martedì 19 ottobre 2010

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Il caso dell'infedele Klara


Non credo sia possibile affrontare un discorso sulla gelosia, senza citare un film in cui e’ proprio questo sentimento ad essere protagonista. Sto parlando de “Il caso dell’infedele Klara”, del regista Roberto Faenza, per il quale, quando mi e’ capitato sotto gli occhi, vuoi per il titolo, vuoi per l’argomento trattato, non ho potuto far a meno di provare un certo interesse.

La pellicola, una produzione italo-ceca tratta dal romanzo "Případ nevěrné Klary" di Michal Viewegh, ha come protagonista, appunto, la gelosia nelle sue due sfaccettature piu’ estreme: quella ossessiva e patologica che pur scatenando la passione riempie la vita di sofferenza, e la sua completa assenza che mette al riparo il cuore dal soffrire, ma che smorza anche il desiderio. Due facce della stessa medaglia che vengono ben rappresentate dai due protagonisti maschili, Luca e Denis, e dalle tre donne che fanno loro da comprimarie in questa tragicommedia dal vago sapore noir.

Al di la’ dei giudizi che si possono dare sulla qualita’ del film, che possono essere discordi in base ai gusti personali, la storia e’ in ogni caso trattata in modo da suscitare non poche riflessioni, e le domande alle quali ci troviamo a dare una risposta alla fine del film sono diverse ed interessanti. E’ meglio un rapporto d’amore che sia intriso di gelosia, uno che non lo sia affatto oppure la formula magica risiede in fondo in una giusta dose, equilibrata, di un sentimento che, anche se crea apprensione ed ansia, non diventa mai desiderio di possesso, di controllo o di prevaricazione nei confronti della persona amata?

Ma procediamo con ordine. “Il caso dell’infedele Klara” racconta, in un crescendo di tensione e sospetti, una doppia storia: quella di Luca, un musicista italiano che insegna musica in una scuola di Praga, tormentato da una maniacale forma di gelosia nei confronti della sua fidanzata Klara, studentessa universitaria vicina alla laurea, e quella di Denis, un investigatore-psicologo ingaggiato da Luca per trovare le prove dell’infedelta’ di Klara, uomo freddo e calcolatore che pare immune alla gelosia e che vive un rapporto di coppia estremamente aperto con la moglie Ruth, essendo innamorato anche della sua assistente Nina.

Luca dubita, immagina, e fa spiare Klara, insospettito soprattutto dal rapporto che la ragazza ha con Pavel, suo tutor all’universita’ dove sta per laurearsi in storia dell’arte e si lascia talmente accecare dalla gelosia al punto di cancellare tutto il resto, compresi i sentimenti di lei. Grazie alla collaborazione di Denis, pero’, che ad un certo punto decidera’ di occultare alcune prove che ritiene secondarie, quasi a voler proteggere il suo cliente tormentato dai sospetti, Luca, che non riesce piu’ a credere a cio’ che Klara gli dice e rischia di rompere definitivamente il rapporto con lei, con la mente adombrata da questa gelosia irrazionale ed imprevedibile, arrivera’ a costringere Denis a seguire Klara sino a Venezia, dove il fascino della giovane studentessa non lascera’ indifferente neanche l'esperto investigatore, e dove si consumera' l’inevitabile epilogo. Un epilogo con il quale, in un gioco delle parti che mutuera’ l’uno verso l’altro sentimenti sconosciuti, Luca riuscira’ a conquistare la tranquillita’ conseguenza della certezza del tradimento, mentre Denis ricevera’ in cambio la capacita’ di vedere il suo matrimonio sotto una luce diversa, costringendolo ad assumersi la responsabilita’ di una scelta, forse non tanto decisa da lui quanto forzata dalla decisione di Ruth di svincolarlo dal loro rapporto divenuto ormai sterile.

L’eccessiva gelosia e’ dunque il fulcro attorno alla quale ruota tutta la storia, ma il film non e’ solo incentrato sulla gelosia perche' non trascura altri aspetti come l’amore e le passioni, in una girandola di eventi che condurranno lo spettatore a riflettere sul rapporto con il proprio partner e con il resto del mondo, in un confronto diretto fra chi pensa che la gelosia sia indispensabile in un rapporto d’amore e chi crede che invece si possa annullare la sofferenza causata da questo sentimento grazie ad un’apertura mentale in grado di “pacificare”.

Se il comportamento di Luca fa riflettere su cio’ che e’ banale e scontato, riconosciuto unanimemente, vale a dire sulla potenza distruttiva dell’ossessione, e’ Denis che pero’ suscita le domande piu’ insidiose. Costui, infatti, complice delle relazioni extraconiugali della moglie, incapace di costruire un rapporto fatto di passione e di gelosia, ha fatto suo il motto “se sei felice, io sono felice”, ma non si rende conto di avere solamente silenziato uno strumento che, se lasciato libero di suonare, avrebbe prodotto delle note per lui sgradevoli.

Luca e Denis sono in fondo diversi perche' stereotipi, anche culturalmente, di un diverso modo di vivere la passione, ma allo stesso tempo sono uguali : uomini deboli perche’ incapaci di accettarsi e di lavorare su di se’. Ed e’ il loro incontro, che diventa interscambio, che alla fine di tutto, come nei vasi comunicanti, riesce a livellare le due personalita’ smussandone gli angoli e rendendole entrambe “risolte” e davvero pacificate.

Di contorno le tre donne, Klara, Ruth e Nina, anche loro cosi’ uguali e cosi’ diverse, dotate di sensibilita’, di pazienza e di una comprensione a tratti materna, esprimono e simboleggiano l’intero universo femminile che con la sua variegata sensualita' ed il suo marcato erotismo scatena pulsioni e sentimenti travolgenti, inarrestabili ed incontenibili ai quali gli uomini, tutti, non riescono a sottrarsi. E senza volerlo, manipolando con ingenua naturalezza le emozioni, stabiliscono i tempi ed il succedersi degli gli eventi, divenendo esse stesse le autentiche artefici e registe di una vicenda che difficilmente piacera’ agli uomini, poiche’ dopo secoli di prevaricazioni sul mondo femminile, l’uomo, che sia passionale oppure freddo, fa comunque fatica a confrontarsi con una donna matura ed indipendente.

34 commenti :

davide ha detto...

Distinta Chiara,

non ho ancora visto questo film, ma dopo quello che hai raccontato voglio andarlo a vedere. Mi sono sempre piaciuti i film dove a personaggi femminili interessanti e complessi, fanno riscontro maschi banali o deboli.

Ciao Davide

Chiara di Notte - Klára ha detto...

film dove a personaggi femminili interessanti e complessi, fanno riscontro maschi banali o deboli.

Chi ha detto questo?

davide ha detto...

Distinta Chiara,


"film dove a personaggi femminili interessanti e complessi, fanno riscontro maschi banali o deboli.
Chi ha detto questo?"

L'ultima parte del post mi sembrava dicessi questo, ma forse ho travisato il tuo discorso.

Comunque la cosa migliore è vedere il film, per farsi un'idea al riguardo.

Ciao Davide

J.T. ha detto...

La gelosia è ancora uno dei mali incurabili, fortunato/a chi lo prova?
Il film sembra la classima tragicommedia italiana:-)
Klara sicuramente era bellissima:-)

Carlo ha detto...

ciao Chiara, io non ho visto il film ma mi riprometto di vederlo prossimamente. mi chiedo tra un rapporto squilibrato dalla gelosia ossessiva e un rapporto piatto, può esserci qualcosa d'altro? magari tutta una gamma di colori o se gli estremi sono il bianco e il nero (questa società dualistica, sic!) tutta una gamma di grigi?
nella mia breve vita ed esperienza ho constatato che il rispetto e l'onestà siano fondamentali per costruire un rapporto, posso dire felice.
e non è che la gelosia e le ossessioni siano solo maschili, mi sembra...
insomma io non la butterei sempre e comunque sulla guerra tra i sessi e sulla storia di prevaricazioni, violenze... subite dalle donne.
certo ognuno di noi si porta dietro la sua piccola storia ma se permetti il mondo non è diviso in bianco e nero.
e poi a me le tante tonalità di grigio della nebbia mi piacciono tanto ;)


ps
complimenti per il blog!

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Davide: Comunque la cosa migliore è vedere il film, per farsi un'idea al riguardo.

Si', altrimenti sembri Ghedini che voleva censurare la Gabanelli prima di aver visto ll suo servizio. :-)


@ J.T.: Il film sembra la classima tragicommedia italiana

A me non pare. E' pur vero che e' un film fatto con scarsi mezzi, ma certe volte anche un dolcetto brutto d'aspetto puo' essere buono. :-)

Lorant ha detto...

oramai la chiatti non accetta il copione se non c'è una scena con la figa di fuori... meno male che c'è fibra "laura chià me la voleva dare...ma io dovevo lavorare, lavorare, lavorare ancora lavorare...

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Carlo: mi chiedo tra un rapporto squilibrato dalla gelosia ossessiva e un rapporto piatto, può esserci qualcosa d'altro

E' la stessa domanda che anch'io pongo: "E’ meglio un rapporto d’amore che sia intriso di gelosia, uno che non lo sia affatto oppure la formula magica risiede in fondo in una giusta dose, equilibrata, di un sentimento che, anche se crea apprensione ed ansia, non diventa mai desiderio di possesso, di controllo o di prevaricazione nei confronti della persona amata?
Ma anche fra la gamma dei grigi, poi, si deve scegliere il "grigio" giusto che vada bene ad entrambi, perche' quando si tratta di vedere i colori, ciascuno tende a vederli a modo suo.
In queste discussioni, soprattutto nei blog, noto una gran propensione, a voler affrontare tutto seguendo il detto "In medio sta virtus", dando un colpo ll cerchio uno alla botte, volendo avere il bicchiere mezzo vuoto e mezzo pieno, come se cio' fosse sinonimo di "intelligente saggezza". Anche tu dai ai colori estremi una valenza quasi negativa privilegiando i grigi.
Io invece io credo che il bianco ed il nero siano bellissimi. e credo che con tutto questo tentativo di tenere sempre i piedi in due staffe, con questo continuo "maanche", con questo cercare di essere a tutti i costi "politicamente corretti" nei confronti di ogni argomento, si ammazzi la specificita' e l'unicita' delle cose.
Oltre a cio', bisogna considerare che il bianco e nero non sono due colori, ma uno uno rappresenta la completezza di tutti i colori e l'altro l'assenza totale. Sta tutta qui la loro importanza e non nella loro valenza cromatica che riguarda solo il gusto personale.

(questa società dualistica, sic!)

Parli di societa' "dualistica", ma non la vedo tale. Vedo invece una societa'incentrata sull'individualismo esasperato dove ciascuno si crea il proprio feudo in cui impone le sue regole agli altri. Una societa' dualistica e' invece quella che esprime qualcosa che non puo' essere mischiato come ad esempio:"legalita' non legalita'". Non ci sono toni grigi o di mezzo. Non ci possono essere perche' l'una esclude l'altra. E da qui si capisce l'importanza del bianco e del nero.

nella mia breve vita ed esperienza ho constatato che il rispetto e l'onestà siano fondamentali per costruire un rapporto, posso dire felice

Tutto questo e' normale, scontato. Devo ancora trovare il primo che mi dica che un rapporto felice si costruisce sulla mancanza di di rispetto, la disonesta' e tutto cio' che ha un'accezione negativa. Ma il problema e' un altro. E' se noi due diamo lo stesso significato al termine "rispetto". Se lo diamo possiamo accordarci e costruire qualcosa che si basi su di esso, ma se abbiamo opinioni divergenti e' chiaro che non potremo costruire niente di buono.

e non è che la gelosia e le ossessioni siano solo maschili, mi sembra...
insomma io non la butterei sempre e comunque sulla guerra tra i sessi e sulla storia di prevaricazioni, violenze... subite dalle donne


Veramente non mi pareva di aver affrontato il tema con questo "taglio femminista". Se ti riferisci all'ultima frase, e' solo perche' ho potuto rilevare personalmente, e con grande difficolta' nelle mie svariate relazioni, proprio quest'aspetto e cioe' che l'uomo, indipendentemente dal fatto che abbia un'apertura mentale oppure no, fa fatica a relazionare con una donna emancipata.
Che poi la gelosia ossessiva sia anche femminile, non ci piove, ma non contraddice la mia affermazione. Ed inoltre non si puo' negare che se nei secoli c'e' stata prevaricazione questa e' stata a senso unico.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Lorant: oramai la chiatti non accetta il copione se non c'è una scena con la figa di fuori

Personalmente non conosco molto l'attrice italiana. Ho fatto una ricerca su google ed ho visto che ha lavorato con Verdone e Tornatore, ma non la posso giudicare dal punto di vista artistico. Posso solo dire che e' una bella ragazza.
Molto piu' nota, qui da noi e' Paulina Bakarova che nel film e' Ruth.

http://images.tvrage.com/people/105/313033.jpg

Ovviamente la parte principale ce l'ha l'attrice che interpreta Klara, ma non dimentichiamo la bellissima Kierston Wareing nella parte di Nina.

http://www.independent.co.uk/multimedia/archive/00234/10filfeapengilley_234084s.jpg

Willyco ha detto...

Personalmente, trovai il film piuttosto brutto, la sceneggiatura rende i personaggi (soprattutto quelli maschili) delle macchiette stereotipate. Denis non mi sembrò un innamorato non geloso, ma un uomo che non prova altro che indifferenza per una donna con la quale non ha più nulla da dire. Ho invece una grande curiosità: mi hanno detto che il libro, invece, è molto bello e ricco di sfumature psicologiche e con una costruzione molto più approfondita dei personaggi. E' vero? qualcuno lo ha letto? E' disponibile in italiano?

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Willyco: Personalmente, trovai il film piuttosto brutto

Non faccio un discorso in merito alla qualita' del film, quanto sull'argomento e sulle riflessioni che suscita.
Perche' dire "la gelosia ossessiva e' una cosa brutta" e' una banalita'. Vorrei vedere chi direbbe il contrario. Ma in questo caso si parla anche di "assenza completa di gelosia" o quantomeno di una "finta assenza completa" che, secondo il regista, non genera certo un qualcosa di migliore.
In ogni caso, ed e' su questo che dovrebbe generarsi il dibattito, quale potrebbe essere la formula di una relazione in cui ci sono meno problemi?
- due persone entrambe gelose?
- due persone entrambe non gelose?
- due persone di cui una e' gelosa e l'altra per niente?

qualcuno lo ha letto? E' disponibile in italiano?

Letto. Esiste anche in italiano, Ovviamente il libro e' assai piu' bello ed incisivo. E' un po' cio' che accade anche con "l'insostenibile leggerezza dell'essere" in cui, anche se quel film e' notevolmente migliore rispetto a questo, non raggiunge mai comunque lo spessore del libro per una questione di tempi - in un film tutto quanto deve essere compresso in due ore di pellicola - e per una questione di descrizione dell'interiorita' dei personaggi che in un libro non sono solo immaginati nella loro esteriorita', ma soprattutto nella profondita' dei loro pensieri.
Per cui e' normale che un film, qualsiasi film, sia sempre peggiore rispetto al suo corrispondente letterario.

enea88 ha detto...

Caro amico Davide;
penso che tu sia una persona dall'animo gentile ma terribilmente in ritardo.
Ti immagino come un gentiluomo in bianco e nero, un conservatore coi baffi che ama l'ordine e la giustizia.
Purtroppo i baffi non vanno più di moda, la giustizia non è più una priorità dei conservatori e da quando hanno inventato i colori è diventato quasi impossibile apparire immacolati e senza macchie.
Ma soprattutto... in questa epoca buia che stiamo attraversando la tua remissività non servirà a nulla in questa tana di eterne educande anestetizzate.

gullich ha detto...

@chiara "In ogni caso, ed e' su questo che dovrebbe generarsi il dibattito, quale potrebbe essere la formula di una relazione in cui ci sono meno problemi?
- due persone entrambe gelose?
- due persone entrambe non gelose?
- due persone di cui una e' gelosa e l'altra per niente?"

bei post, li ho letti con particolare attenzione e curiosità perchè è tema per me molto attuale. Pensavo di aver lavorato molto su di me e di aver bypassato ormai da anni alcune sensazione di malessere ma un legame che mi coinvolge come mai mi era capitato ha fatto riaffiorare modalità anche di sofferenza interiore che pensavo definitivamente tramontate.

Non crrdo che vi sai una ricetta giusta fra le ipotesi che tu elenchi sopra, ritengo anche - a dispetto delle dichiarazioni che quasi tutti fanno - che di fronte ad una donna assai consapevole di se molti provino smarrimento e paura. Non so se sia un fenomeno solo latino, forse da queste parti è più accentuato purtroppo, spesso, prende contorni folli.

Ogni coppia ha tuttavia le proprie dinamiche , ritengo che l'assenza totale di gelosia non sia una condizione sana e denoti un qualche baco del rapporto, perchè il legame - anche letteralemnte - qualcosa significa.

Non è sana neanche una gelosia distruttiva e logorante che alla lunga (neanche tanto lunga) distrugge qualunque rapporto,a nche il più intenso.

Io credo che il discrimine sia proprio la non invasività, credo sia normale provare certe pulsioni ma sia fisiologico aver sviluppato un equilibrio e una maturità sentimentale tale da capire che l'altro, seppur parte di un legame, rimane un altro, con i suoi cassetti riservati, le sue ombre i suoi momenti del passato che non devono essere necessariamente condivisi.

A me oggi basta percepire lealtà, fiducia, chiarezza e correttezza reciproca e la mia pulsione gelosa se ne sta buona buona a cuccia in un angolo.

regards

wgul



.

davide ha detto...

Pregiatissimo amico Enea88,


"Caro amico Davide;
penso che tu sia una persona dall'animo gentile ma terribilmente in ritardo.
Ti immagino come un gentiluomo in bianco e nero, un conservatore coi baffi che ama l'ordine e la giustizia.
Purtroppo i baffi non vanno più di moda, la giustizia non è più una priorità dei conservatori e da quando hanno inventato i colori è diventato quasi impossibile apparire immacolati e senza macchie."

A dire il vero oltre ai baffi ho anche la barbaba.

Per il resto ti ringrazio per il gentiluomo, ma qualche scheletro nell'armadio ce l'ho anch'io.

Ciao Davide

davide ha detto...

Distinta Chiara,

"Per cui e' normale che un film, qualsiasi film, sia sempre peggiore rispetto al suo corrispondente letterario."

Ma questo vale anche per il film 'uomini che odiano le donne'? A me il film è piaciuto molto.

Ciao Davide

Bibi ha detto...

Per pura combinazione il film l'ho beccato su sky in questi giorni.
Concordo con Willyco, bruttino..o meglio ..noiosetto.
Non so dove l'ha vista quella della Chiatti il signor Lorent perchè a me è sfuggita. Pazienza..
In ogni caso la donna migliore del film è proprio quella che segnali, la moglie Ruth aka Paulina Bakarova è il tipo di donna (fisicamente e forse parte anche del resto)che mi intriga molto.
a.y.s. Bibi

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Gullich: di fronte ad una donna assai consapevole di se molti provino smarrimento e paura

Buon giorno e ben tornato fra i commentatori, caro Gullich. Innanzi tutto mi ha colpita questa tua affermazione, perche' e' qualcosa che mi sono sentita dire spesso in quanto accusata di destare, proprio nei miei interlocutori sentimentali, questo sentimento di smarrimento dovuto, dicevano, a questa consapevolezza che ho di me.
Non ho ancora capito se sia un bene o un male, se sia qualcosa che piaccia oppure se debba in qualche modo essere tenuta "sotto controllo" se non addirittura estirpata. Anche se credo sia impossibile estirparla una volta "radicata".
Pare infatti che gli uomini siano attratti delle donne che sono consapevoli di se', ma che dopo, una volta aver raggiunto la posizione di partner, tendano a sopprimere questa caratteristica, lamentandosi appunto - come dici tu - di essere smarriti e impauriti. E come si sa, chi e' impaurito prima o poi scappa oppure trova "lidi" piu' rassicuranti a cui approdare.
E' sempre la stessa storia fra Penelope e Circe, fra Itaca e "oltre le colonne d'Ercole". Serenita' o avventura? Certezze o dubbi?
E' l'eterna domanda a cui, dopo secoli, voi uomini dovete ancora rispondere. E forse dovrebbe farlo anche qualche donna che dal mondo maschile ha assorbito quegli aspetti che la fanno essere, almeno ai vostri occhi, "consapevole di se'".

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Gullich: ritengo che l'assenza totale di gelosia non sia una condizione sana e denoti un qualche baco del rapporto, perchè il legame - anche letteralemnte - qualcosa significa

Ovviamente si'. Ma la gelosia puo' riguardare numerosi aspetti. Innanzi tutto gelosia di cosa?

- delle confidenze che scambia con altre persone?
- del rapporto diverso ed esclusivo che puo' avere con altre persone?
- di come si diverte con altre persone?

Se fosse cosi', al nostro partner sarebbe impedita qualunque amicizia, perche' l'amicizia presuppone proprio le cose sopra descritte.
Allora gelosia di cosa?

- che ci sia chi possa provare attrazione per il nostro partner?
- del fatto che il nostro partner possa essere attratto da qualcun altro?

In tal caso si dovrebbe essere gelosi/e ogni momento e di tutti perche' non sapremo mai chi e' attratto/a dal nostro/a partner e neppure possiamo essere nella sua testa per sapere effettivamente chi l'attrae.
Quindi tutto si riduce ad una sola, semplice, banale cosa: il sesso. Cioe' che la persona che amiamo accetti di avere atti sessuali al di fuori del nostro rapporto, tenendoceli nascosti, mentendoci, ingannandoci. I tre parole "facendoci le corna". Perche' e' nella testa di molti che nel momento in cui s'innamorano di qualcuno, automaticamente quella persona diventa "loro proprieta' sessuale".
Tutto quindi si riduce ad un mero meschino discorso di sesso e di possesso.
Pero', anche se difficile nei popoli latini che attribuiscono all'atto sessuale una valenza totalizzante, ci puo' anche essere chi rifiuta questo tipo di logica. Chi capisce che innanzi tutto una persona, prima di appartenere ad un'altra incrociata per caso, in strada oppure in internet, appartiene a se stessa. E se si capisce questo, forse, si riesce anche ad accettare che quella persona, nata, cresciuta, educata ed evoluta in uncontesto completamente diverso dal nostro possa avere desideri tutti suoi, che noi non riusciamo forse a comprendere, che magari potranno anche farci soffrire un po', ma che comunque dovremmo rispettare e forse anche amare perche' fanno appunto parte di lei.
In questi giorni, a seguito di questi post sulla gelosia, mi e' stato domandato spesso se, qualora fossi legata a qualcuno, accetterei di essere tradita sessualmente.
La mia risposta e' "si' lo accetterei. Per me il tradimento non e' rappresentato da un atto sessuale, ma da qualcos'altro in cui l'atto fisico c'entra ben poco. Per me il tradimento e' il non rispettare le regole che si stabiliscono insieme all'inizio del rapporto. Qualsiasi sia il rapporto: affari, amicizia, amore.
Come diceva la mia amica russa: "Il sesso non e' come il sapone. Non si consuma".
Di questo, ahime', qualora fosse una colpa, la responsabilita' principale l'attribuisco alla mia esperienza di vita. Considerare il sesso come qualcosa di meno importante rispetto ad altri aspetti della relazione e' ed e' sempre stato per me qualcosa di naturale.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Gullich: Io credo che il discrimine sia proprio la non invasività, credo sia normale provare certe pulsioni ma sia fisiologico aver sviluppato un equilibrio e una maturità sentimentale tale da capire che l'altro, seppur parte di un legame, rimane un altro, con i suoi cassetti riservati, le sue ombre i suoi momenti del passato che non devono essere necessariamente condivisi

Parole che esprimono alla perfezione il concetto. Aggiungerei che anche certi momenti del presente, oltre a quelli del passato, non devono essere "necessariamente" condivisi". Se lo sono, male non fa, ma raccontare tutto non deve essere un obbligo.
Ovvio che il grado d'intimita' fra due persone si stabilisce proprio sulla quantita' di cose che si dicono rispetto a quelle che non si dicono. Ad un conoscente si racconteranno poche cose e poco intime, ad un amico generico se ne racconteranno di piu', ad un amico intimo ancora di piu', fino ad arrivare alla quasi totale condivisione che si ha con la persona che amiamo. Ma anche in questo caso, un pezzettino di ignoto, un cassettino piccolo piccolo dove tenere le nostre cose piu' segrete, deve esserci perche' fa bene al rapporto.
E diro' di piu': quel cassetto dovrebbe essere lasciato aperto in modo da valutare se la persona che abbiamo scelto ci rispetta oppure tende ad invadere ogni nostro spazio, magari aprendo quel cassetto di nascosto. E qualora non ci rispetti, prendere atto che il nostro sentimento e' mal riposto.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Bibi: la donna migliore del film è proprio quella che segnali, la moglie Ruth aka Paulina Bakarova è il tipo di donna (fisicamente e forse parte anche del resto)che mi intriga molto

"Il resto" che t'intriga molto presumo che sia il tipo di rapporto che lei instaura con suo marito. Un rapporto che non so quanti uomini - in questo caso italiani visto che mi sto rivolgendo a voi - accetterebbero.
Pero' c'e' chi lo fa, perche' per avere una donna come Ruth, se proprio si vuole Ruth e non una Ruth "modificata", un uomo deve aver raggiunto una certa "sicurezza di se'" per cui non si distrugge dentro pensando a letto con qualcun altro. E la sicurezza di se', che non e' il sentirsi fighi o fighe perche' si hanno molti partner con cuisi scopa, ma e' il controllo delle emozioni in modo che non ci distruggano e non distruggano tutto intorno a noi, e' di sicuro un traguardo importante nella vita di ogni persona.
In ogni caso, entrando nello specifico del personaggio Ruth, che fra l'altro almeno sommariamente nel tipo di carattere non si discosta troppo da me come invece si discostano sia Klara che Nina - per cui e' chiara la mia simpatia per lei -, ritengo che contrariamente a cio' che puo' apparire in superficie, cioe' un animo freddo e menefreghista, sia la donna che piu' riesce ad entrare dentro l'anima del suo uomo. Ed e' per questo motivo che lo lascia libero senza che debba essere lui a doversi sobbarcare sensi di colpa. Non e' una cosa che farebbero tutte.

Bibi ha detto...

@ Chiara

Sì.. il "resto" era forse un po' troppo criptico. Ed in effetti parlo di "parte", non so se obbiettivamente potrei accettarlo al 100%.
a.y.s. Bibi
P.S. se somigli a Ruth..mi sa che ti invito a cena.

gullich ha detto...

@chiara "Per me il tradimento e' il non rispettare le regole che si stabiliscono insieme all'inizio del rapporto. Qualsiasi sia il rapporto: affari, amicizia, amore."

stiamo dicendo la stessa cosa... imho, non è un problema nè di sesso nè di possesso, ma semplicemente di regole condivise.

Quando sopra scrivevo che ogni coppia ha le propri dinamiche intendevo proprio questo. la regola non esiste, se non quella astratta di correttezza e lealtà rispetto alle regole di quella coppia. Ci sarà chi si rispetterà pur avendo avventure con partener diversi, se ciò non intacca il nucleo comune e chi non si rispetterà semplicmente raccontadosi frottole sulla domenica se questo viola le dinamiche di quella coppia.

La gelosia credo sia volta, o almeno per me lo è, a quella parte di ignoto e di inafferrabile che sta nella persona che amiamo ed è strettamente legata al timore dell'abbandono e della sofferenza e dell'ignoto.

Probabilemnte mescola, atavicamente e incosciamente, anche elementi di possesso (nel senso blando e innocuo del termine, possesso inteso come legame perchè il possesso fra persone ha ha anche una connotazione grave che guida diretti allo stalking di certi innamorati patologici).

La donna consapevole di sè spaventa perchè il nostro imprinting è probabilmente verso la custode del focolare e una donna autonoma, forte e vissuta obbliga a mettersi continuamente in gioco e in discussione.

Lo trovo l'unico modo sensato di stare in coppia perchè non credo ai fidanzatini di peynet, ma l'ho dovuto scoprire vivendo e crescendo perchè non stava certo nel mio dna e neanche nella mia educazione ...

ps. commento poco perchè sono poco sul web in questo epriodo della mia vita, ma sei sempre una delle mie costanti di lettura :o)

wgul

Willyco ha detto...

@ Chiara.
"In ogni caso, ed e' su questo che dovrebbe generarsi il dibattito, quale potrebbe essere la formula di una relazione in cui ci sono meno problemi?
- due persone entrambe gelose?
- due persone entrambe non gelose?
- due persone di cui una e' gelosa e l'altra per niente?"

la formula di una relazione in cui ci sono più stimoli è quella in cui ciascuno riversa un contributo di interesse e curiosità nei confronti dell'altro e della coppia. E la gelosia?
La gelosia, se è consapevolezza che l'altro riduce il proprio apporto di interesse e curiosità nei riguardi degli stimoli portati alla coppia, è una semplice constatazione (o la paura di constatare) che il rapporto sta perdendo di vitalità La gelosia può rimpire questi vuoti emozionali? Mi sembra come quelle coppie in crisi, in cui si decide di fare un figlio per rinsaldare il legameaffettivo: sarebbe come dire confondere la maggiore profondità di un legame con la maggiore difficoltà di scioglierlo.
(scusate, scritto in fretta)

Kameo ha detto...

"scusate, scritto in fretta"

Ci ho capito poco infatti :-)

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Bibi: se somigli a Ruth..mi sa che ti invito a cena

Mi riferivo alla similitudine fra me e l'attrice solo dal punto di vista caratteriale, fra l'altro un giudizio grossolano dato che, dei personaggi dei film o dei libri, si riesce a capire solo cio' che "noi" interpretiamo di loro e come ci rapportiamo a loro nel modo in cui condividiamo certi loro atteggiamenti.
Per quanto riguarda la cena, se hai letto "A cena con Klara" almeno nelle prime due parti, comprendi bene che piu' di una cena di tipo "classico" per chi non avesse abbastanza pazienza per affrontarla sapendo di essere sottoposto ad un test, e pensasse per tutto il tempo solo al "dopo", potrebbe rivelarsi solo un grande stress. :-)

Bibi ha detto...

@ Chiara
Non era un tentativo di dare un "volto" ad un nick. La somiglianza poteva anche essere solo caratteriale (se fosse anche fisica..ancora meglio).
Per la cena..io mica ho detto che penso ad un "dopo", pazienza ne ho da vendere ed i test..non mi danno fastidio anche perchè non li capisco, ho sbagliato anche quelli del militare.
Si scherza neh..
L'idea era che mi sarebbe piaciuto andare a cena con una tipa come Ruth, sarebbe certo più interessante che una cena con la Chiatti che alla fine è una "sciacquetta".
Non mi resta che sperare di incrociare Kierston Wareing da qualche parte..
a.y.s. Bibi

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Gullich: la regola non esiste, se non quella astratta di correttezza e lealtà rispetto alle regole di quella coppia

Qui non sono del tutto d'accordo. Io credo che le regole in una coppia non debbano essere "astratte", ma ben definite. Quando conosco una persona, dopo un primo momento e dopo aver capito che con quella persona la relazione potrebbe svilupparsi oltre il mero "contatto fisico" occasionale, le dico esattamente quali sono i miei "paletti" o, per meglio dire le rivelo l'esistenza di un cassetto che nessuno avra' mai l'occasione di aprire senza il mio permesso. Una regola che definisco subito e' che nessuno deve insistere e scocciarmi perche' io gli permetta di aprire quel cassetto, perche' l'insistenza con me e' controproducente.
Se non si stabiliscono subito le regole e si resta sul "vago" tentanndo di estrapolarle via via, puo' portare verso una discussione infinita - esplicita o vissuta interiormente - in cui ogni momento passato insieme non e' piu' qualcosa di piacevole, ma diventa un incubo.
Comprendo che non sia facile accettare l'esistenza di certi paletti, perche' esiste quasi una "regola tacita" che dice: "se io ti amo tu mi devi amare come ti amo io". Ma non tutte le persone amano allo stesso modo, seguendo le stesse priorita'.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Gullich: Ci sarà chi si rispetterà pur avendo avventure con partener diversi, se ciò non intacca il nucleo comune e chi non si rispetterà semplicmente raccontadosi frottole sulla domenica se questo viola le dinamiche di quella coppia

Il problema, secondo me, e' la fiducia. In una coppia, oltre alle regole condivise, ci deve essere fiducia.
Adesso ti tacconto una storiella che spesso racconto anche alle mie sorellle quando, con esempi semplici, voglio spiegar loro dei concetti che trattano le relazioni in cui esiste una commistione di sentimenti diversi, come l'amore, l'amicizia, l'orgoglio, la gelosia.

Ci sono tre persone. Klara, che vive coltivando le sue due grandi passioni, la bicicletta ed i viaggi, e riesce a coniugare l'amore per entrambe le cose organizzando di tanto in tanto weekend pedalatori con Tomas, un bel ragazzo anche lui appassionato di ciclismo. Tra i due esiste un'amicizia che si basa sulla condivisione di questa grande passione per la fatica e per imprese ciclistiche al limite delle proprie possibilita’ fisiche e durante questi loro weekend hanno l'abitudine di dividere la stanza nella quale riposano qualche ora al termine di una tappa, in attesa di quella del giorno dopo.
Ma un giorno Klara incontra Franz, della quale si innamora. Klara e’ felice perche’ riesce a coltivare sia gli oggetti d'amore che aveva in precedenza sia la presenza di Franz, che e’ un'aggiunta che niente toglie alle sue altre passioni. Un giorno, pero’, quando Klara organizza uno dei suoi weekend ciclistici con Tomas, sorge un problema. Franz non si oppone al fatto che Klara si allontani per qualche giorno con un altro uomo, ma gli chiede solo di non dividere piu’ la stanza con lui. A Klara questa richiesta sembra ragionevole e di piccolo peso, per cui comunica a Tomas la sua intenzione: da quel momento in poi trascorreranno la notte in camere separate nei weekend pedalatori che faranno insieme.
Tomas pero’ le risponde che per lui tutto cio’ rappresenta una prevaricazione da parte di Franz, che nemmeno conosce, il quale non ha compreso che e’ solo un sentimento di amicizia che li lega e quindi non e’ disposto a scendere a compromessi. Anzi si sente umiliato da quella richiesta avanzata per interposta persona e piuttosto che sottostare, non accettera’ piu’ di far viaggi con Klara.

Ecco, si possono sostituire quei nomi come si vuole, e al posto del weekend ciclistico si puo’ indicare qualsiasi cosa, ma le domande sono sempre le stesse. Quello che prova Franz nei confronti di Tomas e’ di sicuro una gelosia legittima, ma e’ accettabile che si basi solo su un dettaglio “formale” come il dividere una stanza quando Klara con Tomas condivide addirittura una passione? E quello che richiede Klara a Tomas cos'e'? Un compromesso esistenziale? Un tentativo di adattamento? Ed inoltre,Tomas, e’ giusto che rifiuti un compromesso comunque formale (dividere o non dividere la stanza in cui si dorme nulla toglie all'impresa ciclistica che si sta compiendo) al punto di compromettere in modo sostanziale uno degli aspetti piu’ belli di un rapporto d’amicizia?

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Gullich: La gelosia credo sia volta, o almeno per me lo è, a quella parte di ignoto e di inafferrabile che sta nella persona che amiamo ed è strettamente legata al timore dell'abbandono e della sofferenza e dell'ignoto.

Quindi paura, timore, sofferenza...
Sono tutti termini non certo "positivi", e se c'e' un collegamento viene da se' capire come la gelosia sia negativa, al di la' di tutti i significati, le motivazioni e le giustificazioni che, chi e' geloso/a, si crea dentro.
E se la gelosia e' una malattia, verrebbe quasi da dire a questo punto che non esiste neppure una "sana gelosia", ma semplicemente una "gelosia meno grave".
Dobbiamo partire con l'accettare un fatto preciso: che l'altro e' un individuo esattamente come noi e che come noi ha i suoi desideri, i suoi pregi ed i suoi difetti. Ma non e' un obbligo che sia uno specchio nel quale ci riflettiamo la nostra incapacita' di vivere, perche' altrimenti a quella persona togliamo quella dignita' che deve avere relegandola al ruolo di mero strumento terapeutico per curare le nostre fisime piu' o meno gravi.
Quindi l'altro o lo si accetta cosi' com'e', oppure lo si lascia perdere, libero di seguire la sua strada.
L'amore, per quanto possa essere grande, non deve mai arrivare ad impossessarsi della vita altrui, neppure attraverso la gestione dei sensi di colpa. Perche' e' sui sensi di colpa che spesso si basa il ricatto della gelosia: "Se ti comporti cosi' mi fai soffrire".
Quindi qual e' la soluzione?
Semplice: scegliere persone che siano compatibili con la nostra "morale" e che accettino i nostri valori senza dover addivenire a compromessi.
E a chi mi dice che l'amore e' un sentimento al quale non si puo' resistere e che non tiene conto della razionalita' dico si', e' vero, ma l'amore non deve distruggere, deve creare. Se accettiamo di soffrire o di far soffrire pur di vivere accanto ad una persona, vuol dire che l'unica cosa che desideriamo creare e' sofferenza.

La donna consapevole di sè spaventa perchè il nostro imprinting è probabilmente verso la custode del focolare e una donna autonoma, forte e vissuta obbliga a mettersi continuamente in gioco e in discussione

Perdonami, ma io credo che ad una donna autonoma, forte e vissuta un uomo dovrebbe affidarlo con maggior fiducia il focolare. Le dipendenti, deboli e inesperte, sicuramente sono piu' gestibili - premi il pulsante ed eseguono il programma lavaggio delicato senza centrifuga -, ma se affidi il focolare a loro, prima o poi per inettitudine danno fuoco alla casa. :-)
Io credo che per tenere accanto una donna come Ruth - nel film - ci debba essere un uomo che non teme niente, neppure di dover essere lui a badare al focolare.
Cio' sposta completamente il rapporto fra maschio e femmina, lo capisco, ma e' quello che accade con le donne che, se da un lato sono piu' affidabili perche' autonome, forti e con esperienza, possono far ingelosire perche' bramate da altri uomini proprio per queste loro caratteristiche.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Willyco: la formula di una relazione in cui ci sono più stimoli è quella in cui ciascuno riversa un contributo di interesse e curiosità nei confronti dell'altro e della coppia. E la gelosia?

Non credo. La gelosia per me e' solo il desiderio di "blindare" l'altro, come un gioiello in una cassetta di sicurezza. Ma non si evolve solo all'interno della relazione che ha con il proprio partner, si evolve anche e soprattutto vivendo altre realazioni, di amiciza, affetto, condivisione di passioni, con altre persone perche' nessun partner, per quanto esperto e pieno di belle intenzioni, potra' sostituirsi all'intera esistenza. Per cui la persona che per gelosia - come nella storiella dei ciclisti - crea gli impedimenti all'altra per sviluppare percorsi di vita paralleli, che nelle coppie molto aperte potrebbero essere anche di natura sessuale, in pratica ne blocca la crescita e dopo un po' non trovera' piu' stimoli o argomenti da condividere che non siano legati totalmente a pretendere l'esclusivita'.
Voglio dire, facendo un esempio: se tu sei mio partner ma in bicicletta non ti piace andare, mentre ho un amico che ama quel genere di cose, accusarmi di dare a lui quello che tu non sei in grado o non vuoi recepire significa tarparmi le ali per tenermi ancorata a te.
Credo che tu questo lo abbia compreso bene. E credo anche che tu conosca il segreto per tenersi vicine donne come Ruth.
Ovviamente se ti piacciono donne cosi', perche' e' chiaro che le tre protagoniste simboleggiano tre diversi modi di esprimere passionalita' femminile. :-)

@ Bibi: La somiglianza poteva anche essere solo caratteriale (se fosse anche fisica..ancora meglio)

Solo dal collo in giu'. :-)

L'idea era che mi sarebbe piaciuto andare a cena con una tipa come Ruth, sarebbe certo più interessante che una cena con la Chiatti che alla fine è una "sciacquetta".
Non mi resta che sperare di incrociare Kierston Wareing da qualche parte...


Ecco che, scherzando e ridendo, dai finalmente il primo giudizio sul tipo di donna che per te e' interessante. E capisco che per una serata senza coinvolgimento emotivo per te e' piu' intrigante la Bakarova, mentre la Wareing la vedresti piu' adatta sul "lungo periodo". Sul fatto che la Chiatti sia in effetti un po' troppo semplice e lineare, tanto da poter affascinare solo chi guarda in superficie, concordo. Il termine "sciacquetta" non mi appartiene. :-)

Bibi ha detto...

@ Chiara
Indubbiamente per una cena fine a se stessa meglio la Bakarova e come detto mi intrigherebbe anche per altro. Però se classifica bisogna fare: Bakarova - cena , Wareing - un bel dopo cena e magari pure un week end, Chiatti - una sveltina giusto per passare il tempo.
a.y.s. Bibi

Bibi ha detto...

Dimenticavo..
"sciacquetta" : Donna o ragazza insulsa, senza qualita', magari non necessariamente stupida, che per queste sue caratteristiche cade nel conformismo più totale.
Insomma..insignificante.
a.y.s. Bibi

gullich ha detto...

@chiara "Qui non sono del tutto d'accordo. Io credo che le regole in una coppia non debbano essere "astratte", ma ben definite"

mi sono spiegato male... è la regola generale "correttezza e chiarezza" che è astratta, ogni coppia deve poi declinarla "in concreto" per i propri bisogni e parametri, sono d'accordo con te che poi per ciascuno la regola è assai concreto, ma astratta non vuole dire nè generica nè generale :o)

@chiara "Perdonami, ma io credo che ad una donna autonoma, forte e vissuta un uomo dovrebbe affidarlo con maggior fiducia il focolare"

concordo con te, ma nella mia riflessione sottolineavo solo uno stereotipo e - forse - una eredità culturale che per secoli ha trasmesso come donna ideale quella sottomessa e senza grilli per la testa...

Chiara di Notte - Klára ha detto...

una eredità culturale che per secoli ha trasmesso come donna ideale quella sottomessa e senza grilli per la testa...

Le etere, non erano di certo donne sottomesse. Gli antichi greci - quelli ricchi che contavano - se le tenevano come amanti. Ai tempi di Cesare, poi, c'era Cleopatra che alcuni grilli per la testa di sicuro li aveva ed anche Messalina, in seguito, non era certo una donna per la quale gli uomini di disinteressavano. Se passiamo poi al Cinquecento veneziano troviamo le cortigiane, e se andiamo in Francia personaggi come la Pompadour eccetera.
Insomma io credo che in realta' siano da sempre le "cattive ragazze" quelle piu' bramate.
Se poi un uomo ha bisogno di una "lavatrice" e' chiaro che il discorso cambia. :-)

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Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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