giovedì 28 ottobre 2010

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Il vino di Tokaj

Il 28 Ottobre, giorno di San Simone, inizia la “vendemmia tardiva” in cui viene raccolta l’ultima uva, quella che e' stata attaccata dalla Botrytis Cinerea, la muffa nobile che ne provoca l’avvizzimento e concentra negli acini gli zuccheri e gli estratti indispensabili per la produzione del famoso vino di Tokaj, un vino talmente leggendario da essere celebrato perfino nell’Himnusz, l’inno nazionale ungherese.

Értünk Kunság mezein
Ért kalászt lengettél,
Tokaj szőlővesszein
Nektárt csepegtettél.
[1]


E’ dunque questo il momento in cui i viticoltori, piccoli e grandi, sparsi a macchia di leopardo in tutta la regione che dalla confluenza dei fiumi Tisza e Bodrog si estende fin dentro la Slovacchia, iniziano a tirare le somme su un faticoso anno di lavoro. Cio’ vale sia per chi produce direttamente il suo vino, sia per chi, invece, cede il raccolto a consorzi che poi si occupano di commercializzarlo, vendendolo alle varie aziende produttrici di Tokaji.

La Disznókő, e’ una delle piu’ importanti poiche’ produce uno tra i migliori Tokaji che oggi possono essere degustati. Se da Tokaj siete diretti a Miskolc, percorrendo la statale 37, la potete scorgere sulla destra, appena prima di giungere alla rotonda di Mezőzombor, ai piedi del Király-erdő, il piu’ a sud dei monti Zemplen, le basse montagne che smorzano i gelidi venti del nord.

La tenuta, classificata gia’ nel diciottesimo secolo con un decreto reale come “primo cuore”, vale a dire nucleo dell’intera produzione del Tokaji, e’ appartenuta nel tempo a diverse famiglie importanti, dai Rakoczi agli Asburgo - proprio fra queste vigne, infatti, il granduca Giuseppe d’Asburgo dimenticava i salotti di Vienna - ed anche a Menyhért Lónyay che, alla fine dell’800, vi fece costruire Sárga Borház, detta anche “la casa gialla del vino”, una stupenda villa in stile neoclassico che e’ oggi conosciuta per essere la sede di uno dei ristoranti piu’ famosi di tutta la regione.

Nel 1992, dopo il cinquantennio comunista in cui era stata gestita da incapaci e galoppini del KGB russo, l’intera tenuta, incluso il vigneto di oltre 150 ettari, e’ stata acquistata dalla compagnia francese AXA Millésimes, che investendo notevoli capitali ha costruito una modernissima cantina sopra gli antichi tunnel scavati nella roccia utilizzati per la maturazione e l’affinamento dei vini, dando origine a quello che viene denominato il nuovo stile del Tokaji bianco dolce, finalmente rinnovato negli aromi e nei gusti e non piu’ stucchevolmente aromatico e appesantito da quelle note di caffe’ e vodka che tanto piacevano ai russi.

Il suo nome, Disznókő, viene dall’omonima roccia che domina dall’alto tutta la proprieta’ e che da sempre e’ identificata con la testa di un cinghiale, l’animale che piu’ di tutti, per noi del luogo, simboleggia la liberta’. Infatti, non esiste alcuna recinzione, l’intera tenuta e’ completamente aperta a chi vuol visitarla ed un sentiero in mezzo alle vigne conduce proprio lassu’, in alto, dove da un bianco padiglione si puo’ spaziare con lo sguardo a perdita d’occhio su un vasto panorama e su meravigliosi tramonti.

Da casa mia, tagliando per i sentieri che possono essere percorsi solo a piedi, impiego circa un’oretta per arrivarci, camminando piano e godendomi l’intero tragitto perche’ per certe cose, lo sapete, non si deve aver fretta. “Lassan járj, tovább érsz” [2], diciamo qui ed oggi devo dire che il tramonto visto dalla roccia del cinghiale e’ stato davvero splendido. Un'immagine che vorrei donarvi perche' anche voi possiate spingere lo sguardo all'infinito e pensare come a volte puo’ essere piccolo il mondo se guardato con gli occhi dell'immaginazione.


[1] Di Cumania sui terren
Mèssi ricche fai fiorir,
Dolce nettare Tu dai
alle viti di Tokaj. (traduzione non accurata ma in rima della strofa dell'inno)
[2] Cammina lentamente, ottieni di piu’.


34 commenti :

Gio ha detto...

Prosit, meravigliosa Klara :-)

Ancora una volta, ho visto coi tuoi occhi.

Bibi ha detto...

@ Chiara
Un altro metodo per aumentare la concentrazione degli zuccheri nel vino è il cosiddetto metodo del governo che è utilizzato in toscana che consiste nell'aggiunta di uve appassite a dicembre (circa..).
Lo so..non ha molto senso questo post nel contesto di quello che volevi dire..ma talvolta di notte..mi capita.
a.y.s. Bibi

Anonimo ha detto...

Chissà perché donne e vino mi sanno già di bella serata... ;-) pensa che in passato sono anche uscito con donne astemie (idiota!)...
by psYco

rossoallosso ha detto...

ma il vino l'hai comprato o no?
te lo chiedo perche' a poco a poco ci stai svelando dove abiti ed allora io porto i biscotti,rotonde permettendo ;-)

prosit

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Gio: Ancora una volta, ho visto coi tuoi occhi

E dire che sono miope. :-)))


@ Bibi: Un altro metodo per aumentare la concentrazione degli zuccheri nel vino è il cosiddetto metodo del governo che è utilizzato in toscana che consiste nell'aggiunta di uve appassite

E' quello che avviene col Tokaji. Al vino ottenuto dalla vendemmia normale di uve sane si aggiungono alcune secchiate di acini rinsecchiti dalla muffa nobile, quelli che verranno raccolti da adesso in poi, fino a fine novembre. Questi secchi di acini da circa 25 chili (che si chiamano puttonyos) vengono aggiunti al vino di un barilotto da 136 litri (gonc), ottenendo cosi' l'aszà, una pappetta che dovra' macerare e dalla quale, poi, pigiata si otterra' un mosto dal tenore zuccherino molto alto.
Piu' saranno i puttonyos, piu' il Tokaji sara' pregiato e piu' caro dal punto di vista del prezzo.
La produzione "normale" piu' pregiata prevede 6 puttonyos, ma esistono "particolari" nettari che prevedono l'aggiunta di piu' puttonyos e sono i cosiddetti "eszencia", con una concentrazione zuccherina ben oltre i 700 grammi per litro (quando un pregiato Tokaji aszu' 6 puttonyos ha al massimo 450 grammi per litro) che non verranno mai messi in vendita perche' valgono quanto l'oro, e destinati solo ai grandi estimatori.


@ Psyco: Chissà perché donne e vino mi sanno già di bella serata... ;-) pensa che in passato sono anche uscito con donne astemie (idiota!)

Piu' che idiota direi "inesperto".
A parte il fatto che un po' d'alcol abbassa le inibizioni e crea allegria, ho sempre seguito una regola nel giudicare le persone; qualcosa di molto personale non basata su dati scientifici, ma che finora non mi ha mai dato torto. Di solito le persone piu' divertenti, quelle che poi si dimostrano esuberanti e non noiose, riescono ad avere un rapporto equilibrato col cibo ed ovviamente col vino. Diffido sempre di chi e' troppo o troppo poco, di chi mangia e beve esagerando o chi invece si riguarda su tutto. La persona che mi fara' divertire io gia' la intuisco a tavola perche', pur non esagerando (cioe' non arrivando ad ingozzarsi oppure ad ubriacarsi), sara' disponibile a "provare" tutto, persino cio' che non ha mai assaggiato prima, scoprendo di gradire quello che magari credeva di non gradire. :-)


@ Rossoalrosso: ma il vino l'hai comprato o no?
te lo chiedo perche' a poco a poco ci stai svelando dove abiti ed allora io porto i biscotti,rotonde permettendo


Se mi fai quella domanda significa che hai letto questo blog in modo superficiale. Comunque, non mi pare di aver mai nascosto dove abito.
I biscotti sono i meno indicati per essere abbinati al Tokaji aszu'. l'ideale sarebbe tutto cio' che ha un gusto dolce-salato, ad esempio prosciutto e melone, oca arrostita in salsa di prugne, oppure dessert non molto dolci.

Gio ha detto...

Ecco vedi Klarissima?

Ora si spiega tutto: pure io sono miope :D

Anonimo ha detto...

Dico idiota perché pur sapendolo (e sentendolo a pelle) che l'astemia mi avrebbe mandato in bianco, ci sono uscito lo stesso... Viceversa le uscite con donne che non disprezzavano un buon bicchiere... come dici tu nessun dato scientifico... ma... ci siamo capiti! ;-)
by psYco

rossoallosso ha detto...

permalosona,
stavo solo giocando.
il fatto e' che i tramonti mi deprimono,preferisco l'alba,soprattutto dopo una notte passata a "rimirar le stelle",cosa che facevo spesso ma ,ahime',non piu'.

davide ha detto...

Distinta Chiara,

molto bello il racconto che hai fatto sui vigneti e il vino della tua regione.

Anche nella mia zona (in pianura naturalmente, perchè qui sulle montagne ha già nevicato) ci sono molti vigneti.

Qualche volta mi piace passeggiare o andare in bicicletta fra le cosiddette strade del vino.

Ciao Davide


P.S. Se avete problemi a pigiare l'uva vi mandiamo il nostro Silvio con il suo amico Geddafi. Voi ci mettete una sbarbina e poi i nostri, con il ballo del bunga bunga, vi faranno un vinello divino.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Davide: Se avete problemi a pigiare l'uva vi mandiamo il nostro Silvio con il suo amico Geddafi. Voi ci mettete una sbarbina e poi i nostri, con il ballo del bunga bunga, vi faranno un vinello divino

Sono al corrente di cio' che sta accadendo in Italia. Ho visto che molti/e blogger hanno scritto a profusione sull'argomento. Ma come fate a non indignarvi e a non buttare quelli'ndividuo direttamente in discarica?
Ormai, chi e' il pedotappoevasore, credo che tutti lo abbiate capito, quindi se continuate a dargli il consenso a questo punto non e' piu' per una "mancanza d'informazione" o perche' date il voto al meno peggio turandovi il naso, ma proprio perche' la stragrande maggioranza di voi e' affetta da idiozia cronica.

davide ha detto...

Distinta Chiara,

"Ma come fate a non indignarvi e a non buttare quelli'ndividuo direttamente in discarica?"

Lui (Silvio) ha detto che aiuta tutte le bisognose, senza assolutamente nulla in cambio. Certo se sono giovani e carine l'aiuto riesce meglio. In pratica abbiamo un novello San Francesco a Palazzo Chigi.

Magari proviamo a spacciarci per bisognosi anche noi due. Chissà che Silvio non ci regali una ferrari?

Ciao Davide

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Certo se sono giovani e carine l'aiuto riesce meglio. In pratica abbiamo un novello San Francesco a Palazzo Chigi

Si', certo, chissa' dov'era quando "pestavano" Emmanuel Bonsu, oppure ammazzavano Stefano Cucchi...
Ah gia'... loro non avevano le tette grosse.
Un fatto cosi', nel mio paese che dal punto di vista della sessualita' e' molto aperto, avrebbe causato le immediate dimissioni del premier nonostante abbia in parlamento la maggioranza assoluta. Ma voi non siete in un paese civile, e forse dovreste tenervi quello schifo che avete votato in massa turandovi il naso per altri vent'anni, cosi' che possiate conoscere cosa davvero significa "turarsi il naso".
Forse agli italici, una cura del genere, potrebbe anche giovare.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Psyco: come dici tu nessun dato scientifico... ma... ci siamo capiti!

Non amo i superalcolici, raramente accetto una sligovica anche se fra tutti i distillati e' quello che preferisco.
Invece il vino, se buono, l'apprezzo. Normalmente un bicchiere mi aiuta a pasteggiare, un paio mi rendono loquace, con tre gia' s'iniziano ad intuire le mie intenzioni, al quarto vuol dire che che chi ho di fronte mi ha conquistata e quindi la serata e' decisa. Ovviamente se non sbaglia la mossa finale che, anche se sono su di giri, puo' compromettere tutto. :-)
Al quinto bicchiere non ci arrivo mai perche' so che starei male.
Il vino puo' essere dunque un buon misuratore di "progresso" per chi sa osservarmi. In fondo, gia' l'accettare un invito a bere qualcosa ha un piccolo significato.


@ Rosso: preferisco l'alba,soprattutto dopo una notte passata a "rimirar le stelle"

Da queste parti, in questa stagione, se stai fuori di notte a rimirar le stelle, all'alba qualcuno ti trova ibernato. Non e' dunque consigliabile. E poi al mattino c'e' sempre tanta foschia.


@ Davide: molto bello il racconto che hai fatto sui vigneti e il vino della tua regione.

Sono racconti che faccio apposta, cosi' che anche tu possa metterti li' col compasso a fare tutti i calcoli su dove possa essere situata la mia casa. :-)

davide ha detto...

Distinta Chiara,

"Sono racconti che faccio apposta, cosi' che anche tu possa metterti li' col compasso a fare tutti i calcoli su dove possa essere situata la mia casa. :-)"


Guarda che noi della Spectre abbiamo mezzi più sofisticati del compasso. Comunque i miei calcoli sono già a buon punto. Mi sa che una di queste sere al ritorno a casa mi trovi sull'uscio che ti aspetto.

Ciao Davide

Neelps ha detto...

@Chiara

Al quinto bicchiere non ci arrivo mai perche' so che starei male.


Magari e' a lui che non piace la tua mossa, quindi potrebbe scattare il quinto bicchiere, di consolazione, diciamo cosi... ;-P

ciao

Fabrizio ha detto...

Ciao Klara,
non ci conosciamo ma ho il desiderio di chiederti se mi dai il permesso di scriverti (un pò più liberamente e privatamente) una Storia. Vorrei che la leggessi perchè mi piacerebbe conoscere il tuo parere.Devo dire che ci ho anche provato ma senza riuscirci.
Grazie.
Fabrizio

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Neelps: Magari e' a lui che non piace la tua mossa

Quale mossa?



@ Fabrizio: non ci conosciamo ma ho il desiderio di chiederti se mi dai il permesso di scriverti (un pò più liberamente e privatamente) una Storia.

Certo che puoi scrivermi. Puoi farlo utilizzando il sistema dei commenti - come hai fatto adesso - scrivendo che si tratta di messaggio privato fa non pubblicare. Il sistema dei commenti permette l'invio di messaggi che non siano piu' lunghi di 4.096 caratteri. In caso dividi il messaggio in piu' parti.
Oppure usare il modulo di Kontactr-me che trovi nella pagina del blog.
Hai detto che ci hai gia' provato. Ebbene, se per caso hai provato usando Internet Explorer 8.0 puo' darsi che Kontactr-me non abbia funzionato. Prova con un altro Browser. Ti consiglio Firefox.

J.T. ha detto...

Più che berlo sembri amarlo il tokaj:-) o forse ti inorgoglisce.
Baci

Anonimo ha detto...

provero' ad assaggiarlo.
Mica sono astemio.
;-))


Guggenheim

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ JT: Più che berlo sembri amarlo il tokaj

"Áldott tokaji bor..." Il vino di Tokaj e' benedetto. Dicono i versi di Miklós Szemere.

Si', sono orgogliosa, e' vero. Non e' difficile intuirlo. Sono orgogliosa delle mie origini, sia etniche che culturali. Sono orgogliosa della mia terra ed anche del vino della mia terra, perche' il vino qui e' un simbolo d'appartenenza oltre ad essere tutto cio' su cui funziona l'economia dell'intera regione. Se non ci fosse il vino questa sarebbe una delle zone piu' depresse e disagiate d'Europa, come lo sono le regioni confinanti con l'Ukraina e la Romania. Ed invece, grazie al vino, c'e' un discreto benessere; non eclatante come quello a cui siete abituati voi, forse, ma ci accontentiamo perche' coinvolge un po' tutti, indipendentemente dall'appartenza sociale o etnica.
Fra l'altro, magari molti non lo sanno, e' proprio in questa provincia (Borsod-Abaúj-Zemplén) in cui la zona di produzione del Tokaji QUI e' contrassegnata col n. 22, che c'e' la massima concentrazione del mio popolo in Ungheria, come appunto puoi vedere QUI.

davide ha detto...

Distinta Chiara,

"Se non ci fosse il vino questa sarebbe una delle zone piu' depresse e disagiate d'Europa, come lo sono le regioni confinanti con l'Ukraina e la Romania."

Alcuni esperti prevedono che fra non molti anni l'Europa diventerà mussulmana. Poichè nella religione mussulmana è severamente vietato l'uso di qualsiasi tipo di alcolici, cosa faremo dei nostri vini?

Ciao Davide

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Alcuni esperti prevedono che fra non molti anni l'Europa diventerà mussulmana. Poichè nella religione mussulmana è severamente vietato l'uso di qualsiasi tipo di alcolici, cosa faremo dei nostri vini?

Li diamo da bere a questi esperti, cosi' la smettono di fumarsi robaccia. :-)

davide ha detto...

Distinta Chiara,

"Li diamo da bere a questi esperti, cosi' la smettono di fumarsi robaccia. :-)"

Sì, ma li diamo da bere merlot e terodego trentini


Ciao Davide

Alex ha detto...

Ciao Davide, nella mia ignoranza, una comunità che vive con l’agricoltura, viste le luci all’orizzonte, ha una solidità economica invidiabile, vedo un tunnel lungo e buio per tutti quei paesi che, giustamente, hanno fatto della tutela del lavoratore una causa di primaria importanza. L’industria sembra destinata a scomparire, per essere completamente trasferita nei paesi dove la manodopera ha costi inferiori. Le uniche risorse rimarranno il turismo (estero) e l’agricoltura. Anche il Trentino è un gran produttore di vino e ha gli stessi rischi del Tokaj, senza pensare che è una Regione a statuto speciale e con l'autonomia regionale della Lega "rischia" di veder sfumare tutte quelle agevolazioni che attualmente le sono riservate, poichè con l’indipendenza, ogni Regione storcerà il naso nel volersi privare di risorse a favore di queste regioni.

Per quanto riguarda i mussulmani che non bevono, speriamo che con il tempo le generazioni si evolvano, mica potranno rimanere indietro anni luce:-)vero, l’integralista non beve, ma gli altri sai quanto saranno attenti alla loro religione una volta assaporata la bontà del Dio bacco:-)
Per Chiara... fai bene ad esserne orgogliosa, lo si deve essere delle proprie radici, sarebbe fare un torto a chi, con tanta fatica (se ce ne stata) ti ha cresciuta, come lo si deve essere della propria nazione.

davide ha detto...

Caro amico Alex,

"Anche il Trentino è un gran produttore di vino e ha gli stessi rischi del Tokaj, senza pensare che è una Regione a statuto speciale e con l'autonomia regionale della Lega "rischia" di veder sfumare tutte quelle agevolazioni che attualmente le sono riservate, poichè con l’indipendenza, ogni Regione storcerà il naso nel volersi privare di risorse a favore di queste regioni"

La riforma sul federalismo non riguarda le regioni a statuto speciale.

In ogni caso il Trentino Alto Adige da un federalismo spinto non avrebbe nè svantaggi nè vantaggi.

Se si facesse un federalismo veramente forte, a guadagnarsi sarebbero 4 regioni: Lombardia, Veneto, Piemonte e Emilia Romagana.

A rimetterci sarebbero quasi tutte le regioni meridionali.

Per il resto fino a questo momento l'agricoltura e il turismo in Trentino hanno tenuto abbastanza bene. Speriamo che continui così.

Ciao Davide

Alex ha detto...

Ciao Davide

Ovvio che provocavo, una regione, come il Tokaj, dove credo si viva principalmente di agricoltura soffrirà molto meno la situazione globale attuale, il vino esiste da sempre e farlo bene significa, venderlo bene. Conosco mussulmani che sorseggiano in un giorno quanto io in un anno:-) quindi è salva:-)

Per quanto riguarda il federalismo, ci sono molte regioni "povere" che potrebbero non essere d’accordo sul fatto che, per loro, le entrate diminuiranno solo perché le regioni più virtuose, verranno agevolate con un ritorno che andrà a colpire quelle meno virtuose. Inizieranno malumori e tensioni sociali soprattutto quando si accorgeranno che un cittadino trentino, e dico uno, per le agevolazioni dello statuto autonomo, riceve più contributi di un intero Comune del sud. Credo che cambierà qualcosa.
Permettimi, virtuoso è anche il Trentino, oltre che per la correttezza degli abitanti, anche per come l’ordine è considerato primario in tutto, lo dico da frequentatore.
Ciao

davide ha detto...

Caro amico Alex,

" Inizieranno malumori e tensioni sociali soprattutto quando si accorgeranno che un cittadino trentino, e dico uno, per le agevolazioni dello statuto autonomo, riceve più contributi di un intero Comune del sud. Credo che cambierà qualcosa."


In realtà il Trentino Alto Adige non riceve niente, ma trattiene il 90% delle sue imposte. Quindi il bilancio finale non è a sfavore dell'Italia. Invece ci sono regioni meridionali che ricevono dallo stato più di quanto danno.

Comunque il discorso sul federalismo sarebbe molto lungo.


Ciao Davide

Chiara di Notte - Klára ha detto...

"Comunque il discorso sul federalismo sarebbe molto lungo..."

... Si', e ci vorrebbero ore per spiegarlo tutto. E scommetto che adesso non puoi perche' stai per partire per Roma per andare a caccia di leonesse. :-))

davide ha detto...

Distinta Chiara,

... Si', e ci vorrebbero ore per spiegarlo tutto. E scommetto che adesso non puoi perche' stai per partire per Roma per andare a caccia di leonesse. :-))

Non saranno belle come quelle di Roma, ma le leonesse ci sono anche dalle mie parti.

Per il resto io non ho problemi a parlare del federalismo. Comunque la riforma federalista non riguarda le regioni a statuto speciale.

Ciao Davide

Alex ha detto...

Davide scrive:"n realtà il Trentino Alto Adige non riceve niente, ma trattiene il 90% delle sue imposte. Quindi il bilancio finale non è a sfavore dell'Italia. Invece ci sono regioni meridionali che ricevono dallo stato più di quanto danno."

Vero discorso lunghissimo, versa il 10% a fronte di poter utilizzare Lo Stato Italia, le infrastrutture che paga lo Stato, i dipendenti pubblici che svolgono funzioni a favore della Regione, gli incentivi della comunità europea etc etc., non sono afferrato in materia ma la vedo così.
Non si deve guardare chi è più povero, si deve pensare a contribuire in base alle proprie possibilità in modo uguale.

Mettiamo caso abbia una trattenuta media del 34%, se divento a statuto speciale verso solo il 10% risultato, l'Italia con me non ci perde, mentre, uno che lavora senza statuto speciale paga il 34% (è un esempio per capire) è qualcosa che tu sai molto bene e hai ben chiaro, non voglio attaccare le regioni a statuto speciale e i loro privilegi, ci sono, un motivo esiste, però, quando qualcuno non ha neanche il pane inizia a guardare il vicino e vedere che la pancia è piena non è piacevole...

Davide se catturi un paio di leonesse non è che me ne presti una:-) sono docili oppure graffiano:-) e in salotto rimango? e preferibilmente non troppo affamata:-)
Continui ad andare a caccia di leonesse e mi sa che non ne hai mai portata una in Trentino:-) Non è che bevi troppo Tokaj e tele perdi per strada:-)

davide ha detto...

Caro amico Alex,

"Vero discorso lunghissimo, versa il 10% a fronte di poter utilizzare Lo Stato Italia, le infrastrutture che paga lo Stato, i dipendenti pubblici che svolgono funzioni a favore della Regione, gli incentivi della comunità europea etc etc., non sono afferrato in materia ma la vedo così."

Che le regioni a statuto speciale abbiano dei vantaggi è vero.

Per esempio la Sicilia trattiene il 100% delle sue imposte ed ha un sacco di altre agevolazioni (che nessuna regione del nord ha) come zona del meridione.

Comunque il discorso sul federalismo (soprattutto fiscale) è molto semplice. A guadagnarci sono le regioni più ricche, mentre a rimetterci sono quelle più povere.

Siccome le regioni più ricche sono al nord e quelle povere al sud, se attuiamo un federalismo fiscale spinto le regioni del nord ci guadageranno (le tre regioni del nord a statuto speciale nè ci guadagneranno, nè ci perderanno), mentre quasi tutte le regioni del sud ci perderanno.

C'è un libro molto interessante che spiega quanto sopra di Luca Ricolfi (studioso di sinistra, non certo della lega) "IL SACCO DEL NORD". Ti consiglio di leggero perchè è davvero molto interessante.


Ciao Davide

Alex ha detto...

Dall’invasione mussulmana al Tokaj siamo passati al federalismo.:-) anzi (;
Speriamo di non vedere mai questi scenari, ci vorrebbe così poco per vivere dignitosamente, invece, l’avidità di pochi rende cieco e povero un intero popolo...
La fortuna di essere contadino è quello di pensare a come cresce il tuo orticello ed insieme a lui cresci anche tu, qui invece, si cresce in mezzo a delle belve che appena vedono sangue si sbranano(:

Se riesco cercherò il libro, grazie Davide

davide ha detto...

Caro amico Alex,

il libro è molto facile da trovare. Ti riporto sotto una recensione.

Ciao Davide



Luca Ricolfi, IL SACCO DEL NORD Saggio sulla giustizia territoriale, Guerini editore
31 commenti Pubblicato da Paolo Ferrario su 28 gennaio 2010

Luca Ricolfi

IL SACCO DEL NORD
Saggio sulla giustizia territoriale




In libreria dal 28 gennaio


Esiste un modo rigoroso per distinguere fra il reddito che un territorio produce e quello che riceve? Qual è il credito (o il debito) di ogni regione nei confronti di tutte le altre? A che cosa è dovuto l’eventuale debito? Troppa evasione fiscale? Troppa spesa pubblica? Troppa inefficienza nell’erogazione dei servizi?

Per rispondere a queste e ad altre domande essenziali è necessario ricostruire dalle fondamenta la contabilità nazionale. Servono lenti nuove, per guardare l’Italia senza le lacune e le zone cieche della contabilità ufficiale. Ed è precisamente questo che fa la contabilità nazionale liberale, uno schema di analisi che riprende la distinzione classica tra settore produttivo e settore improduttivo dell’economia.

Sulla base di questo schema e di un’immensa quantità di dati, raccolti non solo a livello nazionale ma singolarmente regione per regione, Luca Ricolfi fornisce una prima serie di risposte. E lungo il cammino non scopre solo le dimensioni del “sacco del nord”, oltre 50 miliardi che ogni anno se ne vanno ingiustificatamente dalle regioni settentrionali, ma tanti aspetti dell’Italia che non conoscevamo ancora.


Luca Ricolfi (1950), sociologo, insegna Analisi dei dati all’Università di Torino. Ha fondato l’Osservatorio del Nord Ovest e la rivista di analisi elettorale Polena.

Per le nostre edizioni ha pubblicato Le tre società. È ancora possibile salvare l’unità dell’Italia? (2007) e Ostaggi dello Stato. Le origini politiche del declino e dell’insicurezza (a cura, 2008). Dal 2005 è editorialista de La Stampa.


Edizioni Guerini e Associati, 2010, pp.271, euro 23,50

Anonimo ha detto...

Buonasera Chiara, rieccomi dopo un po' di assenza. A parte che non bevo superalcolici (se non diluiti ad. es. nei cocktail) devo dire che hai una discreta tenuta... io al secondo bicchiere è meglio che mi fermo! Non che non ne possa bere anche quattro, ma non so dove andrei a finire... Bella comunque la tua "scaletta della degustazione"... Noi ieri sera ce la siamo cavata con una Corona in due...
by psYco

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Oggi mi sento un po' cosi'...

Oggi mi sento un po' cosi'...

Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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