venerdì 7 gennaio 2011

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La cantatrice del villaggio

Si racconta che un tempo vivesse nel regno d'Ungheria una cantatrice dalla voce bellissima, talmente brava da essere richiesta in tutte le corti reali. Per anni si era esibita nei teatri piu’ famosi, aveva rallegrato i salotti piu’ esclusivi, e la sua notorieta’ l’aveva fatta diventare molto ricca. Fino a quando un giorno scomparve, e di lei nessuno seppe piu’ nulla.

Le ricerche, gli appelli ed i bandi che vennero fatti in tutto il regno, si rivelarono inutili e tutti pensarono che fosse morta, oppure rapita da qualche brigante. In ogni luogo si dettero da fare per trovarla, ma senza risultato. Finche', dopo qualche anno, tutti se la dimenticarono perche’, nel frattempo, altre cantatrici erano diventate famose e a nessuno importo’ piu’ di lei.

Ma in realta' la cantatrice, il cui nome era Tündér, non era affatto morta. Stanca della vita frenetica, annoiata dai lussi e dagli sfarzi, disgustata dai tanti personaggi che popolavano il bel mondo che frequentava, avendo voglia di liberta' e desiderando riacquistarla, una notte in segreto era partita abbandonando tutto e tutti, e con poche cose si era rifugiata in un luogo ai confini lontani del regno, in un villaggio sperduto fra le montagne dove avrebbe finalmente potuto vivere la sua vita dedicandosi a cio’ che in realta’ le importava ed ai suoi piaceri: cucinare, cucire, leggere libri e cantare coltivando il suo piccolo orto che le avrebbe dato tutto il necessario per vivere.

Un giorno, mentre zappettava felice davanti alla sua casa, passo’ di li’ il prete del villaggio che, sentendola cantare, resto’ estasiato dalla sua voce, e cosi’ le fece una proposta.

“Avete una voce bellissima, cara Tündér. Perche’ non la mettete a disposizione di Nostro Signore, magari cantando durante la messa domenicale? Cio’ potrebbe attirare i fedeli che da un po’ di tempo, ahime', sono sempre meno numerosi”.

Tündér, che non faceva mai niente senza prima riflettere, ci penso un po’ su. Veramente, non avrebbe avuto voglia di impegnarsi la domenica togliendo tempo alla lettura dei libri a cui solitamente si dedicava in quella giornata, pero’ aveva un carattere buono e generoso. Oltretutto, era anche molto suscettibile ai complimenti e vedendo che il prete ci teneva cosi’ tanto, non pote’ dirgli di no ed accetto’ la proposta.

La funzione della domenica si rivelo’ un successo. Tutti restarono a bocca aperta a sentirla cantare. La notizia fece il giro non solo del villaggio, ma dell'intera contea, cosi’ ogni domenica era sempre piu’ la gente che si recava a messa solo per lei, ed il prete soddisfatto e felice, ringrazio’ il cielo per quell’insperato miracolo che aveva di nuovo reso affollata la sua chiesa.

La notizia giunse anche alle orecchie del borgomastro del villaggio che, recatosi in chiesa per sentirla cantare, resto’ incantato ed ebbe l’idea di farle una proposta.

“La vostra voce e’ straordinaria, cara Tündér. Perche’ non la mettete a disposizione della comunita’ del villaggio, magari cantando ai ricevimenti che ogni sabato organizzero' per i dignitari delle contee vicine? Questo potrebbe accrescere il nostro prestigio facendoci fare nuovi e vantaggiosi accordi e di cio’ tutti noi ve ne saremmo grati".

Tündér, come al solito, ci penso un po’ su. In verita’ non avrebbe avuto alcuna voglia di impegnare anche il suo sabato, giorno in cui solitamente si dedicava al cucito, pero’, a causa del suo carattere buono e generoso, ed essendo molto suscettibile ai complimenti, non pote’ dire di no neppure al borgomastro ed accetto’ la proposta.

Il ricevimento del borgomastro fu un vero successo. I dignitari delle contee confinanti restarono estasiati dalla voce di Tündér e per poter essere nuovamente accreditati anche per il sabato successivo, si resero disponibili a firmare accordi e nuove alleanze. La notizia di questa fantastica cantatrice si sparse cosi’ ovunque nel regno ed ogni sabato erano sempre di piu’ le persone importanti che volevano essere invitate ai ricevimenti del borgomastro che, soddisfatto e felice, ringrazio’ il cielo per quell’insperato miracolo che aveva accresciuto il suo prestigio.

Fu proprio durante uno di questi ricevimenti che un mercante, il piu’ famoso e potente del regno, che era uomo sincero, sicuramente, ma anche abile a sentire subito odore di grande affare, dopo aver ascoltato Tündér cantare, volle farle una proposta.

“La vostra voce e’ sublime, mia cara Tündér. Non ho mai sentito niente di cosi’ bello e celestiale. Pare che il vostro talento vi renda unica e preziosa. Perche’ non rendete felici tutti, magari cantando alla grande fiera che ogni venerdi’ andro’ ad organizzare proprio in questo villaggio? Arriverebbe gente da ogni dove, gli affari andrebbero a gonfie vele e voi avreste l’immensa gioia d’essere famosa, apprezzata ed omaggiata da ogni persona che avra’ la fortuna di ascoltarvi”.

Tündér, ancora una volta, ci penso un po’ su. Avrebbe voluto rifiutare perche’ non se la sentiva assolutamente di rinunciare anche al suo venerdi', che solitamente dedicava alla cucina, pero’, sempre per il suo carattere buono e generoso e, com’e’ risaputo, assai suscettibile ai complimenti, anche stavolta non pote’ dire di no.

Inutile dire che la fiera fu un successo enorme. Arrivarono mercanti da ogni angolo del regno per ascoltare il canto di Tündér, e tutti fecero affari d’oro ringraziando il cielo per quella straordinaria cantatrice che, ad ogni fiera, faceva arrivare sempre piu’ gente.

E tutti chiedevano di Tündér, si complimentavano con lei, le facevano omaggio di parole bellissime ed ogni volta avevano delle proposte da farle. Chi le proponeva di cantare il giovedi’, chi il mercoledi’, chi il martedi’, chi il lunedi’, e lei sempre, poiche’ era buona e generosa, e non era insensibile ai complimenti, accettava.

Fino a quando, un giorno, subissata dalle continue richieste e non avendo piu’ tempo per leggere, per cucire, per cucinare e per tutti quei piaceri per i quali si era rifugiata in quel villaggio, sapendo che non sarebbe bastato scomparire ancora, perche’ la stessa cosa, ovunque si fosse rifugiata, si sarebbe ripetuta, Tündér ci penso’ un po’ su e prese una decisione. Convoco’ il prete, il borgomastro, il mercante e tutti quelli che continuamente le chiedevano di impegnarsi, e disse che da quel momento in poi non avrebbe piu’ cantato per nessuno se in cambio non avesse ricevuto un compenso che non fosse fatto di soli complimenti, ma che fosse piu’ materiale, come del denaro con il quale avrebbe potuto almeno acquistare quello che a lei occorreva per sopravvivere, poiche’ a causa di tutti gli impegni presi che ormai le riempivano ogni giorno della settimana, non aveva piu’ neppure il tempo per coltivare il suo orto.

Il prete, il borgomastro, il mercante e tutti quanti si guadarono in faccia, strabiliati ed increduli per quello che avevano appena sentito. Non riuscivano a credere che una cosi’ soave fanciulla, dotata di quello straordinario talento che aveva fatto la felicita’ di tutto il villaggio, stesse chiedendo dei soldi in cambio di cio' che per lei avrebbe dovuto essere soltanto un piacere!

“Ma per chi li aveva presi?” pensarono quasi all’unisono.

Il primo a mostrare disgusto fu il prete; disse che nessuno poteva mercificare un talento donato da Dio, e che Tündér avrebbe dovuto vergognarsi per quella richiesta cosi' assurda ed immorale che offendeva chi l’aveva omaggiata ogni domenica in chiesa. E se ne ando’ via sdegnato.

Il borgomastro fu il secondo; disse che chiunque appartenesse ad una comunita’ aveva il dovere civile di mettere a disposizione il suo talento senza farsi pagare, perche' il ricevere denaro avrebbe significato prostituirsi, ed ai suoi ricevimenti le prostitute non erano benvenute. E se ne ando’ via sdegnato.

Il mercante si mostro un po' titubante. Era uomo pratico e sapeva che senza quella cantatrice cosi' brava le sue fiere non avrebbero piu’ avuto il successo al quale si era ormai abituato, ma siccome sia il prete che il borgomastro avevano espresso sdegno, ipocritamente decise di adeguarsi anche lui e disse che quel vendersi tardivamente dimostrava quanto Tündér fosse stata cinica, calcolatrice, ed avesse ingannato tutti. E se ne ando’ via sdegnato.

Cosi’ fecero anche gli altri. Chi per una ragione, chi per l’altra, nessuno se la senti’ di accettare la proposta di Tündér e tutti se ne andarono via sdegnati.

Tündér a quel punto sorrise; conosceva le persone e sapeva bene che chi e’ abituato ad ottenere ogni cosa in cambio di niente, inizia col chiedere un dito come favore, per poi azzannare e divorare l’intero braccio. Ma se per quel braccio qualcuno gli chiede di pagare qualcosa, allora si dilegua sdegnato ed offeso.

Il villaggio torno' cosi’ alla solita vita di prima e ad essere quello che era sempre stato; la chiesa si svuoto’, i ricevimenti del borgomastro finirono deserti, nessuno fece piu’ la fiera e gli abitanti, tutti, tornarono alla loro triste mediocrita’ di ogni giorno.

Si racconta che Tündér riprese a dedicarsi ai suoi piaceri: il cucito, la cucina, i libri e a cantare felice zappettando il suo orto. Si racconta anche che ci fosse chi, in segreto, senza farlo sapere a nessuno, le offrisse del denaro per ascoltare il suo canto in privato. Si dice persino che lei talvolta lo accettasse senza porsi alcun problema e che dopo aver cantato, a qualcuno, poi, lo restituisse.

33 commenti :

Dolce-Alexia ha detto...

Ho letto con grande piacere questo racconto, direi che quel genere di lettura mi affascina tanto. Mentre leggevo, mi sono ricordata di un romanzo, che avevo letto da ragazzina e questa estate l'ho riletto di nuovo. Non è la stessa cosa, ma forse il genere di scrittura è somigliante, forse perché è la storia simbolica dell'affrancamento dell'essere umano, e in particolare della donna.
Sto parlando di "Consuelo",è l'opera di George Sand. È la storia di una cantante veneziana che passa dai vicoli della sua città alla corte di Federico, per poi finire in prigione. È una storia di tribolazioni e di fughe. Ma a ogni fuga, a ogni rinuncia, l'eroina riesce a conquistare una parte di sé. Tanto più gli altri la tengono prigioniera tanto più il suo spirito si libera.

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,

un bel racconto da cui si possono trarre molti insegnamenti.

Spesso dà più piacere l'affetto sincero di pochi intimi, che non l'orpello e il lusso di un mondo falso.

Ciao Davide

Alex ha detto...

Buongiorno Chiara,
approfitto per dare la bentornata alla dolce Alexia:-)

Tutto si ripete e nel ciclo della vita, l'incantartice si è reincarnata in te, potresti far pagare per sentire la tua voce:-) molti, a dispetto del prete, del borgomastro e del mercante, sarebbero contenti nel pagare per chiaccherare con te:-)

rossoallosso ha detto...

troppe volte si è visto come qualita' e talenti possano diventare trappole dalle quale non riesci piu' ad uscire.
la scelta di Tündér di riprendersi la sua vita mi ricorda una certa Chiara che conosco o credo di conoscere.
scelta che condivido visto che da sempre sostengo che sono le cose semplici che ti fanno apprezzare il senso della vita e poter cosi mettere i tuoi talenti a disposizione di persone che veramente ami e dove per renderti felice basta vedere la felicita' negli occhi di che ti guarda

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Davide: Spesso dà più piacere l'affetto sincero di pochi intimi, che non l'orpello e il lusso di un mondo falso.

Questo e' vero. Ma la fiaba, sotto sotto, parlava anche di altro. Vediamo se indovini. :-)


@ Alex: l'incantartice si è reincarnata in te, potresti far pagare per sentire la tua voce

Credi che qualcuno lo farebbe?
Credi che se lo chiedessi non farei la fine di Tunder, magari insultata perche' chiederei soldi per qualcosa che - secondo alcuni - non dovrebbe essere mercificata?
Esiste una strana teoria che aleggia fra i "maschi", una teoria della quale anche molte "femmine" sono state ad arte convinte e che inevitabilmente frega soprattutto le piu' belle e desiderabili, e cioe' che quello che abbiamo, le nostri doti naturali, i nostri talenti, quindi estremizzando anche la nostra sensualita' e la capacita' di saper fare un "buon sesso", non debba essere una merce o un servizio da vendere, ma qualcosa da donare solo in cambio di... qualcosa che sia tutto fuorche' quattrini.
E' secondo me una morale ipocrita che sinceramente rifiuto. Se ad esempio mi reco ad ascoltare una cantante, pago il biglietto per assistere allo spettacolo, quindi dove sta la differenza, ad esempio, con una prostituta?
Non si paga forse il tempo che ci dedica un consulente o un professionista di qualunque genere?
Se vogliamo affermare che mercificare i sesso e' immorale, possiamo pure farlo, ma e' solo ipocrisia.
Se insultiamo chi lo fa, se gli facciamo sentire la sua inferiorita' perche' vende sesso, mentre chi vende le proprie idee ed il proprio cervello a qualche multinazionale che affama i popoli viene considerata una brava persona, vuol dire che di morale non ci capiamo proprio niente e che i nostri valori sono completamente distorti ed aberranti.
D'altronde, dico il vero, qualora mi dovessi far pagare, per qualsiasi cosa, si trattasse di voce, di presenza, di consigli o di sesso, direi di vendere esclusivamente per il mio TEMPO, cosi' nessuno avrebbe piu' niente da criticare.


@ Rosso: da sempre sostengo che sono le cose semplici che ti fanno apprezzare il senso della vita e poter cosi mettere i tuoi talenti a disposizione di persone che veramente ami e dove per renderti felice basta vedere la felicita' negli occhi di che ti guarda

Anche questo e' vero, ma c'e' in giro troppa gente che, giocando sull'aspetto filosofico della bellezza degli asini che volano, se ne approfitta.
E cosi' evita di cacciare i dane'. :-)


@ Alexia: È una storia di tribolazioni e di fughe.

E' un po' la storia di tutte noi. Buona giornata sorellina. Hai una bellissima voce. :-)

Dolce-Alexia ha detto...

E' vero che una storia dove una di noi si riconosce. Ma oggi per me è stata una giornata particolare, perchè finalmente ho sentito il canto di un Falco. Un canto con una voce bellissima, con un leggero accento, che la rende ancora più bella e affascinante. Grazie.

rossoallosso ha detto...

@Chiara
come sei brava a tarpare le ali tu!! ;-)

Duval ha detto...

:))

che bella fiaba!

Ma ciao Dolce-Alexia, ben tornata!

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,

"Questo e' vero. Ma la fiaba, sotto sotto, parlava anche di altro. Vediamo se indovini. :-)"

Scusa, ma sai bene che dai noi banali non puoi pretendere pensieri troppo profondi.

Magari da sotto il letto, dove si era nascosto per non pagare il biglietto per ascoltare la sua bellissima voce, è uscito Silvio che, in preda alla commozione, ha offerto alla magnifica Tunder, senza niente in cambio perchè lui non è come la pretaglia e i borgomostri, un paio di ministeri.

Ciao Davide

Kameo ha detto...

@ Alex: l'incantartice si è reincarnata in te, potresti far pagare per sentire la tua voce

Sei l'unico a non sapere che Chiara ha una brutta voce.
Pagano per non sentirla!!! ;-)

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Alexia: Un canto con una voce bellissima, con un leggero accento, che la rende ancora più bella e affascinante

Cara sorella, ha fatto piacere anche a me. :-)
Sappi pero' che l'ho fatto con te perche' te l'avevo promesso e ci si conosce da molti anni.
Ma nel caso dovesse chiamarti qualche "marpione" che spera di carpirti informazioni, digli pure che "il canto del falco" - proprio per restare in tema con questo post - lo si paghera', ed anche salato! :-)
Cosi' potro' togliermi di torno tutti quei rompicoglioni che da sempre sperano di ottenere qualcosa gratis o sborsando il costo di una pizza.
Tutte persone non sanno quello che sappiamo noi, e cioe' che il formaggio gratis sta solo nella trappola per i topi. :-)


@ Rosso: come sei brava a tarpare le ali tu!

Dai Rosso, in fondo sono buona. :-)


Duval ha detto...: Ma ciao Dolce-Alexia, ben tornata!

Eccolo!
... non gli sfugge nulla. :-)


@ Davide: ha offerto alla magnifica Tunder, senza niente in cambio perchè lui non è come la pretaglia e i borgomostri, un paio di ministeri

No no, la bella Tunder dei ministeri non se ne fa nulla. E' una donna pratica; preferisce moneta sonante, magari in franchi svizzeri.


@ Kameo: Pagano per non sentirla!!!

Infatti, sto aspettando i bonifici da un sacco di gente. :-)

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,

"No no, la bella Tunder dei ministeri non se ne fa nulla. E' una donna pratica; preferisce moneta sonante, magari in franchi svizzeri."

Non so in Ungheria, ma in Italia il miglior modo per fare "moneta sonante" è fare il ministro.

Scherzo nè.

Ciao Davide

Dolce-Alexia ha detto...

Sorellina, non c'è più speranza di far sentire la mia voce ai "marpioni". Come ben sai ho cambiato il mio numero di tel. che hai tu e le persone fuori dal vecchio giro. Sarà difficile che io dia le informazioni, perchè ora le mie cose me li tengo solo per me. Credi che vale la pena a rovinare un qualcosa di speciale per due lire!?;-)

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Davide: in Italia il miglior modo per fare "moneta sonante" è fare il ministro

Puo' darsi lo sia anche in Ungheria, chi lo sa?
Anzi no. In Ungheria e' un po' diverso. Infatti, tutti i ministri del passato governo che sono decaduti, sono ritornati a fare quello che facevano prima.
Chi era un cazzone e' tornato a fare il cazzone.
Invece in Italia i cazzoni alla "scilipoti" li fanno diventare sottosegretari. :-)
Comunque, in terra magiara, gli stipendi dei parlamentari non sono milionari come in Italia - si sa, voi avete tutto piu' bello e piu' grosso - e non vanno in pensione dopo due anni e mezzo di turlupinamento degli elettori.
L'Ungheria in questo e' un po' "strana": se i politici non hanno svolto bene il loro compito, vengono letteralmente presi a calci nel culo e non avendo tante scorte a proteggerli, rischiano anche a mostrarsi in pubblico.
Per questo motivo Orban si e' affrettato a "copiare" il metodo del nano di Arcore.
Sa che non riuscira' a fare nulla contro la crisi, che la gente prima o poi si incazzera', e si sta premunendo contro i tempi futuri in cui qualcuno gli chiedera' conto del suo operato.
Nel frattempo, sta registrando altri 5 punti in meno nei sondaggi.


@ Alexia: Credi che vale la pena a rovinare un qualcosa di speciale per due lire!?

Assolutamente no. Ed infatti sappiamo che possiamo fidarci l'una dell'altra. Non e' vero? :-)
Un bacione.

Dolce-Alexia ha detto...

Verissimo! Smack. :-)

Kameo ha detto...

@ Alexia&Klara : Ed infatti sappiamo che possiamo fidarci l'una dell'altra.

E' bello sentire la solidarietà femminile così vera.
Anche se, quando e' reale, non ha bisogno di conferme.

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,

"Per questo motivo Orban si e' affrettato a "copiare" il metodo del nano di Arcore."

Non so molto su Orban, tranne quello che hai detto tu le poche volte che ne hai parlato.

Sicuramente il tentativo di addomesticare i media è da condannare in modo netto.

Per il resto la tassa sulle banche è una misura giusta ma inutile: le banche sono bravissime a scaricarla sulle imprese che chiedono crediti.

Più pericoloso trovo il proposito di Orban di rimettere in discussione il trattato di Trianon. Questo potrebbe innestare pericolossissime reazioni negli stati confinanti con l'Ungheria (quasi tutti hanno minoranze ungheresi) nei confronti dell'Ungheria.

Ciao Davide

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Kameo: Anche se, quando e' reale, non ha bisogno di conferme.

In effetti, non ne avrebbe bisogno.
Esprimerla pubblicamente, infatti, puo' apparire superfluo e puo' addirittura togliere credibilita', come se si trattasse di un gioco fine a se stesso.
Pero' mi andava cosi'. :-)

rossoallosso ha detto...

@Chiara
sei cosi' buona che ti paragonerei alla torta Diplomatica,croccante fuori, morbida dentro e una spruzzatina di liquore che da carattere al tutto.
ti piace?

Alex ha detto...

Si qualcuno pagherebbe e con piacere, almeno, per togliersi una curiosità.
Se ce qualcuno, invece, che ha qualcosa da dire, i motivi sono o che è tirchio, oppure geloso/a perchè se mette la sua voce non chiama nessuno:-)

Kameo, mi vuoi indurre in errore, per tenere Chiara tutta per te:-)

Kameo ha detto...

Alex, quanto sei disposto a pagare per toglierti la curiosità?

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Rosso: ti paragonerei alla torta Diplomatica,croccante fuori, morbida dentro e una spruzzatina di liquore che da carattere al tutto.
ti piace?


Dipende molto dal liquore.
Ce ne sono alcuni che proprio non sopporto...
Vediamo, trattandosi di me direi che il liquore potrebbe essere...
Ma no. Voglio farlo dire a voi. :-)



@ Alex: qualcuno pagherebbe e con piacere, almeno, per togliersi una curiosità

Che genere di curiosita'?
Assicurarsi che abbia la voce da soprano e non da baritono?
Sai cosa? Credo invece che il parlarmi, per qualcuno, serva per avere maggiori chances per convincermi ad accettare determinate proposte. C'e' chi conta sulla parlantina e sulla capacita' di convincere per ottenere quello che pare sia impossibile da ottenere con altri mezzi meno diretti di una telefonata.
Ebbene, qualora fosse cosi', direi che un buon sistema di telefonate a tempo, in cui si paga qualche euro per ogni minuto, sarebbe l'ideale, e potrebbe essere assai divertente: chi avesse voglia solo di rassicurazione potrebbe pagare solo 1 minuto, quanto basterebbe per sentire il timbro della voce. Chi invece volesse cimentarsi nell'opera di convincimento, dovrebbe mettere in conto una bella spesa. :-)

Se ce qualcuno, invece, che ha qualcosa da dire, i motivi sono o che è tirchio, oppure geloso/a perchè se mette la sua voce non chiama nessuno

Questa parte, invece, non l'ho capita. Potresti essere piu' chiaro?

Alex ha detto...

Siamo curiose Kam:-)

Approfitto della tua amicizia con Chiara per chiedere a te quale sarebbe il prezzo giusto, purtroppo non so quantificare, anche perché, nella mia povertà, non ho mai dato valore ai soldi e potrei rovinarmi:-)

Chiara..

Curiosità nel sapere se quel alone di mistero e fascino che ti circonda si ritrova nella tua voce, per rispondere anche a Kam sarebbe il giusto compromesso un prezzo a minuto:-) d'altronde, anche gli psicologi, vogliono essere pagati e tu psicanalizzeresti tutti, con relativo referto:-)

Scrivi: Questa parte, invece, non l'ho capita. Potresti essere piu' chiaro?
Certo, se qualcuno commentava negativamente il tuo post, l’unico motivo era perché tirchio, oppure, geloso che a lui/lei non lo chiamerebbe nessuno/a (pagando) per sentire la sua voce, mentre x te questo non credo accadrebbe...tutto qui.

J.T. ha detto...

Ciao Chiara,
a me non serve sentire la tua voce perchè so' esattamente com' è:-)

daltronde, chi, in ogni istante del giorno ti pensa e, sopratutto, ogni istante della notte ti sogna non può che non conoscerla:-)
un sorriso

Kameo ha detto...

@ Alex : i poveri ..... di spirito difficilmente sentiranno quella voce :-)

Alex ha detto...

Kameo ha detto...

i poveri ..... di spirito difficilmente sentiranno quella voce :-)

Dopo le tue parole rassicuranti, non so se sorridere, oppure no!!

rossoallosso ha detto...

Tündér per possedere e mantenere la sua splendida voce fa i gargarismi con lo "Strega" ;-)

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Rosso: fa i gargarismi con lo "Strega"

Eh... ormai mi porto incollato addosso questo alone da incantatrice. :-)

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Alex: d'altronde, anche gli psicologi, vogliono essere pagati

Giusta osservazione. :-)

enea88 ha detto...

Questo post mi ha fatto venire in mente una citazione sull'Ungheria attribuita a Diocleziano:
"Mulieres Pannonia morosae sunt. Numquam in loco publico "lupa" appellandae. Omni tempore in intimitate". Io spero che tu non riesca a tradurre la frase, in caso contrario non darmi del troll; il vero troll era Diocleziano.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Mulieres Pannonia morosae sunt

Non so se sia Diocleziano il troll oppure sia questa la prima tua cazzata - ammessa come da policy. Purtroppo noi gente barbara non conosciamo tal lingua colta - siamo assai ignoranti -, nonostante cio' non ci sfugge il fatto che quel paese li' della cantatrice non sta proprio in Pannonia, ma un po' piu' a nord est.
Sarai forte in latino, ma poco in storia e geografia. :-)

enea88 ha detto...

beh tu hai scritto regno di Ungheria, io non posso immaginare a quale zona ti riferisci; comunque ora faccio la traduzione per la leaena che è in te:
"Le donne della Pannonia sono strane: odiano essere chiamate "Kurva" in pubblico ma amano sentirselo dire nel privato.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

enea88 ha detto... beh tu hai scritto regno di Ungheria, io non posso immaginare a quale zona ti riferisci

Alla zona ad est della Pannonia. Il regno di Ungheria si estendeva ben oltre il Danubio.

"Le donne della Pannonia sono strane: odiano essere chiamate "Kurva" in pubblico ma amano sentirselo dire nel privato

Non era un cretino Diocleziano.
Pero' credo che tale frase si riferisca a molte donne, non necessariamente nate in Pannonia.

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Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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