sabato 10 luglio 2010

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La sessualita’

Forse non tutti sanno che il corpo e’ una banca dati che memorizza i piaceri, le sofferenze, le ansie e spesso ricorda quello che la mente crede di poter dimenticare. Per tale motivo la sessualita’ assume un’importanza fondamentale nella vita di ogni persona, perche’ da essa, da come viene vissuta, dipende la qualita’ della nostra esistenza cosi’ come viene interpretata dentro, ma soprattutto fuori dal letto.

Sia per ragioni collegate alla professione, sia per puro divertimento, ma anche per autentica curiosita’, mi sono sempre interessata a riconoscere e saper esercitare una sana sessualita’ che ritengo fondamentale per il successo non solo di una cortigiana, ma di ogni donna. Per questo motivo, in quei luoghi in cui certe donne imparano i rudimenti per gestire il proprio corpo, cosi’ da renderlo fonte di reddito, viene data molta importanza a questo aspetto che viene trattato in modo approfondito sia dal punto di vista filosofico che dal punto di vista scientifico.

La prima cosa che viene imparata e’ saper distinguere esattamente le differenze esistenti fra le due sessualita’, maschile e femminile, cosi’ da comprendere quali sono i meccanismi da mettere in moto, non solo col corpo ma anche con la mente, per dar piacere a qualcuno creando in lui - o in lei poiche’ per certe cose non esistono preferenze sessuali - l’illusione di aver vissuto un’esperienza straordinaria. Conoscere quindi la sessualita’ e secondo quali linee generali questa si manifesta, negli uomini e nelle donne, e’ molto importante per individuare esattamente i desideri, consci ed inconsci, di chi si ha di fronte, cosi' da poterli realizzare, ma allo stesso tempo apre anche una finestra sulla comprensione e rende chiari quelli che sono alcuni dei motivi all’origine dei tanti contrasti fra i due generi.

Parlando di sessualita’ femminile si puo’ tranquillamente affermare come per le donne questa sia qualcosa di estremamente complesso, non facilmente rilevabile dai sensi a cui fanno riferimento gli uomini, essenzialmente il tatto e la vista, e non ci si deve quindi sorprendere di come questi ultimi si trovino talvolta completamente spiazzati di fronte a determinati comportamenti femminili che, secondo la loro logica, devono apparire davvero bizzarri e privi di senso. Come ho gia' scritto piu’ volte, le donne vivono la sessualita’ in modo assai piu’ cerebrale ed e’ per tale motivo che viene chiamata “di mucosa”, mentre quella degli uomini, essendo piu’ esplicita e molto piu’ meccanica, viene definita “d’organo”. E’ questa differenza, alla quale troppo spesso viene attribuita scarsa importanza, che crea le incomprensioni piu’ forti per quanto riguarda il modo d’intendere il sesso, l’atto sessuale e tutto cio’ che ne consegue, incluse le relazioni che da semplici attrazioni fisiche evolvono in sentimentali.

Infatti, le due problematiche che frequentemente l’uomo associa alla sfera della sessualita’ riguardano due parametri che vivono principalmente nel suo immaginario: la durata del rapporto sessuale e la dimensione del suo pene. E’ quindi con queste le due variabili, con cui si trovano bene o male a fare i conti, che quasi tutti gli uomini valutano la propria sessualita’ ed e’ in riferimento a questi parametri, fra l’altro scarsamente affidabili, che quantizzano e monitorano le proprie capacita’ e l’appartenenza al proprio genere. Ma cosi’ facendo svuotano la loro sessualita’ ogni altro significato, caratterizzandola spesso con attacchi d’ansia.

Chi non ha mai sentito parlare di ansia da prestazione, cioe’ quell’ansia che viene provata prima di un rapporto che pone l’uomo in una condizione psicofisica di stress e disagio ed e’ la causa principale della mancata erezione oppure dell’eiaculazione precoce? Certe problematiche sono assai frequenti ed hanno un notevole riflesso anche al di fuori della sfera sessuale, inficiando la qualita’ della vita stessa ed i rapporti sociali in genere. Il motivo di tale ansia e’ appunto l’enorme importanza che gli uomini danno alla funzione meccanica del coito, mentre ne sottovalutano quella psicologica ed emozionale. Basta dunque che una sola esperienza non vada a buon fine, in cui pensano di non essere riusciti nella loro funzione maschile che non e’ solo quella dedicata alla riproduzione, ma ha a che fare anche con soddisfazione della partner che con l’orgasmo - essi credono - viene legata maggiormente ed ha quindi una minore propensione al tradimento, ed ecco che si generano altre ansie che si ripresentano piu’ forti durante ogni rapporto successivo, creando un circolo vizioso nel quale e’ sempre piu’ facile che il problema si ripresenti. E questo, alla fine, puo’ creare un’aggressivita’ all’inizio latente che poi in seguito, sempre meno controllata, puo’ arrivare a tramutarsi in vera e propria violenza.

Le donne, invece, sia per cultura sia per educazione, con modalita’ consolatorie dal sapore tipicamente materno legate alla loro funzione biologica, tendono a rinforzare la sessualita’ del compagno, soprattutto allorquando si accorgono che la sua sicurezza viene meno, rassicurandolo in ogni modo, con gemiti, fingendo orgasmi e mentendo talvolta in modo spudorato anche sui sentimenti provati pur di non creare in lui quella situazione mentale sopra descritta.

Non sempre e’ cosi’, e’ ovvio, esistono nell’ambito dei comportamenti soggettivi delle peculiarita’ che possono contraddire queste mie affermazioni, ma lo schema generale che scaturisce dall’incontro di due differenti sessualita’ cosi’ come le ho descritte, e’ quello tipico che contrappone una parte che pretende ansiosamente la soddisfazione del proprio desiderio, incluso quello di sentirsi pienamente realizzati solo se si riesce nel compito di far godere la partner, a chi invece sente di avere l’obbligo di assecondare e rassicurare. Si tratta quindi di una situazione fortemente asimmetrica. Ed e’ questa asimmetria che col tempo diventa sempre piu’ accentuata e, parimenti, puo’ creare anche nella donna rancori e rivendicazioni che scaturiscono proprio in quello che e’ all’origine dei timori dell’uomo, cioe’ nel rifiuto del sesso o, peggio ancora, nel tradimento e nell’abbandono.

In ogni caso, dal punto di vista storico, ci sono stati due elementi epocali che hanno modificato la sessualita’ ed il modo femminile di concepire il proprio piacere: la rivoluzione sessuale, che individuando le difficolta’ legate alla sfera sessuale femminile le ha rese evidenti, lecite e sanabili con richieste chiare e concise, e la pillola anticoncezionale che ha disgiunto la sfera della riproduzione dalla sfera del piacere, rendendo capace ogni donna di poter vivere i suoi orgasmi senza avere necessariamente l’obbligo di mettere al mondo dei figli.

Sono comunque queste differenze sessuali tra i due generi che rendono il percorso che va dal desiderio sessuale al suo raggiungimento, estremamente difficoltoso e molto meno meccanico ed idraulico di come viene concepito dal solo maschio, e la mancanza di una comunicazione chiara, sincera, sia dentro che fuori dal letto, avulsa da quel senso di disagio che e’ spesso legato ad un condizionamento culturale dal quale e’ difficile evadere, porta spesso le donne a sopportare in silenzio la condizione di oggetti sessuali ad uso e consumo di una sola parte.

Ma mentire, glissare, evitare l’argomento solo perche’ si teme di offendere il partner se gli si comunica di non aver raggiunto il piacere, anche se crea in lui rassicurazione ed appaga il senso materno, rinforza ed acuisce il problema di coppia, cementa la difficolta’ di comunicazione e, soprattutto, crea un terreno fertile per un decadimento totale del desiderio sessuale. Si smette dunque di desiderare, riducendo all’indispensabile lo spazio mentale che dovrebbe essere dedicato alla sessualita’. S’impoverisce l’immaginario che diventa sempre piu’ sterile, asfittico, ginnico, esclusivamente coitale, aprendo cosi’ le porte alla completa frustrazione, oppure, come ho detto, al tradimento. Perche’ la sessualita’ ha bisogno di essere nutrita con l’erotismo. Il desiderio va concimato ed innaffiato ogni momento con l’immaginazione, la fantasia, la complicita’ e con tutto cio’ che e’ fondamentale nella vita di ogni coppia che voglia restare tale sol anche per un breve istante.

22 commenti :

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,

post molto interessante che tratta in modo chiaro un argomento difficile quale le differenze sessuali fra uomo e donna.


La sessualità femminile è più complessa di quella maschile. Rimango sempre stupito nel constatare quanti maschi, soprattutto giovani, conoscano la sessualità femminile in modo superficiale.

Certi ragazzi credono che basti fare qualche "scopata" per sapere tutto sull'argomento (se gli consigli di leggere qualche libro -e ce ne sono tantissimi molto belli che trattano l'argomento in modo approfondito- quasi si offendono).

In Italia i divorzi sono in costante aumento. Non dico che dipenda solo da incomprensioni sessuali, ma credo che l'ignoranza di molti maschi sull'argomento sia una delle cause di questo fenomeno.

Ciao Davide

Anonimo ha detto...

Cara Chiara,
ti leggo da più di un anno, sempre, ed apprezzo le tue idee coerenti e limpide, il modo diretto e sincero di esprimerle, la tua vivace e convinta intransigenza.
Questo post mi porta ad esprimere un pensiero che mi pare più chiaro in questo mio momento della vita.
Premetto che sono in una condizione particolare: sono un non più giovane disabile con parecchie difficoltà e con pochissime esperienze sessuali e solo con professioniste. La vita mi ha portato al momento a non essere mai riuscito a congiungere sentimenti e sessualità. Una sessualità che dopo un'adolescenza difficile è stata dignitosamente sopita senza troppa sofferenza.
Ma intervengo per condividere una sensazione che mi appare oggi più evidente. Ogni persona, si sa, ha una specie di bolla virtuale che identifica il confine fisico del proprio corpo. Questo confine più o meno consciamente può essere più o meno violabile. Una pacca sulla spalla, un abbraccio, una stretta di mano, anche la sola vicinanza su una panchina. La permeabilità di questa bolla, sia verso gli altri che verso se stessi, è per me indice di una forte e sana coscienza e rispetto e stima della propria fisicità e anche credo della propria sessualità.
Il mio aspetto "fuori standard" ha reso secondo me la "mia bolla" più impermeabile e refrattaria con le persone che vivono meno serenamente la propria fisicità. Non posso fare sicuramente statistiche affidabili ma è per me un fatto che "la mia bolla", il mio confine, diventa permeabile, trasparente in certe condizioni. E' ovvio nell'ambito sanitario (non sempre però), dove ho avuto occasione finalmente di uscire allo scoperto, di stringere forti e durature amicizie. Ma il contatto è diventato possibile con una ballerina, che per scelta di vita fa del proprio corpo e spazio strumento di espressione diretta di idee ed emozioni. E' successo con le ragazze che ho trovato sugli annunci che per scelta di vita conoscono bene il proprio confine, anche se più sottile, e non temono, o addirittura sembrano non vedere il mio.
E' la serenità, la tenerezza, la confidenza vissute con queste ultime ragazze, non giustificabili solo da mere transazioni economiche, peraltro esigue, mi ha ancor più convinto che un corretto, o almeno onesto, rapporto con il proprio corpo e la propria sessualità rende migliore o spesso almeno più possibile la comunicazione anche su livelli diversi e più complessi.
Quando non c'è può essere origine di frustrazione, aggressività, disagio, malessere, incomunicabilità.
Io, questo equilibrio sono lontano dal raggiungerlo, ma lo percepisco e lo apprezzo (e ammetto invidio) quando lo trovo negli altri.
Con profondo rispetto, un caro saluto.
p.s. scusa l'anonimato

rossoallosso ha detto...

chiara,hai per caso in progetto,oltre alla teoria, anche la pratica? ;-)
a perte gli scherzi,e' molto interessante il tuo post.
che ne dici se provassimo a scrivere alla gelmini che ne pensa di inserire l'educazione sessuale nelle scuole?
noi italiani il sesso lo impariamo in modo autodidatta e non tutti riescono,vuoi per cultura,per inibizioni religiose o altro,a sviluppare una sessualita che sia vissuta in maniera armonica con se stesso e di conseguenza col partner
e' una sessualita' vissuta in maniera istintiva ,animalesca, che non e' un male,ma poi c'e' altro che ,parlando per esperienza personale,scopri con la frequentazione e la complicita' del tuo partner abituale.
partire gia' dal principio ,su altre basi,aiuterebbe sicuramente a superare sclerotizzazionida parte di ambo i sessi.

Lameduck ha detto...

Tutto giusto. L'unica cosa che mi rende perplessa è il definire la sessualità femminile come "più cerebrale". Secondo me non è così per tutte. Ovvero, di usare il cervello ce lo impone la cultura, che ci dice "reprimiti", "non puoi avere gli stessi desideri di un maschio". Se, ad esempio, ti faresti senza indugi e contro il muro uno splendido esemplare ma che, disgraziatamente, è il marito di un'altra la società che ti dice? "Usa la testa, pensaci". Ecco.
Non vorrei poi che la cerebralità fosse solo una scusa per nascondere la mancanza di desiderio, che è altra cosa. Dal punto di vista pulsionale, la libido secondo me è potenzialmente la stessa tra uomo e donna, ma la società crea la differenza per motivi di ordine pubblico. Se il desiderio femminile fosse libero di esprimersi non esisterebbe più la famiglia.
Seconda osservazione, la durata del rapporto. Che sia maledetto chi ha scritto che le donne hanno bisogno di ore e ore di stimolazione, e che abbiamo l'orgasmo multiplo, creando così la famosa ansia da prestazione nell'uomo. Non siamo tutte uguali nemmeno lì. C'è chi ha una reattività orgasmica molto rapida.
E' chiaro che andremmo avanti per ore perchè il dai-e-vai è piacevole ma l'orgasmo, se ben stimolate, arriva con lo stesso treno del maschio. Se non ci arriviamo è un problema di chi non sa stimolarci nel modo giusto. Ma a quel punto bisogna solo indicargli, con il navigatore, la destinazione, non farlo continuare per ore.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Davide: ma credo che l'ignoranza di molti maschi sull'argomento sia una delle cause di questo fenomeno.

Ignoranza e supponenza. Oltre ad una buona dose di moralismo che impedisce di guardare al sesso come qualcosa di naturale e non di morboso. Hai notato che determinate popolazioni hanno nei confronti del sesso un comportamento piu' ossessivo rispetto ad altre? Di solito chi soffre di mancanza di qualcosa, pone quella cosa al punto piu' alto delle proprie priorita'.


@ Anonimo: Ti ringrazio per la testimonianza, davvero carica di umanita'. Non saprei cos'altro aggiungere alle tue parole dato che mi pare che tu viva la tua condizione con un notevole equilibrio. Frutto forse anche della maturita'.
Il problema, credo, per i disabili che vivono in un contesto in cui il sesso viene considerato qualcosa di derivazione quasi "divina" e non un mero fatto della natura ne' piu' ne' meno che l'alternarsi del giorno e della notte, produce emarginazione per chi non corrisponde a canoni di "appetibilita" determinati e stabiliti da rigide regole sociali ben precise in cui le persone vengono "classificate" non per cio' che sono, ma per cio' che hanno oppure per come appaiono.
Posso pero' assicurarti che "altrove", certe problematiche sono meno sentite. La stessa prostituzione, che in Italia viene ancora vista come qualcosa di sporco da tenere nascosto, in altri paesi e' semplicemente una professione riconosciuta per le sue forti qualita' terapeutiche dal punto di vista psicologico. Un servizio utile alla comunita' anche perche' porta sollievo a chi non puo' vivere il sesso senza complicazioni.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Rosso: hai per caso in progetto,oltre alla teoria, anche la pratica?

Ti posso assicurare che non e' la pratica che mi manca, ne' mi e' mai mancata. Forse ti scordi di dove sono nata e cresciuta :-)
La diversa educazione ed anche una diversa ottica rispetto a certi valori hanno fatto si' che all'est il sesso fosse vissuto in modo piu' libero e avulso da sensi di colpa, che e' poi in parte motivo di quella percepibile "freddezza" che molte persone rilevano quando parlano di ragazze dell'est.
Credo sia una cosa normale: chi e' abituata a mangiar caviale ogni giorno, non la vedi strabuzzare gli occhi di fronte ad una tartina.
Oggi pero' il mondo si sta uniformando, e gia' la generazione dopo la mia, infarcita da un rinascimento di fandonie pretaiole, vive la condizione sessuale in modo molto piu' simile a quella occidentale, facendosi problemi di coscienza legati al concetto di "peccato" legato al sesso. Quindi, molto meno liberamente.


@Lameduck: Secondo me non è così per tutte. Ovvero, di usare il cervello ce lo impone la cultura, che ci dice "reprimiti", "non puoi avere gli stessi desideri di un maschio"

Ciao cara amica. Grazie per la visita. Purtroppo stavolta non posso essere d'accordo con te come moltissime altre volte. Secondo la mia personale esperienza, e quella di moltissime altre donne che mi sono vicine - ma anche da un punto di vista scientifico - posso confermare che le due sessualita' sono diverse e seguono le linee guida da me descritte, anche se - come dici tu - non e' cosi' per tutte. Questo fatto diventa ancor piu' palese se, nel concreto della pratica, invece di limitarsi all'eterosessualita' si hanno anche rapporti omosessuali. Infatti, si rileva chiaramente e senza alcuna ombra di dubbio che il sesso vissuto con un uomo - sia nel dare che nel ricevere - e' completamente diverso da quello vissuto con una donna. Non e' neppure paragonabile ed e' persino impossibile stabilire delle graduatorie su quale sia meglio. Sono semplicemente due cose diverse che coinvolgono parti di noi completamente diverse, anche se in qualche dettaglio si possono sovrapporre, come ad esempio nell'istante dell'orgasmo. Ma solo in quello, dato che tutto il "prima" e tutto il "dopo" sono due film completamente differenti.
Per quanto riguarda la precisazione che fai tu, e cioe' che e' la "cultura" a dire "reprimiti", anche qui devo contraddirti: la mia cultura non mi ha mai detto "reprimiti" e, come ho scritto anche sopra rispondendo a Rosso, ritengo di appartenere ad una generazione di donne che davvero puo' dire di aver vissuto la completa liberta' sessuale esattamente come ha fatto e sta facendo ogni donna ed ogni uomo della mia stessa generazione nati nel mio stesso contesto socio-politico-culturale.
Forse il discorso che fai, se ritieni sia giusto e sulla tua buona fede non ho dubbi, puo' spiegare la situazione di repressione sessuale esistente in Italia. Una repressione in cui, giustamente, il maschio da sempre costringe la donna a determinate regole che permettono di avere il controllo sulla sua sessualita'.
Una specie di cintura di castita' psicologica.

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,

"Ignoranza e supponenza. Oltre ad una buona dose di moralismo che impedisce di guardare al sesso come qualcosa di naturale e non di morboso. Hai notato che determinate popolazioni hanno nei confronti del sesso un comportamento piu' ossessivo rispetto ad altre? Di solito chi soffre di mancanza di qualcosa, pone quella cosa al punto piu' alto delle proprie priorita'."

Sull'atteggiamento ossessivo verso il sesso c'entra molto la religione. Il mondo greco-romamo era piuttosto disinibito riguardo al sesso. Poi con l'avvento del cristianesimo il sesso diventò sinonimo del diavolo. Naturalmente sto semplificando, ma di certo l'atteggiamento paranoico del cristianesimo verso il sesso ha provocato danni a non finire.

Attualmente in Occidente (almeno in alcuni stati cattolici) il sesso è vissuto in modo schizzofrenico. Da una parte c'è una morale che descrive il sesso come qualcosa di sporco e dall'altra ci sono i media che bombardano con immagini che stimolano in modo ambiguo comportamenti sessuali sfrenati.

Ciao Davide

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Il mondo greco-romamo era piuttosto disinibito riguardo al sesso. Poi con l'avvento del cristianesimo il sesso diventò sinonimo del diavolo. Naturalmente sto semplificando, ma di certo l'atteggiamento paranoico del cristianesimo verso il sesso ha provocato danni a non finire.

Ok, ma 'sta storia del cristianesimo va avanti come minimo da 17 secoli (non ho sbagliato i conti), e a me pare ormai un alibi.
Mi pare che la gente abbia preso consapevolezza dei danni fatti dalla religione. Ora sarebbe bene che quella stessa gente si liberasse di cio' che con la religione non c'entra: la propria ipocrisia.

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,


"Mi pare che la gente abbia preso consapevolezza dei danni fatti dalla religione. Ora sarebbe bene che quella stessa gente si liberasse di cio' che con la religione non c'entra: la propria ipocrisia."

Se parli con un credente avrà un'opinione diversa dalla nostra sui danni fatti dalla religione relativamente al sesso.

Per la dottrina della Chiesa è severamente vietato ogni rapporto sessuale pre matrimoniale.

Naturalmente la Chiesa è libera di dire quello che vuole.

Il problema è che la Chiesa in Italia politicamente pesa tantissimo e riesce a condizionare le politiche sull'argomento.

Non voglio dire che la Chiesa sia la causa dei problemi in oggetto, ma di certo, in Italia, la Chiesa fa molti danni al riguardo.


Ciao Davide

Chiara di Notte - Klára ha detto...

di certo, in Italia, la Chiesa fa molti danni al riguardo.

E perche', fra tutte le nazioni del mondo, questi danni li fa proprio in Italia?
Io non credo che dipenda solo dal fatto che il Vaticano risieda a Roma. Credo che ci sia di piu', e cioe' una scarsa apertura mentale che e' ben predisposta nei confronti dell'ipocrisia, oltre ad un sistema politico corrotto al quale fa comodo che la gente continui a non pensare troppo.
Ogni scintilla del pensiero, ogni rigurgito dello spirito critico, ogni messa in discussione dei dogmi, rappresenta un pericolo per chi basa i propri privilegi di casta proprio sul fatto che milioni di persone accettano passivamente in silenzio la loro condizione.

rossoallosso ha detto...

"
E perche', fra tutte le nazioni del mondo, questi danni li fa proprio in Italia?
Io non credo che dipenda solo dal fatto che il Vaticano risieda a Roma. Credo che ci sia di piu', e cioe' una scarsa apertura mentale che e' ben predisposta nei confronti dell'ipocrisia, oltre ad un sistema politico corrotto al quale fa comodo che la gente continui a non pensare troppo.
Ogni scintilla del pensiero, ogni rigurgito dello spirito critico, ogni messa in discussione dei dogmi, rappresenta un pericolo per chi basa i propri privilegi di casta proprio sul fatto che milioni di persone accettano passivamente in silenzio la loro condizione."


in un mondo di incertezza,di inadeguatezza,tanti,e non solo in italia, si rifugiano in pensieri gia' preconfezionati,denotando assoluta mancanza di personalita',che si rispecchia pure nella sessualita',accettandoli come verita' assolute,vuoi per pigrizia,per ignoranza o per quieto vivere,basta non pensare,seguire la corrente e' molto piu' semplice che non remare contro,anche a discopito drl prorio "io" a cominciare dal proprio corpo.

Vandana ha detto...

@Chaiara:La diversa educazione ed anche una diversa ottica rispetto a certi valori hanno fatto si' che all'est il sesso fosse vissuto in modo piu' libero e avulso da sensi di colpa, che e' poi in parte motivo di quella percepibile "freddezza" che molte persone rilevano quando parlano di ragazze dell'est.

Discorso comprensibile nel momento in cui foste state più fredde solo nel sesso, ma questa freddezza vi contraddistiugue in "tutto".


@Chiara: E perche', fra tutte le nazioni del mondo, questi danni li fa proprio in Italia?
Io non credo che dipenda solo dal fatto che il Vaticano risieda a Roma.

Ma infatti non è colpa solo del Vatic-ano, ma è colpa della destra italiana che è la più becera, medievale, bigotta, rozza e clericale d' Europa. In Italia c'è una destra che si nutre di un idea perversa della morale, su cui tra l' altro non ha alcun titolo o coerenza da rivendicare. Pensiamo all' episodio avvenuto pochi giorni fa, dove Zaccai, braccio destro dell' omofobo Storace nonchè uomo di fiducia di Alemanno, è stato beccato a farsi sfondare il culo da un trans. E' per colpa di questi catto-fascisti che l' Italia è un paese animalesco, barbaro e troglodito.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Vandana: Discorso comprensibile nel momento in cui foste state più fredde solo nel sesso, ma questa freddezza vi contraddistiugue in "tutto".

Vandana, io ho scritto "e' poi in parte motivo di quella percepibile "freddezza" che molte persone rilevano quando parlano di ragazze dell'est."
Percepibile non significa che le ragazze dell'est sono fredde, significa che rispetto ai canoni che hanno certe persone sono fredde.
Ora bisogna stabilire quali sono questi parametri.
Io credo che cio' che per me - e per altre come me - e' normale, equilibrato, quasi scontato, per molta gente che invece ha in mente un modello di donna diverso che magari si comporta come le attrici dei pornazzi, possa essere ritenuto comportamento freddo.
Sta di fatto che conosco le donne dell'est e posso assicurarti che, a parte le peculiarita' che contraddistinguono ciascuna, siamo tutto meno che fredde. Anzi se posso essere sincera siamo assai piu' femminili e calde di moltissime donne latine cosi' come ho avuto modo di conoscerle io. L'unica differenza che ho potuto rilevare e' che normalmente affrontiamo il sesso senza sgranare ogni volta gli occhi davanti ad un fallo, adorandolo come se fosse un totem, mischiando spesso sesso e sentimenti, e magari facciamo tranquillamente certe cose senza scandalizzarci piu' di tanto, senza ritenerle sporche, schifose oppure fonte di peccato, manifestando una piu' consapevole e matura sessualita' rispetto a chi, magari, essendo da sempre abituata a lunghi digiuni e a innumerevoli piatti di lenticchie, salta come una matta ogni volta che vede comparire una bistecca. Soprattutto se e' in periodo di Quaresima.

A parte questo, che come ho spiegato e' un fatto relativo solo ad una diversa concezione che abbiamo di "calore", dato che tu parli di "tutto", mi sapresti dire in cos'altro saremmo "fredde"?

UnUomo.InCammino ha detto...

Interessante
Se non si trascende il dualismo maschile femminile, con le dinamiche che lo caratterizzano, le frustrazioni e i problemi sono inevitabili.
Ogni maschio deve conoscere il femminile (compreso il proprio), ogni femmina deve conoscere il maschile (compreso il proprio) proprio per prevenire certe dinamiche piuttosto distruttive che la diversità può instaurare.

Fortunatamente non ho mai avuto timori nel prendere atto che a volte la mia compagna gode altre volte un po' meno, che a volte posso controllare il mio cazzo per arrivare insieme in vetta, altre volte manca la determinazione.
Nel momento in cui elimini l'obbligo procedurale del godimento obbligatorio, elimini anche la ragione di falsità, finzioni etc. che non fanno bene in amore come nel resto della vita.

Bella la trestimonianza dell'anonimo disabile. Scrissi a suo tempo una pagina (Benefattrici) sull'assistenza sessuale (come viene chiamata in alcuni paesi) per la quale alcune persone con problemi godono di servizi sessuali a pagamento.
Apriti o cielo, vai a scardinare un doppio tabù, quello del diritto al sesso cosa buona e giusto e quella del fatto che sia etico e lecito fare del sesso una professione.

Vandana ha detto...

La freddezza che percepisco nelle ragazze dell' est non l'ho mai percepita nelle ragazze spagnole, nelle cubane o in quelle brasiliane. Cosi come si dice che la gente del nord europa sia meno calorosa di quella del sud, e la stessa differenza molti la scorgono tra nord e sud Italia. E' inutile che poi tu mi dica che per te non sono fredde, perchè per me non è cosi, ovviamente non sto generalizzando, ma io le donne dell' est le vedo più cupe, più distaccate, più indifferenti, a volte quasi impassibili, meno sorridenti e meno calorose delle donne latine. Poi è ovvio che dipende dai parametri che ogni popolo ha, e io ovviamente valuto in base ai miei.


Sta di fatto che conosco le donne dell'est e posso assicurarti che, a parte le peculiarita' che contraddistinguono ciascuna, siamo tutto meno che fredde.Anzi se posso essere sincera siamo assai piu' femminili e calde di moltissime donne latine.

Benissimo, ma rispetto ai tuoi parametri.


e magari facciamo tranquillamente certe cose senza scandalizzarci piu' di tanto, senza ritenerle sporche, schifose oppure fonte di peccato, manifestando una piu' consapevole e matura sessualita' rispetto a chi, magari, essendo da sempre abituata a lunghi digiuni e a innumerevoli piatti di lenticchie, salta come una matta ogni volta che vede comparire una bistecca. Soprattutto se e' in periodo di Quaresima.

Quindi tu questo è quello che pensi delle donne latine? ma parli per sentito dire o per esperienza personale? perchè io non solo non mi riconosco in quello che hai scritto, ma non riesco neanche ad identificare quel tipo di donna di cui parli in quelle 5 righe.

Sapevo che avresti reagito cosi, io però nel commento precedente, ho buttato giù due righe cosi, su questo cinismo e spietatezza che vi caratterizza:-) , mi preocuppa di gran lunga di più, il danno che il vaticano sta facendo nel mio paese rispetto alla vostra freddezza, non volermene per questo.

Duval ha detto...

@Vandana:
La freddezza che percepisco nelle ragazze dell' est non l'ho mai percepita nelle ragazze spagnole, nelle cubane o in quelle brasiliane.

A mio modesto parere sragioni come un maschio, e pure molto giovane.
Le ragazze dell'est sono molti milioni, come le latine.
Se va bene ne avrai conosciuto personalmente decine, fatti un pò le proporzioni ...

... ovviamente non sto generalizzando, ma io le donne dell' est le vedo più cupe, più distaccate, più indifferenti, a volte quasi impassibili, meno sorridenti e meno calorose delle donne latine.

Come no? Infatti questa non è una generalizzazione ... o volevi dire che , magari, in qualche paese siberiano c'è una donna che ogni tanto ride ?
Se vuoi venire a San Pietroburgo, dove ho un ristorante assieme ad una socia russa, potrai vedere quanto sono tristi le ragazze dell'est, veramente tristi, ma tanto tristi ....

... ho buttato giù due righe cosi, su questo cinismo e spietatezza che vi caratterizza:-)

Nonostante la faccina non riesco a non pensare quanto questa affermazione sia indice di immuno deficienza acquisita in materia cerebrale.

... mi preocuppa di gran lunga di più, il danno che il vaticano sta facendo nel mio paese rispetto alla vostra freddezza, non volermene per questo.

A me preoccupa il danno che sta facendo la scuola ...

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Vandana: Quindi tu questo è quello che pensi delle donne latine? ma parli per sentito dire o per esperienza personale?

ma io le donne dell' est le vedo più cupe, più distaccate, più indifferenti, a volte quasi impassibili, meno sorridenti e meno calorose delle donne latine.

Quindi tu questo e' quello che pensi delle donne dell'est? ma parli per sentito dire o per esperienza personale? :-)
In ogni caso, a parte gli anni che sono stata in giro per l'Europa dell'est e dell'ovest, ho vissuto quasi un terzo della mia vita proprio in Italia. Quindi non credo di parlare per sentito dire.


@ Duval: A mio modesto parere sragioni come un maschio, e pure molto giovane.

Vandana non ha mai nascosto la sua giovane eta'.

davide ha detto...

Caro amico Duval,

condivido quello che hai detto. E' un peccato che ultimamente intervieni cosi poco, perchè i tuoi interventi sono sempre acuti e preziosi.

Per il resto parle di donne dell'est non ha molto senso, perchè all'Est ci sono un'infinità di popoli.

Per esempio i rumeni sono un popolo dell'est, ma sono di origini latine come noi.

Generalizzare è sempre banale. Ricordo che nei primissimi anni che ho ospitato donne dell'est nel mio hotel, molte si stupivano nel costatare che gli italiani non erano passionali e romantici, come recitava un luogo comune sugli italiani.

Ciao Davide

Vandana ha detto...

@Chiara:Quindi tu questo e' quello che pensi delle donne dell'est? ma parli per sentito dire o per esperienza personale? :-)

Non ho dubbi sul fatto che tu abbia più esperienza di me, questa è però l' impressione che ho avuto, e che molti hanno. Poi è ovvio che ci saranno ragazze dell' est più sorridenti e calorose di alcune donne italiane, ogni persona è un caso a sè. Anzi forse ultimamente siete più contente voi, visto che in Italia non c'è nulla da ridere, e anche se comunque la vostra situazione non è migliore della nostra, almeno voi siete abituate. Comunque mi hai fatto ricordare una bellissima canzone di Baglioni "ragazze dell' est", che sicuramente conoscerai:-))

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Comunque mi hai fatto ricordare una bellissima canzone di Baglioni "ragazze dell' est", che sicuramente conoscerai

No. Non la conoscevo. Adesso la conosco. Molto bella.

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,

poichè anche a me piace quella canzone ho pensato di ripotarene il testo.

Ciao Davide

RAGAZZE DELL'EST

Il brano è contenuto nell'LP Strada Facendo, uscito nel 1981, ovvero negli anni di più dura e pericolosa contrapposizione internazionale fra i blocchi politico-militari facenti capo agli Stati Uniti e all'Unione Sovietica.

In Italia esisteva un Partito Comunista attestato oltre il 30% dei voti che dichiarava di ispirarsi alle società dell'Europa dell'est; tuttavia la conoscenza di questi popoli era soprattutto teorica e legata allo studio dei modelli economici. Poco si sapeva degli stili di vita, del grado di soddisfazione del popolo, dei consumi, delle ambizioni e ciò a causa di una rigida chiusura (nota con il nome di "Cortina di ferro") che rendeva impossibile la libera circolazione anche turistica delle persone in quei Paesi e, in occidente, il libero accesso a stampa, televisione e cinema prodotti all’est (quasi sempre boicottati o trascurati).

Si sapeva poco, quindi. E ciò alimentava ogni tipo di mito, da quello di "Impero del Male" a quelli opposti di presunto luogo-crogiolo di ogni virtù e di una raggiunta felicità

Quasi nessuno (tra i pochi "eroi" mi piace citare Enzo Biagi) si prendeva la briga di studiare o di toccare con mano la realtà. E spesso, quando lo faceva, le gabbie ideologiche lo obbligavano a partire con tali e tanti preconcetti da rendere inattendibile ogni osservazione.

Baglioni partì casualmente per una lunghissima ("vodka e vento e non sarei tornato") tournee in Polonia nel 1972, giusto alla vigilia dell'esplosione del suo successo. Questo episodio è l'ispirazione per "Ragazze dell'Est".

La canzone è intima e sentimentale, come nel suo stile dell'epoca, ma è intensamente "politica", secondo un concetto di "politica" che si affermerà più tardi, basato sull'osservazione anche minimalista della realtà.

Baglioni non ha tessere di partito. All'epoca veniva genericamente assegnato all'area cattolica, ma ciò soprattutto per il mancato schieramento nell'ala impegnata-militante di sinistra che aveva conquistato quasi tutti i suoi colleghi. (la foto a lato è tratta dal sito alle9datorben.it)

La sua voce parla d'amore, per cui è ascoltata con attenzione da tutti. Per questo nessuno, proprio nessuno, all'epoca, può sentirsi in diritto di accusare Baglioni di fare controinformazione o di essere servo di qualche logica di partito.

Duro, diretto, sincero, profondo. Senza preoccuparsi dei "riflessi elettorali" che una voce ascoltata come la sua avrebbe provocato.

Si parla di ragazze. Ma queste ragazze fanno da copertina a un mondo inquieto, che di lì a 9 anni imploderà con le modalità che conosciamo.

continua...

davide ha detto...

nei mattini pallidi appena imburrati di foschia
risatine come monete soffiate nei caffè
facce ingenue appena truccate di tenera euforia
occhi chiari, laghi gemelli, occhi dolci amari
io le ho viste
fra cemento e cupole d'oro che il vento spazza via
sotto pensiline che aspettano sole il loro tram
coprirsi il cuore in mezzo a sandali e vecchie
camicie fantasia
e a qualcuno solo e ubriaco che vomita sul mondo
io le ho viste portare fiori e poi fuggire via
e provare a dire qualcosa in un italiano strano
io le ho viste coi capelli di sabbia raccolti nei
foulards
e un dolore nuovo e lontano tenuto per la mano
io le ho viste che cantavano nei giorni brevi di
un'idea
e gomiti e amicizie intrecciati per una strada
io le ho viste stringere le lacrime di una primavera
che non venne mai
volo di cicogne con ali di cera
ancora le ho viste
far la fila con impazienza davanti ai gelatai
quando il cielo stufo d'inverno promette un po' di
blu
piccole regine fra statue di eroi e di operai
lievi spine d'ansia nei petti rotondi e bianchi
io le ho viste
eccitate buffe e sudate per la felicità
negli alberghi dove si balla gridare l'allegria
e bere birra e chiudere fuori la solita neve e la
realtà
e ballare alcune tra loro e ballare e poi ballare
le ho viste
nelle sere quando son chiuse le fabbriche e le vie
sulle labbra vaghi sorrisi di attesa e chissà che
scrivere sui vetri ghiacciati le loro fantasie
povere belle donne innamorate d'amore e della
vita
le ragazze dell'est

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Oggi mi sento un po' cosi'...

Oggi mi sento un po' cosi'...

Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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