«La musica viene dall'anima e a chi non ha avuto fortuna, le canzoni che parlano d'amore, amore materno, amore tra amanti, rendono migliore la vita. E' stata la musica che ha fatto degli tzigani un popolo forte.»

lunedì 27 dicembre 2010

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Sesso senza amore


Irene Grandi, una cantante italiana che ho sempre apprezzato, una volta ha dichiarato: “Mi e’ sempre piaciuto fare sesso, anche senza amore. Non ho pudori. Non ho ipocrisie. Non ho freni. Mi piacciono molto gli uomini; sono una passionale, specialmente in amore. Mi piace vivere e godere. Ogni volta che ho voluto qualcuno me lo sono preso, pagando le conseguenze dei miei gesti”.
Molto spesso mi sono trovata anch'io a discutere con amici ed amiche di questo argomento. C’e’ chi, il sesso senza amore, lo considera squallido ed afferma che il piacere nasce nelle emozioni, non solo dalla stimolazione di qualche terminazione nervosa ed e’ l’unione del tutto che fa vivere momenti fantastici.

venerdì 24 dicembre 2010

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Niente auguri


Niente auguri, ma solo un ringraziamento a chi anche quest'anno ha scelto di donare il suo pensiero a coloro che hanno meno, a coloro che non mangeranno cappelletti in brodo, a coloro che non troveranno regali sotto l'albero, e non avranno neppure l'albero...

mercoledì 22 dicembre 2010

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La legge bavaglio in Ungheria


Il Parlamento ungherese ha approvato la madre di tutte le leggi bavaglio che d’ora in poi saranno prese ad esempio dai leader piu’ reazionari e liberticidi d’Europa. Qualcosa che, come direbbe qualcuno, “neanche nello Zimbawe”. Ma a quanto pare i tempi stanno stringendo, le caste privilegiate iniziano a sentire odore di bruciato dietro al culo, i politici temono di perdere le loro poltrone e cercano di tutto per tappare le falle dalle quali sta sfuggendo inesorabilmente il consenso. Purtroppo, una volta arrivata al potere con mille promesse, certa gente non ha poi le ricette giuste per aggiustare la situazione economica e sociale, ormai degenerata, e la repressione delle liberta’ diventa l’unico strumento per tenere a bada coloro che potrebbero anche essere tentati un giorno o l’altro di prendere i forconi.

venerdì 17 dicembre 2010

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La profetica Cassandra


La profetica Cassandra di tutto questo ne parlava gia' due anni fa, ma come avviene per tutte le Cassandre, le sue parole in quel momento venivano giudicate esagerate e prive di un reale riscontro. Se ci si pensa bene, e’ veramente demenziale chiedere un reale riscontro di qualcosa che deve ancora avvenire. Oltre a cio’, nell’attimo in cui l’evento si verifica, e’ troppo tardi per rimediare e chi l’aveva chiesto, quel reale riscontro, da quel momento in poi tende a sorvolare sulla profezia per non essere costretto a fare la figura dell’imbecille.

giovedì 16 dicembre 2010

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Io viaggio da sola


Saro' per qualche giorno in Italia. Uno dei motivi per cui non avverto mai in anticipo dei miei viaggi e' perche' voglio evitare che a qualcuno venga in mente la bizzarra idea di individuarmi all'arrivo, ben sapendo che sarebbe comunque come cercare un ago in un pagliaio.

sabato 11 dicembre 2010

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Da Sind a Second Life


Sono sincera, uno degli obiettivi che piu’ mi stanno a cuore e’ quello di far conoscere la mia gente, le sue radici, la sua cultura, i suoi pregi ma anche i suoi difetti, ovunque mi rechi e a chiunque mi capiti di incontrare, perche’ sono convinta che i pregiudizi ed il razzismo siano figli della scarsa conoscenza, dell’ignoranza e della paura nei confronti del “diverso”, soprattutto in societa’ poco aperte al multiculturalismo ed assoggettate ad ideologie non certo “rassicuranti” dal punto di vista della convivenza fra i popoli.

venerdì 10 dicembre 2010

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Incontriamoci in Second Life


Domenica prossima, avverto, non saro’ a Budapest alla stazione di Keleti ad attendere qualcuno che non arrivera’, pero’ chi sentira’ il desiderio d’incontrarmi, seppur nella mia forma “digitalizzata”, potra’ farlo lo stesso entrando semplicemente in Second Life, ed insieme a me potra’ incontrare anche altri commentatori-protagonisti di questo blog: Kameo, Serena, Marco, Flyingboy ed altri ancora.

lunedì 6 dicembre 2010

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Una giovane donna antica


Keleti pályaudvar e' la "Stazione est". Normalmente ne abbreviamo il nome chiamandola “Keleti pu”, ed e’ una delle tre principali stazioni ferroviarie di Budapest, forse la piu’ importante, oltre a Nyugati pályaudvar, la "Stazione ovest", e Déli pályaudvar, la "Stazione sud". Keleti pu si trova a Pest, vale a dire nella parte della citta’ che sta sulla sponda orientale del Danubio, nell’ottavo distretto, in Józsefváros, famoso per essere sinonimo di criminalita’, prostituzione, droga, edifici abbandonati e fatiscenti;

sabato 4 dicembre 2010

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Non infatuatevi di me


Forse non c’e’ bisogno di scrivere questo post. Forse e’ del tutto superfluo o forse, anche se riguarda un fenomeno assai diffuso in Internet, fa parte di qualcosa di talmente personale che magari farei bene a tener riservata per non stimolare ulteriori fantasie in chi, per una ragione o per l’altra, mi invia in privato, chiedendo di non divulgarli, i suoi messaggi in cui mi fa chiaramente capire di essere infatuato di me e di sentirsi parte in causa in tutto cio’ che inserisco in questo blog - gli articoli, i commenti, i video e persino le foto - convinto di essere l’unico ed esclusivo oggetto delle mie storie, arrivando a credere che io mi rivolga soltanto a lui e non ad altri.

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«Le ricerche dedicate alla condizione femminile in eta' antica si scontrano con un ostacolo che e' strutturale: l’assenza pressoche' completa di testimonianze che non siano mediate attraverso una prospettiva maschile, pur con alcune eccezioni, fra cui il caso di Saffo. Le donne antiche sono cioe' oggetto ma non soggetto di testimonianza. Da questo deriva il mio interesse per i discorsi maschili sulle donne, per la costruzione sociale e culturale degli stereotipi e dei pregiudizi relativi al mondo femminile, per la loro frequente assunzione a dogmi pseudo-scientifici e per la loro costituzione in una compiuta teoria della differenza sessuale»

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Il significato della vita

Un professore terminò la lezione, poi pronunciò le parole di rito: "Ci sono domande?". Uno studente gli chiese: "Professore quale è il significato della vita?". Qualcuno tra i presenti che si apprestava ad uscire rise. Il professore guardò a lungo lo studente, chiedendo con lo sguardo se era una domanda seria. Comprese che lo era. "Le risponderò", disse. Estrasse il portafoglio dalla tasca dei pantaloni, ne tirò fuori uno specchietto rotondo, non più grande di una moneta. Poi disse: "Ero bambino durante la guerra. Un giorno, sulla strada, vidi uno specchio andato in frantumi. Ne conservai il frammento più grande. Eccolo. Cominciai a giocarci e mi lasciai incantare dalla possibilità di dirigere la luce riflessa negli angoli bui dove il sole non brillava mai: buche profonde, crepacci, ripostigli. Conservai il piccolo specchio. Diventando uomo finii per capire che non era soltanto il gioco di un bambino, ma la metafora di quello che avrei potuto fare nella vita. Anch'io sono il frammento di uno specchio che non conosco nella sua interezza. Con quello che ho, però, posso mandare luce - la verità, la comprensione, la bontà, la tenerezza - nei bui nascosti del cuore degli uomini e cambiare qualcosa in qualcuno. Forse altre persone vedranno e faranno altrettanto. In questo, per me, sta il significato della vita."

Ecco cos'è il razzismo

Un giorno, in classe, durante un incontro sull’interculturalità, chiesi ai ragazzi di darmi una definizione del termine “razzismo”.
Subito, il più sveglio esclamò:
-Il razzista è il bianco che non ama il nero!
-Bene! Dissi. –E il nero che non ama il bianco?
Mi guardarono tutti stupiti ed increduli con l’espressione tipo: “Come può un nero permettersi di non amare un bianco?”.

(Kossi Komla-Ebri)
Libertà

Noi Zingari abbiamo una sola religione: la libertà.
In cambio di questa rinunciamo alla ricchezza, al potere, alla scienza ed alla gloria.
Viviamo ogni giorno come se fosse l'ultimo.
Quando si muore si lascia tutto: un miserabile carrozzone come un grande impero.
E noi crediamo che in quel momento sia molto meglio essere stati Zingari che re.
Non pensiamo alla morte. Non la temiamo, ecco tutto.
Il nostro segreto sta nel godere ogni giorno le piccole cose
che la vita ci offre e che gli altri uomini non sanno apprezzare:
una mattina di sole, un bagno nella sorgente,
lo sguardo di qualcuno che ci ama.
E' difficile capire queste cose, lo so. Zingari si nasce.
Ci piace camminare sotto le stelle.
Si raccontano strane cose sugli Zingari.
Si dice che leggono l'avvenire nelle stelle
e che possiedono il filtro dell'amore.
La gente non crede alle cose che non sa spiegarsi.
Noi invece non cerchiamo di spiegarci le cose in cui crediamo.
La nostra è una vita semplice, primitiva.
Ci basta avere per tetto il cielo,
un fuoco per scaldarci
e le nostre canzoni, quando siamo tristi.

(Spatzo)

Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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