domenica 28 febbraio 2010

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Biondine

Allora, vi spiego. Dopo il mio post dedicato alle brunette, mi sono arrivati dei messaggi in cui mi si faceva notare che non ero stata imparziale con le biondine. Posso confessare che, dal punto di vista estetico, se me lo chiedono a bruciapelo rispondo che preferisco i capelli scuri, pero’, chissa’ per quale ragione, tutte le mie storie importanti con donne sono state con bionde. E’ proprio cosi’! Ogni partner non occasionale che abbia dunque lasciato un segno, anche Olga con la quale ho vissuto una straordinaria storia fino a qualche mese fa, aveva i capelli biondi.

Forse qui entra in gioco un qualche strano meccanismo psicologico. Infatti, mi accade spesso di guardare ragazze more e di ammirarle, ma nei loro confronti provo quasi una specie senso di competizione che, quando sono molto belle, mi crea addirittura disagio. Forse si tratta di reminescenze adolescenziali, di quando cioe' per poter procedere negli studi oppure nello sport, ero costretta a dimostrare sempre di essere la migliore. Oppure e’ qualcosa di piu’ recente, legato forse a quel periodo quando, per poter lavorare, dovevo recarmi ai casting e sperare di essere scelta. E vi assicuro che erano momenti d’ansia in cui avevo sempre il timore di essere scavalcata da chi, magari, rispondeva maggiormente a certi requisiti che venivano richiesti, che spesso erano appunto il colore e la lunghezza dei capelli.

In ogni caso, senza che stia troppo a dilungarmi sulle mie fisime, mentre con le more, stupidamente, avverto questa competizione, con le bionde invece non ho alcun problema. Credo sia perche’ mi sento piu’ rilassata o forse e’ anche una questione legata alla chimica, chissa', pero' con le bionde ho quasi sempre un ottimo feeling. Poi e’ ovvio che successivamente intervengono anche altri fattori legati al carattere, alla sensibilita’, alla cultura, ma il mio primo impatto con una bionda e’ di solito positivo. E questo e' dovuto appunto al fatto che con lei non mi metto in competizione, ma fin da subito lascio le porte aperte ad una relazione basata sulla simpatia. Per questo motivo, quando ho desiderio di una nuova amicizia o forse anche di qualcosa di piu’, mi guardo intorno e, se possibile, scelgo sempre una ragazza con i capelli biondi.

Ecco alcune biondine con le quali parlerei volentieri.


Con lei parlerei di viaggi…


Con lei di animalismo…


Con lei, ovviamente, di armi… anche se non sono mai stata davvero interessata (alle armi).


Con lei senza alcun dubbio di musica… bevendo qualcosa…


Con lei di make-up…


Con lei di coiffeur…


Da lei vorrei sapere almeno chi le fa la manicure…


Con lei discuterei di maglia e di uncinetto...


Con lei invece ci parlerei solo perche’ mi fanno impazzire le lentiggini…


Con lei ancora non so di cosa parlerei… ci dovrei pensare, ma sono certa che qualcosa prima o poi mi verrebbe in mente…


Con lei, infine, parlerei della sua strabiliante somiglianza con Olga.


A proposito, dicono che le bionde siano algide. Sono tutte sciocchezze!


E delle rosse parleremo la prossima volta…

mercoledì 24 febbraio 2010

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Uomini e donne: immaginazioni in quadricromia

«Uomini e donne… gli uni sono avorio, le altre ebano ed il mondo altro non e’ che un’enorme scacchiera»

Nicole, nel suo blog, ha scritto che io tenderei ad assolvere piu’ le donne degli uomini. Forse ha ragione, forse l’ebano mi affascina piu’ dell’avorio, o forse davvero credo che i comportamenti non siano gli stessi nei due generi e che la donna abbia la capacita’ di non disgiungere l’efficienza dall’etica e dalla morale, caratteristica di cui l’uomo, a mio parere, e’ privo. Ma da dove nasce questa idea cosi’ stravagante? Perche’ sono sempre piu’ convinta che il mondo si divida in due e indipendentemente da ogni tortuoso percorso logico o illogico, alla fine tutto quanto torni all’origine dove i tanti colori si mischiano in quel bianco e nero che e’ anche il simbolo Yin e Yang? Perche’ credo che sia proprio con il dualismo che tutte le cose di questo mondo possano essere spiegate? E’ il mio daltonismo che m’impedisce di vedere i colori che compongono l’esistenza, oppure e’ altro? Per una volta, stavolta, cerchero’ di guardare le cose in modo diverso. Sovrapponendo il ciano, il magenta, il giallo ed il nero, immaginero’ la quadricromia di quattro diverse situazioni, nella speranza d’intravedere alla fine quei colori ai quali i miei occhi non sono abituati.


Immaginazione color ciano

Se i potenti fossero buoni solo con se stessi, se fossero cioe’ severi nei loro giudizi sugli altri, ma molto indulgenti verso le proprie azioni personali, e quindi le loro vite private contraddicessero il loro atteggiamento in pubblico? Immaginiamo che i potenti abbiano una doppia personalita’, che mostrino indulgenza solo nei propri confronti, e che quindi il potere renda scorretti ed immorali, generi ipocrisia e la tendenza a predicare bene e razzolare male ma, contemporaneamente, immaginiamo anche che coloro che il potere non l’hanno tendano invece ad un eccesso di zelo nei comportamenti personali, essendo molto piu’ severi con se stessi che non con gli altri. Se le cose fossero cosi’ questi due comportamenti alimenterebbero l’ineguaglianza sociale in quanto i potenti imporrebbero agli altri regole che essi stessi trasgredirebbero, mentre le persone semplici, senza alcun potere, invece, non si sentirebbero in diritto di trasgredire, contribuendo in tal modo all’inequita’.


Immaginazione color magenta

Immaginiamo adesso che non tutti gli esseri umani siano in grado di sentire il prossimo allo stesso modo, cioe’ che ci sia chi, piu' empatico, si lasci maggiormente coinvolgere dalle situazioni altrui, e ci sia chi, in situazioni stressanti si comporti come una sfinge del tutto immune dallo stress, riuscendo a rimanere piu’ freddo e distante dal dolore o dalla gioia degli altri. Immaginiamo che dietro a questi differenti modi di porsi ci sia un motivo genetico, che quindi sia un gene a decidere la nostra sensibilita’ verso gli altri, che sia scritto nel Dna se una persona e’ fredda e distante oppure incline a commuoversi e a sentire come propri i problemi altrui. In tal caso sarebbe possibile, semplicemente eseguendo un’analisi genetica, riconoscere le persone piu’ predisposte a determinati ruoli nei quali fosse necessaria una particolare attenzione verso il bene della collettivita’.


Immaginazione color giallo

Ora immaginiamo che ci sia una differenza di comportamento morale tra uomini e donne, e che non solo primi siano piu’ cinici mentre le seconde risultino maggiormente coinvolte dal punto di vista emotivo, ma che questa capacita’ di distinguere il bene dal male sia addirittura gestibile e modificabile nei comportamenti a patto di essere donna. Immaginiamo anche che tutto cio’ affondi le sue radici nella biologia e nella neuro-anatomia, e dunque sia indipendente da fattori culturali quali la religione e l’educazione. Se le cose stessero cosi’ le donne sarebbero non solo meno ciniche nell’affrontare le situazioni in cui fosse d'obbligo una scelta di tipo morale, ma potendo gestire il loro comportamento e modificarlo agendo su fattori biologici, potrebbero essere, rispetto agli uomini, piu’ elastiche, quindi piu’ efficienti in ogni tipo di situazione.


Immaginazione color nero

Infine immaginiamo che la differenziazione sessuale sia regolata da un gene che non c'entra nulla con i cromosomi e con la riproduzione, che il sesso, maschile o femminile venga deciso da un gene non sessuale che solo le femmine hanno e che manipolando tale gene si possa determinare la nascita di un maschio oppure di una femmina. Se fosse cosi’ sarebbe confermato che il sesso femminile, oltre ad essere piu’ longevo e a resistere meglio alle malattie, sarebbe anche in grado di poter fare a meno dell’uomo e del suo cromosoma per far nascere individui di genere diverso, rendendo quindi l’atto sessuale al solo fine riproduttivo completamente inutile. E cio’ capovolgerebbe definitivamente il mito legato alla vecchia favola della costola di Adamo ed alla supremazia del maschio.


Adesso ammettiamo che tutto cio' che ho immaginato sia vero e fermiamoci ad osservare il quadro nella completezza di tutti i suoi colori, tenendo presente che su questo pianeta esiste un 50% di uomini ed un 50% di donne, per l’esattezza 1,01 maschi per ogni femmina, ma che solo il 18,4% di chi siede nei parlamenti di tutto il mondo, cioe’ di chi decide i destini dei popoli, sono donne. Questo forse spiega il mio pensiero e molte altre cose...

- Clicca QUI per l’immaginazione color ciano.

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- Clicca QUI per l’immaginazione color giallo.

- Clicca QUI per l’immaginazione color nero.

martedì 23 febbraio 2010

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Se sei un papiminkia non continuare a leggere...

Te lo dico con la massima onesta', non leggere, passa oltre. Dopotutto ci sono migliaia di blog piu' interessanti di questo, perche' vuoi insistere? E poi, se proprio non puoi farne a meno, se proprio non riesci a resistere a leggere cio' che scrivo, ci sono altri post, ne ho scritti a centinaia e puoi sbizzarrirti con quelli, ma non rovinarti la giornata con questo, fermati qui, non proseguire adesso che sei ancora in tempo...

Che fai? Continui a leggere? Non dirmi poi che non eri stato avvisato! Pero', se vorrai andare avanti, da questo momento la responsabilita' di quello che potra accaderti sara' soltanto tua. Quindi, qualora ci restassi male, dovrai evitare di dirmi che sono stata scorretta, che ti ho ingannato, che ti ho preso a tradimento perche' tutto cio' che dovevo fare per evitarti un'incazzatura lo sto facendo.

Allora? Ci hai pensato bene? Sei sicuro di voler proseguire?

Guarda, voglio darti ancora una possibilita', ma e' veramente l'ultima: interrompi qui la lettura e vai a leggere qualcos'altro, quello che piu' ti e' congeniale, tipo il Giornale di Feltri oppure il Libero del Bel-pietro.

Si', lo so che noi che critichiamo la parte politica alla quale appartieni, noi giustizialisti, noi intrisi d'odio ed invidia, diciamo spesso cose che tu non riesci a condividere, e' normale, ma mi e' stato segnalato ed ho letto questo articolo sul quotidi-ano di Vittorio Feltri, colui che le notizie non se le inventa mai. Cosi', per curiosita', sono andata anche a guardarmi su Youtube l'episodio di Anno Zero al quale si riferiva, ed ho scoperto cose un po' diverse da quelle descritte nell'articolo. Oltretutto, andando ad ascoltare anche l'altra campana, quella di Marco Travaglio, al quale consiglio anch'io di indossare in certe occasioni la T-shirt di F&V (Fedina & Vacanze), ho potuto definitivamente appurare, infatti, che quanto descrivono quei due giornali garantisti che leggi tu, caro papiminkia, altro non sono che delle grandiose quanto evidenti menzogne.

So che secondo l'analisi che a volte fai quando tenti di screditare chi non condivide le tue idee politiche, assumendo l'atteggiamento da psicologo d'accatto che, come ho gia' evidenziato altrove, in Internet e' tipico di chi soffre di gravi disturbi mentali, ti appaio come un'antiberlusconiana sfegatata il cui odio toccherebbe il campo della psichiatria, ma sono e resto sempre piu' convinta che chi legge certi quotidi-ani, e li porta addirittura ad esempio di informazione corretta ed equilibrata, e' proprio perche' ha un quoziente intellettivo che oltre ad un certo livello non riesce ad arrivare. Fra l'altro, se ci fai caso, neppure la carta e' abbastanza morbida...

lunedì 22 febbraio 2010

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I dottori dei matti

Pare che il mondo sia pieno di dottori che si credono matti e di matti che si credono dottori. Esiste persino tutta una letteratura a riguardo ed anche il cinema, qua e la', ha trattato l’argomento se pur in modo comico. Ricordo di aver visto un film, una volta, in cui un medico di un ospedale psichiatrico decideva di condurre con se’ quattro dei suoi pazienti per far loro vedere una partita allo stadio. Fra i quattro, completamente fuori di testa, c’era il paranoico che ogni tanto diventava violento, quello che era convinto di essere Gesu’ Cristo, quello che per parlare usava solo il linguaggio dei cronisti sportivi ed infine quello (mi pare fosse interpretato da Michael Keaton) che credeva di essere lui stesso uno psichiatra.

Anche fra i miei tanti clienti ricordo che c’era un dottore che curava i matti. Ebbene, fra una cosetta e l’altra mi raccontava del suo lavoro, ed una volta mi confido’ una cosa che ancor oggi non posso non ricordare. Aveva in cura un paziente molto particolare ed interessante che era convinto di essere uno psichiatra che diceva di avere in cura moltissimi pazienti tutti affetti dalla stessa nevrosi, cioe’ quella di credere di essere circondati da matti che si credevano persone normali. Durante i colloqui questo paziente parlava, mentre lui, il mio cliente, lo ascoltava. Erano tutti colloqui inconcludenti, fini a se stessi, praticamente inutili in cui alla fine i due si salutavano e tutto si ripeteva nella seduta successiva.

Non so che fine abbia fatto questo mio cliente, da quando ho cambiato vita non l’ho piu’ visto ed ancor meno conosco le sorti del suo paziente, pero’ oggi, ripensandoci, non sono piu’ del tutto convinta che fosse davvero un dottore dei matti. Ed e’ con questo dubbio, che rappresenta l’unica verita’ alla quale posso davvero credere, che termino questo mio breve racconto che, spero, possa far riflettere.

sabato 20 febbraio 2010

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Il fantastico mondo dei sommelier e degli astronauti a cavallo

In un altro mio post, discutendo di tutt’altra roba, ad un certo punto nei commenti e’ uscita una battuta per la quale sto ancora ridendo. Ora, vi prego, non fraintendetemi, non vorrei che questo mio pensiero che scrivo di getto offendesse qualcuno, in fondo di come occupa il proprio tempo la gente non e’ affar mio, pero’ certe cose fanno riflettere e per non apparire come il bue che da’ del cornuto all’asino, tentero' di affrontare l'argomento in chiave un po’ autoironica, sembrando a tratti anche paradossale, sperando in questo modo di strappare un sorriso piu’ che suscitare irritazione.

Tutto inizia quando una persona che, sempre pronta a rispondere e a replicare ai miei commenti in qualsiasi momento del giorno mi capiti di scriverli, alla mia domanda di come potesse essere sempre cosi’ presente al computer e non avesse invece da lavorare come tutti, mi ha risposto che lui “con la tastiera ci lavora”. Una risposta, questa, che da quando ho iniziato a bazzicare il Web mi e’ stata data piu’ volte. All’inizio non ci badavo, ma poi col tempo, dato che la gente che incontravo rispondeva alla classica domanda “cosa fai nella vita” nei modi piu’ diversi che sempre piu’ assumevano la tonalita’ dell’assurdo, ho iniziato a collezionare le varie risposte come fossero figurine in un album, cercando di farmi un quadro dell’Italia basandomi sulle varie sedicenti professioni esercitate dai tanti che di volta in volta hanno relazionato con me.

A tutt’oggi questo mio album contiene una cinquantina di avvocati, un paio di decine di commercialisti, trentotto manager di successo, quattro pensionati, dodici studenti, quindici escort, quarantadue gigolo', tre agenti segreti, qualche mercenario e (udite udite) addirittura un principe reale in esilio! Poi c’e’ altra gente spicciola, quisquilie, ma sempre con lavori non tanto comuni, come collaudatori di shuttle, trasvolatori oceanici in mongolfiera, campioni di motoslitta in Antartide, viaggiatori nel tempo, escursionisti funamboli nelle steppe mongole, e da oggi persino un astronauta a cavallo. Il resto, ben 11.547, “con la tastiera ci lavorano”.

Non mi e’ dato di sapere esattamente cosa queste persone facciano con la tastiera e come la usino. Me li immagino mentre ci zappano la terra, oppure ci attaccano i chiodi al muro o addirittura mentre ci si pettinano, ma suppongo che la stragrande maggioranza la tastiera la usi per ticchettarci sopra… delle frasi qua e la’… non so…

Purtroppo, dal mio album mancano completamente quelli che dovrebbero far parte della fascia che credevo fosse la piu’ comune, come operai in attivita' o in cassa integrazione, impiegatucci di vario livello, precari di call center, colf e badanti, casalinghe insoddisfatte ed anche meccanici, idraulici, elettricisti, ristoratori, bottegai, parrucchieri… farmacisti. Dalle mie figurine pare che l'Italia, oltre che da avvocati, manager di successo e gigolo’, sia principalmente composta da gente che "con la tastiera ci lavora". Me li immagino giornalisti, ingegneri informatici, grafici pubblicitari, scrittori di best seller, persino poliziotti in cerca di pedofili. Insomma, e’ strano che in Italia si parli cosi’ tanto di disoccupazione quando in realta’ c’e’ tutta questa gente che lavora con la tastiera! A meno che questo lavoro di cui tanto si parla non sia altro che ticchettare… scrivere delle frasi qua e la’… non so… nelle chat, nei forum, nei blog, oppure in FaceBook.

In ogni modo, un’altra cosa che ho notato e’ che nessuno si dichiara “Internet addicted”. Nonostante le statistiche dicano che in Italia il fenomeno sia fortemente in aumento e stia assumendo dimensioni sempre piu’ preoccupanti, pare che quasi nessuno abbia il coraggio di fare coming out su una sua qualche dipendenza da Internet. Neppure minima. Ed e’ per questo motivo che stavolta, per associazione d’idee, mi sono immaginata un mondo pieno di alcolizzati, ubriachi fissi dalla mattina alla sera, dove tutti cercano di convincere se stessi e gli altri di essere in realta’ dei grandi sommelier che il vino (quello buono, di qualita’, mica il tavernello) in fondo l’assaggiano per professione. E per questo vengono addirittura pagati.

mercoledì 17 febbraio 2010

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Quale blog?

Esistono almeno due modi per rapportarci con chi, dall’altra parte dello schermo, legge il nostro blog. Parlo ovviamente di un blog che sia personale, simile ad un diario, che parli di noi e che in un certo senso abbia una funzione anche psicologica. Qualcosa che, attraverso l’esporsi nel Web, di fronte a tanta gente perlopiu’ sconosciuta, porti alla luce quella parte di noi che, spesso racchiusa in un involucro durissimo, conserviamo gelosamente al centro della nostra intimita’.

Esistono almeno due modi, appunto, per sollecitare quell’essenza misteriosa che se ne sta rintanata dentro quell’involucro, invitandola ad uscire allo scoperto, dapprima titubante e circospetta, poi sempre piu’ fiduciosa ed aperta al confronto, e sono due modi che non vanno d’accordo l’uno con l’altro.

Il primo e’ quello che io chiamo “dell’essere”. In un blog del genere solitamente si racconta cio’ che siamo, la nostra storia, le nostre esperienze di vita, i ricordi dell’infanzia, i sogni, ma anche le nostre paure, i nostri desideri, cio’ che amiamo e cio’ che invece detestiamo.

Mi piacciono i blog "dell’essere". In essi riesco ad entrare in sintonia con chi ne e’ autore e riesco a percepirne le sensazioni. Riesco persino a gioire se gioisce ed empaticamente a soffrire per le sue sofferenze, che sento vere, reali, perche’ anche se si tratta d’immaginazioni, forse storie mai accadute e spesso possono esserlo, rappresentano comunque pensieri ed emozioni che provengono dalla sua anima.

Poi c’e’ il blog “dell’apparire”, quello in cui non si dona niente, ma solo si tenta di accentrare su di noi, assorbendola fino a che ce n’e’, tutta l’attenzione di chi ci sta intorno. In tal caso coloro che ci leggono non sono piu’ compagni di viaggio, non sono piu’ i destinatari di un dono, non ci aiutano piu’ a portare alla luce la nostra vera essenza che conserviamo imprigionata in quell’intimo involucro, ma diventano, tutti indistintamente, le fonti di energia alle quali, come vampiri avidi, attingiamo per sentire quell’eccitante sensazione che ci viene data dalla loro considerazione. Quasi a voler riscattare un’esistenza vuota e forse priva di vere emozioni.

Ed allora perde d’importanza cio’ che siamo davvero, dentro, e diventa indispensabile dar valore ed esaltare quello che invece e’ solo esteriorita': il nostro aspetto, bello o brutto che sia, cio’ che possediamo o non possediamo, cio’ che facciamo o non facciamo. Questo nel tentativo troppe volte ingenuo di voler mostrare di noi un’immagine che possa destare, in chi ci legge, ammirazione, invidia... o anche compassione.

martedì 16 febbraio 2010

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La Transiberiana a portata di mouse

Non si tratta di un semplice giochino, ma dell’ambizioso progetto che Google, mettendo in campo il meglio delle proprie applicazioni, ha realizzato in collaborazione con le Ferrovie russe. Partendo dalla stazione Kurskaja di Mosca, e’ infatti da oggi possibile affrontare il viaggio della Transiberiana stando tranquillamente seduti davanti al proprio computer, percorrendo gli oltre 9.000 chilometri fino a Vladivostock, attraversando sette fusi orari, dodici regioni, ottantasette citta’; il tutto in alta definizione mediante immagini riprese attraverso un finestrino del treno (clicca QUI). [1]

Come viaggiatori virtuali possiamo accelerare o rallentare il viaggio, muoverci avanti e indietro lungo il percorso, scendere alle varie stazioni e, attraverso foto, video e mappe, visitare i luoghi: Mosca, Ekaterinburg, il Volga, Irkutsk, Ulan Ude, Vladivostok. Possiamo anche scegliere se farci accompagnare dal rumore del treno, o dal suono di una balalajka, o dalla lettura dei classici russi, oppure dalla radio russa.

Pare che uno dei momenti piu’ belli di questo viaggio virtuale sia quando, da dietro una curva, si apre davanti agli occhi l'infinita distesa azzurra del lago Bajkal, scintillante al sole. Nel viaggio reale, e’ quello il momento in cui si brinda con vodka e aringhe affumicate.

[1] Link non piu' funzionante, ahime!

domenica 14 febbraio 2010

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Il papiminkia e i banner

C'e' un papiminkia che va in giro a dire che starei diventando ricca con i banner. Afferma, senza avere alcun dubbio, che tutti i banner che ci sono nel blog mi farebbero guadagnare un sacco di soldi. Secondo lui questo non e' giusto. Dice che del gruzzolo che starei mettendo via, il merito e' un po' anche suo, in quanto le mie citazioni papiminkiesche, tipo quelle che ho riportato nel mio post sulle facce di culo, sarebbero secondo lui un suo "prodotto intellettuale". E quindi si meriterebbe una percentuale su questi miei ingenti guadagni.

Vedete come sono tonta? Io neanche lo sapevo che con i banner si potessero fare i soldi. Forse lui e' un esperto di banner... forse di lavoro fa proprio questo, chissa'... e' un manager dei banner oltre ad essere un papiminkia, ed in questo periodo di crisi un po' di spiccioli, per comprarmi una scatola di fiammiferi e qualche candela, mi farebbero persino comodo. Me la sto davvero passando male, ma se lui e' sicuro che con il sistema dei banner posso guadagnare soldi a palate, allora devo riconoscergli almeno la proprieta' intellettuale delle papiminkiate che ho citato, grazie alle quali questo blog ha un successo strepitoso.

Come si fa a dirgli di no? Poveretto, mi fa anche pena. Se pensa certe cose deve davvero soffrire molto... forse e' l'invidia, non so, ma si deve anche umanamente comprendere che stare tutto il giorno attaccato ad internet a seguire i propri banner per guadagnare uno o due euro e vedere che, grazie alle nostre illuminanti idee ed incredibili elucubrazioni, qualcun altro (in questo caso io) si sta arricchendo a dismisura, puo' creare frustrazione.

Quindi, dato che sono generosa, se mi fara' sapere qual e' il suo recapito e dove accreditargli i soldi, provvedero' quanto prima a versargli cio’ che gli e' dovuto. Anche se, non e' per fargli un torto, confesso che la fonte principale dalla quale traggo le piu' galattiche papiminkiate, resta sempre e comunque il sagace ed arguto Sandro Bondi. Il quale pero' mi ha fatto sapere che desidera devolvere tutta quanta la sua percentuale in beneficenza.

sabato 13 febbraio 2010

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Brunette

Queste sono le donne che piacciono agli uomini.


Non devono avere niente in comune con la figura materna.


Devono essere indipendenti, disinibite, non ritoccate dal chirurgo e more di capelli.


E’ questo che emerge da un sondaggio condotto su un campione di maschi dai 20 ai 60 anni sulle loro preferenze in fatto di donne.


L’indagine rivela che gli uomini sono sempre piu' esigenti.


Il loro ideale e’ un mix tra il modello del passato e l’emancipazione del presente.


Una donna dolce e romantica, dunque...


Ma anche autonoma nel gestire le proprie finanze...


E maliziosa fino al punto di prendere l’iniziativa senza attendere che sia il maschio a fare il primo passo.


La donna ideale deve essere disponibile a parlare di tutto.


Capace di ascoltare, di relazionare...


E non di occuparsi solo di cucinare, lavare, stirare.


Deve saper far ridere e saper ridere.


Ma e’ indispensabile, che sia soprattutto complice...


Che preferisca quindi confidarsi con il partner piuttosto che con le amiche.


Fisicamente, e’ scontato che deve essere bella.


Pero’ deve esserlo al naturale, vale a dire senza ritocchi del chirurgo.


Soprattutto quelli che riguardano l’aumento del seno.


Ed infine deve avere i capelli scuri.


Ecco… questo per quanto riguarda i gusti degli uomini.


Ma per quanto riguarda quelli delle donne?


Lo confesso, anche per questo post mi sono ispirata ad uno di Modesty. Le more, come ho avuto modo di commentare nel suo blog, non dispiacciono neppure a me, anzi se qualcuno me lo chiede dico subito che esteticamente preferisco i capelli scuri, pero’, in realta’, le storie piu’ intense e piu’ belle le ho vissute con ragazze bionde. Non so perche’, ma e’ cosi’. In fondo quello che alla fine conta e’ il feeling, l’essere compatibili, e questo non ha niente a che fare con la misura delle tette o con il colore dei capelli. L’estetica e’ una cosa, ma e’ la chimica, con i suoi odori, i suoi sapori, le sue vibrazioni impalpabili, che alla fine domina i nostri reali desideri.

venerdì 12 febbraio 2010

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Ha la faccia come il culo

Facciamo un bel gioco: inserite voi, nella cornice, la faccia di chi vi pare sia piu' adatto al titolo del post, tenendo conto delle varie dichiarazioni fatte in questi giorni riguardanti il caso che, piu’ di ogni altro, potrebbe dare la spallata finale al sistema di illeciti e corruttele tutto italico la cui spudoratezza ha raggiunto uno dei punti piu’ alti dalla stagione di “Mani pulite” in poi. In tempi di crisi economica che non ha eguali negli ultimi sessant’anni, con la disoccupazione fuori controllo, la poverta’ che dilaga a dismisura, i servizi sociali giorno per giorno smantellati, i risparmi delle famiglie decimati e la pressione fiscale in continuo aumento, ecco cosa dicono taluni personaggi a proposito delle "ripassatine" di Francesca:

Guido Bertolaso: "Probabilmente il magistrato ha ragione quando parla di ordinaria corruzione, ma l’accusa e’ infamante, drammatica. Io non c’entro con questa vicenda, penso che si sia trattato di un grosso equivoco”. “Io non ho dato gli appalti e non li ho seguiti direttamente ne’ personalmente. Ha gestito tutto Angelo Balducci”. "Le mie dimissioni sono sempre sul tavolo del presidente Berlusconi. Gli ho detto: presidente, quando vuole, lei mi chiama e io faccio le valigie in un minuto, anche con un certo sollievo e una certa gratitudine".

Silvio Berlusconi: "Bertolaso non si tocca, i Magistrati si vergognino". “Ho parlato con Bertolaso, so che aveva mal di schiena e andava da una fisioterapista, una signora di mezza eta’ (43 anni - ndr) che, tra l'altro, oggi e’ in ospedale per farsi operare per un problema alla spina dorsale”. "Se c'e’ il cento per cento di cose buone e l'un per cento di cose irregolari, questo va messo da parte" (per la serie: la matematica, questa sconosciuta – ndr).

Daniele Capezzone: “In qualsiasi altro Paese a Bertolaso farebbero un monumento, mentre qui da noi subisce solo infamie, le solite inchieste, naturalmente con la solita scadenza preelettorale".

Fabrizio Cicchitto: “In concomitanza delle elezioni ecco un altro caso giudiziario, che ci lascia abbastanza perplessi".

Maurizio Gasparri: "Del resto, la sincronia tra alcuni interventi giudiziari e i tempi elettorali e’ un fatto che gli italiani conoscono".

Altero Matteoli: "Bertolaso deve restare alla guida della Protezione Civile perche' ha dimostrato di essere professionalmente capace ed efficiente".

Emilio Fede: "... D'ora in poi chi avra’ più il coraggio di fare appalti?"

Uno dei tanti papiminkia: “Allo stato attuale di quello che sappiamo per Bertolaso sono accuse senza fondamento. Quelli di sinistra, visto che non possono accusare Berlusconi del terremoto in Abruzzo come lo accusano di qualsiasi altro male, cercano di inficiarne l'opera colpendolo ai fianchi...”

mercoledì 10 febbraio 2010

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Fantasie

Scimmiottando Modesty nel suo post “Fetish”, mi e’ presa la voglia di fare qualcosa di simile.Un esperimento un po’ scherzoso a base di fantasie, fotografie e gli aggettivi piu’ ricorrenti con i quali sono stata descritta in questi anni da chi ha avuto la gentilezza, ma anche la pazienza di leggermi. Il gioco consiste dunque nell’ individuare quali sono i tratti della personalita’ che piu' mi si addicono e quelli che mi sono completamente estranei. Si possono elencare quattro definizioni, due che mi rispecchiano e due che invece non mi appartengono. In questo gioco si deve pero’ tener conto di una cosa: non posso accontentarmi delle semplici definizioni, quindi gradirei avere anche le motivazioni che spingono ad attribuirmi oppure a non attribuirmi determinate caratteristiche.


Calda


Complice


Disponibile


Dominatrice


Esibizionista


Fredda


Illibata


Intellettuale


Irraggiungibile


Letale


Malinconica


Maliziosa


Narcisista


Osservatrice


Pericolosa


Perversa


Pigra


Romantica


Sfuggente


Sognatrice


Sottomessa


Tranquilla


Vanitosa

Misura la forza della tua Password

Oggi mi sento un po' cosi'...

Oggi mi sento un po' cosi'...

Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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