venerdì 5 novembre 2010

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I capelli nuovi dell’imprenditore

Molti anni fa, in un paese piccolo piccolo abitato da gente piccola piccola, viveva un imprenditore che era sceso in campo prestandosi alla politica e, grazie ai suoi soldi (dei quali nessuno conosceva la provenienza) e a certe amicizie, era diventato presidente. L’imprenditore aveva pero’ una mania, una cosa alla quale non poteva rinunciare: essendo calvo, ci teneva a mettersi in testa sempre dei parrucchini. Li cambiava di continuo, ne aveva di ogni tipo e di ogni colore, e se ne faceva fabbricare sempre di nuovi da usare in ogni occasione, spendendo moltissimi soldi per acconciarsi elegantemente.

Non si curava dei problemi del suo popolo, ne’ della cultura, ne’ della scuola, ne’ della sanita’, ne’ dello sviluppo economico, ne’ della raccolta dell’immondizia o della disoccupazione. A lui interessavano solo i suoi capelli che dovevano essere sempre bellissimi. Possedeva un parrucchino per ogni ora del giorno e come di solito si dice quando un presidente e’ in riunione al consiglio dei ministri a prendere decisioni importanti, cosi’ di lui si diceva sempre: «E’ davanti allo specchio a provarsi i nuovi capelli».

Nella citta’ in cui abitava, un giorno giunse una zingara che si fece passare per un’esperta fabbricante di parrucchini. Sosteneva di saperli fare con i capelli piu’ belli che si potesse immaginare, perche’ i capelli che usava erano magici. Non solo la consistenza, il colore ed il taglio erano straordinariamente belli, ma i parrucchini fatti con i suoi capelli avevano lo strano potere di diventare invisibili agli uomini che non erano all'altezza della loro carica e a chi era molto stupido.

In realta' la zingara era un'abile truffatrice che raggirava gli allocchi, ma nessuno poteva saperlo.

"Sono proprio i capelli che mi mancano!" penso’ quindi l'imprenditore. "Inoltre potrebbero venirmi comodi per individuare quali delle persone che ho fatto nominare in parlamento non sono all'altezza dell'incarico che ho affidato loro, e riconoscere chi e' stupido. Si’, un parrucchino cosi’ deve essere immediatamente preparato per me!" E pago' alla zingara il prezzo richiesto, affinche’ iniziasse a lavorare il prima possibile.

La zingara monto’ una specie di laboratorio, con un manichino con la testa calva da usare come base per il suo lavoro. Senza scrupoli chiese all’imprenditore altri soldi, promettendogli che avrebbe davvero usato i capelli piu’ belli e piu’ magici esistenti al mondo. Poi lavoro’ fino a notte inoltrata, con la testa del manichino sempre vuota, ma facendo finta che sopra vi fosse appoggiato qualcosa...

"Mi piacerebbe sapere come proseguono i lavori" penso’ l'imprenditore durante la notte, non riuscendo a dormire. In verita’ si sentiva agitato al pensiero che gli stupidi o chi non era degno del suo incarico, non potessero vedere i capelli. Naturalmente non temeva per se stesso, in quanto se era diventato presidente non poteva essere stupido; tuttavia preferi’ inviare in avanscoperta qualcun altro a vedere come stesse procedendo il lavoro della zingara. In citta’ si era ormai sparsa la voce dello straordinario potere di quei capelli e come tutti anche lui era ansioso di scoprire quanto stupido o incompetente fosse chi gli stava vicino.

"Mandero’ il mio bravo ministro Gasparro" decise l'imprenditore. "Lui potra’ stabilire meglio degli altri come sta procedendo il lavoro, dato che ha buon senso e non c'e’ nessuno che sia migliore di lui."

Il ministro entro’ nel salone dove la zingara truffatrice stava lavorando con il manichino con la testa vuota. "Dio mi protegga!" penso’, e spalanco’ gli occhi "non riesco a vedere niente!" Ma non lo disse.

La zingara lo prego’ di avvicinarsi di piu’ e chiese se la consistenza, il colore ed il taglio non erano belli. Intanto indicava la testa vuota del manichino mentre il povero ministro continuava a sgranare gli occhi, ma non potendo dir nulla, perche’ non c'era nulla. "Signore!" penso’ "forse sono stupido? Non l'ho mai pensato ma non si sa mai. Forse non sono adatto al mio incarico? Non posso raccontare che non riesco a vedere i capelli!"

«Ebbene, non ha niente da dire!» esclamo’ l’imbrogliona.

«Splendidi! Bellissimi!» disse il ministro. «Che consistenza setosa, sembrano veri… e che taglio! Proprio alla moda! Si’, si’, diro’ al presidente che mi piacciono moltissimo!»

«Ne sono molto felice!» prosegui' la zingara, e comincio’ ad elencare le varie qualita’ di quei capelli inesistenti. E il ministro resto' ad ascoltare attentamente ogni parola per poterla riferire, poi, al suo presidente.
Cosi’ infatti fece.

L’imbrogliona, vedendo che il ministro Gasparro non se l'era sentita di smascherare il suo trucco, richiese altri soldi per andare avanti con la realizzazione del parrucchino, che l'imprenditore ovviamente accetto' di darle, e continuo’ a fingere di lavorare.

Il presidente, non contento, pero', chiese al suo avvocato di fiducia, Ghedino, di recarsi dalla zingara a vedere come proseguivano i lavori, per sapere quando avrebbe potuto finalmente indossare il magico parrucchino. Ed anche con Ghedino l'imbrogliona recito' la stessa parte recitata con Gasparro, e come era accaduto a colui che l'aveva preceduto, anche il povero avvocato non vide nulla se non un manichino con la testa calva.

«Non sono dei bei capelli?» chiese la zingara, spiegando e mostrando il taglio alla moda di capelli che non c'erano affatto.

"Stupido non sono" penso’ l’avvocato "e’ dunque l’incarico che mi hanno affidato che non e’ adatto a me? Mi sembra strano! Comunque nessuno deve accorgersene!" E cosi’ anche lui lodo’ i capelli che non vedeva e si complimento’ per la bellezza della tonalita’ del colore ed il magnifico taglio alla moda. «Si’, sono proprio magnifici, lo riferiro' al presidente»

In citta’, intanto, tutti parlavano di quei magnifici capelli. Cosi' l'imprenditore decise di recarsi lui stesso per vederli personalmente mentre ancora erano ancora in lavorazione sul manichino, e con un gruppo di uomini fidati, tra cui anche l’avvocato ed il ministro, si reco’ dalla furba zingara che stava lavorando con grande impegno, ma in realta’ fingendo.

«Non sono magnifici?» esclamarono il ministro e l’avvocato. «Presidente, guardi che taglio, che tonalita’ di colore, che consistenza!» e indicarono il manichino vuoto, pensando che gli altri potessero vedere i capelli.

"Come sarebbe?" penso’ l’imprenditore "Io non vedo nulla! E’ terribile! Sono forse stupido? O non sono degno di essere presidente? E’ la cosa piu’ terribile che mi possa capitare". «Oh, sono bellissimi!» esclamo’. «Hanno la mia piena approvazione!» e ammirava soddisfatto, il manichino vuoto; ovviamente non voleva confessare che per lui su quel manichino non c'era niente.

E tutto il suo seguito si adeguo'. Pur non vedendo niente tutti dissero ugualmente: «Sono bellissimi!» e gli consigliarono di indossarli per la prima volta al corteo che doveva avvenire il giorno dopo. «Fantastico, bellissimo, eccellente» esclamarono l'uno con l'altro, e si rallegrarono delle loro parole.

E l'imprenditore, per ringraziarla dello splendido lavoro svolto, consegno’ alla zingara altri soldi, un pendente con una farfallina da appendere al collo, e il titolo di Consigliera Regionale.

Tutta la notte che precedette il corteo la truffatrice resto’ alzata con le luci accese, cosi’ che la gente potesse vedere quanto si dava da fare per preparare i nuovi capelli del presidente in modo che fossero perfetti. Alla fine, finse di togliere il parrucchino dal manichino, taglio’ l'aria con grosse forbici per dare l’impressione di dedicarsi agli ultimi ritocchi, e annuncio’: «Ora i capelli sono pronti.»

Giunse il presidente in persona con i suoi illustri cavalieri, e l’imbrogliona sollevo’ un braccio come se tenesse qualcosa e disse: «Ecco, presidente, adesso ve li sistemero’ sulla testa! Sono leggerissimi! Si potrebbe quasi credere di non averli addosso, ma e proprio questo il loro pregio!».
«Si’» confermarono tutti i cavalieri, anche se non vedevano nulla, dato che non c'era nulla.

«Vuole, Presidente, degnarsi ora di mettersi seduto?» disse la zingara «cosi’ li sistemeremo sulla sua testa proprio qui davanti allo specchio.» L'imprenditore si sedette, si tolse il parrucchino che portava, e l’imbrogliona finse di mettergli il nuovo sulla testa pelata. Poi finse di pettinare qualcosa che non esisteva.

«Come le sta bene! Come le donano!» dissero tutti. «Che taglio! Che colore! Che consistenza! Sono capelli bellissimi!»

«Qui fuori sono arrivati gli uomini della scorta e del baldacchino sul quale dovra’ essere tenuto sopra durante il corteo, Presidente!» annuncio’ il Gran Maestro del Cerimoniale Bondo.
«Si’ anch'io sono pronto» rispose l'imprenditore. «Mi stanno proprio bene, vero?» E si rigiro’ ancora una volta davanti allo specchio prima di avviarsi.

E fu cosi’ che l'imprenditore apri’ il corteo sotto il bel baldacchino, mentrela gente che era per strada o alla finestra diceva: «Che meraviglia i nuovi capelli del presidente! Che splendida acconciatura! Come gli stanno bene!». Nessuno voleva far sapere agli altri che non vedeva niente, perche’ altrimenti avrebbe ammesso di essere stupido o di non essere all'altezza del suo incarico.

«Ma e’ pelato!» disse a un certo punto un bambino. «Signore sentite la voce dell'innocenza!» replico’ il padre, e ognuno sussurrava all'altro quel che il bambino aveva detto.

«Non ha i capelli! C'e’ un bambino che dice che il presidente e’ pelato!»
«E’ proprio pelato!» inizio' a gridare allora tutta la gente. E l'imprenditore, rabbrividi’ perche’ sapeva che avevano ragione, ma penso’: "Ormai devo restare imperterrito fino alla fine". E cosi’ si raddrizzo’ ancora piu’ fiero, e continuo' a farsi trasportare spavaldamente sul baldacchino.

8 commenti :

davide ha detto...

Distinta Chiara,

non tutti i mali vengono per nuocere. Poichè molte donne subiscono il fascino dei pelati, d'ora in poi il nostro sire Berloscono avrà molta più paperetta a sua disposizione.

Ciao Davide

fridolin ha detto...

Ma perchè chaiamrlo imprenditore, oddio io magari essendo di scuola marxista li ho sempre chiamati padroni, ma costui è un piccolo lestofante con km di peli sullo stomaco, un furbastro che poteva prosperare solo in un paese di furbastri come lui.
Gaetano Salvemini diceva (non ricordo con precisione ma i senso è quello) "L'italiano ancorchè frodato da un ingannatore continua
ad ammirarlo per la sua furbizia"

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Davide: Poichè molte donne subiscono il fascino dei pelati

Si', certo...
Lui come Bruce Willis. :-))


@ Fridolin: Ma perchè chaiamrlo imprenditore

Il titolo e' un gioco di parole con l'imperatore della favola originale.

davide ha detto...

Distinta Chiara,


"Si', certo...
Lui come Bruce Willis. :-))"

Quando parlavo di pelati sopra, più che a Bruce Willis, pensavo a Cesare e Mussolini, che benche calvi scopavano come i ricci.

Ciao Davide

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Davide: pensavo a Cesare e Mussolini, che benche calvi scopavano come i ricci.

Si', certo...
Ma mica perche' erano calvi. :-)
Vedi, Davide, du confondi "scopare pagando" o comunque in cambio di vantaggi economici o di posizione, e semplicemente "scopare".
E' una sottile differenza, ma c'e'. :-)

davide ha detto...

Distinta Chiara,


"Ma mica perche' erano calvi. :-)
Vedi, Davide, du confondi "scopare pagando" o comunque in cambio di vantaggi economici o di posizione, e semplicemente "scopare"."

Sì, però Ruby e le decine di zoccole sue amiche, mica vanno con Silvio perchè è ricco, ma per il suo fascino irresistibile da maschione che non deve chiedere mai.

Ciao Davide

sandrokhan80 ha detto...

Bellissima la tua favola. Grazie Chiara, mi ha veramente divertito. A me piace come suona la parola "imprenditore" nella storia, funziona nel testo. Ottima scelta ;)

Willyco ha detto...

un "rifacimento" delizioso. molto gradevole

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Oggi mi sento un po' cosi'...

Oggi mi sento un po' cosi'...

Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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