppure a Firefox o a Chrome."


A dire il vero non ho mai avuto problemi a connettermi al tuo blog. Ho provato ad accedere con Chrome e non ho riscontrato differenze rispetto ad explorer. Comunque grazie per il consiglio.

Ciao Davide

carlos ha detto...

Condivido parola per parola. Di mio dico che ho il mio credo ateo e meccanicista, che mi sono fatto la mia idea sulla figura del Cristo (tra parentesi molto, per così dire, "bulgakoviana", dal punto di vista terreno e storico). Sbaglierò, ma prevedo un futuro, ancora lontano, senza religioni. Però mi lascio un piccolo spiraglio, e cioè che tutto questo sia solo uno "schermo di immagini" o che magari abbiano ragione quei buddisti che dicono che noi tutti siamo delle entità energetiche, rinnovabili vita dopo vita. Un'ipotesi accattivante, ma comunque una come le tante che l'uomo ha fatto in ambito metafisico. In realtà penso che tutta questa pletora di divinità create dall'uomo nei secoli dei secoli esistano davvero all'interno degli uomini stessi, assieme ai loro demoni.

Diciamocelo chiaro e tondo il Dio degli Ebrei era parecchio antipatico, guarda, direi di peggio, non fosse per i fulmini... Ne ha combinato di cotte e di crude. Massima crudeltà quella di lasciar fare una fine orrenda allo stesso suo figlio. Figlio poi... Fa fare anche una figura barbina a S. Giuseppe e questo mi dispiace molto. No, no, proprio uno poco raccomandabile quel Dio lì. Quello dei cristiani è diventato un po' più buono, più misericordioso, un pochino più ampio di vedute. Ma non c'è da fidarsi per nulla, è sempre lui, Barbabianca. Ha solo capito che deve mostrarsi indulgente perché gli uomini da Galileo in poi si sono fatti meno fessi. Però uno tzunami ogni tanto il vecchio Barba lo cala, giusto per darci una bella lezioncina, perché ce lo siamo meritata anche stavolta. Come dice il vicepresidente del Cnr!!!. Ed evito ogni epiteto, pur in assenza di fulmini.

Condivido poi in pieno il tuo invito a una "religione" terrena, etica e laica. Per questo ti do anche una bella pacca sulle spalle. Senza secondi fini.

:)

Gio ha detto...

Socrate come nome non ti si addice.
Ma Ipazia si.

Ciao Ipazia cara :-)

Gio

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Carlos: dicono che noi tutti siamo delle entità energetiche, rinnovabili vita dopo vita.

Mi sa tanto che io ho perso il "ricarica batterie". :-)


@ Gio: Ciao Ipazia cara

Non sarebbe piacevole fare la sua fine. Anche se grazie alla sua ostinazione ha superato il "Mare dell'Oblio".

carlos ha detto...

Ma tu sei ormai prossima al nirvana mi sa. :)

Inneres Auge ha detto...

Ho decisamente capito cosa pensi della religione. GRazie per la risposta.

Dici cose che io condivido e trovo che siano sotto gli occhi di tutti (ochi non prosciuttati ovviamente) ma probabilmente anche dopo la scoperta della "particella di Dio" i sarà gente che tenterà di inculcarci il morbo della religione come stile di vita indiscutibile.

Ps mi sa che questo post lo metterò nel mio blog, è davvero esaustivo e assolutamente "di moda"

Inneres Auge ha detto...

Ho pensato a questo post ieri e l'ho riletto. Ci ho pensato dopo che una mia amica ha citato un passo del Levitico in cui è scritto che i rapporti tra persone dello stesso sesso sono abominevoli. Ha usato quelle parole per "giustificare" la sua avversione nei confronti degli omosessuali. Tutto ciò non viene da una dell'azione cattolica ma da un'atea! Allora ho pensato che tali insegnamenti se così li possiamo chiamare, quelle cose che ti hanno inculcato dei parenti o il catechismo, ti si appiccicano dentro e non se ne vanno via neppure quando crollano le convinzioni legate ai dogmi

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Inneres Auge: Ci ho pensato dopo che una mia amica ha citato un passo del Levitico in cui è scritto che i rapporti tra persone dello stesso sesso sono abominevoli. Ha usato quelle parole per "giustificare" la sua avversione nei confronti degli omosessuali.

Spero che l'amica a cui fai riferimento, non sia io, in quanto anch'io ho citato quel passaggio, ma non per giustificare la mia avversione nei confronti degli omosessuali, bansi' tutto il contrario.

http://tinyurl.com/ce2kht8

Inneres Auge ha detto...

Non sei tu :)

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Inneres Auge ha detto...
Non sei tu :)



Allora scusami. Pensavo che avessi capito male e mi attribuissi sentimenti che non ho. Anche perche' anch'io sono atea.
Per quanto riguarda la domanda che mi hai rivolto privatamente, rispondo "si'", anche se non diro' dove.

Anonimo ha detto...

Cara Chiara, ho visto questo tuo vecchio post dove tu lodi questa filosofa dell'antichità, però io trovo che per almeno alcuni aspetti ti dovrebbe essere almeno un pò antipatica, parlo del fatto che Ipazia fosse sessuofoba e si vantasse di essere vergine al punto di mostrare un panno intriso del suo sangue mestruale ad un suo spasimante per fargli vedere quanto gli facesse schifo il sesso. Immagino che dal tuo punto di vista fosse almeno un tantino esagerata o no? Però come mai che pure tra gli scienziati sembra che la prostituzione e la promiscuità sessuale siano così malvisti? Ci sarà un perchè? Phileas

Dafne Eleutheria ha detto...

«Nasce un dio. Altri muoiono. La Verità
né venne né se ne andò: mutò l’Errore».
Fernando Pessoa

"ma gli ebrei uccidono i musulmani, i musulmani uccidono gli ebrei e hanno ucciso i copti, e i cristiani hanno fatto la stessa cosa con gli ebrei."

Per non parlare di tutti i Pagani e di tutte le Pagane perseguitati/e (non è un caso che l'immagine dell'attrice che impersona la matematica alessandrina Ipatia sia stata messa all'inizio dell'articolo).
Purtroppo anche le religioni politeiste (a parte quelle del periodo Neolitico) furono maschiliste, ma la differenza con quelle monoteiste è che non esistono "libri sacri" con norme cogenti. Da qui la grande lezione di tolleranza che può derivare dalla conoscenza delle culture pagane antiche (a questo riguardo, a puro titolo di esempio, si veda la questione della rimozione dell'altare della Vittoria dal Senato nella prospettiva di Simmaco e in quella di Ambrogio.

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Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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