lunedì 13 settembre 2010

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Dopocena con Irina

La donna russa seduta dall'altra parte del tavolo sa perfettamente quanto le costa questa cena, almeno dal suo punto di vista. Per essere certa di piacere e di essere ammirata, ha passato almeno due ore davanti allo specchio per prepararsi, depilarsi alla perfezione e truccarsi, cinque ore in giro per negozi per scegliere le scarpe giuste, tre giorni per trovare un vestito adeguato e sei giorni di dieta per entrarci dentro alla perfezione. Aggiungeteci quello che ha speso per la pedicure, la manicure ed il parrucchiere ed avrete ben chiaro che questo appuntamento e’ assai vicino a qualcosa che assomiglia ad un evento da un milione di euro. Seppiatelo. Quindi, con tutti quei preparativi, e’ impossibile che lei non si senta terribilmente in credito nei vostri confronti, e si attenda che, oltre ad ammirarla, le consentiate anche ogni suo capriccio. E come il protagonista del romanzo di J.D. Salinger, “Il giovane Holden”, accuratamente osserva: "Se una ragazza e’ cosi’ attraente quando ti incontra, chi se ne frega se e’ arrivata in ritardo? Nessuno."

Bene, i piani di battaglia per la notte sono stati preparati, entrambe le parti hanno schierato le loro armi sul tavolo: voi la vostra carta di credito, lei la sua bellezza. A questo punto del gioco non ci puo’ essere piu’ alcuna discussione per quel che riguarda il denaro, vale a dire il costo della cena. Quindi scordatevi di poter fare “alla romana” al momento del conto. Non siete a Roma e Irina non e’ abituata ad uscire a cena con dei pezzenti che non possono permetterselo. Pero’ se ve la sentite ed avete coraggio, potete provarci…

L’unico risultato che otterrete, statene certi, e’ che lei vi fara’ capire che non e’ quello il modo di trattare una signora ed e’ praticamente garantito che non la rivedrete mai piu’. Per questo motivo, questa indimenticabile esperienza di invitare una donna russa come Irina a cena, e’ consigliata solo a chi potra’ contare di avere con se’ l’intera collezione delle sue carte di credito - bronzo, argento, oro, platino, doppio platino. Si’, portatele tutte e non dimenticatevi del libretto degli assegni, che’ non si sa mai. Forse, per punirvi per tutto il lavoro, il tempo ed i soldi che ha speso per questo appuntamento, ordinera’ piatti cosi’ costosi da farvi venire dei dubbi sulla vostra reale capacita’ di riuscire a pagare il conto e, indipendentemente da quanto sia snella ed in forma, ordinera’ cosi’ tanto cibo da sostenere l’intero esercito russo per una settimana. Tanto che non riuscirete a spiegarvi come mai fra le donne russe ce ne siano pochissime che sono obese nonostante abbiano un tale appetito.


Bene, e questo vi porta inevitabilmente a porre la domanda se le donne russe siano o no materialiste. Si’, certamente lo sono. Come lo sono tutte donne. Non e’ infatti possibile pensare ad un solo posto al mondo dove la vista di un centro commerciale non causi palpitazioni cardiache nelle appartenenti al genere femminile. Tuttavia, considerato il fatto che alle donne russe sono stati negati sette lunghi decenni di shopping compulsivo, cio’ ha certamente avuto un piccolo effetto sul loro modo di apprezzare le cose terrene. E’ per questo che spendono la maggior parte del loro reddito in profumi e vestiti, e da cio’ si comprende anche il motivo della massiccia quantita’ di negozi a Mosca specializzati nella vendita di tali articoli.

Adesso immaginiamo che la cena sia stata un successo, che il tempo trascorso a parlare e a guardarvi negli occhi sia stato il piu’ bello che abbiate mai passato, sia voi che Irina, e che sia arrivata l’ora darvi la buonanotte… in un modo o in un altro. In primo luogo, anche se la metropolitana e’ un metodo di trasporto assai conveniente e sicuro nella capitale - cosi’ come lo e’ anche nelle altre citta’ della Russia -, e’ meglio che investiate gli ultimi spiccioli che vi sono rimasti in un taxi. Irina e soprattutto i suoi piedi doloranti dentro quelle scarpe dai tacchi altissimi, apprezzeranno il pensiero. Naturalmente, per tutta la durata della corsa vi domanderete: “Che cosa succede dopo?” Poi inizierete a pensare a tutte quelle storie di sesso selvaggio di cui sono capaci le donne russe. Storie che avete letto nei vari giornalacci, in internet oppure che avete sentito raccontare da qualcuno dei vostri amici. Ma e’ vero cio’ che si dice delle donne russe? E’ davvero piu’ facile per un uomo andare a letto con una donna in Russia che in altri luoghi? Dato che voi siete dei gentiluomini, non forzerete la mano per verificarlo e lascerete che la delicata questione venga risolta permettendo che sia proprio Irina a decidere…


Ma sarete in grado di assecondare la sua decisione, anche se questa sara' contraria ai vostri desideri? Saprete controllarvi se, arrivati a casa sua, lei non vi offrira’ di entrare? Riuscirete a non cedere alla tentazione di saltarle addosso cercando di metterle le mani dappertutto? Questo non fa parte dell’oggetto di questo post e, come in ogni rappresentazione che si rispetti, a questo punto conviene andare in dissolvenza, pero’ qui torniamo alla domanda iniziale: cosa vi attendete da una donna russa? Cosa cercate in lei? Cosa pensate possa darvi? Sesso? Gratificazione? Felicita’? E’ possibile che possiate avere tutto cio’ al primo appuntamento senza che abbiate a che fare con una prostituta, ma con una donna che normalmente ha accettato un vostro invito a cena?

Come ho detto piu' volte, esistono sempre le eccezioni, ma se vi fidate di me che conosco abbastanza bene questo argomento, posso dirvi sinceramente di “no”. O forse si’… ma dovreste essere molto fortunati, almeno quanto possiate esserlo in qualsiasi altra parte del mondo, perche’ una donna russa non puo’ assicurarvi tutto quello che desiderate piu’ di quanto possa farlo una donna italiana, ungherese, tedesca o spagnola.

Se parlaste con un mio amico che ha vissuto in Russia per molti anni, lui sosterrebbe che le donne russe sono estremamente belle ed intriganti, ma mai contente, mai del tutto disinteressate e sono molto calcolatrici. Per la loro mente un uomo dovrebbe essere una specie di frullato misto fra la creativita’ e l’impulsivita’ di Vladimir Vysotsky, la ricchezza di Bill Gates, e la prestanza fisica di Arnold Schwarzenegger. E’ in base a cio’ che il mio amico afferma che questo e’ semplicemente troppo da gestire per qualsiasi uomo. Nessuno puo’ vivere costantemente in questa contraddittoria e penalizzante aspettativa che lo fa sentire perennemente come un fallimento. Percio' c’e’ chi inizia a bere, chi diventa un puttaniere incallito oppure trascorre il tempo a fissare piattamente le cose intorno a se’. In pratica pare che le donne russe siano estremamente esigenti e perfezioniste, non solo con se stesse, ma soprattutto con i loro uomini che alla fine diventano dei frustrati, e non e’ la prima volta che sento quest’argomentazione contro di loro.

Nel film “Batman, il cavaliere oscuro”, c'e’ una scena in cui Bruce Wayne si presenta a cena con la prima ballerina del Balletto di Mosca. Sebbene la donna parli per non piu’ di dieci secondi, quello che dice e’ sufficiente a provocare, oltre che una certa ilarita’, anche una piccola riflessione su cio’ che il mio amico afferma. Parlando della triste condizione in cui versa Gotham City, ad un certo punto la donna rimprovera bruscamente gli ospiti a tavola per il fatto di vivere in una citta’ simile: “Come si possono allevare dei figli in una citta’ come questa... sto parlando di una citta’ che idolatra un vigilante mascherato." Ecco che in questa frase si riconosce immediatamente la donna russa descritta dal mio amico: l'impossibile perfezionista che gli uomini amano oppure lasciano. Ma se il perfezionismo e’ la cosa peggiore che puo’ essere detta a proposito delle donne russe, dato che nonostante cio’ sono assai ammirate e desiderate, posso solo supporre che questo non sia propriamente un difetto.


Ma adesso permettiamo che sia Irina a concludere, a dire come la pensa, magari mentre riflette se sia o no il caso di continuare la serata con voi…

- Con una falce in una mano e balalaika nell'altra? Mi viene un po’ da sorridere, anche se questa immagine e’ parzialmente vera in quanto la versatilita’ e’, infatti, la caratteristica principale di noi russe. Possiamo tenere la falce e il martello, ma al tempo stesso cio’ non c’impedisce di avere una perfetta manicure, essere delle accademiche e preparare la cena. In un primo momento, dunque, potreste sostenere che noi donne russe, ad esempio, non siamo altro che strumenti adeguati per sopravvivere in una carestia, ma poi subito dopo potreste anche dire che mai vi sareste aspettati di vederci cosi’ adatte al ruolo di modelle. Pero’ non e’ una contraddizione. Una donna con una falce puo’ in ogni caso essere femminile, e con questo non voglio confondere la bellezza con la femminilita’, perche’ non e’ cosi’. Una donna puo’ essere estremamente femminile anche senza essere attraente.

C’e’ anche una citazione di Nikolay Nekrasov, che in Russia e’ molto popolare, che ci descrive molto bene e dice che una donna russa "puo’ fermare un cavallo al galoppo e camminare in una casa in fiamme". E per quanto riguarda le capre ed i lamponi, adesso posso confessare che, se proprio si vogliono usare degli stereotipi, si puo’ tranquillamente cambiare la capra con una mucca, perche’ ogni ragazza russa romantica, normalmente, mungerebbe le mucche alle quali di solito confida anche i suoi segreti, mentre la capra finirebbe per essere confusa con il fratellino che, nei racconti popolari russi, viene sempre trasformato in una capra da una strega, e dubito che una russa mungerebbe suo fratello. Ed infine, basta con questa storia del "malinka, malinka moja!" Invece di raccogliere lamponi, la vedrei meglio a raccogliere patate.

Quindi, si puo’ ipotizzare che le donne russe siano appena piu’ numerose delle falci e dei martelli, ed anche delle capre ed dei lamponi. Una donna che ho ammirato molto ne e’ stata un esempio perfetto. Era a capo del laboratorio che ispezionava le strutture di depurazione delle acque in gran parte della Russia europea. Si e’ avventurata per anni con gli stivaloni di gomma in mezzo a torbiere e paludi, ma allo stesso tempo era nota per avere i vestiti piu’ alla moda della citta', che faceva con le proprie mani perche’, a quel tempo, solo poche persone potevano permettersi di comprare vestiti decenti nei negozi.

Le donne russe di oggi, se proprio devo generalizzare, sognano di diventare come le casalinghe americane degli anni ‘50 del film "Mona Lisa Smile", ma contemporaneamente ne sono spaventate perche’ sopraffatte da questa malattia: l’amore ossessivo per tutto cio’ che e’ occidentale. Per cui vorrebbero comportarsi come le ragazze di “Sex and the City”, ma sostanzialmente non riescono a farlo. Si rendono conto che non possono essere indipendenti dagli uomini, non tanto perche’ non possono sopravvivere senza di loro, quanto per il fatto di essere cresciute con l'idea che una donna debba sempre avere un uomo e che quella sia l’unica relazione “naturale” davvero possibile. Quindi, non possono immaginarsi una vita senza un uomo forte al loro fianco.


Forse questo modo di pensare si rifa’ ad un antico libro russo del sedicesimo secolo intitolato “Domostroi”, che letteralmente vuol dire “costruzione della casa”, intesa come ambiente in cui vive la famiglia. In pratica si tratta un codice che insegna come far funzionare la casa e la famiglia, in cui e’ specificato come la moglie dovrebbe comportarsi: modesta, crescere i figli, e rispettare suo marito obbedendogli sempre. Alcune clausole stabiliscono anche che un uomo puo’ battere una donna. Naturalmente, oggi nessuno piu' e’ d'accordo con quanto scritto in quel libro, anche se in Russia e’ ancora ampiamente sentito il detto: "Se un uomo colpisce una donna, vuol dire che la ama."

Il quadro che viene dipinto e’ quindi solo di un tipo, ed e’ quello che definirei “della donna Rublёvka”, quella che non dice mai “spasibo” e va in giro con la sua borsetta di Chanel. Ma quando si parla della sua "femminilita’", ci si dovrebbe concentrare di piu’ sulla sua grazia, sulla sua postura, sul modo in cui si muove e parla, sul suo portamento e non certo sui ristoranti alla moda che frequenta.

Oggi, le donne russe sono considerate fra le piu’ belle del mondo. Come ho detto, la falce e la balalaika sono immagini parzialmente vere, perche’ una donna russa puo’ salvare una vita in una trincea e costruire ferrovie, ma nello stesso tempo, nella sua anima e’ debole, fragile, persino ingenua, in ricerca perenne del suo principe. Ed anche se c’e’ un valido motivo per sostenere che sognano un mix di Vladimir Vysotsky, Bill Gates e Arnold Schwarzenegger, non vedo in cio’ alcunche’ di particolarmente tremendo. In Occidente gli uomini non sognano forse un ibrido fra Angelina Jolie, Charlize Theron e Megan Fox? Ma non e’ detto che certi sogni debbano per forza avverarsi...

Molti uomini occidentali, che hanno scelto di avere una storia con una donna russa, o comunque proveniente dall’est Europa ex sovietica, sono innanzi tutto colpiti dalla sua versatilita’ in combinazione con un’evidente avvenenza. Ed e’ innegabile, ed anche comprensibile, il loro entusiasmo. Abbiamo certamente anche noi i nostri difetti, ma siamo fondamentalmente donne meno complesse, senza tutte quelle paturnie con le quali i suddetti uomini devono fare i conti relazionando con le loro connazionali. Soprattutto ci vedono dolci, sincere, amorevoli e molto mature. Alcune delle mie amiche piu’ care hanno trovato i loro compagni fuori dalla Russia: in Italia, Francia, Germania, Svizzera, Belgio, Svezia, Stati Uniti. Non siamo affatto esigenti come qualcuno ci descrive, anzi siamo definitivamente molto realistiche. Infatti, non credo che quegli uomini che hanno scelto di avere una di noi come compagna stiano nuotando nelle carte di credito doppio platino. Molte di queste mie amiche, fra l’altro, hanno studiato all'universita’ e se avessero continuato a vivere in Russia, potevano anche contare su una discreta carriera, ma ora sono felici di costruire una vita insieme alla persona che amano indipendentemente dal fatto di aver rinunciato ai frutti di quegli studi. Anche perche’ in Russia, oggi, le donne in carriera non sono realmente ben viste dalla gente, ed il vero motivo e’ che, se hanno bisogno di competere aspramente con gli uomini, come negli affari oppure nella politica, beh… questo significa che non hanno avuto successo nella loro vita privata, e non hanno trovato l’uomo giusto.

Penso che ci sia una personalita’ che veramente rispecchia l’ideale di donna russa, e la si puo’ trovare in Tatiana dal poema classico di Pushkin, "Eugenio Onegin". Tatiana ha tutte quante le qualita’ tipiche ed il modo in cui dovrebbe essere la "pura" donna russa: e’ romantica, vulnerabile, sincera e disposta a sacrificare qualsiasi cosa per il suo vero amore.

Negli ultimi anni, pero’, tormentate da una serie di fattori esterni, cosi’ come da uomini disonesti, deboli ed indecenti, le donne russe sono generalmente diventate meno aperte, piu’ sospettose, meno felici e forse piu’ disperate. Oltre a cio’ ci sono moltissime riviste dedicate al mondo femminile che non fanno altro che suggerire comportamenti per come essere piu’ bastarde possibile, insegnando i metodi piu’ subdoli per catturare l'uomo giusto, e tutte le bugie che devono essere raccontate, trasformando in questo modo l'intelletto naturale femminile in qualcosa di sporco e di certo non apprezzabile. E quando gli uomini leggono questi suggerimenti, e lo fanno, restano inorriditi nello scoprire in quali grinfie potrebbero capitare. Ma la realta’ e’ diversa. Anche questa della “femmina bastarda” e’ un’immagine distorta e non veritiera. Come ho detto prima, il vero amore e’ molto importante per ogni donna russa e nonostante sia debole e vulnerabile, il suo istinto sara’ quello di seguire il suo uomo e condividere con lui tutto quanto. Anche cio’ che moralmente a molta gente potrebbe apparire non edificante.



Ecco, siete giunti al termine del tragitto in taxi. Onestamente non conosco le intenzioni di Irina per il dopo cena; se v’invitera’ a seguirla oppure se vi salutera’ castamente e si defilera' lasciandovi li’ con tutto il vostro bagaglio di desiderio. In ogni caso, se volete davvero sapere com’e’ una donna russa non lo scoprirete mai semplicemente incontrandone una per una notte, neppure se si tratta di Irina, perche’ lei, in fondo, e’ solo un sogno.


La prima parte dell'incontro con Irina la trovate QUI

31 commenti :

Gio ha detto...

Klara sei davvero eccezionale.
Ma dimmi questo: a Irina piace ridere?
Perchè io temo di poter contare solo su quello (e una Irina la conosco).

http://popolosodeserto.blogspot.com/2010/09/cenerentola-la-versione-di-gio.html

Ciao :-)

giovanni ha detto...

In luogo di nota in calce

Ma lì,dove s'inventano i sogni,
Diversi per entrambi non bastavano,
Uno noi ne vedemmo,ma di una forza,
Come quando irrompe primavera.
Anna Achmàtova
forse l'unico collegamento con il post è che era una donna russa,ma non ho resistito
ciao Giovanni

Gabriele ha detto...

Complimenti, la trovo una ampia ed esauriente analisi della donna russa che pero' non ho alcuna ambizione di verificare sul campo.
Ho fatto pero' un gioco mentale sostituendo la parola "russa" con "italiana" ed ho riconosciuto molte mie..... conoscenze. Globalizzazione incombente ?

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Gabriele: Ho fatto pero' un gioco mentale sostituendo la parola "russa" con "italiana" ed ho riconosciuto molte mie..... conoscenze. Globalizzazione incombente ?

Hai provato anche a sostituire nella citazione di Nikolay Nekrasov?
Proviamo:

"Una donna italiana puo’ fermare un cavallo al galoppo e camminare in una casa in fiamme".

E' azzeccato?
Non so, giudica tu. Ma piu' che altro proviamo a sostituire in questa frase che, ad un certo punto, Irina dice:

"Molti uomini occidentali, che hanno scelto di avere una storia con una donna italiana, sono innanzi tutto colpiti dalla sua versatilita’ in combinazione con un’evidente avvenenza. Ed e’ innegabile, ed anche comprensibile, il loro entusiasmo. Abbiamo certamente anche noi - donne italiane - i nostri difetti, ma siamo fondamentalmente donne meno complesse, senza tutte quelle paturnie..."

Che ne dici? Puo' andare?
Piu' che globalizzazione io credo che sia solo illusione. :-)

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Gio: Ma dimmi questo: a Irina piace ridere?
Perchè io temo di poter contare solo su quello


Se non sono stata fraintesa, nel post parlo ampiamente della versatilita' della donna russa, quindi una donna che sa piangere, ma anche ridere. E se Irina e' russa non vedo perche' non dovrebbe farlo. :-)

Gio ha detto...

L'Irina che conosco io comunque nessuno potrebbe scambiarla per un'italiana.
E quando ci incontriamo mi sorride sempre, come si sorride a un bimbo incantato dall'arcobaleno.

Kameo ha detto...

Conosco direttamente solo due donne russe che vivono in Italia da oltre dieci anni.
Una di San Pietroburgo e l'altra siberiana. Una molto bella e l'altra di gran classe. Una cerca un terzo marito che la mantenga e l'altra vive della sua arte.
Ambedue sono alte, bionde, determinate, apparentemente algide e amanti del lusso.
La cosa che apprezzo in loro è che sono schiette, dirette, sincere .... a parte sull'età anagrafica :-)

mod ha detto...

la mia migliore amica è lara. di minsk. una che è sopravissuta a un sacco di cose. ha una figlia bellissima che è la migliore amica di mio figlio.
io la adoro perché non piagnucola mai. ma proprio mai. anche quando piange è fiera.
e io la amo per questo.

love, mod

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Kameo: Conosco direttamente solo due donne russe che vivono in Italia da oltre dieci anni.

E... quante gambe e quante braccia hanno? Soprattutto al portafoglio ci hai dato un'occhiata? Lo hanno vuoto o pieno?
Comunque, caso mai qualcuna di loro volesse aprire un ristorante, sono certa che sapresti che consiglio darle. :-)
Come dicevo, i luoghi comuni e gli stereotipi sono il modo piu' semplice per catalogare le persone; uomini o donne che siano. Molti lo fanno tranquillamente, come se nulla fosse, basta loro aver conosciuto una finlandese e possono affermare che le finlandesi sono tutte biondissime con occhi chiari. Cosi' avviene con le russe, delle quali in molti, avendo conosciuto solo puttane, c'e' la convinzione che in fondo siano tutte delle pezzenti che come modo per sopravvivere hanno solo la prostituzione.
E' un modo di ragionare che, come sai cara amica, m'intriga molto. Ad esempio, parlando degli uomini italiani, quelli che ho conosciuto io, la' a casa loro, avevano due occhi, due braccia, due mani, due gambe, due piedi e... il pisello spesso piccolo e poco funzionante per cui dovevano pagare per poter scopare "qualcosa di decente"... esattamente come molti uomini non italiani. Ma si sa... l'Italia e' molto grande. :-)


@ Mod: la mia migliore amica è lara. di minsk. una che è sopravissuta a un sacco di cose. ha una figlia bellissima che è la migliore amica di mio figlio.
io la adoro perché non piagnucola mai. ma proprio mai. anche quando piange è fiera.


Non le dire queste cose. Se ti sente chi ha bisogno d'illudersi di essere stato il "salvatore" di qualche puttana russa pezzente, stravolta e disperata, magari si deprime. Sai ognuno ha bisogno delle sue illusioni.
In ogni caso, al di la' degli scherzi e delle piccole polemiche che riguardano una concezione vetusta della donna russa che, come ho scritto nei miei post, e' immaginata spesso come una poveraccia che non ha altri mezzi se non il proprio corpo per sopravvivere, la verita' e' quella che descrivi tu: una grande fierezza e dignita'.
Molti saranno in disaccordo dicendo che, essendo pronte a tutto - o a quasi tutto - le donne russe, certe donne russe, non abbiano poi una cosi' grande dignita'. Ma la vera verita' e' un'altra. La dignita' della donna russa non viene minimamente intaccata dal darla a Caio o a Sempronio. Di queste sciocchezze lei se ne frega. Sa benissimo di non essere fatta di sapone, per cui, anche se qualcuno la sfrega o la tocca, niente si consuma. Per lei la dignita' e' tutt'altra cosa e non riguarda aspetti collegabili al sesso, ma significa non mostrare mai le proprie debolezze. E questo lo esprime anche con il non lamentarsi continuamente piagnucolando per ogni cosa.

Bibi ha detto...

E porca miseria..io che stavo ad aspettare questo dopo cena.
Va beh, poco importa, di donne russe ne conosco a sufficienza per immaginarmi il resto.
Questa irina somiglia tantissimo (anche come nome..giuro è il suo vero nome) ad una mia ultima conoscenza moscovita. Preciso che non esercita la nobile arte ma l'ho incontrata per lavoro. Penso che sia nata con i tacchi da 14 incollati ai talloni e che con un metro di stoffa la vesti tutta. Vesti...si fa per dire; dieci centrimetri di gonna e venti di top e con i ritagli confezioni gli slip.
A parte questo..io scommetto che Irina (quella del racconto) non si defila, anche perchè ha investito troppo dal parruchiere e dall'estetista.
a.y.s. Bibi

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Bibi: A parte questo..io scommetto che Irina (quella del racconto) non si defila, anche perchè ha investito troppo dal parruchiere e dall'estetista.

Giuro che per un attimo ho letto "non si depila" ed ho iniziato a ridere come una matta. :-)
Come dici tu, comunque, l'investimento deve essere vantaggioso, per chiunque, altrimenti che senso ha?
Ma e' proprio questo il punto focalizzante del post che volevo far emergere: il luogo comune.
Tu la pensi dunque come qualsiasi uomo che uscisse a cena con Irina e cioe' che, arrivata al dopocena, la ragazza non si ritrarra' in quanto dovra' ritirare i frutti del suo - chiamiamolo -investimento. Soprattutto se oltre alla bellezza non le rimane altro che il portafoglio vuoto.
Nessuno pensa che prepararsi per essere attraente e vestirsi con 20 centimetri di stoffa perche' gli uomini la guardino, in fondo, non sia altro che qualcosa che fa per se stessa e che che la mercificazione non c'entri assolutamente nulla. Quindi, magari, se alla fine acconsente di passare la notte a rotolarsi nuda in un letto con voi e' solo perche' le va'. E' cosi' inconcepibile questo fatto parlando di una donna russa?
Ma, ovviamente - e qui arriva la parte alla quale tanti uomini non vogliono pensare - per andarle dovreste esservi dimostrati meritevoli, impegnandovi tanto perche' lei si ritiene un premio solo per pochi. Per quei pochi che non la fanno sentire una puttana, ad esempio, oppure che hanno saputo trovare con lei una qualche intesa di tipo intellettuale - oltre che fisico - o che piu' semplicemente non la deludano tentando di fare "alla romana". :-)

Kameo ha detto...

@ Chiara : "E... quante gambe e quante braccia hanno? Soprattutto al portafoglio ci hai dato un'occhiata? Lo hanno vuoto o pieno?"

Queste sono questioni che è meglio lasciare ai contabili che hanno più dimestichezza con i numeri che con le donne, siano esse russe o aliene.

Bibi ha detto...

In effetti ci stava bene anche "depila"..visto che talvolta le donne russe sono depilate ovunque tranne dove te lo aspetti..e dove dovrebberlo essere.
E cmq..mi conosci troppo bene per non capire che sto giocando.Io mi sono impegnato..e non poco.
Inoltre..ma perchè solo una donna russa dovrebbe rotolarsi in un letto se le va? Ho conosciuto donne inglesi, ucraine,italiane, ect..che l'hanno fatto senza grossi problemi.
Stranamente mi mancano le ungheresi..troppo frigoriferi...
a.y.s. Bibi
P.S. ed adesso so che sono cazzi miei...
PP.SS. riguardo a chi si chiedeva se per caso Irina sapeva ridere..non ha importanza se Irina sa ridere, è importante se TU sai farla ridere. Se ci riesci e questo vale per ogni donna e non solo per le russe..sei a metà dell'opera. Io ci arrivavo facile a metà e poi rovinavo tutto quando ridevano appena mi vedevano nudo...

Kameo ha detto...

@ Bibi : "...visto che talvolta le donne russe sono depilate ovunque tranne dove te lo aspetti..e dove dovrebberlo essere"

Questa è curiosa .... dove ti aspetti che siano depilate?
Nelle narici? :-)))

enea88 ha detto...

Ma secondo voi dove vanno le anatre di Central Park quando d'inverno il laghetto ghiaccia?

Alex ha detto...

Uguale Uguale alla mia amica russa:-)
il problema è che alla fine è rimasta da sola, troppo possessiva, troppo perfezionista e i poveri maschietti scappavano tutti o, nel senso ludico della parola, venivano "eliminati":-)

Sono del parere che trovare un amica/o e molto più difficile che trovare qualcuno con cui finire una serata insieme, partendo da questo presupposto, meglio un Irina amica che sicuramente potrà dare molto di più che una da letto che alla fine è sempre la solita sinfonia:-) soprattutto se per averla si usano certe carte:-)

Bibi ha detto...

@ enea88

Mah..hai provato a guardarti tra le chiappe? Mi sa che c'è tanto posto ed è pure calduccio.
a.y.s. Bibi
P.S. tra le mie ho già guardato e non ci sono, tutto occupato.

mod ha detto...

"... e' immaginata spesso come una poveraccia che non ha altri mezzi se non il proprio corpo per sopravvivere, la verita' e' quella che descrivi tu: una grande fierezza e dignita'..."

solo per dovere di cronaca: la mia lara viene da una famiglia benestante. ha due lauree e che io sappia non ha mai fatto la puttana. non sempre, quando si parla di "vita dura" di una donna russa e in generale, si tratta di prostituzione.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Kameo: Queste sono questioni che è meglio lasciare ai contabili che hanno più dimestichezza con i numeri che con le donne, siano esse russe o aliene.

Di solito sono proprio coloro che si vantano di averne conosciute tante, di donne, ma secondo te le hanno conosciute davvero?
Molti assomigliano ad adolescenti che si vantano delle loro imprese sessuali con gli amici. Spesso anche millantano per darsi un certo "tono". E poi si lamentano se a volte ci sbellichiamo dalle risate. :-)


@ Bibi: ma perchè solo una donna russa dovrebbe rotolarsi in un letto se le va? Ho conosciuto donne inglesi, ucraine,italiane, ect..che l'hanno fatto senza grossi problemi.

Ma infatti...
E' cio' che dico anche io. Solo che c'e' ancora chi si ostina a pensare che, in generale, le russe lo facciano solo se c'e' un sicuro contraccambio economico.
A volte e' cosi', e in tal caso hanno meno problemi a farlo delle italiche santarelline che poi, passando dal lettone di putin, finiscono direttamente a montecitorio. Ma quando si tratta di farlo "per divertimento", mica pensano al vil denaro. Esattamente come tutte.
Cio' che le differenzia non e' il numero delle gambe o delle braccia, e neppure la miseria o meno che possono avere in certi casi, ma una diverso atteggiamento nei confronti del proprio corpo. Qualcosa di completamente differente da cio' a cui sono abituate le donne in Occidente.


@ Alex: alla fine è rimasta da sola, troppo possessiva, troppo perfezionista e i poveri maschietti scappavano tutti o, nel senso ludico della parola, venivano "eliminati

Meglio sole che male accompagnate. Accontentarsi del "meno peggio" non e' comportamento da donna russa. Magari si confa' di piu' a qualche altro tipo di donna, che piuttosto che niente, meglio "piuttosto".


@ Mod: la mia lara viene da una famiglia benestante. ha due lauree e che io sappia non ha mai fatto la puttana

La buona famiglia e le lauree non sono elementi che impediscono ad una donna di fare la puttana, pero' avere una certa intelligenza ed educazione, puo' essere utile per non farlo sapere a chi non deve saperlo.

enea88 ha detto...

@ Bibi prova a leggere il "Giovane Holden", nel libro c'è la soluzione. E smettila di guardare fra le chiappe altrui.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Enea88: nel libro c'è la soluzione


Ehi, Horwitz, - dissi. - Ci passa mai vicino allo stagno di Central Park? Giù vicino a Central Park South?
- Al cosa?
- Allo stagno. Quel laghetto, cos'e', che c'e' laggiu'. Dove ci sono le anitre, sa?
- Si', e allora?
- Be', sa le anitre che ci nuotano dentro? In primavera ec­cetera eccetera? Che per caso sa dove vanno d'inverno?
- Dove vanno chi?
- Le anitre. Lei lo sa, per caso? Voglio dire, vanno a pren­derle con un camion o vattelappesca e le portano via, oppure volano via da sole, verso sud o vattelappesca? Il vecchio Horwitz si giro' tutto di un pezzo sul sedile e mi guardo'. Aveva l'aria d'essere un tipo nervosetto. Non era af­fatto malvagio, pero'.
- E come diavolo faccio a saperlo? — disse. - Come diavolo faccio a sapere una stupidaggine cosi'?
- Be', non si arrabbi per questo, - dissi. Era arrabbiato o che so io.
- E chi si arrabbia? Nessuno si arrabbia.
Io smisi subito di chiacchierare con lui, se doveva essere cosi' maledettamente suscettibile. Ma fu lui stesso a riattac­care. Si giro' tutto un'altra volta e disse: - I pesci non vanno in nessun posto. Restano dove sono, i pesci. Proprio in quel dannato lago.
- Ma i pesci... e' un'altra cosa. I pesci sono un'altra cosa. Io sto parlando delle anitre, - dissi.

(da Il giovane Holden, di J.D. Salinger)

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Bibi: Stranamente mi mancano le ungheresi..troppo frigoriferi...

Beh, visto che, come ha dimostrato la storia delle anitre, con Salinger sei un po' a digiuno, ti propongo un altro piccolo brano che e' in tema con cio' di cui stai parlando: della glacialita' che attribuisci a certe donne.

"Non mettetevi in testa che Jane fosse un accidente di ghiacciolo o che so io, solo perché non abbiamo mai fatto all'amore insieme e nemmeno pomiciato un poco. Non lo era. Non facevamo che tenerci per mano, ad esempio. Vi sembrera' una cosa da niente, lo capisco, ma era fantastica quando la tenevate per la mano. La maggior parte delle ragazze, provate a tenerle per la mano, e quella maledetta mano o muore nella vostra, o loro credono di dover continuare a dimenarla tutto il tempo, come se avessero paura di annoiarvi o che so io. Jane era un'altra cosa. Andavamo in un dannato cinema o in un posto cosi', e subito cominciavamo a tenerci per mano, e non ci lasciavamo sino alla fine del film. E senza cambiare posizione ne' farne un affare di stato. Con Jane non stavi nemmeno a pensare se avevi la mano sudata o no. Sapevi soltanto che eri felice. E lo eri davvero."

(Da Il giovane Holder - J.D. Salinger)

Mai giudicare in base agli stereotipi. Soprattutto se, come affermi, ti manca la conoscenza.

Bibi ha detto...

@ Chiara
Lo sapevo che mi cacciavo nei guai.
Cmq...jane mica era ungherese.
E poi non ho detto che non ho esperienze a riguardo, mi mancano come coinvolgimento, non avrò trovato l'interruttore.
Invece per salinger di sicuro, mai sopportati gli scrittori americani in genere, parlo dei più acclamati a partire da Hemingway.
Piuttosto che "il giovane holden" preferisco "I dolori del giovane werther".
a.y.s. Bibi

mod ha detto...

"...buona famiglia e le lauree non sono elementi che impediscono ad una donna di fare la puttana, pero' avere una certa intelligenza ed educazione, puo' essere utile per non farlo sapere a chi non deve saperlo..."

giusto. mò la chiamo e glielo chiedo. "scusa, larushenka, hai mai fatto la puttana d'alto bordo?" (d'alto bordo per forza. se lo ha fatto era per avere ancora più soldi di quanti non avesse già. ti pare?)
ti farò sapere.

love, mod

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Bibi: Lo sapevo che mi cacciavo nei guai.

No, nei guai mi sono cacciata io. Adesso dovro' fare un post anche sulla donna ungherese. :-)

Cmq...jane mica era ungherese.

E tu che ne sai? La conoscevi?

E poi non ho detto che non ho esperienze a riguardo, mi mancano come coinvolgimento, non avrò trovato l'interruttore.

Forse tu confondi "la professione come viene esercitata dalla persona", con "la persona che esercita la professione". :-)



@ Mod: giusto. mò la chiamo e glielo chiedo. "scusa, larushenka, hai mai fatto la puttana d'alto bordo?" (d'alto bordo per forza. se lo ha fatto era per avere ancora più soldi di quanti non avesse già. ti pare?)

Guarda Mod, che io non ho detto che l'abbia fatta, anzi e' probabile di no se ha molti soldi. Di solito chi si avvicina alla prostituzione lo fa per i soldi. Pero' non sempre lo si fa per soldi. Ci sono anche donne a cui piace essere delle puttane.
Quando parlo di un certo modo di esercitare, faccio sempre il paragone con chi e' psicanalista. Ad esempio ci puo' essere chi e' ricchissimo, ma allo stesso tempo ha uno studio di psicanalisi ed fa terapia. Non lo fa per i soldi - perche' di quelli ne ha in abbondanza -, pero' i soldi sono comunque un dettaglio imprescindibile da quella professione.

mod ha detto...

concordo. ma: chi fa psicoanalisi o altro per passione non deve vendere l'anima.
la prostituta prima o poi l'anima la vende un po' come un politico. deve raccontare un sacco di balle, fare promesse e fingere per far bene il mestiere. difficile restare integri. secondo me.

cmq, ha detto di no lara. ma ha anche detto che la V. (la conosco anche io: donna bella, gelida e composta sempre) lo ha fatto anche se non era alla canna del gas.
quindi, conferma quel che dici tu.

love, mod

Chiara di Notte - Klára ha detto...

la prostituta prima o poi l'anima la vende un po' come un politico. deve raccontare un sacco di balle, fare promesse e fingere per far bene il mestiere. difficile restare integri. secondo me.

Esattamente come rischia di perdere il senno il terapeuta che fa psicanalisi senza il dovuto "distacco" e si coinvolge troppo nei problemi del paziente.
Ecco il segreto per non perdere l'anima o il senno: il distacco.
Non sono d'accordo con la similitudine col politico. Il politico non ci mette niente di suo, anzi mette quasi sempre in gioco la pelle altrui, non rischiando mai nulla di proprio. La puttana invece, cio' che fa lo fa mettendo in gioco se stessa, ed offre qualcosa di molto chiaro, sincero: tot ti do, tot mi dai.
E', quello della prostituta, un mestiere che non ha niente di subdolo. Certo come l'attrice deve recitare la sua parte, ma lo fa perche' la clientela paga per quella recita, altrimenti ne farebbe volentieri a meno.
Del resto anche un'attrice che non si distacca abbastanza dalla sua professione, rischia alla lunga di perdere il senno.
Ecco perche', secondo me, la professione di prostituta e' molto adatta a chi sa creare "distacco", chi sa essere gelida ed impersonale al punto giusto, pur continuando a recitare per il divertimento dei bambini. Una caratteristica di molte donne dell'est. E la mancanza di "passionalita'", anche se penalizzante perche' molti clienti la desiderano in quanto vogliono avere l'illusione di essere straordinari amanti, ha comunque i suoi vantaggi sul lungo periodo.
Chi ti scrive, lo puo' dire per esperienza personale.

Bibi ha detto...

@ Chiara
A parte "Io Tarzan e tu Jane", sai che non ho mica capito la storia di quello che confonderei?
a.y.s. Bibi

Alex ha detto...

Ciao Chiara,
se intendevi le donne italiane, un po’ sfigatelle, che sposano gli extracomunitari, hai ragione:-)

Ho sentito che le russe nel loro paese divorziano più delle italiane qui. Uno dei motivi è gli uomini bevono molto.

Vero, meglio sole che male accompagnate e anche meglio non trombare che trombare con chi non gradisci, ma questo riguarda sia gli uomini che le donne...

Scrivi che se entra al ristorante senza soldi ne esce con il dopocena piena.
Delle due parti preferisco essere quello che esce con il portafoglio vuoto:-) importante essere coscienti del fatto che la bella di turno sia li per portarti via un po’ di soldi, se amica capisci dal suo comportamento quanto vale la sua amicizia, se è una "scroccona" sai come classificarla e cioè che non vale niente, se per il piacere di stare in compagnia non ne approfitterà mai, ovvio che l’uomo deve comunque sempre pagare, anche se sei femminista e magari non concordi.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Bibi: sai che non ho mica capito la storia di quello che confonderei?

Credevo che, quando parlavi di donne ungheresi, non ti riferissi a loro in quanto donne, ma in quanto professioniste, poiche e' solo in tale veste che puoi dire di averne conosciute una quantita' sufficiente per esprimere un giudizio - portafoglio permettendo.
Quindi se dici che le hai trovate gelide oppure (tue testuali parole) "E poi non ho detto che non ho esperienze a riguardo, mi mancano come coinvolgimento, non avrò trovato l'interruttore.", cio' si riferisce - immagino - alla risposta che hanno avuto alle tue sollecitazioni da cliente, e non essendo coinvolte sentimentalmente.
In quel momento eseguivano un compito, era lavoro, non si trattava di "piacere", ed era a mio parere logico che fossero piu' distaccate, meno coinvolte, o meglio: meno fintamenre coinvolte. E se e' cosi' non puoi giudicare la passionalita' di una donna mentre sta lavorando. Al limite puoi dire "non e' adatta a quel genere di mestiere perche' non recita abbastanza bene la parte dell'appassionata che io vorrei".
Confondere professione, capacita' di recitare, finzione e passionalita' mi pare un errore nel quale un po' tutti gli uomini cadono quando credono che la puttana debba comportarsi come la loro girl friend.
Poi, puoi dire che "quello" non e' il modo in cui deve lavorare una prostituta. Puoi dire che tu desideri altro, puoi dire tutto, e' ovvio, ed in effetti in certi casi devo concordare con te: il mestiere in Ungheria e' affrontato con quel tipo di distacco, e' piu' tecnico, meno passionale, mentre altrove, magari in Russia la "scuola" e' del tutto diversa, come lo e' sicuramente in Brasile.
Se invece il tuo giudizio sulla presunta glacialita' della donna ungherese non riguardava una relazione puttana/cliente, allora forse ne hai incontrata una alla quale non sei piaciuto tanto. Ci possono essere mille motivi per cui una donna non si dimostra "calda ed appassionata". In Ungheria come in Italia.
Comunque mi ero gia' ripromessa di buttare gou' un post su tale argomento. Se ho tempo e voglia magari lo scrivo.

Bibi ha detto...

@ Chiara
Capito cosa intendevi, ti rispondo.
Se parliamo di rapporto non mercenario, il campione non è sufficientemente ampio per poter dare un giudizio e questo è lampante (nota.."sufficientemente ampio" fa sembrare che cmq sono uno sciupafemmine pazzesco...anche se magari riferito ad unità singole di misura...il potere delle parole).
Nel caso del rapporto mercenario invece le cose sono molto più definite; effettivamente la "scuola" ungherese è carente.
Il giudizio è quasi unanime tra tutti i fruitori di tali servizi e questo forse sta ad indicare una attitudine generale, diciamo nazionale.
Detto questo.... mentre scrivevo "le ungheresi sono frigoriferi", avevo già previsto guai...e l'ho scritto apposta un pò per gioco. E qui mi mancano gli smiles.. Diciamo che era un inciso provocatorio ma scherzoso.
a.y.s. Bibi

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Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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