giovedì 6 gennaio 2011

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Epifania

Di nuovo a Milano. Dopo aver trascorso il Natale ed il Capodanno a Firenze, citta' sempre e comunque deliziosa, in cui la gente sembra vivere di uno spirito diverso da quello milanese, ho deciso a malincuore di intraprendere il viaggio di ritorno. Dovevo farlo, non potevo prolungare ulteriormente la mia vacanza, e sono partita stamattina. Oltretutto, viaggiare nei giorni festivi e' secondo me comodissimo; poca gente e, chissa' come mai, treni sempre perfettamente in orario.

Non so quanto ancora mi fermero' in Italia; di sicuro non moltissimo. I miei progetti iniziali, alla mia partenza da Tokaj, erano diversi; pensavo che sarei rimasta in viaggio solo pochi giorni e sarei tornata a casa prima di Natale. Invece...

Invece, me la sono presa comoda. Potro' concedermela ogni tanto un po' di pigrizia oppure no?

No, so bene che non potrei concedermela. In realta', se lo dico e cerco di giustificarmi, e' perche' mi sento un po' in colpa per tutte le cose che avrei dovuto fare e che non ho fatto, e che adesso saranno li', accatastate ad attendermi. Sento gli impegni che mi stanno chiamando; avrei dovuto gia' da giorni essermi rimessa al lavoro e chissa' quanto ne trovero' di arretrato.

D'altronde, per le donne che abitano nella Citta' Invisibile non esistono festivita', se non fosse per i bambini per i quali il Natale e' sempre una data importante al di la' dell'aspetto religioso, tutto si svolgerebbe uguale ad ogni altro giorno dell'anno. In ogni modo, per alcune, il Natale cadra' proprio domani e sara' quindi la notte che verra' quella in cui verranno scambiati i doni.

Mi spiace di non essere con loro neanche in questa occasione. Purtroppo, oltre alla pigrizia, ci sono stati altri motivi che mi hanno trattenuta qui. Qualcosa di troppo personale che nessuna zingara racconterebbe mai. Pero', prima della mezzanotte mi faro' viva con una telefonata ed anche se non si trattera' di veri e propri auguri, che come e' noto preferisco evitare, sara' comunque un modo per far sentire la mia vicinanza.

Sicuramente, per cena, Erika e Mama prepareranno il borleves, poi il rántott ponty, oppure l'halászlé, ed infine il beigli. Ne faranno una scorpacciata, lo so, ed al mio ritorno le trovero' tutte quante ingrassate e pentite. Soprattutto Mariska e Zsanika, che dovranno faticare non poco per buttare giu' quei chiletti di troppo accumulati. Ed io con loro.

(La vignetta e' stata presa da: La Sindrome di Jessica Rabbit)

7 commenti :

Kameo ha detto...

I momenti di pausa e di evasione dal quotidiano sono necessari. Goditi questi ultimi giorni di "pigrizia" che io preferisco chiamare "ozio creativo".
Buona Epifania :-)

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,

non devi sentirti in colpa, perchè tu hai dato tantissimo alla città invisibile e ti meriti le tue vacanze. Credo comunque che le tue sorelline sapranno cavarsela anche con le proprie forze.

Pure io sono ingrassato in questi giorni, perchè mi hanno regalato un mucchio di dolci e essendo un golosone non riesco a resistere.

Una coriosità: poichè nella tua città invisibile ci sono sorelle provenienti da più paesi, in quale lingua parlate?

Ciao Davide

Erotici Eretici ha detto...

Sei passata dalle nostre parti e non ci hai detto nulla? Che peccato;-) Sono curiosissima, mi potresti dire cosa trattano le pietanze che citi? grazie yin

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Kameo: I momenti di pausa e di evasione dal quotidiano sono necessari

Sono d'accordo, ma adesso sono gia' oltre 20 giorni. Un po' troppi.


@ Davide: in quale lingua parlate?

Oltre alla lingua del nostro popolo (anche se ognuna ha il proprio dialetto), il magiaro che tutte hanno dovuto imparare - chi bene, chi meno bene - vivendo qui.



@ Yin: mi potresti dire cosa trattano le pietanze che citi?

Certo, con piacere.
- Il borleves e' una zuppa fatta col nostro vino, il Tokaji, con aggiunta di cannella, chiodi di garofano, uova, zucchero, e vaniglia.
- Il rántott ponty e' la carpa del Tisza impanata e fritta in olio di girasole, servita con patate fritte oppure con pure' di patate o con riso, accompagnata con maionese e rape rosse sotto aceto.
- L'halászlé e' una zuppa tipo gulyás, ma fatta con vari pesci d'acqua dolce, con aggiunta di cipolla, peperoni verdi, pomodori, e paprica.
- Il beigli e' infine un dolce, e si tratta di una pasta arrotolata e farcita di noci e di castagne accompagnato da panna montata. Il tutto servito con un buon bicchiere di Tokaji.

rossoallosso ha detto...

non avere sensi di colpa,sai che la pigrizia è un'arte?
immaginati un mondo di pigri,non saremmo tutti un pò piu' rilassati?;-)

Alex ha detto...

Buongiorno Chiara,
per chi avrà la fortuna di fare il tuo incontro, viaggerà, in futuro, sempre di più, con la speranza di rivederti:-)

Spero sia stata bene, nonostante l'Italia:-)

J.T. ha detto...

Mi sono perso per la galassia, purtroppo, la tua scopa era più veloce della mia astronave, solo lo splendore della stella più bella mi ha ricondotto da te trovandoti qui:-)

Buon rientro

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Oggi mi sento un po' cosi'...

Oggi mi sento un po' cosi'...

Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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