«La musica viene dall'anima e a chi non ha avuto fortuna, le canzoni che parlano d'amore, amore materno, amore tra amanti, rendono migliore la vita. E' stata la musica che ha fatto degli tzigani un popolo forte.»

mercoledì 28 luglio 2010

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Confessioni di una viaggiatrice compulsiva


C’e’ stato chi mi ha detto che ho un linguaggio che, per quanto sia esplicito, non riesce mai ad essere volgare. Quindi posso scrivere o parlare tranquillamente di ogni tipo di pratica sessuale ed e’ come se parlassi di fiori, di fotografia, di viaggi o di qualsiasi altra cosa. Questo non significa che le persone che mi leggono non s’immedesimino nelle situazioni che descrivo, ma pur essendone coinvolte, fino anche al punto di trarne eccitazione, non riescono ad intravedere quell’aspetto pornografico che e’ proprio di tanta gente che racconta storie in cui ci sia di mezzo il sesso, e per quanto io sia esplicita nelle descrizioni, cio’ che emerge non e’ mai la volgarita’, ma l’erotismo.

domenica 25 luglio 2010

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Buone vacanze


In effetti, osservandovi da fuori, a leggere le notizie che giungono attraverso i giornali, apparite cosi' rintontiti da culi di veline e da pettegolezzi gossippari, che ormai pare che non sappiate piu' neppure che ora e'. Vi state bevendo tutto quello che vi propinano ed ogni cosa, anche la piu' banale, persino se Belen l’ha pelosa o depilata, riescono a trasformarvela in una questione sulla quale scontrarvi all’ultimo sangue, una lotta fra guelfi e ghibellini, fra tifoserie contrapposte, fra chi preferisce il pisello e chi la patatina, fra uomini che odiano le donne e donne che odiano gli uomini.

lunedì 19 luglio 2010

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Mette piu’ a disagio Cappuccetto Rosso di un serial killer


Questo post e’ per sfogarmi. Perdonatemi. Sara’ un po’ lungo e tanto, tanto palloso, talmente palloso che, essendo gentile, vi sconsiglio di leggerlo. Ma se proprio volete farvi del male, se non avete paura di addormentarvi al terzo capoverso oppure non temete crisi di rigetto o anche la possibilita’ di vaghe allusioni nelle quali potreste riconoscervi, proseguite pure, ma lo fate a vostro rischio e pericolo.

Dentro di me provo la sensazione che non dovrei scriverlo, che dovrei glissare, lasciar correre, in fondo chi se ne frega di quello che pensano le persone che peraltro neppure conosco nel reale? E poi la mia vita e’ cosi’ lontana da certi modi di concepire l’esistenza, che di tutto cio’ che avviene oltre i confini del mio fortificato castello potrei anche disinteressarmene, ma poi penso: e’ davvero cosi’ che devono andare le cose?

venerdì 16 luglio 2010

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Il segreto della bellezza - II parte


Quando ebbe modo di averle tutte e tre di fronte, guardandole attentamente penso' di trovarsi nel bel mezzo di un sogno, e se per caso non stava sognando, quelle zingare dovevano davvero possedere il segreto della bellezza. Ma verosimilmente avevano avuto solo la fortuna di essere nate belle ed era probabile che non fossero neppure sorelle come le avevano fatto credere. Forse avrebbe dovuto provare un po’ d’invidia, non era estranea a quel sentimento, ma non ci riusci’.

martedì 13 luglio 2010

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Il segreto della bellezza - I parte


Dalla vetrata la luce entrava abbagliante ed illuminava la grande stanza al centro della quale, su un tavolo rotondo ricoperto da una tovaglia disegnata con coloratissimi fiori, era preparato tutto quello che occorreva per prendere il the: tazze in porcellana finissima decorate l’una diversa dall’altra, una grande teiera, anch’essa in porcellana e con il becco ricurvo, una zuccheriera in argento impreziosito da ghirigori dorati e poi piccoli bricchi e piattini con latte, limone, sciroppi e marmellate varie. In quella stanza, almeno a prima vista, non esistevano altre aperture se non quella dalla quale Simona era entrata quasi in punta di piedi.

sabato 10 luglio 2010

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La sessualita’


Forse non tutti sanno che il corpo e’ una banca dati che memorizza i piaceri, le sofferenze, le ansie e spesso ricorda quello che la mente crede di poter dimenticare. Per tale motivo la sessualita’ assume un’importanza fondamentale nella vita di ogni persona, perche’ da essa, da come viene vissuta, dipende la qualita’ della nostra esistenza cosi’ come viene interpretata dentro, ma soprattutto fuori dal letto.

mercoledì 7 luglio 2010

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La femminilita’ nell’epoca di internet


Avendo letto un interessante articolo nei giorni scorsi, e sperando di discutere con persone che reputo recettive ad un certo genere di argomenti, tento di approfondire un discorso che da tempo m’incuriosisce, qualcosa che non capita di frequente di poter essere esaminato, vale a dire quel tipo di rapporto che il maschio ha con se stesso che lo rende capace di mettere all’opera l’immaginazione in modo quasi esasperato, per giungere a costruirsi una specifica rappresentazione della femminilita’ in uno stereotipo di donna ideale. Avverto che il post sara’ lungo ed anche noioso, per cui mettetevi comodi oppure passate oltre che' il tempo e' prezioso e sprecarlo sarebbe un vero peccato.

lunedì 5 luglio 2010

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La setta dell’ometto be(o)ta


«Da quando Fabrizio (il santone della setta - ndr) ha inviato la lettera alla Aspesi le presenze femminili nel sito-blog sono cresciute e il livello di educazione e di cultura che hanno espresso è di caratura decisamente superiore a quelle delle Dorotee (suppongo volesse riferirsi a Galatea - ndr), Lameduck, Chiare di notte, che prima hanno ironizzato pesantemente sul sito-blog e sui suoi partecipanti per poi venire qui a fare le vittime innocenti. Aggiungerei anche l’ipocrisia degli esponenti di femminile plurale, tipicamente femminista del tipo: te lo voglio mettere nel “didietro” però con il sorriso sulle labbra. Ciò non toglie che nascano molti equivoci e malintesi anche con le più apprezzabili partecipanti attuali al dibattito (praticamente con tutte, infatti dopo un paio di commenti capiscono l’antifona e spariscono… a parte ovviamente Rita che e’ assai probabile si faccia la barba col rasoio elettrico - ndr).

venerdì 2 luglio 2010

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La voce


Ieri e’ stata a suo modo una giornata, per cosi’ dire, particolare. La ricordero’ perche’ per la prima volta ho accettato di cimentarmi in comunicazione vocale - il cosiddetto “voice” - in Second Life. Da moltissimi anni, infatti, come Chiara di Notte mi sono sempre limitata a comunicare solo tramite chat, email oppure con i post ed i commenti scritti sia nei forum che nei blog. La ragione di questa mia decisa chiusura ad ogni tipo di comunicazione che non fosse totalmente “virtuale”, oltre a mera strategia - ritengo infatti che il mistero sia un elemento che contribuisce ad aumentare l’interesse nei nostri confronti e quindi uno strumento da utilizzare a piene mani quando si e’ narcisiste come lo sono io - e’ forse stata anche un po’ psicologica.

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«Le ricerche dedicate alla condizione femminile in eta' antica si scontrano con un ostacolo che e' strutturale: l’assenza pressoche' completa di testimonianze che non siano mediate attraverso una prospettiva maschile, pur con alcune eccezioni, fra cui il caso di Saffo. Le donne antiche sono cioe' oggetto ma non soggetto di testimonianza. Da questo deriva il mio interesse per i discorsi maschili sulle donne, per la costruzione sociale e culturale degli stereotipi e dei pregiudizi relativi al mondo femminile, per la loro frequente assunzione a dogmi pseudo-scientifici e per la loro costituzione in una compiuta teoria della differenza sessuale»

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Il significato della vita

Un professore terminò la lezione, poi pronunciò le parole di rito: "Ci sono domande?". Uno studente gli chiese: "Professore quale è il significato della vita?". Qualcuno tra i presenti che si apprestava ad uscire rise. Il professore guardò a lungo lo studente, chiedendo con lo sguardo se era una domanda seria. Comprese che lo era. "Le risponderò", disse. Estrasse il portafoglio dalla tasca dei pantaloni, ne tirò fuori uno specchietto rotondo, non più grande di una moneta. Poi disse: "Ero bambino durante la guerra. Un giorno, sulla strada, vidi uno specchio andato in frantumi. Ne conservai il frammento più grande. Eccolo. Cominciai a giocarci e mi lasciai incantare dalla possibilità di dirigere la luce riflessa negli angoli bui dove il sole non brillava mai: buche profonde, crepacci, ripostigli. Conservai il piccolo specchio. Diventando uomo finii per capire che non era soltanto il gioco di un bambino, ma la metafora di quello che avrei potuto fare nella vita. Anch'io sono il frammento di uno specchio che non conosco nella sua interezza. Con quello che ho, però, posso mandare luce - la verità, la comprensione, la bontà, la tenerezza - nei bui nascosti del cuore degli uomini e cambiare qualcosa in qualcuno. Forse altre persone vedranno e faranno altrettanto. In questo, per me, sta il significato della vita."

Ecco cos'è il razzismo

Un giorno, in classe, durante un incontro sull’interculturalità, chiesi ai ragazzi di darmi una definizione del termine “razzismo”.
Subito, il più sveglio esclamò:
-Il razzista è il bianco che non ama il nero!
-Bene! Dissi. –E il nero che non ama il bianco?
Mi guardarono tutti stupiti ed increduli con l’espressione tipo: “Come può un nero permettersi di non amare un bianco?”.

(Kossi Komla-Ebri)
Libertà

Noi Zingari abbiamo una sola religione: la libertà.
In cambio di questa rinunciamo alla ricchezza, al potere, alla scienza ed alla gloria.
Viviamo ogni giorno come se fosse l'ultimo.
Quando si muore si lascia tutto: un miserabile carrozzone come un grande impero.
E noi crediamo che in quel momento sia molto meglio essere stati Zingari che re.
Non pensiamo alla morte. Non la temiamo, ecco tutto.
Il nostro segreto sta nel godere ogni giorno le piccole cose
che la vita ci offre e che gli altri uomini non sanno apprezzare:
una mattina di sole, un bagno nella sorgente,
lo sguardo di qualcuno che ci ama.
E' difficile capire queste cose, lo so. Zingari si nasce.
Ci piace camminare sotto le stelle.
Si raccontano strane cose sugli Zingari.
Si dice che leggono l'avvenire nelle stelle
e che possiedono il filtro dell'amore.
La gente non crede alle cose che non sa spiegarsi.
Noi invece non cerchiamo di spiegarci le cose in cui crediamo.
La nostra è una vita semplice, primitiva.
Ci basta avere per tetto il cielo,
un fuoco per scaldarci
e le nostre canzoni, quando siamo tristi.

(Spatzo)

Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)