venerdì 17 settembre 2010

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Le donne ungheresi sono davvero dei frigoriferi?

Non e’ mai semplice trattare argomenti come questo. E’ risaputo che generalizzare e’ sbagliato in partenza, ma ditemi come si puo’ rispondere ad una domanda del genere senza cadere per forza nella generalizzazione. Certo potrei rispondere semplicemente che non so come siano le ungheresi in quanto, pur essendovi nata in Ungheria, non le conosco mica tutte, ma se lo dicessi, potrei anche concludere a questo punto, e sarebbe stato del tutto inutile l’aver iniziato questo post. Inoltre, saprei di non essere del tutto sincera.

Sappiamo, infatti, che ci sono delle caratteristiche peculiari che accomunano le persone nate e cresciute in un determinato contesto sociale: comportamenti ricorrenti indotti dalla cultura e dalle abitudini diffuse un certo luogo e che sono quindi in relazione a dove si nasce, si cresce, si vive. Non si puo’ non tenerne conto e queste peculiarita’ permangono, sopravvivono fra le pieghe del carattere, anche se alla fine siamo tutti diversi poiche’ abbiamo avuto vite ed esperienze differenti, e rappresentano in ogni caso quelle piccole note della nostra personalita’ che non possono essere in alcun modo nascoste. E’ quindi naturale e persino logico che queste note riguardino anche aspetti molto intimi, come un diverso approccio nei confronti della sessualita’ che puo’ tradursi in una maggiore o minore passionalita’.


Non posso negare che le attese di un uomo italiano nei confronti di una risposta sensuale da parte di una donna siano diverse da quelle che puo’ avere un ungherese, un russo, un tedesco oppure un francese e quindi, sinceramente, posso affermare che a volte, ad alcuni maschi appartenenti a culture che possiedono un diverso approccio alla sensualita’, quella di un’ungherese possa apparire fredda, distaccata, poco interessata al sesso. Anche se non si puo’ negare che esistano le eccezioni, percio' non e’ improbabile incontrare magiare piu’ calde della piu’ passionale delle latine.

Ma generalmente e’ il contrario. Generalmente, infatti, il modo di vivere la sessualita’ per un’ungherese, e’ diverso da quello di un’italiana oppure di una russa, una tedesca o una francese, ed e’ a proposito di questo che vorrei scrivere. Lo faro’ pero’ non negando assolutamente che una donna magiara possa comportarsi in modo diametralmente opposto da come la descrivero’, e cercando di essere piu’ sincera possibile, terro’ conto del fatto che, anche se alla fine sono le scelte personali che ci portano a comportarci in un certo modo piuttosto che in un altro, non sempre riusciamo a rinnegare quel condizionamento culturale e sociale che abbiamo ricevuto e seppur generalizzare sia sbagliato, talvolta non si puo’ evitarlo.


Ad esempio, proprio ieri un’amica mi raccontava come sia una caratteristica ricorrente del sud Italia quella che lei ha denominato del “chiagni e fotti”, cioe’ il lamentarsi continuamente, piangendosi addosso per qualsiasi cosa, evitando cosi’ di affrontare i problemi ed assumersi le proprie responsabilita’. Un atteggiamento che pare sia assai diffuso. Ebbene, io non so se cio' corrisponda davvero a verita' oppure si tratti solo di una generalizzazione come quelle che anche io mi trovo spesso a fare, ma reputando quest’amica persona seria e poco propensa a cadere nella trappola dei luoghi comuni, non posso fare a meno di credere alla sincerita’ delle sue convinzioni.

Ovvio che in tutto cio’, almeno dal punto di vista in cui vorrei affrontare il discorso, non c’e’ niente di scientifico, niente di provato, niente che sia avvalorato da statistiche o sondaggi, ma si basa esclusivamente su sensazioni ed esperienze personali. Per cui cercate di prendere cio’ che scrivero’ per quello che realmente e’, vale a dire una specie di gioco, senza per forza attribuirgli una valenza antropologica.

Corrisponde dunque a verita’ cio’ che si dice delle donne ungheresi, cioe’ che non sono passionali come invece lo sono le latine, anzi sono cosi’ fredde e distaccate da essere considerate dei “frigoriferi”? Potrei a questo punto dire che, essendo anch’io ungherese, sono come me, e quindi se sono frigoriferi, allora anch’io lo sono. Pero’ mentirei. Non mi pare d’essere o di essere stata mai un frigorifero, almeno senza che ci fosse un motivo preciso per comportarmi freddamente, e sinceramente non mi pare di ricordare un solo uomo che si sia lamentato per una mia scarsa passionalita’. Anzi se mai e’ stato il contrario. Pero’, se guardiamo bene, io non sono completamente ungherese. Come dice mia madre, sono un frullato misto, ma cosi’ frullata e mista che neppure lei, che mi conosce meglio di chicchessia, riesce piu’ ad individuare quali sono i miei veri sapori. Ma sono nata e cresciuta in Ungheria, e prima di frullarmi viaggiando e vivendo altre realta’, assorbendole, facendole diventare parte della mia personalita’, ho sempre avuto ben chiari certi principi, comportamenti ed aspettative tipicamente ungheresi. Quelle cose che, se si riesce ad assaggiarmi bene, anche se mischiate a tutte le altre, possono essere ancora individuate e non sono poi cosi’ diverse da quelle di qualsiasi altra donna ungherese.

Queste caratteristiche, come dice Henry Miller a proposito di bocche, orecchie e culi, sono uniche e ben distinguibili. Sono peculiarita’ che in qualche modo sono influenzate anche dalla nostra fisicita’, che ci offre possibilita’ e capacita’ relazionali diverse da quelle di chi, ad esempio, ha caratteristiche fisiche diverse. Per questo, fin da piccole, siamo portate alla cura quasi ossessiva del nostro aspetto, e l’aspetto fisico e’ in grado, infatti, di modificare il comportamento delle persone. E talvolta tutto cio' avviene in modo cosi’ “silenzioso” e naturale che neppure ce ne rendiamo conto. Ma i comportamenti si plasmano in modo diverso anche a seconda dell’ambiente e del substrato culturale nel quale si cresce, si matura e si vive. Per questa ragione, come e’ appunto probabile che al sud Italia sia diffuso l’atteggiamento del “chiagni e fotti” - che nel mio Paese sarebbe del tutto inconcepibile - e’ altrettanto probabile che in Ungheria, sia gli uomini che le donne abbiano un diverso modo di comportarsi nelle relazioni interpersonali, soprattutto quelle amorose e sessuali, da quello che magari e’ normalita' nella penisola italica.

Fra genere maschile e femminile esiste difatti un rapporto biunivoco: il comportamento della donna influisce sul comportamento dell’uomo e viceversa. E’ in tal modo che il “meccanismo” emotivo, amoroso e sessuale funziona. Come gli ingranaggi di un orologio, ogni rotellina gira cosi’ da far ruotare tutte le altre che sono fabbricate, calibrate e programmate affinche’ quel particolare orologio funzioni. Ma cosa avverrebbe se in un orologio italiano venisse inserita una rotellina di un orologio ungherese, che non e’ adatta a quel meccanismo ma ad un altro? Facilmente le cose non funzionerebbero o, nel caso funzionassero, forse l’orologio non segnerebbe l’ora giusta, oppure qualora lo facesse si tratterebbe di autentica fortuna.


Ecco perche’ un uomo italiano o in ogni modo chi e’ abituato ad un altro tipo di femminilita’ piu’ passionale, magari che chiagne e che fotte di continuo, trovera’ nel relazionare con un’ungherese qualcosa di diverso; una donna piu’ distaccata, che piagnucola meno e che non e’ abituata cadere dentro alla trappola dei meandri mentali dei tira e molla senza fine, in cui una porta chiusa non e’ mai chiusa veramente e dove un no spesso vuol dire si’ e viceversa. Una donna che, per questo suo carattere potrebbe essere anche interpretata come gelida, menefreghista, che si emoziona di meno, e soprattutto poco incline a credere ai discorsi inconcludenti con i quali i tanti uomini latini abbindolano le loro femmine.

Se tutto cio’ significa che una donna cosi’ e’ un frigorifero, allora le ungheresi lo sono veramente ed anche io lo sono, perche’ se c’e’ una caratteristica molto diffusa che ci contraddistingue e’ che non temiamo l’abbandono, non ci fa paura la solitudine, e non abbiamo problemi a disfarci di un rapporto quando le cose non vanno. Prima di tutto perche’ sappiamo che dietro l’angolo esiste sempre una nuova possibilita’ e qualcuno che potra' apprezzarci, poi perche’ fa parte proprio di un’aspetto della nostra personalita' che altrove e’ poco compreso e coltivato, che per noi e' importante come lo e' la cura del nostro corpo e la salute, e che si chiama “autostima”.


Per questo motivo difficilmente saremo succubi delle emozioni incontrollate quando si trattera’ di valutare la qualita’ del rapporto sentimentale che stiamo vivendo. Ed un uomo potra’ arrivare a forzare in ogni modo la situazione, cercando di convincerci con ogni mezzo, facendo appello ai sentimenti ed anche alla sua capacita’ amatoria, ma se le cose non funzionano in cio' che per noi e' essenziale, non esiste niente che puo' farci recedere dalla nostra decisione, anche se dolorosa. E, senza alcun rimpianto, la porta una volta chiusa restera' chiusa per sempre, senza troppi tira e molla, perche’ un insegnamento che s'impara fin da piccole e’ che quando una tazza si rompe, la si potra' rimettere insieme e servira' per berci il the, ma sara’ sempre una tazza rotta e piena di crepe. Ed una donna ungherese non ama molto tutto cio' in cui sono visibili troppe imperfezioni.

Infatti, anche se la passione e' importante, e’ spesso su altro che basiamo la scelta del partner, perche' ogni cosa per noi deve essere dosata con la giusta misura, e sappiamo bene che la troppa passione alle volte porta con se' l'irrazionalita', la gelosia, l'incomprensione e le relazioni a non funzionare. E se una relazione non funziona, e’ molto meglio chiuderla subito per ricostruirne un’altra, magari meno passionale, ma che forse ha migliori possibilita’ di successo sul lungo periodo, perche' ad un certo punto della vita la passione, e' inevitabile, si affievolisce e se mancano altri presupposti, quelli sui quali deve essere costruita la solidita' di un'unione ed una famiglia, allora tutto crolla quando non si ha piu' l'eta' per ricominciare. E’ fondamentale comprenderlo questo punto, perche’ sta proprio in questa diversa concezione del rapporto con il partner che si annida quell’aspetto che a molti fa dire che la donna magiara sia una specie d’animale a sangue freddo.

24 commenti :

Dama Nera ha detto...

Ciao! Mi piace il tuo blog! Sei ungherese? Io sono svizzera, e sto scrivendo un romanzo dark-fantasy ambientato in Irlanda con un personaggio rumeno :o) Se ti va passa a trovarmi!

davide ha detto...

Distinta Chiara,

personalmente la mia conoscenza delle ungheresi si basa principalmente sulle mie frequentazioni di escort. Da questo punto di vista non mi sembra che le unguresi siano più frigoriferi delle russe, delle slovacche o di altre ragazze dell'est. In genere le ungheresi sanno fare il loro lavoro con molta professionalità. Naturalmente è chiaro che in quel ruolo recitano, ma ogni puttaniere serio sa che le escort sono pagate per questo: solo un fesso può pensare che un'escort si innamori del primo che passa.

Naturalmente non dico certo che tutte le donne sono uguali. Per esempio le brasiliane e spesso le sudamericane sono più espansive delle donne dell'est in generale.

Ciao Davide

Alex ha detto...

Ciao Chiara,

per me è una questione di educazione familiare, solo parzialmente può incidere l'ambiente circostante di nascita.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

per me è una questione di educazione familiare, solo parzialmente può incidere l'ambiente circostante di nascita.

E non si tratta forse della stessa cosa?

Comunque anche se l' etnia puo' influire nelle relazioni con l'altro sesso per il fatto genetico legato alla fisicita', in quanto se i tratti fisici di una persona rispecchiano il modello estetico che domina, e cioe' la persona e' ammirata e corteggiata, questo puo' anche modificare il suo comportamento rendendola piu' sicura di se', quindi meno inibita, e' soprattutto un fatto culturale che rende una persona disinibita o inibita, come e' stata abituata a considerare, la nudita', ad esempio, e se e' cresciuta in un ambiente con i tabu' ridotti al minimo piuttosto che in ambienti dove la piu' piccola manifestazione legata al sesso viene demonizzata.
Ma essere disinibite significa essere passionali?

Alex ha detto...

Puoi vivere in un contesto familiare parlare di sesso provoca disagio, quindi, nonostante una cultura aperta ne può risentire.

L’aspetto estetico può renderti sicuramente più sicuro/a della tua bellezza nei confronti degli altri, ma, per sentirsi meno inibiti, devi trovare una persona che ti renda libera/o di esprimerti.
Disinibite non significa assolutamente essere passionale.

davide ha detto...

Distinta Chiara,


"Ma essere disinibite significa essere passionali?"

Non necessariamente. Conosco persone disinibite che non sono passionali e viceversa.

Ciao Davide

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Alex: parlare di sesso provoca disagio, quindi, nonostante una cultura aperta ne può risentire.

Mah...
Sei per caso uno psicologo per affermarlo?
Ti assicuro che da noi la nudita' non rappresenta un problema, e con i bambini i genitori - se sanno come farlo - parlano anche di sessualita' senza farsi troppi scrupoli, esattamente come e' stato insegnato a loro dai genitori. Eppure, non mi sembra di vedere in giro tanta gente che gira con lo sguardo allucinato, lo scolapasta sulla testa ripetendo di continuo "il mattino ha l'oro in bocca". :-)
Io credo quindi che sia proprio questo il modo giusto, cioe' parlare ai bambini in modo chiaro, semplice e diretto, rispondendo ad ogni domanda che fanno, senza inventarsi fiabe per far credere loro che nascono sotto al cavolo o, peggio, rimproverarli dicendo che certe cose le sapranno da grandi.
Forse e' per questo motivo che siamo diverse dalle donne latine, le quali vengono spesso cresciute da genitori che demonizzano tali argomenti?
Io credo di si'. E credo anche che questa educazione influisca anche sulla nostra "razionalita" nell'affrontare i giochi sessuali da adulti ed anche sulla facilita' con cui si affrontano mestieri e professioni come la porno attrice o la prostituta senza porci troppi problemi morali.
Tieni conto pero', che come siamo educate noi donne, lo sono anche gli uomini. Ed e' per tale motivo che in Ungheria i "morti di figa" - come li chiama un'amica - sono una specie quasi inesistente.


@ Davide: Non necessariamente. Conosco persone disinibite che non sono passionali e viceversa.

Esattamente cio' che credo anche io. Anzi, secondo me e' proprio il contrario: chi e' piu' passionale, alla fine risulta essere anche piu' inibito/a.
La disibinizione passa dalla razionalita', e piu' si considera il sesso come un fatto naturale, normale, in bel gioco e non qualcosa che assomiglia ad una droga o ad una dannazione, piu' se ne prende padronanza e certe pratiche non ci sembrano, poi, neppure cosi' tanto "proibite".

davide ha detto...

Distinta Chiara,

"Forse e' per questo motivo che siamo diverse dalle donne latine, le quali vengono spesso cresciute da genitori che demonizzano tali argomenti?"

Quello che dici era vero in passato, ma ora mi sembra che anche nei paesi latini non si demonizzi più il sesso.

Io vedo che i ragazzini oggi fanno sesso liberamente senza che i genitori dicano nulla (io ho dei nipotini sedicenni e diciassettenni che si portano le ragazzine a letto quando vogliono senza nessun problema).

Quello che manca in Italia è l'educazione sessuale insegnata nelle scuole.


Ciao Davide

Chiara di Notte - Klára ha detto...

io ho dei nipotini sedicenni e diciassettenni che si portano le ragazzine a letto quando vogliono senza nessun problema)

Dubito che, se i tuoi nipoti fossero femmine invece che maschi, godrebbero della stessa permissivita'.
In ogni caso, forse in Trentino, ed ina grande citta' le cose stanno come dici tu. Potresti dire la stessa cosa dell'Italia meridionale o delle zone rurali?

davide ha detto...

Distinta Chiara,


"Dubito che, se i tuoi nipoti fossero femmine invece che maschi, godrebbero della stessa permissivita'.
In ogni caso, forse in Trentino, ed ina grande citta' le cose stanno come dici tu. Potresti dire la stessa cosa dell'Italia meridionale o delle zone rurali?"

La nipote che ho è più grandicella, ha 23 anni, ma quando aveva dicessette anni godeva della massima libertà.

Però è vero quello che dici che in alcune parti dell'Italia (al sud soprattutto) l'emancipazione non è ancora compiuta. Non tanti anni fa al sud esisteva ancora il matrimonio riparatore e il delitto passionale.

Ciao Davide

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Fra l'altro c'e' un'interessantissima discussione in corso su OkNO, fra una zingara a caso e un demente razzista.

http://oknotizie.virgilio.it/info/11b04a0c0209eb80/le_donne_ungheresi_sono_davvero_dei_frigoriferi_.html

Alex ha detto...

Era solo il mio pensiero. Se ero psicologo sarei già impazzito nel provare ad analizzarti:-)

Non so chi ti ha raccontato che da noi si racconta di cicogne e cavoli, forse 40 anni fa, i ragazzi di oggi sono molto disinibiti e conoscono la sessualità, forse non sanno cosa sono cicogne e cavoli:-)
Per poter dire come ci si comporterebbe con i propri figli, nel bene e nl male, prima si dovrebbe essere genitori.

ps Chiara ti conosco da 3 anni e mai mi hai offerto qualcosa, mentre al primo sconosciuto subito un bicchiere del tuo raro tokaj, questa è la differenza tra chi sa conquistare le donne e chi no(:

L'unica cosa che ho capito è che dovrei trasferirmi in Ungheria:D

Chiara di Notte - Klára ha detto...

i ragazzi di oggi sono molto disinibiti e conoscono la sessualità, forse non sanno cosa sono cicogne e cavoli


Se parlassi di ragazzi allora potrei dire che da noi a 12 anni sanno gia' tutto, e non e' infrequente che 12-13-14enni, maschi e femmine, stiano completamente nudi, sulla spiaggia oppure nel cortile. Infatti da noi ci si abitua alla nudita' come un fatto naturale. Ma io non parlo di adolescenti, parlo di come si educano i bambini a 5-6-7 anni.

Alex ha detto...

Secondo te, da noi. quando arrivano alla conoscenza sessuale?


Dipende dalle famiglie ma, negli anni, si è accellerata questa diminuzione della conoscenza sessuale, cosi sembra a me!!!

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Dipende dalle famiglie ma, negli anni, si è accellerata questa diminuzione della conoscenza sessuale, cosi sembra a me!!!

Bene.
Allora fra una generazione o due avrete la stessa situazione ungherese per quanto riguarda la liberta' sessuale, dato che da noi non si e' iniziato adesso, ma e' sempre stato cosi', che io mi ricordi. :-)

Alex ha detto...

Forse per quello gli uomini non vi trattano come principesse quali siete:-)

davide ha detto...

Caro amico Alex,

"ps Chiara ti conosco da 3 anni e mai mi hai offerto qualcosa, mentre al primo sconosciuto subito un bicchiere del tuo raro tokaj, questa è la differenza tra chi sa conquistare le donne e chi no(:"

Ma ti sei chiesto quale polverina Chiara avrebbe messo in quel bicchiere del tokaj?

Ciao Davide

J.T. ha detto...

Ciao Davide, scusa se mi intrometto, ma credo che Chiara non rovinerebbe mai un Tokaj ungherese con qualche polverina, troppo tempo e fatica per rovinarlo così:-) e poi, non mi sembra la tipa:-) o mi sbaglio? e aggiungo, perderebbe un ammiratore e con la penuria di uomini, anche se "millanta" una lunga coda:-))) speriamo non legga altrimenti passo dai 208 anni di attesa ad almeno 416(:

J.T. ha detto...

Per quanto riguarda le donne ungheresi, non ne conosco una, ora non so se sia un bene o un male....

L'unica è Chiara che:
1. non accetta colazioni, pranzi o cene;
2. impossibile da contattare in qualsiasi altra forma che non sia il blog;
3. sembra di origine veneta /ligure non chiama neanche se la telefonata è a carico del mittente sarà mica che ha paura di consumare il telefono????

Alex ha detto...

Davide:"Ma ti sei chiesto quale polverina Chiara avrebbe messo in quel bicchiere del tokaj?"

Posso immaginare:-)

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ JT: 2. impossibile da contattare in qualsiasi altra forma che non sia il blog

Questa affermazione e' errata.

J.T ha detto...

Vero!!!!!
esiste un altro modo:-)))
non credo ce ne siano altri oppure si????
buon anno:-)

Chiara di Notte - Klára ha detto...

non credo ce ne siano altri oppure si?

Che sono? Un giochino per computer in cui si devono raggiungere dei livelli stabiliti?
Se ce ne sono, (e non e' detto ce ne siano) sta a te scoprirli.

J.T. ha detto...

Non ti vedo giochino, ma se lo eri, avrei fatto di tuto per provare a vincerti:-)

ah si ci devo provare? lo farò!!!

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Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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