sabato 9 ottobre 2010

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A cena con Klára - Donne di ghiaccio e uomini di vetro

Detesto le banalita’, i luoghi comuni, le leggende metropolitane e tutto cio’ che si basa su credenze e convinzioni mai verificate con l’esperienza diretta, e radicate dentro solo dalla presunzione di conoscere quello che in realta’ ci e’ completamente ignoto. E' in questa mia rigidita’, che non mi permette di tralasciare niente, per cui devo sempre tener conto di tutto cio’ che viene detto o fatto, che mi spinge ad organizzare ogni cosa analizzando ogni minimo dettaglio senza mai indugiare, differire, aspettare, lasciar perdere facendo finta di nulla, che forse dimora dentro di me quella proverbiale glacialita’ che, di solito, e' attribuita alle ungheresi.

Qualcuno, non ricordo piu' chi, una volta mi spiego’ che questa intransigenza, che viene in un certo qual modo resa ancor piu’ pungente ed a tratti fastidiosa dalla gutturalita’ della nostra lingua, e’ un retaggio dell’antica cultura austro ungarica sopravvissuta persino al cinquantennio comunista che ci ha lasciato questa eredita’, ma io non ci ho mai creduto completamente. In parte puo’ essere che sia cosi’, pero’ penso che si tratti anche e soprattutto di una motivazione antropologica, e che il proverbio “ogni pentola ha il suo coperchio” abbia in questo caso una sua specifica ragione ed un significato che va ben oltre a quello di un semplice detto popolare.

Nonostante la mia nota incapacita’ di saper lasciare agli altri l'ultima parola, pero’, mi rendevo conto che con  l'intolleranza stavo trasformando un incontro con una persona che aveva percorso centinaia di chilometri per conoscermi in una diatriba dialettica dannosa e priva di senso. Fu dunque il mio pragmatismo che si prese carico di farmi intuire che sarebbe stato impossibile, oltre che inutile, cercare di spiegare ad un uomo che in quel momento tutto desiderava fuorche’ un acceso confronto basato su una divergenza di opinioni, come una donna potesse essere allo stesso tempo fredda e passionale.

“Posso chiederti una cosa?” chiesi allora con tono rassicurante ed amichevole, facendogli capire che anche un piccolo screzio dialettico, se due persone in fondo provano simpatia l’una per l’altra, non compromette niente.
“Certo, chiedimi pure cio’ che vuoi” disse felice del cambio di rotta che avevo imposto alla discussione.
“Perche’ sei qui?”
“Mi piacciono le ungheresi...” rispose incrociando il mio sguardo.
“Non dovrebbero piacerti” replicai. “Se e’ giusto il ragionamento che abbiamo fatto finora, dovrebbero piacerti solo le italiane, poiche’ sono loro le piu’ adatte a soddisfare il tuo piu’ naturale modo di essere. Che cosa credi di trovare in noi che gia’ non puoi avere con le donne del tuo paese? Sei stato tu a dirmi che le donne devono comportarsi in un certo modo per essere in equilibrio con gli uomini e che gli uomini, a loro volta, devono seguire determinati percorsi per raggiungere i loro scopi, per interessarle, stimolarle, conquistarle. Anche se non lo ammetti consciamente dentro di te esistono meccanismi pronti a scattare che non puoi gestire razionalmente, che non puoi disattivare a comando, perche’ sono dettati da secoli di cultura e sottocultura che ti sono stati tramandati dai tuoi nonni, dai tuoi genitori, dagli amici e da tutto l’ambiente circostante in cui hai vissuto. Dopo un po’, dopo aver soddisfatto i bisogni biologici e di superficie, magari accarezzando un corpo che ti piace, questa freddezza magiara, adattissima agli uomini ungheresi, a te risulterebbe pesante, insopportabile, e torneresti a cercare quel che ti manca in chi potrebbe dartelo in modo piu' naturale, secondo quelli che sono i tuoi schemi, non credi?”
“Ehi…” continuo’ con un tono scherzoso. “Ma ti sei guardata intorno? Ma ti sei vista allo specchio? Come mi giro c’e’ una ragazza che in Italia sarebbe considerata una modella da copertina. Non ho mai visto tanta bellezza femminile cosi’ concentrata e tutta in una volta, la cui materializzazione stasera, posso dirlo sinceramente, e’ seduta proprio qui, di fronte a me, a questo tavolo. Brindiamo ancora al nostro incontro?”

Era carino. Di uomini italiani ne ho conosciuti un numero tale che adesso, cosi’ su due piedi, non saprei calcolare, ma devo confessare che tutti quanti, se lo desiderano e sono motivati da quella voglia tutta particolare che li contraddistingue quando una donna li attrae, riescono ad essere molto gentili e generosi di complimenti, assai piu’ degli ungheresi ai quali strappare un minimo cenno d’ammirazione e’ spesso un’impresa impossibile.

Pare che per gli uomini latini l’arte del complimento e del corteggiamento sia una materia che imparano ancor prima della grammatica e dell’aritmetica. Coscientemente so che non e’ vero, che tutto cio’ per loro e’ solo un gioco inconsapevole nel quale, forse, in modo anche un po' immaturo, si gettano senza pensarci, non rendendosi conto che, talvolta, nelle donne abituate a considerare certe manifestazioni cosi’ esplicite come serie e impegnative dichiarazioni che vanno oltre al fatto di voler passare una piacevole serata, tutto cio' potrebbe gettare il seme di una grandissima delusione. Ma in ogni caso, qualsiasi donna, ungherese, italiana o cinese che sia, di tutto questo non puo’ che esserne lusingata.

Pero’, allo stesso modo di come si mostrano gentili, generosi di parole, di lusinghe, di complimenti e di attenzioni, sono anche dannatamente prevedibili, trasparenti. Si riesce a vedere in modo chiaro cio’ che hanno in mente ancor prima che lo dicano o lo facciano. Sono uomini di vetro e non lasciano spazio alcuno all’immaginazione, al mistero, e ad un finale che non sia scontato. E come il vetro sono anche fragili. Quando si sedimenta quella loro iniziale sicurezza, spesso fanfarona, euforica ed artefatta, si rompono e vanno in mille pezzi, e per rimetterli insieme, per ricostruire un qualcosa che assomigli vagamente a come loro amano farsi immaginare, solo una donna dotata di una passionalita’ compatibile con la loro avrebbe la capacita’, la voglia e la forza emotiva per poter rimettere insieme quei pezzi. Mentre una come me, una volta che i frammenti fossero sparsi dappertutto, non farebbe neppure un tentativo per riaggiustarli; prenderebbe i cocci e li getterebbe via.

Se i discorsi sulle pentole ed i coperchi possono avere un senso, e se la generalizzazione in fondo non e’ poi quel peccato mortale che talvolta viene attribuito da coloro che, per non sentirsi inseriti in uno schema, cercano ad ogni costo di dimostrare che tutti sono diversi, ecco dove una donna magiara puo’ sentirsi diversa da un'italiana e dove l’uomo ungherese puo', senza ombra di dubbio, distinguersi dall'italiano. Poiche' solo un’italiana possiede il collante giusto per rimettere insieme i frammenti del suo uomo. Un uomo in perenne ricerca di attenzioni, di passionalita’, di esclusivita’ ed anche di quella tipica gelosia che ha tutti i tratti della possessivita' e della morbosita'. Mentre la freddezza dell’uomo magiaro, solido, infrangibile, punto d’appiglio al quale ogni donna che cerca sicurezze vorrebbe aggrapparsi, diventa motivo della sua opaca imprevedibilita', tanto che raggiungere il centro del suo cuore, portandolo al punto di esprimersi con una passione simile a quella di un italiano, rappresenta una sfida difficile se non addirittura impossibile. Ed e' proprio per questo che, quando si riesce a far breccia in lui, si ha la consapevolezza di aver raggiunto qualcosa di prezioso che non era destinato a chiunque, ma solo a noi.

Le parole uscirono dai miei pensieri quasi senza che me ne accorgessi, come se fossero la continuazione del mio ragionamento silenzioso.

“Perche’ voi italiani siete sempre cosi’ trasparenti?” Mi accorsi che poteva apparire come un rimprovero e ben sapendo come gli uomini di vetro siano anche permalosi, cercai di rimediare. “Non e’ una critica, non vorrei essere fraintesa, anzi la tua gentilezza e' squisita e mi lusinghi continuamente con questi bellissimi complimenti dimostrando che mi apprezzi. Pero’ accade spesso che riesca a leggervi dentro come se foste fatti di vetro. Anche se assumete atteggiamenti rudi, tentando di apparire meno prevedibili, si capisce subito dove volete andare a parare. Il percorso che fate nel labirinto che una donna vi disegna davanti e’ talmente palese che, chi e’ capace di disegnare labirinti, riesce sempre, a farvi procedere nella direzione desiderata”.

“Che cosa intendi dire? Che adesso stai disegnandomi un labirinto davanti facendomi andare dove vuoi tu? E chi ti dice che io non ne sia cosciente e mi lasci condurre ben volentieri?”

“Nessuno me lo dice, e non e’ questo il punto. Tu quasi non mi conosci, non sai quali intenzioni io abbia. Ti faresti davvero condurre verso l’ignoto da una donna che neanche conosci? Non temi di cadere nell’abisso, di farti del male oppure di far molto male a qualcun altro trascinandolo con te? Ma forse conti sul fatto di essere infrangibile. E' probabile che sia questa la spiegazione: credi di essere indistruttibile. Oppure sei un incosciente... in ogni caso, non sto disegnando un bel niente davanti a te. Se disegno labirinti e’ solo quando ho voglia di giocare ed in questo momento sono ancora troppo sobria per farlo. Fossi in te ordinerei una seconda bottiglia. Questa l'abbiamo gia' finita”.

Mi venne spontaneo da ridere. Il che mise in mostra che stavo mentendo sul fatto di essere del tutto sobria, ma ero davvero indecisa su cosa fare. Non avevo ancora capito bene cio’ che desideravo. Dopotutto, quello, non era uno dei miei incontri usuali. Per giocare mi piace coinvolgere sconosciuti incontrati per caso ai quali non devo raccontare niente di me, proprio perche' da me non devono attendersi altro che dei normalissimi momenti di piacere. Niente di piu'. Persone che al mattino dopo non debbano essere ne’ causa di rimpianto, ne’ di rimorso, ne' di altro. Ma in una situazione come quella, davvero, non avevo ben chiaro come comportarmi.

“E cosa ti piace delle donne ungheresi, posso saperlo?" Chiesi gustando l'ultimo sorso di kékfrankos rimasto nel bicchiere. "Hai detto che ci trovi attraenti fisicamente, ma di belle ragazze ce ne saranno anche in Italia, magari anche di piu’ adatte dal punto di vista della compatibilita’ di carattere. Noi ungheresi, lo hai detto anche tu, siamo fredde, razionali, intransigenti…”

“Magari non e’ cosi’. Forse lo dici perche’ vuoi disegnarmi davanti il tuo famoso labirinto in modo che io mi diriga in una direzione diversa da quella che porta verso la soluzione dell’enigma. Mi provochi cosicche' io accetti una sfida della quale tu gia’ conosci l’esito. So che ne saresti capace, ma sinceramente speravo che anche con me usassi le tue solite armi seduttive che ben hai fatto conoscere nei tuoi racconti. Che fine ha fatto la calda ed appassionata sconosciuta di una notte che si dona per gioco e che il mattino scompare dissolvendosi in una nuvola di fumo?”

Volevo dirgli che con lui non cercavo un’avventura di una notte, perche’ ormai quella strada non era piu’ percorribile. La conoscenza fra noi due era andata troppo oltre ed i miei compagni di gioco li sceglievo proprio perche’ erano dei perfetti sconosciuti. Ma questo non lo avrebbe mai capito. Come non avrebbe mai capito che non sarei mai stata capace di legare con un uomo di vetro. E lui lo era, di sicuro, in quanto italiano. Solo che avrebbe cercato di negarlo, convincendomi che era diverso, che non era giusto che generalizzassi e lo inserissi dentro i confini di una categoria, perche' gli uomini di vetro, come le donne di vetro, se esistono possono esistere ovunque: in Italia, in Ungheria ed in ogni altro luogo della Terra. Ma sentivo di non sbagliarmi e per scoprire la verita', per saggiare la sua reale consistenza, avrei dovuto sbatterlo per bene e a lungo.

“Mi piace affrontare volentieri quelle situazioni che le altre donne possono giudicare imbarazzanti, e quando lo faccio mi metto in gioco completamente, lo sai, ma esigo la stessa cosa anche dall’altra parte. Che io ti interessi e’ fuori dubbio e che tu sia un tipo piacevole e’ anche questo fuori dubbio, altrimenti non saremmo qui, ma vedi…" continuai imburrando la tartina e cospargendola abbondantemente di Beluga. "In vita mia ho incontrato talmente tanti uomini seriamente impegnati da saperli riconoscere subito… hanno un’aria, come dire… da sposati, capisci?”.

Fece per interrompermi, ma io lo bloccai con un cenno della mano. “Ti prego, taci! Non dirmi niente. Non dirmi che non lo sei, neanche se non lo sei. E se lo sei ti prego di non inventarmi storielle tipo “e’ tanto tempo che io e lei non andiamo piu’ d’accordo”. Qualsiasi cosa sia, in questo momento non ha importanza; riguarda solo te. Lasciami prima spiegare e forse capirai: ti chiedo solo di conoscermi meglio. Non ti chiedo altro e non chiedo che tu ricambi, facendo altrettanto con me. Se lo vorrai fare, se desidererai raccontarmi di te dopo che mi avrai conosciuta, ne saro' contenta, ma non lo pretendo. Adesso vorrei soltanto che tu possa conoscere com’e’ fatta una donna ungherese; se e' davvero fredda, insensibile, intollerante e calcolatrice come molte persone, anche a ragione, credono nel tuo caloroso paese, oppure se, per riscaldarsi, e’ giusto che ogni pentola abbia il suo coperchio”.

(Continua...)

14 commenti :

davide ha detto...

Distinta Chiara,

anch'io detesto i luoghi comuni, però non so quanto sia diffusa in Italia la convinzione che le donne ungheresi siano glaciali o frigoriferi.

A dire il vero ne ho sentito parlare soprattutto da te. So che su EF si parlava di frigoriferi ungheresi, ma credo che nessuna persona che ha un minimo di sale in testa prenderebbe seriamente le fesserie che si dicono in quel letamaio.

Come ti ho già detto io ha avuto modo di conoscere le ungheresi dal 1990 quando ho cominciato ad ospitare clienti dell'est nel mio hotel fuori stagione.

Devo dire che le donne ungheresi sono belle (le più belle in assoluto però sono le donne serbe: questo lo hanno detto più del 90% dei ragazzi che venivano nel mio hotel quando c'erano le comitive delle ragazze provenienti dall'est), però non mi sono mai sembrate fredde.

Naturalmente dare giudizi su delle ragazze che conosci solo una settimana mentre sono in vacanza è un po' superficiale.

Non so come si comportano gli uomini ungheresi, ma tutte le donne che ho incontrato io hanno sempre apprezzato i complimenti.

Comunque mi picciono i tuoi giochi di seduzione e i tuoi labirinti misteriosi.

Ciao Davide

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Devo dire che le donne ungheresi sono belle (le più belle in assoluto però sono le donne serbe: questo lo hanno detto più del 90% dei ragazzi che venivano nel mio hotel quando c'erano le comitive delle ragazze provenienti dall'est), però non mi sono mai sembrate fredde.

Sicuro che quelle donne non fossero originarie della parte della Serbia che ha nome Vojvodina? :-)
In igni caso, quello che vorrei rendere oggetto di riflessione, e' il fatto che cio' che per te puo' essere considerato passionale oppure freddo, forse per me assume tutt'altro significato.

carlos ha detto...

Vediamo tra i detti popolari...
Il diavolo fa le pentole e non i coperchi. No, questo non c'entra molto. Donne e buoi dei paesi tuoi. Questo sì, potrebbe andar bene. Vede meglio uno straniero di uno sparviero. Questo mi pare perfetto.
Poi tu sicuramente hai buoni occhi per vedere. E' vero siamo tutti diversi e io trovo meravigliosa questa diversità. Poi, se ti ho capito bene, è proprio con l'intento di generalizzare (e non ci trovo niente di strano) che parli di italiani o di italici o di italioti, con bei pizzichi di severità asburgica, comunque spesso un po' condiscendente. Come si fa con gli amici un po' scemotti ma alla fine simpatici.

Ho conosciuto donne di diverse parti d'Italia, d'Europa e del mondo. Mi piacerebbe conoscere pure qualche venusiana, ma pare non si possa. Le italiane in genere mi pare necessitino di continue attenzioni, forse è così anche per i maschietti. Comunque, non so perché, ma le nostrane nel mondo godono di buona fama e sono tenute in gran pregio. Io spesso penso che siano delle gran capricciose scassaminchia, però non disdegno. In definitiva credo che ogni pentola abbia il suo coperchio (o, perché no, i suoi), ma che questo vada al di là dell'appartenza nazionale. Le variabili sono troppe.

Mmmm, la sto facendo lunga...

Saluti

Ps: continuando a leggerti mi porterai a rileggere, in sequenza, della signora delle Camelie, di Nastasja Filippovna, di Margherita e del suo Maestro, di Krisztina. donna giusta.

mod ha detto...

mi sto prendendo una cotta da adolescente per carlos.
che palle.

:) love mod

davide ha detto...

Distinta Chiara,


"Sicuro che quelle donne non fossero originarie della parte della Serbia che ha nome Vojvodina? :-)
In igni caso, quello che vorrei rendere oggetto di riflessione, e' il fatto che cio' che per te puo' essere considerato passionale oppure freddo, forse per me assume tutt'altro significato."

Alcune, una minoranza, venivano dalla Vojvodina, ma la maggioranza provenivano da Belgrado e d'intorni.

Credo che ogni popolo abbia modi diversi di considerare cose come passionalità e freddezza. Anzi anche all'interno di uno stesso paese queste cose sono valutate in modo diverso: probabilmente tra il Trentino Alto Adige e la Sicilia queste cose sono percepite in maniera differente.

Ciao Davide

Kameo ha detto...

Se hai occasione di vedere il film "Benvenuti al Sud" ci troverai tutti quei luoghi comuni e difetti degli italici che a noi, talvolta, fanno sorridere.

Gli uomini di vetro sono fragili se sbattono contro una donna di ferro ;-)

Alex ha detto...

Cara Chiara
domanda...un uomo può permettersi di prendere un aereo, auto a noleggio, albergo e infine portarti a cena in un ristorante così di lusso solo per lo sfizio di conoscerti?
Sicuramente ne vale la pena, e non ho un minimo dubbio, però penso a tutti i tuoi proclami sulla "possibilità economica" etc etc che fine fanno? Una persona normale mai avrebbe potuto.....ecco svelato l'arcano segreto che chi ha possibilità economica ha sempre delle belle donne:-)
Conosco degli uomini di vetro, che sono tali fino alla conquista, poi diventano di marmo e di memoria molto corta, mi chiedo se anche questo è un vizio italico.
Sono curioso di sapere se è prevista una terza parte.
Un sorriso

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Alex: domanda...un uomo può permettersi di prendere un aereo, auto a noleggio, albergo e infine portarti a cena in un ristorante così di lusso solo per lo sfizio di conoscerti?

Dovrei farlo io? :-)

Sicuramente ne vale la pena, e non ho un minimo dubbio, però penso a tutti i tuoi proclami sulla "possibilità economica" etc etc che fine fanno?

Quali proclami? Non mi pare di aver fatto alcun proclama. Se qualcuno vuol offrirmi una cena indimenticabile che cosa dovrei fare? Rifiutare?
Pero' mi piace anche la pizza. :-)

ecco svelato l'arcano segreto che chi ha possibilità economica ha sempre delle belle donne:-)

E ti ci voleva il mio post per capirlo? Secondo te la Gregoracci sta con Briatore per "amore"?
E poi chi ti dice che io sia una bella donna? Potrei essere orrenda, ma se lo fossi non mi meriterei lo stesso una cena in un bel ristorante?

Conosco degli uomini di vetro, che sono tali fino alla conquista, poi diventano di marmo e di memoria molto corta, mi chiedo se anche questo è un vizio italico.

Allora hai conosciuto molti piu' uomini di me, perche' io, sinceramente, di questa tipologia non ne ho mai incontrati. Dove esercitavi? :-)

Sono curioso di sapere se è prevista una terza parte.

Si'.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Mod: mi sto prendendo una cotta da adolescente per carlos.

A causa della sequenza delle sue letture? :-)


@ Davide: Credo che ogni popolo abbia modi diversi di considerare cose come passionalità e freddezza.

E' cosi'. Ci sono comportamenti ed atteggiamenti che ad un uomo ungherese potrebbero apparire passionali, mentre un italiano potrebbe considerarli freddi. E' una questione di postura del corpo, di mimica facciale e di altri aspetti che riguardano i modi diversi che si hanno per comunicare all'interno del proprio ceppo sociale.


@ Kameo: Gli uomini di vetro sono fragili se sbattono contro una donna di ferro ;-)

In tal caso sono ANCOR piu' fragili. Anzi si polverizzano.

Alex ha detto...

Chiara scrive:
Dovrei farlo io? :-)

Anche questo è vero :-) sarebbe molto scortese e non da gentiluomo.

Quali proclami? Non mi pare di aver fatto alcun proclama. Se qualcuno vuol offrirmi una cena indimenticabile che cosa dovrei fare? Rifiutare?
Pero' mi piace anche la pizza. :-)

Giusto!!!! Vorrei aggiungere qualcosa sulle donne è cioè che un conto è ciò che DICONO di volere e un conto è ciò che PENSANO di volere; Almeno ho scoperto che esiste qualcosa dell’Italia che ti piace…la pizza.


E ti ci voleva il mio post per capirlo? Secondo te la Gregoracci sta con Briatore per "amore"?
E poi chi ti dice che io sia una bella donna? Potrei essere orrenda, ma se lo fossi non mi meriterei lo stesso una cena in un bel ristorante?

Briatore è un uomo affascinante e poi, nella vita, ognuno di noi deve fare almeno un opera di beneficenza e lui l ha fatta adottando la Gregoracci....
Vero potresti essere orrenda ma per come ti vendi meriti molto più di una cena e questo lo penso veramente:-) ecco potrei fare un opera di beneficenza anch’io :- )))


Allora hai conosciuto molti piu' uomini di me, perche' io, sinceramente, di questa tipologia non ne ho mai incontrati. Dove esercitavi? :-)

Questa è una bella domanda....ma non rispondo, la domanda è tendenziosa e mica sono così fesso che ti permetto di rubarmi il mercato!!!!!!!!

Si'.

Attendo con curiosità.
Un sorriso

mod ha detto...

to klara) a causa del fatto che mi piace quel che scrive e come lo scrive per ora.

love, mod

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Alex: Anche questo è vero :-) sarebbe molto scortese e non da gentiluomo.

Il gentiluomo non c'entra. Qui da noi esiste una discreta parita', per cui non sarebbe un problema per una donna pagare una cena ad un uomo, ma ritengo che a muoversi e a far le cose sia compito di chi si dimostra per primo interessato. Se vengo fermata per strada da qualcuno e lui pretende che lo inviti a cena, credo che sia una cosa che me lo farebbe venire sulle gonadi immediatamente. E non soltanto a me, non ti pare?


Almeno ho scoperto che esiste qualcosa dell’Italia che ti piace…la pizza.

in Italia ci sono moltissime cose che mi piacciono. A volte pero' preferirei non ci fossero "certi" italiani, ed e' una cosa diversa.
La mia avversione sta nella "nuova" cultura italica. Qualcosa che - lo dico sinceramente - non era cosi' fino a pochi anni fa. Siete cambiati moltissimo senza che ve ne siate accorti. Oppure ve ne siete accorti e, con ipocrisia, lo negate.
Di chi sia la colpa di tutto cio', io ho la mia precisa idea, ma soprattutto e' colpa di chi, pigro, non fa niente per riscattarsi.
Se gli italiani tornassero in generale ad essere cio' che erano appena 15 anni fa, allora la mia considerazione per loro sarebbe diversa. Ma credo sia impossibile perche' manca l'umilta' di ammettere la propria incapacita'.
Fra l'altro, anche la pizza l'ultima volta che ho visitato l'Italia, non era un granche'.

Briatore è un uomo affascinante e poi, nella vita, ognuno di noi deve fare almeno un opera di beneficenza e lui l ha fatta adottando la Gregoracci....

Se vuoi il mio sincero parere, lui e' un essere vomitevole - sottyo ogni punto di vista - e lei e' una gallina senza cervello. Entrambi completamente incompatibili con il mio modo di essere.

Vero potresti essere orrenda ma per come ti vendi meriti molto più di una cena e questo lo penso veramente:-) ecco potrei fare un opera di beneficenza anch’io

Le opere di beneficenza falle a chi ti pare, ma non a me.
Spero sia una battuta, la tua, ed ancora la voglio considerare come tale, ma se c'e' una cosa che non e' carina nei miei confronti - come nei confronti di ogni donna - e' quella di farmi sentire come qualcosa a cui viene concesso un favore. Dalle mie parti, solo proferendo certe parole, ti saresti beccato un sonoro "vaffa".
Vedi, quando si interagisce con culture diverse, una delle prime cose che si deve fare e' "misurare" le parole, andar per gradi, esattamente come si deve fare attenzione a mettere in bocca del cibo mai assaggiato prima. Ci potrebbe essere talmente tanta paprika piccante da mandarti la bocca a fuoco.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Mod: a causa del fatto che mi piace quel che scrive e come lo scrive per ora.


E hai dato un'occhiata anche al suo blog? :-)

Alex ha detto...

Non piace neanche a me Briatore, ovviamente la mia non poteva essere che una battuta, come battuta era quella sulle opere di beneficenza:- )

Non è questione di interagire con persone di cultura diversa, anche qui le donne “ti mandano a quel paese” se ti esprimi in un determinato modo, se lo rileggi, con calma, capirai che, "forse", era un complimento:-)

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Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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