mercoledì 6 ottobre 2010

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A cena con Klára - Ogni pentola ha il suo coperchio

La crema d’asparagi bianchi era semplicemente deliziosa. Come ogni pietanza da Gundel era servita in porzione ridottissima e considerato il costo di una cena in quel ristorante, pari all’intero stipendio mensile di un’operaia in Ungheria, certamente se non si fosse trattato di un invito non avrei potuto permettermela. Ma lui era stato cosi’ carino a chiedermi di scegliere dove avrei preferito cenare che, da vera approfittatrice quale sono sempre stata, non mi ero lasciata sfuggire l’occasione di poter nuovamente rivivere certe atmosfere che una volta facevano parte della normalita’ durante gli anni della mia avventura.

Gundel non era cambiato molto da quando mi ci recavo per lavoro. Le atmosfere che vi si respiravano erano sempre le stesse ed anche il posto era sempre il solito di quando, circa un secolo fa, il ristorante era stato aperto. Durante il comunismo, nazionalizzato, era diventato un luogo riservato solo ai burocrati di partito oppure ai ricchi turisti che se lo potevano permettere. Poi, dopo la caduta del sistema, completamente ristrutturato e nuovamente privatizzato, era stato riaperto al pubblico. In ogni caso, sempre destinato ai soli ricchi, considerato il suo costo proibitivo.

I motivi per i quali aveva voluto conoscermi ed invitarmi sono facilmente intuibili. C’e’ da sempre una strana idea riguardo alle ragazze dell'Est, ed e’ quella che siamo sempre disponibili o comunque meno inibite delle italiane; per questo ci facciamo meno problemi a tramutare un’amicizia in una storia di letto, e presumo sia normale per un uomo italiano che si reca a Budapest per vacanza o per lavoro, cercare di verificare se tutto cio’ che viene raccontato sulla presunta liberta' sessuale delle magiare corrisponda al vero oppure no. Soprattutto se si ha l’occasione di aver conosciuto una di queste ragazze tramite internet e lei ha acconsentito ad un incontro per dare modo alla fantasia di potersi tramutare in realta’.

Non ho mai capito fino in fondo perche’ in Italia gli uomini ci giudichino in questo modo; se cio’ dipenda dal fatto che l’Ungheria e’ famosa per essere la patria dell’industria del porno oppure per altre ragioni, ma ho sempre considerato un ossimoro il fatto che ci considerino allo stesso tempo disponibili e disinibite, ma anche fredde e non passionali. E’ qualcosa che contraddice la logica, salvo che l’immagine che si ha di noi sia quella delle eterne puttane, come se avessimo dedicato l’intera vita a venderci per soldi, considerando il nostro corpo solo merce con la quale ottenere un vantaggio economico e non piacere. Cosi’, avendone modo ed essendo arrivata gia’ al secondo bicchiere di kékfrankos, che di solito mi rende alquanto loquace e disinvolta, glielo chiesi.

“A proposito delle donne ungheresi… vorrei chiederti il primo pensiero che ti viene in mente".

“Tu…” rispose senza quasi pensarci. “Mi vieni in mente tu, anche se mi hai detto che non sei del tutto ungherese, bensi’ un frullato misto”.

“E per quale ragione ti vengo in mente io se non sono neppure del tutto ungherese?” incalzai sollevando lo sguardo dalla mia stupenda crema d’asparagi, prendendomi una pausa sorseggiando un altro po’ di vino.

“Forse perche’ adesso sono a Budapest e sono qui con te. E’ un collegamento logico. Oppure perche’ rispecchi l’immagine che ho sempre avuto delle ragazze magiare. Belle e fredde. E tu sei bella, sensuale, disinvolta, ma non sembri per niente turbata o imbarazzata per il nostro incontro. Sei perfettamente a tuo agio, come ad un normale meeting d’affari, mentre io dentro sono tutto agitato. Sai che la scorsa notte non ho dormito pensando che ti avrei conosciuta?”

In effetti, non provavo alcun imbarazzo. Perche' mai avrei dovuto averlo? Ho sempre pensato che questo mio impassibile modo di essere, anche di fronte a tutto cio’ che avrebbe dovuto turbarmi il sonno e che normalmente avrebbe dovuto causare trepidazione, fosse per l’abitudine che avevo fatto incontrando moltissimi uomini; una specie di corazza che. in qualche modo, m’impediva di mostrare emozioni come, ansia, agitazione, nervosismo, apprensione. Pero’, forse, c’era anche qualcos’altro di cui non mi rendevo conto e che riguardava proprio il mio essere in parte magiara; quel pragmatismo esistenziale che mi portavo dentro per cultura, cosi' estraneo a quei tratti passionali evidenti nelle donne latine.

“Quindi, le ungheresi, secondo la tua opinione, sono molto attraenti, ma poco espansive, molto meno estroverse delle donne del tuo paese. In una parola: fredde. E ti riferisci solo alla sfera delle emozioni oppure anche a quella sessuale?

“Chissa’…” continuo' con aria canzonatoria e sorridendo. “Non e’ che abbia molta esperienza in quel campo e questa e’ una cosa che andrebbe sottoposta ad una valutazione piu’ approfondita”.

“Pensi dunque che siamo belle e frigide?”

“Non credo siate frigide. Non esageriamo! Non mi piace generalizzare, pero’ ho notato che, sia tu che altre tue connazionali che ho conosciuto, vi comportate in modo diverso da quello al quale siamo abituati in Italia. Meno emotivo. Non so se realmente lo siate o se sia solo perche’ il vostro modo di essere vi porta a celare emozioni che per noi italiani sono sinonimo di passionalita’, ma se tutto cio’ e’ trasportato anche sul piano sessuale… beh… puo’ anche essere che dipenda dai vostri uomini”. Rise cercando di concludere con una battuta. “Se venite in contatto con un italiano sono certo che vi riscaldate immediatamente”.

“Interessante…” replicai cercando di restare calma, ma sentendo che il mio sangue iniziava a riscaldarsi. “Tu quindi credi che gli uomini italiani rappresentino la panacea per le donne ungheresi; che con voi possiamo riscoprire quel nostro lato passionale che teniamo celato, mentre i nostri uomini, incapaci, non fanno niente per tirarci fuori da questa nostra frigidita’ che ci attanaglia dentro. Ma sei davvero certo che ci sia qualcosa che nascondiamo, oppure, forse, e’ proprio il concetto di passionalita’ che consideriamo in modo diverso? Ti pare possibile che gli uomini e le donne ungheresi abbiano potuto vivere e sopravvivere in un contesto come quello che descrivi, cioe’ senza che le donne avessero accanto a loro un fantastico uomo latino che le riscaldasse?”

Ero sul punto di innervosirmi, lo sentivo, e non era per l’effetto del vino che di solito, invece, mi rende tranquilla e rilassata. Non era neppure per il fatto di essere stata in qualche modo punzecchiata su uno degli argomenti che piu’ mi stanno a cuore, cioe’ quel ridicolo machismo italico che sempre riesce ad irritarmi, in quanto capivo benissimo che la sua era solo una battuta. Ero nervosa, ma apparentemente tranquilla esteriormente; sentivo qualcosa che dovevo tenere compressa dentro di me, ma sapevo che, da un momento all’altro, se il discorso fosse proseguito seguendo quel percorso pericoloso, alla fine sarebbe uscita fuori.

Rivedevo in quel mio atteggiamento espressioni e modi di fare che non erano tipicamente miei, ma che appartenevano anche a mia madre, a molte mie sorelle ed amiche. Qualcosa che avevo notato persino in mia nonna. Fredde e distanti quando si trattava di mostrare atteggiamenti affettuosi in pubblico - ed in questo aveva ragione lui dicendo che era consueto per noi tenere celate certe emozioni -, ma pronte ad infiammarci qualora ci fosse una minima questione che contraddiceva la logica ed il buon senso. Era quello il nostro lato passionale che ne’ lui ne’ nessuno, se non fosse nato e vissuto in Ungheria, avrebbe mai compreso fino in fondo, confondendolo per un pessimo carattere.

Sorrisi.

“A parte la divertente nota di gallismo sul vulcano italiano in grado di sciogliere l’iceberg magiaro, che sinceramente mi pare una battuta poco divertente, venuta male o che non ho capito fino in fondo” dissi tentando di assumere in ogni modo un tono conciliante. “Perche’ saremmo fredde? Credi davvero che, qualora lo fossimo, ipotizziamolo pure, dipenda dal rapporto con i nostri uomini?”

“Ti ho detto, penso che dipenda soprattutto dall’interazione fra i due generi. Se gli uomini sono in un modo, le donne si adeguano e viceversa, creando un meccanismo che sta in equilibrio”.

Stava dicendo una cosa che pensavo anch’io. Annuii mettendomi in bocca l’ultimo cucchiaio di crema d’asparagi, resistendo alla tentazione di ripulire il piatto con la lingua. Una brutta abitudine presa da piccola quando ero totalmente alla merce’ della cattiva influenza della nonna. Un’abitudine molto maleducata per la quale mia madre mi aveva sempre rimproverata duramente e che, comprensibilmente, non avrei di certo palesato proprio in quell’occasione.

“C’e’ un proverbio che recita che ogni pentola ha il suo coperchio" dissi tornando a prestare attenzione al meraviglioso vino che accompagnava la nostra cena, bagnandomi appena le labbra ed assaporandolo con la lingua. "Se ad esempio un’amica si lega ad uno stronzo e lei, pur soffrendo per la sua situazione, non lo molla, la si giudica stupida. Lei e’ stupida perche’ sceglie di stare con uno stronzo, ma lui fa lo stronzo proprio perche’ lei e’ stupida. Credo che in generale avvenga la stessa cosa in ogni situazione che coinvolge uomini e donne. In tal modo, come noi donne ungheresi abbiamo i nostri coperchi, voi uomini italiani dovreste avere le vostre pentole”.

(Continua…)

21 commenti :

Gio ha detto...

La risposta è molto ovvia.

Una persona è fredda con chi non la emoziona, mentre viceversa si è scossi, 'non si dorme' quando è vicini a qualcosa che affascina e non si riesce a definire tranquillamente.

Ecco come avrebbe dovuto intendere la tua freddezza e la sua inquietudine (secondo me).
Non propriamente lusinghiero per l'italico ... ma credo piuttosto autentico.

Ciao Klarissima!

Lazlo ha detto...

A parte che sono curioso di sapere come va a finire, non credo che si possa fare un discorso generale. Non amo molto le generalizzazioni, soprattutto quelle legate alla nazionalità come macromondo che racchiude e fa somigliare tutti i suoi abitanti. Per certi versi può essere anche vero, perchè no, in fondo non è così strano. Ma poi ogni essere è a se stante, e riconosciuti i tratti comuni credo si debba passare oltre e concentrarsi forse sulla parte più vera. Oltre che pericolosa la generalizzazione è superficiale insomma. Ed è superficiale il discorso che ti fa riconoscere qualcuno come stupido solo osservando con chi si accompagna, o solo per ciò che è in superficie. Bisognerebbe per lo meno avere il dubbio, se non si ha la voglia di scoprire o almeno di provarci, prima di sentenziare. Il fatto è che più spesso capita di non cercare uno scambio da un incontro, ma piuttosto un tornaconto, e non ci si mette mai in gioco a gratis ma sempre puntando dritto verso l'obiettivo. Il che secondo me ti porta a perdere la parte più importante e cioè il percorso per arrivare e il dubbio di non poter prevedere nessun risultato. Insomma a me questo proverbio, inteso così, non piace mica tanto.
Ovviamente non mi riferisco direttamente ai protagonisti del racconto, non sapendo come va a finire ne ho preso solo qualche spunto.

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,

come sai io faccio fatica a commentare un racconto prima che sia concluso.

Però questa prima parte offre già delle riflessioni.

Condivido quanto detto dall'amico Lazio che le generalizzazioni sono sempre superficiali.

Dopo la caduta del muro di Berlino nel mio hotel, fuori stagione, ho iniziato ad ospitare clienti dell'Est (cechi, slovacchi, ungheresi, polacchi ecc.). Ebbene tante ragazze mi hanno detto che sono rimaste stupite nel vedere che gli italiani non sono poi tanto romantici, passionali, fantasiosi ecc. come vengono descritti all'estero.

Per contro posso dire che le ragazze dell'est che ho conoscito erano tutt'altro che "frigoriferi".

Certamente le ragazze dell'est sono più disinibite delle italiane,
ma questo credo dipenda dalla cultura cattolica che opprime l'Italia: anche le ragazze inglesi, olandesi, danesi sono più disinibite delle italiane e forse anche di quelle dell'est.

Per il resto ho come l'impressione che cenare con te sia un po' come superare l'esame da notaio: poichè non ti sfugge niente pochissimi riescono a superarlo con un voto sufficiente.

Ciao Davide

Alex ha detto...

Ciao Chiara,
voleva solo essere un pò pavone:-) stupito da ciò che più desiderava..... sbagliando.
Inoltre, e potrei dire una cavolata, quando si hanno determinate possibilità economiche è più facile pensare di potere, al contrario quando non si hanno, è più facile evitare.
Un sorriso

Luca Belotti ha detto...

Hey cool blog!
Please visit my blog and tell me what you think about. I hope you'll be one of my followers.

Bye LB
http://lucabelotti.blogspot.com

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Pochi commenti (ancora) a questo post. Forse non e' abbastanza interessante oppure, come dice Davide, si attende di leggerne la fine. Devo pero' dire che questo - come si potra' intuire - non e' un raccontino come tutti gli altri. Cerco infatti di sollevare spunti di riflessione nel corso di questo incontro con me a cena. E' ovvio che di fronte avevo una persona ben precisa - e poi non e' neppure chiaro se sia un incontro realmente avvenuto oppure una specie di artificio che mi serve a parlare di alcune cose -, ma potrebbe esserci stato chiunque, uomo o donna.
Ho cercato piu' volte, nel corso del mio "bloggare", di evidenziare determinate differenze di comportamento che potrei avere io - o una mia sorella ungherese - di fronte a precisi "stimoli". Sono sempre stata in un certo senso criticata per la mia eccessiva propensione alla generalizzazione, non si puo' comunque negare che chiunque troverebbe assai diversa un'interlocutrice, ad esempio, brasiliana, rispetto ad una giapponese. E questo e' un fatto normale perche' le diverse culture di appartenenza si evidenziano soprattutto nelle relazioni personali e nelle situazioni in cui si ha modo di fare, coscientemente, qualcosa di estremamente "naturale", come mangiare, comunicare oppure far sesso.
Forse non si sa - o almeno non lo sa chi non ha conosciuto altre realta' se non la propria, che una ragazza nata, cresciuta, educata in Russia o in Ucraina ha addirittura una diversa "mimica" quando palesa le sue emozioni, come il suo interesse, disinteresse, simpatia, antipatia o altro rispetto ad un'italiana. E questo avviene per ogni popolo. Una mimica espressiva talmente diversa che, a chi non la conosce, alcuni atteggiamenti possono apparire fuori luogo, finanche a creare situazioni imbarazzanti, oppure frustranti.
Non sto adesso a dilungarmi sui vari dettagli espressivi, sia nei gesti, che nell'intonazione della voce o nei movimenti dello sguardo che possono differire nell'affrontare la stessa identica situazione fra ragazze appartenenti a culture diverse, in quanto avro' modo con questo blog, nel tempo, di poterne elencare qualcuno, ma dovete fidarvi se vi dico che talvolta puo' accadere che qualcuno legga nei comportamenti di chi ha di fronte dei segnali che non esistono nella volonta' dell'altro, ma che sono semplicemente delle interpretazioni personali sulla base delle proprie abitudini ed in base alle controparti che appartengono alla propria cultura. E sta qui la vera importanza dell'antropologia e dello studio degli esseri umani non presi singolarmente come appartenenti ad una specie, ma calati nel contesto del proprio "mondo d'appartenenza".

Lazlo ha detto...

Non vorrei essere frainteso. Non volevo sminuire la tua analisi antropologica che, pur essendo ignorante in materia, ha una valenza che riconosco. E' vero che i luoghi plasmano il modo di essere almeno in parte, ed è sicuramente vero che due culture diverse possono fraintendersi. Quello che sottolineavo io è che bisognerebbe sforzarsi di non fermarsi li, a quel livello. Bisognerebbe, proprio perché si è di fronte a qualcosa di sconosciuto, avere l'umiltà di non fermarsi al primo sguardo. Quello che mi fa paura sono i luoghi comuni e purtroppo capita sempre più spesso di vederli applicati. I luoghi comuni sono la superficie di queste differenze culturali e quindi pericolosissimi. Il problema è che la gente sembra crederci davvero, sembra fermarsi volentieri li. Ecco allora che tanto per fare un esempio stupido, quando passa una bella ragazza con i tratti dell'est, oltre ai rivoli di bava si ascoltano sempre commenti del tipo "sarà una mignotta", "chissà chi la mantiene" e via su questi toni. Che non sarebbe nulla se uno pronunciando queste cose si rendesse conto di dire delle cazzate e le prendesse per ridicolaggini. Il problema è che ci si crede davvero! E muovere una obiezione ti fa passare per l'ingenuotto, il sempliciotto del paese, che ancora crede che le persone siano ben altro dalle etichette che si portano addosso.
E fa ancora più strano sentire questo tipo di approccio (cosa che capita ti posso assicurare) da chi l'ha sempre subito magari, e dovrebbe averne capito i meccanismi diabolici.
Magari era già chiaro o forse no, ma ci tenevo a dirlo.

rossoallosso ha detto...

se mi fossi trovato al posto di questo ipotetico lui,avrei cercato di uscire, il piu' elegantemante possibile da questo discorso nel quale, pur cercando di dimostrarti piu' polticamente corretto possibile, non fai altro che incasinarti sempre piu',specialmente se la tua interlocutrice e' direttamente intessata.
e' un argomento destinato a lasciare strascichi che possono compromettere l'esito di questo incontro galante,se di questo si tratta,e dal quale si puo'gia' ipozziare un finale.
e' un argomento interessante ,ma non in questo contesto

Lazlo ha detto...

@Rosso - In reltà il contesto non lo vedo così chiaro. Ad ogni modo, io avrei cercato di approfondirlo invece, perchè fuggire di fronte al pericolo avrebbe rovinato comunque un ipotetico contesto, di qualsiasi tipo esso sia. Al contrario approfondire, secondo me, magari con la modestia di ammettere i propri errori, avrebbe potuto rendere tutto molto più interessante. Attendiamo di vedere come prosegue..

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Gio: Una persona è fredda con chi non la emoziona, mentre viceversa si è scossi, 'non si dorme' quando è vicini a qualcosa che affascina e non si riesce a definire tranquillamente.

Ma cosa s'intende per freddezza? Se non si da' un significato omogeneo io e te potremmo intendere due cose diverse.
Come sono io, fredda oppure calda? Per gli uomini che incontro sono fredda o calda?
Nota bene che se li incontro e' perche' in qualche modo ne traggo un'emozione, altrimenti evito. Quindi il discorso che non m'interessino non si pone, in quanto qui si parla di "ricerca di momenti piacevoli e di felicita'" e non di "ricerca di accrescere il proprio conto bancario". Quest'ultima cosa sicuramente determinante per ottenere una possibilita' di miglioramento della qualita' della vita, ma non di certo il nucleo del piacere e della felicita'.
Io sinceramente non so quale immagine, chi non mi conosce dal vero, abbia di me. Se dietro questo schermo appaio fredda oppure passionale, e a dire la verita' neppure m'interessa tanto saperlo, pero' una cosa ce l'ho ben chiara e cioe' che culture diverse, essere nate, cresciute ed educate in ambienti differenti, con influenze religiose ridotte al minimo e con una mancanza di tutta una serie di freni inibitori, ci cambia dentro anche dal punto di vista della passionalita'" e della ricerca di suscitare emozioni negli altri coinvolgendoli con argomenti in perfetto stile "guarda come sono sensibile e piango per amore".
Ad esempio, difficilmente troveresti una ragazza magiara che in un incontro con un uomo gli racconta le sue disavventure amorose e sentimentali.
Cio' che per me sarebbe umiliante e dequalificante, come raccontare a chi magari incontro per la prima volta quanta pena ha subito il mio povero cuoricino calpestato ed infranto, ho notato invece che per molte donne latine e' uno dei cavalli di battaglia piu' usati.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Davide: ho come l'impressione che cenare con te sia un po' come superare l'esame da notaio: poichè non ti sfugge niente pochissimi riescono a superarlo con un voto sufficiente.

Gli esami voi in Italia li superate dal notaio? :-)
Comunque, e' questa un'altra caratteristica che, secondo me, attribuisco alla categoria di donne di cui credo di far parte - differentemente da molti che osannano l'idividualita' per non sentirsi inquadrati in categorie, infatti cerco di far passare la mia opinione per cui e' il non generalizzare a volte che non crea le condizioni per superare gli ostacoli che talvolta la vita c'impone. Fermandoci troppo a lungo a ragionare sul fatto che "tutti abbiano ragione" alla fine non si agisce e si resta fermi immersi nella cacca mentre da lontano vediamo arrivare l'onda -, io credo che il gioco della seduzione sia come un labirinto, un percorso che ti viene disegnato dall'altro e che devi riuscire a superare. Piu' intricato e', piu' quando lo si supera si prova soddisfazione. Per questo motivo, se fossi uomo, mai pagherei una donna per evitarmi la fatica di percorrere quel labirinto, anche se ho la mia idea tutta particolare sul significato che i soldi possono avere all'interno del percorso di seduzione. Un'idea che oggi non esprimero' perche' rischierei di portare la discussione da tutt'altra parte.


@ Alex: voleva solo essere un pò pavone:-) stupito da ciò che più desiderava..... sbagliando.

Forse si. Ma anche no. Il racconto non verte sul personaggio maschile, ma sul concetto di generalizzazione ed individualita' in perenne contrapposizione. Secondo me noi ungheresinin generale siamo diverse dalle italiane, come sono diversi gli uomini ungheresi da quelli italiani. Questo e' il punto.
Adesso c'e' da capire se invertendo i coperchi, entrambe le pentole funzionano allo stesso modo oppure meglio oppure peggio.


@ Luca Bellotti: Hey cool blog!
Please visit my blog and tell me what you think about. I hope you'll be one of my followers.


Hello Luca Bellotti. Thank you for your spam. By the way, about your blog I care a well loved cippa. :-))


@ Lazlo: proprio perché si è di fronte a qualcosa di sconosciuto, avere l'umiltà di non fermarsi al primo sguardo.

Lazlo, so che adesso mi odierai, ma tu credi che Pavlov avesse l'umilta' di non fermarsi davanti al primo sguardo di un cane perche' ciascun cane era per lui sconosciuto?
Ok ok... so di aver esagerato. E' una provocazione, ma chi ti dice che l'atteggiamento maschile sia per me qualcosa di sconosciuto?
Un paio di giorni fa leggevo l'ultimo post di Modesty riguardo ad un suo episodio accaduto in aereo. In certe cose mi ci sono ritrovata, eppure fra me e Modesty, dal punto di vista di carattere e di tutto, c'e' un'abisso come probabilmente c'e' un abisso fra le persone che incontro io e quelle che incontra lei. Epppure certe prevedibilita' dei comportamenti fanno si' che io riesca a vedere il mondo intorno rallentato nei fotogrammi, ed a volte mi pare di muovermi piu' veloce dei miei interlocutori.

@ Rosso: non fai altro che incasinarti sempre piu',specialmente se la tua interlocutrice e' direttamente intessata.

Volevi dire: "Specialmente se la tua interlocutrice e' una vera stronza". Poi ti sei trattenuto. :-))

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,

"Gli esami voi in Italia li superate dal notaio? :-)"

Intendevo l'esame per diventare notaio, che è uno dei più difficili che c'è in Italia.

"Per questo motivo, se fossi uomo, mai pagherei una donna per evitarmi la fatica di percorrere quel labirinto, anche se ho la mia idea tutta particolare sul significato che i soldi possono avere all'interno del percorso di seduzione."

Io invece pago perchè penso che dietro una spendida ragazza russa, polacca o brasiliana ci sono sempre tanti paolini e anche loro hanno diritto di vivere.

Ciao Davide

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Io invece pago perchè penso che dietro una spendida ragazza russa, polacca o brasiliana ci sono sempre tanti paolini e anche loro hanno diritto di vivere.

Io credo invece che non sia cosi'. A volte e' cosi' ma non sempre. Comunque non ho detto che se fossi uomo non spenderei soldi con una donna, ho detto che non li spenderei per abbreviare o rendere meno tortuoso il labirinto.
Il denaro per una donna non sempre e' uno scambio per la sua "prestazione". Magari a volte puo' anche essere in quel modo, ma potrebbe anche essere qualcosa d'altro.
La domanda che rivolgo agli uomini e' spesso: perche' quando gratifichi con le parole non lo ritieni moralmente indegno per una donna farsi abbindolare da delle sillabe, mentre non e' la stessa cosa se al posto delle lettere dell'alfabeto chiede la carta moneta?

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,


"La domanda che rivolgo agli uomini e' spesso: perche' quando gratifichi con le parole non lo ritieni moralmente indegno per una donna farsi abbindolare da delle sillabe, mentre non e' la stessa cosa se al posto delle lettere dell'alfabeto chiede la carta moneta?"

Premetto che io vado con le escort solo quando non ho un rapporto fisso con una donna. Devi capire che per un uomo il sesso è più importante che per una donna.

Però condivido il fatto che il vero rapporto con una donna non è a pagamento, ma è la conquista con la tensione e l'energia che ne conseguono.

Per il resto io non ritengo moralmente indegno il fatto che una donna (purchè libera di decidere) venda il proprio corpo.

Ciao Davide

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Per il resto io non ritengo moralmente indegno il fatto che una donna (purchè libera di decidere) venda il proprio corpo.

Davide, se si parla d'immoralita', che sempre viene tirata in ballo quando c'e' il denaro di mezzo, non e' ugualmente immorale chi si lascia conquistare con parole idiote o dalle misure di un pene?
Cioe' e' questo attribuire al denaro sempre e comunque una valenza negativa, come se SOLO col denaro si comprasse e SOLO per denaro ci si vendesse. Invece non e' cosi'. Ci si puo' vendere anche in cambio di una coccola, ma dove sta la differenza?
Sinceramente non ci vedo niente d'immorale nel farmi ricoprire di gioielli in cambio di quattro salti su un letto. Sono single, libera, non ho alcun tipo di remora di tipo religioso e sono dotata di un grande "stomaco", per cui non mi dispiace un certo tipo d'avventura. Ed il denaro e' piu' qualcosa che ha a che fare con l'autogratificazione che con il conto in banca.
Mentre invece trovo assai sporco, immorale, contrario al mio sentire un comportamento in cui una persona, essendo legata ad un'altra alla quale magari comunica ogni giorno il suo affetto, poi va in cerca di facili avventure (reali o virtuali) in cui il denaro non c'entra nulla, ma ottiene altri tipi di "moneta", come 4 paroline stupide oppure qualche centimetro di pene.

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,


"Mentre invece trovo assai sporco, immorale, contrario al mio sentire un comportamento in cui una persona, essendo legata ad un'altra alla quale magari comunica ogni giorno il suo affetto, poi va in cerca di facili avventure (reali o virtuali) in cui il denaro non c'entra nulla, ma ottiene altri tipi di "moneta", come 4 paroline stupide oppure qualche centimetro di pene."

Condivido! Credo che il tradimento (non importa se fra amanti, fra amici, fra soci ecc.) sia sempre qualcosa di vile.

Non per niente Dante infondo all'inferno ha messo proprio i traditori.

Ciao Davide

Gio ha detto...

"Hello Luca Bellotti. Thank you for your spam. By the way, about your blog I care a well loved cippa. :-))"

Super :-)

Tu non sei fredda Klara.

Tu sei incandescente, e per motivi che, secondo me, pochi sospettano.

Ma è sotto la cenere che brucia tutto: non hai l'estro quasi arrogante della fiamma, ma sei il magma che sonnecchia nel vulcano.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Davide: Condivido! Credo che il tradimento (non importa se fra amanti, fra amici, fra soci ecc.) sia sempre qualcosa di vile.

Questo e' un punto che, in molte relazioni, non viene sufficientemente affrontato. Spesso si lascia che il buon senso stabilisca cio' che e' tradimento e cio' che non lo e'. Ed e' sbagliato perche' il buon senso mio puo' essere diverso da quello altrui. I significati che si danno a qualsiasi cosa possono essere totalmente diversi. Per tale motivo ci possono essere persone che si sentono tradite da comportamenti che, per l'altro, sono normali ed onesti. Faccio l'esempio della "sincerita'" ed il fatto che una persona la esiga ad ogni costo in una relazione. Puo' essere una cosa giusta, ma a volte, se tale richiesta e' esagerata, si rischia di prevaricare l'intimita' altrui, perche' se non esiste un limite stabilito, puo' si sconfinare anche laddove una persona non vuol vedere gli occhi di nessuno. Ed e' qui che puo' scattare il meccanismo di sentirsi traditi.


@ Gio: Tu non sei fredda Klara.

Come no?
Un ghiacciolo! :-)

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,



"Puo' essere una cosa giusta, ma a volte, se tale richiesta e' esagerata, si rischia di prevaricare l'intimita' altrui, perche' se non esiste un limite stabilito, puo' si sconfinare anche laddove una persona non vuol vedere gli occhi di nessuno. Ed e' qui che puo' scattare il meccanismo di sentirsi traditi."

Condivido. Le esagerazioni sono sempre da evitare. Perchè un rapporto funzioni ci vuole rispetto, comprensione e tolleranza.

Ciao Davide

Gio ha detto...

Sarà Klara, ma se passano pochi giorni che non ti sento, mi manchi.
Possibile che mi manchi 'un ghiacciolo?

:-)

Costantino de blasi ha detto...


Shindig
PENTOLE COPERCHI E UOMINI DI VETRO
Mi ha sempre affascinato osservare le dinamiche che si sviluppano nell'interazione fra uomo e donna. Una volta questa curiosità mi induceva, non potendo rischiare la figura del guardone, a sperimentare attraverso il flirt.
Oggi che sono sessualmente appagato e meno interessato alla sperimentazione, posso dire di aver sviluppato una buona conoscenza del linguaggio verbale e non verbale che mi consente di decriptare facilmente quelle dinamiche.
L'atavica tendenza del maschio a ricercare il gesto riproduttivo è il minimo comun denominatore di una serie di comportamenti che ora possono apparire goffi, ora rozzi, a volte galanti. Per ragioni culturali che non conosco, le popolazioni maschie latine hanno sviluppato una maggior predisposizione alla galanteria e al complimento. Altre popolazioni tendono invece all'approccio diretto. Non so davvero se il regalo, la cena, i fiori, parole melense ecc. siano preferibili ad un approccio alla John Nash, il quale diceva quando avvicinava una ragazza "poiché è evidente che questa situazione è finalizzata allo scambio di liquidi organici, non è meglio se saltiamo i preliminari e andiamo dritti a letto?"
In ogni caso è per la donna molto semplice vedere attraverso l'uomo, mentre l'uomo, spesso concentrato nel "fare la ruota", ha difficoltà a comprendere se nella interlocutrice è riuscito a suscitare un apprezzabile interesse.
In ogni caso la femmina dispone in quei momenti di un enorme potere perché è dalla sua volontà che discende l'esito di un contatto.
Ancora più interessante è provare a rispondere alla secolare domanda: uomini e donne possono essere amici?
Una volta, anche per vezzo, avrei risposto negativamente richiamando la famosa scena di Harry ti presento Sally in cui Harry spiega che il sesso ci si mette sempre in mezzo, persino quando non c'è attrazione fisica, e quindi uomini e donne non possono essere amici per quel click che compromette l'amicizia.
Da maturo quarantacinquenne posso ex post invece sostenere che non solo uomini e donne possono essere amici ma che il rapporto di amicizia fra due esseri di genere diverso arricchisce entrambi molto più di quanto fanno il cameratismo maschile e la solidarietà femminile.
I miei due migliori amici sono un uomo e una donna (che tra l'altro si detestano fra di loro), eppure è con la donna che sarei più propenso a confessarmi.
Segue...

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Oggi mi sento un po' cosi'...

Oggi mi sento un po' cosi'...

Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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