lunedì 13 settembre 2010

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A cena con Irina

Olga, Natasha, Oksana, Irina… sono nomi che fanno venire in mente qualcosa di ben preciso, stereotipi femminili troppe volte basati sul sentito dire, ma che spesso niente hanno a che vedere con la realta’. Ma io credo di conoscerla assai bene quella realta’, e se vorrete seguirmi potrei farvi scoprire qualcosa di leggermente diverso da quello che siete portati ad immaginare ogni volta che pensate alla Russia, ed in particolare alle donne russe.

Nonostante l’apertura delle frontiere, la globalizzazione ed i progressi che sono stati fatti nel campo della comunicazione, la Russia e’ ancora vista dall’Occidente attraverso una lente che la distorce, ne sfuma i contorni e che troppo spesso, oggi, la fa assomigliare ad una specie di parco di divertimenti per adulti dove le donne sono oggetti a buon mercato che ogni uomo puo’ acquistare per il proprio sollazzo. Infatti, gli stereotipi sono talmente radicati in profondita’ che tante persone, anche se si trovassero faccia a faccia con una cruda realta’ totalmente diversa da quella che hanno in mente, non riuscirebbero mai a riconoscerla e proprio per questo non sarebbero in grado di comprenderla pienamente.

Benvenuti dunque, cari amici, nella patria di quelle che sono considerate le donne piu’ belle del mondo; la terra leggendaria del latte, del miele e del sesso in cui ogni uomo, prima o poi, vorrebbe farci una capatina sol anche per scoprire se cio’ che si dice e’ vero oppure se sia solo frutto di racconti millantati. Preparatevi percio’ a spalancare gli occhi e la mente. Lasciate fuori da qui il vostro bagaglio di luoghi comuni ed entrate pure attraverso la mia porta in un mondo che, tanto tempo fa, e’ stato anche mio e che ancor oggi continua in qualche modo a far parte della mia vita. Cosi’, forse, in questo nostro immaginario incontro riusciro’ a ripercorrere insieme a voi un breve tratto della mia giovane esperienza. Ma prima di tutto ditemi con sincerita’: cosa davvero vi attendete da una donna russa?

Nel 1968, quando la Guerra Fredda era nel momento di massima tensione, i Beatles uscirono con “Back in the U.S.S.R.”, un brano che puo’ considerarsi una specie di ode alla donna sovietica. “Non sai quanto sei fortunato, ragazzo", recitava la canzone, e credo che molte persone in quegli anni abbiano preso davvero a cuore quelle parole. In fondo, dalla parte occidentale della cortina di ferro, in modo colorito ed ironico, la femmina sovietica era immaginata con una falce in una mano e la balalaika nell’altra. Una donna piu’ industriosa che bella, con un carattere piu’ deciso ed impetuoso che timido, piu’ pratica che sognatrice. Infatti, il valore della donna era classificato dallo stesso regime in modo estremamente materiale che la poneva a meta’ strada tra una macchina agricola ed un buon raccolto di grano. Tutto cio’ era certamente molto utile nella giusta situazione - guerre, calamita’, carestie, rivoluzioni -, ma di sicuro non era l’ideale per farle vincere il titolo di coniglietta dell'anno.

Era dunque questa l'immagine che a lungo e' rimasta radicata nell’immaginario collettivo occidentale, almeno fino al momento della caduta del comunismo, ed anche per alcuni anni successivi. Poi, le giovani donne russe hanno iniziato ad uscire dal paese, a viaggiare, a lavorare all’estero e ad avere successo laddove c’era la necessita’ di soddisfare i bisogni di chi era in ricerca di una mera fisicita’, avulsa dall’interiorita, ma che fosse pero nuova, esotica, diversa. Qualcosa che queste ragazze con i volti dai tratti delicati, gli zigomi alti, gli occhi chiari ed i corpi flessuosi plasmati e tonificati da anni di attivita' fisica imposta dal regime, riuscivano facilmente a donare. Modelle, indossatrici, ballerine, lap dancer, prostitute, dimostravano che quello stereotipo che le aveva mostrate fino a quel momento poco femminili, non dedite alla cura della propria persona e piu’ adatte a lavori di fatica che a ruoli d’immagine, era del tutto sballato.


Adesso, pero’, facciamo un gioco: immaginatevi per un attimo di essere seduti in un ristorante di Mosca… di quelli alla moda, raffinato, con le luci soffuse, le candele sui tavoli ed i violini tzigani. Cercate di dimenticarvi della stanchezza accumulata durante il viaggio, oppure della consueta perdita dei bagagli che quasi sempre avviene con Aeroflot, e datevi un pizzicotto cercando di svegliarvi da quello che credete sia un sogno…

No, non lo e’! E’ tutto reale, voi siete li’ e di fronte a voi, seduta dall’altra parte del tavolo, c’e’ colei che avete sempre sognato, una femmina fatale, sensuale, bellissima. Datele il nome che preferite, anzi no… se siete d’accordo chiamiamola Irina. Una donna russa. In questo caso l'aggettivo “russa” e’ assolutamente necessario, perche’ anche se non ci credete, una donna russa, anche se ha due occhi, due braccia, due mani, due gambe, due piedi e tutto il resto, e’ diversa da una donna italiana come lo e’, ad esempio, una donna francese da una donna ungherese oppure come una donna tedesca e’ diversa da una donna spagnola. Lo so, le generalizzazioni non si dovrebbero mai fare, pero’ a volte riescono a descrivere fatti e situazioni in un modo terribilmente accurato. "Aveva una bocca tedesca, orecchie francesi, culo russo", scriveva Henry Miller ne “Il Tropico del Cancro”, nello sforzo di descrivere una particolare ragazza incontrata in un caffe’ parigino in una calda estate.

Comunque, il vostro incontro con Irina e’ iniziato gia’ fuori del ristorante. Prima ancora di entrare, Irina vi ha consentito di aprire la porta per lei. Infatti, se lo aspettava con freddezza e non ha dovuto neppure dirvi '”spasibo” poiche’ tale gesto ha per lei la stessa importanza che ha un soffio di vento che le scompiglia appena i capelli. In qualche modo pero’, stranamente, cio’ non vi ha infastiditi, anzi come in un ossimoro sentite dentro di voi come uno strano senso di liberazione, quasi di emancipazione, come se aveste superato con successo una prova. Ma non e’ tutto. La ragazza ha atteso che l’aiutaste a togliersi il soprabito, poi che le aggiustaste la posizione della sedia, poi che vi occupaste di ordinare le pietanze ed il vino, ed infine si attende che pagherete il conto salatissimo del ristorante, mentre lei neppure accennera’ o fara’ finta di aprire la sua borsetta di Chanel. Si’ certo, non e’ previsto che paghi la sua parte, ma lei sa che, anche se non si tratta di un incontro mercenario, gli italiani in quanto a galanteria non hanno da imparare da nessuno: non farebbero mai tirar fuori i soldi ad una donna, soprattutto al primo appuntamento, e soprattutto con un viso ed un corpo come il suo…

Pare una situazione anacronistica da diciannovesimo secolo? No, semplicemente la ragione di tutto cio’ e’ il femminismo, o meglio la sua completa assenza.

Non ve lo attendevate, vero? A questo punto e’ giusto dirvi qualcosa in modo che possiate comprendere meglio: quest’evidente assenza di comportamento femminista non significa affatto che la donna seduta dall'altra parte del tavolo, che sta disinvoltamente mangiandosi la sua dozzina di Belon 00 fatte arrivare freschissime dalla Francia, sia in qualche modo debole o sottomessa. In realta’, niente potrebbe essere piu’ lontano dalla verita’. Le donne russe hanno in qualche modo raggiunto, senza l'angoscia e la rabbia delle occidentali, un senso di liberta’, indipendenza e felicita’ che le loro sorelle in Occidente hanno sacrificato molto tempo fa sul grande campo di battaglia dei sessi.


La Russia, geograficamente isolata da molti dei momenti storici piu’ significativi avvenuti in Europa - l'Illuminismo, il capitalismo, l'industrializzazione, per citarne alcuni – si era sviluppata con il proprio ritmo lento almeno fino agli inizi del secolo scorso. E’ stato cosi’ che le dolorose questioni relative al giusto posto delle donne nel sistema industriale dell’epoca e’ stato oggetto di dibattito in Occidente mentre le donne russe, completamente fuori da quella realta’, stavano pacificamente a raccogliere lamponi e a mungere le capre nell'idilliaca campagna.

Ciononostante, al di la’ di quest’apparente arretratezza, mentre le donne americane non hanno ricevuto il diritto di voto fino al 1920, e le italiane addirittura non hanno potuto votare fino al 1946, le donne russe gia’ erano ritenute equiparate agli uomini e potevano influire nella vita politica e nella gestione dello stato fin dal 1917. Per questo motivo il concetto stesso di “parita’” e di “diritti fra uomini e donne” in Russia ancor oggi non e’ ben compreso. E’ qualcosa che si da’ per scontato e non esiste alcun motivo di risentimento, di rabbia o di frustrazione generata da tale problematica in quanto, tale problematica, nell’ultimo secolo non c’e’ mai stata e quindi del femminismo non c’e’ mai stato veramente bisogno.


E’ cosi' assente tutto quel conflitto che, nelle relazioni fra uomini e donne, fa nascere incomprensione, risentimento e prevaricazione di un genere nei confronti dell’altro. Ed e’ anche per tale motivo che persino la concezione di “liberta’ sessuale” e’ completamente diversa da quella occidentale. Questa cosa, fra l’altro, e’ facilmente individuabile. Ad esempio, se in occidente ogni azione un po’ troppo insistente da parte di un uomo nei confronti di una donna rischia di essere male interpretata, sovra-analizzata ed anche, in certi casi, considerata illegittima e perseguitata in un tribunale – un corteggiamento troppo incalzante oppure delle parole troppo esplicite possono essere considerate molestie sessuali –, in Russia esiste un diverso approccio nei confronti degli stessi atteggiamenti e delle terminologie che li riguardano.

Difficilmente, infatti, si assistera’ in pubblico ad effusioni o ad espressioni verbali troppo esplicite da parte di maschi che giocano sull’equivoco fra complimento, corteggiamento ed insulto. Cosi’ e’ difficile assistere ad episodi di “gallismo” rivolti alle donne tipici di alcuni popoli mediterranei. Cio’ e’ dovuto al fatto che il gallismo, il corteggiamento incalzante e gli insulti con riferimenti sessuali hanno origine innanzi tutto da un sentimento di superiorita’ da parte di un genere rispetto all’altro, e dato che, com’e’ stato detto, tale sentimento e’ sempre stato pressoche’ inesistente, l’uomo russo e' portato di conseguenza ad avere un comportamento diverso rispetto ad un uomo occidentale.


Oltre a cio', quantunque il sesso in Russia non sia visto come una cosa sporca o motivo di vergogna, anche fra partner in pubblico viene tenuto un comportamento molto "casto", vengono evitate effusioni troppo disinvolte o frasi con termini troppo espliciti. Si ritiene, infatti, che i sentimenti, come tutto cio' che afferisce la sfera sessuale, siano territori esclusivi nei quali nessuno debba metterci piede se non i diretti interessati. Mentre nel privato, invece, vengono a cadere tutti i tabu’, molto piu’ che altrove, ed e' cosi’ che le donne russe hanno un diverso modo di approcciare il piacere e godono dell’intimita’ in modo assai piu’ libero, piu’ completo, soprattutto senza quella frustrazione cosi’ tipica della femmina occidentale di sentirsi considerata spesso solo come un oggetto per il piacere dell’uomo. E questo accade da molto prima che nascesse il primo movimento femminista di liberazione sessuale.

Vi e’ dunque in Russia un equilibrio tra i sessi che e’ immediatamente riconoscibile. Tutte le congetture inutili tra maschi e femmine sono state spazzate via, oppure non sono mai esistite. Si’, ovviamente c’e’ sempre l’eccezione, ma in generale tutto e’ abbastanza semplice. Quasi tutti capiscono il loro ruolo e questo rappresenta sicuramente una ventata d'aria fresca per ogni uomo che non riesce piu’ a trovare il filo della matassa dei problemi che ha nelle sue relazioni con il sesso opposto. E non sorprende che siano sempre di piu’ gli uomini che in occidente iniziano una relazione, oppure si rifanno una nuova vita, dopo esperienze non gratificanti con loro connazionali, con ragazze russe o comunque di provenienza da quell’est Europa ex sovietica che traeva gran parte dei suoi principi, valori e comportamenti proprio dalla Russia.

Perche’ e’ proprio in base a tali valori e principi, ed all’assenza totale di conflitto fra i generi, che quindi rende il femminismo qualcosa di mai concepito, che le donne russe riescono abilmente ad utilizzare ogni molecola della loro femminilita’ a loro esclusivo vantaggio - tacchi alti e minigonne inguinali incluse -, senza per questo sentirsi “oggetti” ad uso e consumo del maschio in quanto non si sentono affatto inferiori, e quindi neppure avvertono il bisogno di ottenere una qualche parita’ con l’altro sesso. Inoltre, e questo da’ davvero la sensazione e la consapevolezza della grande forza che possiede questo particolare tipo di femminilita’ tutto russo, nessuna mai, almeno chi e’ cresciuta ed e’ maturata durante gli anni del regime comunista, andrebbe mai a sfogarsi in pubblico, o in tv, o in internet a lamentarsi dei suoi problemi familiari, sentimentali o sessuali. In tutto cio’ che riguarda il privato esiste infatti, come ho gia’ detto, una dignita’ che altrove e’ del tutto inconcepibile.

I settant’anni di esperienza russa con il comunismo, non sono stati comunque una piacevole passeggiata e le donne russe hanno dovuto fronteggiare una sfida sociale totalmente diversa e forse assai piu' dura rispetto alle loro controparti in occidente. Tuttavia, il sistema e’ stato in grado di fornire loro alcuni indiscussi ed interessanti vantaggi che hanno contribuito a far progredire la condizione femminile senza il bisogno di marce e proteste.

Il comunismo, infatti, aveva un sistema educativo fortemente sovvenzionato e non faceva alcuna distinzione tra i sessi quando si trattava di ricevere un'istruzione. Inoltre, tutto era basato sulla meritocrazia e nessuna importanza aveva il fatto di essere uomini o donne che, dopo gli studi, a parita’ di grado ricevevano identiche opportunita’. Le madri potevano contare completamente sul supporto dello stato e su centri di accoglienza per neonati e bambini, e questo dava loro le stesse possibilita’ di far carriera al pari dei padri. Forse qualcuno non lo sa, ma in qualche modo il comunismo e’ stato una vera manna per le donne, mentre e’ stato un busto di gesso per gli uomini.

Oggi, le donne russe sembrano sentirsi completamente a proprio agio con se stesse e, soprattutto, vivono completamente la loro femminilita’. Non nascondono il corpo come fosse un’orribile cicatrice, ma lo esibiscono, decorandolo con gusto, mettendolo in mostra per ogni occhio che abbia voglia vederlo. Nessuno in Russia avra’ mai da ridire di una donna che mette troppo in mostra le gambe: in Russia non c'e’ assolutamente nessun problema ad ostentare cio’ che si pensa sia bello e possa piacere.

Sono diventate quindi anche queste “nuove russe” oggetti di consumo per il desiderio degli uomini, uniformandosi alle loro consorelle occidentali? Forse si’, ma le donne russe hanno in qualche modo acquisito una straordinaria capacita’ di gestire l’essere attraenti senza pero’ scivolare dentro situazioni di subordinazione al genere maschile. Sono loro che hanno pieno controllo della propria femminilita’ e la minigonna ed i tacchi alti non fanno altro che aumentare quel loro incredibile potere che nessuno, finora, e’ stato in grado di spiegare. Quindi, se per caso pensaste che possano essere oppresse, controllate, succubi o sottomesse, sareste fuori strada.

Ed ora torniamo alla cena…

(Continua…)

11 commenti :

carlos ha detto...

Non so molto delle donne dell'est,
dalle mie parti ci sono solo un paio di rumene e non le conosco che di vista. Mi sembrano un po' musone, ma forse si sono adeguate allo standard delle donne del posto. Quando ero più ragazzino si favoleggiava che bastasse andare in Polonia o Russia con delle calze di naylon per fare sfracelli. Non avevo collant con me quando, sempre da ragazzino, sono stato per qualche giorno a Budapest. Non mi è saltata al collo nessuna ragazza, però sono stato bene lo stesso perché ho conosciuto un ragazzo di Budapest e uno di Novi Sad, che mi hanno fatto conoscere la città più vera. Qualche ragazza russa l'ho vista viaggiando: sempre ragazze molto belle e molto attillate, accompagnate da un danaroso orso siberiano. Magari ci si può parlare di Gogol e Dostoevskij con le suddette, ma non davano questa impressione. A parte che anch'io di Gogol ne so ben poco. Poi, al riguardo, ho sentito dire che in Russia la densità di belle ragazze sia superiore a quella del resto del mondo. Non so se sia vero e se ciò sia un effetto perdurante del regime sovietico. Scherzo, però rispetto a un altra diceria, sempre che sia veritiera, ho pensato che il comunismo centrasse davvero qualcosa. La diceria è che le russe siano assai più disinibite delle nostre brave ragazze italiane. Ho congetturato che ciò sia dovuto a un cambiamento di costume voluto dal regime sovietico come valvola di sfogo per una società altrimenti controllata in maniera totale in ogni sua espressione. In ciò agevolata dalla messa al bando delle religioni, che nella sfera sessuale ci hanno sempre messo il naso. Mi piacerebbe sapere che ne pensi.

Gio ha detto...

Klara, ritrovo al 100% le ragazze russe che conosco in queste tue parole.
A presto :-)

Gio

davide ha detto...

Distinta Chiara,

In questi giorni ho avuto molti contatti con donne dell'est, soprattutto russe e estoni.

Devo confermare che tutto quello che hai detto è vero.

Una cosa che mi ha spesso stupito è che alcune di loro parlano del comunismo (le più giovani per sentito dire) come di un periodo in cui si stava meglio di adesso. E questo non solo da parte di russe ma addirittura da parte di romene: ricordo che il comunismo romeno è stato uno dei peggiori.

Ciao Davide

mozart2006 ha detto...

La donna russa è femmina due volte,
doppiamente adorabile ed ostil...
Essa è la vera donna, d'Eva la figlia vera,
con le dolcezze e gl'impeti,
le audacie e le viltà,
l'ali e gli artigli, l'estasi e le frodi,
pronta a immolarsi e facile a tradir.
Tutto il suo sesso è in lei,
tutto l'esser umano :
un altare, un abisso, un mistero!
Angelo e serpe,
zingara e regina,
sol d'oriente e gelo boreal!
Ecco la donna russa,
con le dolcezze e gl'impeti,
le audacie e le viltà,
l'ali e gli artigli, l'estasi e le frodi,
pronta a immolarsi e facile a tradir.
Ecco la donna russa, ed ecco l'ideal!

Fedora, testo di Arturo Colautti, musica di Umberto Giordano, 1897

Primo Estinto ha detto...

Le Russe,fatti i dovuti distinguo, sono le donne piu'semplici e nello stesso tempo piu'complicate del mondo.

J.T. ha detto...

Avevo capito che non eri dell'umore giusto per le tue storie

L'unica donna russa che conosco è fredda e glaciale.

Notte

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Carlos: Magari ci si può parlare di Gogol e Dostoevskij con le suddette, ma non davano questa impressione. A parte che anch'io di Gogol ne so ben poco.

Forse ti stupiresti se, avvicinandone qualcuna che a vista potrebbe sembrarti un'oca giuliva, ti rendessi conto che su molte cose di letteratura ne sa mediamente di quanto una sua coetanea sappia in Italia. Il motivo e' che in Russia la popolazione ha sempre letto molti libri e solo ultimamente (da circa una decina d'anni) la televisione sta iniziando davvero a modificare i comportamenti.
Teniamo conto che la societa' russa, nonostante la globalizzazione e l'uniformita' dei mezzi tecnologici, vive ancora, all'interno delle persone, un'arretratezza temporale per quanto riguarda i costumi ed i comportamenti.

Poi, al riguardo, ho sentito dire che in Russia la densità di belle ragazze sia superiore a quella del resto del mondo. Non so se sia vero e se ciò sia un effetto perdurante del regime sovietico. Scherzo, però rispetto a un altra diceria, sempre che sia veritiera, ho pensato che il comunismo centrasse davvero qualcosa.

In effetti c'entra davvero. Almeno per chi era adolescente quando c'era ancora il comunismo. Ai tempi l'esercizio fisico era comportamento "naturale" e necessario. Cosi' veniva detto ai giovani. Questo ha ovviamente lasciato dei segni nei comportamenti che ancora, in molte persone, permangono. Le donne russe di una certa fascia generazionale sono assai fanatiche per il proprio corpo.

La diceria è che le russe siano assai più disinibite delle nostre brave ragazze italiane. Ho congetturato che ciò sia dovuto a un cambiamento di costume voluto dal regime sovietico come valvola di sfogo per una società altrimenti controllata in maniera totale in ogni sua espressione. In ciò agevolata dalla messa al bando delle religioni, che nella sfera sessuale ci hanno sempre messo il naso.

Posso dirti che le tue affermazioni sono parzialmente giuste. L'assenza dei sensi di colpa collegati con una fede religiosa come il cristianesimo che vede nel sesso la fonte del peccato, ha sicuramente influito, ma oltre acio' si deve dire che durante gli anni del regime, che e' durato 70 anni, i giovani, dopo aver studiato o lavorato, non avevano molto da fare per divertirsi se non bere e far sesso. Il sesso e' dunque diventato un "passatempo" piacevole e molte volte veniva fatto (e tuttora viene fatto) anche senza che fra le persone fosse necessario che si stabilisse un rapporto affettivo, o d'innamoramento.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Davide: Una cosa che mi ha spesso stupito è che alcune di loro parlano del comunismo (le più giovani per sentito dire) come di un periodo in cui si stava meglio di adesso.

Forse perche' iniziano a rendersi conto che quelli di ora sono peggio di quelli di prima. O se non peggio, uguali, ma hanno l'aggravante di aver promesso cose che non sono stati poi in grado di mantenere. Solo che adesso le persone vedono quei certi individui che blateravano tanto arricchiti a dismisura, mentre per loro le condizioni sono peggiorate. E chiaramente s'incazzano.


@ Primo Estinto: Le Russe,fatti i dovuti distinguo, sono le donne piu'semplici e nello stesso tempo piu'complicate del mondo.

Per conoscere le russe, secondo me non basta averne conosciuta qualcuna fuori dal suo ambiente, cioe' dalla Russia. Bisogna aver vissuto a lungo in quel paese, essere nate russe oppure aver imparato ad esserlo.


@ J.T.: L'unica donna russa che conosco è fredda e glaciale.

Spero che almeno sia ancora viva... :-))

J.T. ha detto...

Viva e vegeta:-)
l ho intravista di corsa qualche giorno fa' sempre impegnata con i suoi traffici imprenditoriali:-) questi benedetti inutili soldi(:
Eventualmente esiste il teletrasporto spazio temporale;-)

ps in ritardo vorrei dirti che ti ho pensata l 11 settembre data che ti ha consegnata a noi:-)
una stella nel cielo splende sempre e quando cade, anche se con un mese in ritardo permette, sempre, di esprimere un desiderio:-)

Duval ha detto...

AZZ!!!
Non mi ero accorto di tutta questa roba! :)

Quelle che ho conosciuto io, là a casa loro, hanno due occhi, due braccia, due mani, due gambe, due piedi e ... il portafoglio spesso vuoto ... esattamente come molte occidentali.

Ma la Russia è molto grande.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Quelle che ho conosciuto io, là a casa loro, hanno due occhi, due braccia, due mani, due gambe, due piedi e ... il portafoglio spesso vuoto ... esattamente come molte occidentali.

Si', immagino che tu ne abbia conosciute moltissime...
Comunque le donne russe, oltre a non nascere con tre gambe come dici giustamente tu, sono - e qui mi ripeto - assai versatili. Magari molte hanno il portafoglio vuoto prima di cena, pero' spesso se lo ritrovano pieno dopo cena. Anzi, dopo il dopocena. :-)

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Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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