sabato 11 dicembre 2010

20
comments
Da Sind a Second Life

Sono sincera, uno degli obiettivi che piu’ mi stanno a cuore e’ quello di far conoscere la mia gente, le sue radici, la sua cultura, i suoi pregi ma anche i suoi difetti, ovunque mi rechi e a chiunque mi capiti di incontrare, perche’ sono convinta che i pregiudizi ed il razzismo siano figli della scarsa conoscenza, dell’ignoranza e della paura nei confronti del “diverso”, soprattutto in societa’ poco aperte al multiculturalismo ed assoggettate ad ideologie non certo “rassicuranti” dal punto di vista della convivenza fra i popoli.

Che io mi rivolga principalmente all’Italia, pur essendo ungherese, e’ perche’ innanzi tutto conosco bene la lingua e poi - ho difficolta’ ad ammetterlo ma e’ la verita’ - dentro di me permane un’inestinguibile radice latina che, fin da piccola, mi ha fatto seguire un percorso in cui le due culture, quella italica e quella tzigana, si sono intersecate fino ad unirsi in qualcosa di ibrido che oggi non saprei ben definire, ma che mi sono accorta rappresenta una qualita’ insostituibile per chi, come me, ha scelto di occuparsi di mediazione culturale.

Quello che faccio da quando ho scelto di cambiare totalmente vita, solo le persone con le quali ho un rapporto piu’ diretto lo conoscono, ed ovviamente non staro’ qui a parlarne davanti ad una platea di gente in massima parte mai conosciuta. Non perche’ sia qualcosa di cui debba vergognarmi, anzi tutt’altro, ma perche' parlarne significherebbe aprire uno spiraglio troppo ampio sulla mia privacy, con il probabile rischio che qualcuno possa anche giungere ad individuare esattamente la mia identita’, mettendo in grave pericolo il progetto al quale mi dedico da alcuni anni.

In ogni caso, non era di me che volevo parlare, ma di come la mediazione culturale, e quindi un impegno che possa portare ad una maggiore conoscenza del mio popolo in modo da contribuire a spazzare via i pregiudizi esistenti, sia in grado di filtrare anche attraverso il web per giungere in quei mondi virtuali che, forse in futuro se gia’ non lo sono, rappresenteranno veri e propri luoghi d’incontro e di confronto equiparabili alle antiche agora’.

E’ normale dunque che in tutto questo io non possa trascurare la grande potenzialita’ che mi offre Internet, dove con un click posso raggiungere da casa mia ogni luogo del pianeta, parlare con centinaia di persone che mai avrei modo d’incontrare altrimenti, confrontarmi con idee e culture differenti, arrivando a far conoscere quello che in qualche modo puo’ essere identificato con l’appartenenza al popolo Rom: l’amore per la nostra liberta’ ed il grande rispetto che si deve avere per quella altrui.

E’ anche per tale motivo – oltre che per altri ugualmente validi – che ho quindi accettato molto volentieri di collaborare alla stesura dell’ultimo numero di EsseElle Movie Magazine, la rivista virtuale che si occupa principalmente del mondo di Second Life, ma che questo mese ha impostato l’intero numero sull’argomento che e’ a me piu’ caro: gli Zingari. E devo dire che cio’ mi rende particolarmente felice perche’ credo sia questa la prima volta in cui, in un mondo virtuale, il tema degli Zingari viene trattato al di la’ dell’aspetto legato al folclore o al semplice gioco di ruolo, oppure a tutto quell’immaginifico che poco ha a che fare con le problematiche legate alla realta’ di oggi. Percio’ ringrazio davvero di cuore chi mi ha dato la possibilita’ di realizzare un momento che spero non sia irripetibile, affinche’ si possa da qui ripartire per una diversa concezione di convivenza fra i popoli in cui il web agisca non solo da stimolo, ma anche da esempio.

Rinnovando quindi l’invito, a chi vorra’ partecipare alla grande festa tzigana che si terra’ in Second Life domani sera domenica 12 Dicembre a partire dalle ore 23:00, a mettersi in contatto con me oppure con Kameo Haller, concludo con l’articolo che ho scritto per questo speciale numero di EsseElle Movie Magazine, nella speranza che nell’interminabile viaggio degli Zingari possiate trovare qualcosa che appartenga un po’ anche a tutti voi.


Un lungo viaggio che dura da mille anni



Una delle più antiche leggende racconta che un tempo gli Zingari avevano un re. Era un re onesto e sapiente che governava con saggezza in un paese meraviglioso a nord dell’India chiamato Sind, dove la gente viveva felice e niente mancava. Fin quando le orde dei musulmani invasori li scacciarono da quella terra. E’ da allora che gli Zingari sono costretti a vagare da un posto all’altro del pianeta, senza mai più avere un luogo in cui stare, una casa che possano considerare davvero la loro. Ma questa, come ho detto, non è altro che una leggenda.

Notizie certe circa l’origine degli Zingari si hanno invece comparando i vari dialetti che costituiscono la loro lingua, chiamata Romaní o Romanés, con alcune lingue indiane come il Sanscrito, il Pracrito, il Maharati ed il Panjabi, e ciò ha permesso infatti di stabilirne con evidenza l’origine indiana. Però, la ragione per la quale essi abbandonarono le terre natie dell’India resta tuttora avvolta nel mistero. I pochi studi fatti a riguardo dicono che in origine fossero sedentari e che, in seguito, per l’insorgere di situazioni avverse, furono costretti a migrare e a vivere da nomadi.

Un’altra leggenda, stavolta narrata da Hakīm Abol-Ghāsem Ferdowsī Tūsī, un poeta persiano del X secolo d.C., nel suo poema il Shāhnāmeh, il Libro dei Re, che racconta l’intera Storia della Persia dalla creazione fino al tempo della conquista araba, un re fece arrivare dall’India diecimila Luri, nome attribuito agli Zingari, per intrattenere il suo popolo con la musica. E’ assai probabile, dunque, che il percorso migratorio di questo popolo nomade sia passato dalla Persia all'incirca tra il IX ed il X secolo e che in seguito i vari gruppi penetrarono in Occidente attraverso l’Egitto ed attraverso la cosiddetta via dei pellegrini, cioè Creta ed il Peloponneso.

E’ proprio a quel periodo che risale il termine Zingari o Tzigani. Infatti, l’etimologia di questo nome proviene dal greco medievale athinganoi, cioè "intoccabili", termine attribuito ad una setta proveniente dalla Frigia, una zona dell’odierna Anatolia, ma che era anche il nome che veniva dato a maghi, indovini ed incantatori di serpenti, vale a dire ad un mondo vicino a quello degli Zingari.

Il primo documento in Europa in cui si fa riferimento agli Zingari è del 1378 e consente di sapere che un re bulgaro avrebbe ceduto ad un monastero dei villaggi popolati da loro. L’arrivo nel continente europeo è dunque situato alla fine del XIV secolo, ed è nel 1427 che gli Zingari vengono segnalati a Parigi guidati da capi che si facevano chiamare duchi. Probabilmente, per essere ben accolti, raccontavano di essere pellegrini provenienti dal Piccolo Egitto - regione del Peloponneso - da cui ha origine il nome di Gitani, cioè Egiziani, attribuito in seguito all'equivoco sorto circa la loro provenienza.

I duchi dicevano di essere costretti a vagare per il mondo per la durata di sette anni, come penitenza, affermando di essere stati perseguitati dai Saraceni e da loro essere stati costretti ad abiurare la fede cristiana. Così i re del tempo - sempre secondo i loro racconti - li avevano obbligati a recarsi dal Papa che aveva imposto loro tale penitenza, ma che anche li aveva forniti di credenziali perché fossero bene accolti ovunque si recassero.

Ovviamente, oggi si hanno molti dubbi sulla veridicità di quelle asserzioni e forse sono esse stesse all’origine del pregiudizio che ancor oggi li indica come un popolo incline all’inganno, ma a parte queste cose che gli Zingari raccontavano per essere meglio trattati, si sa con certezza che, almeno in principio, l’accoglienza fu buona per il carattere misterioso che la loro origine lasciava nella società medievale; una società assai sensibile a tutto ciò che si presentava come magico e dispensatore di fortuna.

Nello spazio di qualche decennio, però, la curiosità si trasformò in ostilità, forse per le abitudini di vita assai diverse da quelle delle popolazioni sedentarie ed anche per il consolidarsi in Europa degli stati nazionali. Se per lungo tempo si erano qualificati come Egiziani, infatti, la mancanza di un collegamento storico ad una patria precisa o ad un’origine sicura non consentiva di riconoscere gli Zingari come gruppo etnico ben individuato. Oltre a ciò, le possibilità d’insediamento sempre più scarse, per cui l’unica possibilità di sopravvivenza consisteva nel vivere ai margini delle società, ed il mescolarsi di bande di ex mercenari sbandati e di mendicanti identificati tutti come zingari, contribuì a peggiorarne l'immagine.

Ma esistevano anche ragioni economiche e religiose. L’opposizione agli Zingari si delineò particolarmente dura da parte delle corporazioni artigianali dell’epoca che tendevano ad escludere i concorrenti, soprattutto nell’ambito della lavorazione dei metalli. Inoltre, gli Zingari venivano facilmente identificati con i Turchi in quanto provenivano dalle terre degli infedeli, quindi erano considerati nemici della Chiesa che, proprio in quel periodo, iniziò a condannare le pratiche legate al soprannaturale, come la cartomanzia e la lettura della mano, tutte attività che questo popolo è sempre stato solito esercitare. Ed infine, i pregiudizi già esistenti furono rafforzati anche dal convincimento diffuso che la pelle scura fosse segno d’inferiorità, di malvagità e del diavolo che, infatti, veniva dipinto di nero.

Questo clima di sospetti e pregiudizi si avverte soprattutto nella fioritura di leggende e proverbi tendenti a mettere gli Zingari in cattiva luce a tal punto da far riferimento alla Bibbia per considerarli discendenti di Cam, quindi maledetti. Un’altra diffusa leggenda racconta che furono degli zingari, dato che chiunque altro si era rifiutato, a fabbricare i chiodi che servirono per la crocifissione oppure, secondo una diversa versione, che avrebbero rubato il quarto chiodo rendendo così più dolorosa l’agonia di Gesù.

Da questi pregiudizi, il passaggio a forme sempre più marcate di discriminazione è stato inevitabile, fino a giungere a vere e proprie persecuzioni. Per secoli, in Serbia ed in Romania, gli Zingari sono stati tenuti in schiavitù e la caccia allo zingaro si è affinata nel tempo con crudeltà e con barbari trattamenti di ogni tipo. Deportazioni, torture, uccisioni sono state praticate un po’ ovunque, fino a giungere al nazismo che agli Zingari riservò un trattamento non dissimile da quello degli Ebrei: inviati nei campi di concentramento, sottoposti ad esperimenti di sterilizzazione, usati come cavie umane, con ogni sorta d’incredibili sevizie. Oltre mezzo milione di Zingari furono sterminati durante il regime nazista in un Olocausto a cui viene dato il nome di Porrajmos, del quale pochi oggi sono al corrente e che quasi nessuno ricorda.

Attualmente, gli Zingari sono presenti ovunque, con forte concentrazione nei Balcani, in Spagna, in Medio Oriente e nel nord Africa. Nelle Americhe ed in Australia sono giunti al seguito di deportati e di coloni che partivano da Gibilterra, e stabilendo successivamente dei flussi migratori con quelle regioni.

Ed è attraversando interi continenti, mescolandosi con le più diverse etnie, che ogni gruppo ha assunto nel tempo caratteristiche somatiche che non sono più quelle dell’antica popolazione partita dall’India oltre mille anni fa. Se i gruppi che hanno transitato attraverso l’Europa meridionale ed il nord Africa hanno mantenuto caratteri tipici come la pelle, i capelli e gli occhi scuri, in Russia e nel nord Europa non è difficile trovare Zingari con la pelle chiara, i capelli biondi e gli occhi azzurri. In India, però, è ancora possibile trovare chi conserva tracce esteriori esattamente come quelle degli antichi abitanti di Sind. Sono i Banjara, una popolazione seminomade che gli studiosi identificano come gli unici Zingari rimasti in patria.

20 commenti :

Kameo ha detto...

Proprio ieri è ricomparsa ad un semaforo l'abituale zingara con la mano tesa in cerca di qualche moneta.
Grazie a te, l'ho guardata con occhi diversi pensando a quel lungo viaggio che l'ha portata fin qui.
E' poca cosa, lo so, ma il cambiamento comincia dalla conoscenza come dici tu.

Nicole ha detto...

Domani ci sarò e approfitto di questo spazio per rispondere anche ad alcuni dei tuoi commentatori nel post precedente.
Rispetto le volontà di tutti, ma perché 'giudicare' qualcosa che non si conosce?
E' la migliore chat che esista a parer mio, perché è la più personalizzata...Ti sembra di parlare e interagire come in rl.
E come dice Marco basta un clik per salutare o andare via per sempre.
All'inizio mi sentivo imbranata , ma con il tempo e l'aiuto di Klara e non solo credo di esser stata velocissima nell'imparare, forse perché mi son trovata bene.
Non è il Paradiso, ma nemmeno l'Inferno...come ovunque si trova solo quel che si cerca.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Kameo: E' poca cosa, lo so, ma il cambiamento comincia dalla conoscenza come dici tu

Niente e' poca cosa. Una moneta e' una goccia nel mare, lo so, ma e' goccia a goccia che le cose avvengono e che si scava la roccia.
Non si tratta di arricchire nessuno, e nessuno diventa povero per una moneta, cara amica mia, ma un gesto significa molto e non solo in senso simbolico; dimostra infatti, quando fatto con sincerita', che siamo consapevoli di un problema e che lo si vuol affrontare e risolvere con le armi positive della carita', magari rinunciando a qualcosa di nostro, piuttosto che con quelle negative dell'intolleranza finalizzata ad accaparrarsi il piu' possibile. Perche' avidita' genera avidita', e l'avidita' e' figlia dell'odio che ha altri figli: la superbia, l'arroganza...
Mentre la carita' genera carita' ed e' figlia dell'amore.
Dobbiamo essere umili e sapere che se abbiamo e' solo perche' siamo stati fortunati a nascere da una parte della staccionata, ma non si puo' stare semplicemente ad osservare cio' che accade al di la' di quella staccionata semplicemente sentendosi felici di essere al sicuro. Perche' al sicuro, in un mondo pervaso dall'odio, non e' nessuno.


@ Nicole: perché 'giudicare' qualcosa che non si conosce?

Si chiama pregiudizio, ed e' una cosa che gli zingari conoscono molto bene. Il pregiudizio e' pigrizia, perche' non si vuole impegnare la mente per capire, imparare, evolvere, ma e' anche sintomo dell'ignoranza in cui certe persone sono prigioniere. Un'ignoranza arrogante per la quale credono di sapere tutto, mentre in realta' vivono cieche e frustrate, detestando cio' che non riescono a comprendere.

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,

hai fatto tanti articoli sugli zingari, ma questo credo sia quello più interessante e profondo. Per capire i cosiddetti "altri" è necessario conoscere la loro storia e cultura.

Non so di preciso a chi si riferesse l'amica Nicole quando parlava dei commentatori del post precedente.

Nel caso che si rivolgesse a me, premetto che io non ho nessun pregiudizio verso SL. Se ho detto che non mi interessa è perchè ho deciso di dedicare meno tempo al virtuale. Anche se commento ormai su pochissimi blog, leggo con interesse un certo numero di blog.

Poichè il tempo che dedico al virtuale è limitato (e prossimamente intendo ridurlo ancora), seguire SL significherre per me rinunciare alla lettura di alcuni blog interessanti che seguo da anni. Comunque non metto in dubbio che SL abbia tantissime cose interessanti.

Ciao Davide

rossoallosso ha detto...

volevo chiarire la mia riluttanza su SL che non è preconcettuale,anzi,ritengo sia interessante avere l'opportunita' di uno scambio diretto di opinioni senza chilometriche pause,ma i miei tentennamenti son dovuti al fatto che ho un computer ormai saturo e dal quel che ho capito ci sarebbe da scaricare un programma percui devo valutare attentamente cio che scarico,devo capire se per me è opportuno caricare ulteriormente la memoria visto il poco tempo che potro' dedicare all'iniziativa.
interessante per me sarebbe sapere di quanti MByte è composto tale programma

Nicole ha detto...

@Rosso, scarica la Versione 1, la più vecchia se la trovi oppure Phoneix.

Tanto se non ce la fa, cadi subito.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Davide: Se ho detto che non mi interessa è perchè ho deciso di dedicare meno tempo al virtuale

Ma come?
Non ci terresti a conoscere e qualche volta - raramente - anche sentire per voce me, Kameo, Serena... addirittura Duval! :-)


@ Rosso: interessante per me sarebbe sapere di quanti MByte è composto tale programma

Ti consiglio di scaricare la vecchia versione, la 1.23.5 che trovi qui:

http://wiki.secondlife.com/wiki/Old_versions

Per quanto riguarda il programma, una volta installato occupa circa 70 Mb.

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,

"Ma come?
Non ci terresti a conoscere e qualche volta - raramente - anche sentire per voce me, Kameo, Serena... addirittura Duval! :-)"

Scusa, ma chi sarebbe questa Serena?

Ciao Davide

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Scusa, ma chi sarebbe questa Serena?

Come chi sarebbe?
Ma e' mi cugina; la nipote di Mubarak. :-))

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,

"Come chi sarebbe?
Ma e' mi cugina; la nipote di Mubarak. :-))"

Allora vengo in SL di corsa.

Ciao Davide

rossoallosso ha detto...

@tutti

ok,grazie,ci proverò ;-)

rossoallosso ha detto...

brutte notizie,ho provato un paio di versioni e sebbene una volta decompresso il file, arrivando così il programma a circa 200MB, lo stesso non si apre causa scheda video obsoleta.
mi dispiace,per il momento non riesco a partecipare
,vedrò in futuro dato che mio figlio è tanto che spinge per una nuova scheda visto che pure lui ha avuto problemi di questo tipo.
intanto un in bocca al lupo per la festa ;-)
grazie a tutti

Bibi ha detto...

Non ho pregiudizi di alcun tipo verso second life ma onestamente non ne comprendo il fascino.
Terra terra..second life è l'evoluzione 3D di una chat, con la creazione di un mondo virtuale in cui muoversi. In questo ricorda un giochino di parecchi anni fa, "I Sims". Ora..io non ho mai frequentato chat, se non quelle collegate ai vari forum dove ero presente e comunque mai con altro scopo se non quello di fare due chiacchiere e sparare due cazzate ed ultimamente non uso neanche la "mia" chat... Per questo resto sempre sorpreso per la grande valenza che viene data a second life. Ma forse questo dipende dal fatto che ho una separazione molto rigida tra vita reale e virtuale, una separazione a compartimenti stagni dove non ci possono essere mescolannze.
a.y.s. Bibi

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Davide: Non ti abbiamo visto. Mia cugina ti ha aspettato a lungo, ma si vede che in famiglia siamo destinate ai bidoni. :-)


@ Rosso: Ok, sara' per la prossima volta. SL non chiude certo domani.


@ Bibi: Non so di quali mescolanze parli. Second Life per me e' una specie di videotelefono. Certo c'e' chi gioca di ruolo - magari essendo maschietto si diverte a fare la donna oppure essendo un emerito sfigato recita la parte del gran seduttore - ma non tutti lo fanno. C'e' anche molta gente che mostra in SL il vero lato di se, esattamente come lo puo' mostrare chi si incontra in un luogo qualunque fuori dal virtuale. E c'e' anche chi alterna il gioco all'interazione personale Tutto cio', per chi abita in punti diversi del pianeta e vuol conoscersi un po' meglio, rappresenta un buon metodo per relazionare in modo meno statico di quello di un blog.
Poi, puo' piacere oppure no, e' una questione di gusti ed anche di come siamo in grado di percepire ed apprezzare certe finezze virtuali che hanno a volte dell'artistico. Non tutti abbiamo la stessa predisposizione (gli amerindi, ad esempio, se veniva mostrata loro una fotografia, non erano in grado di vederci niente perche' per la loro impostazione mentale la tridimensionalita' era qualcosa di essenziale).

Ieri sera, alla festa, ci siamo divertiti moltissimo e ne approfitto per ringraziare chi vi ha partecipato.

Kameo ha detto...

@ Bibi
"Non aprite quella porta" il rischio è di rimanere invischiati e di non uscirne più ;-)

@ Chiara : "Ieri sera, alla festa, ci siamo divertiti moltissimo e ne approfitto per ringraziare chi vi ha partecipato"
Dopo tre giorni di zingarate, seguendovi nelle vostre scorribande notturne, mi sento esausta ma felice. Felice soprattutto di aver trovato un piccolo gruppo coeso nel cercare di superare gli individualismi pur rimanendo individualmente persone con gusti, caratteri, abitudini, cultura diversi.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Kameo: Felice soprattutto di aver trovato un piccolo gruppo coeso nel cercare di superare gli individualismi pur rimanendo individualmente persone con gusti, caratteri, abitudini, cultura diversi

Cio' che tu definisci si chiama appunto "individualita'", che non e' "individualismo.
Fra i due termini esiste la stessa diversita' che c'e' fra "comunita'" e "comunismo".
Su tale concetto vorrei si basasse tutto quanto il mio progetto che tu conosci bene, cara amica, ed - pare una coincidenza - ma e' proprio con la spiegazione di questa diversita' nei termini che accolgo le mie sorelle quando arrivano nella citta' invisibile.

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,


"@ Davide: Non ti abbiamo visto. Mia cugina ti ha aspettato a lungo, ma si vede che in famiglia siamo destinate ai bidoni. :-)"

Con certe nipoti-cugine temevo che mi telefonasse lo zio Silvio e mi desse una tirata di orecchie.

Ciao Davide

rabbah ha detto...

con tutto il rispetto ke provo x te klara nn poso trattenermi a nn ricordarti ke i zingari nn sn stati l `unico gruppo, tribu nella storia dell umanita costreto a subire presioni da parte degli altri gruppi. xo, mentre alcuni di loro hanno fatto sforzzi x crearsi una individualita nazionale,hanno perso la vita x loro ideale, i zingari si sn accontentati di vivere, sopravivere come una parte ausiliare.

occore inoltre ricordarti ke l`autoperfezione, il proceso di definirti come entita indipendente si aquista con sudore,determinazione, con la volonta di costruire, di lasciare una eredita all umanita. e x farti capire meglio a cosa mi riferisco ti diro ke il Codice romano sta ancora oggi alla base dell sistema legislativo di molti paesi. potrei farti mille esempi ma sn sicura ke hai beccato l`idea.

Nn e la musica ke fortifica un popolo, o piu esatto, nn e solo la musica ke fa di te una forza. pure i romani avevano loro artisti,gli arabi lo stesso, cinesi...ma oltre la loro arte questi hanno datto al mondo dei bravi matematici e filosofi. e x questo ke nn sarano mai dimenticati e sn riconosciuti come un popolo e nn come un semplice gruppo.

aprezzo molto il tuo sforzzo di creare un immagine favorevole a questa etnia e so benissimo ke dentro ci sta anke brava gente. e per questa gente meritate l`oportunita di dimostrare ki siete in realta.


con simpatia, R

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Rabbah: mentre alcuni di loro hanno fatto sforzzi x crearsi una individualita nazionale,hanno perso la vita x loro ideale, i zingari si sn accontentati di vivere, sopravivere come una parte ausiliare.

Innanzi tutto non credo che tu conosca TUTTI gli zingari del mondo. Siamo 14 milioni e sarebbe assai complicato. Inoltre esiste qualcosa che ti contraddice, come i Kale' in Spagna, e l'Andalusia ne e' un esempio.
Inoltre noto che, come anche in altre occasioni, tendi ad ipotecare il futuro, rendendo solida l'immutabilita' del presente, mentre ti vorrei far notare che la Storia e' dinamica, e nella Storia innumerevoli popolazioni che sono state dominanti si sono poi involute fino a sparire, mentre altre considerate inferiori, sono diventate delle potenze.
Un esempio?
Gli ebrei.
Prima della seconda guerra mondiale avresti detto di loro le stesse cose, in quanto erano ritenuti, come gli zingari, un popolo ramingo e senza futuro.

rabbah ha detto...

"Innanzi tutto non credo che tu conosca TUTTI gli zingari del mondo. Siamo 14 milioni e sarebbe assai complicato"

pensi ke io abbia mai conosciuto di persona Lucretius, Virgilius, Platone? ma forse hai sentito pure tu di "Eneida", "Fedon","Republica", "Il Sofista".

klara io nn sn una ke crede nella purita delle razze, ne voglio sottolineare ke i zingari sn inferiori. sotto questo cielo ce posto x tutti e l`aria e fatta x essere respirata da tutti.

se il mondo si e creata una falsa immagine rispetto ai zingari, in parte e dovuta ai nostri pregiudizzi, ma in gran parte e dovuta alla vostra incapacita di dimostrare il contrario.

ma il tempo, il futuro verra a dimostrare se una di noi si e sbagliata di grosso.

chiudo qui l`argomento e kiedo scusa in anticipo se il mio discorso ti ha offesa, xke nn e stata questa la mia intenzione.


ti saluto e spero tanto ke nn dirai dopo aver letto questo post: Anathema sit, Rabbah! :)

Misura la forza della tua Password

Oggi mi sento un po' cosi'...

Oggi mi sento un po' cosi'...

Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

Web Statistics