lunedì 18 aprile 2011

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Autoreferenziale femminilita’

Premessa (un po' lunga, lo so, pero' vi tocca). Quello di oggi sara’ un post autoreferenziale, come moltissimi altri in questo blog, e lo sara’ in modo spudorato, privo di ritegno e senza mezze misure. Perche’ desidero che non vi siano dubbi sulle mie reali intenzioni, cosicche’ chi vorra’ criticarmi possa mettersi fin da subito il cuore in pace evitando, eventualmente, d'inviarmi commenti scontati.
L'autoreferenza, o autoreferenzialita’, consiste nella capacita’ di qualcuno di parlare riferendosi a se stesso utilizzando in prima persona il pronome io. E’ un fenomeno nel linguaggio naturale o formale che e' oggi assai diffuso, soprattutto per il proliferare della comunicazione via web, dei blog, dei forum, delle chat, dei mondi virtuali come Second Life, che offrono a chiunque l’opportunita’ e la liberta’ di raccontarsi, anche in forma anonima, come meglio crede.
Non voglio addentrarmi nelle varie motivazioni psicologiche che possono spingere le persone a parlare di se', disegnandosi addosso dei tratti dei quali nessuno potra' garantire la veridicita', ma la Storia e' piena di esempi di autoreferenza, come lo e' la Letteratura - pensiamo alle tante autobiografie e a moltissime poesie - e, senza alcun dubbio, sono autoreferenziali le religioni in cui l'elemento determinante e' la "Fede" in cio' che e' scritto nei testi sacri. In fondo, cosa sono i "testi sacri" se non una forma raffinata e scaltra di autoreferenza finalizzata all'autocertificazione di possedere l'unico verbo divino?
L’immagine di Maurits Escher che raffigura la mano che disegna se stessa, simboleggia graficamente questo fenomeno il cui significato definitivo
si condensa in un'unica affermazione: “Io sto dicendo la verita’”. Chi si autoreferenzia, infatti, deve sempre rassicurare sulla veridicita' di quanto dice, e’ ovvio, poiche' se affermasse il contrario, come Eubulide di Mileto con la sua frase “ψευδόμενος” (“pseudòmenos”, in greco: “Io sto mentendo”), saremmo di fronte al cosiddetto “paradosso del mentitore”.
Come puo’, infatti, essere vera la frase di chi dice che sta mentendo? Una frase che, pero’, non puo’ essere neanche falsa. Pertanto, chiunque racconti qualcosa di se’, nel web, nei libri, in tv o altrove, soprattutto se si tratta di argomenti che non possono essere documentati, come i pensieri, i sentimenti, le intenzioni, le storie personali e private o comunque cio’ che non e’ verificabile a causa dell’anonimato oppure della scarsa conoscenza che si ha della persona, cade inevitabilmente in uno di questi due casi: l’autoreferenza oppure il paradosso del mentitore.
L'ideale sarebbe non infilare mai se stessi nei discorsi, parlare d'altro, di cucina, di politica, di sport, di cinema, di ogni argomento eccetto se stessi, ma perche’ non lasciare spazio a questa piccola debolezza tutta umana? Parlare di se', dopotutto, non causa danni a nessuno e poi immaginiamo che noia sarebbe se dovessimo discutere sempre di cose che non ci riguardano trascurando, invece, quello che piu' di tutto c'interessa: noi stessi.
Pertanto, alla fine, sta solo a chi e' spettatore, a chi ascolta, a chi legge, crearsi un'opinione. Come dice Robin Williams nel film “L’attimo fuggente”: “E’ proprio quando credete di sapere qualcosa che dovete guardarla da un’altra prospettiva. Quando leggete non considerate soltanto l’autore, considerate quello che voi pensate. Dovete combattere per trovare la vostra voce; piu’ tardi cominciate a farlo, piu’ grosso e’ il rischio di non trovarla affatto. Non affogatevi nella pigrizia mentale, guardatevi intorno, osate cambiare e cercate nuove strade”.
E cosi', evitando di giocare con i controsensi, gli equivoci e i paradossi, non diro' ne' "io sto dicendo la verita'" ne' "io sto mentendo", e lascero’ che ognuno si faccia un'idea propria su quanto andro’ a scrivere: vero, falso, autoreferenziale o paradosso che sia.

Autoreferenziale femminilita’

Parlando di me, potrei iniziare subito col dire che sono sicuramente una donna “con le palle”. Tuttavia, contrariamente a cio' che affermano gli psicologi, non invidio affatto il pene e chi lo ha. Cioe’ gli uomini.
Sono una donna economicamente indipendente che non ha seri problemi di sopravvivenza, anche se per motivi strettamente personali ho scelto di vivere sottotono rispetto alle possibilita’ che potrei avere, adeguandomi a chi ha sempre avuto meno di me. Nel mio lavoro, oltre a metterci impegno, ho potuto contare su una discreta dose di fortuna e ci sono stati periodi in cui ho guadagnato in modo sostanzioso. Sono percio’ consapevole che, se solo volessi, se in un momento d'irragionevole egoismo decidessi di dedicarmi solo a me stessa pensando soltanto a soddisfare le mie esigenze disinteressandomi delle persone con le quali ho scelto di condividere l'esistenza, il mio tenore potrebbe essere assai piu’ alto di quello che e’. Ciononostante, detesto dover pagare il conto al ristorante quando un uomo mi porta fuori a cena.
Sono una donna emancipata, ma un trattamento estetico ed il tempo passato ad aver cura della mia persona, mi danno piacere e soddisfazione quanto me ne puo’ dare il successo sul lavoro.
Sono una donna intellettuale, pero’ mi preoccupo per qualche ruga e per la mia forma fisica quasi quanto mi preoccupo di non aver avuto il tempo di leggere gli ultimi libri che ho acquistato.
Non sono superficiale, ma se vedo una donna con i capelli sporchi, i vestiti in disordine e le ascelle non depilate, mi viene da scuotere la testa, esattamente come la scuoto di fronte chi si riempie di silicone labbra, zigomi, seno e qualsiasi altro posto in cui oggi viene iniettata questa sostanza.
Non sono superficiale, ma in un uomo unghie sporche e cattivo alito mi disgustano come un basso quoziente intellettivo, la mancanza d’ironia, l’eccessiva competitivita’ e la patetica tendenza a mettersi continuamente in mostra.

Sono una donna che di solito prende l’iniziativa, ma perdo completamente il desiderio e l’eccitazione mi cade sotto i tacchi, all'istante e in modo definitivo, se chi ho davanti non ha spina dorsale. Cosi’ come resto fredda se ho a che fare con chi pensa che mettere in bella mostra i muscoli, le auto sportive e gli atteggiamenti da “tacchino tronfio” siano segno di un’indiscutibile virilita’.

Per queste e per molte altre ragioni, mi considero dunque una “fanatica” della femminilita’. Pero’, qual e’ il significato che do al termine femminilita’? E' una domanda che puo' apparire complessa, ma non lo e’. Almeno non per me che ho sempre pensato a questa caratteristica come alla piu’ importante che ogni donna dovesse avere.

Le vetrine di Sonia Rykiel, a Parigi, potrebbero essere l’esempio perfetto per spiegare in modo semplice ed efficace la mia idea di femminilita’. In quelle vetrine si possono ammirare abiti bellissimi, eleganti e seducenti, presentati accanto a una selezione di libri: ultime uscite di scrittori, pensatori, poeti e filosofi. La frivolezza della moda e la leggerezza dell’estetica abbinata alla cultura e allo spessore del pensiero. Il nutrimento per il corpo e il nutrimento per lo spirito, dove la bellezza esteriore e quella interiore si compenetrano, si completano e si arricchiscono a vicenda.


Ecco qual e' la mia concezione di femminilita’. Quando cerco di spiegarlo, c’e’ chi resta sorpreso e non riesce a comprendere questa associazione tra cura dell’esteriorita’ e dell’interiorita’ perche’, secondo il modo comune di pensare, chi pone troppa attenzione al proprio lato esteriore viene subito etichettato come superficiale. Mentre chi si dedica alla cultura si suppone sia, invece, automaticamente noncurante della propria immagine. Perche’? Perche’ si crede che chi si prende cura della propria immagine non abbia il tempo (e neppure la voglia) per mettersi anche a leggere roba "seria e pesante”. Mentre, d’altro canto, si ritiene che gli intellettuali non abbiano il tempo per occuparsi di “frivolezze” quali la forma fisica, la cura della pelle e l’abbigliamento adeguato, poiche' troppo concentrati sulle questioni esistenziali e metafisiche.

L’idea che esistano due campi, quello della bellezza e quello dell’intelligenza, in cui le persone tendono ad eccellere separatamente, ed in cui l’una esclude l’altra, e’ una trappola, un luogo comune che continua a sopravvivere nonostante tutti gli esempi contrari degli ultimi decenni. La cosa perfetta, invece, dovrebbe essere come da Sonia Rykiel: libri nei negozi di abbigliamento e abiti eleganti anche nelle librerie.


Perche’ tutto cio’, per me, non e’ solo una necessita’, un bisogno, una fame, ma e’ anche un piacere. Cosa c’e’ di piu’ bello e rivoluzionario, infatti, di una donna che con tenacia riesce a vincere le sue battaglie senza rinunciare alla propria femminilita’? Senza che, per conquistare i propri diritti, ricevere rispetto, dare prova delle proprie capacita’ e raggiungere i propri obiettivi, debba dimenticare di essere donna sacrificando la femminilita’ che ha dentro, trasformandosi in stereotipo fin troppo abusato?
Un bel guscio che suscita desiderio, ma senza cervello, oppure un cervello che suscita ammirazione intellettuale e niente altro o, addirittura, la patetica parodia di un uomo che' piu' niente ha di femminile.

Lo dico perche’ sono ancora molte le donne convinte che, per raggiungere l’uguaglianza con gli uomini ed ambire a posti di responsabilita’ si debba rinunciare alla femminilita’ oppure trasformarsi in concubine compiacenti ai voleri del sultano. Anche se in passato posso aver avuto idee molto diverse, oggi credo che per essere una donna forte non si debba cercare di assomigliare a un uomo scimmiottandolo nei suoi comportamenti meno esemplari, e neppure affidarsi alla sola seduttivita’ del corpo facendo leva sulle debolezze maschili. Personalmente, ho capito, infatti, che non ho piu’ alcun bisogno di mettermi in competizione con il maschio perche’, facendolo, arriverei a sacrificare la mia femminilita’. E non e’ forse la perdita di femminilita’ l’atto di resa per eccellenza allo strapotere degli uomini e alla loro visione superficiale della donna percepita solo come un “pezzo di carne”?


Quindi, cosa significa oggi, per me, essere donna? Certamente, non la banalita’ di indossare il reggiseno, la gonna, le autoreggenti, truccarmi e portare capelli lunghi. E sicuramente non significa trasformare il mio corpo in “un pezzo di carne” messo in bella mostra a disposizione di chiunque.
Nonostante sia convinta che ogni persona, quindi ogni donna, sia libera di fare cio’ che desidera con il proprio corpo, persino usarlo per raggiungere i propri obiettivi (sarei incoerente se non lo ammettessi), penso che offrire solo l’immagine femminile del “pezzo di carne”, una somma di cosce, tette, culo, labbra e quant’altro, sia umiliante. E’ un’umiliazione che in talune circostanze la necessita’, il bisogno o i contrattempi della vita possono spingere ad accettare, ma che non puo’ durare in eterno. E quando si prende consapevolezza di essere molto di piu’ di un "pezzo di carne", cio’ puo’ indurre ad un impegno intellettuale ancor piu' grande del normale, persino esagerato, affinche' gli equilibri interiori siano in qualche modo ristabiliti.

Ed ecco, dunque, cio' che per me, oggi, significa essere donna: essere me stessa e nessun altro. Essere in grado di sostenermi con le mie sole forze, con il coraggio, con il corpo (certo) ma anche con la mente. Senza panico, diffidenza, tabu’, vergogna o irrazionali paure. Significa, cioe’, prendere anziche’ aspettare che mi sia dato. Perche’ sono io l’unica esperta di me stessa, di cio’ che voglio e non voglio, e desidero essere la mia sola ed unica guida. Sono io l’unico riferimento per il mio corpo, il mio spirito e la mia essenza, e solo io conosco i miei sogni, le mie aspirazioni, i miei sentimenti, le mie angosce, i miei vizi e le mie virtu’. Nessuno deve avere voce in capitolo e non voglio preoccuparmi che un uomo, un padre, un marito, un amante, un fratello “approvi” il miei successi o giudichi i miei fallimenti.

E se proprio e' necessario che diventi uguale a qualcosa o qualcuno, allora scelgo che sia la mia identita’, la mia entita', fatta di un'essenziale femminilita’ in continua trasformazione. La MIA femminilita' attorno alla quale, sotto, sopra e fuori, non deve esserci assolutamente niente se non il vuoto.

Sono viva per errore
a dispetto di me stessa.
E per non annoiarmi
Ho consacrato le mie mani a intimi peccati.
molte porte ho amato e serrato
perche’ nessuno soffrisse la mia assenza.
Ho voluto sbagliare
per avere colpe da vantare.
A lungo ho camminato in compagnia delle ombre
a lungo ho sedotto piaceri
mai un miraggio che non abbia inseguito
mai un fuoco che non abbia rapito
ma non ho peccato abbastanza.
E passera’ lungo tempo
prima che pianga come dovrei
passera’ lungo tempo
prima che impari a rovinare la mia vita.

(Joumana Haddad - Non ho peccato abbastanza)

75 commenti :

Duval ha detto...

Beh ... dopo sette anni di incontri-scontri con te, ciò che scrivi mi era chiaro: gambe lunghe, pelle morbida e curata, cosce tornite, depilazione perfetta (nei dintorni della figa, secondo tue descrizioni saltuarie qui sul blog, anche troppo per i miei gusti), ecc ...;
e altrettanto chiaro era ed è il tuo quoziente spirituale ed intellettuale.

Tu proponi carne e mente ad alti livelli, scrivi indifferentemente di Eubulide di Mileto (io non so manco chi sia) e di finanza, creativa o meno.

Tu sostieni discussioni in diretta su qualsiasi argomento "alto", come si dice oggi.

Insomma tu sei Klara di Tokaj, e ciò basta.

carlos ha detto...

Mi'... e questa era solo la premessa... :)

Comunque sei molto, molto brava. Dovessi darti un voto, finora ti darei 10 e lode. Non fa una grinza. Ma forse sono troppo klarareferenziale.

Fiuuuu... Letto tutto. Che dirti se non che una donna di tal fatta farebbe la fortuna e la felicità di un Uomo con la U maiuscola? Ovviamente questa è poetica, nella realtà avrai le tue umane e femminee debolezze, ne sono convinto. Probabilmente solo un Uomo con la U maiuscola sarebbe in grado di sopportarti e supportarti, amarsi e farsi riamare.

Solo una riserva, perché autoreferenzialmente mi sento in questo caso tirato in ballo: a volte a cena posso pagare io, e se posso mi fa pure piacere. Ma non mi scandalizzo se paga la mia fidanzata. Se ci si viene pure un po' incontro con equilibrio e senno e generosità è meglio. Ma tu un po' ottecentesca mi sa che lo sei per davvero.

Per il resto, siccome ti trovo adorabilmente allusiva, rispondo nella sede deputata. Sarò molto serio con te. Ora vado...
:)

rossoallosso ha detto...

anch'io parlo un pò di me ,mi ritengo fortunato perchè mi piacciono le cose belle,
tu sei fra queste e la poesia(qual'è il titolo?)che chiude il post è per me fantastica

Xtc ha detto...

Credo che il problema stia nel fatto che gli uomini sono in grado di vedere un solo lato alla volta di una donna. Per farsi vedere interamente ci vuole tempo e pazienza, e non sempre ce n'è abbastanza dell'uno o dell'altra, o di tutte e due. Io ho imparato a vedermi, e in definitiva è molto più semplice e dà più soddisfazioni :-)

Mariska ha detto...

Me encanta tu blog y me encanta leer lo que escribes
Eres una chica inteligente, educada y tu mensajes nunca son aburridos
Estoy segura de que es agradable hablar con usted para cualquier persona
Beso

Kameo ha detto...

Di fronte a tale perfezione si può solo ammutolire. Come davanti a un'opera d'arte. E fare della propria vita un'opera d'arte è, per me, il massimo dell'aspirazione umana.

Flyingboy ha detto...

Tanti belli pensieri in questo post.

Al inizio volevo rimanere in silenzio, ce' poco da esprimere e tanto da aspirare a petto e contemplare. Sorrido, perche' mio prossimo pensiero era proprio Kameo, e ho pensato, scommetto che Kameo dira' esattamente quello che penso anche io.. e non avevo torto.

Poi, il commento di Xtc mi ha attirato perche' ritengo che ha fatto un spunto interessante

Xtc ha detto...

Credo che il problema stia nel fatto che gli uomini sono in grado di vedere un solo lato alla volta di una donna. Per farsi vedere interamente ci vuole tempo e pazienza, e non sempre ce n'è abbastanza dell'uno o dell'altra, o di tutte e due.

Esattamente come i disegni di Escher.
”…La linea di confine tra due forme adiacenti ha una doppia funzione e tracciare una linea del genere è molto complicato. Da una parte e dall’altra di essa, simultaneamente, prendono forma due figure. Ma l’occhio e la mente umana non possono essere occupati con due cose allo stesso tempo e così vi è un continuo e velocissimo salto dall’una all’altra. Questa difficoltà è forse il vero motivo della mia perseveranza…” .

La arte del osservatore sta' proprio di estendersi oltre quel limite umano e saper riconoscere entrambi i lati separati dalla linea a volte invisibile. Sapere notare e ammirare, dolcezza e fermezza, interorita' e esteriorita', feminilita' e “avere le palle”, impressionismo del anima e quello espressionistico, soggettivita' e oggettivita', irrazionalita' e il fredo ratio...

Un disegno che mi viene in mente prima ancora delle mani di Escher pensando a questo argomento e' “Giorno e Notte”.
http://preciseedit.files.wordpress.com/2009/02/escher3.jpg

Se' il limite umano e' quello di vedere solo un lato, come ha notato Xtc e come affermava Escher, allora sollevarsi da questi limiti vuol dire divenire esseri migliori, sia dal punto di vista di artista che quello del osservatore.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Duval: ciò che scrivi mi era chiaro

Non credo tu sia il solo a leggere quello che scrivo e l'unico interessato alla mia autoreferenziale femminilita'.

Tu proponi carne e mente ad alti livelli, scrivi indifferentemente di Eubulide di Mileto (io non so manco chi sia) e di finanza, creativa o meno

Tralascio la parte relativa alla depilazione intima - forse il dettaglio che piu' t'interessa - e ti rispondo su questo punto. Sara' ovviamente una risposta autoreferenziale della quale, ovviamente, non potro' darti alcuna controprova.
Certe cose fanno parte del bagaglio e dell'"attrezzatura" di cui una cortigiana - tu la chiameresti puttana d'alto bordo - e' fornita quando "esce" da alcuni luoghi ove impara l'"arte".
Sono posti che, ovviamente, non scegliamo noi, ma che "scelgono" noi.
Le possibilita' professionali, come potrai capire, dopo averli frequentati, sono innumerevoli e tutte quante fuori dagli schemi della cosiddetta "normalita'". Sicuramente offrono la possibilita' di poter guardare la vita sotto una diversa ottica ed il tempo speso ad allenarsi in palestra e valutato allo stesso modo di quello impiegato a leggere i classici della letteratura russa.
Ma so che "dopo 7 anni di incontri-scontri", tu queste cose le sai gia' e non e' necessario che vada oltre. :-)
Ti lascio solo questo piccolo brano:

"La vita, qui a palazzo, e’ bella e le giornate scorrono veloci. Sembra il posto ideale ove soddisfare la mia curiosita’. Ogni stanza e’ un mondo a se’; ci sono “tesori” da scoprire in ogni angolo della biblioteca, oppure della palestra… oppure del talamo.
la mattina la passo ad educare il fisico, il pomeriggio e’ il momento dedicato allo spirito… la notte quello per il sesso e l’erotismo."

E' tratto da un mio vecchissimo post, in cui erano presenti in maniera molto evidente, sia l'autoreferenza che il paradosso. Ma soprattutto dove raccontavo come esista una vera e propria "educazione" per le devochki.

http://chiara-di-notte.blogspot.com/2007/06/achille-e-penthesilea.html

Insomma tu sei Klara di Tokaj

Pare un po' un titolo nobiliare. In realta' sono solo una contadina.
Soprattutto hai finalmente rivelato il mistero di dove si trovasse la stazione ferroviaria in cui, pochi giorni fa, ho atteso per mezz'ora che si materializzasse un principe.
Ma, come sai bene, i principi, quelli azzurri come quelli di ogni altro colore, si sono estinti tanto tempo fa ed oggi e' l'epoca del "io non sono un cagnolino che esegue ordini a comando".
Ormai e' diventato tutto cosi': a parte qualcuno davvero RARO, nessuno offre piu' fiori, nessuno piu' apre la portiera dell'auto, nessuno piu' aiuta a togliere il soprabito, nessuno piu' accomoda la sedia al ristorante, e nessuno piu' si occupa del conto per evitare di farlo pagare a lei.
Perche' e' logico: certi atteggiamenti sdolcinati e ottocenteschi non si addicono piu' ai "veri uomini di oggi".
E con questo "sistema", nessuno piu' incontra la donna dei suoi sogni, che alla fine e' femminile oltre ogni limite e deve accontentarsi dei surrogati, di cio' che passa il convento che, con la crisi che c'e' in giro, e' assai scarso. :-)


@ Carlos: Che dirti se non che una donna di tal fatta farebbe la fortuna e la felicità di un Uomo con la U maiuscola? Ovviamente questa è poetica, nella realtà avrai le tue umane e femminee debolezze, ne sono convinto. Probabilmente solo un Uomo con la U maiuscola sarebbe in grado di sopportarti e supportarti, amarsi e farsi riamare.

Concordo con tutto. Come se lo avessi scritto io.

Ma tu un po' ottecentesca mi sa che lo sei per davvero.

Si'. Sono, non lo nego, una giovane donna "antica". Ma non "all'antica".

http://chiara-di-notte.blogspot.com/2010/12/una-giovane-donna-antica.html

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Rosso: mi piacciono le cose belle, tu sei fra queste e la poesia(qual'è il titolo?)che chiude il post è per me fantastica

Ti ringrazio. Bellissime parole.
Della poesia mi ero dimenticata di mettere il titolo. Adesso ho provveduto. :-)


@ Xtc: Credo che il problema stia nel fatto che gli uomini sono in grado di vedere un solo lato alla volta di una donna

Pare che gli amerindi (i nativi americani) una volta mancassero della capacita' di vedere le fotografie, cioe' non riuscissero a scorgere cio' che vi era fotografato. Per loro erano solo incomprensibili segni.
Non so se sia una vera notizia o una bufala che qualcuno mi ha rifilato. Non sono andata ad investigare, pero' mi piace pensarlo, e mi riferisco sempre a questo fatto quando mi rendo conto dell'incapacita' di qualcuno di vedere cio' che e' evidente (io stessa, essendo daltonica, non riesco a percepire i colori nel modo giusto).
Quindi, puo' darsi che tu abbia ragione. Forse il cervello maschile non coglie la "multidimensionalita" della personalita' femminile, come non riesce a comprendere una sessualita' che sia diversa da quella a cui gli uomini sono abituati per se stessi.


@ Mariska: Me encanta tu blog y me encanta leer lo que escribes

Grazie per i complimenti. So di avere in te una fedele lettrice. :-)


@ Kameo: E fare della propria vita un'opera d'arte è, per me, il massimo dell'aspirazione umana

Hai ragione. E credo dovrebbe essere la finalita' di tutti.

Flyingboy ha detto...

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Pare che gli amerindi (i nativi americani) una volta mancassero della capacita' di vedere le fotografie, cioe' non riuscissero a scorgere cio' che vi era fotografato. Per loro erano solo incomprensibili segni.

Mi pare di aver letto tanto tempo fa' che erano della convinzione che la fotografia li cattura l'anima. Forse non avendo la concezione della tecnologia non capivano che loro fisicamente non cambiavano anche se' una immagine loro viene duplicata.
In fondo, ogni nostra azione, gesto, parole e pensieri sono una piccola parte di noi, ma non per questo ne veniamo privati di niente, anzi, in fondo ci arricchisce.

Forse e' unico modo per sfidare la natura e leggi matematiche di quale essa e fatta. Creare e donare e invece di esserne privati di qualcosa di nostro, diventare piu' “ricchi”.

Xtc ha detto...

Discorso molto interessante, che richiederebbe tempo e molto tokaj :-) Sono convinta che ci sia sempre un aldiqua e un aldilà di noi; passare il guado significherebbe poter fare a meno del linguaggio. Perchè in ogni caso si tratta di un problema di comunicazione. Se non avessi mai visto una fotografia in vita mia, ne avrei terrore. L'arte è un cortocircuito mentale, rende superfluo il parlarne, per questo è bello goderne in silenzio con qualcuno. Volevo dire tante cose in due righe, e forse non sono riuscita a dire nulla. Buonanotte ...

carlos ha detto...

Ti svelo un segreto di come mi comporto io a casa tua per cercare di conoscerti meglio. Ma forse lo sai già.
Accolgo sempre i tuoi suggerimenti. Se me li dai.
Oppure vado a cercare qualcosa in particolare (ti sarai accorta che il dato che mi interessa di più è quello "personale" o autoreferenziale, devo spiegarti perché? Posso farlo, ma allungherei e già preannuncio che sarò lunghetto).
Oppure, il più delle volte, mi lascio attrarre da quegli specchietti per le allodole che sono i "ti potrebbe interessare".

Così confesso la mia ignoranza, ma pensavo che Tokaj fosse un vinello bianco di scarsa qualità e probabilmente una zona, ma non sapevo esistesse una città di tal nome. L'orologio però sembra quello di Keleti (dovrei chiederti una cosa in proposito, una cosa autoreferenziale).

Ma forse sto mentendo.

Vorrei sapere chi ti fa pensare che in questo momento ho tutti questi euro per pagarmi due voli strasalati, così, d'amblè? (Questo probabilmente dovevo scrivertelo nel luogo deputato, ma ormai è qua).

Ma forse sto mentendo.

Il ragionamento precedente, assieme ad altri mi fa ancora tentennare. Infatti continuo a farci un bel pensierino che stessi svolgendo uno dei tuoi soliti esperimenti (e ti ho già detto cosa ne penso a riguardo, perché il rispetto, pure tra i sessi, ha da essere reciproco, almeno secondo me). Continuo a farci un pensierino al fatto che il copione fosse già scritto e pure piuttosto frettolosamente. Mah... Mi sei sembrata un po' troppo preoccupata delle assenze, ben più della presenza che ha portato Kameo a parlare di duetto. Perciò, poche storie, se devi fare quello che devi fare, fallo presto. La mia testa è lì, attende solo, bulgakovianamente, di essere tagliata.

Ma forse sto sbagliando.

Perché poi quando guardo tre immagini, tre visi sul tuo blog, una suggestione mi porta a pensare che possano veramente essere della stessa persona. E di tre visi ne faccio uno solo. Ma cosa, a parte l'intensità fulgente della bellezza, li accomuna? Un tratto dominante: è una bellezza struggente e dolorosa. Impossibile non amarla.

Ma forse sto sbagliando ancora.
O sto mentendo.

L'incompatibilità. Confesso di non riuscire a guardare i film di Bergmann. E' questa affermazione immagino sia già la pietra tombale del nostro fidanzamento. Allora meglio vuotare il sacco. Così sgombriamo il campo da equivoci. Mi addolora dirlo e sospiro, ma hai pienamente ragione, siamo proprio incompatibili. E probabilmente non c'è nulla da fare. In te credo prevalga il sangue freddo e una certa rigidità danubiana sulla tolleranza italica e zigana, forse la tua si è fermata nel Sind o chissà dove (grazie ancora però). Potrei anche tollerare l'intolleranza, ma mi rimangono ancora un bel po' di vizi e difetti che faticheresti anche a concepire. Tra cui quello di stare a scriverti qui adesso.

Ma forse sto mentendo. O sto sbagliando. O fa tu, mi son stufato di sta solfa.


(Segue... o maronnamia!)

carlos ha detto...

Devo proprio elencarti i miei mille difetti, tutti i miei demoni? Questo cahier de doléances? Hai ragione tu. Punto. C'ho pure le unghie mangiucchiate. E se lavoro con la legna un po' me le sporco. Ma questo è troppo autoreferenziale.

Vorrei poi capire cosa ti sei messa in testa riguardo al narcisismo e tutto il resto. Anche qui sgombriamo il campo. Il cuoco è estroso e volubile. Cosa ti da fastidio: l'estroso o il volubile? Tutti e due? Il secondo è più che altro un cruccio, semmai.

Ma forse sto mentendo bla bla bla.

Ti infastidisce l'estrosità? Io l'ho sempre vista come una qualità. Almeno qualcosa di buono ce l'avrò pure io, no? Niente? Non si può? Poi mica faccio confronti o dico: so' il più estroso del quartierino! Non lo faccio. Per cui, se rispedisco le tue accuse al mittente non lo faccio per spirito di competizione o gne gne gne. E' perché a volte sono proprio convinto che honi soit qui mal y pense (non è magiaro).

Sono bello, sono brutto... Sai, non varrà per te, ma di solito la cosa è pure soggettiva. O autoreferenziale. Ma l'importante è essere veri. Perciò ti dico come la vedo io: brutto credo proprio di no. Neppure bellissimo però. Ma non ci tengo, li trovo spesso un po' patatosi i bellissimi. Diciamo che a giudicare dai dati reali (lasciamo perdere quelli virtuali) piaccio parecchio. E questo mi fa piacere. Cosa devo fare, devo cospargermi il capo di cenere? Lo faccio, lo faccio più spesso di quanto tu creda. Ci creda o no.

Ciò che tu credi. Ecco. Secondo me sbagli proprio in partenza. Sbagli metodo per via del tuo essere donna antica (anche se la descrizione che dai di te stessa è poi invece quella della donna all'antica). Lascia stare questo cavolo di metodo deduttivo, è antiquato, screditato e superato. Partire da un preconcetto e farlo assurgere a dato oggettivo secondo me è sbagliato e non porta da nessuna parte.

Sull'antichità. Ti incazzi sul serio se ti dico ancora una volta che mi fai morire dal sorridere? Il soprabito, la portiera... spero che metaforizzi, che, come al solito siano provocazioni. O abiti ancora in via Pal? Mannaggia a te, mannaggia. Se col mio catorcio facessi come nel film di Spike la gente intorno si sbellicherebbe dalle risate. Pure dalle parti tue. Ovvìa Klàra... siam mica qua ad asciugar gli scogli.

Ti avevo detto che preferivo non farti domande, se non qualcuna un po' banale forse, giusto per stuzzicarti un po'. Per gustarti poco a poco. Be', ti svelo un altro segreto. Uno dei miei metodi è la bella lettura che posso fare di te (ma questa forse è la prima cosa in assoluto che ti ho detto, i primi fiori), analizzando anche "come" scrivi. Mi hanno colpito alcune cose, tra cui l'utilizzo del termine "civettuolo". Mah... Mi sorgono sempre nuovi dubbi... Certo il metodo deduttivo è meno complicato, qualche vantaggio ce l'ha. Però ti porta a trarre delle conclusioni parziali se non errate. Come in una tua risposta a Duval.

Mica solo questa, le cose che dici e che si dicono in giro... Vabbè, semmai domani seguiterò, che ora sto crollando...

Ti dico solo: ero indeciso se scriverti o meno pubblicamente. Ho optato per quest'ultima versione perché altrimenti ti avrei detto delle cose autoreferenziali mie, e non so fino a che punto eri realmente e non solo virtualmente interessata. Poi già una volta non mi avevi dato risposta.

Altra cosa, l'ultima, poi basta. Da chi mi fa un invito del genere (e chiamiamolo invito...), mi aspetto pure qualche carezza ogni tanto e non solo calci sulle tibie, pure in acconto. Poi mi aspetto di farti sorridere a mia volta ogni tanto e anche di farti ridere, se riesco. Ma tu sei di ghiaccio: a domani, schiavo, ore 19 meno 5. Sissignora badrona!

Un'altra cosa di incompatibilità, tu sei animata da forti passioni. Io invece le mie le ho sotterrate.

Vabbè, è tardi ora, e magari non te ne frega niente...

:)

carlos ha detto...

Mi rimangono un po' di altre cose da dire, tra cui chiarire un equivoco autoreferenziale in cui sei incorsa (ora me ne sono accorto). Mannaggia alle allusioni e al linguaggio figurato. Ma chi è senza peccato... Fammi sapere se interessa. Io in ogni caso posso continuare a leggerti o sono destinato a gogna eterna?

:)

rabbah ha detto...

"E fare della propria vita un'opera d'arte è, per me, il massimo dell'aspirazione umana"

:) sei una esteta tu Kameo. ora dipende in qual corrente ti inquadri. se aderi al cubismo difficilmente troverai uno che ti capisca hahahhaah.

In quanto alla feminilita posso dire, tra l`altro, che la passivita, una dosi di dipendenza sono le carateristiche che fanno la differenza. Ho notato che le donne troppo indipendente non attirano molto.Tutti abiamo bisogno di sentirci importanti per la persona amata, ma se la nostra amata se la puo cavarsela da sola vuol dire che lei e suficiente per se stessa, che in ogni momento io rischio di essere scaricata. Sia ben chiaro, non parlo qui di una dosi di dipendenza materiale ma di una emozionale. E sottolineo la parola "una dosi". Eppure potrei includere nel mio discorso anche una certa dipendenza materiale. Gli uomini amano viziare le donne offrendole una vita confortevole, a loro e ai suoi bambini. Ed e proprio questo che li fa sentire utili, importanti e con il dovere compiuto, un dovere stampato nel loro codice genetico.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Flyingboy: Se' il limite umano e' quello di vedere solo un lato, come ha notato Xtc e come affermava Escher, allora sollevarsi da questi limiti vuol dire divenire esseri migliori, sia dal punto di vista di artista che quello del osservatore.

Sai come la penso. E poi Xtc parlava di "limite maschile", non di limite umano, e se al limite maschile aggiungiamo anche quello umano, allora gli uomini alla fine si rivelano ciechi.
E forse lo sono. Avendo come senso sviluppato soprattutto quello della vista, restano spesso abbagliati da un dettaglio esteriore he copre tutto il resto. Quel dettaglio, per loro, diventa come una luce per le falene.
Per farti capire meglio: come la "figa" (depilata o non depilata) per Duval. :-)
Tieni conto che la "pornografia" viene soprattutto apprezzata dai maschi, che si eccitano al solo guardare e se anche la femmina non parla, poco importa, tanto per loro il 90% dell'eccitazione e' tratto dall'immagine.


@ Xtc: Discorso molto interessante, che richiederebbe tempo e molto tokaj

"Tokaji". Con la "i" finale e che significa "di Tokaj". Il Tokaji e' il vino di Tokaj, appunto.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Carlos: confesso la mia ignoranza, ma pensavo che Tokaj fosse un vinello bianco di scarsa qualità e probabilmente una zona, ma non sapevo esistesse una città di tal nome

Adesso lo sai. Vedi quanto sono utili i blog? Non solo per parlarsi addosso, ma anche per imparare nozioni che, prima o poi, in una cena con una "signora", potranno esserti utili, dandoti l'opportunita' d'iniziare una conversazione che non sia noiosamente impostata sulle "solite cose".
Vuoi sapere quali sono le "solite cose"? Beh... per questo forse serve un post a parte.
Comunque, fai attenzione a non sbagliare, perche' se incontri una "signora" magiara, e parli di Tokaj per il vino senza aggiungere la "i" finale, fai brutta figura.

L'orologio però sembra quello di Keleti (dovrei chiederti una cosa in proposito, una cosa autoreferenziale)

L'orologio che vedi nel post "Una giovane donna antica" E' quello di Keleti. Quando sono piu' libera, in inverno, posso anche andare a Budapest. Mentre l'orologio che ho fotografato pochi giorni fa - foto che a te non interessa perche' comunque ti fidi - e' quello della minuscola stazione della mia minuscola citta' (qui si chiamano citta' anche piccoli agglomerati urbani di poche migliaia di abitanti).
In ogni caso Tokaj e' piu' comoda di Budapest. In 15 minuti arrivo in stazione e se non trovo nessuno, come il 99% delle volte accade con i "focosi" italiani, compro i miei libri e me ne torno a casa. Inoltre Tokaj, essendo piu' lontana e meno raggiungibile, scoraggia di piu' e questo, anche se puo' sembrare un male, in fondo e' cio' che sta alla base di questo mio "bizzarro" comportamento.
Qualcuno mi dice: ma davvero credi che qualche italiano si muova, si sbatta tutto il viaggio fin qui, spenda dei soldi per incontrare te che sei praticamente "un fantasma" che non da' assicurazioni?
Io rispondo: con le assicurazioni, le rassicurazioni e gli appuntamenti prefissati, stabiliti, certificati, si muoverebbe non dico "il mondo", ma un bel po' di gente, e nel setaccio resterebbe tutto, sia la sabbia che le pepite d'oro...
Mentre io sono una giovane cercatrice d'oro antica. Destinata forse a restare povera tutta la vita, ma poco importa. Non m'interessa raccogliere sabbia, e se deve essere un'avventura voglio che la pepita sia eccezionale.
Di uomini-sabbia ne ho incontrati talmente tanti che ormai, sinceramente, non mi interessano piu'.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Carlos: quando guardo tre immagini, tre visi sul tuo blog, una suggestione mi porta a pensare che possano veramente essere della stessa persona

Quali sono i tre visi di cui parli?
Se me lo dici, non ho problemi a dirti se si tratta della stessa persona.

hai pienamente ragione, siamo proprio incompatibili. E probabilmente non c'è nulla da fare. In te credo prevalga il sangue freddo e una certa rigidità danubiana sulla tolleranza italica e zigana, forse la tua si è fermata nel Sind o chissà dove (grazie ancora però)

Ti sbagli. Forse e' proprio l'opposto. Si puo' dire magari che dentro di me ci sono "due persone": quella tutta d'un pezzo e quella completamente folle. E che queste due personalita' agiscono in modo netto: o bianco o nero, senza mezze misure.
Purtroppo, l'incompatibilita' fra me e molti uomini, anche i piu' trasgressivi, sta proprio qui (e questa e' in assoluto l'affermazione piu' autoreferenziale che abbia mai fatto): quando parlo, cioe' le parole escono dalla mia bocca e chi mi ascolta oppure digito qualcosa e qualcuno legge cio' che ho scritto, non tradisco mai le mie parole. Non trovo scuse, non mi arrampico sugli specchi, non modifico tardivamente cio' che ho detto facendolo risultare come dettato da "altre intenzioni" che non sono state comprese - atteggiamento comune a molta gente -, ma mantengo ESATTAMENTE, lettera per lettera, cio' che ho detto o scritto.
Se dico: "Domani saro' a Keleti alle 19.00", stai pur sicuro che ci saro'. Altrimenti non lo dico. Taccio.
Se poi tu non lo credi, sono affari tuoi e piu' che altro mi fanno capire quale sia la tua propensione all'azzardo, alla trasgressione... persino alla follia.
Che poi, di queste avventure, me ne vada bene una su 100 o su 1000 non ha importanza perche', come ho detto, preferisco trovare una pepita una volta all'anno, piuttosto che sabbia tutti i giorni.
E la gallina domani, per me e' meglio dell'uovo oggi.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Carlos: Ti incazzi sul serio se ti dico ancora una volta che mi fai morire dal sorridere? Il soprabito, la portiera... spero che metaforizzi, che, come al solito siano provocazioni

No. Non sono provocazioni. E qui capisco che sono "troppo antica" per te.
D'altronde non e' un problema. Sapessi quanti, invece, sono gli interessati all'antiquariato...

l'utilizzo del termine "civettuolo". Mah... Mi sorgono sempre nuovi dubbi... Certo il metodo deduttivo è meno complicato, qualche vantaggio ce l'ha. Però ti porta a trarre delle conclusioni parziali se non errate. Come in una tua risposta a Duval

Questa non la capisco. Cos'e' che non ti torna?

Da chi mi fa un invito del genere (e chiamiamolo invito...)

Si'. Era un invito anche se 999 probabilita' su 1000 mi dicevano che tu non fossi una pepita.
In ogni caso, quando davvero voglio cercare oro e posso spostarmi, prendo il treno e parto io stessa, ma non per raggiungere i maometti che non hanno voluto spostarsi, che' quelli ormai non m'interessano piu'. E sapessi quante pepite s'incontrano lungo il viaggio. Basta solo avere l'occhio giusto.
Altra cosa che sicuramente avrai capito: di inviti cosi' non ce ne saranno piu'. Un'altra mia regola, oltre al fatto di non attendere piu' di mezz'ora, e' quella di invitare una volta sola.

Ma tu sei di ghiaccio: a domani, schiavo, ore 19 meno 5.

Meno 5 solo perche' avevi detto di essere impaziente e che 5 minuti prima sarebbe stato meglio.
Per questo motivo ho fotografato l'orologio esattamente alle 19 meno 5.
Era un gioco? Non era un gioco? Una verifica? Un esperimento? Una trappola? Un'occasione perduta?
Ormai non ha piu' alcuna importanza. A me e' servito per capire un po' la "tua pasta" che non si addice alla mia.
Pero' non e' che per questo non sarai bene accetto nel mio blog. Anzi... i tuoi commenti saranno sempre molto graditi.
:-) <----Ecco la faccina

Duval ha detto...

@ Carlos:
Mi hanno colpito alcune cose, tra cui l'utilizzo del termine "civettuolo". Mah... Mi sorgono sempre nuovi dubbi...

Sorrido:
"civettuolo" è nulla nel suo vastissimo e ricercato vocabolario italiano!
Mi sorgevano dubbi in quantità industriale ... ora non più.

Ad un Michel Onfray e un Eubulide di Mileto posso solo opporre il seguente Michail Bulgakov (da te citato):

"La notte aveva cominciato a coprire di un nero scialle i boschi e i prati, la notte aveva acceso piccole luci meste laggiù in basso, luci estranee, ormai indifferenti e inutili per Margherita e il Maestro. La notte aveva superato la cavalcata, si disseminava su di essa dall'alto e lanciava or qua or là nel cielo rattristato le bianche macchioline della stelle.
La notte s'infittiva, volava accanto, afferrava i cavalieri pei mantelli e , strappatili dalle loro spalle, smascherava gli inganni. E quando Margherita, avvolta dal vento fresco, aprì gli occhi, vide come andava mutando l'aspetto di tutti quelli che volavano verso la loro meta. Quando incontro a loro dall'estremità del bosco cominciò a uscire, purpurea e piena, la luna, tutti gli inganni scomparvero, caddero nella palude, affondò tra le brume l'instabile veste stregonesca."

@ Chiara:
Per farti capire meglio: come la "figa" (depilata o non depilata) per Duval. :-)

Hai messo la faccina ma la potevi risparmiare ugualmente.
Occorreva e occorre altro che una figa (intesa come le frattaglie là sotto) per abbagliarmi.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

"civettuolo" è nulla nel suo vastissimo e ricercato vocabolario italiano!

Ma no, dai... sono solo un'autoreferenziale autodidatta. :-)
Seriamente: tu lo sapevi che una caratteristica del mio popolo e' quella d'imparare bene le lingue? :-)

Kameo ha detto...

@ Rabbah :) sei una esteta tu Kameo. ora dipende in qual corrente ti inquadri. se aderi al cubismo difficilmente troverai uno che ti capisca hahahhaah.

Se fossi una cubista (intesa come ballerina sul cubo) mi capirebbero eccome! Invece sono sur-realista, una corrente che si avvicina molto a quella della tua amica Ev@ : sembra vicina ma non la raggiungi mai ;-)

carlos ha detto...

Klà scusami, o devo dirti anch'io "distinta signora", non ho proprio più tempo oggi, interverrò domani.

Mi raccomando il cagnolino.

Buona serata.

:)

carlos ha detto...

E no. Tutto, ma non Bulgakov, please. Il mio di cane è un trovatello molto sensibile, i veri bastardi erano i padroni precedenti che lo hanno abbandonato, forse maltrattato. Di prendere a calci i cagnolini proprio non mi va, però Bulgakov no.

Ti spiace, Klàra, se rispondo un attimo a Duval, poi devo proprio andare? A te risponderò domani, ma in parte ti ho già risposto e poi c'è sempre un post a parte.

Allora Duval... a parer mio, ma può essere che sbagli, l'intertestualità è qualcosa di vivo e di interessante quando non è limitata al mero citazionismo. Ciò va bene in esergo a un'opera, nella saggistica, assai meno in un testo letterario. Io, io stesso, che non faccio letteratura, me ne guardo bene. Ma ognuno ha i suoi vezzi e mi verrebbe da citare una vecchia Klàra un po' più umana, ma lasciamo stare.

Però ti sfiaffeggio lo stesso sul muso e ti sfido, Duval, perché i duetti mi annoiano e adoro invece i duelli, le tenzoni.

Bulgakov, no? Be', usiamo una chat e vediamo chi ne sa di più del Maestro e Margherita. Che te ne pare, Duval? La sfida vale anche per una signora russofila, ma credo abbia qualche fisima a saltar fuori da second life, se non per recarsi, magari, alla stazioncella sotto casa. E dico magari.

Vabbè, sono un Idiota a star qua adesso, non c'è niente da fare e devo proprio andare.

Duval, fammi sapere.

Klàra, credo di non averti mai, mai trattato come se tu non fossi una signora. Ne' ti ho mai detto apertamente che avrei accettato il tuo invito di cercatrice di pepite d'oro. Potrò scegliere anch'io? Non sono una pepita d'oro, almeno per te.

Grazie per la clemenza che mi usi, ma se invece ritieni che io mi sia preso delle confidenze sgradite non avevi che da dirmelo.

Ciao.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

usiamo una chat e vediamo chi ne sa di più del Maestro e Margherita. Che te ne pare, Duval? La sfida vale anche per una signora russofila, ma credo abbia qualche fisima a saltar fuori da second life, se non per recarsi, magari, alla stazioncella sotto casa.

Che pena...
Andiamo sempre peggio...
Le ruote da pavone, poi...
Non fanno per me.
Anche perche' i pavoni spesso sembrano tacchini.
Ti lascio a Duval.
E' sempre divertente vedere due galletti/ pavoni/ tacchini che fanno a chi si gonfia di piu'.
Io ne resto fuori.
Come dici tu avrei molti problemi a saltar fuori da Second Life e perderei di sicuro il - come lo chiami? - ah, si': il duello. :-)
Sono assai ignorante e tutte le mie nozioni le traggo da Wikipedia. Uso il traduttore per il russo e in realta' in vita mia ho sempre fatto la casalinga fingendomi una escort. :-)
Vedi, forse non ti rendi conto, ma dal 1999 di duellanti ne ho conosciuti a vagoni e sinceramente ne ho un po' "una gonfia", come si dice a Venezia.
Non duello piu' da tanto tempo. Lo ritengo un esercizio inutile, faticoso e persino ridicolo.
Ho di meglio da fare.

PS: mentre me ne vado a fare un giro, resta pure, usa pure il blog come se fosse casa tua e, quando hai finito, spegni la luce e chiudi la porta. :-)

Duval ha detto...

@Carlos:
Duval, fammi sapere

@Chiara:
Ti lascio a Duval.
E' sempre divertente vedere due galletti/ pavoni/ tacchini che fanno a chi si gonfia di piu'.


Nessuna intenzione di fare duelli, di dimostrare alcunché, di cadere negli sterili divertimenti di blog, forum ...

Tempi passati, ora potrei solo interloquire (non duellare) sul Milan.

Nello spazio di una mezza giornata sono passato dall'essere abbagliato solo dalla figa a essere un galletto/pavone/tacchino.

Vi lascio ai vostri affari.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Duval: Nello spazio di una mezza giornata sono passato dall'essere abbagliato solo dalla figa a essere un galletto/pavone/tacchino

Enno', dai. Non puoi usare due pesi e due misure. Tenere un tono confidenziale e scanzonato con me:

depilazione perfetta (nei dintorni della figa, secondo tue descrizioni saltuarie qui sul blog, anche troppo per i miei gusti)

E poi prendertela per le mie battute. Che' di battute si tratta ed e' evidente. :-)
Ho sempre messo le faccine! :-)

E poi non dubitavo che avresti rifiutato questa sciocca sfida. Mi avresti delusa se avessi accettato.

marco ha detto...

Uffa...Io invece ci speravo nel duello. Mi sarei anche offerto come padrino.
Ma non all'alba, al mattino preferisco dormire...(sbadiglio)...Comunque, dal momento che non si fa...(sbadiglio)...Cosa stavo dicendo? (ronf ronf ronf)

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Marco: Comunque, dal momento che non si fa...

Ma certo che non si fa!
Chi da molto tempo sta nel web (e mi riferisco a Duval), ha gia' assistito ampiamente a questi duelli, sfide, provocazioni a "chi ne sa di piu'", a chi "e' vero" oppure a "chi e' falso", e non ci casca piu'.
Sono atteggiamenti da galletti che devono costruirsi un'"identita", e devono farlo tramite la "competizione".
E Duval e' tutto meno di un galletto senza identita'. La mia era solo una battuta. :-)
Lui, come me, sa bene che chi ostenta troppo, nella vita ma ancor piu' nel web, lo fa per determinate ragioni che con la tua intelligenza riesci benissimo a comprendere. :-)

carlos ha detto...

Ecco, Duval si è offeso. Chiedo scusa da parte mia, era pura provocazione. Sterile magari. A me i duelli piacciono, soprattutto con quelli, come te, che si dimostrano signori. Scusa sul serio. Il Milan invece proprio no, non mi piace per niente.

Klàra, non te la prendere se ritieni che ho abusato del tuo spazio e ti chiedo scusa se ti ritieni offesa, o comunque se hai trovato sgradevoli le mie parole o il mio atteggiamento.

Si faceva per duellare con quella che credevo fosse una bella guerriera. Ma sono sempre stato pronto a porgerti la destra, e il destro. :)

Io con te non lo sono, offeso. E poi, in definitiva, ognuno risponde alla proria coscienza. Al proprio specchio. Per tacchino o pollo, o Duval o Spada o Chiaradinotte che sia.

Ora sì, spengo la luce. :)

carlos ha detto...

Ps a luci spente e bassa voce: i tre visi sono quello in alto del, come si chiama, template? Quello del disegno fatto da una mano nel tuo ultimo post. Quello che hai sostituito con una copertina di Playboy.

I tratti comuni te li ho detti mi pare. Li accomuna pure la nobiltà dello sguardo. Insomma, suggestioni forse.

Senti Klàra, poi, per tutto il resto, io, per me, la chiuderei qui questa cosa dell'invito. Tu ti sei fatta la tua opinione e io la mia. A meno che tu non abbia altre ragioni. Perché il conto dei dadi non mi torna e perché continuo a pensarti più elevata...

Boh, chi le capisce le donne... :)

La luce è spenta e shhhh... buona notte.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Klàra, non te la prendere se ritieni che ho abusato del tuo spazio e ti chiedo scusa se ti ritieni offesa, o comunque se hai trovato sgradevoli le mie parole o il mio atteggiamento

Le scuse sono sempre accettate, se sono sincere. In effetti alcuni atteggiamenti non li ho graditi. Non mi piace la competizione e neppure il giochetto del "dubbio instillato".
Vedi, tu mi conosci poco, ma in anni di frequentazione del web mi sono trovata decine di volte di fronte a scettici che, come te, mettevano in dubbio che non fossi straniera perche' usavo (ed uso) termini che non sono molto frequenti nella lingua italiana. C'e' stato chi ha messo in dubbio tutto di me, per il fatto che possedere un cervello pensante "non e' da donna" (secondo loro), e c'e' ancora chi oggi e' convinto che io sia un ragioniere brianzolo (perche' proprio ragioniere non lo so, ma tant'e').
Certi dubbi sono leciti, ma e' lecita anche la mia noia nel dover sempre fronteggiare le stesse cose.
Ad esempio, vedendo le connessioni tutte le persone che scrivono qui, io so benissimo se cio' che viene raccontato puo' essere in parte vero o e' una fandonia (se ad esempio qualcuno mi dice di abitare a Milano, ma si connette dalla Sicilia ed in Sicilia c'e' il sole che splende, non puo' raccontarmi di essere uscito e di aver preso la pioggia a Milano).
Non e' il tuo caso, vorrei precisarlo, ma avviene spesso che ci sia chi, nel web, s'inventa un personaggio, tuttavia mi guardo bene dal rivelarlo, se scopro incongruenze, e faccio finta di niente. Dopotutto che mi frega? Per me e' indifferente che quella persona sia siciliana o milanese. Com'e' indifferente che, nelle migliaia di blog che ci sono in giro, ci sia chi mette foto non sue spacciandole per proprie. A me non danneggia, non sono qui per impicciarmi dei fatti della gente, e se cio' rende felici queste persone, chi sono io per togliere loro questo piccolo, anche se sciocco, piacere?
Per cui, se hai dei dubbi su di me, chiedi pure e ti assicuro che ti rispondero'. Ma senza "messaggi trasversali" o atteggiamenti di "dico e non dico" che' sono cose che non gradisco.
Se invece vuoi delle PROVE, allora devi uscire da questo luogo ed entrare in un altro che io ed alcune persone qui presenti, che commentano e che "conosci" frequentiamo.
Pero' hai detto che le prove non t'interessano, giusto?

i tre visi sono quello in alto del, come si chiama, template? Quello del disegno fatto da una mano nel tuo ultimo post. Quello che hai sostituito con una copertina di Playboy

Ah, si'. Appartengono alla stessa persona. Pero', se la copertina di Playboy non ti piace, cambio la foto.

Kameo ha detto...

@ Carlos : (...) soprattutto con quelli, come te, che si dimostrano signori.

Hai detto bene, si DIMOSTRANO signori, ESSERLO è altra cosa ;-)

@ Klara
Sbaglio, o sulla copertina di Playboy vedo un UOMO?

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Kameo: Sbaglio, o sulla copertina di Playboy vedo un UOMO?

UOMO??????
Ok, dai, ho capito. La cambio. :-)

carlos ha detto...

Andiamo bene... neppure una faccina hai messo. Sei ancora molto arrabbiata con me. Mi spiace. Sì, le scuse sono sincere, mi capita di eccedere. Naturalmente nello spirito del blog. Ad esempio ero un po' pentito di aver parlato di muso per Duval, ho pensato che magari poteva prendere la cosa dal verso sbagliato. Voi vi conoscete a menadito, io forse era la prima volta che interloquivo con lui. Perciò mi pareva doveroso scusarsi. D'altronde è pure giusto che gli amici si spalleggino almeno un po' a vicenda, soprattutto se c'è di mezzo una figa troppo depilata. :)
Scherzo eh, se ancora posso...

Ma ti rispondo anche.
Non era competizione per me o, almeno, lo era nella misura di un incruento duello dialettico e situazionista. Poi l'ho visto incrudelirsi e non mi ha fatto piacere. Provocazioni mordaci. Sono ospite in casa d'altri, ho fatto la mia parte, mi scuso.

Il dubbio "instillato"? Io ho dubbi su tutto, in primis su me stesso. Su di te nutro molta curiosità, i motivi già li sai, già te li ho dichiarati. Non ho mai messo in dubbio il fatto che tu fossi straniera, a suo tempo, se a questo ti riferisci, dissi che era davvero eccezionale come scrivevi per essere straniera. Che male c'è?
Si riferiva al "civettuola"? Mi piace "studiare" il modo di esprimersi delle persone. Anche qui non vedo il problema. Posso pensare tante cose secondo i termini che usi, che dubbio avrei "instillato"?

Devo dirti che anch'io non amo troppo il linguaggio allusivo, soprattutto quando il duetto incrudelisce. Tu dici che è linguaggio d'amore in Ungheria (a proposito complimenti per la nuova sbrillucicante costituzione :). Da noi è anche quello della Mafia.
Se si allude in continuazione a me senza nominarmi, e sempre in negativo, alla fine finisco per stancarmi un po' e magari tracimare. Come detto, me ne scuso.

Non me ne importa un fico secco di smascherare l'identità di chicchessia, Klàra. Mi piace il tuo personaggio, te l'ho sempre detto, pure con le sue provocazioni e le sue asperità. E con le cose che non mi sono piaciute.

Il dubbio era un altro e già te l'ho esplicitato. E ancora ho il dubbio che tu non abbia tirato sù questo ambaradan dell'invito per il gioco o l'esperimento o so cosa di cui parlavi quando tutto sto ambaradan è iniziato. E siccome le condizioni nel frattempo non sono cambiate, tranne che per me derelitto, ancora una puntina di dubbio ce l'ho.

Vabbè, niente dubbi. D'ora in poi credero ciecamente. :)

Ok, niente messaggi trasversali. Se per caso qualcosa che ho scritto da me ti infastidisce, chiariamo pure. Io mi lascio influenzare o ispirare da tutto il mondo che mi circonda, anche da altri blogger.

Chiedo: le PROVE cosa sarebbero? Sì, ti dico subito che a me le cose iniziatiche non che mi facciano impazzire.

:)


Ciao, vado al mare.

Tra cenere e terra ha detto...

Hai scritto angoscie con la "i".

Ti sarà sfuggito, non è un dramma.
Non ti conosco, ma credo che la cosa possa darti fastidio, come ne ha dato a me.

A me ha dato fastidio perché la lettura di questo post mi aveva trasportato in un'altra dimensione, in uno stato di pienezza di sensi, che quasi sentivo il calore della tua pelle, ed aspiravo a pieni polmoni il tuo odore, inebriandomi della tua essenza, e danzavo al passo svelto del tuo animo, avendo tutti i neuroni impegnati a battere a macchina i pensieri e le emozioni che mi suscitavi nel frattempo.

Ecco, quella "i" mi ha riportato nel reale. Che disdetta !

Sorrido.

Non mi ha impedito però, e questa è la buona notizia, di cogliere una parte di te.


"Un'essenziale femminilità in continua trasformazione".


Come faccio a non seguirti, ora che ti ho scoperta ?

Passa dal mio blog quando e quanto ti va.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Tra cenere e terra ha detto...

Hai scritto angoscie con la "i".

Ti sarà sfuggito, non è un dramma.


e' vero. Ti ringrazio. In effetti mi era sfuggito. Ho provveduto a correggere e spero che adesso non dia piu' fastidio a nessuno. :-)

rossoallosso ha detto...

@Chiara
non centra nulla ma può farti piacere

http://casarrubea.wordpress.com/2011/04/20/la-quiete-di-budapest/

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Carlos: Sei ancora molto arrabbiata con me

Allora, qualcosa che prima di tutto devo dire, perche' non ci siano equivoci: la rabbia non fa parte dei miei sentimenti, come non ne fa parte l'entusiasmo smisurato, l'amicizia senza limiti, l'amore sconfinato, l'odio secolare, eccetera. Sono un essere semplice, oserei dire "monocellulare". Ho solo due tacche nel mio cervellino: ON e OFF. Interesse e disinteresse. E cio' vale nei confronti di tutto: libri, film, amici, amanti, profumi, vestiti, persone incontrate per caso in metropolitana e oltre.
Quindi stai sereno che' non sono arrabbiata.
:-) <---guarda la faccina

e PROVE cosa sarebbero? Sì, ti dico subito che a me le cose iniziatiche non che mi facciano impazzire

Da dove esce fuori 'sta cosa dell'iniziazione?
Ho detto che se ad esempio vuoi prove piu' dirette sul fatto che non sto sempre a consultare wikipedia quando discuto di argomenti, oppure se vuoi renderti conto che da questa parte della tastiera non ci sta un ragioniere brianzolo, oppure che posso essere assai piu'stronza di quanto appaia qui, ci sono luoghi, al di fuori di questo blog, dove le cose, le discussioni, e le stronzate le faccio in extemporanea.
Per informazioni: rivolgersi a Kameo. :-) <---seconda faccina


@ Rosso: Grazie per il link. Molto interessante e, ovviamente, condivisibile, almeno per quanto mi riguarda.

Kameo ha detto...

Per informazioni: rivolgersi a Kameo. :-)

Ah no! Se devo farti da segretaria, rivendico la paga sindacale. Che non si dica che le zingare sfruttano il lavoro minor...itario ;-)

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Ah no! Se devo farti da segretaria, rivendico la paga sindacale

Uff... sempre a chiedere aumenti. :-)

carlos ha detto...

Come la inizio questa risposta? Mi stai inibendo Klàra. Sai come inizierei? "Oddiomio, Klàra, come sei testarda. :)"
E invece mi pare non vada bene come inizio.
Proviamo ad andare al concreto e lasciamo stare il contorno, magari ci intendiamo meglio.

Io tutte queste cose che tu riferisci a me (ragionieri brianzoli, nazionalità ecc. ecc.) le prendo sul ridere. Chiaramente mi metto anche a pensare molto al perché tu questa e altre cose le riferisca a me in maniera più o meno diretta. Mi chiedo se sia pura idiosincrasia (troppo intelligente, ipotesi minoritaria), o se ciò abbia un fine. Ma io ho una testa piuttosto contorta.

Tralascerei dunque la parte meno interessante, quella del commercialista in Bovisa. L'ho presa come scherzo e ho rimarcato la tua essenziale femminilità. Per me una riprova di questa è stata una tua risposta nel mio blog. Non poteva assolutamente essere il modus di un maschio, per quanto genio possa essere. Poi ho pensato la stessa cosa in un'altra occasione, ma ora non ricordo quale. Se poi mi sbaglio, allora vabbè... Applausi, ragioniere.


(Segue...)

carlos ha detto...

Il dubbio che semmai potrei avere, vista mole, erudizione, qualità di pensiero e scrittura, è che Chiaradinotte sia un nome collettivo alla Luther Blisset. Ma è giusto per avere qualche dubbio, un dubbio per te lusinghiero.
Insomma di smascherarti non me ne frega un bel fico secco. Mi pare che tu ti compiaccia troppo di mettermi in bocca, in testa, pensieri, che non mi appartengono. Vabbè, credo tu sappia che anche alcuni tuoi atteggiamenti non li ho graditi. In alcuni casi non ne capisco bene il fine. Per il momento. Se hanno un fine, poi. Perché a interpretare ci si sbaglia anche. E io sono uomo fallace.

Non dico questo per giustificarmi o discolparmi perché ognuno ha potuto liberamente farsi un opinione (ma chi però??). Io ho sicuramente difetti molto peggiori e tu ne hai potuto vedere solo un barlume.

Credo anche di avertele già dette fin da subito, cioè mesi fa, queste cose e di avertele anche ribadite. Lo faccio ancora. Ciò che mi ha fatto avvicinare a te e che a te mi tiene incatenato è la tua scrittura. In base a questa formulo la mia interpretazione (personale, soggettiva e dunque potenzialmente sbagliata), su questa mi faccio convinzioni e mi pongo dubbi. Infatti ti ho preso sul serio, pure se gioco fin troppo (fosse per me, e lo dico a malincuore, Ulisse sarebbe ancora mendicante).

Ti parrà strano, ma la cosa che trovo curiosa, ma che mi rincuora, è la comune piattaforma culturale che condivido con te su alcuni grandi temi che hai trattato, a volte fin nei particolari. Pure quelli del passato, che vado a spulciare. Mi fa sentire meno solo. E mi stupisce molto questa straordinaria aderenza di pensiero nel considerare certi temi. Cose che per te sono acquisite, e pure per me (nonostante il crogiolarmi nei dubbi). Lo stupore più grande dovrebbe essere appunto lo stupure. Credo tu faccia pure un'opera meritoria.

Questo non significa che non mi riservi anche il diritto di dissentire su contenuti, modi, toni... Se mancasse questo, direi ciao bella.

Mi viene poi tecnicamente naturale farmi anche delle domande su chi ci sia dietro questa scrittura. Cerco di immaginarmi una figura e in ogni caso mi interesso (click) al personaggio. Un personaggio a tutto tondo, come un'eroina dei fumetti. Ovviamente questo non può che destare oltre che ammirazione, anche quesiti, curiosità, dubbi. Poi dici di essere avvenente (cosa solo a te permessa, gli altri a tuo dire sono detestabili narcisisti o millantatori). E anche questo è un dato interessante (click).

Insomma, motivi ce ne sono, quindi tralasciamo pure l'orologio (a poker gli assi nella manica - tra l'altro già usati - non sarebbero validi, ma va bene, per te non era né partita né duello, niente) e passiamo a second life, ché immagino tu ti riferisca a questa
(fin dal principio dei Tempi?) quando inviti Kameo a farti da segretaria. Non so adesso, ma forse nel futuro ci farò una capatina, giusto per vedere com'è. Ma non credo di avere molto tempo da dedicargli e, poi, se si usa denaro, non fa per me.

Ps: Credo di non essere mai stato ironico in questa, perciò mi pare non vi sia stata necessità di faccine.

Una però, senza freccette, te la faccio, tiè. :)

carlos ha detto...

Ah... Kameo, non ti fidare, questa qua ti paga in scudisciate, se ti va di culo. Dai retta a me. :)

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Carlos: Vediamo di andare per ordine.

L'ho presa come scherzo e ho rimarcato la tua essenziale femminilità. Per me una riprova di questa è stata una tua risposta nel mio blog. Non poteva assolutamente essere il modus di un maschio, per quanto genio possa essere

Sarebbe carino, ed anche interessante, che dicessi a cosa ti riferivi. Lo hai affermato tu che il sistema del "dico non dico" non ti si addice.

Il dubbio che semmai potrei avere, vista mole, erudizione, qualità di pensiero e scrittura, è che Chiaradinotte sia un nome collettivo alla Luther Blisset

Intendi dire "piu' persone che gestiscono lo stesso nick"?
Beh, non so se prenderlo come un complimento o un insulto. Complimento perche', a quanto pare, non ritieni possibile che tutto questo possa essere contenuto in un'unica persona, e cio' mi fa capire che, qualora lo fosse, mi consideri intelligente come una moltitudine di persone.
Un insulto perche', dato che un po' mi hai letta e puoi aver valutato se cio' che scrivo e' coerente ed in linea con un'unica personalita', se hai ancora questo dubbio significa che mi reputi talmente sciocca da fare questo genere di giochini che io reputo da immaturi e persone con gravi problemi psicologici. Sia chi si sdoppia in varie personalita', sia chi si "riunisce" in un unico soggetto.
Ti ho gia' detto: se vuoi avere la prova che io sono sempre io e non "altri", basta che ti fai una "chattata" con me in extemporanea e sciogliamo ogni dubbio.
Purtroppo, pero', l'unico luogo in cui chatto e' Second Life.

Ti parrà strano, ma la cosa che trovo curiosa, ma che mi rincuora, è la comune piattaforma culturale che condivido con te su alcuni grandi temi che hai trattato, a volte fin nei particolari. Pure quelli del passato, che vado a spulciare. Mi fa sentire meno solo. E mi stupisce molto questa straordinaria aderenza di pensiero nel considerare certi temi

Non sei il solo. Altre persone prima di te hanno piu' o meno detto le stesse parole ed io, sinceramente, non so come possa accadere. Di sicuro non ho lasciato "cloni" in giro e forse questo fenomeno andrebbe analizzato riferendosi a qualcosa di psicanalitico: cioe' alla "proiezione".

Poi dici di essere avvenente (cosa solo a te permessa, gli altri a tuo dire sono detestabili narcisisti o millantatori)

Ah si'? Sicuro che io abbia scritto queste cose riferite a me? Cioe' che sono avvenente?
Di sicuro, se ho fatto una certa professione, brutta non posso essere stata, e se l'impegno e la costanza hanno fatto si' che restassi "in forma", anche oggi, dopo tanti anni, tanto male non dovrei essere. Ma, su questo punto, mi pare di aver sempre glissato. :-)

carlos ha detto...

Quando avrei detto che il "dico e non dico" non mi si addice? (Simile bisticcio di parole mai l'avrei tollerato!)
Ma davvero sono così contradditorio? Pensavo fosse uno dei miei tratti peculiari il trobar clus.

Che tu fossi intimamente ed essenzialmente femmina ricordo di averlo pensato qui, sono parole tue: "Forse stimolano qualcosa in qualche casalinga, disperata, insoddisfatta e magari repressa - come le chiamo io "the desperate housewives". A lei potra' anche far venire certi pensieri, forse perche' lo paragona a quello di suo marito, ed un membro giovane, si sa, e' sempre piu' grazioso di uno di un vecchio signore col culo flaccido. :-)
In ogni caso, lo ripeto, a me non disturba, Se ti va di fargli il nodo a mo' di cravatta e mettergli il doppiopetto fai pure."

Per la lingua, per l'atteggiamento, per i toni e per i modi.
(Il post comunque è "Fallocentricità").

Ma tu sei femminile, pur nelle tue mascolinità, probabilmente perché sei femmina. E pensare che un maschio abbia tirato su tutto 'sto popo' di magiara mi pare altamente improbabile. Anche perché mi viene da chiedermi: a chi giova? Insomma, semmai lo fossi, saresti un ragioniere coi baffi, ma pure un pazzo furioso. Magari anche genio, ma sempre pazzo.

Insomma sarò tonto io, ma tu potresti benissimo essere quello che dici di essere. Perché no? Poi, ovviamente, considero Chiaradinotte un parte di te, una tua proiezione. In definitiva un personaggio. Spero tu non te ne abbia a male, lo faccio anche con la spadachecanta.

Non ho mai detto di aver pensato che tu sia un nome collettivo. Ho detto che al limite, per i motivi che ho addotto, si potrebbe pensare questo. Ovvero, io credo no, per i motivi che tu stessa adduci: l'unità stilistica, anche negli afflati più intimi, è sempre perfettamente coerente. Eppure, in linea teorica, si potrebbe pure fare. In tante hanno impersonato Cleopatra, Lucrezia Borgia, Violetta. :)

carlos ha detto...

Boccio anche l'altra cosa dell'attivista politica, che avevo letto una volta. Certo veicoli idee, ma troppo cervellotica sarebbe la cosa, oltre che tutto sommato marginale nella tua "produzione". E poi, stessa domanda di prima, a chi gioverebbe? Alla sinistra forse? Ma no, ma no.

Che altro c'è ancora?

C'è solo che ho la sensazione che dietro questo tuo Guerra e pace ci sia "anche" un'altra verità, che tieni celata e che non rivelerai mai, neppure in second life.

Comunque ci verrò a farmi una chattata, anche perché ti devo chiedere informazioni che esulano dai nostri rispettivi "personaggi".

Invece non ti ho capito quando parli di cloni e proiezioni. Se vuoi sii più Klàra. :)

Ma forse anch'io non sono stato chiaro. Era per dirti che ti ho trovato straordinariamente consonante (in linea teorica, perché la coerenza si sa...) riguardo a certi temi: rapporto di coppia, gelosia, religione, ecc.

Poi, all'inizio, certi tuoi "atteggiamenti", pur ritenendo giuste le ragioni di fondo, li trovavo spesso massimalisti, esacerbatamente provocatori. Ora mi sono fatto invece un'idea un po' diversa. :)

Sul fatto estetico: è chiaro che presenti potentemente questa immagine di te. Ne avrai ben donde, che so io, si vedrà in second life. :)
Ma non lo fai in maniera volgare.

Dici appunto, abbastanza di frequente, che se hai fatto un certo qual mestiere, di conseguenza... Sai, si nota anche, come dire, un cicinin di compiacimento in tutto ciò. Ma pure altrove.

(Ha glissato lei. Ti risponderei come Totò potessi prenderti per un gomito. :))

Quello che mi chiedo io è questo: c'è qualcosa di male nel compiacersi un poco? E, se a farlo è un maschio, perché deve essere per forza catalogato come un animale da cortile? Perché gli uomini spesso hanno definito voi bellocce come oche, galline, pavoncelle ecc. ecc.?

Hai, a volte, anche modi di pensare marcatamente maschili, in un "amabile" ribaltamento dei ruoli tradizionali che ami molto fare. Ultrà femminista, ma anche antica, o all'antica, come preferisci. Con un'idea sulle cose che mi pare molto "mediatica".

Insomma è dura...

Be', mi pare di essere stato abbastanza chiarareferenziale pure stasera. Buona notte.

:)

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Carlos: Quando avrei detto che il "dico e non dico" non mi si addice?

Il significato era questo, anche se le parole esatte non le ricordo. Lo dicesti quando parlasti di linguaggio mafioso.

E pensare che un maschio abbia tirato su tutto 'sto popo' di magiara mi pare altamente improbabile.

Improbabile?
Io direi piu' "superato dagli eventi".
Era un equivoco sul quale mi piaceva giocare tanto tempo fa e su questo hanno discusso per anni nei vari forum.
Purtroppo, ultimamente, mi sono "lasciata andare" un po' troppo e qualcuno ha avuto l'immensa "fortuna" di poter verificare. Cio' ha fatto girare le voci e oggi l'universo mondo si divide in questa eterna contesa filosofico-esistenziale da cui dipende il destino dell'umanita'.

Poi, ovviamente, considero Chiaradinotte un parte di te, una tua proiezione. In definitiva un personaggio

Qui, invece, posso risponderti con sincerita' e senza iorinia. Cio' che leggi e' cio' che sono. Nessun costume, nessuna maschera, nessun sdoppiamento di personalita', nessuna recita se non quando palesemente annunciata. Per rendertene conto, pero', capisco che non possa bastare leggere un blog.

non ti ho capito quando parli di cloni e proiezioni

Intendo dire che quando senti concomitanza di idee, pensieri, emozioni, eccetera' con qualcuno che non conosci - come accade di solito nel web -, molto spesso e' perche' "proietti" te stesso sull'altra persona. Quello che vedi non e' l'"altro", ma solo una proiezione di te stesso.
Si deve stare molto attenti a questo meccanismo; accade spesso quando, come dici tu, si fanno vivere i "personaggi". Siccome lo fai tu, credi che lo facciano anche gli altri. Quando invece agli altri di dar vita a dei "personaggi" non interessa niente.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Carlos: li trovavo spesso massimalisti, esacerbatamente provocatori. Ora mi sono fatto invece un'idea un po' diversa

Noto che abbiamo un modo diverso di comunicare. Io, quando dico qualcosa, do anche una spiegazione. Tu, invece, ti fermi e lasci come dei puntini di sospensione. Forse vuoi che la ti si chieda la spiegazione?
E' un dettaglio che ho notato in moltissimi tuoi commenti. "Dici e non dici" e se non ti si chiedono spiegazioni tu non le dai.
Non ti interessa farti comprendere nel piu' breve tempo possibile? Non lo ritieni un valore quello della comunicazione "comprensibile"?
O forse per te non e' tanto importante comunicare quanto, invece, masturbarti mentalmente col tuo personaggio? Magari facendogli recitare la parte di colui che non deve chiedere mai, ma a cui gli altri tutti devono chiedere sol anche per comprendere?
Riesci a capire la differenza? Trovi ancora "concomitanza" e "similitudine" fra me e te?

Sai, si nota anche, come dire, un cicinin di compiacimento in tutto ciò

Non mi piace buttare via il mio tempo. Se mi prendo la briga di curare il mio corpo e il mio aspetto e' perche' voglio che quel cicinin di compiacimento sia motivato. :-)

c'è qualcosa di male nel compiacersi un poco? E, se a farlo è un maschio, perché deve essere per forza catalogato come un animale da cortile? Perché gli uomini spesso hanno definito voi bellocce come oche, galline, pavoncelle ecc. ecc.?

Il contesto in cui tutto cio' si svolge fa la differenza. Se avessi un blog intitolato "la figa che urla", riempito di foto del mio corpo, oppure della mia frenetica attivita' sessuale, forse comunicherei qualcosa di diverso rispetto a quello che invece, credo, tu recepisci.
La mia vanita', come puoi valutare, si esprime seguendo "altre vie", in cui il corpo, l'aspetto e la frenetica attivita' sessuale, sono solo marginali, non essenziali.
Inoltre, non dico che ci sia qualcosa di male nel pavoneggiarsi. Dico solo che i "pavoni" A ME interessano poco o nulla. Esattamente come interessa poco o nulla chi ha un basso quoziente intellettivo.

Hai, a volte, anche modi di pensare marcatamente maschili, in un "amabile" ribaltamento dei ruoli tradizionali che ami molto fare. Ultrà femminista, ma anche antica, o all'antica, come preferisci

Non e' un segreto. L'ho scritto io stessa di avere atteggiamenti esasperati che ribaltano i ruoli. Ma non perche' mi sento "maschio". Solo per provocare alcune reazioni interessanti. :-)

carlos ha detto...

"Linguaggio mafioso".

Mi viene da ridere, scusa, ma non ci si dovrebbe scherzare in effetti...
Ma sì, ricordo di aver fatto un accostamento un po' ardito, ma era solo per ribatterti che il modo di parlare figurato, metaforico, allusivo, il dire a suocera per che nuora intenda, era cosa non troppo rara. Tu avevi parlato una volta in maniera molto delicata e bella del linguaggio d'amore d'Ungheria, io ti ho rammentato che certi linguaggi allusivi, certi messaggi trasversali si possono usare nei contesti più diversi. Magari pure in un blog. Però chino il capo e me lo cospargo di cenere. Senza se. :)

E porca miseria, hai fatto bene a esserti "lasciata andare" un pochino pure tu. Pagliuzze d'oro come ornamenti? Scherzo, anche gli archi migliori a stare troppo tesi si spezzano.

"Nessun costume, nessuna maschera, nessun sdoppiamento di personalita', nessuna recita."

Bene, allora sei anche una "persona" a tutto tondo, direi perfetta (Santa subito!), e il tuo blog ti rappresenta completamente e totalmente. Anch'io credo di essere sincero, anche se sono reticente circa i miei dati personali. Però resto pirandelliano, nel senso che sono uno, nessuno e centomila.

Amo Pirandello, anche se Pirandello come persona mi sta un po' sul culo. Non so se m'intendi, o mia discorde? (Mi sto sforzando di non citare con te, ma non ce la faccio).

"Cloni e proiezioni".

Ancora non ho capito, scusami. Cosa faccio io? Faccio vivere i personaggi? Cioè?
Per quanto mi riguarda, e parlo per me, ti ripeto ancora che ho trovato, provando stupore, alcune mie idee e convinzioni meravigliosamente espresse da te. Non te la prendere, nessuna proiezione.

Se mi parli di emozioni invece, be'... A volte le faccine dicono e non dicono, poi io sono impulsivo certe volte, che ne so se ti ho proiettato. Una delle cosa che spesso cerco di fare è quella di farti ridere. Perché ti immagino sempre con le labbra serrate all'ungherese, che manco si increspano. :)

A volta mi capita di aspettarmi una certa risposta e spesso ci prendo, anche se non sempre, anzi alla fine mi hai preso pure a nerbate. :(

carlos ha detto...

"Riesci a capire la differenza? Trovi ancora "concomitanza" e "similitudine" fra me e te?"

A volte penso proprio che sia tu a proiettare, non me ne intendo, eh... Come si dice: transfert? No, no, Klàra, te lo dico e te lo ripeto, io e te caratterialmente mi sembra che siamo diversi anzichenò. E poi non sono mica massimalista io. :)

L'ho detto e lo ripeto ancora una volta: tu sei perfetta. Io che c'entro? Ti sembro perfetto io? Devo elencare tutte le mie magagne?
Vale la risposta che ti ho dato sopra e sempre. Non basta? Una fettina del mio "personaggio" la vuoi? Con limone, alla russa. :)

Alla fine è per questo che sono mancato all'appuntamento sotto l'orologio del Tokaj, una questione di inadeguatezza. Ma tu lo sapevi fin dal principio e sei stata tanto crudele! :)

"Se mi prendo la briga di curare il mio corpo e il mio aspetto e' perche' voglio che quel cicinin di compiacimento sia motivato. :-)"

Si nota, sai? Un pochino si nota. Davvero. Sarò l'unico depravato, vizioso, fallocrate che si lascia molestare sulla metro, che l'avrà notato? :)

"La figa che urla".

Dico e non dico. Se ti riferisci a me io ti rispondo: io non mi pavoneggio, parlo di sesso e della persona che conosco meglio, cioè io. Mi mostro per quello che sono, ombroso. Tu puoi vedermi in un modo, altri o altre la possono vedere in maniera diversa. :)

Tu magari pensi di essere vista da tutti come l'indomita paladina dei diritti di poveri e diseredati. Ma ci saranno anche quelli che invece si buttano a pesce sui tranci più... "civettuoli". Gioco con le parole. Ti ho espresso altre volte in maniera non ironica uguale concetto. Detto e ribadito. Sei intelligente, un'ottima penna, sei impegnata, sei libera e bella, seducente, gnocca, sexy, chi più ne ha più ne metta. Mi dai anche dei brividini letterari. Un unico difetto: sei troppo perfetta. :)

"Esattamente come interessa poco o nulla chi ha un basso quoziente intellettivo".

Che fai continui con 'sto dico e non dico? Ebbene sì, sono un tonto, un perfetto idiota. Va bene così? :)

"Solo per provocare alcune reazioni interessanti".

Lo fa molto spesso. Questa credo sia una grande risposta, pensa che io le davo un carattere più generale. Ma forse, visto che sono idiota, proiettavo.

:)

Duval ha detto...

Leggere i dialoghi Carlos-Chiara è un pò come andare a vedere "La corazzata Potëmkin" al cineforum Cavour, quando fuori piove ...:))

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Allora Carlos... ho letto i tuoi ultimi due commenti e credo di non essere stata abbastanza chiara.
Colpa mia, quindi mi scuso e cerco di spiegare meglio.
Non mi piace il sarcasmo. Soprattutto quando c'e' da parte mia tutta la disponibilita' a dialogare in modo aperto e sincero.
Cio' che mi da' fastidio e' che si entri in casa mia e si critichi l'arredamento oppure il gusto con cui l'ho arredata, etichettando molte cose in bella mostra come paccottiglia.
Anche se fosse vero - se fosse tutta paccottiglia - dato che non e' un negozio e non la devo vendere, nessun ospite puo' permettersi di fare certi apprezzamenti. Figurati se, poi paccottiglia non lo fosse... Immagina se qualcuno, ospite in casa tua, di fronte ad altri ospiti si mettesse a dire, con battute sarcastiche, che il Renoir che hai in bella mostra sulla parete, in realta' e' una copia fatta in Cina acquistata per 10 euro al mercatino sotto casa quando tu, invece, sei certa che' e' autentico.
Stai pensando che sono troppo ermetica? Che ancora non mi sto spiegando bene? Non hai capito cosa mi abbia dato fastidio?
Ebbene, allora ti dico che l'aggettivo "perfetta" che hai infilato qua e la' riferendoti a me, non e' gradevole. Strideva con un commento che voleva "apparire" cortese, ma che cortese non era.
Non ho ancora capito perche' continui a considerarmi, piu' che un'interlocutrice, una competitrice. Ti assicuro che non sto gareggiando, ma pare che tu questo fatto non riesca a comprenderlo. E' strano.
Guarda, te lo dico con tanta sincerita', non mi piacciono i sermoni e sicuramente non ho le competenze, ne' il desiderio, per insegnare a te come devi comportarti, percio' non percepire le mie parole come fossero un'accusa, ma non mi considero perfetta esattamente come considero di aver arredato la mia casa secondo il mio gusto. Un gusto che non e' perfetto, ma forse, in mezzo a tanta imperfezione e cattivo gusto, il "Renoir" e' autentico.
Non mi e' piaciuta neppure la frase "Tu magari pensi di essere vista da tutti come l'indomita paladina dei diritti di poveri e diseredati".
Vedi, io non penso proprio niente. Cosi' come mi leggi, io sono. Vera, falsa o paccottiglia, se a te sta bene ammirare il mio Renoir (e a quanto pare, visto che sei ancora qui, ti piace molto), allora ti siedi e lo ammiri. Sfotterlo, come ho detto, non e' segno di buona educazione.
Non mi piace perdere tempo e siccome non ti considero una persona stupida, prima di proseguire vorrei capire cosa in realta' vai cercando: se davvero vuoi dialogare col desiderio di comunicare e conoscere, o se invece vuoi solo dimostrare di essere un grande intenditore di "Renoir".
In tal caso, prima di esporti, assicurati almeno che quel Renoir sia davvero un falso.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Leggere i dialoghi Carlos-Chiara è un pò come andare a vedere "La corazzata Potëmkin" al cineforum Cavour, quando fuori piove

Puoi anche cambiare cinema.
Nessuno ti rimborsera' comunque il costo del biglietto, dato che non hai pagato nulla. :-)

Duval ha detto...

@Chiara:
Puoi anche cambiare cinema

Mi ero preparato al peggio, molto peggio. Ti sei proprio rammollita!

Dove è finita la Chiara che mandava a fanculo per molto meno? :)

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Dove è finita la Chiara che mandava a fanculo per molto meno?

Se proprio vuoi ti accontento. Posseggo un vasto vocabolario di termini adatti che potrei usare...
E' un bel tomo. Bossurato e pesante.
Anche se Xtc mi ha suggerito un modo nuovo per usarlo (il vocabolario). :-)

carlos ha detto...

Che palle che sei però, Klàra. Hai ragione, forse mi prendo troppe confidenze e uso un linguaggio poco consono, come in questo incipit.

Mi trovi oltraggioso. E in realtà non ti accorgi o non vuoi accorgerti che io mi curo di te. Qui però bisogna evidentemente spiegarsi meglio, sforzarsi di essere più monocellulari possibili.

Mi curo di te nel senso:
- mi piace leggerti per i motivi che ti ho sempre esposto.
- mi piace farlo anche in maniera emozionale. Essere monocorde non è nelle mie corde.
- Prendo il tuo "massimalismo" e certo tuo modo iperbolico o estremo come provocazioni. Ora riesco a dargli un senso, ma interpretandole posso pure sbagliare.
- A mia volta ti provoco, perché mi curo anche del tuo lato caratteriale ed emozionale, e perché si possono ottenere, come tu dici, reazioni interessanti. Perché dalle contese, specie se sono leali e alla pari, si possono anche ottenere buoni frutti.
- Sono interessato a come uno si rappresenta. Poi molte delle cose che dici mi trovano d'accordo, altre meno. Esprimo, se capita, il dissenso. Ora non mi sembrerebbe carino e interessante fare confronti, dire: e tu allora come ti comporti? C'è anche gioco da parte mia, non competizione, e volentieri andrei oltre. Vedi Klàra, sono interpretazioni, io accetto le tue, mentre tu rigetti le mie. Come prendere l'ironia per sarcasmo. Chi giudica sul chi e sul quando?

Insomma, se casa tua fosse monocorde, schiacciata sul tuo pensiero unico, sarebbe un luogo poco carino e interessante.

Vorrei che ogni tanto tu facessi con me come fai con tutti gli altri. Se dico paccottiglia puoi estrapolare come in genere fai e chiedermi ragioni, e io sarò sempre lieto di darti le mie spiegazioni. Saranno magari spiegazioni terra-terra, però sincere. Sempre che ci sia un interesse vero a capire il punto di vista di un tuo commentatore.

Insomma con i "come se" non si rende giustizia alla comunicazione. Ti rispondo sempre puntalmente e credo di essermi "aperto" forse più qua che non nel mio stesso blog, che tu col tuo sarcasmo abborrisci tanto.

Comunque, te l'ho già detto, è appunto casa tua e la mia testa è a tua disposizione...

Se poi dico perfetta è perché pare che tu tale voglia apparire. Nessuna antifrasi. Magari candida ironia, come si evince dal contesto. Ovviamente per me non è così, anzi, certi tuoi "atteggiamenti" mi stanno francamente sul culo. Questo non si può neppure accennare?

Ironia, sarcasmo, sfottere, essere sardonici non credo che siano caratteristiche solo mie. E di sicuro non sono le uniche. Così come il pavoneggiarsi, in maniera più o meno scoperta.

Quanto all'educazione, alla cortesia, ognuno può farsi la propria opinione. Io sto lì buono buono come la Maddalena.

Ti ripeto uno dei tuoi atteggiamenti per me meno gradevoli: instillare, mettermi in bocca parole mai pronunciate. Non ho mai detto che il tuo Renoir, il tuo Guerra e pace è un falso. Mai detto e mai pensato. Come hai detto è ormai roba vecchia. Oh... l'hai detto tu, eh.

Per ultimo: io non intendo dimostrarmi un esperto, io intendo mostrarmi, molto semplicemente, per quello che so di essere.

:)

Ps: se giudichi ancora "obliquo" pure questo mio commento, alzo bandiera bianca. Più diretto di così non riesco. :)

carlos ha detto...

Duval: in effetti la corazzata Potëmkin non sono mai riuscito a vederla, se non qualche celebre spezzone. Ha fama di essere piuttosto noiosa e qui piove sul serio da giorni (come si evince). A parteciparvi invece non mi annoia per niente, anzi. Sarà che ho un debole per la protagonista, mentre lei mi detesta. :)

carlos ha detto...

Mi intrometto ancora, perché forse la mia risposta è stata diretta sì, ma non completa.

Mi è venuto in mente rileggendo gli ultimi e i primi commenti duvaliani. E le tue risposte.

Con me hai invece parlato di cortesia. E' termine anche questo ormai vetusto, tanto da apparire spesso ormai in "disuso". Eppure, come spesso ti capita, tocchi il punto giusto. Quella mia è anche una corte. Ti seguo consenziente o dissenziente, ma comunque ammirato. Mi spiace se spesso la mia ti risulta dissonante o sgraziata. Ho i miei limiti.

Se ti dicessi che da ragazzino avevo spento una sigaretta nel cono gelato (quasi finito) di una ragazzetta che mi piaceva un bel po'?

Non faccio più gesti del genere, però posso capire chi ci rimane un po' male (chi parla di cineforum Cavour), se in risposta a dei complimenti bellissimi (e meritati) riceve come risposta: "Non credo tu sia il solo a leggere quello che scrivo e l'unico interessato alla mia autoreferenziale femminilita'."

Il senso della battuta sulla figa depilata o meno secondo me sta proprio nel cercare di ottenere una bella scudisciata in cambio. Sempre meglio del gelo, della tiepida condiscendenza. Ma tu neghi anche il vaffanculo.

Farai bene, farai male? Avrai di sicuro i tuoi motivi.

:)


Ps: queste tue paroline da inserire qua sotto per non inficiare il commento stanno diventando sempre più... vezzose.
L'ultima verifica parola un mezzo tuffo al cuore, n'è venuto fuori quasi il nome di una mia ex fidanzata (Aspasia nel mio blog). Vabbè, cose autoreferenziali davvero. Ti lascio, spengo luce e gas? :)

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Carlos: Che palle che sei però, Klàra

Si'. Ero assai meno noiosa quando mandavo a fanculo per molto meno.

Mi trovi oltraggioso

No. Per niente oltraggioso. Direi piu', in certi momenti, "falso cortese". Ma sono momenti discontinui. Non sempre lo fai. Lo fai solo quando sei "seccato" per qualcosa e forse temi di non essere piu' tu a "dirigere" l'orchestra.
Adesso, ad esempio, con questi ultimi commenti, sei ritornato sul binario giusto. Ti dico come la penso. Posso anche sbagliare, ma secondo me tu "azzardi" con le provocazioni fino a quando capisci di aver raggiunto il limite. Poi ti ritrai temendo che l'altra persona si scocci davvero e ti mandi a fanculo. Hai una buona capacita' di percezione. Senti il pericolo e ti riallinei.
Salvo poi continuare come al solito una volta che l'altra persona si e' nuovamente rilassata.
Vedi? Mi sono costruita un bel film e ti ho messo come protagonista. Non sei contento?

Ora non mi sembrerebbe carino e interessante fare confronti, dire: e tu allora come ti comporti?

Mi comporto mantenendo gli spazi. In casa mia dico e faccio cio' che mi da' piacere, ma non vado in casa di altri a sfotterli.
Eppure sapessi quanti luoghi ci sarebbero dove potrei andare a ridicolizzare (a ragione) la gente...
Un blog e' un'espressione di noi stessi. Ciascuno e' libero di fare cio' che vuole e crede, basta che rispetti la "netiquette" (termine obsoleto e in disuso) e la cortesia. Io credo di rispettare le regole. Se per caso non lo faccio, allora fai bene a criticare e a mostrarmi dove sbaglio.
Non mi pare di essere entrata in casa tua a mettere in dubbio cio' che raccontavi. Per qualche post ti ho anche seguito ed ho commentato credo con correttezza. Ed ho evitato persino di rispondere a qualche palese provocazione di qualche tuo/a ospite.
Si'. Decisamente ha ragione Duval: mi sono proprio rammollita.

nsomma, se casa tua fosse monocorde, schiacciata sul tuo pensiero unico, sarebbe un luogo poco carino e interessante

So che non e' cosi'. Nonostante possa apparire una specie di tiranna, so essere assai liberale e so che tutte le persone che mi leggono e commentano (persino i troll piu' imbecilli), hanno il diritto di esprimere la loro (i troll solo per due volte).
A casa mia (e intendo la il luogo reale dove vivo) si fa cosi'. E ti assicuro che e' assai piu' complicato che gestire una decina di commentatori.
In ogni caso, ripeto, se un luogo non e' per te interessante, puoi evitare di frequentarlo, ma non permetto a nessuno di entrare qui a dire gratuitamente che cio' che scrivo e' paccottiglia.
Lo puo' essere dal punto di vista stilistico; posso avere una prosa noiosa, pedante, ampollosa, ma dubitare dei contenuti quando cio' che dico e' di essere una contadina mi pare eccessivo.
Esistono anche le contadine.
Esistono anche le zingare.
Capita che una contadina zingara studi e si laurei.
Capita anche che, a volte, una contadina zingara faccia la modellina (di poco conto non la top model) e pure la prostituta.
E capita anche che, una volta smesso il mestiere, se ne ritorni alle sue origini con tutto un bagaglio di esperienze.
Vivendo si fa esperienza, sai?
Dove sta la "roba incredibile" che ha bisogno di verifiche altrimenti e' paccottiglia?
Neanche avessi detto di essere la nipote di Mubarak!

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Carlos: Se poi dico perfetta è perché pare che tu tale voglia apparire.

Sbagliato. Io vorrei apparire cio' che sono. Ne' perfetta ne' imperfetta. Solo cio' che sono.
E' ovvio che della perfezione ne faccio un modello. Un obiettivo, se possibile, da raggiungere.
Oltre a tutte le cose che ho detto sopra a proposito delle contadine zingare, capita anche che esistano le perfezioniste. Non perfetta, dunque, ma perfezionista.
In poche parole: una vera rompipalle!

Così come il pavoneggiarsi, in maniera più o meno scoperta

Sai che ormai non riesci a scrivere un commento senza mettercelo dentro questo fatto del pavoneggiarsi? Secondo me e' una cosa che ti ha colpito e su questo punto, fossi in te, rifletterei.

Se ti dicessi che da ragazzino avevo spento una sigaretta nel cono gelato (quasi finito) di una ragazzetta che mi piaceva un bel po'?

Mi viene in mente un bambino che a scuola (avro' avuto 6-7 anni) mi tirava sempre le trecce e mi infastidiva di continuo. Era logico (l'ho capito poi da grande) che fosse interessato a me anche se ero bruttina, magra, con gli occhiali. Pero' allora non lo capivo. Per cui, all'ennesima tirata di trecce, gli detti un bel pugno diritto sul naso.
Un solo pugno che ricordo ancora, perche' mi sembro' di affondare nella gomma piuma da quanto non mi costo' alcuno sforzo fisico.
E lo stesi.
Cadde a terra come una pera matura.
Tu non ci crederai, ma quel pugno fu la mia prima dimostrazione di forza nei confronti della prepotenza operata dal cosiddetto "sesso forte", cioe' dal maschio. Il risultato fu che ottenni il rispetto di tutti gli altri bambini (tiravo dei pugni mica male), e quel bimbo che mi tirava le trecce da quel giorno inizio' a guardarmi con occhi da pesce lesso.
Vedi... se quella ragazzina, in seguito al tuo gesto, il cono te lo avesse infilato in un occhio, forse oggi capiresti meglio il significato del termine "cortesia".

carlos ha detto...

Klara:

"Si'. Ero assai meno noiosa quando mandavo a fanculo per molto meno."

Il vaffanculo è spesso l'ultima risorsa. La mia testa sai sempre dov'è.

"Falso cortese".
Niente di più falso di quello che dici. Cortese quando cortese, oltraggioso quando oltraggioso. Molto dipende dal tipo di persona che ho di fronte, da come si comporta.
Tu piuttosto, con le tue false donne, le tue casalinghe disperate e le tue patenti di fallocrazia, pensi di essere stata sincera? Pensi davvero che tu nel mio blog sei stata provocata e non il contrario? Guarda che io non cancello niente. E' tutto ancora lì. E credo che tu sia stata trattata coi guanti bianchi. Da tutti.

"Forse temi di non essere piu' tu a "dirigere" l'orchestra."

Non ho di questi timori, semmai potrei averceli a casa mia (il mio blog intendo). Tu, che lo dici, invece?

"Vedi? Mi sono costruita un bel film e ti ho messo come protagonista. Non sei contento?"

E' il tuo film. Il mio è diverso. E per me, bella Klàra, è importante che io sia protagonista nel mio. Tu puoi sempre aspettare sotto l'orologio le tue pepite. Sei contenta? :)

"Non vado in casa di altri a sfotterli".

A casa mia sei venuta un po' a sfottere, spero per te non sia stato il motivo unico.
A casa tua io rispondo alle tue provocazioni, anche strafottenti. Ma è casa tua, la casa della (tua) libertà e puoi strafottertene quanto vuoi. Io non sono così, nella mia Suburra. Ma siamo differenti. Talvolta ho ecceduto, talvolta sono andato fuori strada. Ti ho chiesto scusa per questo e l'ho fatto sinceramente.

"So che non e' cosi'."
Tu ciò che dici da qui in poi non mi tocca Klàra, è tutto ciò che pensi che sia il mio di pensiero. Anzi, lo falsifica. Anche tu però non hai tagliato niente, in questo almeno siamo simili. Basta tornare indietro e rileggere. Poi ti ripeto, citami, riporta, come fai con tutti, il brano in cui io dico chiaramente che tu sei un falso. Non puoi farlo. Perché non c'è. C'è invece il contrario.

Esprimo stupore per la tua felicità di scrittura, per il talento, viste, anche e sottolineo anche, le condizioni non facili di partenza, che tu evidenzi nel tuo ultimo post (tra l'altro molto bello).

Senti Klàra, io non sono uno da bianco o nero, io sono uno che cerca di indagare nelle pieghe delle cose. Se questo ti dà così fastidio, basta citare il buon Masini. Ho buoni libri lì da me, ripeto, non solo l'Idiota. Io con te non l'ho fatto, ma questa è casa tua, con la sua netiquette.

"Roba incredibile, paccotiglia". Citami in maniera precisa, altrimenti non ti posso proprio prendere in considerazione.


(Seguirà...)

:)

Kameo ha detto...

"(...) Ed ho evitato persino di rispondere a qualche palese provocazione di qualche tuo/a ospite.
Si'. Decisamente ha ragione Duval: mi sono proprio rammollita."

Ci mancherebbe! Con tutto quello che abbiamo investito per la scuola di bon ton non ti farai influenzare da qualche zotico che non sa distinguere una signora da una "pescivendola" ( e non mi riferisco al mestiere della venditrice di pesce) ;-)

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Carlos: Tu piuttosto, con le tue false donne, le tue casalinghe disperate e le tue patenti di fallocrazia, pensi di essere stata sincera?

Dato che da questa parte non si "producono" film, fiction o reality, penso di si'. Anche se non ho capito bene a chi ti riferisci quando parli di false donne.

Pensi davvero che tu nel mio blog sei stata provocata e non il contrario?

Non da te. Tu, anzi, sei sempre stato corretto. Ma una provocazione da parte di qualcuno che ha commentato dopo di me l'ho colta, ma non accolta.

Tu, che lo dici, invece?

Stai confondendo la causa con l'effetto. Cioe' l'effetto e' che a volte sei seccato (come in questo caso), e a volte sei conciliante (come nel commento precedente).
Ma la causa di questa "altalena" qual e'?
Mi e' sembrato d'averla individuata in cio' che ti ho scritto. Cioe' sei seccato quando temi di "perdere" la regia, e ti riallinei quando temi di perdere la "controparte".
Se questo puo' essere legittimo in casa propria, secondo me non lo e' in casa d'altri.

E per me, bella Klàra, è importante che io sia protagonista nel mio. Tu puoi sempre aspettare sotto l'orologio le tue pepite. Sei contenta?

Ecco, in questa parte del commento, se lo rileggi, puoi vedere chiaramente cio' che ho cercato di spiegarti quando parlavo di "palese fastidio" con susseguente "scortesia". Lo vedi anche tu un leggero risentimento venir fuori, anche se poi alla fine c'e' una faccina?
Questo modo di controbattere, secondo me ma credo che concorderai anche tu, e' assai... indisponente e poco consono a una persona matura. Direi che viene mostrato molto il lato adolescenziale, come la sigaretta spenta nel gelato di una ragazzina.
Non che mostrarsi "adolescenti" sia qualcosa di brutto o sbagliato, in certi momenti puo' anche essere divertente, ma non lo vedo adeguato ad un contesto in cui c'e' "tensione" ed in cui si cerca di dialogare fra persone adulte. E' un modo di controbattere un po' istintivo, "uterino", che in fondo non porta argomenti ma alimenta solo la polemica, con scatti di rivalsa immotivati che fanno emergere in poche frasi cio' che davvero ha infastidito.

citami, riporta, come fai con tutti, il brano in cui io dico chiaramente che tu sei un falso

Non hai detto esplicitamente che sono "un falso". Questo non lo diresti mai. Ma hai ventilato il dubbio che lo fossi o che comunque non fosse vero quello che "vado raccontando". Lo hai fatto a tuo modo, sempre in punta di fioretto e non con la mazza ferrata, ma lo hai fatto.
La frase e' la seguente: "Mi hanno colpito alcune cose, tra cui l'utilizzo del termine "civettuolo". Mah... Mi sorgono sempre nuovi dubbi... Certo il metodo deduttivo è meno complicato, qualche vantaggio ce l'ha."

carlos ha detto...

(Segue... scusa l'interruzione, Klàra, ma ho avuto una visita e un impegno improvviso).

"Non perfetta, dunque, ma perfezionista.
In poche parole: una vera rompipalle!"

Se lo dici tu... :)))
Be', insomma, stimo in te la tensione verso la perfezione. E stimo il tuo coraggio nel cercare di costruire un'utopia. Poi io forse nella tua utopia non so se ci vivrei bene. La perfezione mi stanca. Resta il fatto che per me il tuo è proprio un gran bel personaggio, e che ti credo quando dici che cerchi l'assoluta aderenza tra persona e personaggio.

"Pavoneggiarsi".
Certo sei tremenda tu! Prendo atto della tua non risposta. Oltre al fatto che tu per prima hai introdotto più e più volte il concetto di animali da cortile. Ma andiamo oltre. Rifletterò, come rifletto su ogni cosa che dici. A me comunque sembra di essere molto critico verso me stesso (ne ho ben donde). Specie sulla mia iattanza dialettica, che a volte, come hai notato, non riesco a contenere. Se a quello ti riferisci hai le tue ragioni, se invece il riferimento avicolo è su altri aspetti credo che le tue ragioni si riducano non di poco.

"Vedi... se quella ragazzina, in seguito al tuo gesto, il cono te lo avesse infilato in un occhio, forse oggi capiresti meglio il significato del termine "cortesia".

Mah, che tristezza... credi davvero? Avrei imparato meglio il concetto di "violenza" semmai. E' andata bene così invece. Bene, insomma... Mica tanto bene. Lei mi subissò di improperi ben più duri di un cazzotto. E si fidanzò con un altro meno inibito e più sveglio di me. Ma non ci furono occhi di pesce lesso. E ora, dopo secoli in cui ci siamo persi di vista, c'è invece una bella amicizia.


Ps: Ma perché Kameo ce l'ha tanto col povero Duval? Che avrà combinato? E poi dice di essere timida... Urca! :)

carlos ha detto...

Klàra:

"Dato che da questa parte non si "producono" film, fiction o reality, penso di si'."

Dico e non dico? Stai dicendo a me? Proprio a me? Alludi forse? Instilli il dubbio?

"Anche se non ho capito bene a chi ti riferisci quando parli di false donne."

Più volte hai affermato che le donne che seguono in mio blog in realtà sarebbero maschi. Ti anche immediatamente risposto che avevo la prova provata che tu sbagliassi, almeno nel caso specifico. Poi, anche se mi accorgessi o avessi sentore di una qualche incongruenza me ne fregherei. Solo in un caso ho fatto qualche battutina in proposito a una nostra commentatrice. Ma benevola e pentendomene pure un po', dopo. Ognuno ha il suo "giocattolo" virtuale e io non ho intenzione di stare lì a fare le pulci a nessuno (sul tuo caso specifico risponderò tra poco alle tue obiezioni). Questo perché non voglio neanche prendere troppo sul serio tutto questo. Tu invece lo prendi molto sul serio, e dal tuo punto di vista farai benissimo.

"Non da te. Tu, anzi, sei sempre stato corretto."

Grazie per la tua correttezza nel riconoscerlo. Ho mostrato anche fermezza e diplomazia, perché poi dalle mie parti non ho voglia che nessuno si prenda a ceffoni. Ci sono molti posti migliori per farlo. E poi non capisco questa acrimonia, che, per quanto mi consta, era piuttosto unilaterale. Ossia tua. Eppure lo sai che mi sei stata molto simpatica comunque? Lo so, sono scemo a parlare di empatie con te, però ti ho già detto come mi sei sembrata. Se ti leggevo da una parte dello schermo mi parevi una Giovanna d'Arco risorta, con la sua bella armatura tutta luccicante, passione e acciaio affilato. Se invece di guardavo dall'altro lato mi sembravi la nipotina un po' rincitrullita di Attila. Sia in un caso, sia nell'altro ho constatato che almeno uno degli intenti era lo stesso. Sbaragliare e devastare il campo del nemico fallocrate. Mi sbaglierò.
Non ci trovo niente di male a guardare il fianco e le spalle della bella pulzella d'Orleans. Allo stremo. Ma alla nipotina barbarica una tiratina d'orecchie, pure per evitare guai peggiori, non potevo esimermi di fargliela.
Ciò che mi ha fatto piacere è che nessuno nel mio blog è caduto in basso. Nessuno credo. Poi l'esercito austroungarico ha risalito quelle valli... :)

Siccome tenderei sempre a vederti "perfetta" (nessuna ironia), mi sono chiesto il perché della tua asprezza esagerata. Mi sono pure chiesto se per caso non ci fosse qualche vecchia ruggine di mezzo.

"Ma una provocazione da parte di qualcuno che ha commentato dopo di me l'ho colta, ma non accolta."

A cosa ti riferisci, all'ultima che rispondeva alle tue di provocazioni dicendoti: potrei rispondere, ma lascio perdere?

E su, Klàra, da te mi aspetterei sempre consapevolezza e onestà intellettuale. E credo che tu sappia che, da parte mia, non c'è nessuna forca caudina che ti aspetta. A differenza tua, che ami approntarne di continuo. Come il giochetto dell'orologio. Ma dai...

(Segue ancora...)

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Carlos: (Segue ancora...)

Uh, mamma!
Ma e' una storia infinita.
Che devo fare? Rispondere? Non rispondere? Lasciar perdere?
Sinceramente preferisco dedicarmi ad altro. Sto scrivendo un raccontino (tutto falso e inventato) che mi sta impegnando un po'...
Quindi ok... mi ha presa per sfinimento. HAI RAGIONE TU!
Su tutto. Proprio su tutto.
Solo su una cosa non ti do ragione: quello che tu chiami il giochetto dell'orologio, non era un giochetto. O forse lo era, ma molto, molto serio.

carlos ha detto...

Klàra:
"La causa con l'effetto".
Questa cosa che io confonderei la causa con l'effetto non so proprio da dove la ricavi. Vabbè, comunque...

Mi hai già detto questa cosa della regia, ti ho già risposto. E tu continui, e poi non ti si può parlare di proiezioni o di transfert.
Cercherò di essere più chiaro possibile: il blog è tuo, ovvero, se film vuoi chiamarlo, tua è la regia. Io sono tuo ospite e non mi pare proprio che tu sia stata un anfitrione migliore di come lo sono io con te. E non puoi neppure, da me, aspettarti che mi comporti come una marionetta. Sei tu che non vedi l'ora di striarmi la pelle della schiena col rosso del mio sangue. Col tuo dileggio, altro che sfottò. C'è di buono che sappiamo anche acclarare le cose tra noi in maniera civile finora.

"Se questo puo' essere legittimo in casa propria, secondo me non lo e' in casa d'altri."
Ti ho risposto e aggiungo. Klàra, il film, se tale lo consideri, è tutto tuo. Tu hai invitato le persone a salire sul metro. Non puoi darmi colpe se nessun altro l'ha fatto. E alla fine non credo tu possa darmi colpe per la mia "venuta". Tu hai chiesto e io ho risposto. Se poi la cosa è "venuta" male, non ti è piaciuta, mi dispiace. Io intanto ho seguito la tua regia, ci ho provato, Klàra.

La tua regia mi voleva in quel di Tokaj o, meglio, intendeva espormi alla gogna in quel di Tokaj. Qualcosa ti aveva innervosito, a mio parere, e hai tirato fuori un tuo grande classico.
Ti ho già detto abbondantemente cosa ne penso in proposito. Non ho cambiato idea. Ma ho comunque seguito la tua direzione, perché è casa tua. Ma tu pare non ami il dissenso. E sei poco incline ad ammettere i tuoi "falli".

Poi delle mie di esagerazioni ed esacerbazioni, se così si può dire, ti chiedo ancora scusa.

"Seccato" e "conciliante".
Ti ripeto, Klàra, e ti prego di accettarne almeno una per buona e per sincera tra le mie risposte: dipende, magari anche dal mio stato d'animo, ma soprattutto dai contenuti, dai toni e dai modi in cui mi si rivolge il "regista". Mi sono fatto come l'impressione che tu, alla fin fine, ci godi un sacco a prendere a pesciolini in faccia i maschietti. E se ne trovi poi almeno uno che ti risponde sulla stessa identica linea, allora ti impermalosisci un pochino.

"Temi di perdere la "controparte".
Non temo di perdere la "controparte", e mi pare piuttosto riduttivo definirti in questo modo. I motivi per i quali sto qua lì sai, non vorrei stare a dirteli ogni volta. E sai che ti basterebbe una sola parola per non vedermi più. Se è quello che vuoi tu, se non è funzionale al tuo blog, se temi di perdere consensi e spasimanti di scudisciate, fai pure. Finora mi pare che tu mi abbia invitato a restare.

"Palese fastidio" con susseguente "scortesia". Lo vedi anche tu un leggero risentimento venir fuori, anche se poi alla fine c'e' una faccina?"
Macchè, ti ho proprio messo la faccina apposta. Pura provocazione. Oppure spiegami bene come funziona nella tua regia. Le tue sono intelligenti provocazioni e il mio invece è solo risentimento? Ma va là. (Si potrà dire ma va là oppure anche questo è "scortese", "risentito", "maleducato" verso una "signora"?)
Altrove posso avere ecceduto nella foga di una tenzone che tu non ammetti. Non qua. E' una semplice risposta a un tuo commento sulla "falsa cortesia", questo, cara la mia accecatrice di adolescenti: "Vedi? Mi sono costruita un bel film e ti ho messo come protagonista. Non sei contento?".
Ed era pure senza faccine, ne freccette, me tapino. :)

(Segue... ma che lungo che sono... poi spengo la luce se vuoi).

carlos ha detto...

"Questo modo di controbattere, secondo me ma credo che concorderai anche tu, e' assai... indisponente e poco consono a una persona matura."

Be', secondo te non concordo? E il bello è che nessun altro ha avuto il coraggio di venire a dircelo. Secondo me è di te che hanno paura. :)

Io poi, nel tuo blog, faccio anche altri interventi su altri temi (non solo su Chiara di notte vs. La spada che canta), ma quelli tu li snobbi quasi totalmente. E sai perché? Perché te lo impone il lato maschile della tua femminilità, quello che tu osteggi nei suoi più legittimi possessore, ovvero i maschi. Tu devi assolutamente vedermi solo in ottica maschio, o meglio schiavo, da letto. Poi sì, ogni tanto fai un accennino sulla mia intelligenza, comunque per te sottosviluppata e codarda. Ma è comunque poca cosa in confronto all'attenzione che hai dedicato a.
(Anacoluto voluto, lacuna da colmare a piacere).

"Direi che viene mostrato molto il lato adolescenziale, come la sigaretta spenta nel gelato di una ragazzina."
Parla lei, l'accecatrice di ragazzini, quella che ci prende gusto a dar cazzotti alla gomma piuma. Io almeno ho smesso. :)

"Uterino". Macché, a volte mi stai così... guarda non riesco proprio a dirtelo, che le cose te le dico de panza.

"Con scatti di rivalsa immotivati che fanno emergere in poche frasi cio' che davvero ha infastidito."
Klàra, per favore. Voliamo sopra gli "immotivati", che se qualcuno davvero ci legge si starà sganasciando dalle risate. Immotivati. Klàra, per favore, siamo seri.

E poi il tuo solito dico e non dico. Dimmelo tu cosa davvero mi ha infastidito. Visto che io te ne ho dette tante, te ne sei risentita, eppure non le hai neppure prese in considerazione.

Klàra, io non ho mai alzato un dito in vita mia su una donna. Però ti dico che la donna che mi stava riempendo di botte per due volte l'ho immobilizzata. Opponendomi cioè alla violenza senza la violenza, ma solo con la coercizione. (Ma prima quante me ne ha dato... Uh! Era proprio un maschio Aspasia e mirava al fegato).

carlos ha detto...

"Non hai detto esplicitamente che sono "un falso". Questo non lo diresti mai."
Grazie ancora, qualche volta forse mi capisci anche tu. E' vero, non lo direi mai, neppure se ne avessi le prove.
Non sono davvero interessato a una bassezza del genere.

"Un falso" e "vado raccontando" sono virgolettati totalmente tuoi, diciamolo pure. Non vorrei che. Io mi assumo semmai la paternità del virgolettato finale. E ti rispondo che non ho ventilato proprio un bel nulla. E invano Duval prima e tu poi vi siete attaccati al "civettuolo" e ai miei relativi dubbi. Bastava chiedere: che dubbi. E ti avrei risposto come poi ho sempre fatto. La mia analisi nel caso specifico era rivolta puramente al lessema da te utilizzato. Colto da me, assieme ad alcuni altri, come un "signal" di antichità trine&merletti, che fa molto pendant con la tua tazza di tè.
La cosa strana di te, tanto maschia per altri versi, e questa poi tua assoluta femminilità nel volermi più apparire nella forma, che nella sostanza. Ma io la forma non la discuto, pure se non l'ho mai vista. Se invece parlo della sostanza della tua scrittura in una maniera che a te non piace ti inalberi e subito mi tratti da smascheratore folle. Ma perché?
Poi però mi sono dato una buona risposta: sono stato sconsiderato a non aver tenuto nel giusto conto la tua sensibilità sull'argomento baffi del ragioniere. Eppure avevo leggiucchiato le parti iniziali del tuo percorso e sapevo cosa quelle evidenti merde ti avevano fatto passare. Non è questo, davero, credimi, il caso, però mi chiedo anche: perché ora, a bocce ormai fredde, se ci scherzo su io te la prendi e se invece lo fanno gli altri va tutto bene? Perché sono la recluta qua? Oppure perché tu fai delle deduzioni errate?

Perché io sai, te l'ho detto e ridetto tante volte, sono qua innanzitutto per la tua scrittura meravigliosa (poi tu naturalmente ci troverai del male anche in questo, come hai già fatto). In secondo luogo perché mi piace proprio tanto il tuo "personaggio" così splendente. Ti dirò ancora di più, e cioè che oltre che alla sostanza sarei curioso della forma. Ma questo è impedito, lo so, tranne che in second life. O forse nei tuoi giochi.
Mi devo accontentare di sentire il tuo carattere e i tuoi, buoni o cattivi, umori.

:)


Ps: il tuo conteggio commenti par dare fuori di matto. :)

Pps: meglio essere nipotina di Attila che di Mubarak. :)

carlos ha detto...

Klàra:
"HAI RAGIONE TU!"

Carlos:
"Ah... che sollievo!" Però sai che...

Ok, leggerò con piacere il tuo raccontino se lo pubblicherai.

Ok, la luce.

:)

marco ha detto...

A me la corazzata Potiomkin è piaciuto.
Film abbastanza corto...scene di massa...c'era anche una nave... ah beh, per forza, la corazzata...per niente noioso...già, un film per nulla noioso.

carlos ha detto...

Senti, Klàra, guarda che io l'ho presa sul serio questa cosa che mi dai ogni ragione. Ora mi viene un dubbio, l'ennesimo, non è che me la stai dando in senso gucciniano, la ragione? No, perché se no... :)

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Ora mi viene un dubbio, l'ennesimo, non è che me la stai dando in senso gucciniano, la ragione?

Cos'e' il "senso gucciniano"?
Beh... qualunque cosa sia, ti ho detto HAI RAGIONE!
L'avrai sempre, ok?
Per omnia saecula saeculorum.
Anche in senso gucciniano o comunque tu lo voglia chiamare.
Guarda, mi diverto piu' a scrivere racconti (oppure a viaggiare quando posso) che star qui a discutere su chi ha ragione. La ragione non mi porta alcun beneficio. Non mi fa guadagnare niente ne' dal punto di vista materiale, ne' da quello immateriale, mentre scrivere un po' mi piace. Quindi ti regalo tutte le ragioni del mondo, se ci tieni. Tanto, il fatto che tu l'abbia o non l'abbia, non mi cambia la vita. :-)

carlos ha detto...

Dai scherzavo, chissenefrega, no? In senso gucciniano: http://www.youtube.com/watch?v=NpB5xuJxufA&feature=related

:)

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Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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