venerdì 24 dicembre 2010

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Niente auguri

Niente auguri, ma solo un ringraziamento a chi anche quest'anno ha scelto di donare il suo pensiero a coloro che hanno meno, a coloro che non mangeranno cappelletti in brodo, a coloro che non troveranno regali sotto l'albero, e non avranno neppure l'albero...

Niente auguri, ma solo un ringraziamento a chi anche quest'anno ha scelto di seguirmi, di ascoltare le vane parole di questa matta che si ostina a scrivere cose assurde, e che versa le sue gocce in un mare infinito sperando un giorno di vederlo colmo quel mare...

Niente auguri, ma solo un ringraziamento a chi anche quest'anno ha dimostrato di volermi bene, senza dirmelo troppe volte, senza manifestazioni eccessive, ma facendomelo capire semplicemente tacendo, perche' un silenzio vale piu' di mille parole...

Niente auguri, ma solo un ringraziamento.

23 commenti :

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,

so bene che gli auguri non ti piacciono, ma credo che in occasione del natale potresti fare una piccola eccezione. Comunque rispetto la tua volontà.

Per il resto ti voglio bene, anche se mi ostino a farti arrabbiare.

Ciao Davide

Gio ha detto...

Ti si può volere bene in modi inimmaginabili.

A presto Klara

rossoallosso ha detto...

sei pacioccosa tra tutti quegli animaletti,
un bacione con simpatia.

Kameo ha detto...

Niente auguri anche a te :-)

marco ha detto...

Beh...in quanto al silenzio...

(silenzio)

ok, ciao, alla prox.

Ah!

Auguriiiii !!!

:-)

Michele ha detto...

Probabilmente hai ragione!
Ma non e' col silenzio che si risolvono i problemi, anzi.....
Urla se puoi forse qualcosa si smuove.
Comunque io ti dico Buon Natale e se non ti va buttali nel cestino
ciao
Michele pianetatempolibero

Willyco ha detto...

LO sai, comunque, che ti vogliamo bene.

Andrea ha detto...

Feliz Navidad para todos

rossoallosso ha detto...

@Chiara,Neelps,tutti

UN 14 DICEMBRE LUNGO TUTTO IL 2011
Il migliore augurio: un 2011 straripante di 14 dicembre!
Luca Zaia, l'unto del barbiere, regala ai bimbi veneti una bibbia. Per compensare questo attentato all'incolumità mentale infantile, Berlusconi esonera i veneti dalle tasse. Ma non gli aquilani perchè più che alla bibbia, sembrano credere al 14 dicembre.
Da una settimana i nazisionisti bombardano l'inerme Auschwitz chiamata Gaza. E uccidono innocenti.
L'ONU, che condanna il Sudan ma non il Messico o l'Italia dei CIE, giustifica e approva perchè "in risposta ai razzi". Se incontrate quei sinistri che invocano l'ONU (Tavola della Pace e sconcezze simili), sputategli in faccia.
Il rivelatore si è rivelato un'altra volta: Wikileaks si associa al manutengolo del capitalismo e venditore dell'URSS Gorbaciov e all'oligarca ladrone Alexander Lebedev. Tutti e due cari anche ad Anna Politovskaja, giornalista sionista al soldo delle emittenti Cia "Free Europe" e "Liberty", a sua volta cara, quanto Assange, all'universo mondo.
Un'associazione e delinquere che fabbrica auto, con il sicario immaglionato ricatta: o schiavi o morti. E' la stessa metastasi che dal dopoguerra ha imposto all'Italia un modello di trasporto necrogeno con un prodotto di schifo, obsoleto, destinato a ucciderci. E poi blaterano di violenza! W il 14 dicembre.
Da noi, picchiatori nazifascisti divenuti boss berlusconidi impongono arresti preventivi e detenzioni su sospetto, alla Obama. In Argentina la presidente Kirchner e la ministra Nilda Garré hanno proibito alla polizia nelle manifestazioni di portare armi da fuoco, incluse quelle che sparano gas o proiettili di gomma. Latinoamerica, continente della speranza.
Nel momento della massima ferocia repressiva del mafioterrorismo al potere, il Papa detta ai suoi due rettili di razza, Bagnasco e Bertone, la riconferma del sostegno alla cosca berlusconide. Da 2000 anni il potere è la metastasi, la Chiesa cristiana il tumore maligno. Viva i ragazzi, tutti, del 14 dicembre.
Questa banda di delinquenti, partner della mafia e ascari di Cia e Mossad, che dal 1948 si mantiene al potere a forza di stragi di Stato e bombe mafiose, ossigenata dagli inciuci di una falsa opposizione, osa, per bocca di un necrofilo ministro degli interni, criminalizzare gli studenti che hanno riscattato l'onore del paese e gli hanno riaperto il futuro.
Dopo i licantropi del "dagli al delinquente", i pifferi dei nonviolenti che rampognano i "ragazzi traviati dai teppisti", "comprendendone peraltro il disagio, non fosse mai!, ma, perbacco, a bruciare cose ci si da la zappa sui piedi". In testa i grilli parlanti del collaborazionismo nazionale, Saviano e Marcon, (quello della burla Sbilanciamoci"), amici del giaguaro e utili idioti. Viva il 14 dicembre!

davide ha detto...

Caro amico Rossoallosso,

"UN 14 DICEMBRE LUNGO TUTTO IL 2011
Il migliore augurio: un 2011 straripante di 14 dicembre!"

Non sapevo che fossi contento che Silvio ha ottenuto la fiducia. Probabilmente vuoi che governi altri 20 anni: de gustibus.

Quanto al Sudan ti ricordo che gli integralisti islamici hanno sterminato alcuni milioni di cristiani nell'indifferenza generale.

Quando gli israeliani feriscono qualche terrorista palestinese che si prepara a fare strage di bambini, donne , vecchi israeliani, i cosiddetti pacifisti nostrani scendono subito in piazza a far cagnara contro israele.

Non ho mai visto i cosiddeti pacifisti nostrani protestare contro gli abusi che i cristiani subiscono in molti paesi mussulmani.

Ciao Davide

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Non ho mai visto i cosiddeti pacifisti nostrani protestare contro gli abusi che i cristiani subiscono in molti paesi mussulmani.

Non sto rispondendo ai commenti, ma se c'e' una cosa a cui non posso resistere e' l'ipocrisia.
Quindi, se e' per questo, posso dire che anche io non ho mai visto i cosiddetti anti-pacifisti nostrani che criticano i cosiddetti pacifisti nostrani, protestare contro gli abusi che i rom (cristiani, musilmani, ebrei o atei che siano) subiscono nella loro patria.
Con questo, gradirei che non si usasse questo post per una faida di tipo politico o per stabilire chi e' moralmente "migliore" o "peggiore", perche' anche se ciascuno puo' esprimere i suoi non auguri, oppure puo' dire tutto quello che vuole, ricordo sempre che un silenzio vale piu' di mille parole.

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,

Hai ragione. Ti faccio notare che "la Maggioranza silenziosa", a cui appartengo, non fa rumore.



Ciao Davide

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,


molto bello l'articolo che hai pubblicato sopra di Massimo Gramellini.

Ciao Davide

Chiara di Notte - Klára ha detto...

molto bello l'articolo che hai pubblicato sopra

Mi e' stato inviato da un amico, ma in Rete ho visto che e' stato propagato moltissimo.
Comunque, dato che lo rimuovero' nei prossimi giorni, lo riporto anche qui.

2011

Un sant’uomo chiede a Dio di poter visitare l’inferno e il paradiso, possibilmente nell’ordine (preferisce il lieto fine). Dio lo conduce davanti a due porte chiuse e spalanca la prima.
Al centro della stanza spicca una tavola rotonda e al centro della tavola un pentolone da cui emana un profumo delizioso. Ma le persone sedute intorno alla tavola sono ridotte a scheletri. Ciascuna di esse ha un mestolo attaccato al braccio, lo tuffa nel recipiente per raccogliere il cibo e però poi non riesce a portarlo alla bocca perché il manico del mestolo è più lungo del braccio.
Che supplizio atroce, pensa il sant’uomo, compatendo gli affamati.
«Hai appena visto l’inferno», dice Dio e spalanca la seconda porta, quella del paradiso.
C’è una tavola rotonda al centro della stanza anche lì. Al centro della tavola un pentolone da cui emana lo stesso profumo. E le persone sedute intorno alla tavola hanno un mestolo attaccato al braccio che nessuna di esse riuscirà mai ad avvicinare alla bocca. Eppure sono ben pasciute.
«Non capisco», sbotta il sant’uomo.
«È semplice» - risponde Dio - «All’inferno gli uomini muoiono di fame perché non pensano che a se stessi. In paradiso, invece, stanno tutti in salute perché ognuno mangia dal mestolo degli altri» (Massimo Gramellini - La Stampa)

Alex ha detto...

Un pensiero a chi soffre, ancor di più, proprio in questi giorni.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Un pensiero a chi soffre, ancor di più, proprio in questi giorni

http://tinyurl.com/infernoroma

http://tinyurl.com/bossifini

http://tinyurl.com/tagliomani

http://tinyurl.com/espulsione

http://tinyurl.com/senzaacqua

http://tinyurl.com/ricchisfondati

rossoallosso ha detto...

@Davide
ieri,25 dic.giorno di natale ho notato tra i commensali un personaggio a cui tu Davide tieni molto,del quale ci doni spesso suoi scritti.
avrei voluto,cogliendo l'occasione di questo inaspettato regalo,porgli al sig.Pansa innumerevoli domande,ma la professionalita'(mia) e il momento(suo)ludico me lo hanno impedito.
mi son limitato a fargli gli auguri inserendo anche il "mio amico Davide,suo grande estimatore".
mi ha risposto cordialmente percui ti passo i suoi auguri.
ti piace come regalo?
P.S.
è tutto vero,non ti sto prendendo in giro.

davide ha detto...

Caro amico Rossoalloso,

"porgli al sig.Pansa innumerevoli domande"

Prima di porgli domande dovresti leggere un po' dei suoi libri (che riporto sotto) e vedrai che capirai tante cose senza bisogno di fargli tante domande.

Ciao Davide

"Viva l'Italia libera. Storia e documenti del primo Comitato militare del C.L.N. regionale piemontese, Torino, Istituto per la storia della Resistenza in Piemonte, 1964.
La Resistenza nel saluzzese, con Mario Giovana, Giorgio Bocca, Piero Caleffi, Saluzzo, R.P.C., 1964.
La Resistenza in Piemonte. Guida bibliografica 1943-1963, Torino, Giappichelli, 1965.
Guerra partigiana tra Genova e il Po. La Resistenza in provincia di Alessandria, Bari, Laterza, 1967.
L'esercito di Salò nei rapporti riservati della Guardia nazionale repubblicana, 1943-44, Milano, Istituto nazionale per la storia del movimento di liberazione, 1969.
L'esercito di Salò, Milano, A. Mondadori, 1970.
Borghese mi ha detto, Milano, Palazzi, 1971.
Bisaglia: una carriera democristiana, Milano, SugarCo, 1975.
Cronache con rabbia, Torino, SEI, 1975.
Trent'anni dopo, con Vittorio Gorresio e Lietta Tornabuoni, Milano, Bompiani, 1976.
La bambina dalle mani sporche, Milano, Sperling & Kupfer, 1977.
Comprati e venduti. I giornali e il potere negli anni '70, Milano, Bompiani, 1977.
La guerra lampo di Cefis, Bologna, Il Mulino, 1977.
Storie italiane di violenza e terrorismo, Roma-Bari, Laterza, 1980.
Ottobre addio. Viaggio fra i comunisti italiani, Milano, A. Mondadori, 1982.
Trent'anni di scandali, Milano, Editoriale L'espresso, 1985.
Carte false, Milano, Rizzoli, 1986. ISBN 88-17-53597-4; Milano, Biblioteca universale Rizzoli, 1988. ISBN 88-17-11501-0
I soldi in testa, Milano, Imago, 1986.
Lo sfascio, Milano, Sperling & Kupfer, 1987. ISBN 88-200-0710-X
Il malloppo, Milano, Rizzoli, 1989. ISBN 88-17-53605-9
L'intrigo, Milano, Sperling & Kupfer, 1990. ISBN 88-200-1135-2
Il gladio e l'alloro. L'esercito di Salò, Milano, A. Mondadori, 1991. ISBN 88-04-34581-0
Il regime, Milano, Sperling & Kupfer, 1991. ISBN 88-200-1224-3
I bugiardi, Milano, Sperling & Kupfer, 1992. ISBN 88-200-1453-X
L'utopia armata. Come è nato il terrorismo in Italia, Milano, A. Mondadori, 1992. ISBN 88-04-36514-5
L'anno dei barbari, Milano, Sperling & Kupfer, 1993. ISBN 88-200-1690-7
Ma l'amore no, Milano, Sperling & Kupfer, 1994. ISBN 88-200-1886-1
Siamo stati così felici, Milano, Sperling & Kupfer, 1995. ISBN 88-200-2072-6
I nostri giorni proibiti, Milano, Sperling & Kupfer, 1996. ISBN 88-200-2289-3
Ti condurrò fuori dalla notte, Milano, Sperling & Kupfer, 1998. ISBN 88-200-2745-3
Il bambino che guardava le donne, Milano, Sperling & Kupfer, 1999. ISBN 88-200-2912-X
Romanzo di un ingenuo, Milano, Sperling & Kupfer, 2000. ISBN 88-200-3059-4
Le notti dei fuochi, Milano, Sperling & Kupfer, 2001. ISBN 88-200-3223-6
I figli dell'Aquila, Milano, Sperling & Kupfer, 2002. ISBN 88-200-3418-2
Il sangue dei vinti, Milano, Sperling & Kupfer, 2003. ISBN 88-200-3566-9
Bestiario d'Italia. 1994-2004, Milano, Sperling & Kupfer, 2004. ISBN 88-200-3662-2
Notte a Is Arenas, Sassari, La nuova Sardegna, 2004.
Prigionieri del silenzio, Milano, Sperling & Kupfer, 2004. ISBN 88-200-3733-5
Sconosciuto 1945, Milano, Sperling & Kupfer, 2005. ISBN 88-200-3967-2
La grande bugia, Milano, Sperling & Kupfer, 2006. ISBN 88-200-4169-3
I gendarmi della memoria, Milano, Sperling & Kupfer, 2007. ISBN 978-88-200-4391-9
I tre inverni della paura, Milano, Rizzoli, 2008. ISBN 978-88-170-2318-4
Il revisionista, Milano, Rizzoli, 2009. ISBN 978-88-170-3040-3
I cari estinti. Faccia a faccia con quarant'anni di politica italiana, Milano, Rizzoli, 2010. ISBN 978-88-170-3945-1
I vinti non dimenticano. I crimini ignorati della nostra guerra civile, Milano, Rizzoli, 2010. ISBN 978-88-170-4115-7 "

SamanthaVon ha detto...

Grazie a te,per aver ricordato a chi purtroppo non ricorda,questi crudi e purtroppo concreti aspetti.

Sam

LadyLindy ha detto...

Non commento quasi mai, ma ti seguo. Tanta felicità... duratura.

rossoallosso ha detto...

buongiorno Chiara,
permettimi di postare questa lettera:

Egregio Santa Claus, Papà Natale, Vecchio Pascuero o come Le va di chiamarsi o farsi chiamare: confesso che mi è sempre stato simpatico perché in genere mi piace la Scandinavia, il suo vestito rosso mi pare premonitorio e perché dietro quella barba ho sempre creduto di riconoscere un filosofo tedesco che ogni giorno ha sempre più ragione in ciò che ha affermato in vari libri, molto citati ma poco letti.
Non abbia paura del tenore di questa lettera, non sono il bambino cileno che qualche anno fa Le scrisse: “Vecchio Scemo, l’anno scorso ti ho scritto dicendoti che, nonostante andassi a scuola scalzo e a digiuno, avevo preso i voti migliori e che l’unico regalo che volevo era una bicicletta, naturalmente non nuova, non doveva essere una mountain bike o una per il Tour de France. Volevo una semplice bicicletta, senza cambi, per aiutare mia madre a consegnare la biancheria altrui che lava e stira in casa. Era tutto, uno schifo di bicicletta qualsiasi, ma è arrivato il Natale e ho ricevuto una stupida cornetta di plastica, gioco che ho conservato e che ti invio con questa lettera perché tu te la metta nel culo. Spero che ti attacchi l’AIDS, vecchio figlio di puttana”.
Sono stati i suoi elfi i responsabili di un pasticcio così spaventoso? Ebbene, stimato Santa Claus, quest’anno sicuramente riceverà numerose richieste di biciclette, perché l’unico futuro che aspetta i ragazzi del mondo è quello di fattorino, senza contratto di lavoro e condannati a consegnare pacchetti fino a 67 anni.
Io, invece, non Le chiedo una bicicletta, ma uno sforzo pedagogico: metta i suoi elfi e le sue renne a scrivere milioni di lettere spiegando che cosa sono e dove stanno i mercati. Come Lei sa bene, ci hanno fregato la vita, abbassato i salari, impoverito le pensioni, ci hanno tolto il sussidio di disoccupazione e ci hanno condannato a lavorare per sempre per tranquillizzare i mercati.
continua...

rossoallosso ha detto...

I mercati sono i membri dei consigli di amministrazione e gli stessi azionisti, per esempio, di un laboratorio che non vuole rinunciare ai brevetti di una serie di medicinali che, se fossero generici, salverebbero milioni di vite. Non lo fanno perché la vita non è redditizia, ma la morte lo è, e molto.
I mercati sono gli azionisti delle industrie che imbottigliano il succo d’arancia, e che hanno aspettato che l’Unione Europea annunciasse leggi restrittive per i lavoratori non comunitari, che saranno obbligati a lavorare in Spagna o in un altro paese dell’Unione Europea secondo i regolamenti sul lavoro e le condizioni salariali dei loro paesi d’origine. Appena è successo, nelle borse europee i prezzi del prossimo raccolto delle arance sono andati alle stelle. Per i mercati, per tutti e per ognuno di quegli azionisti, la giustizia sociale non è redditizia, ma la schiavitù sì, e molto.
I mercati sono gli azionisti della banca che sequestra la casa a una donna con il figlio invalido. Per tutti e per ognuno di quegli azionisti, dirigenti e direttori di reparto, le ragioni umanitarie non sono redditizie, ma la spogliazione, il passaggio dalla povertà alla miseria sì che lo sono, e molto. E per i truffatori della speranza - che siano di destra o di sinistra, dato che non c’è altra scelta tra i difensori del sistema responsabile della crisi causata dai mercati stessi – spogliare della sua casa quella vecchietta è stato un segnale per tranquillizzare i mercati.
In Inghilterra il criminale rialzo delle tasse universitarie è stato fatto per tranquillizzare i mercati.
Lo scontento sociale genererà inevitabili azioni di sopravvivenza, e i mercati chiederanno sangue, morti, per tranquillizzare il loro appetito insaziabile.
Che i suoi elfi e le sue renne spieghino dettagliatamente che - in mezzo a questa crisi economica generata dalla voracità speculativa dei mercati e dalla rinuncia dello Stato a controllare il “va e vieni “ del denaro - nessuna banca ha smesso di guadagnare, nessuna società multinazionale ha smesso di guadagnare e anche gli economisti più ortodossi della teoria del mercato concordano nell’affermare che il principale sintomo della crisi è che le banche e le multinazionali guadagnano sì meno, ma in nessun caso hanno smesso di guadagnare.
Che i suoi elfi e le sue renne spieghino fino alla nausea che sono stati i mercati quelli che si sono opposti a qualsiasi controllo statale delle speculazioni, ma che ora essi impongono che lo Stato castighi i cittadini per il calo dei loro guadagni.
E, infine, mi permetta di chiederLe qualcosa d’altro: migliaia, milioni di bandiere di lotta, grandi barricate, grosse pietre, maschere antigas, e che la stella di Betlemme diventi una serie di comete incandescenti con un unico bersaglio, le Borse, che brucino fino alle fondamenta, perché le fiammate di cento begli incendi ci darebbero, anche solo per poco, una indimenticabile Notte di Pace. Molto fraternamente.
Luìs Sepùlveda

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Mi inserisco in mezzo ai due "lanciatori di libri" - Davide e Rosso - per salutare SamanthaVon e LadyLindy. :-)

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Oggi mi sento un po' cosi'...

Oggi mi sento un po' cosi'...

Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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