giovedì 26 agosto 2010

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Un tribunale per Sarkozy

E’ questa l'intenzione dichiarata da Juan de Dios Ramírez, presidente dell’Unione Romani di Spagna. "Per la prima volta nella storia del popolo Rom, smettiamo di lamentarci, iniziamo ad usare le stesse armi di cui si servono i gadje’ e portiamo il presidente francese dinanzi alla Corte di giustizia dell'Unione europea in Lussemburgo".

La decisione dell'associazione che rappresenta i gitani spagnoli arriva come risposta all'azione del governo francese, che sta espellendo centinaia di Rom, rimpatriandoli con forza nei loro paesi di origine. "Il governo francese sta violando uno dei pilastri della nuova Costituzione Europea adottata a Lisbona nel dicembre 2009, nella quale uno dei fondamenti e’ proprio la difesa dei diritti umani ed il rispetto delle minoranze. La nuova Costituzione europea ha poco potere in campo economico, ma e’ molto esplicita per quanto riguarda i diritti umani, quelli che la Francia sta ignorando. Ora sto raccogliendo prove, ne abbiamo moltissime, ed anche il Vaticano ha detto che i diritti fondamentali dei Rom sono violati" afferma Ramírez che si prepara a presentare tutta la documentazione al Tribunale, facendo riferimento all'articolo 1, che espressamente recita: "L'Unione si fonda sui valori del rispetto della dignita’ umana, liberta’, democrazia, uguaglianza, Stato di diritto e rispetto dei diritti umani, compresi i diritti delle persone appartenenti a minoranze".

Il rappresentante dei gitani spagnoli, nato a Puerto Real (Cadice) nel 1942, rappresenta una delle figure chiave del mondo Rom. E’ stato il primo zingaro ad entrare come deputato al Parlamento europeo nel 1986 ed ha rappresentato i Rom nel primo parlamento in Spagna dopo la caduta del regime di Franco. Dal momento che il presidente francese ha intensificato la sua politica repressiva nei confronti dei Rom, obbligandoli a lasciare gli insediamenti e rimpatriando molti di loro in Romania e Bulgaria, la sua voce e’ tornata a farsi sentire a Strasburgo dove ha duramente condannato le azioni di Sarkozy reputandole addirittura peggiori di quelle di Berlusconi. "Quello che sta accadendo in Francia e’ ancor piu’ pericoloso di cio’ che sta accadendo in Italia per tre ragioni: Berlusconi agisce condizionato dalla Lega Nord, il partito xenofobo del nord Italia, mentre Sarkozy, invece, dichiara di non essere filo-fascista, ma democratico. E quando un attacco di questo tipo proviene da qualcuno che si vanta di essere democratico, allora il timore per la democrazia e’ maggiore. In secondo luogo, ci troviamo in un periodo di grande crisi economica, ed e’ assai facile che, dietro ad esempi di questo genere, il sentimento razzista nei confronti delle minoranze si propaghi a macchia d’olio. La terza ragione e’ che la Francia dovrebbe essere lo stato che custodisce un grande patrimonio: i diritti degli esseri umani. Lo stato della Rivoluzione francese del XVIII secolo, il luogo dove e’ stata fatta per la prima volta la proclamazione solenne dei diritti umani universali sull’uguaglianza, la giustizia, la liberta’, e questo rende ancor piu’ grave quanto sta accadendo".

Ma il caso francese e’ singolare anche per un altro aspetto. Per i Rom in Europa, i gitani di Francia sono un modello di come persone di etnia diverse possono integrarsi nella societa’, in tal modo da indicare un percorso in cui l’integrazione fra due diverse culture sia meno problematica. "Il nodo della questione non e’ legato all'origine nazionale o del gruppo etnico a cui si appartiene, ma alle condizioni sociali che non riguardano specifiche etnie, ma tutti quanti. Gli zingari romeni, d'Albania e dei Balcani vivevano nei loro paesi in condizioni di poverta’ estrema e di analfabetismo. E' normale che, dopo la caduta della cortina di ferro, siano scappati per venire in Occidente, creando problemi nelle nostre societa’, ma cio’ e' dovuto alle condizioni sociali, e non perche’ sono zingari. Questo e’ fondamentale per capire."

Pochi mesi fa, in aprile, il secondo vertice dei Rom tenutosi a Cordoba aveva fissato l'obiettivo che la comunita’ Rom fosse vista come una parte della popolazione europea senza piu’ alcuna distinzione, denominazione o aggettivo. Un risultato che sembra oggi piu’ lontano, a seguito delle misure adottate da Sarkozy. "Siamo molti, ma meno di ieri. Per realizzare questa visione della “gitanita’” fra noi zingari e poi con il resto della societa’, si devono ancora raggiungere numerosi traguardi. Ne indico solo uno, il piu’ importante: l'istruzione. Quando un popolo come il nostro ha un tasso di analfabetismo vicino al 50%, e’ comprensibile che i sentimenti delle societa’ in cui abbiamo scelto di integrarci siano negativi".

Ramírez non risparmia critiche neanche al suo stesso popolo, quando esamina i motivi per cui le linee guida e gli auspici degli organismi internazionali sono cosi’ lontani da cio’ che realmente sta accadendo in alcuni stati dell'Unione europea. "In molti casi, svolge un ruolo chiave la mancanza di decisione, e l'incapacita’ di assumersi la responsabilita’ che storicamente abbiamo avuto. Se non diventeremo consapevoli di noi stessi, non saremo protagonisti del nostro destino e lasceremo l'amministrazione dei nostri interessi in mani straniere, il nostro benessere come individui dipendera’ eternamente dai gadje’ nostri protettori".

La Spagna resta al momento una privilegiata eccezione. Almeno finora, non si e’ verificato alcun focolaio di razzismo istituzionale contro i Rom, e i gitani spagnoli sono riusciti ad integrarsi, anche se hanno dovuto pagare un prezzo. "La maggioranza dei leader Rom provenienti da tutto il mondo hanno gli occhi fissi su di noi. Noi che abbiamo pagato il prezzo piu’ alto che un popolo si possa permettere per il bene dell’integrazione: il deterioramento della nostra lingua, il patrimonio comune di quattordici milioni di Rom nel mondo”. Ma questo non significa che l'integrazione passi necessariamente attraverso una forma di etnocidio culturale. "Potrei esporre piu’ di una dottrina della sociologia e dell'antropologia culturale per sostenere che la convivenza e’ possibile anche senza perdere l’identita’, ma lasciatemi dire una cosa: il modello si chiama Andalusia. Questo potrebbe essere il modello per tutti i Rom che vivono nel mondo. Una comunita’ in cui non e’ piu’ importante stabilire se gli Andalusi sono andalusi, zingari o zingari andalusi".

Per l’Unione Romani, le prossime date sono il 4 settembre, per una grande manifestazione contro la politica anti-tzigana di Sarkozy a Parigi, e il 15 settembre quando ci sara’ un'altra manifestazione gitana nella capitale francese, organizzata e gestita esclusivamente da Rom. Per allora, Ramírez dovra’ avere tutto il necessario per presentare la sua richiesta alla Corte di giustizia dell'Unione europea nei confronti del governo francese.

Per chi vuol partecipare. Sabato 4 settembre alle 14.00 a Parigi, Place de la République, grande manifestazione contro le misure annunciate dal presidente Nicolas Sarkozy.

Per chi vuol partecipare. Boicottaggio di qualsiasi e di ogni prodotto e servizio italiano fino a quando in Italia non sara' fermata la discriminazione contro i Rom, e sara' rimosso lo stato di apartheid e di abuso etnico.

Per chi vuol saperne di piu'. Francia: prosegue l'espulsione dei rom. Delegazione romena a Parigi.

Per chi vuol saperne di piu'. Amnesty International critica il governo francese e condanna il rimpatrio dei rom.

Per chi vuol saperne di piu'. Vaticano: "La Chiesa non è di destra né di sinistra, i rom vittime di un olocausto.”

6 commenti :

davide ha detto...

Distinta Chiara,

ho letto che il nome Sarkozy in Austria è comune a molte famiglie di zingari e anche il capo degli zingari austriaci porta il cognome Sarkozy (può darsi che anche il presidente francese sia di origini zingare).

Quello che avvenuto in Francia è tipico nei periodi di crisi: la gente se la prende con la minoranza più debole che funge da capro espiatorio (la popolarità del governo francese è cresciuta notevolmente dopo che il governo ha preso queste misure).

Ciao Davide

Chiara di Notte - Klára ha detto...

la popolarità del governo francese è cresciuta notevolmente dopo che il governo ha preso queste misure

Questa notizia e' controversa.

http://wwww.ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2010/08/25/visualizza_new.html_1790028415.html

Comunque e' un po' l'atteggiamento dei piccoli uomini che arrivano al potere quello di avere velleita'liberticide. Credo che alla base di cio' ci sia l'inconscio desiderio di rivalsa tipico delle mezze seghe.

mod ha detto...

un déjà vu terrible - terribile!

love, mod

Chiara di Notte - Klára ha detto...

mod ha detto...
un déjà vu terrible - terribile!


A proposito di déjà vu, mi ricordo una volta, con un pisquano che voleva far colpo e che affermava di essere tanto colto, in cui misi in atto uno dei miei soliti test - quelli fetidi che poi mi fanno restare sulle palle a un sacco di gente - per vedere fino a che punto se la tirava, ed allora, discutendo, dissi: "Sai, ho avuto come un deja vue... oppure si dice dejavue tutto attaccato?"
Lui, volendo fare il colto superletterato mi rispose con nonchalance: "Si dice dejavue, tutto attaccato!"
Allora ho capito di trovarmi di fronte ad uno dei soliti personaggi squallidi, uno di quegli idioti internettiani che credono di far fessi gli altri e si illudono di essere tanto furbi. Ma la conferma definitiva l'ebbi quando, nel corso della discussione che ormai era diventata una sarcastica presa per il culo di ogni cosa che diceva, tiro' fuori un bell' "Eistein" senza la N. :-)))

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Ci sono delle fantastiche persone (o forse e' una sola, sempre la stessa che ama cambiare nick), che mi inviano commenti molto interessanti, formati da 2-3 parole (una per ogni neurone che possiedono, suppongo), i quali mettono in mostra la loro immensa cultura, la loro grande capacita' comunicativa ed il loro desiderio di scambiare informazione ed opinioni.
Purtroppo, pero', su blogger, esiste un limite al numero dei commenti che si possono fare in ogni post (credo che questo limite sia di 5.000), e siccome io sono assai parsimoniosa, preferisco non rischiare di superarlo. E' per questo motivo che tali commenti, di per se' molto intelligenti, non troveranno spazio in questo blog che, e' risaputo, e' soprattutto dedicato a chi come me non e' affatto intelligente, e saro' mio malgrado costretta ad archiviarli in un luogo che immediatamente, se avete un po' di fantasia, immaginerete.
Mi dispiace quindi per queste persone che non potranno "leggersi" nei commenti, e che non potranno vedere le loro parole piene di spessore e significato (come cacca, culo, merda) immortalate nel web a riprova della loro immensa sagacia.
Ai vari luciani69, riciclati con altri nick tipo "padaniDOC", oppure "morteaglizingari", oppure "sonounpoverodemente" consiglio di utilizzare il tempo che usano per scrivermi ad altre piu' proficue occupazioni, come farsi la dodicesima pippa della giornata, e nel ringraziarli per la loro assidua quanto utilissima partecipazione, li mando tutti gentilmente a fare in culo. :-)

Anonimo ha detto...

non c'e' ancora una coscienza collettiva di essere umano in quanto tale.

siamo tutti quanti sulla stessa barca chiamata Terra, governati da un manipolo di bambini intenti a fregarsi i giocattoli di mano e tirarsi i capelli.

eevan

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Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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