lunedì 26 aprile 2010

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B-side

Credo che gli uomini, ma anche le donne che come me sono bisessuali oppure omosessuali, abbiano una loro linea di preferenza per quanto riguarda una certa fisicita’ femminile. Non parlo di cio’ che implica l’amore perche’, si sa, quando entra in gioco quello non si tratta piu’ di prediligere una cosa o l’altra in quanto e’ tutto l’insieme che attrae. I pregi vengono esaltati ed ogni difetto magicamente scompare.


A parte il volto e tutti quei dettagli espressivi come lo sguardo, la voce o il modo di gesticolare, vorrei parlare, invece, solo di cio’ che in base a nostre specifiche preferenze, guardando una donna a prima vista, di lei emerge come la parte del corpo che attrae maggiormente.


Quella che stimola quel certo “appetito” negli uomini e che e’ quasi sempre all’origine di quell’ amara, pungente ed inconfessabile invidia nelle altre donne.


Sia che si tratti di un uomo che con lo sguardo ammira e desidera…


Sia che si tratti di un’altra donna che osserva per paragonare se stessa...


Sono convinta che quando osserva una bella donna ogni persona abbia un punto dove si focalizza il suo interesse.


Ed e’ una parte ben specifica del corpo.


Quella superiore che io chiamo A-side, quindi l’addome, il seno, le spalle, le braccia, le mani.


Oppure la B-side, vale a dire la parte inferiore: i fianchi, i glutei, le gambe, le caviglie, i piedi.


Quale, fra questi due ben determinati biotipi femminili istintivamente attrae maggiormente l’attenzione?


Sono ovviamente preferenze e gusti personali.


Vlada, che come A-side era spettacolare, diceva che gli uomini si dividono in due grandi categorie...


Quelli che preferiscono le donne con un bel seno e quelli che impazziscono per un bel sedere.


Ed era basandosi su tale principio che poi, io e lei, ci dividevamo i “compiti” avendo entrambe un notevole successo.

martedì 20 aprile 2010

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Свет Востока

Questo post lo vorrei dedicare a chi legge il mio blog. A chi lo fa ormai da anni ed a chi lo ha scoperto di recente. A chi si trova in sintonia con le mie idee ed a chi invece dissente del tutto. A chi mi stima ed a chi mi detesta. A chi con la sua correttezza e coerenza non mi ha mai delusa ed a chi, ahime’, non ha avuto la capacita' di nascondermi la sua pochezza.

Il web e’ ancora un luogo misterioso ed inesplorato per coloro che si avventurano in questo mare non avendo ben chiara quale sia la vera rotta da seguire. C’e’ chi cerca un luogo di confronto, di conoscenza, di relazione e di rapporti talvolta anche profondi, intimi, che vadano oltre al mero aspetto fisico e riescano a cogliere l’essenza stessa delle persone. Chi percorre questa rotta di solito cerca in tutti i modi di offrire piu’ sincerita’ possibile, perche’ e’ solo in tal modo che puo’ sentirsi a posto dentro di se', come chi si inginocchia davanti ad un confessionale, o si stende sul lettino dello psicanalista e lo fa perche' si fida del sacerdote oppure del terapeuta. Mentire non avrebbe alcun senso se non cercare di rendere vera una grande menzogna anche per se stessi.

Poi ci sono quelli che seguono una rotta diversa: ingannano e si travestono in modo da sembrare sacerdoti o psicanalisti. Il loro approccio con chiunque incontrino, con le emozioni e le confidenze degli altri e’ piu' superficiale, infantile. Quasi da ladri. Forse immaginano un mondo completamente popolato da chi e' fatto come loro e che, quindi, anche dall’altra parte ci sia qualcuno che sta recitando un'interminabile commedia nel tentativo di rubare emozioni e confidenze.

Ma esiste una linea invisibile che divide tutte queste persone, al di qua della quale stiamo noi e coloro che ci sono affini, mentre al di la’ stanno gli altri. Chiunque noi siamo, a qualunque delle due categorie apparteniamo credetemi, non c’e’ possibilita’ d’interazione fra i due fronti se non a costo di grosse delusioni subite ovviamente da chi e’ piu’ debole, cioe’ da chi fidandosi crea i presupposti perche' gli altri possano ingannare.

Il rimedio a tutto cio' parrebbe semplice. Basterebbe non fidarsi di nessuno, giocare anche noi al ruolo di chi si traveste ed inganna, ma il rischio e' la completa solitudine e la cocente disillusione e’ il prezzo che deve essere pagato, ed anche il solo modo che c’e’, per avere la speranza di incontrare chi e’ a noi affine.

E' dunque per chi credo meriti di stare dalla mia parte di quella linea invisibile, per chi nel tempo ha continuato a brillare per coerenza e correttezza e non mi ha mai delusa celandosi dietro false personalita’ di cartapesta, che ho deciso di creare un blog tutto nuovo e speciale.

Свет Востока, che in italiano significa “La luce dell’Est”, sara' accessibile solo alle persone che conosco bene e delle quali posso fidarmi perche' mi hanno dato piu' di un motivo per poterlo fare, e la scelta del metodo ad invito e’ ovvia: ho intenzione di descrivere senza veli la mia attualita’ piu’ reale, semplice, sincera e spontanea, corredando molto volentieri il tutto con alcune delle mie foto piu’ o meno recenti.

Tutti gli altri non si dovranno offendere. E’ logico che non conoscendo chi sta dall’altra parte, io scelga di mantenere la privacy almeno con la quasi totalita’ di chi mi legge, ma soprattutto dovranno evitare di offendersi le persone che mi hanno delusa, che con me si sono comportate da schifo, che con l’inganno ed il travestimento hanno rubato le mie confidenze e le mie emozioni, che hanno scelto di considerarmi non una persona ma un trastullo, un giochino per il loro divertimento, una preda da conquistare, un oggetto da comprare, una cavia da sottoporre a stress…

Ecco, loro, se avranno voglia, potranno continuare a leggermi solo ed unicamente qui.


PS: L'immagine della pagina del blog privato e' volutamente rimpicciolita, cosi' che le foto della mia brutta faccia risultino totalmente inservibili a chi non ha il permesso per guardarle.

domenica 18 aprile 2010

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Il ruggito della leonessa

Sul treno per Budapest c’era pochissima gente. Non sono in molti, infatti, quelli che per il fine settimana partono da Tokaj e si recano nella capitale. Di solito avviene il contrario ed e’ la gente di citta’ che, soprattutto approfittando delle splendide giornate primaverili, si muove verso il lago o la campagna. Avevo scelto uno scompartimento completamente vuoto. Volevo restarmene un po’ per conto mio, senza che ci fosse qualcuno che, come a volte capita, mi attaccasse un discorso per tutto il viaggio. Me ne stavo li’, dunque, per i fatti miei, tranquilla ed intenta a leggere il mio solito libro, quando due uomini saliti alla stazione di Miskolc sono venuti a sedersi proprio di fronte a me, ed hanno iniziato a parlare fra loro in un idioma che conosco fin troppo bene.

Non e’ frequente che s’incontrino italiani su quel treno. In questa stagione finora non mi era mai capitato, ma forse e’ un periodo, questo, in cui sono particolarmente sfortunata e quella non era di certo una giornata baciata dalla sorte. Me ne sarei accorta presto.

Era evidente che nonostante il treno fosse semivuoto e ci fossero moltissimi posti liberi, quei due avevano scelto il mio scompartimento proprio perche’ c’ero io, e perche’ ero da sola. Di tanto in tanto mi sbirciavano e si scambiavano fra loro dei sorrisini d’intesa che mi facevano sentire particolarmente a disagio. Non ho capito che cosa si attendessero e per chi m’avessero presa, ma il loro atteggiamento era quello tipico di chi in Ungheria ci viene per affari, ma anche per altri motivi. In ogni caso, so bene come funzionano certe cose: basta dare un briciolo di confidenza e si rischia di trovarsi di fronte a situazioni che, onestamente, in quel momento, non avevo proprio alcuna voglia di affrontare. Quindi, riposto il libro che stavo leggendo sperando che non avessero notato il titolo in italiano, ho cambiato lettura ed ho iniziato a recitare la parte della viaggiatrice ignorante d’italiano e disinteressata ai loro discorsi. Discorsi che chi ha un minimo di fantasia puo’ facilmente immaginare.

Quando viaggio non vado di certo in giro abbigliata in modo appariscente. Diversamente da come mi vesto quando sono a casa, dove mi piace che si noti la mia etnia e quindi indosso gonne ampie e camicette gitane, in viaggio scelgo abiti semplici, comodi, e che non diano troppo nell’occhio. Come ero appunto vestita: una t-shirt bianca, un paio di normalissimi jeans, stivaletti ed un giubbotto sempre in tessuto jeans. Assenza completa di trucco, ed anche i capelli che normalmente porto sciolti, li avevo raccolti in uno chignon. Pensavo di mostrarmi come una normalissima ragazza neppure tanto attraente, ma a quanto pare sbagliavo, e per evitare i loro sguardi insistenti mi sono riparata ulteriormente dietro a dei pesanti occhiali da sole.

Certo, lo so, avrei potuto benissimo alzarmi, prendere la mia roba e cambiare lo scompartimento, pero’ mi seccava mostrarmi intimidita dalle loro avances, e confidavo che di fronte al mio gelido disinteresse alla fine i due si sarebbero stancati e si sarebbero messi tranquilli. Ed infatti cosi’ e’ stato. Dopo qualche goffo tentativo per ottenere una mia risposta chiedendomi le cose piu’ diverse, prima in un improbabile magiaro poi in un approssimativo inglese, vedendomi distaccata con lo sguardo imperscrutabile continuamente fisso sul mio libro i due hanno presto desistito dai loro propositi iniziali ed hanno incominciato a chiacchierare delle loro cose, ignari del fatto che capivo tutto quello che dicevano. Erano entrambi del nord dell’Italia ed uno aveva una particolarissima quanto antipatica erre moscia.

Fra una telefonata e l’altra, immancabilmente ad alta voce ed incuranti dell’educazione, hanno parlato un po’ dei loro affari, dei loro amici, delle loro beghe familiari. Poi ad un certo punto il loro discorso e’ caduto su un argomento che mi ha messa alquanto di cattivo umore.

“Gli zingavi non vispettano le regole della societa' mai, in nessun caso” ha iniziato a dire quello con l’erre moscia. “Sono dei violenti con le donne, i bambini e gli animali. Picchiano, uccidono e violentano.”
“ E’ vero! Vivono, cagano, rubano e violentano!” ha risposto l’altro facendo l’eco. “Poi hanno sempre diritto ad avere luce, gas, acqua e alloggi gratis. E noi paghiamo per tutti, ma loro girano in Mercedes e BMW. Sono un popolo di ladri. Vivono di furti, di rapine, di truffe, controllano il traffico di stupefacenti e mandano i bambini ad elemosinare.”

Posso capire che i due non sapessero di essere ascoltati da chi conosceva la loro lingua, pero’ mi chiedevo come potessero essere cosi’ stupidi da andare in giro parlando in quel modo, non rendendosi conto che in Ungheria, dove gli tzigani rappresentano quasi il sette per cento dell’intera popolazione, non e’ raro trovarsi su un treno di fronte a qualcuno che vive di furti, di rapine, di truffe, gestisce il traffico della droga e manda i bambini ad elemosinare.

In ogni modo devo ammettere che certi pregiudizi sono difficili a scomparire. Anche nel mio paese, nonostante le politiche d’integrazione attuate dal governo fin dal 1993, tuttora fra i Rom permangono dei grossi problemi che non sono facili da risolvere. Basta recarsi nell’ottavo distretto, uno dei quartieri piu’ poveri e degradati di Budapest, nei pressi di Józsefváros, per avere un’idea chiara di quanta sia la strada che ancora deve essere percorsa. Io stessa mi trovo a combattere ogni giorno contro quelle tradizioni arcaiche e talvolta disumane radicate nella mia gente, ma il percorso non e’ semplice, e troppe volte e’ costellato di incomprensione, di insuccessi, e di frustrazione. Solo chi e’ nato e vissuto in un certo contesto puo’ capirlo, e solo se ha la pazienza e la voglia di impegnarsi, puo’ scardinare quelle serrature che tengono prigioniere certe mentalita’, illuminandole.

La mia gente mal accetta quando le regole vengono imposte dai gage’, e solo chi ottiene la fiducia del clan ha la capacita’ di farsi ascoltare. E farsi concedere la fiducia non e’ semplice, e’ un lavoro lungo, faticoso, che si costruisce poco a poco. Solo chi da anni si impegna direttamente sul campo ed affronta il tutto come una missione, sa dunque come muoversi all’interno di un mondo, quello degli zingari, che non e’ esente da pecche, da comportamenti che possono rasentare l'incomprensibile, dove niente e’ perfetto e tanto lavoro deve essere fatto. Ma anche se tutti questi problemi esistono, e’ pur sempre vero che la condizione sociale e culturale dei Rom in Ungheria e’ completamente diversa da quella che e’ la realta’ del nomadismo in Italia. Sono tanti, infatti, gli zingari ungheresi che hanno avuto la fortuna di studiare ed emanciparsi. Io stessa ne sono un esempio. Per questo non accetto le generalizzazioni che minano alla base tutto il lavoro al quale mi dedico con estenuante fatica, e che inizia soprattutto dal rispetto, dalla tolleranza e dalla comprensione.

Nel sentire quei discorsi ad un certo punto sono stata tentata di togliermi la maschera e di gridare forte cio’ che pensavo del razzismo, pero’ mi sono trattenuta. Ho pensato che una reazione di quel tipo non sarebbe servita a niente se non un inutile litigio con due sconosciuti in uno scompartimento di un treno. Cosi’ ho stretto i denti tentando di continuare a leggere, ma ormai ero completamente distolta dal libro e dentro di me sentivo crescere sempre di piu’ quel vago mal di stomaco che, lo sapevo, si sarebbe presto trasformato in nausea.

“Sono spovchi, puzzano e non si lavano” ha continuato quello con l’erre moscia. “Salgono sugli autobus e non pagano il biglietto. Sono maleducati, avvoganti e a lovo tutto e' pevmesso pevche' c’e’ chi li tolleva in tutto e pev tutto. Altvo che aiutavli, andvebbero vinchiusi nei campi di concenvamento, Vom di mevda!”

In quell'istante ho capito che tutte le buone intenzioni alla fine finiscono nel nulla. Quando la nausea diventa insopportabile e le parole entrano dentro come lame roventi nel burro si fa presto a dire “chi se ne frega”, ma e' l’istinto che prende il sopravvento e ci sono solo due alternative: frustrarsi o reagire. Ed e’ a quel punto che c’e’ stato un attimo, un secondo immobile, in cui li ho guardati consapevole di avere in mano un libro bello pesante e con la copertina brossurata. Ho chiuso gli occhi. In quel momento l’unica alternativa mi e’ sembrata quella di alzare quel libro e sbatterlo sulla faccia dello stronzo con l’erre moscia. Gli avrei voluto stampare un bell’occhio nero. Invece, con calma, l’ho riposto dentro la sacca da viaggio, e con voce tranquilla ho iniziato.

“Rom. Si dice Rrom… la ‘r’ va raddoppiata, resa forte, graffiante… Rrom. Significa uomini liberi e non li si puo’ rinchiudere in un campo di concentramento. Qualcuno lo ha gia’ fatto settant'anni fa...”

I due mi hanno guardata con aria stupita. Ormai concentrati sui loro discorsi, si erano quasi scordati della mia presenza ed in quell’istante hanno capito di aver parlato troppo e male.

“In magiaro e’ Romák” ho continuato mentre raccoglievo il mio bagaglio quasi mi stessi preparando a scendere dal treno. “Si deve aprire bene la ‘a’, allungarla come nella parola ‘largo’: Rromák… ricordarsi anche della 'r'. Non e’ difficile...”

Ho abbozzato un mezzo sorriso, falsissimo ed eloquente, da cui si capiva alla perfezione cio’ che pensavo di loro. Poi mi sono alzata, ho tolto gli occhiali liberando gli occhi ed ho sciolto i capelli.

“Romní, ecco cosa sono… ma anche tzigana, gitana o zingara va bene lo stesso. I gage' mi hanno chiamata in cento modi diversi, persino sporca, ladra, bugiarda… ma sono e restero’ sempre una donna libera. Perche’ questo significa Romní” ho concluso con gli occhi che balenavano disprezzo. “Rromní… la ‘r’ deve essere graffiante, come il ruggito di una leonessa.”

Non so cosa abbiano pensato di me. Forse che ero una matta fuggita da qualche manicomio. Non mi sono trattenuta abbastanza a lungo per ascoltare quello che avevano da dire. Sono uscita in fretta ed ho proseguito il viaggio fino a Budapest seduta in un’altra carrozza, leggendo serenamente il mio solito libro.

lunedì 12 aprile 2010

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Guida pratica per uccisori di bambini

Per prima cosa assicuratevi di stare dalla parte giusta: quella dei buoni. Non dovete assolutamente sbagliare, anche se i cattivi sono facilmente riconoscibili essendo tutti quanti sporchi, brutti, barbuti, e sono noti per costringere loro donne a ricoprirsi dalla testa ai piedi con un orribile ed assurdo velo.

Da che mondo e’ mondo le guerre contro i cattivi che istigano all’odio, oltre che giuste sono anche sante e quindi benedette. Se ammazzate il nemico, quindi, non vi aspettano solo gli onori e le medaglie, oltre ovviamente ad un po’ di quattrini che male non fanno, com’e’ giusto che sia, ma in tal modo vi garantite anche il perdono eterno, esattamente come chi mille anni fa si reco’ in Terra Santa per riconquistarla agli infedeli.

E se invece del nemico vi capita di ammazzare dei bambini, non fatevene un cruccio. Oltre a trattarsi di probabili futuri terroristi sporchi, brutti e barbuti, voi non avete alcuna colpa. Non avrebbero dovuto trovarsi in quel posto. Che ci facevano li’ quei bambini? E’ forse colpa vostra se ci sono dei paesi barbari e sottosviluppati dove c’e’ la guerra? E dove c'e' la guerra, la gente muore. Sfiga per loro!

Voi i vostri figli, giustamente, li proteggete. Non li lasciate indifesi in mezzo ai proiettili vaganti. Li mandate a scuola, se possibile in una di quelle gestite dai preti. Per questo motivo il vostro contributo dell’otto per mille lo date volentieri alla Chiesa e non a quei talebani di Emergency. Con i talebani di Emergency i vostri figli imparerebbero solo ad odiare, mentre con i preti imparano i principi della tolleranza, dell’amore, e tante altre belle cosine…

L’importante, qualora vi accadesse di ammazzare un bambino, e’ che evitiate in ogni modo di turbare le coscienze delle tante brave persone che a casa in tv vi acclamano come eroi, e che in coro cantano l’inno nazionale con la mano sul cuore sventolando felici le bandierine. Non dovete assolutamente allarmarli con notizie tendenziose che creano solo disfattismo, e che non vi aiutano di sicuro nella vostra opera di estirpazione del male e di diffusione della democrazia.

E se per caso c’e’ qualcuno che vi denuncia perche’ ha visto quello che avete fatto, non un e’ problema: e’ sufficiente che mettiate su un bel casino dove lo incastrate accusandolo di essere un fanatico amico dei terroristi, magari mettendogli in tasca una bella pistola carica che lo dimostri. Se poi certi ministri vi danno pure una mano, il resto viene da se’. Ricordatevelo sempre: voi siete i buoni, gli altri i cattivi.

domenica 11 aprile 2010

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Satira, odio o ipocrisia?

Leggo oggi della polemica nata a seguito della pubblicazione su "L'Unita'" di una vignetta di Sergio Staino dai toni decisamente forti che e' stata molto criticata da esponenti di ogni parte politica.

Credo che Staino abbia esagerato nell'esporre il suo pensiero. Avrebbe potuto benissimo tenerlo per se' in quanto e' decisamente offensivo per coloro che si sentono solidali con chi e' citato nella sua battuta. Pero' non comprendo neppure chi considera una tale esternazione come un atto terribile di terrorismo, augurando al vignettista le peggiori cose, persino la morte, dimenticandosi che una vignetta o una battuta, per quanto politicamente scorretta, anche se puo' offendere non uccide nessuno.

Se mai c'e' da chiedersi quanta sia la gente che in Italia ha pensato sommessamente la stessa cosa e per ipocrisia ha evitato di dirla.

sabato 10 aprile 2010

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L'Ungheria sterza a destra

Domani saro’ chiamata a dare di nuovo il mio contributo elettorale. Stavolta per il paese in cui sono nata. Anche se so bene che il mio voto non cambiera' niente perche’ ormai i giochi sono fatti, lo scopo per me e per la mia gente non e' tanto quello di far vincere un partito o l'altro, bensi' mandare in Parlamento (che noi chiamiamo Országgyűlés - Assemblea Nazionale) i rappresentanti che tengano vive le istanze della nostra minoranza.

In ogni caso e' scontato che i socialisti di MSZP perderanno queste elezioni ed i conservatori di Fidesz le vinceranno. I sondaggi sono chiari ed annunciano una forte vittoria del partito conservatore attualmente all'opposizione con il ritorno al governo, dopo otto anni, del suo leader Viktor Orban. Ma cio' che piu' mi preoccupa e' che l'estrema destra nazionalista, superando per la prima volta lo sbarramento del 5%, entrera’ in Parlamento.


La coalizione di governo formata da socialisti e liberali e' ormai logora e screditata agli occhi di tutti a causa della politica di tagli alla spesa messa in atto come contrasto alla crisi. Una politica che a mio parere ha dato i suoi buoni frutti perche' ha permesso al governo tecnico di Gordon Bajnai di risanare i conti pubblici e di riportare il deficit sotto il 4%. L'effetto di questo risanamento e' stato il rafforzamento del forint ungherese sull'euro del 15% che ha portato di fatto il Paese fuori dal rischio di bancarotta, in quanto capace ormai di finanziarsi da solo. Ma i risultati positivi ottenuti da Bajnai non sono sufficienti per creare negli elettori la voglia di votare nuovamente per i socialisti a causa anche della totale perdita di credibilita’ imputata al vecchio governo di Ferenc Gyurcsany, bollato dalla destra come governo comunista. Oltre a cio’ i liberali, sebbene siano stati i principali protagonisti della svolta democratica nel 1989, sono praticamente spariti dalla scena politica e il loro simbolo non figurera' piu' neppure sulla scheda elettorale.

Ma la vera partita politica viene giocata tutta a destra fra i due partiti che oggi la esprimono, quello moderato di Fidesz e quello estremista e razzista di Jobbik. Tutto sta, infatti, se Fidesz riuscira' a conquistare una maggioranza di due terzi in Parlamento, poiche' attribuendo la Costituzione ungherese poteri straordinari a chi ha la maggioranza assoluta, cioe’ di due terzi, Orban potra’ in tal modo realizzare quelle riforme strutturali di cui il Paese ha necessita’. Riforme che non sono state fatte dai socialisti in quanto non avevano una maggioranza sufficiente.

Parlare di riforme ungheresi in questi giorni in cui lo stesso tema e’ presente anche nella politica italiana e' un’occasione per poter fare delle similitudini, ma si tratta di riforme completamente differenti. Le riforme di cui i magiari hanno bisogno non sono affatto i lodi ad personam, le intercettazioni, i processi brevi, le depenalizzazioni, i legittimi impedimenti oppure i presidenzialismi alla francese dei quali alla gente non interessa una beata fava, quanto riforme che supportino l’economia ed aiutino il Paese ad uscire piu’ velocemente dalla crisi. Quindi proseguire sulla strada di una ristrutturazione dell’apparato statale in modo da renderlo piu’ efficiente di quanto sia, migliorare il sistema pensionistico, quello sulle tutele sociali, quello scolastico, riformare la giustizia ma solo per rendere piu' snello il processo civile, incentivare la ricerca, introdurre norme che rendano appetibile per i capitali stranieri gli investimenti in terra magiara e cose del genere.

Si tratta quindi di riforme che, anche se richiederanno delle modifiche costituzionali, non incideranno fortemente sulla struttura delle istituzioni poiche’ L’Ungheria non ne ha davvero bisogno essendo gia’ dal 1989, anno in cui e’ stata modificata la vecchia Costituzione del 1949, una repubblica che ha allineato la propria struttura istituzionale a quella dell’Europa, ovvero ai principi della separazione dei poteri, alla democrazia parlamentare ed alla difesa dei diritti umani. La Costituzione ungherese e’ infatti una delle piu’ sintetiche e meno ingarbugliate del mondo e regola solo due aree specifiche e fondamentali: l'amministrazione dello Stato (governo nazionale, governi locali e organizzazioni per la tutela dei diritti umani) ed i diritti fondamentali dei cittadini.

Ad ostacolare la strada di queste riforme, pero’, c'e' il partito dell'estrema destra razzista il cui leader Gabor Vona, che per la prima volta otterra' i voti per entrare in Parlamento e la cui ideologia si ispira a quella dei nazisti delle croci frecciate, ha gia' sfidato Orban. "Non vedo l'ora che ci confrontiamo in Parlamento sulla rapina delle multinazionali, le devastazioni dell'Unione europea, la criminalita' tzigana, la corruzione, e la proprieta' della terra ungherese" ha detto sicuro del suo successo.


Jobbik alle ultime europee ha infatti ottenuto quasi il 15% dei voti raccogliendo la frustrazione delle persone piu' becere, ignoranti, violente e meno disposte alla tolleranza, e promette di ribaltare tutto cio' che di buono e' stato fatto negli ultimi vent’anni, facendo leva sullo scontento generale, aizzando all'odio razziale contro gli tzigani, gli ebrei, gli omosessuali, i comunisti e gli stranieri.

Sono mezzo milione gli elettori che non hanno ancora deciso se votare Fidesz o Jobbik, e saranno loro a far pendere l'ago della bilancia da una parte o dall'altra.

venerdì 9 aprile 2010

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Che la primavera sia con te, Skywalker!

Suvvia, caro Luke, anche se fai finta di non mettere il naso qui so che ci vieni spesso. Capisco che talvolta subentri l'orgoglio e che deve essere dura ammettere che se non ci fossero state alcune di noi ragazze a scrivere dei post sul neonato movimento al quale sei fiero d'appartenere, facendovi un po' di pubblicita', tu ed i tuoi compagni di onanismo cerebrale non sareste stati cagati da nessuno, ma proprio da nessuno. Fidati. Ed invece adesso (alleluia) potete contare su un pubblico di tutto rispetto, soprattutto di tanti uomini che si sentivano orfani e che hanno trovato in voi un punto di riferimento. Un luogo in cui possono sentirsi finalmente sfigati esattamente come tutti gli altri. Quindi, piuttosto che insistere ad inviami dei messaggi nel blog di Giosby, sventolandomi davanti agli occhi il drappo rosso della provocazione al quale, lo sai, non so resistere, potresti anche iniziare a ringraziarmi.

Eccheccavolo! La gratitudine non l'hanno insegnata a voi maschietti betini?

Devo dirti che leggere anche oggi quell'educato commento che mi dedichi e che non contiene neppure un filo d'astio, e' sempre un piacere. Sapessi come corrobora la giornata. Aaahhh! respirare a pieni polmoni tutto il livore che esprimi mentre fuori splende il sole primaverile e dalla finestra posso osservare gli alberi da frutto che si riempiono di fiori... tu non puoi capire, ma e' qualcosa di magnifico.

In ogni caso mi sa che sono rimasta soltanto io a prestarvi ancora un briciolo di considerazione. Lameduck e Galatea hanno di sicuro altre cose da fare che non occuparsi delle vostre beghe esistenziali e della vostra difficolta' a trovare uno straccio di donna che ve la dia gratis. Le conosco quelle due perfidone. Non lo fanno per cattiveria. E' che ogni tanto si divertono a scarabocchiare i blog degli sfigatelli. Chiamala la loro piccola insana passione, ma chi e' che non ne ha?

Si deve pero' ammettere, e qui sarai d'accordo con me, che sono delle ottime writers, sanno scarabocchiare molto bene, ma purtroppo, ahime', si annoiano presto. E poi, abitando in citta', hanno sicuramente un sacco d'interessi alternativi: cinema, teatro, sport. Invece da queste parti, ai confini della Transilvania, in mezzo ai lupi che ululano di notte, dove se si guarda fuori dalla finestra, rigorosamente incorniciata di aglio, si vede solo campagna e ancora campagna, abbiamo pochi divertimenti; il tempo non passa mai e la giornata e' spesso noiosa. Quindi, diversamente da loro posso dedicare ancora un po' della mia attenzione a te e a tutti i tuoi simpatici amici. Sei contento?

So che scrivendo di nuovo di voi annoiero' forse gli altri che mi leggono, ma ve lo meritate. Il vostro blog e' cosi' denso di contenuti intelligenti (ne ho letti alcuni con attenzione) che credo stia diventando davvero un luogo di riflessione e di stimolo. Soprattutto al mattino, dopo il caffe' e la sigaretta. Anche se a me fa effetto lo stesso pur non essendo fumatrice e non bevendo caffe'.

No no... non disturbarti a ringraziare. Contrariamente ai miei principi deontologici di seria professionista che si e' sempre fatta pagare per tutto, ve lo faccio gratis il servizietto. A proposito, ti ho gia' spiegato che se mi chiami puttana non mi causi nessuna emozione, vero? Anzi, sii gentile, se per te non e' un problema preferirei che usassi il termine "zoccola". Con la "z" forte, quasi raddoppiata e l'accento deciso sulla prima "o": zzòccola. Capito?

Anche "troia" mi piace, quantunque non sia molto adatto. Afferisce, infatti, come ho spiegato piu' volte, ad un comportamento personale e non ad una professione e siccome tu personalmente non mi conosci, non puoi sapere se davvero sono troia oppure no. Pero' (e qui te lo dico sommessamente, quasi bisbigliandoti all'orecchio) mi stuzzica molto sentirmelo dire, sai? Se proprio devo essere sincera, per me l'apoteosi e' quando mi si dice "troia di una zzòccola". Non riesco a non eccitarmi...

Ti avevo comunque consigliato, per acquisire dimestichezza con gli insulti cosi' da imparare come far contenta una donna che ha, come me, questo bizzarro vezzo, di esercitarti prima di tutto cone le donne che piu' ti sono vicine; quelle che conosci meglio. Potresti avere delle incredibili sorprese.

Ti auguro una buona giornata e... che la primavera sia con te, Skywalker!

mercoledì 7 aprile 2010

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Quando la gente s'incazza... s'incazza

Sono di queste ore le notizie che sia in Thailandia, sia in Kyrgyzstan sono in atto rivolte popolari ed e' stato decretato lo stato d'emergenza. In Thailandia le ragioni della sommossa delle cosiddette "camicie rosse", che superando gli sbarramenti ed abbattendo con un camion i cancelli del Parlamento si sono introdotte nell'aula principale costringendo i deputati a scappare dalle uscite di sicurezza ed i ministri a fuggire con elicotteri atterrati sul tetto, sono principalmente politiche, in quanto vengono chieste le dimissioni dell’attuale premier Vejjajiva e la convocazione di nuove elezioni.

In Kyrgyzstan, invece, i motivi sono di natura soprattutto economica. La protesta riguarda infatti l’aumento del prezzo del carburante, addebitato alla corruzione del governo. Gli scontri sono ancor piu' furiosi di quelli che avvengono in Thailandia. Pare infatti che il ministro degli interni Moldomusa Kaongatiev sia stato ucciso a bastonate e che il primo piano dell'edificio che ospita il Parlamento sia stato dato alle fiamme. Le notizie, comunque, sono ancora frammentarie e spesso smentite dopo pochi minuti, ma pare che negli scontri abbiano gia' perso la vita decine di persone.

Non esprimo commenti. Tutto quello che avevo da dire sta nel titolo.

domenica 4 aprile 2010

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Poveri ometti beta!

Anch'io, seguendo le orme di Lameduck e di Galatea, sono approdata alfine, se pur momentaneamente perche' sono stati velocissimi a bannarmi esattamente come presumo siano velocissimi in altre cose, nel blog degli ometti beta. Coloro che ritengono di essere dei poveri derelitti perche' noi donne brutte e cattive ma soprattutto poco intelligenti, invece di scegliere loro per scopare vogliamo essere pagate, oppure preferiamo tutt'altro tipo di maschio, oppure altre donne o tuttalpiu' farlo con le dita!

Cio' che penso dei frustrati che non hanno il coraggio di uscire dal bozzolo in cui la mammina li ha avvolti fin da quando erano piccoli, eternamente alla ricerca di una rassicurazione sulle dimensioni del loro pisellino, sfigati cronici destinati ad essere cestinati dal setaccio evolutivo, immaturi che vagano per il mondo convinti che se non li scegliamo e' perche' siamo mentecatte, l'ho scritto piu' volte senza usare mezzi termini. Ma questi ometti beta sono ancor piu' incoerenti e in malafede di altri perche' pur dichiarandosi di sinistra e quindi discordi rispetto a quello che affermano i fascisti sessisti, hanno idee che non sono poi cosi' distanti: in fondo anche loro sono convinti che noi donne siamo solo oggetti sessuali creati al solo scopo di sollazzare gli ometti, tutti, i quali hanno il diritto trascendentale di vedere i loro desideri soddisfatti. E guai a chi si permette di non acconsentire.

Solo che, poveretti, non sanno che nonostante i loro piagnistei infiniti questa volta la mammina non sara' li' pronta ad accontentarli, e la scelta che avranno sara' fra cambiare atteggiamento, pagare oppure masturbarsi in eterno.

Come al solito (conoscete un po' il mio carattere) mi sono lasciata coinvolgere e sono caduta nella polemica. Non ho saputo resistere. Lo so che avrei dovuto glissare e lasciar perdere, pero' entrare in quel luogo non e' stato del tutto inutile; ho avuto modo di conoscere anche Giosby che, da uomo, la pensa in modo del tutto diverso e che per le sue idee e' stato, ovviamente insultato ed ostracizzato. Pero' adesso il suo blog e' definitivamente segnalato nel mio blogroll.

Agli ometti beta ed al loro "capetto", quindi, dato che e' talmente presuntuoso da credere che il mio interesse per il suo blog vada oltre la mera provocazione e la presa per i fondelli, dedico un articolo che, anche se non e' mio e rubo dal blog di Fikasicula, descrive esattamente cio' che penso.


Lettera ad un misogino mai evoluto

"Non so perchè ti scrivo o forse si ma non importa. Quello che è importante è che questa lettera arrivi a te e ti faccia capire che la terra che calpesti non ti appartiene perchè la calpesto anch'io. Il cielo che vedi non copre solo te e quei raggi lassù, li vedi?, non riguardano solo te. Riscaldano anche la mia carne.
L'aria è fatta per farci respirare entrambi eppure a guardarti sembrerebbe sia lì solo per te. Come se ogni volta che tiro il fiato io debba chiedertene un'oncia. Per favore. Con sguardo supplice.
La tua avversione per la condivisione si capisce da queste piccole cose. Ti sei appropriato di tutto e pensi che io debba pagarti un fitto per ogni giorno in più che mi concedi. Ti sei appropriato finanche di cose astratte, concetti che hai inventato per sottomettermi.
Ma tu davvero hai una vaga idea di cosa sia l'anima? Sei proprio sicuro che se anche ne esistesse una tu potresti rivendicarne il copyright?
Nei secoli di insulti me ne hai rivolti tanti. Mi hai considerata monca, malata, senza cervello, mancante di abilità e nel frattempo terrorizzavi il mondo ogni volta che mostravo di essere tutt'altro.
Mi ricordo ancora della prima volta in cui mi hai scoperta a toccarmi. Non facevo niente di male. Mi procuravo piacere. Per te fu più che una offesa. La ritenesti la privazione di un diritto. Mi denunciasti come si fa con un disertore.
Pensavi che il mio corpo potesse appartenere a te e mi hai sputato in faccia chiamandomi "perversa", "posseduta dal diavolo", "puttana".
Mi hai confinata ai margini della vita, delle arti e delle scienze ritenendo perfino che io non meritassi il "dono" del "miracolo" della procreazione.
E ho combattuto tra doveri e pregiudizi, perennemente sotto sorveglianza di un tutore che mi ha trattata come se ogni mia scelta fosse il sintomo di una follia.
Oggi che le donne possono parlare e che io finalmente posso dirti quanto sei reazionario e legato ad un mondo che non dovrebbe esserci più, torni ad avere rimpianti, a manifestare misoginia in tutta la sua violenza, con le parole, con le azioni, con i gesti, con le aggressioni personali e collettive.
Tenti disperatamente di riacchiappare gli uomini che si sono evoluti e raggruppi cumuli di squilibrati per la tua personale crociata contro le donne. Un esercito di fanatici mercenari che immaginano ancora di poter demonizzare e criminalizzare la differenza tra i generi, voi contro di noi. Un esercito di mercenari che sfruttano e creano sovente anche divisioni di classe, di etnia, di cultura per sottomettere chiunque sia diverso da loro, chiunque non la pensi come loro.
E chiami infatti gli uomini che non la pensano come te "pentiti" o "froci". Insulti le lesbiche, i gay e le trans perchè scelgono e vivono diversamente da te e a prescindere da te. Invece lusinghi le donne che ritieni di aver strappato all'altro fronte, corpi che consideri solo come colonie da annettere e assimilare, con parole viscide, incattivite, che offendono l'intelligenza di chiunque.
Non hai capito ancora, davvero, che il mondo è fatto di persone assai diverse che non puoi sottomettere e che la accettazione della diversità, l'integrazione, le pari opportunità, sono gli unici obiettivi possibili. La discriminazione non può aver posto e non c'è posto neanche per te, "uomo mai cresciuto", che ancora pensi di poter costruire il mondo facendo di me una donna sottomessa e promuovendo ai ranghi superiori una donna che ti dichiara fedeltà.
La costruzione del tuo mondo ti porterà alla rovina perchè alla fine, tu sai, lassù dove ti poni, sei solo, infinitamente solo, circondato di maschi squilibrati e di donne che disprezzi, che non stimi perchè le domini e le sottometti.
Sei solo, immaturo, codardo, incapace di affrontarmi ad armi pari, senza mandare avanti le pedine, senza schemi militari, senza tirare fuori bugie e pregiudizi.
Sei solo e io ti scavo dentro e ti senti già sconfitto. Perchè sai che ho ragione e perchè il tuo è un fallimento. In fondo, sai bene, che se non vuoi crescere non è e non sarà mai per colpa mia.
Sei solo e non meriti nè il mio odio nè la mia pietà. Tu esisti, sei un parassita, sai vivere solo sfruttando la mia pelle e io ne tengo conto. Se mi aggredisci mi difenderò. Se mi violenti, se mi sottometti, se mi privi della libertà, se vuoi mettere un marchio sulla mia vita e sul mio corpo... allora agirò e mi difenderò.
In fondo, diciamolo, sei tu che hai paura di me perchè io sono la vita e la ragione e tu sei solo un povero, mediocre, egocentrico, miserabile, idiota. Datato, perdipiù."

venerdì 2 aprile 2010

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Nagypéntek

Credo che la notizia dalla quale oggi sono rimasta piu' colpita, sia quella relativa all'invio di ispettori alla Procura di Milano per verificare se le dichiarazioni rese ieri in un'intervista dal pubblico ministero Pietro Forno siano o no diffamatorie. Il pm, in un'intervista rilasciata al Giornale, aveva infatti dichiarato quanto segue: "Nei tanti anni in cui ho trattato l'argomento non mi e' mai, e sottolineo mai, arrivata una sola denuncia ne' da parte di vescovi, ne' da parte di singoli preti, e questo e' un po' strano".

Com'e' ovvio le code di paglia hanno iniziato immediatamente a prendere fuoco ed il ministro, scrupoloso come sempre, ha fatto l'unica cosa plausibile e giusta in un paese che si appresta a contendere il primato di teocrazia persino ai talebani. Non sia mai che gli italici siano secondi a qualcuno. E cosi', com'e' avvenuto anche per le intercettazioni di Trani, gli agenti del ministero sono stati sguinzagliati con un compito ben preciso: stroncare il dito a chi si e' azzardato ad indicare la luna. Situazione che QUESTO GIOCHINO descrive alla perfezione.

Vi racconto solo un episodio. Qualche tempo fa, in una piccola citta' in Ungheria, un prete cattolico fu accusato di violenze sessuali nei confronti di adolescenti che frequentavano la sua parrocchia. Il ministro ungherese dovette inviare anche lui gli agenti. In quel caso per togliere il prete dalle mani della gente che altrimenti lo avrebbe linciato. Il prete fu preso poi in consegna dalle autorita' ecclesiastiche e trasferito in altra sede meno pericolosa. Per lui. Sospetto fortemente che adesso si trovi da qualche parte in Italia.

Insomma, paese che vai, ministro che trovi. Pero' devo riconoscere una cosa: l'Italia e' cosi' avanti, cosi' progredita, cosi' civile rispetto all'Ungheria che talvolta non riesco a capire come il piccolo paese magiaro riesca a far parte della stessa Unione Europea di cui fa parte anche l'avanzatissimo belpaese. Figuratevi che siamo cosi' barbari che da noi la RU486 viene tranquillamente usata senza che nessuno, ne' al governo ne' all'opposizione, osi fare una qualsiasi contestazione in merito.

Comunque, a parte tutto, volevo dirvi che sto respirando nuovamente l'aria mefitica di Budapest, tutt'altra cosa rispetto alla stupenda aria, pulita e salubre che si respirava a Milano, e che da vera non osservante, evitando la nagyböjt che imporrebbe di non mangiare carne, stasera mi consolero' con dell'ottima vincellér módra. Poi, come nella miglior tradizione, dissolvenza...

giovedì 1 aprile 2010

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Tutta la verita' su Second Life

Il video che vi mostrero' e' un documento eccezionale e unico che mi e' pervenuto da fonti che ovviamente non posso rivelare. Per le scene che vi sono contenute, consiglio la visione alle sole persone adulte e a chi non e' facilmente impressionabile.

Nel video c'e' la risposta all'eterno quesito che da sempre si pone chi frequenta Second Life, oppure altri luoghi virtuali similiari inclusi certi blog le cui autrici non sono ben identificabili: perche' nel virtuale esistono cosi' tante belle ragazze sexy, porcelle e disponibili quando invece la realta' pare essere assai diversa? Dove vanno a finire tutte queste stupende creature, sogni erotici di tanti uomini, una volta che il computer viene spento? Ecco, in questo incredibile documento che vi strabiliera', e che a caro prezzo sono riuscita a procurarmi, troverete finalmente la risposta all'inesplicabile mistero.

Ancora una volta raccomando la massima cautela perche' la sottoscritta declina ogni responsabilita' in merito a malesseri o a scompensi emotivi che possano derivare dalla visione in assenza di adeguate precauzioni.

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Oggi mi sento un po' cosi'...

Oggi mi sento un po' cosi'...

Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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