giovedì 24 marzo 2011

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Della stessa materia di cui sono fatti i sogni

Decisa, entro in camera e apro la finestra. I suoni della notte e della campagna intorno sono come un bisbiglio continuo che preannuncia l’estate, mentre una brezza leggera scuote di tanto in tanto la soffice tenda di lino. Chiudo a chiave la porta. Chiunque, per entrare, dovra’ prima bussare.

Mi siedo davanti alla scrivania come per lavorare. Tolgo le scarpe, ma non riesco a trovare la quiete perche' ho dentro un languore che persiste. Lo conosco bene, quando s’insinua non se ne va, ma so anche come fare per liberarmene.

Mi sistemo meglio sulla poltrona e mi libero delle autoreggenti. La brezza che entra dalla finestra, come un sospiro, mi accarezza le gambe nude. Lascio salire la gonna fino a scoprire le mutandine. Con la mano ne sollevo l’elastico e con la punta delle dita mi liscio il pube. Un fremito mi scuote. Accendo il computer. Ad attendermi ci sei tu.

- Ciao. Finalmente sei arrivata.
- Purtroppo non so mai quando riesco a rendermi libera.
- Non ha importanza. Io sono qui solo per te.
- Lo so, e questo mi gratifica.
- Stai lavorando?
- Non direi...
- Che cosa stai facendo?
- Mi sono appena accarezzata...


Silenzio.

- Ci sei?
- Si’ sono qui... -
La tua voce e’ come un sussurro.
- Ti desidero.
- Anch’io.
- Lo facciamo?
- Si’.
- Aspettami. Saro' da te in un attimo.


Ancora un ultimo sforzo. Vado in bagno e prendo un asciugamano che distendo sulla poltrona, poi, mettendomi comoda, sfilo completamente le mutandine e le getto sul letto dietro di me. Nell’aria immobile della stanza, so che staro' ad ascoltare le parole che mi sussurrerai mentre, eccitata, arrivero' al piacere carezzandomi. Tu sei bravo a farlo. Forse il migliore di tutti. Sai come stimolare la mia fantasia per creare l’atmosfera giusta e rendere quel piacere piu’ intenso.

Inizio a toccarmi i seni. Mentre con le dita di una mano mi torturo dolcemente i capezzoli che, sensibili, divengono immediatamente piu' sporgenti e turgidi, con le dita dell'altra mi sfioro la fessura, con delicatezza, percorrendola con i polpastrelli in tutta la sua lunghezza e portando alla luce la clitoride, chicco indurito che, subito, inizia a irrorarmi il ventre di milioni di farfalle che battono le ali. Eccolo il piacere. Allargo le labbra gonfie di desiderio e ne accarezzo le pareti interne, morbide, imperlate del mio nettare che gia’ sprigiona il suo particolare aroma.

Lentamente, continuo a percorrere il perimetro del pube con tocco leggero. Solo di tanto in tanto affondo con un dito o due nella vagina. Ho il sesso talmente umettato che le mie dita scorrono senza trovare la minima resistenza, ma so che con una carezza appena accennata, fermandomi ogni volta che sento di essere vicina al punto di non ritorno, riesco a far durare tutto piu’ a lungo. Fingo persino di dimenticarmi dei vari gingilli che tengo nel cassetto e che in altre occasioni sono stati i protagonisti dei miei giochi, come le palline "ben wa" che, se le usassi adesso, mi farebbero raggiungere l'apice quasi subito.

Tuttavia, il punto di non ritorno non tarda ad arrivare. Dapprima lento, con piccoli spasmi che mi scuotono appena, ma che poi, quando ne resto completamente catturata e non riesco piu’ a trattenermi, si fanno sempre piu' intensi finche' l’orgasmo esplode travolgente come una tempesta, e sono costretta a stringere le cosce violentemente, avvinghiandomi con le dita al mio grembo. Con un grido liberatorio, mi svuoto cosi', in un istante, di tutta la volutta’ che mi ha accompagnata per l'intera giornata. Resto immobile, annientata e ansimante, con la mano stretta fra le cosce ad attendere che i brividi di piacere dentro di me si plachino, e che anche tu arrivi a prenderti quel che ti sei giustamente meritato.

Non so chi tu sia, ne’ tu conosci me. Di te conosco solo la voce, il tuo modo di parlarmi, cio' che immagini di farmi, cio' che desideri io ti faccia, e quello che dici quando vieni. Soprattutto come lo dici. Non conosco altro di te, ma in fondo chi puo’ affermare di conoscere davvero la persona con la quale fa sesso? Ed e' poi cosi' importante conoscerla, oppure quel che conta veramente e' sentirla vicina mentre condividiamo insieme il piacere? E alla fine, tutto cio’ che abbiamo fatto e’ stato sesso oppure qualcosa di diverso? E’ forse sesso quando in un sogno raggiungiamo l’orgasmo? Per me non occorrono risposte a queste domande, tutto cio’ non e’ importante e credo che neanche per te, in fondo, lo sia.

Grata e appagata, con un sorriso che non puoi vedere, t’invio un bacio sincero e spengo il computer. Mi alzo. Sull'asciugamano e’ visibile il segno evidente del mio godimento. Chiudo la finestra. Con una doccia veloce lavo via il liquido che il desiderio mi ha lasciato addosso, poi m'infilo sotto le lenzuola fresche di bucato. Prima di spegnere la luce, inalo profondamente. Il mio inconfondibile odore impregna ancora l’aria: e' l'odore di chi, come me, e’ fatta della stessa materia di cui sono fatti i tuoi sogni.

24 commenti :

Mariska ha detto...

Historia maravillosa, que me hizo temblar
Y un gran deseo de mi caricia, porque me has excitada!
Beso

carlos ha detto...

Stanotte vorrei sognare di essere brezza...

:)

carlos ha detto...

Ps: Hai trattato "l'argomento" con vibrante delicatezza, che meriterebbe solo commenti eterei come sogni. Ma finisco sempre per razionalizzare un po', forse perché abbiamo trattato lo stesso tema oggi. In modi diversi. E mi chiedo se quest'atto liberatorio, e da molti considerato vergognoso, sia vissuto diversamente a seconda del genere. Parlo della nostra cultura d'Occidente ed in particolare della mia, postcattolica, latina, mediterranea. Perché non ho idea di come si titillino esquimesi e bantu.

:)

Patrizia ha detto...

bello

leggerò con il tuo blog con piacere

Patry

Duval ha detto...

Mah ... hai almeno disfatto la valigia ? :)

Tende di lino? Una sciccheria! E magari pure lavorate!

E' tornata la finta contadina, finta ignorante, finta povera, finta "dura".

Tutto finto meno cosce, culo e tette (si spera).

Un saluto affettuoso.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Mariska: Excitada? Por tan poco? :-)


@ Carlos: E mi chiedo se quest'atto liberatorio, e da molti considerato vergognoso, sia vissuto diversamente a seconda del genere

Questo davvero non lo so. Parli per caso dell'autoerotismo oppure del sesso virtuale?
Comunque l'autoerotismo e' quell'atto rispetto al quale la gente dimostra la massima ipocrisia: se lo chiedi in giro pare che nessuno ne abbia bisogno, quando in realta' lo fanno tutti. Se viene vissuto diversamente da uomini e donne cio' mi e' sconosciuto. Per dirtelo dovrei provare ad essere, almeno per un giorno, uomo, e non credo sia possibile.
Il sesso virtuale, invece, e' qualcosa di totalmente diverso che secondo me e' piu' simile ad un sogno erotico. Si sceglie il partner da far entrare nel proprio sogno e lo si fa partecipare.


@ Patrizia: Grazie. :-)


@ Duval: E' tornata la finta contadina, finta ignorante, finta povera, finta "dura"

Non sono assolutamente tornata. Sono ancora in viaggio e sto raccogliendo materiale per altri racconti. :-)
Per quanto riguarda invece tutta quella sfilza di "finta" che mi attribuisci, vuoi per caso darmi della bugiarda? Una contadina non puo' avere delle tende di lino? :-)

carlos ha detto...

Parlavo dell'autoeurotismo. Mi pare che le donne siano in genere più reticenti sull'argomento, almeno dalle "mie parti".
In quanto al sesso virtuale non ho capito cosa intendi: quelle cose zozze tramite chat, web cam, oppure second life o che?

Ps: niente faccine oggi, sono tanto triste. Ho detto qualcosa che ti è dispiaciuto oppure è semplice improvvida freddezza o malumore?

:))

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Carlos: Mi pare che le donne siano in genere più reticenti sull'argomento, almeno dalle "mie parti"

Non so perche' tale argomento "dalle tue parti" imbarazzi tanto. Magari tu hai una miglior spiegazione di quella che potrei dare io... O forse la spiegazione e' la stessa. Oppure, chissa', "dalle mie parti" certe cose non sono considerate cosi'... non so trovare il termine giusto... turpi? Perverse? Inaccettabili? Da non rivelare?
Cosa c'e' di male nel darsi piacere? Si ruba qualcosa a qualcuno? Si fa qualcosa di sporco?
Certo che chi ha condizionamenti religiosi ha delle remore a parlarne, oppure ci puo' essere chi, obbedendo inconsciamente ad antichi precetti maschilisti, pur non avendone consapevolezza dentro di se' crede che il proprio orgasmo non sia veramente suo, che il suo sesso non le appartenga, ma appartenga ad un qualche esponente del genere maschile, e darselo significa rubare qualcosa a quel bel tomo.
Certo che le avete ridotte proprio male "dalle tue parti"... addirittura il timore di essere mal giudicate se rivelano di farsi un ditalino... roba da medioevo, non credi?
Ebbene, dato che "dalle mie parti", per quanto arretrate si possa essere, il medioevo ce lo siamo lasciate alle spalle, non vediamo alcun problema a parlare di autoerotismo. Tanto, poi, non e' che cambi molto, sempre quello e', sia dalle "mie parti" che dalle "tue parti". :-)

carlos ha detto...

Sì, penso più o meno la stessa cosa, in maniera forse meno partecipata.
Però a ripensarci bene... rispetto a come era tanti anni fa le donne italiane... ora mi pare ne parlano più facilmente e soprattutto non si vergognano più di praticarlo. Sicuramente molto è cambiato quaggiù e semmai l'impudicizia a volte è fin troppa (senti chi parla).
Lassu, nell'Ungheria felix, probabilmente siete arrivati un'attimo prima alla scoperta dell'America (Cristoforo Colombo - 1492 - fine del Medio Evo - inizio dell'Età Moderna). :)
Penso, e forse per ignoranza sbaglio, che lassù dalle parti del Balaton, siate in maggioranza cattolici (fonte Wikipedia). E allora come si spiega il vostro gioiosamente superiore approccio alla sessualità? :)
La risposta che mi son dato, e che mi pare valga per quasi tutta l'area ex sovietica, è la libertà sessuale concessa dal comunismo. Forse l'unica libertà concessa. Penso scientemente, come valvola di sfogo.

Se sbaglio, scudisciami. :)

Comunque anche da noi in questi anni le cose sono molto cambiate. Una curiosità però ce l'ho: mi chiedo dove porterà questa inarrestabile traiettoria femminile. Verso un punto d'incontro col maschile? Vedere in diversi posti del mondo l'incremento esponenziale del turismo sessuale al femminile mi fa pensare a volte a uno scimmiottamento. O forse sbaglio e in noi albergano le stesse identiche pulsioni, che solo ora trovano il loro libero esito? O forse sono tutte minchiate e tu ne sai di sicuro più di me. :)

Il viaggio ti diletta? Spero bene, sogni a parte.

:)

Mariska ha detto...

Clara, te es húngara?

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Carlos: La risposta che mi son dato, e che mi pare valga per quasi tutta l'area ex sovietica, è la libertà sessuale concessa dal comunismo

Penso sia l'unica variante che ha differenziato l'evoluzione della morale sessuale fra paesi est europei e cosiddetto "occidente".

Non so se hai letto, ma di cio' ne parlo anche qui:

http://chiara-di-notte.blogspot.com/2011/01/donne-magiare.html

oppure qui:

http://chiara-di-notte.blogspot.com/2010/09/cena-con-irina.html

e qui:

http://chiara-di-notte.blogspot.com/2010/09/dopocena-con-irina.html

mi chiedo dove porterà questa inarrestabile traiettoria femminile. Verso un punto d'incontro col maschile?

Solo nel caso in cui anche l'uomo sapra' intercettare la rotta. Altrimenti, se l'uomo non modifichera' sostanzialmente certi suoi comportamenti, cio' portera' ad una divaricazione e ad inevitabili contrasti anche molto forti.


@ Mariska: Clara, te es húngara?

Te lo diré si me dices sinceramente si eres la chica de tus post 14 :-)

Mariska ha detto...

¿Por qué esa pregunta Clara?

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Mariska: Por qué esa pregunta Clara?

Porque es una chica muy bonita, y si esa chica es usted, entonces usted es muy bonita.
Realmente usted? :-)

Mariska ha detto...

Sí, ese soy yo en la foto. Al igual que con todas las demás fotos en mi blog!
Gracias por los cumplidos!
:-)

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Usted es tan rubia, que parece casi de Rusia.
Así que, si eran sinceras, yo os digo que en realidad son húngara.

Mariska ha detto...

Yo no soy español, aunque vivo en Barcelona.
Nací en Cracovia, Polonia. Es por eso que estoy tan rubia!
Sé Hungría. Yo estaba en Budapest y también en el Lago Balatón

davide ha detto...

Caro amico Carlos,

"Penso, e forse per ignoranza sbaglio, che lassù dalle parti del Balaton, siate in maggioranza cattolici (fonte Wikipedia). E allora come si spiega il vostro gioiosamente superiore approccio alla sessualità? :)
La risposta che mi son dato, e che mi pare valga per quasi tutta l'area ex sovietica, è la libertà sessuale concessa dal comunismo. Forse l'unica libertà concessa. Penso scientemente, come valvola di sfogo."

Certamente il comunismo, essendo una ideologia atea, non aveva stupidi pregiudizi morali verso il sesso.

Quanto ai cattolici ci sono situazioni differenti nei vari paesi.

Mentre fino a qualche decennio fa nel sud Italia o in Spagna c'era una forte repressione sessuale, al contrario in Austria o nelle regioni cattoliche della Svizzera c'era molta tolleranza verso il sesso. Probabilmente più che la religione cattolica conta il livello di sviluppo di una società.

Ciao Davide

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Davide: Probabilmente più che la religione cattolica conta il livello di sviluppo di una società.

Laddove la gente legge di piu', pensa anche di piu'. Ed il pensiero porta alla liberta', finanche a quella sessuale.
Quando ancora l'Est era isolato, il piacere piu' grande che avevamo, oltre a far sesso, era quello di leggere, soprattutto cio' che arrivava da oltrecortina.
Devo pero' dire che tale abitudine, le nuove generazioni sempre piu' abituate ai modelli occidentali, le stanno perdendo e questo fa si' che ci sia un aumento dell'ignoranza ed una conseguente "perdita di liberta'". Sono infatti molto attuali i rigurgiti religiosi nei paesi dell'est Europa, soprattutto quelli cristiano-ortodossi.

carlos ha detto...

Klara, sono andato a rileggermi i post che mi hai consigliato. E' un mondo che conosco solo superficialmente quello dell'est europeo. Da ogni punto di vista. Per cui, grazie... :)

"Solo nel caso in cui anche l'uomo sapra' intercettare la rotta. Altrimenti...".
Concordo.

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Mio buon Davide,
oggi concordo con tutti, pure con te, che della padrona di casa sei il controcanto. :)
Però vorrei integrare, perché ho qualche dubbio... non sono così certo che l'evoluzione di una civiltà si misuri unicamente sul parametro della libertà sessuale. Le varianti sono troppe.
Ti faccio l'esempio classico di Sparta e Atene, con la seconda che viene consideratà assai più evoluta della prima. Ma era Sparta a concedere maggiore libertà alle donne.
Altro esempio: non credo che la civiltà italiana nel 500 fosse meno evoluta di quella del secolo precedente. Eppure, con la controriforma, le libertà sessuali verranno fortemente represse dalla Chiesa.
Altro esempio ancora: in Thailandia il sesso credo sia vissuto generalmente in maniera sana. Eppure non penso che la sua civiltà sia più evoluta di quella giapponese (secondo i più inibiti e depravati del mondo). Il Giappone è una democrazia, la Thailandia mah...

Il modo ha mille colori e sfumature. :)

davide ha detto...

Caro amico Carlos,


"non sono così certo che l'evoluzione di una civiltà si misuri unicamente sul parametro della libertà sessuale."

Non volevo certo dire questo. Ci mancherebbe. Ho solo evedenziato che l'aumento dell'istruzione, del benessere e del grado di libertà, ha contribuito a far cadere molti tabù sulla sesualità.

Per le nostre nonne tutto era vietato in materia sessuale. Oggi i ragazzi fanno sesso senza problemi.

Ciao Davide

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Vorrei tornare per un attimo al post ed alle riflessioni che sono consequenziali. Mentre lo scrivevo pensavo, infatti, che il sesso virtuale l'avevo sempre considerato un'estenzione dell'autoerotismo. Lo credevo in fondo solo un modo diverso di masturbarsi, ma a pensarci bene non e' proprio cosi'. Nell'autoerotismo non esiste una cosa fondamentale che invece nel sesso c'e': la relazione fra persone. Quindi il sesso virtuale, almeno da questo punto di vista, e' a tutti gli effetti "sesso", ma ovviamente manca di qualcosa, e la cosa che manca e' solo ed unicamente la materialita' del partner; un po' come avviene durante un sogno erotico. Per questo piu' che autoerotismo, lo definirei "sesso immateriale".
Poi, ancora, riflettendo ho messo in paragone questo sesso immateriale fatto con qualcuno che si conosce, con il sesso reale, fatto pero' con qualcuno che non si conosce. A me e' capitato spesso ed capita spesso perche' mi intriga. Ma in quale dei due esiste la "relazione" piu' forte?
Secondo me nel primo caso: cioe' il sesso con una persona conosciuta anche se immateriale.
Ed ecco che ancora si e' rafforzata l'idea che il sesso virtuale fosse qualcosa che non andasse catalogata solo come pippe, ditalini o masturbazione, ma che rappresentasse qualcosa di nuovo di cui, ancora, non abbiamo ben chiara cognizione.
Tutto da studiare, dunque. Un terreno nuovo da esplorare in cui addentrarci con cautela perche' i risvolti potrebbero essere davvero sorprendenti.

carlos ha detto...

Mi pare comunque una questione piuttosto intricata, ma credo di poter dare il mio apporto: ho ormai una consolidata esperienza sull'autoerotismo. Ma credo di non essere il solo. Quanto al sesso virtuale, mi scuserai, se vorrai, ma io ancora non ho capito cosa tu intenda in concreto.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Carlos: Quanto al sesso virtuale, mi scuserai, se vorrai, ma io ancora non ho capito cosa tu intenda in concreto.

Se ne parla, se ne parla, anche lo si fa, chi per disperazione (perche' non ha altre chances), chi perche' lo considera piacevole piu' dell'autoerotismo, chi per curiosita'. In effetti e' un mondo, quello virtuale, che e' abbastanza nuovo e per certi versi ancora inesplorato, un po' come era l'Africa durante l'epoca vittoriana.
Insomma, ho iniziato a pensare che forse conoscere questo mondo in modo piu' apporofondito, sgombrando il campo dalle convinzioni stereotipate e liberando totalmente la mente da certe regole a cui siamo abituati, potesse essere illuminante e soddisfare il mio desiderio di conoscenza.
Molti sono convinti di conoscere tutto a riguardo, e di esserne anche esperti, ma non credere: ancora e' lontano il momento in cui ogni singolo aspetto sara' sviscerato.
Personalmente, mi sento portata all'esplorazione di tutto quel filone che riguarda le varie sfaccettature che compongono la sessualita' all'interno del web. Si deve tener conto che la virtualita' non e' un'estensione della realta', ma e' proprio un diverso "ambiente", paragonabile se si vuole al mondo sottomarino rispetto a quello di superficie: impossibile andare sott'acqua senza le bombole. Bombole che non indosseremmo mai per passeggiare in campagna.
Per questo, insegnare a te cosa sia il sesso virtuale, anzi "sesso immateriale", se ancora non hai imparato a nuotare, risulta assai complesso. :-)

carlos ha detto...

Oh! Quando ci vuole, ci vuole.
:)

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Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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