venerdì 17 dicembre 2010

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La profetica Cassandra

La profetica Cassandra di tutto questo ne parlava gia' due anni fa, ma come avviene per tutte le Cassandre, le sue parole in quel momento venivano giudicate esagerate e prive di un reale riscontro. Se ci si pensa bene, e’ veramente demenziale chiedere un reale riscontro di qualcosa che deve ancora avvenire. Oltre a cio’, nell’attimo in cui l’evento si verifica, e’ troppo tardi per rimediare e chi l’aveva chiesto, quel reale riscontro, da quel momento in poi tende a sorvolare sulla profezia per non essere costretto a fare la figura dell’imbecille.

Anche allora, nel 2008, quando la profetica Cassandra si azzardo’ a collegare la penisola ellenica, della quale ancora quasi nessuno parlava, a quella italica, era quasi a Natale e la Grecia, dove governava ancora il centro-destra, iniziava a dare i primi segnali di malcontento alla cui origine c’era tutta una serie di provvedimenti antipopolari e di tagli alla spesa sociale. Situazione a cui negli ultimi anni anche il popolo italico, quello del “state tranquilli la crisi non c’e’”, quello del “nel nostro paese va tutto bene”, quello del “in Europa abbiamo retto meglio degli altri”, cioe’ quello che credeva – e forse ancora crede - a tutte le stronzate propinate dai tanti collusi con la cricca, e’ stato abituato.

Ma la profetica Cassandra aveva fatto assai di piu’, non si trattava mica di una Cassandra qualsiasi. Essendo fra l’altro anche zingara, quindi equipaggiata con una bella sfera di cristallo magica, grazie ai suoi poteri, addirittura l’anno prima, nel 2007 quindi ancor prima della crisi finanziaria - guarda il caso era sempre il periodo natalizio –, aveva previsto in anticipo tutto quello che sarebbe accaduto.

In quel momento c'era ancora al governo il povero Prodi, destinato di li' a poco ad essere silurato dallo “Scilipoti” di turno, tale Mastella Clemente da Ceppaloni, mentre il nano di Arcore ed i suoi scherani si apprestavano a riprendersi il potere tempestando l’Italia con attacchi verso chi non aveva saputo rimuovere - che coincidenza - la mondezza da Napoli. Pero’, per chi era in grado di leggerli, certi segni premonitori dell’attuale disfacimento in cui versa adesso il belpaese, erano del tutto evidenti e solo chi fosse stato disonesto, in malafede, oppure completamente idiota, avrebbe evitato di ammettere che la situazione sociale non sarebbe stata in grado di resistere all’impatto devastante della crisi finanziaria reggendosi semplicemente sulle menzogne sulla propaganda.

E’ un vero peccato che le profetiche Cassandre, diversamente dalle varie veline, igieniste dentali e nipoti di Mubarak, non vengano mai ascoltate, perche’ se qualcuno talvolta prendesse minimamente in considerazione i loro flebili gridi d’allarme, forse la condizione oggi sarebbe assai diversa, e piu’ di un nano non rischierebbe il linciaggio.

L'unica cosa che resta da fare, dunque, poiche' la situazione pare ormai irreversibile, e' ritirare gli esigui risparmi dalle banche, disfarsi dei titoli di stato legati all'area Euro, ed attendere il crollo rovinoso ed inevitabile di tutto il sistema nella speranza che avvenga il prima possibile, riuscendo nel contempo a starne abbastanza distanti cosi’ da non farsi troppo male.

Ma, in ogni caso, c’e’ qualcosa della quale non si dovra' mai dubitare: quelle stesse persone che da anni si dimostrano incapaci, sorde, cieche, ed arroccate a salvaguardare soltanto i propri privilegi di casta, alle quali un popolo di idioti continua ad affidare ingenuamente il suo destino e quello dei suoi figli, hanno gia' da tempo allestito la loro bella scialuppa di salvataggio in qualche stupenda isola tropicale piena di sole, di mare e di bunga bunga.

91 commenti :

ventopiumoso ha detto...

beh mi posso iscrivere anche io alle cassandre? :)
e' che se (se, perche' metti sia immortale) cadra' quell'infame di silvio, il dopo sara' il nulla. e comunque in tutta europa saremo (no, siamo già) in balia della "grande"(?) finanza internazionale. che ormai agisce alla luce del sole. arraffare gli ultimi sgoccioli prima che crolli tutto.

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,

se fossi stata una vera Cassandra avresti dovuto prevedere che prima dell'Italia sarebbero cadute Grecia, Portogallo, Irlanda e Spagna.

Io ti seguo da anni e non mi sembra che avevi previsto tutto questo (all'inizio ricordo che prevedevi che la prima a crollare sarebbe stata l'Italia). E' vero che poi avevi parlato della Grecia, ma dopo che già ne avevano parlato alcuni giornali. In ogni caso in Grecia, nonostante che al governo ci siano ora i socialisti, i costi della crisi li hanno pagati le fasce di popolazione più debole e non i cosiddetti ricchi.

Credo che se un domani vincessero le sinistre (cosa molto improbabile), la crisi italiana continuerebbe come ora se non peggio.

Ora l'Italia sta messa male, ma se sta un pochino meglio dei paesi sopraccitati è stato perchè il ministro Tremoti ha fatto i flamigerati tagli, tanto contestati dalle sinistre.

Comunque non metto in dubbio che l'Italia sta male perchè le crisi colpiscono sempre i paesi più deboli (guai ai deboli diceva un certo Brenno): anche il tuo paese non sta messo molto bene, perchè ho letto che alcuni giorni fa le agenzie specializzate gli hanno tagliato nuovamente i gradi sull'affidabilità finanziaria.

Quanto hai disordini di piazza possiamo solo ringraziare i nostri bravi giudici che hanno messo in libertà i deliquenti che hanno saccheggiato e distrutto Roma.

Ciao Davide

Neelps ha detto...

@Chiara
Non condivido cio' che scrivi, perlomeno non nella sua totalita'. Se fossi cosi sicura ti consiglierei di shortare il futures sull'spmib con il massimo dei contratti che puoi permetterti.
Ma sono stanco e non ho voglia di discuterne, una risposta pero' a @Davide devo darla.


se un domani vincessero le sinistre (cosa molto improbabile), la crisi italiana continuerebbe come ora se non peggio


1.
Certo, hai ragione, ma questo non dipende da governi di destra o di sinistra, la loro incisione nella politica economica e' cosa trascurabile.

2.
La crisi finanziaria ha colpito ovunque, non i paesi piu' deboli, ma la classe sociale piu' debole, negli USA come in europa.

3.
Dovresti aver imparato che l'interesse delle agenzie di rating, spesso, non si trova nell'affidabilita' del rating, ma in "altro"....

4.
Informati meglio, chi e' stato messo in liberta' e' solo chi ha commesso reati come "resistenza a pubblico ufficiale", che non hanno nulla a che vedere con i reati di aggressione. Ad ogni modo non e' proprio, in alcun modo, di mio interesse difendere i disordini che ci sono stati, anzi, politicamente parlando, questo e' uno dei motivi per cui la sinistra non vincera' mai, l'incapacita' di mantenere l'ordine.

Ad ogni modo, c'e' da sottolineare che, proprio in parlamento c'e' chi e' libero pur aver commesso reati assai piu' gravi, caro Davide, per cui erigersi a paladini della giustizia mi pare davvero troppo imbarazzante.

buona notte,
Neelps

rossoallosso ha detto...

dare a Cesare cio che è di Cesare,del restro agli indovini non si chiede il perché o il percome ma solo cio che potra' accadere,pure Nostradamus vuole interpretazioni.
brava Chiara.

@Davide
piantala coi luoghi comuni,hai stufato.

@Neelps
condivido l'1,2,3,il4 solo a meta' nel senso che non vedo responsabilta' sinistroidi nella manifestazione di Roma,visto che era politica ma sociale,ed è stata chiaramente bipartisan, non ho visto vessilli di sorta,a meno che non si voglia incolpare della sinistra anche le manifestazioni di Londra,per esempio.
in piu non vedo che ordine ci sia da mantenere,sonno anni che ci ripetiamo che bisogna fare qualcosa,ebbene è arrivato il momento del riscatto sociale e non si puo incolpare questi ragazzi della situazione che si è creata visto che subiscono costantemente violenza da parte di questa classe dirigente togliendo loro ogni prospettiva di futuro.
e questi ragazzi hanno la forza di chi non ha nulla da perdere e con loro bisogna fare i conti
in piu' non vedo che ordine ci sia da mantenere

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Ventopiumoso: arraffare gli ultimi sgoccioli prima che crolli tutto

Non ce ne sono piu' di sgoccioli. Sara' gia' grassa se riuscirai e riprenderti cio' che consideravi tuo.


@ Davide: se fossi stata una vera Cassandra avresti dovuto prevedere che prima dell'Italia sarebbero cadute Grecia, Portogallo, Irlanda e Spagna.

In realta', anche questo, l'avevo gia' scritto:
http://chiara-di-notte.blogspot.com/2010/05/grecia-italia-o-spagna.html

Pero', fra Italia e Spagna la partita non e' ancora chiusa. Non si sa quale delle due cadra' per prima. In ogni caso e' ininfluente perche' la prima a cadere trascinera' nel baratro anche l'altra.

anche il tuo paese non sta messo molto bene, perchè ho letto che alcuni giorni fa le agenzie specializzate gli hanno tagliato nuovamente i gradi sull'affidabilità finanziaria.

Paragonare l'Ungheria all'Italia e' come paragonare una squadretta di calcio di provincia con una delle grandi capoliste. L'Ungheria e' uscita da poco dal cinquantennio comunista e la condizione di partenza, nei primi anni 90, non era esattamente la stessa dell'Italia che invece faceva parte dei grandi paesi industrializzati. Se guardi infatti le curve relative al mio paese e all'Italia, il grande divario col tempo si e' assottigliato e continua tuttora ad assottigliarsi.
L'unico vero dato importante in cui pero' adesso l'Ungheria e' inferiore al belpaese, e' quello sull'occupazione giovanile. In Europa l'Ungheria e' ultima, mentre l'Italia penultima. Per tutto il resto ti consiglio di non leggere i dati se non vuoi che il tuo amor patrio subisca un colpo di frustrazione.

@ Neelps: Se fossi cosi sicura ti consiglierei di shortare il futures sull'spmib con il massimo dei contratti che puoi permetterti

Le mie strategie tengono da tempo conto di queste previsioni pessimiste. Purtroppo, anche se i segnali per una nuova e piu' profonda crisi finanziaria (soprattutto in area Euro) ci sono tutti, quello che non puo' essere stabilito e' il "timing", vale a dire quando avverra' esattamente. Potrebbero passare ancora mesi se non qualche anno.
Se avessi il potere di stabilirlo sarei miliardaria, e non una zzingara che chiede l'elemosina ai semafori, ma cio' non toglie validita' alle analisi che hanno previsto con 3-4 anni d'anticipo cio' che sta accadendo.


@ Rosso: dare a Cesare cio che è di Cesare

Non sono certamente la sola ad aver azzeccato le previsioni in tempi non sospetti, cioe' quando al governo c'era ancora Prodi. Dopotutto si tratta di stabilire fra due opposti trend e non fra un numero infinito di possibilita'. Cio' che invece ha valore e' aver azzeccato le vere motivazioni della crisi sociale che attualmente investe l'Italia, ed aver visto nella Grecia una specie di preavviso di quello che sarebbe potuto e che potra' accadere anche a livello continentale.

Neelps ha detto...

@Rossoallosso


non vedo che ordine ci sia da mantenere,


La strategia politica di un partito, se esiste, deve comporsi di tante parti. La parte strategica a breve termine, la parte a lungo termine e, tra le altre, il modo con cui si rivolge verso i suoi sostenitori, i simpatizzanti e gli indifferenti. (Ho usato il termine sostenitori e non elettori, in modo voluto e significativo).

Ti faccio un esempio, quando si organizzano dei cortei, e' necessario distinguersi in modo chiaro e netto.
E' necessario che ci sia un servizio d'ordine in grado di isolare eventuali elementi provocatori o che "deviano".
Se non si riescono a fermare queste cose a disordini gia' avvenuti, e' necessario che il corteo si stacchi completamente lasciando spazio alle forze dell'ordine di isolare le parti "deviate".
Talvolta e' necessario fare cortei separati, dove sia chiaro in modo evidente chi sfili e sia chiaramente riconoscibile, anche fosse dai colori.

Questo significa porsi in un certo modo verso chi, indifferente, ti sta osservando e anche verso le forze dell'ordine.
Le motivazioni di questa "strategia" non stanno nel rispetto delle istituzioni o nella negazione delle azioni violente ma in una strategia politica che bisognerebbe comprendere. Anche il modo di porsi nei confronti dei ragazzi e delle ragazze in polizia, *deve* avere un approccio totalmente differente, lo scontro ideologico e' del tutto privo di significato.

La violenza subita dalle nuove generazioni di lavoratori scatena certamente e giustamente un sentimento di rabbia e di reazione violenta, MA questa DEVE essere incanalata in una strategia, questo e' il compito primario di un *partito* di sinistra, condurre, guidare, incanalare la rabbia e la violenza scatenata dei conflitti sociali in una direzione precisa.
Questo e' l'ordine che bisogna mantenere perche' e' solo in questo modo che si raccolgono i risultati nel breve *e* nel lungo termine.

In questo modo ci si guadagna il rispetto di tutti gli interessati: sostenitori, indifferenti, ma soprattutto delle forze dell'ordine. E quando lo scontro sociale passera' dal piano dimostrativo a quello fisico, indifferenti e polizia dovranno assumere una posizione nella disputa, ti lascio intendere quale sia l'importanza di questa decisione.

Non si sta parlando di sofismi, ma di cose pratiche, molto piu' di quanto si possa pensare. L'attuale disorganizzazione e la mancanza di una visione di lungo termine determinano un inconsistenza nel breve termine che e' disastrosa, disastrosa piu' per noi che per loro, ovviamente.
Le responsabilita' sono di chi sta a guardare lo scempio sociale che si sta definendo a livello mondiale, nonostante i grandiosi avvenimenti dell'ultimo ventennio perche' dopotutto e' impegnato a parlare di un insignificante personaggio e delle sue puttane.

Di chi e' la responsabilita'? quelli che si fanno chiamare "sinistra" e che stanno in parlamento a discutere di come cambiare la legge elettorale mentre si consuma da anni la piu' grave crisi economica che il capitalismo abbia mai visto, a cosa pensano?
In italia pensano alle troie di berlusconi ma in Germania (cioe' nella locomotiva economica e politica d'Europa) non sono piu' brillanti, i loro sforzi mentali nel parlamento locale e in quello europeo sono confinati al mantenere l'egemonia politica ed economica della "nuova" Europa nel nuovo assetto del capitalismo mondiale, i cui esponenti principali sono USA in declino relativo e Cina in ascesa.

:-)
ciao
Neelps

Neelps ha detto...

@Chiara

Quello che non puo' essere stabilito e' il "timing"


Ah beh questo e' certo, avrei anche io risolto il mio problema di mancata indipendenza economica :-)
Ma visto che consigliavi di togliere i soldi dalle banche supponevo che da qui ad un anno potessi suppore l'aggravarsi della situazione, cosa di cui, personalmente non sono affatto convinto, quindi almeno con qualche contratto sul miniSP con leva bassa potresti entrare, se l'avessi fatto io 3 anni fa, mi sarei pagato il mutuo :-)
Anche le singole crisi per paese sono occasioni imperdibili, perche' si sa gia' a priori che saranno attuati piani per salvarli, non ci sono molte alternative.

E' cosi, occasioni di guadagni elevati su eventi di crisi che nella realta' delle cose si riflettono in un susseguirsi di tragedie sociali che vanno dalla perdita del potere di acquisto alla perdita del lavoro , all'emarginazione sociale, al condensarsi di fenomeni di piccola delinquenza, di rivalita' tra poveri. Ma dall'altra parte, nell'illusione capitalistica di un piccolo american dream, posso in qualche settimana di click buy&sell e viceversa guadagnare quanto guadagno in un anno intero di lavoro salariato, e, ironia delle ironie, pagandoci sopra appena il 12.5% di tasse, eh gia', ricordiamoci questo "piccolo" dettaglio, discusso in campagna elettorale dalla piu' imbecille dirigenza della sinistra italiana.

;)
Neelps

rossoallosso ha detto...

@Neelps
intanto correggo questa mia frase:
",visto che era politica ma sociale,"
in origine era cosi'
",visto che non era politica ma sociale,

per il resto mi puoi trovare daccordo,se non fosse che questi col PD non hanno nulla a che fare,anzi direi che sono totalmente extraparlamentari in toto,ne PD,ne PDL,ne DIPIETRISTI,nulla,solo gente incazzata, su che base tu li puoi etichettare?
ti ripeto che tra i manifestanti parecchi erano di destra,ma questa è dura da far ingoiare alla borghesia,meglio raccontargli le frottole sui centri sociali cosi che possano dormire tranquilli tanto son sempre i soliti pochi idioti comunisti.
lo stesso errore che hanno fatto a londra dove si aspettavano pochi scalmanati e invece si son dovuti scontrare con 15000 incazzati!!

rossoallosso ha detto...

@Neelps,ma non solo

http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=7770

rossoallosso ha detto...

http://www.carmillaonline.com/archives/2010/12/003720.html

davide ha detto...

Caro amico Neelps,

"La crisi finanziaria ha colpito ovunque, non i paesi piu' deboli, ma la classe sociale piu' debole, negli USA come in europa."

Questo è vero, ma all'interno dei singoli paesi i sacrifici sono stati differenti. La potente Germania ha fatto dei tagli, ma il suo stato sociale è rimasto integro, mentre la povera Grecia ha pressoche smantellato il suo stato sociale.

"Informati meglio, chi e' stato messo in liberta' e' solo chi ha commesso reati come "resistenza a pubblico ufficiale", che non hanno nulla a che vedere con i reati di aggressione. Ad ogni modo non e' proprio, in alcun modo, di mio interesse difendere i disordini che ci sono stati, anzi, politicamente parlando, questo e' uno dei motivi per cui la sinistra non vincera' mai, l'incapacita' di mantenere l'ordine."

Diciamo che sul punto (le scarcerazioni) ci sono opinioni giuridiche diverse.

"Ad ogni modo, c'e' da sottolineare che, proprio in parlamento c'e' chi e' libero pur aver commesso reati assai piu' gravi, caro Davide, per cui erigersi a paladini della giustizia mi pare davvero troppo imbarazzante."

Giusto. Io credo che si debba punire con severità si chi ruba i soldi pubblici, sia chi devasta le città.


Ciao Davide

davide ha detto...

Caro amico Rossoalloso,

"@Davide
piantala coi luoghi comuni,hai stufato."

OK, d'ora in poi solo luoghi esclusivi e privati.

Ciao Davide

davide ha detto...

Distinta Chiara,

"Paragonare l'Ungheria all'Italia e' come paragonare una squadretta di calcio di provincia con una delle grandi capoliste."

In realtà, volevo solo farti un po' arrabbiare: lo sai che sono un birbantello.

Ciao Davide

davide ha detto...

Distinta Chiara,

"Pero', fra Italia e Spagna la partita non e' ancora chiusa. Non si sa quale delle due cadra' per prima. In ogni caso e' ininfluente perche' la prima a cadere trascinera' nel baratro anche l'altra."

Condivido. Il problema è che se cadono Italia e Spagna c'è il rischio che collassi anche la Germania, perchè Italia e Spagna sono i principali mercati della Germania.

Se questo avvenisse entreremmo in una crisi più disastrosa di quella che negli anni '30 portò Hitler al potere.

Ciao Davide

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Neelps: Ma visto che consigliavi di togliere i soldi dalle banche supponevo che da qui ad un anno potessi suppore l'aggravarsi della situazione

E' proprio cio' che prevedo: l'aggravarsi progressiva della situazione, ma non posso prevedere la velocita' con la quale questa si verifichera'. Per cui agire con prudente anticipo fa parte della mia strategia da sempre.
Inogni caso io credo che non si viva in modo "casuale", o almeno io non lo faccio. Le scelte che si fanno oggi influenzeranno la nostra condizione di domani, e' un'ovvieta' lo so, ma spesso qualcuno tende a dimenticarsene e a sottovalutare l'importanza che puo' avere in certi casi "l'azzardo" o "la prudenza".
Tantopiu' che i soldi in banca rendono ZERO, e mantenere un conto costa. Quindi diventa anche una scelta positiva dal punto di vista economico.

E' cosi, occasioni di guadagni elevati su eventi di crisi che nella realta' delle cose si riflettono in un susseguirsi di tragedie sociali che vanno dalla perdita del potere di acquisto alla perdita del lavoro , all'emarginazione sociale, al condensarsi di fenomeni di piccola delinquenza, di rivalita' tra poveri.

Esiste anche un modo di "investire" in modo etico. So che dal tuo punto di vista e' inconcepibile, ma quando l'occasione si presenta ed i grafici tecnici segnalano la possibilita' di entrare long in un settore, si puo' scegliere su quale settore "buttarsi", anche se in termini di "resa", ci rimetteremo qualcosa.
Un esempio? Preferisco andar long nel settore delle energie rinnovabili, oppure delle tecnologie che garantiscono una maggiore diffusione di Internet - quindi finanziando qualcosa che reputo positivo -, piuttosto che sul grano che, in linea teorica, porterebbe inevitabilmente ad un'innalzamento seppur microscopico del suo prezzo.
Invece, quando l'analisi tecnica mi segnala una possibile occasione "short" sul grano, oppure nel settore degli armamenti o altro ancora che dal punto di vista etico vorrei contrastare, sono ben lieta di coglierla.
E' solo un piccolo esempio di come si possa "scegliere" dove mettere i soldi e nel nostro piccolo fare "politica".


@ Rosso: L'articolo di Barnard lo condivido e dimostra che non e' solo un'umile contadina zingara a pensare che la situazione si sta rapidamente deteriorando per i motivi che da oltre tre anni sto esponendo.
Peccato che Barnard ogni tanto sbarelli completamente parlando delle donne e della sua mancanza di figa.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Davide: Se questo avvenisse entreremmo in una crisi più disastrosa di quella che negli anni '30 portò Hitler al potere

Oppure di quella che produsse le grandi rivoluzioni illuministe del XVIII secolo, o addirittura quella bolscevica.
Quando i poverissimi sono tanto, ma tanto piu' numerosi dei ricchissimi, e' piu' probabile la mia ipotesi.
Sinceramente non opterei per alcuna soluzione di tipo "cruento", ma questo non dipende certo da chi analizza gli accadimenti. Purtroppo, i segnali per un crollo verticale del sistema ci sono tutti, e solo una forte presa di coscienza da parte delle classi dirigenti, magari nel timore di far la fine che hanno fatto i nobili francesi e russi durante le due grandi rivoluzioni della Storia, potrebbe invertire il trend.

davide ha detto...

Distinta Chiara,

"Oppure di quella che produsse le grandi rivoluzioni illuministe del XVIII secolo, o addirittura quella bolscevica.
Quando i poverissimi sono tanto, ma tanto piu' numerosi dei ricchissimi, e' piu' probabile la mia ipotesi.
Sinceramente non opterei per alcuna soluzione di tipo "cruento", ma questo non dipende certo da chi analizza gli accadimenti. Purtroppo, i segnali per un crollo verticale del sistema ci sono tutti, e solo una forte presa di coscienza da parte delle classi dirigenti, magari nel timore di far la fine che hanno fatto i nobili francesi e russi durante le due grandi rivoluzioni della Storia, potrebbe invertire il trend."

Con la rivoluzione francese si è passati da un regime dispotico ad un altro molto più cruento. L'Europa che aveva goduto di un periodo di pace cadde in un periodo di guerre sanguinose che si conclusero solo con la restaurazione.

Quanto alla rivoluzione bolscevica ha instaurato il regime più sanguinario della storia dopo quello nazista.

Comunque non credo che si ripeteranno simili fenomeni. Molto più probabilmente cadremo in una dittatura militare di tipo argentino (Videla) o greco (Papadopulos).

Ciao Davide

rossoallosso ha detto...

@Chiara
ti chiedo scusa,immaginavo che Barnard ti avrebbe causato pruriginose allergie.
pero' quando usa la mano per scrivere è molto efficente ;-)

davide ha detto...

Distinta Chiara,

vorrei portare un articolo di riflessione.

Ciao Davide



La minestra
non scende
dal cielo

di Giampaolo Pansa

Cari ragazzi, se volete un futuro datevi da fare

La minestra non scende dal cielo. L’avevate mai sentita questa? È un regola di vita che può essere tradotta nel modo seguente: il piatto di minestra non si riempie da solo. Quando ero un ragazzo, me lo sono sentito ripetere un’infinità di volte. Era una litania recitata soprattutto da mia nonna Caterina Zaffiro.
Lei dava molta importanza alla minestra. Anche perché da giovane vedova non sempre aveva potuto mangiarla. E non sempre era stata in grado di offrirla ai suoi sei bambini.
Volevo scrivere un Bestiario sui giovani rivoltosi che hanno messo a ferro e a fuoco il centro di Roma. Però mi rendo conto di essere partito da tempi troppo lontani.
I ragazzi di oggi che cavolo ne sanno dell’importanza di un piatto di minestra? E della difficoltà di procurarselo? Se hanno delle nonne, sono di sicuro signore ancora giovani, cresciute in un’Italia molto diversa da quella che circondava Caterina. E non recitano litanie.
Ma allora, visto che siamo alla fine dell’anno 2010, voglio raccontare qualcosa ai rivoltosi che si preparano a darci un Natale turbolento. Incoraggiati dalla convinzione di poterla fare franca di nuovo. Del resto, i loro compagni arrestati sono tornati subito in libertà, grazie alla clemenza dei magistrati che avrebbero dovuto tenerli in prigione per un po’ di tempo.


continua

davide ha detto...

continua

Ho imparato che i giudici non vanno criticati. Sono un potere molto forte e geloso della propria autonomia. Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha protestato per aver visto ritornare sulla pubblica via dei giovanotti che gli hanno sfasciato il centro della capitale. Era una protesta che nel mio piccolo ho condiviso. Ma che ha subito ricevuto una replica altezzosa del presidente dell’Associazione nazionale magistrati. Lui ha sentenziato: accettiamo le critiche, ma non gli insulti. Però non mi pare che il sindaco di Roma abbia insultato nessuno.
Comunque sia, i giovani liberati e i tanti che non hanno trascorso nemmeno un’ora al fresco, appartengono a una generazione che non sa niente della vita. Credono che tutto gli sia dovuto. Si lamentano di non avere un futuro luminoso. Però non muovono un dito per costruirselo da soli.

davide ha detto...

Anche perché vivono nell’illusione che la minestra, e tutto quello che viene dopo, sia un diritto privo di fatica e garantito dagli adulti.
State attenti, cari teppisti, cari sfasciatori di vetrine, di bancomat, di automobili, cari picchiatori di poveri poliziotti. Il mondo non gira come pensate voi. La vita che vi aspetta sarà molto più dura di quella dei vostri padri, dei vostri nonni, dei vostri bisnonni.
Non dovete credere alle favole che dei genitori distratti o troppo clementi vi hanno raccontato. Anche nell’epoca dei computer, di internet e dell’ipod vi potrebbe capitare di ritornare poveri. E di fare i conti con un’esistenza difficile, soprattutto per chi non ha un mestiere vero e finirebbe per ritrovarsi, lo dico alla buona, con le pezze al culo.
Allora, cari bamboccioni violenti, vi potrà servire la storia di mia nonna Caterina, quella del piatto di minestra. Non era nata nel Medioevo, ma nella seconda metà dell’Ottocento. E in una pianura, quella vercellese, a un tiro di schioppo da Torino e da Milano. Era analfabeta e così è rimasta sino alla morte, nel 1947. Non aveva mai un soldo in tasca e rimase vedova a 33 anni, con sei bambini da crescere. Il marito, Giovanni Eusebio Pansa, era un bracciante agricolo. E fu ucciso da un infarto mentre zappava il campo di un padrone.
I figli vennero mandati a lavorare da piccoli. Mio padre Ernesto, il quinto del gruppo, non riuscì neppure a finire le elementari. Aveva nove anni quando lo spedirono fare il servitore in un’azienda agricola, con l’incarico di portare le mucche al pascolo. Era così abituato a non possedere nulla che si ritenne fortunato il giorno che Vittorio Emanuele III, re d’Italia, lo chiamò alle armi e lo inviò al fronte, nella Terza Armata al comando del Duca d’Aosta. Aveva compiuto da poco i diciotto anni.
Tanto tempo dopo, gli chiesi come si fosse trovato nell’inferno della prima guerra mondiale. La sua risposta fu una lezione indimenticabile. Mi disse che si era trovato non bene, ma benissimo. L’esercito gli aveva dato il primo cappotto della sua vita, una novità strepitosa per un ragazzo che si difendeva dal freddo soltanto con una vecchia mantella. Poi un paio di scarponi nuovi, al posto delle scarpe di terza mano, sempre sfasciate. Poi ancora due pasti al giorno, e in uno c’era sempre un po’ di carne, la pietanza che in famiglia mettevano in tavola soltanto a Natale.
Infine, sempre sul fronte, assaggiò per la prima volta il cioccolato e fumò una sigaretta. Per ultimo, conobbe il piacere del sesso, sia pure nei bordelli della Terza Armata. Che, per volere del Duca d’Aosta, pare fossero i migliori dell’intero esercito italiano.
L’unico rammarico di Ernesto riguardava il fratello maggiore, Paolo. Lui non aveva potuto godere di tutto quel ben di Dio per un motivo banale. Paolo era emigrato negli Stati Uniti e lì faceva il muratore. Lavorava a New York e proprio il giorno d’inizio della guerra cadde da un’impalcatura e morì. Venne sepolto nel cimitero di Brooklin ed ebbe una lapide povera com’era sempre stata la sua vita.
Partendo dal piatto di minestra, sono arrivato a descrivere un’Italia ben più miseranda di oggi. La mia conclusione è semplice e schietta. Cari ragazzi teppisti, sono un vecchio signore che ha dovuto conquistarsi tutto. E voglio rivelarvi che di voi me ne fotto. Volete avere un futuro? Pensateci da soli e datevi da fare.

Neelps ha detto...

@Rossoallosso

questi col PD non hanno nulla a che fare,anzi direi che sono totalmente extraparlamentari in toto,ne PD,ne PDL,ne DIPIETRISTI,nulla,solo gente incazzata, su che base tu li puoi etichettare?


Ciao,
Vabene, il mio e' un discorso piu' in generale. Io ricordo ancora adesso con uno stupore al limite del reale cio' che successe a genova. Attenzione che non sto dicendo che la polizia non abbia avuto un suo ruolo, ma questo e' un'altro discorso.

La maggior parte delle persone che stavano a roma, ma me lo spieghi che cavolo ci stavano a fare li? Dal punto di vista politico non ha alcun senso manifestare a fronte di un voto di sfiducia, sono incazzati per il loro futuro? che c'entra il voto di sfiducia? Cioe' non so se mi segui ma c'e' qualcosa che non va, quando la rabbia e' lasciata allo sbando si creano forze che vanno in tutte le direzioni senza uno scopo comune.
In francia hanno alzato l'eta pensionabile, qui l'accordo di pomigliano e' un qualcosa di terrificante e perche' si organizza una manifestazione a fronte di un voto di sfiducia? Qual'e' il senso? semplicemente non c'e'! Perche' se fosse caduto il governo che credi che cambia? La necessita' di stringere sul welfare e' una questione che nasce da esigenze economiche non a livello locale, ma dal nuovo assetto del capitalismo mondiale.

Lasciare che un gruppo di persone si organizzi per conto proprio o siano organizzate per andare a manifestare a fronte di un voto di sfiducia parlamentare e' incapacita' politica, oppure beh e' altro...

Se e' vero che queste persone non sono legate a partiti/movimenti, il non intervento in questa area e' un errore ancora piu' grave, sono tutte energie sprecate.


A proposito di Barnard ed il suo articolo: bisogna stare attenti alle parole e al linguaggio che si usa.

Se ho tempo commento dopo il resto.
ciao

davide ha detto...

Caro amico Neelps,

"A proposito di Barnard ed il suo articolo: bisogna stare attenti alle parole e al linguaggio che si usa."

Ma no, l'amico Barnard ha trovato la causa di tutti i nostri problemi: l'Euro.

Grazie all'euro cento terroristi finanziari chiusi dentro un bunker al polo nord affamano il mondo.

Quindi se ci liberiamo dell'euro, vivremo tutti felici, contenti e giocondi.

Ciao Davide

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Davide: Con la rivoluzione francese si è passati da un regime dispotico ad un altro molto più cruento. [...]
Comunque non credo che si ripeteranno simili fenomeni. Molto più probabilmente cadremo in una dittatura militare di tipo argentino (Videla) o greco (Papadopulos).


E tu credi che sarebbe meno cruento?
Comunque, a parte le opinioni personali, dettate spesso dalle paure interiori (si capisce quanto tu sia spaventato da una situazione di tipo "giacobino e ne auspicheresti, invece, una che buttasse in mare gli oppositori dagli aerei), esiste un limite di "rottura" oltre il quale il potere dei politici, per il sistema di corruzione diffuso, entra in crisi irreversibile e deve cedere il paso inevitabilmente ad un momento "rivoluzionario". Che sia sommossa popolare o colpo di stato militare, poco importa.
C'e' solo da stabilire se e quando questo limite in Italia sara' superato.

Ma no, l'amico Barnard ha trovato la causa di tutti i nostri problemi: l'Euro.
Grazie all'euro cento terroristi finanziari chiusi dentro un bunker al polo nord affamano il mondo.


Beh... non lo dice solo Barnard.
Persino l'Osservatore Romano (noto per le sue posizioni anarchiche e no-global), il 9 settembre 2010 ha scritto:

"l'euro si sta rivelando per quello che è: una gabbia. Questa moneta senza uno Stato, che è di tutti ma non appartiene a nessuno, ha prodotto un debito che i Paesi europei non possono più controllare e rifinanziare, compromettendo così la vita delle future generazioni. Per capire quello che sta accadendo è importante riconoscere la differenza tra una moneta sovrana [definita come floating, moneta non convertibile] e una moneta non sovrana. Un Governo che ha una moneta non sovrana, emettendo debiti o in valuta estera o nella propria valuta agganciata alla moneta straniera (o al metallo prezioso), deve fare i conti con un rischio di solvibilità.
Soltanto gli Stati Uniti, il Giappone e la Gran Bretagna (ed anche l'Ungheria - ndr) hanno una moneta sovrana. Ciò significa che possono emettere valuta dal nulla, come quanto e quando vogliono. Il debito pubblico, in questo caso, è un'illusione, perché gli Stati hanno sempre il potere di rifinanziarlo da soli emettendo altra moneta."

http://www.vatican.va/news_services/or/or_quo/commenti/2010/207q01b1.html

Ecco, in questo e' concentrato tutto quello che al "parco buoi" non hanno mai spiegato (e che non spiegheranno mai) e soprattutto a te Davide, spiega perche' fra Ungheria ed Italia, non sara' la prima ad uscirne con le ossa rotte nonostante tutti i debiti che possa contrarre.

davide ha detto...

Distinta Chiara,

"E tu credi che sarebbe meno cruento?
Comunque, a parte le opinioni personali, dettate spesso dalle paure interiori (si capisce quanto tu sia spaventato da una situazione di tipo "giacobino e ne auspicheresti, invece, una che buttasse in mare gli oppositori dagli aerei), esiste un limite di "rottura" oltre il quale il potere dei politici, per il sistema di corruzione diffuso, entra in crisi irreversibile e deve cedere il paso inevitabilmente ad un momento "rivoluzionario". Che sia sommossa popolare o colpo di stato militare, poco importa.
C'e' solo da stabilire se e quando questo limite in Italia sara' superato."

Io non dico che sia meno cruento, ma solo più probabile se la situazione dovesse sfuggire di mano. Sia ben chiaro che io non auspico niente (mi stupisco che tu possa aver fatto una simile affermazione), ma constato che la via della dittatura militare è possibile, mentre le ipotesi che hai fatto tu sono impraticabili.

Sul fatto che io avrei paura di una rivoluzione francese, non so a cosa ti riferisci. Se si tratta di paure economiche (esproprio dei beni) ti sbagli.

La rivoluzione francese (se hai studiato Marx) non è una lotta dei poveri contro i ricchi, ma una rivoluzione borghese.

La borghesia aveva conquistato il potere economico e voleva anche quello politico.

Con la rivoluzione francese la borghesia spazzo via la nobiltà e prese il potere politico. Il codice civile napoleonico sancisce l'inviolavilità della proprietà privata e dell'impresa.

Quanto all'euro ricordo che tutti i partiti politici erano favorevoli alla sua introduzione, tranne la lega nord.

In realtà il problema non è l'euro ma le politiche economiche sbagliate.

Ciao Davide

davide ha detto...

Distinta Chiara,

"esiste un limite di "rottura" oltre il quale il potere dei politici, per il sistema di corruzione diffuso, entra in crisi irreversibile e deve cedere il paso inevitabilmente ad un momento "rivoluzionario". Che sia sommossa popolare o colpo di stato militare, poco importa.
C'e' solo da stabilire se e quando questo limite in Italia sara' superato."

Trovo un po' confuse le affermazioni che hai fatto sopra.

Naturalmente se la situazione degenera le sommosse popolari (i famosi assalti ai forni di manzoniana memoria) portano facilmente alle dittature militari, perchè l'esercito è l'unico che ha la forza.

Però definire questo un momento rivoluzionario non so che senso abbia.

Ciao Davide

Neelps ha detto...

@Chiara

Esiste anche un modo di "investire" in modo etico.


Ma via dai Chiara, guardiamoci negli occhi, sinceramente, i soldi vanno dove c'e' profitto, Oil o Green che sia, non importa! Tu puoi scegliere dove investire o se investire ma la sostanza non cambia e' come il discorso del commercio equo solidale.


quando l'analisi tecnica

Mi hai un po sorpreso sai? e' piacevole sapere che ti intendi di queste "cose", anche se io personalmente paragono l'analisi tecnica all'astrologia, ma per polemiche con cui non voglio annoiarti :-)


Quando i poverissimi sono tanto, ma tanto piu' numerosi dei ricchissimi, e' piu' probabile la mia ipotesi.


Si ma devi ricordare una cosa fondamentale, non importa il numero ma l'organizzazione, 10000 uomini contro 1000 saranno destinati a perdere se non sanno organizzarsi.


Sinceramente non opterei per alcuna soluzione di tipo "cruento"


Solo gli stupidi opterebbero per una soluzione violenta, tuttavia bisogna anche considerare che cambiamenti di questo tipo non passano mai per vie democratiche, anzi tutt'altro, ed e' proprio questo il punto, bisogna arrivarci organizzati, altrimenti sara' un mare di sangue. I Bancari e i loro Preti non staranno a guardare mentre i loro privilegi saranno azzerati. Non bisogna essere ingenui.

@Davide

Quanto alla rivoluzione bolscevica ha instaurato il regime più sanguinario della storia dopo quello nazista.


Come darti torto? hai ragione la sua deriva ha spianato la strada allo stalinismo.
Tuttavia bisogna riconsocere che la rivoluzione bolscevica non e' stata poi cosi sanguinaria e ad essa va riconosciuto un merito importantissimo, i soldati sui due fronti hanno smesso di spararsi adosso. Perche' entrambi, dopotutto non erano cosi diversi.
Cosi come non sono diversi il ragazzo che manifesta con rabbia ed odio ed il poliziotto che sta dalla parte opposta con casco, scudo e manganello.
Cercare lo scontro con la polizia e' una cosa ignobile, non solo strategicamente ma anche umanamente.

Cmq, il momento attuale e' tutto tranne che rivoluzionario.
L'articolo di Pansa, come al solito, non mi piace.

ciao
Neelps

Neelps ha detto...

@Davide

In realtà il problema non è l'euro ma le politiche economiche sbagliate.


Sono quasi d'accordo se non fosse per il termine "politiche economiche".
Le politiche economiche sono dettate dai bisogni dell'economia capitalistica, quindi il problema non sono le polithce economiche bensi il sistema economico stesso.

Si vabe dai, sono un rompicoglioni :-)

ciao
Neelps

davide ha detto...

Distinta Chiara,

voglio solo chiarire che io non sono un fanatico sostenitore dell'euro.

Ogni economista serio spiegerà che una moneta come l'euro è solo uno stumento che comporta vantaggi e svantaggi. Dipende poi dalle politiche che si fanno se prevalgono gli uni o gli altri.

Dare la colpa di tutti i nostri problemi all'euro è un non senso.

Ciao Davide

rossoallosso ha detto...

in risposta all'inutile,paternalistico,senile ,vuoto,insensato ed offensivo articolo di pansa,dove prende posizione senza alcuna analisi sociopolitica della situazione,e del perche'della manifestazionecome si chiede Neelps, leggetevi questo:

>Bisognava farne di strada per arrivare a questo traguardo: una grande area di sosta, senza panchine per sedersi, senza neanche una tenda dove ripararsi o il tetto di qualcosa che possa definirsi dimora, per dormire. E soprattutto, la mancanza di altre vie percorribili o, per meglio dire, di futuro.

Non avere futuro è non avere più la lingua per parlare, pronunciare parole che non hanno più senso. E’ morire. Tutto questo può portare a una diffusa angoscia, alla disperazione, alla violenza. Come quella esplosa il giorno dell’approvazione della fiducia al governo Berlusconi. Mentre si proclamavano i risultati di un voto che autorizzava il presidente del consiglio dei ministri a proseguire sulla sua strada, sparuti gruppi di giovani si davano al saccheggio delle macchine delle forze dell’ordine, agli incendi e allo scontro fisico. Uno scenario di ora in ora sempre più apocalittico che solo per miracolo non ha provocato morti.<
continua

rossoallosso ha detto...

>Forse qualcuno si attendeva l’irreparabile. E’ una storia antica. I lavoratori, nella loro secolare saggezza, lo hanno sperimentato centinaia di volte. Dalla repressione dei fasci siciliani del 1894 a oggi. E’ da anni ormai che la società e la scuola che la rappresenta denunciano il loro grave malessere. Ma i ministri non hanno fatto una piega e hanno risposto alla sofferenza delle famiglie, dei nuovi disoccupati, dei nuovi poveri, al decadimento della cultura e al divieto persino di sognare, con la peggiore arma con cui chi ha il dovere e il potere di intervenire non deve rispondere: l’ignoramento. E’ la famigerata tattica del “noi tireremo dritto”, propria della cultura fascista.

Le colpe non stanno tutte da una parte e gli italiani che amano il Carnevale accompagnandolo con il loro clamore, hanno una loro parte di responsabilità. Non sono mai andati per il sottile e hanno sempre preferito accodarsi alla loro maschera, al flauto magico del loro pifferaio. Dall’anno del signore 1994, il nuovo anno zero dell’era cristiana, ad oggi, hanno dato origine a una nuova fase della storia repubblicana italiana. Una lunga decadenza gaudente che colpisce il nostro Paese e lo declassa verso gli ultimi posti in graduatoria tra le nazioni più sviluppate dell’Europa. Ci muoviamo a grandi passi dentro uno sviluppo distorto, l’allargamento delle marginalità sociali, la mancanza di prospettive per le nuove generazioni, l’affievolimento della speranza.

Così, giunti in questa grande area di sosta, sotto le intemperie, assistiamo allo sfascio, nell’attesa che il salto si compia. Perchè è certo che questa musica non può durare e che da qualche parte deve sbottare l’irrefrenabile spinta a una società più giusta, a un mondo più vivibile.<
continua

rossoallosso ha detto...

>Il paradosso sta nel fatto che, messo alle strette il 14 dicembre scorso, il capo del governo ha avuto la fiducia proprio dai suoi oppositori. Un momento che doveva servire a voltare pagina si è risolto, invece, in un voto che tutti hanno potuto valutare per quello che è stato.

Ma ci si deve chiedere: è tutta colpa di Berlusconi? Credo proprio di no. Non si può chiedere a un uomo, per quanto sia un animale politico, di non manifestare il proprio istinto rispetto all’oggetto del suo desiderio. Può contenerlo, ma al momento opportuno si comporta come il gatto addestrato a tenere la candela, quando vede passargli sotto il naso un allettante topo. Berlusconi non è un francescano e per lui il governo è la sede degli istinti onnivori.

Gli italiani lo votano e se lo tengono. Il problema sono gli altri, i cosiddetti politici. A cominciare dalla lunga strada percorsa dal Pd, e dalle sue anime. Vi ricordate Luciano Violante quando, per fare il primo passo avanti verso Fini, cominciò a legittimare i ragazzi di Salò? E vi ricordate della svolta della Bolognina? E della nascita di quella “Cosa” che a tutti appariva come una nebulosa inafferrabile? Allo snaturamento seguì il travaso e, così, in pieno inverno, la pianticella cominciò a crescere e a presentarsi come un nuovo esemplare. Analoga sorte, sull’altra sponda, fu seguita da Fini dopo Fiuggi, fino al discorso di Mirabello, nel ferrarese. In entrambi i casi, però, nessuno ha mai capito in che cosa possa consistere il senso della sinistra e della destra in piena crisi del capitalismo moderno, e sotto la spinta della globalizzazione, delle nuove regole del mercato del lavoro, delle drastiche forme di espulsione della manodopera dalla società, e delle nuove marginalizzazioni che ne derivano.<
continua

rossoallosso ha detto...

>Insomma, in Italia, l’arte di innovare è molto diffusa. Ma se non si vuole che sia l’arte del trasformismo è necessario che gli italiani abbiano al più presto poche risposte alle loro domande. Ma chiare: cosa vuole essere la destra liberale e conservatrice? E cosa la sinistra riformatrice e progressista? E supposto che si abbiano risposte chiare a queste due domande, qualcuno deve pur spiegare qual è il senso di un centro. Le ipotesi che corrono non ci aiutano a vedere meglio. E’ credibile un centro composto da Fini-Casini-Rutelli? Ed immaginabile che tali forze possano avere un programma comune e una comune storia con il Pd come pare voglia, chissà da quanto tempo, D’Alema? E Vendola e Di Pietro se ne staranno alla finestra a guardare o costruiranno un comune progetto politico per il futuro? La risposta a queste domande è una sola. Nulla è certo, neanche che gli italiani continuino a nutrire fiducia nel teatrino della nostra politica.<

rossoallosso ha detto...

ma anche leggetevi questo:

http://www.carmillaonline.com/archives/2010/12/003722.html

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Davide: Però definire questo un momento rivoluzionario non so che senso abbia.

Si'. Dire rivoluzionario e' eccessivo.

http://informarexresistere.fr/rivolta-versus-rivoluzione.html

Dare la colpa di tutti i nostri problemi all'euro è un non senso.

Nessuno sta dando la colpa a l'Euro, bensi' a chi ha usato l'Euro per creare la presente situazione. L'Euro e' solo uno strumento. Il suo essere buono o cattivo dipende da chi lo utilizza; come un fucile puo' essere usato per procacciarsi selvaggina e quindi sopravvivere, oppure per rapinare la vecchietta e con quei soldi comprarsi la droga.


@ Neelps: Ma via dai Chiara, guardiamoci negli occhi, sinceramente, i soldi vanno dove c'e' profitto, Oil o Green che sia, non importa! Tu puoi scegliere dove investire o se investire ma la sostanza non cambia e' come il discorso del commercio equo solidale.

Opinioni diverse - la mia e la tua - come sono (credo) diverse le idee che abbiamo riguardo a' "profitto". C'e' chi si accontenta di quanto puo' bastare per vivere e chi mira ad avere il massimo rasentando l'avidita' compulsiva.
Ovviamente io proseguo per la mia strada che, finora, non mi ha ancora delusa. :-)

personalmente paragono l'analisi tecnica all'astrologia

Eh... io sono zingara... difficile sottrarmi. Solo che oggi ho altri tipi di tarocchi e l'analisi tecnica, piu' che per analizzare la finanza, diventa un modo per analizzare un po' tutto.
Elliott, se vogliamo, possiamo applicarlo ad ogni singolo aspetto dell'esistenza, perche' le sue regole si basano su quello che e' insito nell'uomo: l'avidita'.
Niente e nessuno e' piu' debole di una persona avida quando l'hai individuata. L'avidita' sta infatti alla base delle grandi piramidi finanziare di cui "il Mercato" e' solo una piccola parte.
Conoscere i meccanismi dell'avidita aiuta un un duplice modo: a controllare la nostra in modo da non essere a nostra volta deboli, e ad approfittarsi con successo dell'altrui.

non importa il numero ma l'organizzazione, 10000 uomini contro 1000 saranno destinati a perdere se non sanno organizzarsi.

Mi pare, caro Neelps, che ultimamente stai spendendoti ntroppo nei luoghi comuni, forse sperando che chi ti legge non conosca la Storia. Quando la moltitudine diventa davvero MOLTITUDINE, lo sparuto gruppo soccombe per quanto organizzato ed aramato sia, e ci sono decine di esempi che lo dimostrano: da Little Big Horn a Isandhlwana.

Alex ha detto...

Cassandra sembra che la notte artica stia arrivando anche qui(:

I ragazzi in piazza saranno sempre di più, quando non si ha nulla da perdere e hai perso la dignità, essere presi a manganellate o sbattuti in carcere poco importa.

Stano portando via la dignità a tutti, qualcuno ride, pensando di essere immune finche non arriverranno le manganellate anche per lui.

davide ha detto...

Distinta Chiara,

"Mi pare, caro Neelps, che ultimamente stai spendendoti ntroppo nei luoghi comuni, forse sperando che chi ti legge non conosca la Storia. Quando la moltitudine diventa davvero MOLTITUDINE, lo sparuto gruppo soccombe per quanto organizzato ed aramato sia, e ci sono decine di esempi che lo dimostrano: da Little Big Horn a Isandhlwana."

Ci sono anche altrettanti esempi che dicono il contrario.

Per esempio il popolo ungherese nel 1956 è sceso in piazza numeroso, ma niente ha potuto contro i carri armati sovietici.

In Africa e in altri posti del terzo mondo è pieno di dittatori sanguinari. Spesso il popolo prova a ribellarsi, ma difronte ad eserciti armati fino ai denti (i dittatori affamano il popolo, ma si comprano le armi più costose) è facile soccombere.

Ciao Davide

Neelps ha detto...

@Chiara

C'e' chi si accontenta di quanto puo' bastare per vivere


Il capitalismo non funziona cosi.


Mi pare, caro Neelps, che ultimamente stai spendendoti ntroppo nei luoghi comuni, forse sperando che chi ti legge non conosca la Storia.


Magari sono io che non la conosco la storia no?
Cmq, la moltidutine puo' anche vincere ma poi?
Quali sarebbero questi luoghi comuni?


Elliott, se vogliamo, possiamo applicarlo ad ogni singolo aspetto dell'esistenza,


Oh, veniamo alle cose interessanti.
Non conosco, se non per sentito dire, le onde di Eliott, me ne interessero' di certo, tuttavia sono sempre riluttante quando si cerca di fare previsioni su valori non stazionari (i prezzi),per lo piu' stiamo parlando di processi stocastici. A me non piace il gioco d'azzardo anche se, ammetto e' affascinante.
A volte la randomwalk e' solo walk e meno random, in quel momento, dove e' possibile individuare una non "indipendenza" tra t e t-n, allora e' lecito intervenire, ma parliamo tuttavia non di prezzi ma di rendimenti.
Personalmente preferisco riporre la mia fiducia in Bayes.
Interessante il tuo pensiero riguardo il fatto che le onde di Eliott riflettano l'avidita', non credo di avere ben compreso il legame ma al momento non ho nemmeno la lucidita' mentale per pensarci.

@Alex

I ragazzi in piazza saranno sempre di più, quando non si ha nulla da perdere e hai perso la dignità, essere presi a manganellate o sbattuti in carcere poco importa


Mmmm, permettetemi di dirvi che non sono per niente convinto di questa cosa, forse saro' cinico, cieco e forse anche un po stupido ma non credo negli studenti, non credo nei quadri disfattisti, non credo nei dipinti apocalittici dal banalissimo retrogusto sinistriode.

Io amo la pittura astratta, e' un mezzo per interpretare la realta' nel suo concreto, nel suo vivo bruciore. Ma cio' che si dipinge in questi giorni non ha nulla a che fare con l'astrattismo, qui abbiamo a che fare con dei dilettanti del pennello, non bastano un po di colori per riempire una tela.

buona notte
Neelps

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Davide: Ci sono anche altrettanti esempi che dicono il contrario

Per cui le due affermazioni (quella mia e di Neelps) si elidono. :-)
Ma forse non ci siamo spiegati bene, ne' io ne' Neelps. Lui voleva dire una cosa ed io ne ho capita un'altra. Esattamente come tu, Davide, nei miei confronti. :-)

PS: Oggi non sono di buon umore a causa della pessima legge approvata in Ungheria. Purtroppo, nonostante il volto liberale con il quale certe Destre tentino di spacciarsi, chi e' di Destra tendera' inevitabilmente a giustificare scelte liberticide.


@ Neelps: Il capitalismo non funziona cosi

Il capitalismo no.
Io si'. :-)

la moltidutine puo' anche vincere ma poi?

Poi non so. Vero e' che nessuna nazione e' mai progredita sotto il dispotismo dei pochi, mentre dopo la rivoluzione dei molti la Storia ha cambiato volto.
Sei per caso "conservatore", Neelps?

Non conosco, se non per sentito dire, le onde di Eliott, me ne interessero' di certo, tuttavia sono sempre riluttante quando si cerca di fare previsioni su valori non stazionari (i prezzi),per lo piu' stiamo parlando di processi stocastici

Elliott sta all'analisi tecnica come Pitagora sta alla matematica. Inoltre lo scopo dell'analisi tecnica non e' quella di individuare un prezzo, quanto quello di stabilire il trend.
Per quanto riguarda il discorso sull'avidita', sarebbe un discorso assai lungo da fare, ma e' indubbio che tutta quanta l'analisi tecnica si basa sullo studio dei comportamenti umani quando gli investitori si trovano in presenza di occasioni di profitto o di perdita e spiega il meccanismo delle "bolle", dell'euforia e del panico.
Ma il vero "esercizio" sperimentale lo si fa quando non ci si limita ad applicare l'analisi tecnica solo alla finanza, ma la si trasporta anche nelle piccole cose della vita di tutti i giorni.
E' certamente qualcosa che solo le persone estremamente razionali possono riuscire minimamente a comprendere e ad accettare.

Alex ha detto...

Neelps
si possono dipingere tutte le tele che vuoi ma se uno non arriva a fine mese vede solo un colore...
Vuoi dire che questo governo, o il prossimo, sistemerà le cose?
La realtà, e non devo certo spiegarla io, e ben altra, quindi sempre peggio, e stiamo già raschiando il fondo oppure vedo male?
Se il clima si infuoca, la rigidità delle istituzioni non sarà solo per i manifestanti ma toccherà tutti.
Non credi negli studenti, eppure saranno il futuro e a chi credi ai nostri governanti, mi sono passate idee strane su come siano riusciti ad avere la fiducia, meno male che siamo in Italia altrimenti avrei pensato a uno stile dittatoriale, mentre da noi, per fortuna, è impensabile, sarebbe gravissimo e contro ogni principio.

UIFPW08 ha detto...

Perdona il mio silenzio anche se il silenzio a volte parla di me.
Non saranno le mie parole ma il profumo di te che lasci ai sogni
qualcosa che non c'e.
I miei auguri sinceri per te.
Maurizio

davide ha detto...

Distinta Chiara,

"Per cui le due affermazioni (quella mia e di Neelps) si elidono. :-)
Ma forse non ci siamo spiegati bene, ne' io ne' Neelps. Lui voleva dire una cosa ed io ne ho capita un'altra. Esattamente come tu, Davide, nei miei confronti. :-)
PS: Oggi non sono di buon umore a causa della pessima legge approvata in Ungheria. Purtroppo, nonostante il volto liberale con il quale certe Destre tentino di spacciarsi, chi e' di Destra tendera' inevitabilmente a giustificare scelte liberticide."

Secondo me le tua opinione e quella dell'amico Neelps non sono in contraddizione.

La rivoluzione francese e quella russa hanno avuto successo perchè chi le guidava aveva una strategia.

Per secoli le rivolte dei contadini (durante il medio evo erano numerose le rivolte contadine nei periodi delle carestie) venivano schiacciate nel sangue, perchè chi le guidava non aveva nessuna strategia.

Quanto all'Ungheria credo che quando un partito solo ha troppo potere mette in pericolo la democrazia.

Per questo io ho appoggiato chi si è battuto contro il referendum (svolto circa un anno fa) che voleva dare una forte maggioranza ad un partito solo.

Una coalzione di partiti comporta un po' di instabilità, ma evita che troppo potere si concentri in una sola persona.

Ciao Davide

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Davide: La rivoluzione francese e quella russa hanno avuto successo perchè chi le guidava aveva una strategia

Quindi, un popolo di studenti svegli, puo' riuscire a fregare questo qua?

http://tinyurl.com/28xmm98

Neelps ha detto...

@Chiara

Il capitalismo no.
Io si'. :-)


Ah beh ma non e' cosi facile!
Per citare non ricordo chi, noi non siamo isole autonome, dipendiamo le une dalle altre.


Sei per caso "conservatore", Neelps?


Mah! non credo.
Credo tuttavia che tu sottovaluti molto i mezzi che vengono usati per discreditare un movimento od un partito. Se, nei periodi freddi, di apatia sociale non ti sei costruito in anni e anni una certa reputazione puoi venire spazzata via in un sol giorno!


Ma il vero "esercizio" sperimentale lo si fa quando non ci si limita ad applicare l'analisi tecnica solo alla finanza, ma la si trasporta anche nelle piccole cose della vita di tutti i giorni.
E' certamente qualcosa che solo le persone estremamente razionali possono riuscire minimamente a comprendere e ad accettare


Senti, capisco benissimo quello che vuoi dirmi, non fraintendermi, ma ci sono strumenti ben piu' seri ed affidabili dell'AT che si usano *esattamente* per quello che dici, anzi in tutti i campi, dalla finanza alle scienze sociali, all'automotive, all'aereospaziale fino a finire nel tuo piccolo antispam...

@Alex
Guarda io non credo che a Roma ci fossero molti disoccupati e precari, ma ho paura a pronunciare queste parole perche' richiamano quelle dette da un tizio per cui non nutro molta simpatia umana.

Vuoi dire che questo governo, o il prossimo, sistemerà le cose?

No, anzi, ne' questo ne' il prossimo, ne' un governo di sinistra risolvera' mai queste cose, sai perche'? non perche' sono brutti e cattivi ma perche' non possono sistemarle, semplicemente non e' possibile. Bisogna prendersi prima cura di cio' che sta sopra ai governi.

Il clima e' infuocato SOLO dal punto di vista politico per questioni che contano davvero poco! Non pronuncerei mai queste parole se gli scontri fossero avvenuti a fronte di manifestazioni per l'accordo di pomigliano o quello che e' successo in francia.
Invece credo che gli studenti siano una banda di ingenuotti che si fanno muovere come stupide ed inutili pedine non appena qualcuno alza i toni del 'dibattito' politico parlamentare per uno scontro di poteri tutto interno alla democrazia istituzionale che si gioca solo in parlamento.
Ma gli studenti in se' non hanno colpe, sono i loro "mandanti", ignoranti o consapevoli, disegnano le loro responsabilita' sulla profonda disgregazione, soprattutto culturale, all'interno dello svariato mondo della sinistra portandola inevitabilmente verso un vicolo senza speranza alcuna.

Quello su cui c'e' necessita' di concentrarsi non e' questo od il prossimo governo, tantomeno il voto di fiducia della scorsa settimana.
L'accordo di pomigliano e' l'eredita' di una serie di riforme al mondo del lavoro salariato iniziate prima del 2000 con lo scopo di frammentare la contrattazione sindacale, l'indebolimento progressivo tramite l'inserimento di nuovi contratti di lavoro "flessibile", cococo, cocopro, a progetto, job-sharing.

Sappiamo di cosa cazzo stiamo parlando o dobbiamo riporre tutte le nostre energie nella contestazione INUTILE di un voto di fiducia? Anzi, fosse davvero inutile sarebbe anche meglio, ma non lo e', gioca un passo in piu' nella frammentazione e nella ridicolizzazione della sinistra.


notte :-)
Neelps

parseval ha detto...

Ciao Chiara come va? ti ricordi di me? non pensi all'eventualità che la Cina, come in parte sta già facendo, impedirà i vari crolli comprando il debito europeo in cambio di influenza politica e accordi commerciali vantaggiosi?
mi sembra che la Cina abbia tutti i mezzi e la volontà per farlo

rossoallosso ha detto...

@Neelps
sai Neelps qual'è il tuo problema?
è che tu pur sostenere le tue tesi ignori volutamente le argomentazioni altrui.
"Guarda io non credo che a Roma ci fossero molti disoccupati e precari,"
queste sono tue parole,ma il fatto che tu non creda non significa che non sia vero.
anche ammesso fossero pochi sempre precari sono.
potremmo fare un giochino aperto a tutti,
se vi va o se avete tempo, guardando questo video e poi postare ognuno le proprie riflessioni in merito.

http://www.archive.org/details/Roma14-12-2010

rossoallosso ha detto...

poi noi siamo qui a disquisire se una cosa e rossa,verde,blu e si parla di violenza in strada e questa cosè?
non è forse peggio di qualche vetrina rotta?

http://www.youtube.com/watch?v=_TV4zqU1jWI&feature=player_embedded

rossoallosso ha detto...

come ulteriore sforzo si potrebbe commentare anche questa notizia.

(ASCA) - Roma, 21 dic - ''Abbiamo mandato comunicati stampa e richieste di attenzione verso la nostra lotta a tutti gli schieramenti in campo, dal centro-destra al centro-sinistra, non avendo ricevuto nemmeno due righe di risposta, da nessuno. Non che ci aspettassimo un'attenzione da parte del PdL o delle aree moderate, ma cio' che ci fa specie e' che, tranne la chiara presa di posizione a sostegno del coordinamento K5, il Pd, il resto delle forze di centro-sinistra tacciono in un silenzio imbarazzante''. A denunciare il sostanziale silenzio delle forze politiche sulla loro forma estrema di protesta contro il Ddl Gelmini e' Maria Vitale del collettivo di Studi orientali dell'Universita' 'la Sapienza' in sciopero della fame da quattro giorni.

''Nessuno ha preso a cuore la nostra lotta, - insiste la studentesa in sciopero della fame - e ci sentiamo come quell'infermiera napoletana che non percependo lo stipendio da mesi, si e' lasciata morire di inedia mentre il mondo politico pensava ad altro nel chiuso dei suoi palazzi''.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Riporto di seguito il link ad un articolo che spiega cio' che ritengo sia uno dei veri problemi italici: il forte divario sociale,. Un problema che, se non sara' risolto, non fara' altro che aumentare la tensione esistente fino al punto di non ritorno.

http://tinyurl.com/37h7q74

Per quanto pecoroni ed opportunisti sempre pronti a belare, a genuflettersi, e a montare sul carro del vincitore, alla fine chi dovra' vivere in una condizione di forte disagio, senza piu' diritti ma con un'infinita' di obblighi, assoggettato ad ogni angheria, mentre un'elite dall'altra parte sara' quasi del tutto immune alla legge e sguazzera' nei privilegi, si incazzera' davvero di brutto, e a quel punto a poco varranno le tardive predisposizioni al "dialogo". Che' poi, se e' un dialogo come quello visto nel filmato segnalato da Rosso, gia' si puo' capire di quale tipo sia.

A tal proposito segnalo anche queste altre due brevi riflessioni:

http://chiara-di-notte.blogspot.com/2010/09/il-fiammifero-e-la-candela.html

http://chiara-di-notte.blogspot.com/2010/04/quando-la-gente-sincazza-sincazza.html

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Parseval: ti ricordi di me?

Certo che mi ricordo. Eri sparito da un anno e mezzo circa, ma ricordo perfettamente chi sei ed anche dove ci siamo "conosciuti".
In ogni caso, ammesso che sia come dici tu, cioe' che alla fine i cinesi ci metteranno i soldi, non credo molto al "buon cuore" della Cina, in quanto tutto cio' mi ricorda molto le antiche logiche colonialiste dell'Impero Britannico che la stessa Cina ha subito nel passato. Solo che stavolta ad essere colonizzati saranno gli europei. Quasi un contrappasso dantesco.

Alex ha detto...

Ciao neelps,
le persone fermate a Roma erano persone normali, incensurate, non segnalate alle forze dell'ordine lontane dai soliti black bloc, questo mi ha fatto pensare. Una nuova generazione che arriva come un onda lunga e di certo, non ne sono contento, è un segno di quanto stia male il nostro paese.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Alex: Una nuova generazione che arriva come un onda lunga e di certo, non ne sono contento, è un segno di quanto stia male il nostro paese

Il malessere dell'Italia e' ben descritto qui:

http://tinyurl.com/2wfov9m

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,

"Per quanto pecoroni ed opportunisti sempre pronti a belare, a genuflettersi, e a montare sul carro del vincitore, alla fine chi dovra' vivere in una condizione di forte disagio, senza piu' diritti ma con un'infinita' di obblighi, assoggettato ad ogni angheria, mentre un'elite dall'altra parte sara' quasi del tutto immune alla legge e sguazzera' nei privilegi, si incazzera' davvero di brutto, e a quel punto a poco varranno le tardive predisposizioni al "dialogo". Che' poi, se e' un dialogo come quello visto nel filmato segnalato da Rosso, gia' si puo' capire di quale tipo sia."

In realtà l'aumento delle diseguaglianze non riguarda solo l'Italia, ma è un fenomeno che riguarda molti paesi. Le sue cause sono dovute alla globalizzazione e alle politiche ultraliberiste.

Ciao Davide

Chiara di Notte - Klára ha detto...

In realtà l'aumento delle diseguaglianze non riguarda solo l'Italia, ma è un fenomeno che riguarda molti paesi. Le sue cause sono dovute alla globalizzazione e alle politiche ultraliberiste.

Ok, tutto vero.
Ma il cittadino normale, quello non invischiato nelle cricche, quello che non ha rifugi antiatomici ad Antigua, quello che ogni giorno deve fare i conti con la sopravvivenza, che armi ha a disposizione?
- il voto?
- la rivolta?
- il prenderlo perennemente nel culo?
Tu, Davide, cosa consiglieresti oltre a dire cose ovvie?

parseval ha detto...

Non ho più scritto ma ho sempre continuato a leggere il blog... certo la Cina non interverrà senza pesanti contropartite politiche, quello che è certo è che comunque vada l'Europa ne uscirà più povera e meno libera. Ti auguro buone feste

Neelps ha detto...

@Rossoallosso

sai Neelps qual'è il tuo problema?
è che tu pur sostenere le tue tesi ignori volutamente le argomentazioni altrui.
"Guarda io non credo che a Roma ci fossero molti disoccupati e precari,"
queste sono tue parole,ma il fatto che tu non creda non significa che non sia vero.


Ciao Rosso,
Ma anche se non fosse vero, il discorso non cambia: perche' manifestare ad un voto di fiducia con queste modalita' e non fare nulla a fronte dell'accordo di pomigliano o di tutte i ripetuti attacchi che si sono verificati negli utlimi 10 anni mirati al progressivo indebolimento della contrattazione sindacale?


non è forse peggio di qualche vetrina rotta


Non ci stiamo capendo!

Le vetrine rotte e le macchine incendiate non fanno paura a nessuno! anzi sono il meglio che potesse capitare!! sveglia!

Fa paura una massiccia organizzazione di cui la gente, dall'impiegato al negoziante e al poliziotto hanno rispetto e ne riconoscono l'autorevolezza.
Sai perche' e' questo che fa paura? perche' questo tipo di organizzazione non puo' essere spazzata via ne' con le calunnie piu' articolate ne' con l'uso della forza, anzi quest'ultima la consolida.

Ma di cosa stiamo parlando qui?
Ma per quale motivo e' necessario sfasciare una vetrina? per quale motivo e' necessario bruciare le auto?

Quando ci si sente impotenti, l'impotenza sfocia nella rabbia e nell'odio irrazionale.
Ma e' forse questa una corretta giustificazione? Bisogna usare il cervello!

@Alex

Una nuova generazione che arriva come un onda lunga e di certo, non ne sono contento, è un segno di quanto stia male il nostro paese


Qui non e' questione di paesi!
L'altra sera Berlusconi a Matrix ha spiegato in modo molto chiaro cosa significa l'entrata della Cina sul mercato mondiale.

Anzi credo che piu' chiaro e semplice di cosi non possa essere spiegato.

ciao
Neelps

Neelps ha detto...

@Rossoallosso

http://www.archive.org/details/Roma14-12-2010


Che cosa e' che ti indigna? le scene dove la polizia pesta alcuni ragazzi? Cosa?
Cosa ti aspettavi che la polizia facesse entrare gli studenti in parlamento?
O che i poliziotti stessero li a prenderle perche' noi paghiamo le tasse?

Chi organizza queste manifestazioni crede forse di poter andare a prendere a sberle la polizia e che questa non reagisca? crede forse di poter avere accesso libero alle sedi piu' importanti delle istituzioni? di poter far passare il corteo dove desidera per via del volere popolare? la cosi bella espressione "sovranita' popolare".

Vorrei anche io sinceramente sentire le vosdtre opinioni in merito a questo video.

grazie
Neelps

Alex ha detto...

Berlusconi a Matrix ha fatto un ragionamento che non fa una piega.

Come imprenditore è un grande, la sua entrata in politica era preludio di una capacità di gestione, dell’azienda Italia "almeno" senza più sprechi e clientelismi, quindi, una politica di riduzione del debito pubblico e della corruzione che avrebbe risolto molti problemi e rilanciato il nostro paese, invece, mi ha profondamente deluso, ed ora, quando ascolto le sue parole ho sempre l’impressione che abbiano due significati.

rossoallosso ha detto...

ciao Neelps,
ti interessano gli auguri di Buon Natale?ad ogni modo ne approfitto per farli a tutti.
in merito al video devo dire che niente mi indigna,anzi,mi esalta perchè si vede finalmente una reazione,giusta o sbagliata che sia,da parte di una generazione oppressa,che alza la voce e pretende di essere ascoltata.
aggiungo che nel merito sono daccordo con cio che tu affermi ma non in questo caso,perchè parti da un presupposto sbagliato.
nel video si vede chiaramente che esistono due distinti cortei,uno organizzato dal pd coi famosi dissidenti e con relativi vessilli per festeggiare la sfiducia sicuri come erano che passasse,nell'altro,quello del movimento studentesco assolutamente apolitico senza bandiere ma solo striscioni.
ed è da qui che nasce una reazione spontanea,non premeditata,una rabbia irrazionale che ha portato i susseguenti casini.
io li giustifico in tal senso,ad una serie di schiaffi presi han reagito come avresti reagito tu,o forse sei abituato a porgere sempre e comunque l'altra guancia?sei forse vittima dell'indottrinamento della non violenza che insegnano a catechismo cosicchè possono meglio abusare di te?
ripeto ,con la tua razionale analisi sono daccordo,ma quasi mai i cambiamenti sono razionali piu' spesso son dovuti alla irrazionalita' figlia della esasperazione.

saluti

davide ha detto...

Distinta Chiara,

"Tu, Davide, cosa consiglieresti oltre a dire cose ovvie?"


Per prima cosa cerchererei di spiegare alla gente le vere cause della crisi in cui stiamo vivendo.

Dare la colpa di tutto all'euro o a 100 speculatori cattivi che si arricchiscono alle nostre spalle è fare demagogia.

La Grecia non è crollata perchè c'erano pochi cattivi, ma perchè sono state votate (come era già successo in Italia negli anni '70) leggi demagogiche che hanno aumentato a dismisura il debito pubblico. Sia in Grecia che in Italia queste leggi sono state votate da quasi tutti i partiti, perchè regalare soldi a destra e manca porta voti.

Per gli stati vale un pochino le regole che valgono per le famiglie. Se una famniglia spende e spande per lungo tempo al di sopra delle sue possibilità prima o poi ne paga il conto.

Per questo bisogna spiegare alla gente che siamo noi i responsabili dei nostri quai e non i cattivi della Spechtre.

Quando si è capito quanto sopra si può cominciare ad affrontare i problemi che bloccano la nostra economia, rendendosi conto che non ci sono scappatoie facili: i debiti fatti vanno onorati se non vuoi perdere la credebilità.

Ciao Davide

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Davide: Per gli stati vale un pochino le regole che valgono per le famiglie. Se una famniglia spende e spande per lungo tempo al di sopra delle sue possibilità prima o poi ne paga il conto.

Tu accusi me di demagogia, ma se permetti a me pare tanto che sia tu ad essere demagogico con questa frase appena scritta.
In ogni modo voglio seguirti nell'esempio che hai appena fatto; consideriamo dunque che sia una famiglia di formata da 10 fratelli e sorelle di cui un paio che per 20-30 anni hanno amministrato tutto (grazie ad un sistema elettorale creato ad hoc perche' fossero sempre loro due ad amministrare.
Ora (proseguendo con l'esempio), i 10 fratelli, come ogni giorno, si mettono a tavola e mentre i piatti di 8 di loro sono sempre piu' colmi di polenta, i piatti di quei due che amministrano sono sempre pieni di ogni prelibatezza: bistecche, salmone, caviale, tartufo, vini pregiatissimi...
Capisco che ai due "amministratori" (ovviamente mentre continuano ad imburrare tartine e a colmarle di caviale) meriti molto - come dici tu - "spiegare agli altri le vere cause della crisi in cui stanno vivendo, perche' dare la colpa di tutto solo a loro due e fare demagogia".
Ma, vedi Davide, il problema non e' quello che fanno i due fratelli privilegiati, quello che fanno si sa ed e' in qualche modo scontato, il problema e' cio' che invece fanno gli altri otto. Quindi ripeto: che cosa dovrebbereo fare gli otto fratelli destinati alla pellagra?
- continuare a votare con un sistema elettorale "truccato" che in qualche modo mette sempre i soliti due ad amministrare?
- ribellarsi?
- continuare a mangiare polenta?

davide ha detto...

Distinta Chiara,


"Ma, vedi Davide, il problema non e' quello che fanno i due fratelli privilegiati, quello che fanno si sa ed e' in qualche modo scontato, il problema e' cio' che invece fanno gli altri otto. Quindi ripeto: che cosa dovrebbereo fare gli otto fratelli destinati alla pellagra?
- continuare a votare con un sistema elettorale "truccato" che in qualche modo mette sempre i soliti due ad amministrare?
- ribellarsi?
- continuare a mangiare polenta?"

Se tu dipingi una situazione medioevale con i buoni da una parte e i cattivi dall'altra non andiamo da nessuna parte. Che poi con la globalizzazione siano cresciute le diseguaglianze è vero, ma rimedi facili non esistono. non so bene cosa si dovrebbe fare, ma di certo so cosa non si deve fare: quello che vorresti fare tu.

Ciao Davide

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Se tu dipingi una situazione medioevale con i buoni da una parte e i cattivi dall'altra non andiamo da nessuna parte.

Veramente ho dipinto la situazione seguendo il tuo esempio di famiglia ed edulcorandola un po'. Infatt, la diseguaglianza che ho descritto e' assai inferiore alla realta' - almeno in Italia - dove appena il 10% dei cittadini possiede una ricchezza pari al 50% dell'intera ricchezza nazionale ed il divario, invece di arrestarsi, sta aumentando.
In ogni caso, noto che pur avendo fatto tu l'esempio della famiglia, non hai risposto ad una domandina semplice semplice. Cioe' quale potrebbe essere la reazione di 8 fratelli costretti ad accettare la loro condizione ben sapendo che chi li ha ridotti a polenta sta nel frattempo imburrandosi le tartine?
E' ovvio, dalla tua risposta, che oggi non sei fra quelli che si mangiano la polenta, ma il divario aumentera' e ben presto i fratelli che saranno costretti a mangiarsi la polenta saranno 9, e fra quelli potresti esserci anche tu.

davide ha detto...

Distinta Chiara,

"In ogni caso, noto che pur avendo fatto tu l'esempio della famiglia, non hai risposto ad una domandina semplice semplice. Cioe' quale potrebbe essere la reazione di 8 fratelli costretti ad accettare la loro condizione ben sapendo che chi li ha ridotti a polenta sta nel frattempo imburrandosi le tartine?"

Come ti ho già detto sopra l'aumento delle diseguaglianze non è un'esclusiava dell'Italia, ma riguarda molti paesi. In genere ciò è dovutro alle politiche liberiste, che hanno si aumentato la crescita economica ma anche le diseguaglianze.

Gli stati che hanno adottato politiche social democratiche hanno avuto minori diseguaglianze, ma anche una minore crescita economica, con tutti i problemi che ciò comporta.

Questo per dire che la bacchetta magica per risolvere i problemi non ce l'ha nessuno.

Aumentare tasse non è detto che risolva i problemi, perchè può far scappare gli investitori. Tempo fa ho visto una trasmissione (Reporter) che mostrava che gli industriali italiani chiudo le fabbriche in Italia per andare non in Romania o in Cina, ma in Austria e in Svizzera dove il costo del lavoro è più alto che in Italia. Intervistati dai giornalisti di Reporter, gli industriali hanno detto che scappano dall'Italia per via del fisco e della burocrazia nostrana.

Ciao Davide

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Come ti ho già detto sopra l'aumento delle diseguaglianze non è un'esclusiava dell'Italia, ma riguarda molti paesi. In genere ciò è dovutro alle politiche liberiste, che hanno si aumentato la crescita economica ma anche le diseguaglianze.


Scusa ma che cavolo c'entra questo?
Davide, ci sei o ci fai?
Ho solo chiesto cosa dovrebbero fare secondo te quegli 8 fratelli stando cosi' le cose?

- votare, affidandosi ad una sedicente democrazia che sta facendo mangiar loro polenta mentre i due furboni continuano ad ingozzarsi, sapendo bene che il loro voto non cambiera' assolutamente niente perche' il sistema - accuratamente studiato e modificato dai due furboni - non garantisce un ricambio.
- ribellarsi
- sopportare all'infinito, mentre la disuguaglianza continua a crescere, attendendo che il nono fratello si unisca a loro.

Esiste anche una quarta possibilita', ed e' quella di leccare il culo ai due fratelli sperando di vedersi gettare qualche osso da ciucciare...
Tanto di ossa da buttare quei due ne hanno a vagonate.

davide ha detto...

Distinta Chiara,

"Ho solo chiesto cosa dovrebbero fare secondo te quegli 8 fratelli stando cosi' le cose?"

Se avessi letto con attenzione l'articolo di Pansa che io ho postato sopra lo sapresti benissimo cosa devono fare: ingegnarsi, guardarsi intorno, darsi da fare e non aspettare la manna che viene dal cielo.

Ciao Davide

rossoallosso ha detto...

grazie,Chiara
forse che pure io ho sangue zingaro?

Neelps ha detto...

@Rossoallosso

quello del movimento studentesco assolutamente apolitico


Dai Rosso, pero' non prendiamoci in giro, secondo te qual'e' la loro area piu' prossima ?
Quella dell'UDC??


io li giustifico in tal senso,ad una serie di schiaffi presi han reagito


Quindi menomale che pensano al voto di fiducia del governo!
Perche' se pensavano all'accordo di fiat e ai consulenti del lavoro la cosa si faceva un po meno scherzosa...

quasi mai i cambiamenti sono razionali piu' spesso son dovuti alla irrazionalita' figlia della esasperazione.


Infatti la forma "Partito" e' nata per questo motivo.

ciao!
neelps

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Mi inserisco in mezzo allo scambio di opinioni per segnalare questo articolo molto interessante:

http://tinyurl.com/2upj3p7

davide ha detto...

Caro amico Neelps

"Perche' se pensavano all'accordo di fiat e ai consulenti del lavoro la cosa si faceva un po meno scherzosa.."

Vorrei che riflettessi un po' sull'articolo di Pansa che riporto sotto.

Buona riflessione.

Ciao Davide




Voglio dirlo subito: sto dalla parte di Sergio Marchionne. Nella guerriglia verbale scatenata contro il leader della Fiat, so con certezza che ad avere ragione è lui. Lo so per un motivo molto personale: la mia età.

Rispetto a tanti giornalisti giovani, assai più bravi di me, ho un vantaggio non da poco. Quello di aver visto e raccontato che cosa accadeva dentro e attorno alla Fiat negli anni Settanta. Quando il colosso dell’auto rischiò di morire sotto l’assalto delle stesse forze che oggi fanno di tutto per impedire a Marchionne di farlo vivere. Le persone non sono più le stesse, tranne in qualche caso. Gli anni passano per tutti. Qualcuno è scomparso, altri erano troppo giovani.

Maurizio Landini, il segretario della Fiom-Cgil, nel 1970 aveva nove anni e faceva le elementari a Castelnovo nei Monti, il suo paese nel Reggiano. Giorgio Cremaschi, uno degli arrabbiati della Fiom, di anni ne aveva appena 22 ed era soltanto un allievo di Claudio Sabattini, detto il Sandinista. Susanna Camusso, oggi segretario generale della Cgil, era una quindicenne milanese, slanciata ed esile. Molti degli attori sono dunque cambiati, eppure lo spettacolo rimane il medesimo.

È quello di una sinistra vecchia, capace di dire soltanto di no, che non si accorge di affogare nella propria cieca ostinazione. E tenta di fermare qualunque processo nuovo si sottragga al suo controllo. Tutta robaccia già vista negli anni Settanta. Tranne un dettaglio non da poco. Sulla scena manca, per fortuna, un protagonista sanguinario: le Brigate rosse, che allora sparavano, gambizzavano, uccidevano, al riparo di un ribellismo isterico.

Per quel che mi riguarda, sono un vecchio signore con i capelli bianchi. Ma grazie a Dio sto ancora in pista. E rammento bene quel che accadde in quegli anni dentro e attorno alla Fiat. Un colosso sempre presente nei discorsi che sentivo in casa da ragazzino. Mio padre, un operaio del telegrafo, per indicare la Fiat diceva “la Feroce”, a causa dell’ordine rigido instaurato da Vittorio Valletta. Un mio zio, che lavorava all’Eternit, la fabbrica della morte, chiamava il Lingotto con il nome di un penitenziario in mezzo al mare: Portolongone.

davide ha detto...

Verso la fine del 1970, la Fiat era ben diversa dalla Feroce dei miei ricordi di bambino. Era diventata una gabbia di matti, ben rappresentata dallo stabilimento di Mirafiori. Lì non esisteva più nessun potere ordinato, ma soltanto un potere anarchico, sempre difeso dal sindacato. I piccoli capi venivano di continuo minacciati. Si sentivano dire: capo non rompere, sei un bastardo, un fascista, ti faremo sparare alle gambe e dovrai venire in fabbrica sulla carrozzina degli invalidi.

Quindi si passava al corteo interno a Mirafiori. Perché fosse utile ai violenti della fabbrica, alla testa doveva vedere uno dei capi intermedi. Dopo averlo catturato in qualche reparto, lo costringevano a marciare davanti al gruppo. Con la bandiera rossa in mano, sputacchiato, vilipeso, malmenato. Il giorno che “Repubblica” mi mandò a fare un’inchiesta sulla Fiat, un caposquadra e un operaio con la tessera del Pci mi spiegarono che cosa era diventata Mirafiori. Una città nella città dove qualsiasi nefandezza sembrava lecita. Un immenso suk dove si smerciava di tutto, dalle sigarette di contrabbando alle scopate facili. Rimasi allibito: «Le scopate?».

I miei testimoni mi risero in faccia: «Uno delle linee si prende i quaranta minuti di sosta tutti in una volta, si accompagna a un’operaia e chiavano tranquilli dentro un cassone o all’interno di una vettura non finita. Gli addetti alle pulizie trovano sempre preservativi usati e anche dell’altro». Il 21 settembre 1979, la colonna torinese delle Brigate rosse uccise sotto casa l’ingegner Carlo Ghiglieno, il responsabile della pianificazione del Gruppo auto. Diciassette giorni dopo, l’8 ottobre, la Fiat licenziò sessantuno operai, considerati tra i più violenti. La Fiom- Cgil e le sinistre, a cominciare dal Pci, insorsero contro questa rappresaglia fascista.

Se un giornale o un cronista spiegava che tipi fossero quelli messi fuori, veniva subito bollato come servo dell’Avvocato. O come un venduto a libro paga dei due amministratori delegati: Umberto Agnelli e Cesare Romiti.

davide ha detto...

L’anno cruciale fu il 1980. La Fiat stava a un passo dal disastro. L’azienda chiese al governo di poter licenziare una quota dei dipendenti in esubero e di svalutare la lira, per non essere strozzata dal cambio con le valute forti e continuare a esportare le auto. Dalla Banca d’Italia, da tutti i partiti e da tutti i sindacati si levarono urla indignate. Il vertice della Fiat venne crocefisso. Ma non arretrò.

Fu in quell’estate che Enrico Cuccia, il capo di Mediobanca, un signore di 73 anni, il regista della finanza italiana, si decise a fare un passo per lui inedito. Andò in auto a Torino e parlò a tu per tu con l’avvocato Agnelli. Lo informò che il sistema bancario era nel panico per i debiti della Fiat. Poi gli raccomandò, ma forse è meglio dire che gli ordinò, di passare il comando dell’azienda al solo Romiti. Un super manager di 57 anni, di grandi capacità e di collaudata durezza.

La cura Romiti prese forma l’11 settembre 1980. Con l’annuncio che l’azienda era costretta a liberarsi di 14.469 dipendenti. Attraverso la procedura del licenziamento collettivo, prevista da un accordo siglato tempo prima fra la Confindustria e la Triplice sindacale. La reazione dei sindacati fu di un’asprezza mai vista. Iniziò subito il blocco di Mirafiori, i famosi trentacinque giorni di assedio. Il 24 settembre venne proclamato uno sciopero generale, da attuare il 2 ottobre. E il 26 settembre arrivò a Torino, davanti al cancello 5 di Mirafiori il segretario del Pci, Enrico Berlinguer.

Da quel che ho saputo dopo, Berlinguer non era per niente d’accordo con il blocco della Fiat. Lo considerava una battaglia perduta in partenza. E non aveva nessuna voglia di muoversi dalle Botteghe Oscure per andare a Torino. Poi si rese conto che non andarci avrebbe leso la sua immagine di capo supremo della sinistra. E prese a malincuore quel maledetto aereo. Scortato dai dirigenti comunisti torinesi, Berlinguer si presentò davanti al cancello 5, ma lì per lì si rifiutò di arringare gli operai rossi che bloccavano Mirafiori.

Tuttavia, non essendo né il Pontefice né un cardinale, non poteva limitarsi a una benedizione, con il braccio destro sostenuto da Tonino Tatò, la sua ombra inseparabile. Chiamato non a caso “suor Pasqualino”, un soprannome inventato da Alberto Ronchey per paragonarlo alla monaca occhiuta e invadente che governava Pio XII. Fu così che re Enrico disse parole che a molti cronisti, me compreso, suonarono incaute: «Se si arriverà all’occupazione della Fiat, dovremo organizzare un grande movimento di solidarietà in tutta l’Italia. Esistono esperienze di un passato non più vicino, ma che il Pci non ha dimenticato. Noi metteremo al servizio della classe operaia il nostro impegno politico, organizzativo e di idee».

davide ha detto...

Sette anni dopo, Luciano Lama, che nel 1980 era il segretario generale della Cgil e non voleva affatto l’occupazione della Fiat, mi raccontò il suo gelido colloquio con Berlinguer. Gli chiese: «Credi di aver fatto bene?». Re Enrico gli rispose: «In questo momento bisogna spendere tutto e dare ai lavoratori la prova che noi siamo con loro». Berlinguer scrutò la smorfia sul volto di Lama e si rese conto che doveva difendersi: «Guarda, Lama, io non ho detto che loro dovevano occupare la Fiat. Ho soltanto sostenuto che, se l’avessero occupata, il Pci sarebbe stato con gli operai».

Però Lama era un romagnolo di Gambettola, provincia di Forlì. E non accettava di essere preso in giro. Replicò al segretario del suo partito: «Caro Berlinguer, la differenza c’è. Ma per chi ti ha ascoltato non è poi così grande». Il blocco di Mirafiori durò sino al 13 ottobre. Con un picchettaggio inflessibile, attuato anche con l’aiuto di tanti sindacalisti, in prevalenza della Cgil, arrivati a Torino da tutte le province del centro-nord. I picchetti restavano di guardia anche la notte, alla luce di un’infinità di fuochi. Una sera Romiti decise di andare a vederli, sia pure da lontano. Uscì di casa all’insaputa della scorta e, seduto nell’auto guidata da una signora della Torino bene, che tutti ritenevano la sua amica, si fece il giro di Mirafiori.

In seguito mi raccontò: «I picchetti erano fatti da gente allegra, che si divertiva. Cantavano. Giocavano a carte. C’erano delle ragazze. Non mi sembravano persone alle prese con un dramma. Non erano di certo operai Fiat che in quel momento vivevano nell’angoscia di perdere il lavoro. Quelli erano i soliti duemila professionisti del sindacato, che recitavano una parte politica. Tornai a casa rincuorato. E pensai che forse le cose si sarebbero messe meglio per noi».

Romiti aveva visto giusto. Il blocco di Mirafiori si dissolse di colpo il 14 ottobre 1980. Davanti al corteo dei quarantamila operai e impiegati della Fiat che volevano tornare al lavoro. Per il sindacato fu una sconfitta memorabile. Uno che se la ricorda bene è Piero Fassino: in quel momento aveva 31 anni ed era responsabile della commissione fabbriche del Pci torinese. Per questo Piero, uomo schietto, oggi dice: «Se fossi un operaio Fiat voterei sì all’intesa con Marchionne».

davide ha detto...

Distinta Chiara,

ho letto l'articolo di quel Paolo Barnard che hai riportato sopra e voglio fare alcune considerazioni.

La Germania non ha mai gradito la presenza dell'Italia, prima nello SME e poi nell'Euro. Quindi tutte le filippiche del Paolo partono da un presupposto sbagliato.

Quanto alle svalutazioni competitive italiane degli anni '70 il loro risultato è stato un disastro per l'Italia. Le svalutazioni degli anni '70 hanno portato l'Italia nell'iper inflazione. A fronte di di pochi benefici hanno prodotto molti guai.

Se non fosse così tutti i paesi che non sono nell'euro basterebbe che svalutassero per essere competitivi, mentre ci pensano su tre volte prima di farlo.

Ciao Davide

davide ha detto...

Distinta Chiara,

Quanto alle svalutazioni competitive italiane degli anni '70
voglio solo ricordare (poichè io l'ho vissuto quel periodo) che a svalutare erano sempre gli stati sgangherati come Italia, Grecia, Portogallo ecc. Gli stati seri come Germania, Svezia, Olanda ecc. si guardavano bene dal svalutare: questo vorrà pur dire qualcosa?

Ciao Davide

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,

voglio solo specificare che io non sono per niente un ammiratore dei cosiddetti neo liberisti anglosassoni.

Il mio intervento sopra era solo rivolto a specificare che il disastro italiano non è colpa dell'euro o delle banche americane, ma esclusivmente di noi italiani.

Per anni abbiamo fatto politiche demagogiche che espandevano a dismisura la spesa pubblica. Ora abbiamo un debito pubblico colossale e gli oneri di ripagarlo spettano solo a noi: chi è causa di mal suo pianga se stesso e non ti in ballo euro e gnomi svizzeri o americani.

Ciao Davide

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Davide...
Ma quante precisazioni...
Pare che tu tema di non essere abbastanza credibile... :-)
Tanto ciascun restera' ancorato alle proprie convinzioni...
Chi agli articoli di Pansa...
Chi alla sfera di cristallo...
Rilassati un po' adesso, dai...
Hai visto quanti puntini? :-)

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,


"Tanto ciascun restera' ancorato alle proprie convinzioni..."

Vorrei solo farti una domanda: se l'Italia non fosse entrata nell'euro starebbe forse meglio?

Ciao Davide

Neelps ha detto...

@Davide

Ti diro', l'articolo e' strutturato in un modo che personalmente mi disgusta, forse e' una metodologia che ha imparato ad usare nella testata per cui scrive ora...

1
Richiamo all'eta' per creare subito nel lettore una sorta di autorevolezza. Ma l'eta' non e' affatto un indice di saggezza, quindi non pensi Pansa di rendere autorevoli i suoi scritti in virtu' della sua esperienza.
Che c'entra se la Camusso all'epoca aveva 15 anni ed era slanciata ed esile?

2)
I richiami ai comportamenti "schifosi" di sindacati ed operari ( sputi, etc , le scopate ). Ma che centrano queste cose con la sostanza del discorso? Che cosa Pansa vuole far intendere citando queste cose?
Attenzione Davide, non sto dicendo che siano menzogne, non lo sono, lo so. Certo, io in quegli anni non seguivo di certo la vita politica, poppavo il latte dal seno di mia mamma, che significa questo? dovrei stare quindi zitto difronte alle frescate di questo "libero" giornalista?
"Gli addetti alle pulizie trovano sempre preservativi usati e anche dell’altro"
Crede forse Pansa di prendermi per il culo con questo uso della lingua italiana?


3) la citazione delle Brigate Rosse accostata alla difesa della FIOM e del PCI contro il licenziamento di operai violenti, cosa significa esattamente? che quegli operai erano membri delle BR e che il PCI e il sindacato avesse simpatie con le BR? Non mi e' chiaro il passaggio... pur essendomi chiaro il significato che vuol far passare al lettore...

4)
"I picchetti erano fatti da gente allegra...."
"C’erano delle ragazze"

Cioe' ?

5) Fassino diventa "uomo schietto" quando esprime un'opinione a favore dell'accordo.



O forse io, Neelps, non posso permettermi, dal basso della mia giovane eta', di esprimere un parere degno di nota sulla questione?
Sindacato e partiti, pur appartenendo culturalmente ad aree simili, hanno compiti differenti.
Il sindacato ha il compito di curare gli interessi dei lavoratori nell'immediato, per cui ad un accordo si puo' e si deve arrivare, anche considerando la sua attuale forza (leggi impossibilita' di fare scioperi di rilievo), ma sempre considerando che si tratta sempre di un ricatto e di un'ulteriore sconfitta politica di cui non c'e' nessuno che sappia prendersene carico, almeno nell'area parlamentare. E pomigliano non rappresenta un caso isolato, e' il punto di partenza, cosi come fu punto di partenza la riforma del lavoro del governo prodi e del successivo governo berlusconi.

Inoltre, per ragioni che non ti sto a spiegare (essendo anche private) la casa dei miei genitori era/e' frequentata da persone che hanno vissuto quegli anni e che mi hanno sempre trasmesso la necessita' di prestare una certa attenzione ad alcuni fenomeni sociali, alle loro complicate evoluzioni e alla fondamentale necessita' di appoggiare l'unione sindacale, cosa che ho potuto verificare successivamente personalmente quando entrai per la prima volta nel mondo del lavoro, ecco forse li sta il punto chiave, lavorare, e' solo in quel momento che se sei sveglio, riesci a distinguere e percepire chiaramente dove sta la differenza del ruolo e il conseguente conflitto che ne consegue.

Se devo basare eventuali giudizi su racconti che mi derivano da persone, preferisco farlo ascoltando quelle che meritano piu' rispetto di un presunto pensatore liberale al soldo di una delle piu' disdicevoli testate giornalistiche di questo paese.
Si, se devo basarmi sulla fiducia, preferisco farlo con persone che conosco e che so che cosa hanno passato per cercare di difendere, spesso nell'indifferenza e nel rifiuto, la dignita' dei lavoratori, che, credimi, spesso vale molto di piu' di quella di qualche illustro personaggio con una lista di pubblicazioni letterarie...

Neelps

davide ha detto...

Caro amico Neelps,

"Ti diro', l'articolo e' strutturato in un modo che personalmente mi disgusta, forse e' una metodologia che ha imparato ad usare nella testata per cui scrive ora"

Il mio era solo un modo di stimolare la discussione, riportando le idee di uno scrittore.

Quanto ai giornali in Italia fanno tutti (non solo quelli su cui scrive Pansa) gli interessi dei propri padroni.

Ciao Davide

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,


"Eccoci a casa nostra, già da anni indeboliti, senza più uno Stato in grado di spendere per salvarci come fece il presidente americano Roosevelt dopo la crisi del 1929 coi suoi cittadini"

Vorrei fare alcune osservazioni sull'affermazione fatta dal Paolo e sopra riportatata.

Sia ben chiaro che qui non si tratta di destra o sinistra ma di stare ai fatti.

Qualsiasi studente di economia del primo anno può spiegare che le politiche antidepressive del Presidente Roosevelt funzionarono negli anni '30 e '40 per un insieme di fattori (capacità produttive sotto utilizzate, riserve monetarie ecc.) che oggi non esistono.

Se oggi in Italia, con il colossale debito pubblico che abbiamo, facessimo politiche keynesiane di aumento della spesa pubblica avremo solo inflazione.

Se non fosse così gli stati africani (non essendo nell'Euro sono liberi di fare quello che vogliono) potrebbero vincere la miseria in cui sono, aumentando la spesa pubblica stampando denaro. In effetti alcuni stati nel passato lo hanno fatto (ad esempio la Bolivia fra gli anni '70 e '80), con la conseguenza che sono caduti in un iper inflazione dove i prezzi radoppiavano dalla mattina alla sera.

Frose l'amico Paolo dovrebbe studiare un po' di economia prima di fare certe filippiche.

Ciao Davide

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,


"ANNI ’70 – ’80 CRISI ECONOMICA E SISTEMA POLITICO BLOCCATO
La crisi petrolifera del 1973 mise a dura prova l’economia italiana e di tutti i paesi occidentali. La crisi in Italia fu particolarmente dura perché agli effetti della crisi internazionale si sommarono le fragilità strutturali dell’economia; ritardo tecnologico, inefficienza del sistema fiscale, passivo della bilancia dei pagamenti, debolezza della lira, inefficienze della pubblica amministrazione, ecc.
L’inflazione in particolare, era molto alta, con conseguente aumento del costo delle importazioni (essenziali per la produzione italiana).
La Banca d’Italia adottò quindi una politica monetaria deflazionistica, aumentando il tasso di sconto e provocando una recessione dell’economia: diminuì il PIL, aumentarono gli interessi sui titoli di stato.
Ma a partire dal 1984 si verificò una ripresa piuttosto intensa, tanto da far pensare ad un secondo boom economico. La ripresa nasceva da una buona situazione dell’economia mondiale, favorita soprattutto dal ribasso dei prezzi del petrolio, e da una nuova disponibilità interna degli imprenditori ad investire e alla crisi del sindacato (nuova rottura: ritornano Cgil, Cisl e Uil).
Le grandi imprese effettuarono profonde ristrutturazioni e lanciarono nuovi prodotti, che riportarono l’economia italiana ad una condizione competitiva sui mercati internazionali.
Limiti della ripresa: crescita incontrollata del deficit del bilancio, inefficienze dei servizi, ristagno della ricerca scientifica."

Ho riportato sopra un articolo di storia economica che dimostra che quello che dice il Paolo sono fregnacce.

Negli anni '70, anni di grandi svalutazioni della lira, l'Italia diminui le sue esportazioni.

Negli anni '80, ingresso nello SME che limitò drasticamente le svalutazioni, l'Italia aumentò la quota delle sue esportazioni.

Quanto sopra dimostra che la realtà è tutto l'opposto di quanto ciancia il Paolino.

Ciao Davide

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Quanto sopra dimostra che la realtà è tutto l'opposto di quanto ciancia il Paolino.

L'economia, come la politica, come l'arte, il cibo, il sesso, ed ogni altro aspetto della vita umana, persino la Storia, sono diversamente interpretabili; nessuno detiene lo scettro della verita' assoluta e chi si affida agli articoli - di Paolino come di chicchessia - come se fossero Vangelo (comunque io neanche a quello credo), evidenzia un errato approccio al problema.
L'unica cosa incontrovertibile e' il dato statistico e matematico, il resto puo' essere condivisibile oppure aria fritta. E' solo questione di stabilire dentro di noi da che parte si vuol stare.
Se tu credi che Paolino abbia detto delle fregnacce, puoi sempre scrivergli e farglielo presente. Magari si ricrede. :-)

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,

"Se tu credi che Paolino abbia detto delle fregnacce, puoi sempre scrivergli e farglielo presente. Magari si ricrede. :-)"

Sul suo profilo ho letto che è laureato in psicologia. Magari è un bravissimo psicologo, ma non è certo un bravo economista.

Poi ognuno è libero di dire e credere quello che vuole.

Io ho solo riportato alcuni dati economici che smentiscono alcune sue affermazioni.

Far crede alla gente che ci sia una congiura segreta della Spechtre non è molto serio.

Ciao Davide

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Far crede alla gente che ci sia una congiura segreta della Spechtre non è molto serio.

Lo credo anche io.
Comunque, voi italici pare ci siate abituati alle congiure: da quelle dei giudici comunisti contro l'onesto premier che vi governa - brava persona da sempre sottoposta a persecuzione giudiziaria - a quelle di chi attenta a giornalisti seri e credibili come Belpietro. :-)
Io sono invece dell'idea che l'unica vera congiura e' da sempre la stessa: quella di chi ha tutto e vorrebbe avere sempre di piu' contro chi non ha niente ed avra' sempre di meno.
Sembrano parole stupide, banali, inconcludenti, e forse lo sono anche. D'altronde, a differenze di altre anime nobili del web, io di pensieri piu' complessi non ne so esprimere. Conosco i miei limiti. :-)

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,


"Io sono invece dell'idea che l'unica vera congiura e' da sempre la stessa: quella di chi ha tutto e vorrebbe avere sempre di piu' contro chi non ha niente ed avra' sempre di meno.
Sembrano parole stupide, banali, inconcludenti, e forse lo sono anche. D'altronde, a differenze di altre anime nobili del web, io di pensieri piu' complessi non ne so esprimere. Conosco i miei limiti. :-)"

Naturalmente questa non è dmagogia.

Scherzi a parte, lo so anch'io che al mondo ci sono i ricchi e i poveri.

Quello che ho fatto osservare è che certe ricette sono peggiori del male che dicono di voler curare.

Ora se bastasse svalutare per risolvere i problemi tutti i paesi lo avrebbero già fatto.

La verità è che con le svalutazioni non risolvi nessun problema: questi provvedimenti possono portare qualche beneficio nel breve periodo (maggiore competitività), ma nel lungo periodo comportano effetti dannosi (inflazione).

Quanto all'euro è vero che comporta anche degli aspetti negativi, ma ogni economista serio ti dirà che per l'Italia gli aspetti positivi sono stati di più di quelli negativi.

Quanto alla finanza cosiddetta creativa è vero che ha creato disastri. Però credo che questo sia dovuto a politiche sbagliate e scellerate, anzichè alla congiura nascosta di pochi grandi speculatori riuniti nella Spechtre.

Ciao Davide

Riccardo Caralis ha detto...

Ciao a tutti,

...vagavo alla ricerca di un'immagine di Dalì (Galatea delle sfere) e...mi sono imbattuto nel Blog di Chiara. Wow...carinissimo...ciao Chiara!

...la politica? situazione molto complessa.
Finchè posso, meglio la cultura...

tanto noi..., non siamo quelli del 'Risorimento'...possiamo fare poco...
possiamo...leggere(?)...

..diventare migliori..cos'altro?
Idea: proviamo a scrivere, se avete voglia.., due o tre modi per persona sul come...diventare ''migliori'' (idea cretina?...forse no..)

Neelps ha detto...

@Riccardo

Idea: proviamo a scrivere, se avete voglia.., due o tre modi per persona sul come...diventare ''migliori'' (idea cretina?...forse no..)


1. Esigere di piu' da se' stessi
2. Fare di piu' per se' stessi
3. Godere di piu' di se' stessi

;)
Neelps

Riccardo Caralis ha detto...

@Neelps: :)sono perfettamente d'accordo! Ho preso anche appunti. Ma anche per es.:

1. Mangiare in modo equilibrato

2. Praticare Sport (per star bene)

3. Congiungersi spesso col proprio
partner :)

Alex ha detto...

Un pensiero nei confronti di chi sta meno bene o ha bisogno di aiuto...

Riccardo Caralis ha detto...

...Condivido Alex

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Oggi mi sento un po' cosi'...

Oggi mi sento un po' cosi'...

Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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