«La musica viene dall'anima e a chi non ha avuto fortuna, le canzoni che parlano d'amore, amore materno, amore tra amanti, rendono migliore la vita. E' stata la musica che ha fatto degli tzigani un popolo forte.»

domenica 28 novembre 2010

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Amo


Amo l'intelligenza, amo la sincerita', amo la generosita', amo chi sa parlarmi ma lascia spazio anche alle mie parole, amo chi sa insegnarmi cio' che ancora non ho imparato, amo chi sa incuriosirmi e chi e' incuriosito da me, amo chi sa ascoltarmi ma resta affascinato anche dai miei silenzi, amo le persone non banali che non si sforzano per esserlo, amo i cani che abbaiano ed i gatti che miagolano, amo la creta bagnata che prende forma sotto le dita ma la amo anche quando, ormai asciutta, resta fragile al tocco. Amo… e vorrei essere amata allo stesso modo. Amata come puo’ essere amata la liberta’.

mercoledì 24 novembre 2010

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Insulto e rutto libero


Ho capito una cosa... anzi, da un po' di tempo non ci facevo piu’ caso, ma l'ho riscoperta sempre piu’ attuale: per molte persone non e’ importante l’argomento di cui si discute, cio’ che conta e’ sfogare quello che hanno dentro, qualsiasi cosa si tratti. Dimostrare la validita’ delle proprie tesi, infatti, non e’ esigenza di confronto, ma qualcos’altro che ha a che fare molto piu’ con aspetti psicologici che, con cio' di cui si discute, non c’entrano niente.

venerdì 19 novembre 2010

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Vampiri di emozioni


Chi solo da poco tempo frequenta il web sicuramente non ha mai avuto l’occasione d’incontrarle, creature della notte che popolano questo bizzarro mondo virtuale e che, come anime senza pace, vagano alla ricerca di ignare prede da attirare nella loro trappola. Chi non sa sottrarsi, inevitabilmente finisce in un incubo partorito da menti perverse, il cui solo scopo e’ trovare i protagonisti da infilare nelle loro assurde soap opera, cosi’ da poterli prosciugare di quell’energia emotiva, che e’ poi la sostanza di cui si nutrono. In Italia non sono ancora conosciuti, mentre altrove, dove Internet ha preso campo da molto piu’ tempo, rappresentano un fenomeno ben noto. Sto parlando dei Vampiri di emozioni.

martedì 16 novembre 2010

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Qualcosa di me


Atzinganoi e’ un termine greco che significa “intoccabili”. Da esso derivano le parole “tzigani” e "zingari" diffuse per indicare un insieme di diverse etnie, principalmente Rom ma anche Sinti e Kale’, originariamente ritenute nomadi e accomunate da un medesimo idioma linguistico: il Romanes. Sono certa che a questo punto qualcuno pensera’: “Oh no… un altro post sugli zingari!” Si’ lo so, rischio di diventare pesante e comprendo che l’argomento possa ad alcuni non interessare, ma devo mantenere una promessa che ho fatto.

mercoledì 10 novembre 2010

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Il puro e l’impuro


Piu' volte mi hanno chiesto se avessi un dio in cui credere. So bene quanto sia importante per certe persone riconoscersi in una fede, in una religione, ma so anche che le religioni e le fedi possono portare all’intolleranza, al settarismo finanche a quelle persecuzioni delle quali il mio popolo e’ sempre stato vittima sin da quando secoli fa, partendo da un punto imprecisato nel nord dell’India, si e’ messo in cammino. E da allora non si e’ mai fermato.

martedì 9 novembre 2010

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Che cos'e' una escort oggi?


Riporto di seguito un articolo che mi riguarda apparso oggi su AgoraVox Italia, su Facebook e pubblicato da Cogito Ergo Vomito, blogger con il quale intrattengo rapporti fin da quando scrivevo su Mentecritica, che nei giorni scorsi ha voluto scambiare con me quattro chiacchiere a proposito di quella che e’ stata la mia esperienza di escort, di come sia interpretata oggigiorno la figura della prostituta d’alto bordo e di tutto quel mondo che gira intorno alle notizie di cui si parla tanto a proposito dei recenti accadimenti che coinvolgono la politica italiana e non solo. Buona lettura.

venerdì 5 novembre 2010

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I capelli nuovi dell’imprenditore


Molti anni fa, in un paese piccolo piccolo abitato da gente piccola piccola, viveva un imprenditore che era sceso in campo prestandosi alla politica e, grazie ai suoi soldi e alle sue amicizie, era diventato presidente. L’imprenditore aveva pero’ una mania, una cosa alla quale non poteva rinunciare: essendo pelato, ci teneva a mettersi in testa sempre dei parrucchini. Li cambiava di continuo, li aveva di ogni tipo e di ogni colore, e se ne faceva fabbricare sempre di nuovi da usare in ogni occasione, spendendo moltissimi dei suoi soldi per acconciarsi elegantemente.

giovedì 4 novembre 2010

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Un sogno infranto


Il giro di danza rituale intorno al fuoco lo ipnotizzo’ irrimediabilmente e guardando quegli occhi, luminosi come due piccole stelle, all'improvviso si senti’ perduto in uno strano mondo.

martedì 2 novembre 2010

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Titanic


Adesso basta! Non so voi, ma io non ne posso proprio piu' di certa gente che infesta le istituzioni di un Paese che amo e del quale vorrei ritornare ad essere nuovamente orgogliosa. Anche l'Italia, come l'Ungheria, fa parte di me, della mia vita, della mia cultura, dei miei affetti e delle mie tradizioni. Benche' non lo voglia ammettere, non posso ignorarlo. Sono cresciuta imparando la sua lingua, ho studiato la sua Storia, la sua Letteratura, vi ho conosciuto tante belle persone e quando ho un po' di tempo ci torno sempre volentieri, nonostante negli ultimi anni abbia assistito tristemente alla sua progressiva degenerazione e ad un imbarbarimento generale sempre piu' marcato che mi ha portata piu' volte ad esprimere critiche feroci nei confronti di chi, con il suo voto, l'ha consegnata nelle mani di un bieco affarista senza scrupoli dedito solo ai propri interessi personali.

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«Le ricerche dedicate alla condizione femminile in eta' antica si scontrano con un ostacolo che e' strutturale: l’assenza pressoche' completa di testimonianze che non siano mediate attraverso una prospettiva maschile, pur con alcune eccezioni, fra cui il caso di Saffo. Le donne antiche sono cioe' oggetto ma non soggetto di testimonianza. Da questo deriva il mio interesse per i discorsi maschili sulle donne, per la costruzione sociale e culturale degli stereotipi e dei pregiudizi relativi al mondo femminile, per la loro frequente assunzione a dogmi pseudo-scientifici e per la loro costituzione in una compiuta teoria della differenza sessuale»

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Il significato della vita

Un professore terminò la lezione, poi pronunciò le parole di rito: "Ci sono domande?". Uno studente gli chiese: "Professore quale è il significato della vita?". Qualcuno tra i presenti che si apprestava ad uscire rise. Il professore guardò a lungo lo studente, chiedendo con lo sguardo se era una domanda seria. Comprese che lo era. "Le risponderò", disse. Estrasse il portafoglio dalla tasca dei pantaloni, ne tirò fuori uno specchietto rotondo, non più grande di una moneta. Poi disse: "Ero bambino durante la guerra. Un giorno, sulla strada, vidi uno specchio andato in frantumi. Ne conservai il frammento più grande. Eccolo. Cominciai a giocarci e mi lasciai incantare dalla possibilità di dirigere la luce riflessa negli angoli bui dove il sole non brillava mai: buche profonde, crepacci, ripostigli. Conservai il piccolo specchio. Diventando uomo finii per capire che non era soltanto il gioco di un bambino, ma la metafora di quello che avrei potuto fare nella vita. Anch'io sono il frammento di uno specchio che non conosco nella sua interezza. Con quello che ho, però, posso mandare luce - la verità, la comprensione, la bontà, la tenerezza - nei bui nascosti del cuore degli uomini e cambiare qualcosa in qualcuno. Forse altre persone vedranno e faranno altrettanto. In questo, per me, sta il significato della vita."

Ecco cos'è il razzismo

Un giorno, in classe, durante un incontro sull’interculturalità, chiesi ai ragazzi di darmi una definizione del termine “razzismo”.
Subito, il più sveglio esclamò:
-Il razzista è il bianco che non ama il nero!
-Bene! Dissi. –E il nero che non ama il bianco?
Mi guardarono tutti stupiti ed increduli con l’espressione tipo: “Come può un nero permettersi di non amare un bianco?”.

(Kossi Komla-Ebri)
Libertà

Noi Zingari abbiamo una sola religione: la libertà.
In cambio di questa rinunciamo alla ricchezza, al potere, alla scienza ed alla gloria.
Viviamo ogni giorno come se fosse l'ultimo.
Quando si muore si lascia tutto: un miserabile carrozzone come un grande impero.
E noi crediamo che in quel momento sia molto meglio essere stati Zingari che re.
Non pensiamo alla morte. Non la temiamo, ecco tutto.
Il nostro segreto sta nel godere ogni giorno le piccole cose
che la vita ci offre e che gli altri uomini non sanno apprezzare:
una mattina di sole, un bagno nella sorgente,
lo sguardo di qualcuno che ci ama.
E' difficile capire queste cose, lo so. Zingari si nasce.
Ci piace camminare sotto le stelle.
Si raccontano strane cose sugli Zingari.
Si dice che leggono l'avvenire nelle stelle
e che possiedono il filtro dell'amore.
La gente non crede alle cose che non sa spiegarsi.
Noi invece non cerchiamo di spiegarci le cose in cui crediamo.
La nostra è una vita semplice, primitiva.
Ci basta avere per tetto il cielo,
un fuoco per scaldarci
e le nostre canzoni, quando siamo tristi.

(Spatzo)

Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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