domenica 28 novembre 2010

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Amo

Amo l'intelligenza, amo la sincerita', amo la generosita', amo chi sa parlarmi ma lascia spazio anche alle mie parole, amo chi sa insegnarmi cio' che ancora non ho imparato, amo chi sa incuriosirmi e chi e' incuriosito da me, amo chi sa ascoltarmi ma resta affascinato anche dai miei silenzi, amo le persone non banali che non si sforzano per esserlo, amo i cani che abbaiano ed i gatti che miagolano, amo la creta bagnata che prende forma sotto le dita ma la amo anche quando, ormai asciutta, resta fragile al tocco. Amo… e vorrei essere amata allo stesso modo. Amata come puo’ essere amata la liberta’.

Avete mai provato a dividere un numero primo non per se stesso o per uno? Avete mai provato a modellare la creta una volta che si e’ asciugata? Avete mai provato ad insegnare ad un gatto ad abbaiare o ad un cane a miagolare? Avete mai provato?

Un cane che miagola sara’ un fenomeno da baraccone, la creta la si plasma fintanto e’ bagnata, ma una volta asciutta, se solo si prova a modificarne la forma, si spezza e la si vede sbriciolarsi fra le mani. E nessuno, se non stolto, dividera’ un numero primo se non per se stesso o per uno illudendosi di vederlo restare intero.

Nella mia vita, pero’, ho spesso trovato chi non si e’ voluto arrendere di fronte alla mia incapacita’ di modificare la mia intima natura. Persone che hanno fatto di tutto per rendermi diversa da cio’ che ero, piu’ simile a quello che loro desideravano perche' fossi non piu' me stessa, ma una loro proiezione; farmi abbaiare se miagolavo nel tentativo di plasmarmi come si puo' plasmare la creta asciutta, e dividermi per quel numero che solo loro avevano in mente…

Perche’ siamo fatti di creta. Siamo la somma delle nostre esperienze passate, presenti e future e non ce ne sara’ mai una uguale ad un’altra. Siamo numeri composti dalle stesse cifre, ciononostante diversi. Uno… due… tre… quattro… possono formare 1432, oppure 2413, oppure 3214, o anche 4231, ma solo quest’ultimo e’ un numero primo.

Non mi pare che sia qualcosa di particolarmente difficile da capire, ma per qualcuno, per qualche strana ragione completamente fuori dalla logica e dal buon senso, comprendere le mie parole non e' sempre stato semplice, come semplice non fu, per chi messo per la prima volta di fronte all’evidenza che non era il Sole che girava intorno alla Terra, comprendere che le convinzioni su cui aveva basato tutta quanta la sua filosofia di vita, i suoi valori, la sua morale, erano errate. Per questo la creta, una volta asciutta ed ha preso la sua forma, va lasciata stare ed amata per quello che e’ diventata.

Perche’ i numeri primi, anche se composti dalle stesse cifre con cui sono composti tutti gli altri numeri e fatti della stessa creta, sono diversi, ed e’ nel riconoscere la loro differenza, rispettandola, cercando di non modificare l’immodificabile che, se lasciamo da una parte l’orgoglio del quale talvolta siamo prigionieri, possiamo arrivare a capire che cosa significa davvero amare. Ed anche essere amati come viene amata la liberta'.

Noi Zingari abbiamo una sola religione: la liberta’.
In cambio di questa rinunciamo alla ricchezza, al potere, alla scienza ed alla gloria.
Viviamo ogni giorno come se fosse l'ultimo.
Quando si muore si lascia tutto: un miserabile carrozzone come un grande impero.
E noi crediamo che in quel momento sia molto meglio essere stati Zingari che re.
Non pensiamo alla morte. Non la temiamo, ecco tutto.
Il nostro segreto sta nel godere ogni giorno le piccole cose
che la vita ci offre e che gli altri uomini non sanno apprezzare:
una mattina di sole, un bagno nella sorgente,
lo sguardo di qualcuno che ci ama.
E' difficile capire queste cose, lo so. Zingari si nasce.
Ci piace camminare sotto le stelle.
Si raccontano strane cose sugli Zingari.
Si dice che leggono l'avvenire nelle stelle
e che possiedono il filtro dell'amore.
La gente non crede alle cose che non sa spiegarsi.
Noi invece non cerchiamo di spiegarci le cose in cui crediamo.
La nostra e’ una vita semplice, primitiva.
Ci basta avere per tetto il cielo,
un fuoco per scaldarci
e le nostre canzoni, quando siamo tristi.

(Liberta’ - Vittorio Mayer Pasquale, detto Spatzo)

mercoledì 24 novembre 2010

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Insulto e rutto libero

Ho capito una cosa... anzi, da un po' di tempo non ci facevo piu’ caso, ma l'ho riscoperta sempre piu’ attuale: per molte persone non e’ importante l’argomento di cui si discute, cio’ che conta e’ sfogare quello che hanno dentro, qualsiasi cosa si tratti. Dimostrare la validita’ delle proprie tesi, infatti, non e’ esigenza di confronto, ma qualcos’altro che ha a che fare molto piu’ con aspetti psicologici che, con cio' di cui si discute, non c’entrano niente. E cosi’ c'e' chi non apporta argomenti validi, logici ed incontrovertibili, ma critica, ridicolizza, insulta, facendo riferimento quasi sempre a qualcosa di personale che riguarda soltanto l’interlocutore, arrivando a perdere di vista completamente l’oggetto del contendere e tutto quello che afferisce alle idee, alle opinioni e soprattutto ai fatti.

Accade assai frequentemente nel web e non e’ certo qualcosa di nuovo. Da sempre posso dire di aver subito questo comportamento, pero’ ogni volta mi stupisco quando lo vedo reiterato persino da persone che fino a ieri consideravo diverse, oneste intellettualmente, a loro modo corrette e non inclini a questi patetici giochetti in cui si distinguono soprattutto i bimbiminkia.

Sei in difficolta’ in una discussione? Non sai come rispondere? Credi di essere stato messo all’angolo? Temi che l’avversario abbia sgamato qualche scheletruzzo che hai nell’armadio? Oppure semplicemente ti sta sui coglioni quella persona, cio’ che esprime ed il modo in cui lo esprime? O ancora, ti sei svegliato con le palle girate, ti senti una nullita’ e vuoi sfogarti su qualcuno dimostrando, se pur ad una platea di fantasmi, che in fondo sei un tipo tosto, arguto ed intelligente?

Allora insulta!

Fallo in modo palese oppure velato, usa parole dure oppure melliflue, ma metti in evidenza che il tuo avversario e’ un idiota, un paranoico, un povero mentecatto, una persona mai cresciuta, oppure ha piu’ scheletri nell’armadio di te. Non distruggere le sue tesi; distruggi lui. Rovescia la frittata cosi' che il discorso trasmigri dall'argomento in discussione al tuo interlocutore e tutto sara’ piu’ facile. E’ un metodo consolidato che finora, in Italia, non ha mai fallito.

Ecco perche’ oggi ho voluto scrivere questo post. Non e’ tanto per discutere di qualcosa, perche’ in realta’ di discutere ho poca voglia, ma per lasciare a chi ha questa forte esigenza la possibilita’ di sfogarsi, qui, subito, su di me.

Vi sto sui coglioni o sulle ovaie? Insultatemi!

Fatelo, vi prego. Fatelo tranquillamente senza inventarvi nuovi nick, anche in modo anonimo se volete; non blocchero’ alcun commento. Fate uscire quello che avete dentro, liberatevi di tutto, non sentitevi obbligati a fingere una falsa cortesia per apparire persone di buone maniere. Dite, finalmente senza peli sulla lingua, cio’ che pensate di me, finanche arrivando a dare giudizi sulle mie motivazioni, sulle mie intenzioni e persino sulla mia vita privata, che non potete conoscere ma che sicuramente avra’ creato dentro la vostra immaginazione convinzioni e verita’ inconfutabili.

Vi prometto che non mi opporro’ a niente; qualsiasi cosa scriviate, qualsiasi termine usiate, in qualsiasi modo mi trattiate, non filtrero’ alcuno dei commenti che arriveranno. Per una volta fate conto di essere come quei lanzichenecchi ai quali veniva concesso di razziare la citta’ appena conquistata. Distruggete tutto, se volete, e vedrete che alla fine sara’ qualcosa di terapeutico; vi sentirete meglio, fidatevi.

Approfittate percio' di questa occasione irripetibile di insultare e ruttare liberamente contro di me; un'occasione che vi concedero’ una sola volta: questa. Non ce ne saranno altre perche’ dopo, terminato questo baccanale virtuale, tutto ritornera’ come prima ed in questo blog sara’ di nuovo richiesto di osservare la vecchia e cara Netiquette; qualcosa di ormai dimenticato come il galateo e le buone maniere, che pero’ credo sia utile rileggere ogni tanto.
  1. Quando si arriva in un blog, e’ bene leggere i anche messaggi passati ed i commenti che vi circolano: in tale modo ci si rende conto del metodo con cui vengono trattati gli argomenti e quali sono i comportamenti da tenere.
  2. Leggere sempre le FAQ (Frequently Asked Questions), se sono esposte, prima di inviare nuove domande a cui e’ stato piu’ volte risposto.
  3. Se si invia un commento, e’ bene che esso si attenga all’oggetto del post, quindi all’argomento, alle idee, alle opinioni ivi espresse e non divaghi su aspetti caratteriali di chi le ha espresse. Si evita in tal modo di spostare la discussione su questioni personali.
  4. Non usare i caratteri tutti in maiuscolo. Nella rete questo comportamento equivale ad "urlare" ed e’ assai disdicevole, a meno che col maiuscolo non si voglia evidenziare qualche termine particolare, ma deve limitarsi solo a sporadiche evidenziazioni.
  5. Non divagare rispetto all'argomento del post, anche se talvolta e’ accettato o almeno tollerato aggiungendo il tag [OT] , cioe’ Off Topic che significa "fuori argomento".
  6. Se si risponde ad un post o ad un commento, evidenziare i passaggi rilevanti del messaggio originario, allo scopo di facilitare la comprensione da parte di coloro che non lo hanno letto, ma non riportare mai sistematicamente l'intero messaggio originale. Fare questo, in gergo, si dice Quotare.
  7. Non condurre "guerre di opinione" a colpi di messaggi e contromessaggi: le diatribe personali, e’ meglio risolverle tramite corrispondenza privata tra gli interessati.
  8. Non pubblicare commenti stupidi, gratuitamente provocatori o che prendono le parti dell'uno o dell'altro al solo scopo di aizzare la discussione. In gergo questo comportamento si chiama fare il Troll che nel web e’ sinonimo di chi disturba.
  9. Non pubblicare mai, senza l'esplicito permesso dell'autore, il contenuto di messaggi di posta elettronica o privati a meno che l'autore sia ignoto.
  10. Non usare piu’ nickname e/o profili diversi (morphing): e’ considerato un comportamento riprovevole in quanto genera il sospetto che si tenti di ingannare gli altri partecipanti alla discussione sulla propria identita’.
  11. Non inviare commenti che contengono messaggi pubblicitari o comunicazioni che non siano altro che un modo per promuovere le proprie attivita’.
  12. Non essere intolleranti con chi commette errori sintattici o grammaticali. Chi scrive e’ comunque tenuto a migliorare il proprio linguaggio in modo da risultare comprensibile alle persone alle quali si rivolge.

venerdì 19 novembre 2010

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Vampiri di emozioni

Chi solo da poco tempo frequenta il web sicuramente non ha mai avuto l’occasione d’incontrarle, creature della notte che popolano questo bizzarro mondo virtuale e che, come anime senza pace, vagano alla ricerca di ignare prede da attirare nella loro trappola. Chi non sa sottrarsi, inevitabilmente finisce in un incubo partorito da menti perverse, il cui solo scopo e’ trovare i protagonisti da infilare nelle loro assurde soap opera, cosi’ da poterli prosciugare di quell’energia emotiva, che e’ poi la sostanza di cui si nutrono. In Italia non sono ancora conosciuti, mentre altrove, dove Internet ha preso campo da molto piu’ tempo, rappresentano un fenomeno ben noto. Sto parlando dei Vampiri di emozioni.

Non crediate che i Vampiri di emozioni siano persone che rompono soltanto i coglioni; prima che arriviate a capire esattamente quali sono le loro reali intenzioni vi risulteranno persino seducenti, e nell’immediatezza avrete l’impressione di aver incontrato delle persone incredibilmente interessanti. I Vampiri di emozioni (ed includo anche le Vampire), infatti, dapprima vi attirano usando fascino, bellezza, talento. Poi vi succhiano via tutto, vi svuotano… non di sangue, pero’, bensi’ di ogni goccia di energia emotiva possiate avere dentro.

E’ straordinaria la velocita’ con la quale vi portano a fidarvi di loro, poi, altrettanto rapidamente, ve li ritrovate sotto la pelle a prosciugarvi fin quando non vi ritroverete completamente svuotati, aridi, secchi ed incartapecoriti come delle mummie. Ed e’ assolutamente spaventosa la facilita’ con quale riescono ad ingannarvi.

Eccoli dunque, il web ne e’ davvero straripante. Li potrete incontrare nei forum, nei blog, nei social network, nei siti di incontri, in Facebook, in Second Life, un po’ ovunque. Sono sexy, amanti inaffidabili, regine del dramma, abili manipolatori che usano le emozioni come i ribelli afgani usano i Kalishnikov, partner gelosissimi, ma anche genitori assai esigenti, oppure complici che vi dominano con il loro gigantesco ego. Fateci caso: chiunque altro per loro risultera’ sempre piccolo, inferiore, da dominare, da divorare, da ridicolizzare. Gli psicologi diagnosticherebbero i Vampiri di emozioni come individui affetti da disturbo della personalita’, cioe’ quella strana malattia mentale che riesce a stressare a tal punto gli altri da portarli al limite della follia, ed il prossimo o la prossima vittima potreste essere proprio voi.

Per proteggersi da queste terribili creature, e’ dunque necessario comprendere esattamente il problema, che cosa sono esattamente i disturbi della personalita’ e quali sono le dinamiche con cui queste persone disturbate operano.

Bambini della notte

Per prima cosa occorre tener conto di determinati aspetti che riguardano la personalita’ di questi particolari individui che appartengono alla categoria dei cosiddetti Bambini della notte, cioe’ tutti coloro che in Internet si dilettano a prendersi gioco della gente, non tenendo conto che Internet non sempre puo’ essere il loro parco dei divertimenti e le persone non sono dei burattini.

Per avere ben chiaro di chi si sta parlando, dobbiamo considerare che i Bambini della notte:
  • vedono il mondo in un modo diverso rispetto a come lo vedono le altre persone;
  • le loro percezioni sono distorte dal loro costante, folle ed immaturo desiderio di ottenere qualcosa d’irraggiungibile;
  • vogliono sempre la completa ed esclusiva attenzione di tutti;
  • si attendono un amore perfetto che dia completamente, ma non chieda mai nulla in cambio;
  • vogliono una vita piena di divertimento ed eccitazione, ma allo stesso tempo, dato che li potrete trovare quasi sempre cementati davanti ad un monitor, devono avere qualcun altro che si prende cura di loro e di tutto cio’ che per loro deve essere noioso e difficile;
  • nessuno deve mettere in dubbio o minimamente accennare, anche metaforicamente, al fatto che il loro comportamento sia ingannevole e che le loro fantasie, spacciate per vere, siano in realta’ una loro invenzione;
  • in caso di sottili allusioni che mettono in dubbio le loro convinzioni – inclusa quella che il mondo che si creano intorno e tentano di spacciare per vero non sia reale – reagiscono con la tipica coda di paglia, incazzandosi come delle iene e cercando di disfarsi di chi, di tanto in tanto, ha l’ardire di stracciare il copione della loro soap opera;
  • infine, come indica anche il termine che viene loro attribuito, sembrano adulti visti dal di fuori, ma dentro sono e restano eterni bambini.
Ricordate sempre chi e che cosa sono, perche’ il modo in cui si mostrano a voi o come vi inducono a credere che siano, e’ totalmente diverso dalla realta’, ed il loro unico scopo e’ quello di riempire di personaggi - cioe’ di voi - la soap opera che e’ concretizzata solo nella loro mente. Uno dei loro punti cardine, la filosofia su cui basano il loro inganno, e’: “Tutto cio’ che dico e’ vero fino a prova contraria”. Per cui, state pur certi che se per caso vi capita d’incontrare Nefertiti la regina del Nilo ed avete dei dubbi sulla sua identita’ e su cio’ che racconta, prima di dirlo dovrete dimostrarlo. L’alternativa e’ accettarla e crederle ciecamente senza che avanziate alcuna obiezione, buttando nel cesso la vostra logica, e senza ipotizzare alcunche’. Altrimenti vi sentirete etichettare come paranoici… almeno fin quando non riuscirete a dimostrare con certezza matematica, documentata ed inequivocabile, che la sedicente Nefertiti in realta’ non riesce a leggere neppure il piu’ semplice dei geroglifici.

I Vampiri di emozioni, la categoria piu’ numerosa e piu’ agguerrita dei Bambini della notte, la piu’ esperta nell’arte dell’inganno e della manipolazione delle menti altrui ed anche quella che e’ psicologicamente piu’ preparata a rintuzzare gli assalti dei tanti “Van Helsing” che affollano la Rete, si dividono in:
  • anti-sociali
  • istrionici
  • narcisistici
  • ossessivo-compulsivi
  • paranoici


Il Vampiro anti-sociale

Si chiama cosi’ non perche’ evita di andare alle feste, ma perche’ e’ indifferente nei confronti delle normali regole sociali. Indipendentemente da come vive la sua realta’, che come accade per ogni bambino della notte non corrisponde mai a cio’ che racconta, l’immagine che da’ di se’ e’ quella di chi ama qualsiasi cosa che riesce a dargli emozioni e divertimento, e detesta la noia piu’ di un paletto di frassino infilato nel cuore.

Fanno parte dei Vampiri anti-sociali:

Il Temerario, che e’ attaccato alle emozioni piu’ della cozza allo scoglio.
E’ alla ricerca di: sesso, droga e rock 'n' roll.
Vi attira con: il divertimento, l’emozione, e quell’adorabile spirito di ribellione tutta adolescenziale.
Vi succhia le energie: incitandovi a strafare in tutto cio’ che per lui e’ eccitante e non farvi fare tutto il resto.
Si presenta solitamente come: cowboy, cowgirl, esperto di trading, giocatore d’azzardo, ribelle senza una causa, e quel tipo di amante che – ne e’ intimamente convinto – non riuscirete proprio a dimenticare.
Strategia difensiva: tenete impegnato il cervello anche quando il suo e’ spento. Anzi, soprattutto allora.

Il Piazzista, il cui vero scopo e’ vendere se stesso.
E’ alla ricerca di: persone che giurano di credere ciecamente a cio’ che racconta. Pensateci, ma quale bugiardo si attenderebbe mai di essere messo in dubbio?
Vi attira con: amicizia istantanea, sincerita’ sorridente, e la dolce prospettiva di concedervi molto in cambio di niente.
Vi succhia le energie: mentendovi, ingannandovi, rubando la vostra fiducia e, qualora aveste dei dubbi, anche inducendovi a credere che siete voi che state sbagliando sul suo conto.
Si presenta solitamente come: chiunque vi chiede se avete mai pensato al vostro futuro sentimentale, finanziario, di vita o di qualsiasi altro genere; tanto in realta’ non gli interessa una beneamata cippa.
Strategia difensiva: informatevi sempre sui giornali prima di credere a cio’ che vi racconta, e ricordate che se qualcuno vi concede molto in cambio di niente, e’ un affare troppo bello per essere vero.

Il Bullo, che e’ dipendente da quell’eccitante emozione che prova nel vedervi sempre in agitazione.
E’ alla ricerca di: rabbia, minacce e urla.
Vi attira con: l'illusione che da’ di essere potente, duro, deciso… cattivo.
Vi succhia le energie: facendovi paura.
Si presenta solitamente come: esperto di armi, coltelli, difesa personale, tattiche di guerriglia. Praticamente un tipo tostissimo. Quasi sempre possiede un SUV oppure cavalca “a pelo”, come solo i cavalieri berberi o i cosacchi del Don sanno fare.
Strategia difensiva: ricordatevi che la vera battaglia il bullo non la combatte nell’arena, ma nella sua mente.

Ascoltare il richiamo della foresta: come riconoscere il Vampiro anti-sociale


Vero o falso? Calcolate un punto per ogni risposta vera.
  1. Questa persona ritiene che le regole esistano per non essere rispettate.
  2. Questa persona e’ abile nell'uso di scuse per evitare di fare quello che non vuole fare.
  3. Questa persona racconta d’impegnarsi in attivita’ pericolose per provare il brivido del rischio.
  4. Questa persona cambia di umore, ed esplode talvolta di fascino sfolgorante per ottenere che le cose vadano secondo il suo desiderio.
  5. Questa persona fuma e non si pone problemi per la propria salute.
  6. Questa persona racconta di aver avuto partner sessuali piu’ di quanti possa averne la gente comune.
  7. Questa persona pare preoccuparsi raramente.
  8. Questa persona crede che i contrasti possano essere risolti con i pugni, anche dialettici.
  9. Questa persona non vede mai alcun problema nel raggiungere un obiettivo.
  10. Questa persona giustifica i suoi atteggiamenti cattivi verso la gente perche’ crede che gli altri farebbero la stessa cosa.
  11. Questa persona e’ attratta da tatuaggi e piercing anche nei punti piu’ impossibili, e da tutto cio’ che procura un leggero disagio... agli altri.
  12. Questa persona non capisce il concetto di pensare prima di scrivere o parlare.
  13. Questa persona rifiuta di conformarsi ad ogni sorta di codice di abbigliamento.
  14. Questa persona vi promette regolarmente qualcosa per rassicurarvi - ad esempio incontrarvi per dimostrarvi chi e’ - salvo non mantenere mai niente adducendo le scuse piu’ improbabili.
  15. Nonostante tutti questi difetti, questa persona e’ per voi una delle persone piu’ emozionanti che abbiate mai incontrato.
Punteggio: cinque o piu’ risposte vere qualificano la persona come Vampiro anti-sociale. Se il punteggio e’ superiore a dieci, tenete d’occhio il portafogli, ed anche il cuore.


Il Vampiro istrionico

Con questo vampiro ogni situazione diventa uno spettacolo drammatico, uno sturm und drang all’ennesima potenza, ma cio’ che ci viene mostrato raramente sara’ quello che riusciremo ad avere. Desidera piu’ di ogni altra cosa attenzione ed approvazione e fara’ di tutto per ottenerle, eccetto rispettare quello che ci attendiamo. L’istrionico e’ esagerato in tutto. Se dice di essere bello non e’ solo bello, ma bellissimo; se dice di essere intelligente non e’ solo intelligente, ma intelligentissimo; se dice di essere ricco non e’ solo ricco, e’ ricchissimo. Lui ha tutto “issimo”, tutto grande grande, tutto incommensurabile. Ma cio’ in cui davvero si contraddistingue e’ nelle emozioni; sempre straordinarie, esasperate, al limite dell’umano. Ma in realta’ non ha la minima idea di chi e’, e vive nella perenne convinzione di essere come si descrive.

Fanno parte dei Vampiri istrionici:

L’eterno incompreso, che se non gli prestate sufficiente attenzione si fara’ avvizzire e morire. Scomparira’ cambiando nickname o avatar. Pero’, ricordate, sara’ sempre e comunque colpa vostra.
E’ alla ricerca di: stereotipi sessuali, e persone sempre diverse con le quali recitare la parte che conosce meglio, cioe’ sempre la stessa: il niente.
Vi attira con: fascino, bellezza, talento, la promessa di sesso o qualsiasi altra cosa occorra per farsi notare, tranne la sostanza.
Vi succhia le energie: richiedendo piu’ attenzioni di una rara orchidea, ma avendo quasi nulla da dare indietro salvo una grande prestazione occasionale, quasi sempre unica e definitiva.
Si presenta solitamente come: aspirante celebrita’ e regina (o re) del dramma le cui emozioni sono cosi’ eccezionali ed infinite che l’universo mondo non basta a contenerle tutte.
Strategia difensiva: la sua vita e’ una soap opera. Guardatela, ma non aggiungetevi al cast.

Il passivo-aggressivo, che vive principalmente per essere approvato, tanto che nasconde ogni parte di se’ che qualcuno potrebbe disapprovare. Soprattutto la rabbia e la sessualita’.
E’ alla ricerca di: un sorriso smagliante oppure di un palese rifiuto.
Vi attira: essendo piacevole, amichevole, allegro, divertente, entusiasta, coraggioso e riverente.
Vi succhia le energie: esattamente come ogni altro vampiro, ma non ne ha mai consapevolezza, o semplicemente e’ troppo distratto per accorgersene, o forse soffre di qualche strana forma di una non diagnosticabile malattia.
Si presenta solitamente come: persona che non si arrabbia mai, ma sembra far di tutto per far arrabbiare gli altri, molestatore sessuale “non intenzionale” oppure donna tutta casa e chiesa, un po’ sofferente di anoressia e che non penserebbe mai di fare qualcosa d’inaccettabile.
Strategia difensiva: in primo luogo, non cercate mai di far ammettere ad un passivo-aggressivo la sua vera motivazione personale; otterrete solo un gran mal di testa. Ricordate che ha fame di approvazione. Ditegli in modo esplicito quello che serve per farvi piacere e lodatelo abbondantemente quando lo fa. La strategia e’ semplice e quasi infallibile, ma e’ raramente utilizzata perche’ e’ difficile lodare qualcuno che ci da’ il mal di testa. Ma anche se e’ difficile, e’ sempre meglio che l’alternativa di sopportarlo.

Vivere in una soap opera: come riconoscere il Vampiro istrionico

Vero o falso? Calcolate un punto per ogni risposta vera.
  1. Questa persona si distingue di solito per la forza dello sguardo (che dice di avere), il modo di vestire (che dice di avere), la personalita’ (che dice di avere). Dice di avere molte cose, ma non le potrete mai verificare.
  2. Questa persona e’ cordiale, entusiasta, divertente e assolutamente meravigliosa in ogni situazione sociale.
  3. Questa persona tratta le conoscenze superficiali appena fatte, come se fossero amicizie intime di lunga data.
  4. Questa persona diventa visibilmente sconvolta quando e’ costretta a condividere l’attenzione con altri e sente di non essere piu’ al centro del discorso.
  5. Questa persona ama parlare tanto, di tutto, di piu’, e racconta un sacco di storie, soprattutto su di se’.
  6. Le storie diventano sempre piu’ esagerate, drammatiche ed improbabili ogni volta che le racconta.
  7. Questa persona e’ molto suscettibile e si arrabbia moltissimo anche per offese relativamente di poco conto.
  8. Questa persona raramente ammette di essere in collera, anche se la sua rabbia e’ palesemente evidente.
  9. Questa persona ha poca memoria per i dettagli. Non li ricorda quasi mai, ma non provate a farglielo notare.
  10. Questa persona, anche se non lo confessa, crede in entita’ soprannaturali, come angeli, divinita’ o spiriti benevoli che regolarmente intervengono nella vita quotidiana.
  11. Questa persona e’ sempre piena di acciacchi che vanno e vengono secondo un modello non prevedibile.
  12. Questa persona spesso trova nel malessere la giustificazione per evitare di fare qualcosa di spiacevole.
  13. Questa persona segue con fervore le notizie, le trasmissioni televisive oppure gli avvenimenti sportivi.
  14. Il modo di comunicare di questa persona, anche se molto colorato, e’ spesso indiretto e vago.
  15. Questa persona potrebbe essere seducente, se solo lo ammettesse.
Punteggio: cinque o piu’ risposte vere qualificano la persona come Vampiro istrionico. Se il punteggio e’ superiore a dieci, fate attenzione che non vi siate inavvertitamente uniti al cast della sua soap opera.


Il Vampiro narcisistico

Ha un ego enorme e la coscienza piccola piccola. Non e’ che cerca di ferire le persone. Semplicemente, le persone, non le prende proprio in considerazione, a meno che non voglia ottenere da loro qualcosa.

Fanno parte dei Vampiri narcisistici:

La sedicente Leggenda
, che con un talento come il suo, chi ha bisogno di verificare?
E’ alla ricerca di: acclamazione per il suo “genio”, con un posto d’onore nella lista delle piu’ grandi conquiste della vita.
Vi attira con: talento e grandi potenzialita’.
Vi succhia le energie: accusandovi d’essere incapaci di rendervi conto del suo talento e delle sue potenzialita’.
Si presenta solitamente come: genio a cui non e’ riconosciuto il talento.
Strategia difensiva: obbligarlo a fare qualcosa che non gli piace in primo luogo, e prestare attenzione ai fatti invece che alle parole.

La Superstar, ovvero: faccio tutto cio’ che e’ necessario per arrivare al successo - qualunque cosa - in particolare sfruttando le altre persone.
E’ alla ricerca di: successo ad ogni costo.
Vi attira con: talento, carisma, e trattandovi come se foste freddi come immagina voi siate.
Vi succhia le energie: mettendo continuamente innanzi a tutto i propri bisogni e considerandoli piu’ importanti di quelli di chiunque altro, salvo chiudervi le porte in faccia una volta ottenuto cio’ che vuole.
Si presenta solitamente come: politico o prima donna che infierisce sull’avversario quando vede che questi e’ in difficolta’ oppure ha praticamente gia’ perso.
Strategia difensiva: tenere un libro mastro nella mente. Annotare ogni cosa e mettere anticipatamente sul suo conto tutto quello che riuscira’ ad avere da voi, riservandovi di fargli pagare il conto al momento opportuno.

La piu’ intelligente, la piu’ di talento, la migliore persona al mondo: come riconoscere il Vampiro narcisistico

Vero o falso? Calcolate un punto per ogni risposta vera.
  1. Questa persona vi racconta di aver vissuto piu’ esperienze di quante la gente normale alla sua eta’ ha vissuto.
  2. Questa persona e’ fermamente convinta che e’ migliore, piu’ intelligente, o piu’ talento degli altri.
  3. Questa persona ama la competizione, ma e’ una perdente nata.
  4. Questa persona fantastica di fare qualcosa di grande o di essere famosa, e spesso si aspetta di essere trattata come se queste fantasie si fossero gia’ realizzate.
  5. Questa persona ha poco interesse in quello che gli altri stanno pensando, a meno che non desideri ottenere qualcosa da loro.
  6. Per questa persona e’ molto importante stare sempre in mezzo a chi puo’ essere utilizzato per raggiungere i suoi scopi.
  7. Questa persona si esalta se sente che gli altri la credono speciale ed insostituibile.
  8. Questa persona crede di essere al di sopra delle regole, e se le regole la intralciano, si aspetta che siano cambiate semplicemente perche’ lei e’ speciale.
  9. Questa persona si irrita se gli altri non fanno esattamente cio’ che lei vuole, anche quando gli altri hanno ottime ragioni per non accontentarla.
  10. Questa persona discute di tutto e giudica tutto, sport, arte, letteratura, politica, dicendo esclusivamente quello che lei avrebbe fatto in quella specifica situazione.
  11. Questa persona pensa che le critiche che le vengono mosse siano motivate da gelosia e da invidia.
  12. Questa persona soffre di un’incapacita’ congenita nel riconoscere i suoi errori. Nelle rare occasioni in cui arriva a riconoscere un proprio errore, anche minimo, precipita nella piu’ grande depressione.
  13. Questa persona spesso si lamenta che le persone che sono piu’ famose di quanto lo sia lei, in realta’ non lo meritano.
  14. Questa persona si lamenta spesso per essere maltrattata o fraintesa.
  15. La gente o la ama o la odia, questa persona.
Punteggio: cinque o piu’ risposte vere qualificano la persona come Vampiro narcisistico. Se il punteggio e’ superiore a dieci, e non e’ un membro della famiglia reale, fate attenzione che magari non vi abbia scambiato per uno dei domestici.


Il Vampiro ossessivo-compulsivo

E’ cosi’ perfezionista che mette tutti i puntini sulle i, ma non riesce a vedere la foresta perche’ ci sono troppi alberi che gli impediscono di vederla.
E’ alla ricerca di: costipazione emotiva.
Vi attira con: competenza ed attenzione ad ogni dettaglio.
Vi succhia le energie: punendovi se non siete competenti come lo e’ lui.
Si presenta solitamente come: puritano, perfezionista e maniaco del controllo su ogni cosa.
Strategia difensiva: offrirgli qualcosa che sapete desidera, poi resistere ai suoi tentativi per ottenere cio’ che gli avete offerto, ed osservarlo come osservereste il cane di Pavlov.

Una mascherata di virtu’: come riconoscere il Vampiro ossessivo-compulsivo

Vero o falso? Calcolate un punto per ogni risposta vera.
  1. Questa persona e’ maniaca dell’ortografia, della grammatica e della sintassi.
  2. Questa persona non ha mai tempo per rilassarsi. E’ sempre in agitazione.
  3. Questa persona e’ convinta che esiste un modo giusto (il suo) e un modo sbagliato (quello degli altri) di fare tutto.
  4. Questa persona trova sempre qualcosa di sbagliato nel modo in cui gli altri fanno qualcosa.
  5. Una volta che questa persona si e’ fatta un’idea, e’ impossibile fargliela cambiare.
  6. Raramente questa persona risponde con un si’ o con un no, ma deve fare sempre un panegirico infinito.
  7. L’attenzione di questa persona ai dettagli e’ maniacale.
  8. Questa persona ha un codice morale molto rigido.
  9. Questa persona puo’ spendere tutto il suo tempo ad organizzare un compito ed eseguirlo.
  10. Questa persona e’ maniaca della precisione, della pulizia e dell’organizzazione.
  11. E’ una persona che controlla qualsiasi cosa, anche cio’ che non la riguarda e pensa di avere il diritto per farlo.
  12. Questa persona, anche se non le viene chiesto, e’ sempre pronta a correggere il modo di scrivere e di parlare degli altri.
  13. Questa persona si arrabbia vedendo come domande ostili anche delle semplici richieste di informazioni.
  14. Questa persona si irrita o si turba se le richiedete di deviare dalla sua routine standard di pensiero.
  15. Questa persona si lamenta continuamente dell’impegno che profonde nel correggere gli altri, quasi fosse un compito che lei fa senza che nessuno le riconosca il merito.
Punteggio: cinque o piu’ risposte vere qualificano la persona come Vampiro ossessivo-compulsivo. Se il punteggio e’ superiore a dieci, non fatela avvicinare troppo o sarete vaporizzati all’istante.


Il Vampiro paranoico

E’ un visionario alla ricerca della verita’ assoluta. Vede cose che gli altri non possono vedere. La questione e’ se queste cose esistono veramente.
E’ alla ricerca di: certezza assoluta circa se stesso e cio’ che crede, e diffidenza verso tutto il resto.
Vi attira con: virtu’, creativita’, perspicacia, senso di protezione, e la sua missione dedicata a liberare il mondo dal male.
Vi succhia le energie: con la gelosia, i pregiudizi incrollabili, il costante esame incrociato di ogni differenza di opinione. La sua convinzione assoluta non e’ ne’ bene ne’ male, ma e’ solo una porta attraverso la quale si puo’ entrare.
Si presenta solitamente come: partner geloso, teorico del complotto, e persona che posta cose strane su Internet.
Strategia difensiva: sappiate riconoscere un’idea pazzesca quando ne sentite una. Non rispondete alle sue domande quando vi chiede qualcosa per la seconda volta.

Prossima fermata, Ai confini della realta’: come riconoscere il Vampiro paranoico

Vero o falso? Calcolate un punto per ogni risposta vera.
  1. Questa persona e’ eccessivamente sospettosa.
  2. Questa persona ha pochi amici intimi.
  3. Questa persona tende a vedere molte situazioni come una lotta tra il bene ed il male.
  4. Questa persona non si scorda mai se qualcuno l’ha ferita o maltrattata.
  5. Questa persona rimuove dalle amicizie le persone anche se ha da loro ricevuto piccole offese.
  6. Questa persona e’ in grado di rilevare l'inganno solo una o due volte ogni miliardo. E se qualche volta ci riesce e’ quando l’inganno non esiste.
  7. Questa persona esige fedelta’ assoluta al suo pensiero.
  8. Questa persona e’ assai protettiva nei confronti della sua famiglia, e al massimo un paio di amici intimi.
  9. Questa persona vede sempre connessioni e coincidenze tra cose che il resto della gente considera indipendenti e scollegate.
  10. Questa persona vede piccoli errori, come la mancanza di puntualita’ o dimenticare le istruzioni, come sintomo di slealta’ o mancanza di rispetto.
  11. Questa persona dice in faccia alla gente quello che gli altri solo pensano.
  12. Questa persona puo’ avere sense of humor, ma non riesce a ridere di se stessa.
  13. Questa persona vede se stessa come vittima di discriminazione.
  14. Questa persona crede che la fiducia sia qualcosa che deve essere guadagnata.
  15. Questa persona raccoglie e conserva ogni piccolo elemento che sembra dimostrare le sue teorie.
Punteggio: cinque o piu’ risposte vere qualificano la persona come Vampiro paranoico, Con dieci o piu’ risposte vere, affacciatevi alla finestra e guardate se in cielo sta per caso orbitando la Morte Nera.

Dieci regole essenziali per proteggersi dai Vampiri di emozioni

1. Conoscerli, conoscere la loro storia, e conoscere il loro obiettivo.
Il modo per anticipare i Vampiri e’ di sapere come hanno agito in passato. Ci sono elevate probabilita’ che faranno la stessa cosa anche in futuro. Il grande errore che si puo’ fare con i Vampiri e’ assumere, senza prove, che con l’esperienza del passato abbiano imparato meglio la lezione, e stavolta possano fare meglio. Quando si ha a che fare con un Vampiro, bisogna chiedersi sempre cosa sta cercando di realizzare e perche’. Se non siete sicuri, e’ meglio che non fate nulla fino a quando avrete riflettuto attentamente ed avrete scoperto le sue intenzioni.

2. Verificare ogni cosa.
I Vampiri vogliono che ascoltiate solo loro. Per controllarvi, cercheranno di isolarvi dalle consuete fonti di informazione. Verificate sempre quello che dicono. I Vampiri non hanno potere e non possono operare se siete illuminati dalla luce della sapienza.

3. Fare quello che loro non vogliono.
Per prevalere sui Vampiri e’ necessario che corriate laddove loro hanno paura persino di camminare. La vostra piu’ grande forza sta nel fare quelle cose che loro non riescono a fare.

4. Fare attenzione a cio’ che fanno e non a quello che dicono.
I Vampiri spesso dicono cose molto diverse da quelle che fanno. Per evitare di essere svuotati dalle vostre energie, concentratevi sempre su quello che fanno e non su quello che dicono.

5. Identificare la loro strategia ipnotica.
I Vampiri sono ipnotizzatori esperti. Se riuscirete a vedere le attraverso il fumo ed il gioco di specchi, significhera’ che le loro illusioni avranno perso d’efficacia.

6. Scegliere con cura le battaglie in cui impegnarsi.
Per essere efficaci contro i Vampiri, si deve essere in grado di raccogliere le sfide importanti ed ignorare il resto. Ci sono anche battaglie che non si possono vincere e conviene evitarle.

7. Lasciare che la contingenza faccia tutto il lavoro.
Una contingenza e’ una situazione che genera un’occasione. Se qualcuno fa una cosa particolare, allora certe conseguenze seguiranno. L'unico modo che i Vampiri hanno per imparare qualcosa e’ quello di sperimentare le conseguenze del proprio comportamento. Qualora foste tentati di salvare un Vampiro, pensate prima a quello che gli state insegnando a proposito di come il gioco della vita debba essere giocato.

8. Scegliere attentamente le parole.
Con i Vampiri quello che si dice, come lo si dice e quando lo si dice sono elementi fondamentali per ogni risultato si voglia raggiungere.

9. Ignorare i capricci.

Quando i Vampiri non trovano la strada giusta per raggiungere le vostre emozioni e non riescono a succhiarvi le energie, iniziano a far capricci. Si puo’ assistere ad ogni sorta di esplosioni emotive il cui unico scopo e’ quello di ottenere cio’ che vogliono. Non concedeteglielo.

10. Conoscere i propri limiti.

Trattare con i Vampiri richiede uno sforzo immane. Ne puo’ valere la pena oppure no. Solo voi potete decidere. A volte e’ meglio fuggire all’inizio e non farsi coinvolgere per niente nel loro gioco.

La considerazione finale, alla luce di cio’ che e’ stato detto, e’ che forse, prima di tutto, dovremmo capire se, nascosto in qualche recondito angolo della nostra personalita’, non ci sia per caso un Vampiro che sta dormendo. Potremmo anche esserci gia’ trasformati senza che ce ne siamo accorti.


(L’articolo, personalmente elucubrato, modificato, adattato e corretto, e’ stato liberamente tratto da: “Vampiri di emozioni” di A. J. Bernstein)

martedì 16 novembre 2010

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Qualcosa di me

Atzinganoi e’ un termine greco che significa “intoccabili”. Da esso derivano le parole “tzigani” e "zingari" diffuse per indicare un insieme di diverse etnie, principalmente Rom ma anche Sinti e Kale’, originariamente ritenute nomadi e accomunate da un medesimo idioma linguistico: il Romanes. Sono certa che a questo punto qualcuno pensera’: “Oh no… un altro post sugli zingari!” Si’ lo so, rischio di diventare pesante e comprendo che l’argomento possa ad alcuni non interessare, ma devo mantenere una promessa che ho fatto.

Commentando un post nel blog di Modesty che con questo argomento non c'entrava assolutamente niente e “deragliando”, come al mio solito e per colpa della mia ben nota prolissita’, completamente fuori tema mi sono trovata a far riferimento agli tzigani affermando che per il mio popolo e’ sconveniente, se non addirittura poco dignitoso, manifestare il proprio dolore pubblicamente. La giusta obiezione di Modesty e’ stata che, al contrario, lei e’ normalmente abituata a vedere le facce sofferenti delle donne zingare che piangono perche’ non hanno di che sfamare i propri figli e che chiedono l’elemosina manifestando apertamente un disagio ed una sofferenza che, almeno a prima vista, contraddirebbe la mia affermazione.

Se fosse vero cio’ che Modesty pensa, dovrei dunque ammettere adesso che, per il fatto stesso di vivere d’accattonaggio stimolando le emozioni della gente per ottenere compassione, manifestando cioe’ dolore e sofferenza, gli zingari mancherebbero di orgoglio, di amor proprio e di dignita’. Ma le cose non stanno esattamente cosi’ e tentero’ di spiegare perche’.

Innanzi tutto, collegare tutti quanti gli zingari all’accattonaggio e’ sbagliato. E’ uno dei tanti frutti nati dalla mancanza d’informazioni che i gage’, i non Rom, hanno riguardo al mio popolo, cioe’ l’ennesimo degli innumerevoli pregiudizi diffusi su di noi, insieme a molti altri come la convinzione che siamo tutti nomadi e che abitiamo nelle baracche e nelle roulotte, che non abbiamo l’abitudine a lavarci, che rubiamo i bambini, che non abbiamo mai lavorato e tutte quelle leggende metropolitane non certo edificanti che girano sul nostro conto e che ci etichettano in stereotipi, come se fossimo tutti uguali, con le stesse caratteristiche e con lo stesso stile di vita indipendentemente dal luogo in cui viviamo e da quale sia stata la storia del nostro gruppo.

In realta’ la situazione e’ assai diversa. Certi aspetti che ci etichettano come miserabili, accattoni, indigenti, senza voglia di lavorare nonche’ poco inclini all’igiene personale, non appartengono alla cultura Rom. Se abbiamo la fortuna di trovarci in una situazione di “normalita’”, la nostra vita non e’ molto diversa da quella dei gage’, ma esistono luoghi comuni che appartengono ad un meccanismo perverso che e’ venuto a crearsi a seguito della caduta dei sistemi comunisti dell’Est Europa e dei conflitti balcanici da cui moltissimi Rom sono stati costretti a fuggire, rifugiandosi come profughi in paesi che, dopo, non sono stati in grado di integrare queste persone che, avendo perso tutto, finanche i documenti, improvvisamente si sono ritrovate apolidi, perennemente straniere, senza un luogo in cui vivere ed in mezzo a gente che ha sempre stentato ad accettarle.

La crisi economica che e’ sovvenuta negli ultimi tempi, poi, ha ulteriormente peggiorato le cose, alimentando le spinte xenofobe nelle popolazioni ospitanti e diffondendo quei pregiudizi con i quali tutti noi, oggi, profughi e non, nomadi e stanziali, giovani e meno giovani, sia che viviamo in Ungheria o in Italia o in qualsiasi altro luogo, siamo chiamati a confrontarci. Convinzioni, come quella di Modesty, ad esempio, spesso dettate dalla buona fede ma errate, che avrei piacere di sfatare, magari fornendo una diversa chiave di lettura che tenga conto di cio’ che e’ vero da cio’ che non lo e’.

E’ vero che gli zingari sono nomadi e vivono nelle baracche e nelle roulotte?
E’ vero sicuramente per i piu’ poveri. Nelle baracche vivono di solito i poveri di tutto il mondo, zingari e non, e molto spesso nei campi nomadi e’ facile trovino rifugio moltissime persone che non appartengono alla comunita’ degli zingari. Pero’ la verita’ e’ che la maggior parte del popolo Rom in Europa oggi e’ stanziale, non e’ piu’ nomade, e vive in case che non sono diverse da quelle dei gage’.

E’ vero che gli zingari hanno l’abitudine di non lavarsi?
E’ vero per chi non ha accesso ai servizi igienici, come chi di solito viene ghettizzato nei campi nomadi, ai confini del tessuto urbano dove non esiste un modo facile per approvvigionarsi d’acqua, ma la nostra cultura tiene in grande considerazione la pulizia e se possiamo, ci laviamo addirittura piu’ dei gage’.

E’ vero che gli zingari rubano i bambini?
E’ falso. Si tratta solo di una leggenda nata dal fatto che, spesso, possono nascere bambini con la pelle molto chiara e con i capelli biondi. D’altra parte, tra noi, i bambini non mancano e non abbiamo bisogno di rubarli. Infatti, non e’ mai stato accertato un solo caso di furto di bambini commesso da uno zingaro. A volte, pero’, e’ stato invece vero il contrario; cioe’ esistono casi documentati di sottrazione alle famiglie zingare dei loro bambini.

E’ vero che gli zingari non hanno mai lavorato?
E’ completamente falso. I Rom nomadi una volta lavoravano spostandosi da un villaggio all’altro; erano artigiani, saltimbanchi, ammaestratori di animali. Con la fine di questi mestieri, molti sono rimasti disoccupati e stanno vivendo adesso cio’ che tutti i disoccupati nel mondo vivono con l’aggravante pero' di essere zingari, quindi ulteriormente discriminati. Ma oltre a questo la globalizzazione, la grave crisi economica e la nascita della nuova economia di mercato, hanno penalizzato moltissimi lavoratori dell’Est Europa che lavoravano nelle fabbriche di regime e che, perdendo il lavoro, sono stati costretti ad emigrare andando spesso a rinfoltire quella schiera di indigenti che vengono oggi etichettati come zingari, anche se non tutti lo sono.

E soprattutto - e qui vengo al punto essenziale di questo post -, e’ vero che gli zingari mancano di orgoglio, amor proprio e dignita’ perche’ per sopravvivere si affidano all’accattonaggio suscitando sentimenti di pena?
Qui non solo mi viene da dire che non tutti i Rom vivono di accattonaggio - come ho spiegato solo i piu’ poveri, coloro che non hanno altri mezzi di sostentamento lo fanno -, ma e’ anche giusto comprendere fino in fondo cosa significano per noi orgoglio, amor proprio e dignita’.

Per chi appartiene al mio popolo, il proprio gruppo e la societa’ dei gage’ sono due entita’ separate, completamente diverse, e mentre e’ permesso chiedere elemosina e fingere per ottenere la pieta’ di un gage’, la stessa cosa non e’ consentita all’interno della comunita’ Rom. Anzi, il bene piu’ prezioso al quale nessun Rom e nessuna Romni’ rinuncerebbero mai e’ proprio la buona reputazione all’interno del proprio gruppo.

Esistono diversi modi per ottenere il massimo riconoscimento da parte della comunita’, ma in linea di massima bisogna prestare attenzione a mantenere sempre un atteggiamento ineccepibile, osservare le norme di buon comportamento, partecipare alle feste, ai funerali, essere sempre cordiali, solidali con gli altri membri del gruppo e dare loro aiuto nei momenti di difficolta’ o di malattia. Perdere il prestigio per un Rom e una Romni’ e’ infatti la peggior cosa che possa accadere, che coinvolge l’intera comunita’ e che, come crede chi e’ superstizioso, prima o poi portera’ sfortuna.

Sono piccole cose quelle che ogni tanto mi viene voglia di raccontare. Non so quanto tutto cio’ possa servire ad avvicinare due diverse culture, troppo spesso in antitesi fra loro per i valori e per gli stili di vita. Chi ha radicate dentro certe convinzioni, infatti, difficilmente riuscira’ a liberarsene, ma io ci provo lo stesso. So che la goccia alla fine scava la roccia e la pazienza e’ una qualita’ che non mi manca. Non sia mai che chi mi legge e che magari ha finora avuto degli zingari una visione del tutto diversa da quella che mi appartiene, la prossima volta che osservera’ il volto e gli occhi di una bimba zingara non possa intravedere in lei qualcosa di me.


mercoledì 10 novembre 2010

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Il puro e l’impuro

Piu' volte mi hanno chiesto se avessi un dio in cui credere. So bene quanto sia importante per certe persone riconoscersi in una fede, in una religione, ma so anche che le religioni e le fedi possono portare all’intolleranza, al settarismo finanche a quelle persecuzioni delle quali il mio popolo e’ sempre stato vittima sin da quando secoli fa, partendo da un punto imprecisato nel nord dell’India, si e’ messo in cammino. E da allora non si e’ mai fermato.

Noi zingari non abbiamo una religione nostra, non riconosciamo un nostro dio, non possediamo un culto d’origine e neppure i sacerdoti. Pare singolare che un popolo che ha attraversato tutto il mondo non abbia coltivato, nel corso dei secoli, credenze proprie in merito ad una specifica divinita’, neanche in una forma primitiva di tipo antropomorfico o totemico, ma e’ cosi’. Per questo motivo la religione di noi zingari, per chi vuol averne una e desidera credere in un’entita’ superiore, e’ quella che si professa nel luogo in cui abbiamo scelto di fermarci.

Cristiani, musulmani, ebrei, buddisti; da questo punto di vista saremmo davvero l’unico popolo al mondo in grado di annullare le distanze che esistono tra le diverse fedi, ma in ogni caso c’e’ qualcosa di spirituale che ci portiamo dentro, qualcosa di nostro che ci accomuna e che ci e’ stato tramandato dai nostri nonni e dai nostri genitori e che noi, in modo inevitabile tramanderemo ai nostri figli. E’ quel mondo del soprannaturale che i gage’, i non Rom, ci attribuiscono e che da sempre ci contraddistingue. Un mondo che talvolta ci ha aiutato a sopravvivere, dando di noi l’idea d’essere in grado di dominare la magia, prevedere il futuro, il destino, la fortuna, ma che ha anche reso diffidenti le persone che, in questo nostro potere hanno interpretato qualcosa di malefico del quale diffidare, creando quei pregiudizi contro i quali ancor oggi persino chi e’ piu’ emancipato, indipendentemente da quante lauree possegga, deve far conto.

Nessuno sa, comunque, come siano nati questi pregiudizi. Di certo pero’ hanno contribuito alcune leggende legate alla religione. Noi zingari siamo sempre stati visti come popolo maledetto e per questo condannato alla fuga costante, cio’ che fino al secolo scorso veniva attribuito anche agli ebrei. Secondo alcune leggende, infatti, sarebbero stati gli zingari gli unici disposti a fabbricare chiodi per la crocifissione di Gesu’ e questo ci avrebbe condannati ad una vita di stenti e sacrifici, e secondo altri racconti sarebbero stati degli zingari a negare ospitalita’ alla famiglia di Gesu’ in fuga dall’Egitto. Che perfidi che siamo! Pare proprio che per Gesu' i miei antenati non provassero una grande simpatia, anche se chi non ci conosce bene non sa che l’ospitalita’ e’ una delle azioni a cui non veniamo mai meno, seppur raramente ci troviamo a manifestarla verso i gage’.

A chi mi ha fatto quella domanda, dunque, ho sempre risposto che non credo in un dio, ma credo nella Natura, nella Terra, nel Sole, nella Pioggia e nel Vento, ma soprattutto credo nel Male e nel Bene, due forze contrapposte che siedono sulle due diverse rive del fiume alle quali noi zingari diamo un nome: quella benefica la chiamiamo “Del”, la malefica “Beng”. E’ questo un residuo secolare che l’antico zoroastrismo, con il quale il mio popolo e’ probabilmente entrato in contatto quando in epoca remota ha attraversato la Persia, ci ha lasciato.

Cito dall’Avestā, cioe’ “Il Fondamentale" di Zarathuštra, testo sacro dell'antica Persia.
« I due Spiriti primordiali, che (sono) gemelli, (mi) sono stati rivelati (come) dotati di propria (autonoma) volontà. I loro due modi di pensare, di parlare e di agire sono (rispettivamente) il migliore e il cattivo. E tra questi due (modi) i benevoli discernono correttamente, non i malevoli. Allora, il fatto che questi due Spiriti si confrontino, determina, all'inizio, la vita e la non vitalità, in modo che, alla fine, l'Esistenza Pessima sia dei seguaci della Menzogna, ma al seguace della Verità (sia) l'Ottimo Pensiero »

I due Spiriti primordiali sono Del e Beng, il Bene e il Male, la Verita’ e la Menzogna. A chi segue il primo tocchera’ in sorte la Vita e la Migliore Esistenza, mentre chi segue il secondo otterra’ la Non-Vita e la Peggiore Esistenza. Queste due forze contrapposte influenzano quindi ogni nostra decisione e comportamento, ed e’ in tale modo che arriviamo a dividere tutto in puro ed impuro: se veniamo in contatto con qualcosa di impuro, tutto cio' che ci circonda e’ messo in pericolo. Per questo cerchiamo di evitarlo.

Sono impuri i comportamenti malvagi, l’omicidio, la scarsa solidarieta', l’egoismo e qualsiasi condotta che causa un grave danno a qualcuno. Ed all'impurita' associamo anche il concetto di sfortuna, per tener lontana la quale utilizziamo monili d'oro, metallo per noi prezioso non tanto perche’ vale molto, quanto perche’ e’ considerato l’unico rimedio contro l’impurita’. Impuro e’ anche il mondo dei gage’ ed e’ per questo che esiste, almeno nelle generazioni non giovani, in cui la superstizione e’ piu’ radicata, una forte resistenza all’integrazione.

E l’impurita’ causata dal contatto con i gage’ si manifesta in molte forme. Dalla piu’ lieve che e’ la semplice assunzione di uno stile di vita distante da quello dei nostri antenati, a quella piu’ grave che induce un Rom o una Romni’ a rinnegare il proprio popolo. Non sono poche infatti le persone che, essendo state contaminate dall’impurita’ e corrotte da uno stile di vita intriso di privilegio, oggi fingono di non essere piu’ Rom, quasi se ne vergognano ed arrivano in alcuni casi ad esternazioni di razzismo nei confronti del loro stesso popolo, inusitate persino per chi zingaro non e’.

Il concetto d’impurita’ lo trasferiamo percio’ in ogni aspetto della nostra vita quotidiana, dall’igiene personale - e qui vorrei sfatare uno dei luoghi comuni ricorrenti di chi asserisce che siamo sporchi e puzziamo, in quanto non curare a sufficienza la pulizia del proprio corpo o della propria anima porta irrimediabilmente sfortuna alla persona e a tutto il suo gruppo; e’ per questo che, se ne abbiamo la possibilita’, ci laviamo come e forse piu’ di qualsiasi gage’ - al modo di cucinare, al criterio con il quale scegliamo le persone con cui stare insieme.

Spero con questo mio scritto di aver risposto alla domanda iniziale e di aver soddisfatto la curiosita' di chi mi ha molte volte chiesto di raccontare un po' di piu' a proposito delle usanze del mio popolo che, ovviamente filtrate da una propaganda che vorrebbe gli zingari come causa principale di ogni guaio esistente su questo pianeta, giungono ai gage’ in modo distorto e non corrispondente al vero. Ed e’ a chi ha avuto la pazienza di leggermi fin qui , col desiderio di conoscere qualcosa di me e del mondo che mi circonda, che dedico una stupenda poesia del poeta Rom bulgaro, Usim Kerim.

Nacqui tra le vecchie tende,
in mezzo al vociare degli Zingari
che narrano al chiarore della luna
la favola d' un bianco paese lontano.
Nacqui nella miseria, tra i campi
lungo il Beli Vit, sotto i salici piangenti,
dove l'angoscia trivella i cuori
e la fame pesa nella bisaccia della farina.
Nacqui in un giorno triste d'autunno,
lungo la strada avvolta nella nebbia,
dove il bisogno piange assieme ai piu’ piccini
ed il dolore stilla terso tra le ciglia.
Nacqui, e mia madre moriva.
Il vecchio padre mi lavo’ nel fiume:
per questo e’ forte oggi il mio corpo
ed il sangue mi scorre dentro impetuoso.

martedì 9 novembre 2010

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Che cos'e' una escort oggi?

Riporto di seguito un articolo che mi riguarda apparso oggi su AgoraVox Italia, su Facebook e pubblicato da Cogito Ergo Vomito, blogger con il quale intrattengo rapporti fin da quando scrivevo su Mentecritica, che nei giorni scorsi ha voluto scambiare con me quattro chiacchiere a proposito di quella che e’ stata la mia esperienza di escort, di come sia interpretata oggigiorno la figura della prostituta d’alto bordo e di tutto quel mondo che gira intorno alle notizie di cui si parla tanto a proposito dei recenti accadimenti che coinvolgono la politica italiana e non solo. Buona lettura.

Ma che cos’ è una escort oggi? Intervista a Chiara, ex escort e blogger

Ma che cos’è una escort oggi? Una vittima della società, del velinismo e dei mass media, una persona debole drogata di benessere, una martire contemporanea, oppure è una persona capace astutamente di intendere e di volere, che usa il proprio corpo per raggiungere secondi fini e che ama vendere il proprio corpo? Per provare a fare un po’ di luce su questi ed altri quesiti, ho provato a fare qualche domanda a Chiara, ex escort e blogger da alcuni anni.

Allora Chiara, che cos'è un’escort oggi, e quali differenze noti con il passato?

Innanzi tutto devo precisare che la mia “avventura”, durata un paio di lustri, è terminata già da alcuni anni, per la precisione nel 2001, per cui molte cose nel frattempo potrebbero essere cambiate. Oltre a ciò non risiedo neppure più in Italia seppure non mi sia stancata di seguire con costanza le vicende che riguardano un Paese che continuo a sentire ancora un po’ anche mio. Detto questo, posso dire che la escort oggi è, né più né meno, ciò che è sempre stata cioè una prostituta che rivolge i suoi servigi sessuali – ben pagati – ad una clientela in grado di permetterseli. Non credo perciò che ci sia una sostanziale differenza fra una escort di dieci anni fa, com’ero io, ed una di adesso, come del resto non credo ci sia diversità fra una escort di oggi ed una cortigiana della Venezia del ‘500. Si tratta in fondo dell’esercizio del più antico mestiere, nel caso della escort, però, a differenza di chi esercita in strada o in appartamento spesso in modo frettoloso e freddo, il servizio è rivolto a persone che chiedono un’esperienza più coinvolgente e quindi sono in grado di ripagarla con molto più denaro. Si può parlare dunque di una prostituta di lusso. Le escort sono normalmente modelle, veline, attricette o anche aspiranti tali che, pur ritenendo di avere caratteristiche fisiche adatte, magari sono rimaste fuori dai giochi. Ma possono anche essere prostitute che, dalla strada o l’appartamento “evolvono” e cercano di salire di livello nella loro clientela indirizzandosi verso chi può pagarle di più. Un’importante caratteristica delle escort è che scelgono liberamente di esercitare senza altri obblighi se non la loro esigenza di denaro. Lo fanno quando vogliono e soprattutto fino a quando decidono di farlo. Non hanno padroni o lenoni alle spalle, o almeno non dovrebbero averne perché gran parte della loro reputazione e quindi del prezzo che possono chiedere per le loro prestazioni, dipende molto dalla sensazione di “indipendenza” che riescono a dare, in quanto i clienti delle escort tendono ad evitare ragazze che si suppone abbiano motivi coercitivi che le spingono a prostituirsi.

Chi contatta o chi si rivolge ad un'escort?

Sono, come ho detto, uomini - ma anche donne e coppie - che possono permettersi di pagare un prezzo alto in cambio di prestazioni sessuali condite da tutta una serie di atteggiamenti che, nel gergo dei clienti, rappresentano quella che viene chiamata “girl friend experience”. In pratica la escort deve, se possibile, sembrare un’amante che fa sesso per il piacere di farlo e non perché è pagata. Questo meccanismo fa sì che il cliente non la consideri una vera e propria prostituta, ma quasi un’amica che va con lui per simpatia e desiderio. Quale sia la vera ragione che porta un cliente a pagare moltissimo in cambio di tutto ciò dipende esclusivamente dalle esigenze individuali di ciascuno, ma principalmente egli ha modo di accompagnarsi con chi, di solito, sarebbe fuori dalla sua portata seduttiva. I clienti delle escort (o come vengono chiamati oggi: gli utilizzatori finali – ndr), sono quindi dei normalissimi puttanieri che desiderano però usufruire di qualcosa di più esclusivo che io definirei “illusione”. Una escort, infatti, pur offrendo una prestazione sessuale come ogni prostituta, la offre “confezionata” in una bella scatola e servita in modo tale che il cliente abbia l’impressione di vivere un’avventura erotica “naturale” e spontanea, in qualcosa di più intimo, meno freddo, basato anche sulla simpatia dove, oltre al sesso, chi ne usufruisce trova anche dialogo e scambio intellettuale.

Sono diverse le motivazioni che possono spingere una ragazza ed una donna matura a diventare escort?

Credo che le motivazioni di una ragazza giovane e di una donna matura che scelgono di intraprendere la professione di escort siano diverse fra loro. Per entrambe esiste di sicuro una forte esigenza di accumulare denaro nel breve tempo offrendo solo ciò che Madre Natura ha donato loro, ma mentre una ragazza giovane può essere spinta da desiderio d’avventura e spregiudicatezza, una donna matura spesso arriva al “mestiere” perché capisce di non avere altre strade se non quella di prostituirsi per risolvere determinati problemi che sono comunemente di natura economica. Ciò che avviene, infatti, è che, nel primo caso, una giovane lo fa spesso con incoscienza, ma anche con entusiasmo perché vede che inizia a guadagnare molti soldi facilmente e perciò si sente più furba e fortunata delle altre, mentre nel secondo caso una donna matura ci arriva a causa degli eventi e spesso con sofferenza e disillusione.

Che rapporto ha o può avere un’escort con il proprio corpo?

E’ sicuramente un rapporto di dipendenza. Come farebbe un taxista a lavorare con un taxi scassato? E siccome per la stragrande maggioranza dei clienti il corpo della escort è importante, perché è soprattutto per quello che pagano, è logico che il “taxi” debba sempre essere tenuto in ordine ed efficiente. Se fai la escort, più sei bella, più sei richiesta, e quindi più puoi chiedere come compenso. Ma essere belle non è solo una questione di genetica, quindi basta nascere tali ed il gioco è fatto, occorre anche mantenerla la bellezza e magari evolvere la propria personalità ed anche la propria cultura così da acquisire maggiore sensualità, fascino ed eleganza che sono sempre e comunque elementi indispensabili del successo che può avere una escort perché vanno ad implementare la bellezza fisica.

Che rapporto ha o può avere un’escort con un uomo? E con il proprio uomo?

Conosco escort che hanno una relazione con uomini o anche donne, essendo non infrequente che una escort possa finanche essere omosessuale. Alcune tengono al corrente i loro partner che sono quasi sempre compiacenti, poiché se non lo sono di solito il rapporto si rompe. Altre invece nascondono la loro doppia vita, e giungono talvolta a delle vere tragedie esistenziali in cui non riescono a gestire né l’una né l’altra. Personalmente sono convinta che chi esercita, e nel tempo durante il quale esercita, non debba mai legarsi a nessuno, neppure con chi si mostra compiacente. Questo è un sacrificio necessario per due motivi: il primo motivo è che si esercita meglio la professione essendo libere perché, in ogni caso, chi ha un partner difficilmente riuscirebbe a fingere e a “recitare” la sua parte d’amante appassionata con naturalezza, come la “girl friend experience” richiederebbe. Il secondo motivo è che, eccetto qualche cuckold convinto, qualunque partner anche se compiacente, dentro di sé un po’ soffre nel sapere la propria compagna a letto con qualcun altro, e se non soffre è perché in qualche modo ci guadagna qualcosa. Nel primo caso, dunque, si evita una sofferenza a qualcuno che ci ama, nel secondo caso si evita di farci ingannare da chi in realtà non ama noi, ma altro.

Che rapporto ha o può avere un'escort con i propri genitori?

Anche questo dei genitori è un problema che affligge molte ragazze che scelgono di esercitare. Se i genitori hanno una mentalità chiusa, bigotta e moralista è chiaro che renderli partecipi di ciò che loro non accetterebbero mai significherebbe farli soffrire, e perciò molte ragazze evitano di confessarsi. Altre, come me, forse perché cresciute in ambienti culturalmente diversi e più “aperti” dal punto di vista sessuale, non hanno problemi a rivelare ai propri genitori quello che fanno. Nel fare le prostitute si tratta di mettere in gioco sé stesse, il proprio corpo, la propria mente e la propria dignità. Tutto ciò non appartiene ai nostri genitori, ma a noi e a nessun altro. E’ un nostro patrimonio che possiamo spendere o giocarci come vogliamo perché le conseguenze delle nostre scelte ricadranno solo su di noi. Ci sono genitori che non lo comprendono ed altri invece che, pur preoccupandosi e pur disapprovando queste nostre scelte, riescono a comprenderlo, ed ovviamente, se confessarci o no, dipende esclusivamente da loro.

Ma spesso ci si definisce "escort", termine più gentile ed aulico, per sfuggire al termine "puttana", più concreto e piatto?

Quando racconto di aver fatto la “puttana”, in molti mi dicono che non lo dovrei usare quel termine perché è brutto. Io credo invece che tutto ciò che viene usato per contraddistinguere qualcosa non sia né bello né brutto, ma il giudizio che diamo a proposito dei termini è indicativo di quella che è la nostra scala di valori. Se parliamo di parole “brutte” o “belle”, considero “ipocrita” peggiore di “puttana”, in quanto, come anche zoccola o mignotta, “puttana” non mi offende trattandosi solo di un sinonimo di prostituta che, almeno dal mio punto di vista, descrive una condizione non indegna. Chi si fa chiamare escort e non puttana, o dice di non aver frequentato puttane bensì escort, non fa altro che addolcire una pillola che dentro di sé ritiene troppo amara poiché pensa sia disdicevole fare la prostituta oppure essere puttaniere. E tutto ciò denota ipocrisia oltre ad una grave difficoltà nell’accettarsi.

Chiara per te la prostituzione andrebbe legalizzata?

Il modello sociale al quale, spesso in modo utopistico, mi riferisco contempla una forma di legalizzazione della prostituzione esattamente come contemplerebbe la liberalizzazione delle droghe leggere. Ciò toglierebbe alla malavita organizzata fondi che poi sempre vengono reinvestiti in attività ancor più criminali oppure per implementare quello che io ritengo sia il crimine più odioso: il traffico di esseri umani. Il proibizionismo alimenta l’illegalità e forme di controllo della società basate proprio sulla demonizzazione di ciò che, poi, le caste privilegiate non si fanno mai mancare. Inoltre, una regolamentazione riconoscerebbe alle prostitute quella funzione sociale che sempre hanno avuto e che non è mai stata loro riconosciuta. Se ci pensiamo bene, che differenza c’e’ fra una prostituta ed una massaggiatrice? E’ possibile che tutto lo scandalo stia esclusivamente nel sesso? Cos’ha il rapporto sessuale di così diverso da un massaggio? Esiste tutta un’implicazione morale dietro che poi è alla base di tante storture, patologie, vizi e mancanza di coerenza. E quando una società non è coerente, quando i valori sono invertiti, quando alle cose poco importanti si da’ un’importanza estrema, mentre quelle realmente indispensabili si sottovalutano, ecco che si creano ingiustizie ed anche infelicità. Vorrei ricordare che il sesso è stato demonizzato e relegato al ruolo di un atto moralmente sporco solo in certe società che io definisco malate, mentre in realtà si tratta di un atto gioioso, di condivisione, che unisce le persone e dal quale si ricava sempre un’estrema soddisfazione fisica e mentale. Altrimenti non si capirebbe perché gli uomini, ma in alcuni casi anche le donne, pagherebbero per averlo.

Consiglieresti ad un'amica in difficoltà economiche di fare l'escort?

Lo consiglierei se fossi sicura che quell’amica ha una mentalità tale da potersi accettare in quel ruolo. Non tutte, causa condizionamento culturale o della famiglia, sono in grado di reggere l’impatto morale che essere prostitute comporta. A chi non ha una mentalità libera e lega il sesso esclusivamente al sentimento d’amore, andare a letto con una persona sconosciuta, entrare in intimità in cambio di soldi invece che per soddisfazione personale, può causare molti problemi. Se una cosa la si fa per denaro e basta, ma in fondo ci fa schifo e ci crea problemi, alla fine ne risentirà il nostro sistema nervoso e non basteranno tutti i soldi guadagnati per ritrovare l’equilibrio. Per fare la escort si deve essere “leggere” come la Sabina di Kundera. Non ci si deve porre problemi e si devono considerare i clienti per ciò che sono: persone che pagano perché hanno bisogno di un momento d’estasi mentale e fisica. Il resto non ci deve riguardare. Se sono belli, brutti, simpatici, antipatici, generosi o avari sono semplicemente aspetti che riguardano la loro vita privata ed eventualmente le persone che con loro intrattengono relazioni private. Si fa forse qualche scrupolo una massaggiatrice? Si pone forse problemi se un cliente è brutto o antipatico? Fa parte della professione eseguire “certi atti”, ed una volta eseguito il servizio si lava le mani e torna alla propria vita. Quindi, in definitiva, sì alla prostituzione purché si tratti di una libera scelta e solo se si ha la capacità, soprattutto psicologica, per poter affrontare il giudizio morale con il quale il mondo inevitabilmente tenterà di sommergerci affinché i moralisti ipocriti possano sentirsi migliori ed immacolati.

Che cosa diresti a chi ha deciso da alcuni giorni di fare l'escort, o lo sta decidendo proprio ora in questo momento, mentre ti sta leggendo?

Spero non lo stia decidendo proprio mentre mi sta leggendo. Non voglio incoraggiare nessuna donna a prostituirsi e fra l’altro, in Italia, ciò comporterebbe anche reato, ma dico che fare la escort, per chi ha le capacità, le caratteristiche mentali e fisiche e non ha impedimenti di tipo morale o legami che possano significare sofferenza per altre persone, sia un modo interessante per mettersi in gioco, soprattutto se il sesso non dispiace. Infatti, ciò può unire la possibilità di divertirsi ed allo stesso tempo avere lauti guadagni. Però si deve sempre tenere in mente una cosa: dobbiamo essere noi a gestire la nostra vita e non il contrario. Il guadagnare tanti soldi, l’entrare in ambienti privilegiati, abituarsi al bel mondo, essere corteggiate, desiderate fino al punto di vedere personaggi anche importanti pagare molti soldi per noi, può causare dipendenza, e chi diventa dipendente non gestisce più la propria vita, perde di vista gli obiettivi, procrastina la sua uscita di scena spesso arrivando a vivere patetiche delusioni quando, come attrici dimenticate o pugili suonati, ci si accorge che il nostro momento d’oro è passato. Chi ha carattere può riuscire ad evitare tutto ciò ponendosi obiettivi precisi e limiti temporali molto rigidi che non diano motivo di scuse o giustificazioni per prolungare un’esperienza che deve rappresentare solo una parte del nostro percorso di vita, ma non l’intera nostra esistenza.

venerdì 5 novembre 2010

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I capelli nuovi dell’imprenditore

Molti anni fa, in un paese piccolo piccolo abitato da gente piccola piccola, viveva un imprenditore che era sceso in campo prestandosi alla politica e, grazie ai suoi soldi (dei quali nessuno conosceva la provenienza) e a certe amicizie, era diventato presidente. L’imprenditore aveva pero’ una mania, una cosa alla quale non poteva rinunciare: essendo calvo, ci teneva a mettersi in testa sempre dei parrucchini. Li cambiava di continuo, ne aveva di ogni tipo e di ogni colore, e se ne faceva fabbricare sempre di nuovi da usare in ogni occasione, spendendo moltissimi soldi per acconciarsi elegantemente.

Non si curava dei problemi del suo popolo, ne’ della cultura, ne’ della scuola, ne’ della sanita’, ne’ dello sviluppo economico, ne’ della raccolta dell’immondizia o della disoccupazione. A lui interessavano solo i suoi capelli che dovevano essere sempre bellissimi. Possedeva un parrucchino per ogni ora del giorno e come di solito si dice quando un presidente e’ in riunione al consiglio dei ministri a prendere decisioni importanti, cosi’ di lui si diceva sempre: «E’ davanti allo specchio a provarsi i nuovi capelli».

Nella citta’ in cui abitava, un giorno giunse una zingara che si fece passare per un’esperta fabbricante di parrucchini. Sosteneva di saperli fare con i capelli piu’ belli che si potesse immaginare, perche’ i capelli che usava erano magici. Non solo la consistenza, il colore ed il taglio erano straordinariamente belli, ma i parrucchini fatti con i suoi capelli avevano lo strano potere di diventare invisibili agli uomini che non erano all'altezza della loro carica e a chi era molto stupido.

In realta' la zingara era un'abile truffatrice che raggirava gli allocchi, ma nessuno poteva saperlo.

"Sono proprio i capelli che mi mancano!" penso’ quindi l'imprenditore. "Inoltre potrebbero venirmi comodi per individuare quali delle persone che ho fatto nominare in parlamento non sono all'altezza dell'incarico che ho affidato loro, e riconoscere chi e' stupido. Si’, un parrucchino cosi’ deve essere immediatamente preparato per me!" E pago' alla zingara il prezzo richiesto, affinche’ iniziasse a lavorare il prima possibile.

La zingara monto’ una specie di laboratorio, con un manichino con la testa calva da usare come base per il suo lavoro. Senza scrupoli chiese all’imprenditore altri soldi, promettendogli che avrebbe davvero usato i capelli piu’ belli e piu’ magici esistenti al mondo. Poi lavoro’ fino a notte inoltrata, con la testa del manichino sempre vuota, ma facendo finta che sopra vi fosse appoggiato qualcosa...

"Mi piacerebbe sapere come proseguono i lavori" penso’ l'imprenditore durante la notte, non riuscendo a dormire. In verita’ si sentiva agitato al pensiero che gli stupidi o chi non era degno del suo incarico, non potessero vedere i capelli. Naturalmente non temeva per se stesso, in quanto se era diventato presidente non poteva essere stupido; tuttavia preferi’ inviare in avanscoperta qualcun altro a vedere come stesse procedendo il lavoro della zingara. In citta’ si era ormai sparsa la voce dello straordinario potere di quei capelli e come tutti anche lui era ansioso di scoprire quanto stupido o incompetente fosse chi gli stava vicino.

"Mandero’ il mio bravo ministro Gasparro" decise l'imprenditore. "Lui potra’ stabilire meglio degli altri come sta procedendo il lavoro, dato che ha buon senso e non c'e’ nessuno che sia migliore di lui."

Il ministro entro’ nel salone dove la zingara truffatrice stava lavorando con il manichino con la testa vuota. "Dio mi protegga!" penso’, e spalanco’ gli occhi "non riesco a vedere niente!" Ma non lo disse.

La zingara lo prego’ di avvicinarsi di piu’ e chiese se la consistenza, il colore ed il taglio non erano belli. Intanto indicava la testa vuota del manichino mentre il povero ministro continuava a sgranare gli occhi, ma non potendo dir nulla, perche’ non c'era nulla. "Signore!" penso’ "forse sono stupido? Non l'ho mai pensato ma non si sa mai. Forse non sono adatto al mio incarico? Non posso raccontare che non riesco a vedere i capelli!"

«Ebbene, non ha niente da dire!» esclamo’ l’imbrogliona.

«Splendidi! Bellissimi!» disse il ministro. «Che consistenza setosa, sembrano veri… e che taglio! Proprio alla moda! Si’, si’, diro’ al presidente che mi piacciono moltissimo!»

«Ne sono molto felice!» prosegui' la zingara, e comincio’ ad elencare le varie qualita’ di quei capelli inesistenti. E il ministro resto' ad ascoltare attentamente ogni parola per poterla riferire, poi, al suo presidente.
Cosi’ infatti fece.

L’imbrogliona, vedendo che il ministro Gasparro non se l'era sentita di smascherare il suo trucco, richiese altri soldi per andare avanti con la realizzazione del parrucchino, che l'imprenditore ovviamente accetto' di darle, e continuo’ a fingere di lavorare.

Il presidente, non contento, pero', chiese al suo avvocato di fiducia, Ghedino, di recarsi dalla zingara a vedere come proseguivano i lavori, per sapere quando avrebbe potuto finalmente indossare il magico parrucchino. Ed anche con Ghedino l'imbrogliona recito' la stessa parte recitata con Gasparro, e come era accaduto a colui che l'aveva preceduto, anche il povero avvocato non vide nulla se non un manichino con la testa calva.

«Non sono dei bei capelli?» chiese la zingara, spiegando e mostrando il taglio alla moda di capelli che non c'erano affatto.

"Stupido non sono" penso’ l’avvocato "e’ dunque l’incarico che mi hanno affidato che non e’ adatto a me? Mi sembra strano! Comunque nessuno deve accorgersene!" E cosi’ anche lui lodo’ i capelli che non vedeva e si complimento’ per la bellezza della tonalita’ del colore ed il magnifico taglio alla moda. «Si’, sono proprio magnifici, lo riferiro' al presidente»

In citta’, intanto, tutti parlavano di quei magnifici capelli. Cosi' l'imprenditore decise di recarsi lui stesso per vederli personalmente mentre ancora erano ancora in lavorazione sul manichino, e con un gruppo di uomini fidati, tra cui anche l’avvocato ed il ministro, si reco’ dalla furba zingara che stava lavorando con grande impegno, ma in realta’ fingendo.

«Non sono magnifici?» esclamarono il ministro e l’avvocato. «Presidente, guardi che taglio, che tonalita’ di colore, che consistenza!» e indicarono il manichino vuoto, pensando che gli altri potessero vedere i capelli.

"Come sarebbe?" penso’ l’imprenditore "Io non vedo nulla! E’ terribile! Sono forse stupido? O non sono degno di essere presidente? E’ la cosa piu’ terribile che mi possa capitare". «Oh, sono bellissimi!» esclamo’. «Hanno la mia piena approvazione!» e ammirava soddisfatto, il manichino vuoto; ovviamente non voleva confessare che per lui su quel manichino non c'era niente.

E tutto il suo seguito si adeguo'. Pur non vedendo niente tutti dissero ugualmente: «Sono bellissimi!» e gli consigliarono di indossarli per la prima volta al corteo che doveva avvenire il giorno dopo. «Fantastico, bellissimo, eccellente» esclamarono l'uno con l'altro, e si rallegrarono delle loro parole.

E l'imprenditore, per ringraziarla dello splendido lavoro svolto, consegno’ alla zingara altri soldi, un pendente con una farfallina da appendere al collo, e il titolo di Consigliera Regionale.

Tutta la notte che precedette il corteo la truffatrice resto’ alzata con le luci accese, cosi’ che la gente potesse vedere quanto si dava da fare per preparare i nuovi capelli del presidente in modo che fossero perfetti. Alla fine, finse di togliere il parrucchino dal manichino, taglio’ l'aria con grosse forbici per dare l’impressione di dedicarsi agli ultimi ritocchi, e annuncio’: «Ora i capelli sono pronti.»

Giunse il presidente in persona con i suoi illustri cavalieri, e l’imbrogliona sollevo’ un braccio come se tenesse qualcosa e disse: «Ecco, presidente, adesso ve li sistemero’ sulla testa! Sono leggerissimi! Si potrebbe quasi credere di non averli addosso, ma e proprio questo il loro pregio!».
«Si’» confermarono tutti i cavalieri, anche se non vedevano nulla, dato che non c'era nulla.

«Vuole, Presidente, degnarsi ora di mettersi seduto?» disse la zingara «cosi’ li sistemeremo sulla sua testa proprio qui davanti allo specchio.» L'imprenditore si sedette, si tolse il parrucchino che portava, e l’imbrogliona finse di mettergli il nuovo sulla testa pelata. Poi finse di pettinare qualcosa che non esisteva.

«Come le sta bene! Come le donano!» dissero tutti. «Che taglio! Che colore! Che consistenza! Sono capelli bellissimi!»

«Qui fuori sono arrivati gli uomini della scorta e del baldacchino sul quale dovra’ essere tenuto sopra durante il corteo, Presidente!» annuncio’ il Gran Maestro del Cerimoniale Bondo.
«Si’ anch'io sono pronto» rispose l'imprenditore. «Mi stanno proprio bene, vero?» E si rigiro’ ancora una volta davanti allo specchio prima di avviarsi.

E fu cosi’ che l'imprenditore apri’ il corteo sotto il bel baldacchino, mentrela gente che era per strada o alla finestra diceva: «Che meraviglia i nuovi capelli del presidente! Che splendida acconciatura! Come gli stanno bene!». Nessuno voleva far sapere agli altri che non vedeva niente, perche’ altrimenti avrebbe ammesso di essere stupido o di non essere all'altezza del suo incarico.

«Ma e’ pelato!» disse a un certo punto un bambino. «Signore sentite la voce dell'innocenza!» replico’ il padre, e ognuno sussurrava all'altro quel che il bambino aveva detto.

«Non ha i capelli! C'e’ un bambino che dice che il presidente e’ pelato!»
«E’ proprio pelato!» inizio' a gridare allora tutta la gente. E l'imprenditore, rabbrividi’ perche’ sapeva che avevano ragione, ma penso’: "Ormai devo restare imperterrito fino alla fine". E cosi’ si raddrizzo’ ancora piu’ fiero, e continuo' a farsi trasportare spavaldamente sul baldacchino.

giovedì 4 novembre 2010

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Un sogno infranto

Il giro di danza rituale intorno al fuoco lo ipnotizzo’ irrimediabilmente e guardando quegli occhi, luminosi come due piccole stelle, all'improvviso si senti’ perduto in uno strano mondo.

"Puoi dirmi cosa mi portera’ il futuro?"

Tenendo la sua mano, la zingara ne interpreto’ le linee in un sussurro. Lei conosceva ogni singola parte di lui da molto prima del suo arrivo. Conosceva i suoi pensieri, i suoi sentimenti, i suoi sogni da molto prima di questa vita.

Due sconosciuti che provenivano da due mondi diversi...

Gentilmente gli tocco’ il volto e senti’ la sua fortuna.

"Raccontami una storia cosi’ che io possa dormire tra le tue braccia."

Lei conosceva soltanto storie tristi e preferi’ donargli un rassicurante silenzio. Lui allora le bacio’ gli occhi azzurri, le labbra dolci, i capelli neri di seta e si accorse che stava baciando un futuro che non sarebbe mai arrivato.

C'era una volta, una ragazza zingara..." Inizio’ a raccontare lei, ma lui se n’era gia’ andato.

Non e’ mai facile fidarsi di qualcuno, non e’ mai facile perdere qualcuno una volta che ti sei fidata. "E’ stato tutto un sogno? E’ stato tutto un errore? E’ stato tutto un gioco?" Si chiese. "Perche' se cosi’ fosse... io ho perso ed accetto la mia sconfitta con grazia e con orgoglio gitano." Le cose non possono mai essere le stesse di nuovo...

Lui apri’ gli occhi e si guardo’ intorno nella stanza vuota. La realta’ aveva infranto il sogno. Nell'aria, l’essenza di un dolce profumo fluttuava ancora... e noto’ che in mano stringeva una monetina.

"Ho vinto!" Penso’. "Ho vinto ancora una volta un sogno infranto."

martedì 2 novembre 2010

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Titanic

Adesso basta! Non so voi, ma io non ne posso proprio piu' di certa gente che infesta le istituzioni di un Paese che amo e del quale vorrei ritornare ad essere nuovamente orgogliosa. Anche l'Italia, come l'Ungheria, fa parte di me, della mia vita, della mia cultura, dei miei affetti e delle mie tradizioni. Benche' non lo voglia ammettere, non posso ignorarlo. Sono cresciuta imparando la sua lingua, ho studiato la sua Storia, la sua Letteratura, vi ho conosciuto tante belle persone e quando ho un po' di tempo ci torno sempre volentieri, nonostante negli ultimi anni abbia assistito tristemente alla sua progressiva degenerazione e ad un imbarbarimento generale sempre piu' marcato che mi ha portata piu' volte ad esprimere critiche feroci nei confronti di chi, con il suo voto, l'ha consegnata nelle mani di un bieco affarista senza scrupoli dedito solo ai propri interessi personali.

No, lo dico sinceramente, non sono piu' disposta a sopportare certe esternazioni. Che io sia o non sia omosessuale non ha in questo caso alcuna importanza, perche' se non lo fossi lo diventerei oggi stesso. Ha invece importanza che un vecchio laido di settantaquattro anni, frequentatore di minorenni costrette a prostituirsi o convinte a farlo con la forza del denaro, ormai fuori di senno come il patriarca di Marquez, prossimo alla sua fine politica e forse in procinto di andare finalmente in galera come gia' sarebbe dovuto andare da anni, si permetta di affermare cio' che puo' essere ascoltato in QUESTO VIDEO.

Il limite di sopportazione e' stato da tempo e di gran lunga superato, pero' adesso tutto quanto assume un significato che va oltre le mere questioni di sesso compulsivo di un nano infoiato da qualche igienista dentale disposta ad elargirgli un pompino in cambio di una carica pubblica o un ministero. Adesso diventa una questione di dignita' per le persone che, come me, gia' discriminate per la loro etnia a causa di una politica razzista e xenofoba, vengono anche etichettate come inferiori perche' hanno gusti sessuali diversi da quelli di un povero malato di mente ossessionato dalla figa che, autoproclamatosi sultano, si sente in diritto di decidere quale sia la giusta sessualita'.

La nave che questo ominicchio senza palle ha zavorrato con i suoi leccaculi, scherani, sodali e famigli sta irreversibilmente affondando, questo e' ormai sotto gli occhi di tutti. I topi piu' furbi stanno gia' scappando, abbandonandolo al destino che si merita, e stavolta non ci saranno legittimi impedimenti, lodi ad personam o ghedinate varie che potranno salvarlo dall'ira della gente per aver infangato ormai tutto quello che c'era da infangare, e per aver ridotto l'Italia al paese del bunga bunga, dove ogni aspetto dell'esistenza e' ormai marcio, corrotto, simile a quel mondo che, forse, a causa di chissa' quale patologia, l'uomo piu' ricco e piu' avido d'Italia si porta dentro.

Io credo pero' che gli italiani non siano come lui. Voglio sperarlo e mi attendo a questo punto un rigurgito di orgoglio delle persone piu' oneste che, stanche dello schifo che ormai sta sommergendo ogni cosa, scrivano finalmente la parola fine a quello che di sicuro sara' ricordato come uno dei capitoli piu' ingloriosi ed infamanti di tutta la Storia italiana.


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Oggi mi sento un po' cosi'...

Oggi mi sento un po' cosi'...

Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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