mercoledì 7 luglio 2010

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La femminilita’ nell’epoca di internet

Avendo letto un interessante articolo nei giorni scorsi, e sperando di discutere con persone che reputo recettive ad un certo genere di argomenti, tento di approfondire un discorso che da tempo m’incuriosisce, qualcosa che non capita di frequente di poter essere esaminato, vale a dire quel tipo di rapporto che il maschio ha con se stesso che lo rende capace di mettere all’opera l’immaginazione in modo quasi esasperato, per giungere a costruirsi una specifica rappresentazione della femminilita’ in uno stereotipo di donna ideale. Avverto che il post sara’ lungo ed anche noioso, per cui mettetevi comodi oppure passate oltre che' il tempo e' prezioso e sprecarlo sarebbe un vero peccato.

Ho sempre affermato che, mentre nella donna a prevalere sono elementi di pragmatismo, l’immaginazione e la fantasia sono da sempre nella natura maschile ed oggi con internet, per un uomo, trovare un luogo dove approfondire le sue fantasie nascoste non rappresenta piu’ un problema, finanche la materializzazione di quella donna cosi’ come vorrebbe che fosse.

La riproposizione immaginifica della femmina idealizzata non e’ cosa nuova. Ogni epoca ha vissuto questo fenomeno ed ogni tempo ha avuto i suoi modelli ben definiti, dalle etere dell’antica Grecia, alle madonne del Dolce Stil Novo, alle pin-up degli anni ’50 e cosi’ via, fino ad arrivare alla donna come viene proposta oggi in tv e nel web, fatta di curve e forme armoniose che corrisponde all’ideale femminile che appartiene essenzialmente ad uno dei due modelli dominanti ai quali gli uomini tendono ad ispirarsi: il modello uno, cioe’ la donna rassicurante, con capelli lunghi - biondi o mori non ha importanza - longilinea, ben proporzionata, elegante, con un volto non volgare, ed il modello due, vale a dire la bomba sexy dalle curve provocanti, abbondante, dirompente nel carattere e dotata di una sensualita' decisamente esagerata. Questi modelli hanno alimentato l’immaginario anche di tante generazioni prima dell’avvento di internet. Gia’ con la televisione l’erotismo visivo ha avuto, infatti, una parte importante, ma di sicuro non nella modalita’ circoscritta che puo’ avere adesso, in un’epoca in cui l’esibizione del nudo non rappresenta piu’ un fatto eccezionale o di scandalo.

Si’, lo so che il discorso che sto facendo puo’ sembrare banale, superficiale, ma non posso farci niente se sono affascinata dall’essere umano, maschio e femmina, e che in un certo qual senso ne sia intrigata. Credo infatti che sia proprio con l’individuazione delle differenze fra i generi, non quelle legate all’apparato sessuale e riproduttivo, ma quelle legate al pensiero, che possiamo individuare i percorsi migliori per giungere, insieme, ad una felice e proficua convivenza.

In ogni caso, per tornare al discorso, e’ mia opinione che il maschio non dipendente da internet, che naviga non soffermandosi sul primo culo che gli viene mostrato, abbia una visione piu’ romantica e prevalga in lui, piu’ che la voglia di stringere fra le mani due tette, il desiderio di una speciale femminilita’ della quale va, in modo quasi spasmodico, alla ricerca: una donna che corrisponda al primo modello. Diversamente, l’uomo schiavo di internet, dipendente dal collegamento perenne, vive principalmente d’immagini edulcorate rese perfette dai tanti programmi di fotoritocco mediante i quali un seno modesto puo’ magicamente gonfiarsi e straripare dalle scollature, o un sedere con la cellulite puo’ diventare liscio e perfetto come quello delle modelle dei calendari patinati, percio’ va alla ricerca di quelle donne che soddisfano tale cliche’, dunque della bomba sexy che, poi, com’e’ ovvio che sia, nelle situazioni virtuali e’ decisamente colei che riscuote il maggiore successo.

Ecco che a questo punto il quadro che desidero presentare appare piu’ nitido. Da cio’ che ho appena esposto, nel mio consueto modo arzigogolato, affiora la domanda: e’ una scelta della donna quella di trasformarsi in una bomba sexy, oppure tale atteggiamento e’ perche’ l’uomo ha imposto alla donna la sua fantasia? La mia risposta e’ che, mentre il modello uno e’ l’emanazione di una femminilita’ avulsa da una forzata imposizione legata al desiderio maschile, la donna che esplica in modo esagerato le sue forme e’ il prodotto di quel desiderio che poco ricerca il femminile, ma tende a confermare la mascolinita’. Per questo motivo la bomba sexy ha ragione di esistere.

Se quindi non e’ errata questa visione del mondo, cioe’ che il maschile da sempre ha necessita’ del femminile per riconoscersi sessualmente, e’ probabile che si sia arrivati ad un punto in cui il maschio, avendo mutato i propri confini ed adeguato la propria identita’ ad una materialita’ non disgiunta dal mondo virtuale cosi’ com'e’ ormai compenetrata nel mondo della televisione, cerchi nella donna una forma diversa che l’aiuti, in tale modo, ad identificarsi in questa nuova realta’ modificata.

Ma se l’uomo immagina la sua donna ideale come quella artificiosamente costruita sui calendari patinati, oppure raffigurata negli innumerevoli mondi virtuali come Second Life, non esiste il rischio che nella maggioranza dei casi resti deluso in quanto il modello assimilato non potra’ essere in grado di corrispondere adeguatamente ai tanti modi reali dell'essere donna? E' indubbio che questo rischio ci sia, anzi che sia ormai certo, e credo che sia per non deludere tali aspettative che la donna cerchi di aderire alla perfezione a quel modello, riproducendo anche nella vita l’immaginario maschile. Cio' nonostante, con il suo comportamento, non riesce ad aiutare l’uomo a ritrovare se stesso nel suo rapporto con il femminile. Anzi, contribuisce ad aumentare la distanza tra quello che l’uomo immagina e quello che la donna in concreto e’ nella vita di ogni giorno. Ed alla fine, anche se ci fosse qualcuna che confermasse quell’immaginario, resterebbe in ogni caso relegata al ruolo di un giocattolo speciale per un bimbo capriccioso.

Per questo motivo, la direzione presa nell’interpretare i rapporti dove prevale quasi esclusivamente la sfera fisica e sessuale, come ad esempio il cosiddetto sesso ludico a tutto campo invocato dai tanti guru del nuovo revanscismo maschilista, limita estremamente i confini dei rapporti fra uomini e donne. Se cio’ trovasse riscontro nella realta’, vorrebbe dire infatti che la donna si trasformerebbe automaticamente in una bambola gonfiabile sempre pronta all’uso per soddisfare il maschio, e magari disposta a farsi riporre nel ripostiglio una volta svolto il compito, o qualora lui, stanco, si scoprisse attratto da altri tipi di bambole.

Oltre a cio’, in questo desolante scenario privo di ogni significato che si possa dare al sentimento, sarebbe perfettamente inutile mettere in piedi una relazione stabile e duratura. Che senso avrebbe infatti l’unione fra due persone? Ciascuno potrebbe tranquillamente gestirsi l’esistenza nella solitudine della propria postazione davanti al computer o alla tv, alternando mordi e fuggi sul web a mordi e fuggi nella realta’, in una perenne gara per il raggiungimento di un budget di scopate al solo fine di soddisfare un bisogno fisiologico.

Non voglio con questo demonizzare il sesso ludico. Se non interpretiamo tutto come un gioco, se la finzione non rappresenta uno stile di vita parossistico, ma solo un momento breve e circoscritto per dar sapore alla nostra piccola esistenza quotidiana, puo’ essere addirittura taumaturgico. E non voglio neppure additare come origine di ogni male l’uso del computer ed internet. Ho detto piu’ volte che lo ritengo uno strumento prezioso per ampliare le conoscenze e diminuire le distanze fra le persone, purche’ non se ne abusi e non se ne faccia un uso improprio affidando al virtuale il compito di sostituire la nostra vita qualora non ci piacesse e, soprattutto, non ci piacessimo noi, costringendoci a navigare senza meta in un mare che non ci porterebbe da nessuna parte se non a narcotizzarci come i compagni d’Ulisse nell’isola dei lotofagi. Ma siccome le mode ed i costumi sono sempre e solo il frutto dalle nostre proiezioni e dai nostri desideri, anche di quelli repressi, dobbiamo chiederci se molta gente intorno a noi (ma anche noi stessi), non stia gia’ vivendo scambiando la realta’ con la finzione.

Ecco perche’ ogni giorno che il destino mi consente di vivere, instancabilmente invito le mie sorelle a non abbassare mai la guardia e a non piegarsi all’insistenza delle mode che non sono altro che l’eclatante concentrazione dei desideri maschili ai quali si dovrebbe cedere rinunciando ad essere noi stesse, preoccupandoci se riteniamo di non avere un corpo o un volto perfetto, oppure di non essere adeguatamente ammirate e desiderate. Sono infatti le imperfezioni gli unici segni tangibili del nostro esistere, del nostro essere donne vere, reali. Ostacoli messi sul nostro percorso come sfide perche’ le vinciamo per migliorarci, e non per accontentare i capricci di qualche bimbo viziato.

La vera femminilita’ non e’corrispondere ad un modello non stabilito da noi, non e’ farci carico delle alienazioni maschili, della loro perdita d’identita’, della loro perenne insoddisfazione legata alla disgregazione dei valori basati esclusivamente sui loro desideri a cui noi non siamo mai state chiamate ed essere partecipi. Un mondo cosi’, oggi, non e’ piu’ in grado di reggere al movimento tellurico causato dalla nostra presa di coscienza, e femminilita’ deve significare quindi riappropriarci della nostra concretezza, guardarci dentro e allo specchio per vederci riflesse in cio’ che realmente siamo: giovani, meno giovani, magre, grasse, alte, basse, ma sempre e comunque belle. Sempre e comunque vere.

Perche’ noi non rientriamo nei cliche’, ed amiamo giocare innanzi tutto con noi stesse sapendo di essere femminili pur senza ostentarlo, senza mai farlo pesare, senza mai metterci in gara con chi ci e’ sorella, perche’ vederci in competizione e’ proprio quello che, chi non ci vuole unite e forti, desidera. Il nostro ruolo non e’ essere delle bambole gonfiabili. E se proprio ci vogliono davvero in quel modo, che almeno ci paghino profumatamente per la nostra recita sublime; con i soldi o con qualcos’altro di ancor piu’ prezioso, se a loro non manca, come la pazienza, la comprensione, la stima, la fiducia, la complicita’. Perche’ costruire un piano di comunicazione, una conoscenza profonda e’ faticoso, richiede tempo e non scaturisce dalla bramosia di avere tutto e subito.

19 commenti :

Anonimo ha detto...

Ciao Klara, rieccomi dopo un po' di tempo. Grazie per il bellissimo post. L'inizio è effettivamente un po' prolisso, ma la conclusione è stupenda.
Sono contenta di leggere sul web quello che penso da tanti anni e che avevo cercato di far capire a un paio di miei ex (non è difficile capire perché siano diventati degli ex... :D ).
Quand'ero piccola (cinque/sei anni) ammiravo Marilyn Monroe (pace all'anima sua, era anche una donna intelligente) poi alle medie scoprii che aveva dovuto tingersi i capelli, rifarsi i denti, e soprattutto, aveva subito abusi da piccola e non aveva mai avuto una vita sentimentale e sessuale felice. Mi accorsi di quanta falsità c'era in questa sua immagine (peraltro oggettivamente bella, e bella sarebbe stata anche senza rossetto fiammeggiante e capelli platinati) e di quanto essa corrispondesse al conformarsi al desiderio maschile.
Personalmente me ne sono sempre strafottuta di conformarmi all'immaginario maschilista: mi vesto come voglio, mi trucco (poco) raramente e comunque sempre quando ho tempo e voglia. Per fortuna il mio ragazzo non cerca di impormi nulla: gli piaccio in tiro, sciatta, "maschia" o con la gonna, acqua e sapone o truccata, appena alzata dal letto o la sera con gli occhi pesti, e questo mi fa sentire estremamente libera... pienamente me stessa.
A tredici anni lessi un racconto di Gogol' su un pittore idealista che voleva fare il ritratto di una ragazza con tutte le sue imperfezioni, brufoli etc., ma i genitori avevano imposto al pittore di ritrarre la ragazza in maniera idealizzata... Non ricordo il titolo del racconto, ma purtroppo finiva male per il pittore.
Anche se il ricordo è vago, quel racconto mi è rimasto dentro, perché condividevo e condivido tuttora l'ideale del pittore che voleva esaltare la bellezza naturale, autentica, del modello.
Comunque il conformismo non è solo nell'aspetto esteriore, ma anche nei comportamenti.
Da qualche anno vivo in Francia, e mi accorgo di come le ragazze di qui siano quasi tutte delle "gattine", con poca personalità, desiderose innanzitutto di compiacere i loro uomini. Forse però manco da troppo tempo dall'Italia, dove non credo sia meglio (anzi, sul piano estetico, è persino, e di gran lunga peggio: le italiane di oggi, specie le più giovani, sono spesso molto volgari, cosa che qui in Francia vedo più di rado).
Un'ultima cosa: alcuni uomini, anziché cercare la "bambolona", cercano la "suorina" e si incazzano se la ragazza vuole truccarsi, tingersi i capelli o mettersi una minigonna... è l'altra faccia della medaglia, ma sempre oppressione delle donne è.
Concludo ringraziandoti per aver messo l'accento sull'importanza della solidarietà femminile. È triste vedere certe ragazze accapigliarsi per un "pinnolone" qualunque... e quello che mi fa paura è che certi modelli di idiozia vengono assimilati sempre più precocemente: bambinette che litigano per un bamboccio, che cercano di attirare l'attenzione...
Ma leggendoti ritrovo un po' di speranza!

Grazie e a presto,

Gabriella

giosby ha detto...

Secondo me tutta questa attenzione per gli aspetti puramente estetici dovrebbe fare un passo indietro.
Sono bisogni molto indotti sui quali vivono industrie con bilanci pieni di tanti zeri che neanche più si contano.
Creme cremine, accessori, cosmetici profumi gioielli etc etc etc sono prodotti che DEVONO essere venduti.

Sarebbe molto più simpatico avere una vita dove il nudismo, almeno quando la temperatura lo permette, potrebbe essere un fatto del tutto comune e ciò toglierebbe molto spazio ad inutili morbosità.

Dici bene Chiara: "siamo tutte belle" e difatti la bellezza potrebbe sempre più essere un elemento dovuto alla comunicazione, più che alla perfezione delle curve o dei muscoli.

Ma occorre combattere tutti i condizionamenti che bene o male ci obbligano sempre al consumo per non essere da meno ...

Discorso lungo.
Ciao

Harven ha detto...

Torniamo a guardare negli occhi le persone, in questo mondo finto,virtuale, montato.. nessuno riesce piu' a vedere la sincerita' dei sentimenti... sono l'unico a credere che esista quella cosa che ti toglie il respiro? Sono l'unico che si sente morire dentro guardando negli occhi una ragazzina 10 anni piu' giovane...acqua e sapone, alta un metro e 60, tutt'altro che bomba sexy, con la quale hai un feeling esagerato?
Sono l'unico che mentre pensa ... "ecco la donna della mia vita" ... sente lei che dice:"non provo piu' quello che provavo .. ho deciso... tu per me sei solo un amico, non torno piu' indietro."
..... bombe sexy...sesso ludico.. bambole gonfiabili, donne oggetto, hai ragione...questo e' quello che ci meritiamo, ma quando arrivi a sfiorare quella "cosa" che non pensavi esistesse e te la portano via senza motivo...quello che trovi attorno a te sono solo persone vuote dentro e quindi ti adatti........Voi impegnate a rispettare i nostri canoni di desiderio e noi a ragionare con quello che abbiamo nei pantaloni... ma forse fa meno male cosi' a tutti quanti...

Scusa :) sta sera sono contorto....

Domus ha detto...

Ciao,con un sorriso ti leggo e ti seguo.

Alex ha detto...

Bel post Chiara, per rispondere alla tua domanda sono sostenitore del primo esempio. Sinceramente guardo in una donna la bellezza del modo di essere, aggiungo, ma deve tenere a se stessa, sembra una contraddizione ma non lo è.
Ciao

modesty ha detto...

hm.
hai ragione, non ce l'ho fatta a leggerlo tutto. decisamente troppo lungo per l'argomento che tratta.
ovviamente è soggettivo come affermazione e ti fa capire quanto io ci pensi a queste cose: zero o quasi.

l'aspetto esteriore per me ha importanza solamente nell'ambito "sano/malato", cioè mi dispiaccio quando il mio aspetto non è il ritratto della salute, ecco.

quello che pensa l'uomo, cosa desidera, cosa cerca, cosa vuole....bè non mi sono mai soffermata più di tanto, prima di tutto perché sono totalmente egocentrica e poi ben sapendo che questo tipo di desiderio è molto vacuo...se ti metti in quel girone come donna, cioè cerchi di capire cosa vuole l'uomo e poi, peggio ancora, cerchi di darglielo, la donna sempre male finisce, perché non riuscirà mai a soddisfarlo a lungo.

un uomo è onnivoro. quindi in fondo non sceglie veramente. si fa prendere dalla offerta del giorno.

love, mod

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Gabriella:
Ma leggendoti ritrovo un po' di speranza!


Una speranza che fai bene a ritrovare. Non fossilizzarti su quello che avviene nella tua nazione, regredita culturalmente e moralmente ai tempi dei babilonesi. Altrove esiste tutto un mondo. Parti, se puoi, e scoprilo. Avrai delle sorprese che neppure immagini e non farti convincere da quelli che ti dicono che "tutto il mondo e' paese". Non e' cosi'. Sono frasi astiose di chi vive prigioniero e non vuole ammettere che fuori dalle sbarre della sua finestra sul mondo, che spazia solo su una piccola parte di realta', esistono spazi e distese sconfinate dove poter correre.


@ giosby: e difatti la bellezza potrebbe sempre più essere un elemento dovuto alla comunicazione, più che alla perfezione delle curve o dei muscoli.

E' cio' che in parte sta accadendo. Pensa che c'e' chi, non avendomi mai vista, dice che sono "bella", e lo dice in base a cio' che scrivo, non certo per le mie gambe o tette. Questo e', dal mio punto di vista, abbastanza lusinghiero.


@ Harven: Voi impegnate a rispettare i nostri canoni di desiderio e noi a ragionare con quello che abbiamo nei pantaloni...

E' uno schema che da molti anni ho rotto, capovolgendo completamente le priorita' ed i valori. Non e' un passo facile da fare, soprattutto per chi e' dipendente da un certo stile di vita in cui l'aspetto (quello piu' dell'apparire che dell'essere), la griffe, lo status symbol sono essenziali come l'aria che si respira e la giornata e' nervosa se non si trova posto nell'hotel 5 stelle di Positano oppure si deve rinunciare alla regata o alla partita di golf.
Rivoltare le priorita', ritornare sui passi dei nostri antenati, riscoprire le nostre radici, umili, contadine - che' tutti dalla terra proveniamo, nessuno e' nato in un uovo Faberge' - considerarsi persone per cio' che si e' e non per cio' che si ha sono concetti che, in un mondo "berlusconiano" ed attento solo ai problemi dei privilegiati sono impossibili da comprendere, perche' le ragazzine se non hanno le tette di quinta misura non si sentono carine come quelle del grande fratello, le loro madri si sentono fuori luogo ed inadeguate se non possono dire alle amiche di aver trascorso le vacanze alle Maldive, ed i mariti sono frustrati se non si fanno la ciulatina settimanale con la escort da 1000 euro.
Al di sotto di questo esistono poi i terremotati che vengono bastonati e la gente che ogni giorno perde il lavoro ritrovandosi dalla sera alla mattina nella stessa condizione che affligge tutti i poveri del mondo. Ma c'e' il calcio in tv, ed allora chi se ne frega!


@ Domus: Ciao e grazie della visita. :-)

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Alex: Sinceramente guardo in una donna la bellezza del modo di essere, aggiungo, ma deve tenere a se stessa

Una donna (come un uomo) che si arrende, che si lascia andare, fisicamente ma anche psicologicamente, dimostra di non amarsi. E quindi non potra' mai essere bella neppure se e' la sorella gemella della Jolie.
Ma tenersi non significa addobbarsi come un albero di natale.
La bellezza sta in noi, non nello spendere migliaia di euro per cremine che avvelenano la pelle, o stracci inutili griffati. Curiamo dunque il nostro corpo, dentro e fuori, cosi' come ci da modo di fare la Natura. E poi cerchiamo di curare anche il nostro spirito perche' sono anche i bei pensieri che rendono una persona bella.


@ Mod: se ti metti in quel girone come donna, cioè cerchi di capire cosa vuole l'uomo e poi, peggio ancora, cerchi di darglielo, la donna sempre male finisce, perché non riuscirà mai a soddisfarlo a lungo.

Proprio cosi'. Basta pero' cambiare scala di valori, modificare i comportamenti, trovare nuove motivazioni e tutto cambia.
Il problema credo sia la pigrizia e l'assuefazione a certi stili di vita che non fanno pensare, che rendono tutto precotto, in modo che nell'appiattimento generale nessuno si sente fuori luogo piu' sfigato degli altri.

Alex ha detto...

Era quello che intendevo.

I soldi non fanno la persona, si può "tenersi" anche senza "addobbarsi" e il modo di essere è una cosa che si ha dentro senza scrivere "classe".

davide ha detto...

Distinta Chiara,

"Una speranza che fai bene a ritrovare. Non fossilizzarti su quello che avviene nella tua nazione, regredita culturalmente e moralmente ai tempi dei babilonesi. Altrove esiste tutto un mondo. Parti, se puoi, e scoprilo. Avrai delle sorprese che neppure immagini e non farti convincere da quelli che ti dicono che "tutto il mondo e' paese". Non e' cosi'. Sono frasi astiose di chi vive prigioniero e non vuole ammettere che fuori dalle sbarre della sua finestra sul mondo, che spazia solo su una piccola parte di realta', esistono spazi e distese sconfinate dove poter correre."

Non credo che tutto il mondo sia paese, anche se penso che ogni popolo ha i suoi pregi e difetti. Sicuramente l'Italia è in crisi, ma al mondo c'è chi sta peggio di noi.

Per il resto condivido quasi tutto quello che hai detto. Per quanto riguarda l'affermazione che noi maschi abbiamo più fantasia di voi donne, devo dire che nella mia esperienza privata mi è spesso capitato di incontrare donne con più fantasia degli uomini. Però probabilmente in genere è vero quello che hai detto tu.

Quanto alle bambole sexy noto che quasi tutti i maschi hanno delle fantasie al riguardo, ma poi quando scelgono una donna sono ben altre le valutazioni.


Ciao Davide

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Alex: I soldi non fanno la persona, si può "tenersi" anche senza "addobbarsi" e il modo di essere è una cosa che si ha dentro senza scrivere "classe".

Hai mai visto quelle grandi biblioteche alte fino al soffitto dove dentro sono ordinatamente piazzati libri con costole bossurare, in pelle, che trattano argomenti roboanti: filosofia, Storia, letteratura classica...
Roba che quando la vedi dici: "cavolo come deve essere colto il padrone di casa".
Una volta, nella casa di un tipo che aveva una di queste biblioteche cosi' ben fornite, mentre lui era in un'altra stanza, cercai di esaminare uno dei tomi, ma nel prenderlo non riuscivo a farlo uscire dal mobile. Mi accorsi cosi' che era solo la costola del libro, unita ad altre ed attaccata al mobile in un incredibile effetto trompe l'oeil!
Quindi, di la' dei luoghi comuni che stiamo scrivendo (io e te) poi bisognerebbe vedere chi solo parla per dare agli altri un'immagine edulcorata e chi, invece, applica certe regole alla propria vita. Tante volte restano solo parole vuote e piazzate li', come quei finti libri mai letti a dimostrare di voler essere migliori.
Se c'e' una cosa che ho imparato e' che alla gente piace predicare bene, per poi razzolare malissimo.


@ Davide: Sicuramente l'Italia è in crisi, ma al mondo c'è chi sta peggio di noi.

Ovviamente e' cosi'. In Eritrea stanno peggio di voi. Ma che c'entra? Anche in Peru' stanno meglio che in Eritrea, ma la gente emigra lo stesso perche' lo stare "relativamente meglio" rispetto a qualcun altro non elimina il fatto che una condizione sia comunque di merda.
Stamattina sono andata a farmi delle analisi. All'ospedale davanti a me c'erano 2 persone, ho atteso pochissimo, non piu' di mezz'ora. Il medico mi ha poi visitata, ed alla fine ha scritto su un foglio il tipo di analisi di cui avevo bisogno. All'interno dello stesso edificio, sono andata dove prelevavano il sangue e senza attendere piu' di 15 minuti mi hanno fatto il prelievo. Domani vado a ritirare le analisi e le porto al medico che mi dara' la diagnosi e le eventuali medicine gratis.
Tempo totale: 1 ora e mezza.
Spese totali: zero.
Non ci credi?
Certo che non ci credi. Infatti non ero in Italia, ma in Ungheria.
Per la stessa cosa in Italia, ci avrei passato l'intera mattinata e, fra ticket e cose varie, avrei speso non meno di 50 euro.
O sbaglio?
Eppure la mia e' una nazione povera. Il salario medio qui e' di soli 550 euro circa. Ma non mi sento cosi' sfigata. Ci sara' un motivo?

Alex ha detto...

Scrivi:"Se c'e' una cosa che ho imparato e' che alla gente piace predicare bene, per poi razzolare malissimo."

E' un tuo legittimo diritto pensare:-) a volte pensare troppo fa male:-)
Le certezze non si hanno con nessuno, se mi permetti ho imparato qualcosa anch'io e cioè che spesso le più grandi fregature si prendono dalle persone vicine.
Non mi sembra di aver mai fatto copia incolla, scrivo quello che passa per la testa senza neanche rileggere (e si vede), se devo criticare critico, litigare litigo, cosa devo scrivere per farti contenta che mi piacciono le troione che vanno in giro nude?
Posso mandarti a cagare? e dirti anche che a volte sono più vuote le persone piene di cultura che quelle ignoranti.....

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Posso mandarti a cagare?

Ehi, io mica parlavo di te.
Ho scritto: "Quindi, di la' dei luoghi comuni che stiamo scrivendo (io e te) poi bisognerebbe vedere chi solo parla per dare agli altri un'immagine edulcorata e chi, invece, applica certe regole alla propria vita."

Hai notato? Ho scritto "io e te". Mi ci sono messa anch'io dentro al discorso e volevo cosi' far capire che tutti quanti siamo uguali di fronte agli occhi di chi ci guarda. Chi ci guarda, almeno al primo colpo d'occhio, non ha modo di valutarci, e le parole per quanto belle possono non essere sincere.
Possiamo quindi essere trompe l'oeil fatti di costole di libri falsi, oppure biblioteche vere.
Solo scavando a fondo, solo cercando di far uscire i libri dal mobile ci si accorge qual e' la verita'.
Non capisco dunque tutto questo tuo incazzamento, ma sinceramente cio' non mi tange. Aver interpretato la mia frase come malevola e rivolta solo a te, e' un problema che tu hai con te stesso.

PS: No, non puoi mandarmi a cagare. Questo lo permetto solo in modo scherzoso alle persone che non sono permalose e che quindi possono accettare di buon grado di essere esse stesse mandate a cagare.

Alex ha detto...

Veramente credo di avere il tuo stesso carattere:-) anzi il mio è sicuramente migliore:-)

Volevo scrivere sciocca ma visto la mia "mala" interpretazione ho scelto un modo più colorato ed è comunque come mandi "bonevolmente" tu le persone quindi non era una cattiveria, comunque, me ne scuso....
Veramente ci sono rimasto male perchè nella mia ignoranza che sottoscrivo e non nascondo mi è sembrato che volessi un pò rimarcarla e credo che questo, invece, possano farlo solo alcune persone altrimenti, come tutti, un pò me la prendo....ma solo un pò, dopo 10 minuti me ne sono già dimenticato, come ben sai....

davide ha detto...

Distinta Chiara,

"All'interno dello stesso edificio, sono andata dove prelevavano il sangue e senza attendere piu' di 15 minuti mi hanno fatto il prelievo. Domani vado a ritirare le analisi e le porto al medico che mi dara' la diagnosi e le eventuali medicine gratis.
Tempo totale: 1 ora e mezza.
Spese totali: zero.
Non ci credi?"

Perchè non dovrei crederti?

Per quel che mi riguarda tutte le volte che ho avuto a che fare con la sanità mi sono sempre trovato benissimo. Probabilmente il fatto che vivo in una regione a statuto speciale contriuisce molto: credo che in Calabria o in Campania la sanità non funzioni bene come dalle mie parti.

In ogni caso non metto in dubbio che nel tuo paese la sanità sia migliore che in Italia. In questi giorni il mio amico poliglotta è in ferie con la famiglia e non posso chiedergli niente. Quando ritorna gli chiederò informazioni in merito, dato che ha vissuto per un anno a Budapest.

Ciao Davide

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Probabilmente il fatto che vivo in una regione a statuto speciale contriuisce molto: credo che in Calabria o in Campania la sanità non funzioni bene come dalle mie parti.


Non ho mai vissuto in una regione italiana a statuto speciale, pero' ho abitato per molti anni in Lombardia - che e' considerata la regione piu' efficente dal punto di vista della sanita' - e ti assicuro che le esperienze non sono state piacevoli. Funziona assai bene quella privata - per chi ha i soldi - ma la pubblica e', secondo gli standard che posso considerare adesso, molto carente.
Inoltre la mia contea, Borsod-Abaúj-Zemplén, si puo' paragonare piou' alla Campania che alla Lombardia. A Budapest ci sono sicuramente le migliori strutture.
In ogni caso il tuo amico poliglotta, non essendo ungherese, avra' ricevuto il servizio sanitario stabilito per i cittadini comunitari non ungheresi ai quali viene fatta pagare una tassa se vogliono accedere alle strutture sanitarie, a meno che non si tratti di ricoveri urgenti.

davide ha detto...

Distinta Chiara,

oggi è ritornato al lavoro il mio amico poliglotta. Mi ha confermato, per esperienza, che il servizio sanitario ungherese è ottimo. Mi ha anche detto che lui ha lavorato a Budapest nel 1990 e poi non ha più avuto esperienze relativamente alla sanità ungherese. Nel 1990 era appena caduto il comunismo e quindi il merito sembrerebbe del vecchio regime. In realtà la cosa è più complessa. Lui ha lavorato anche a Bucarest sotto il comunismo e mi ha detto che il servizio sanitario rumeno non era per niente buono.

Ciao Davide

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Mi ha confermato, per esperienza, che il servizio sanitario ungherese è ottimo.

Ma tu hai sempre bisogno di conferma del tuo amico?
Mi leggi da anni, possiamo avere idee contrastanti sui temi politici, ma sulle notizie e sulle esperienze ho mai affermato cose non vere?

a Bucarest sotto il comunismo e mi ha detto che il servizio sanitario rumeno non era per niente buono

Faccio presente che i paesi leader in Europa, come accadeva ai tempi del colonialismo, si sono spartiti le aree d'influenza.
Alla Germania tutto cio' che storicamente e' sempre stato sotto la sua influenza (anche culturale), quindi la Rep. Ceca, la Slovacchia, l'Ungheria, la Polonia, mentre alla Francia i Balcani, la Romania e la Bulgaria soprattutto.
Anche se l'Europa dovrebbe essere "una", in fondo molti sono solo slogan per il popolino, ed alla fine sono sempre le solite logiche di spartizione che comandano.
E' per questo motivo che le politiche di due paesi, oggettivamente cosi' vicini, come Ungheria e Romania, sono state di fatto diversissime. E cio' ovviamente riguarda anche le politiche sociali come ad esempio la sanita'.
Solo nell'ultimo periodo, con Viktor Orban, si assiste ad un tentativo di allontanamento dell'Ungheria dalla sfera d'influenza tedesca. Un tentativo che si rifa' a rigurgiti nazionalisti che richiamano la "grande Ungheria" prima del trattato di Trianon. Un progetto che affascina molti ungheresi, indipendentemente dal loro schieramento politico, ma che trova ovviamente l'ostilita' di coloro che vorrebbero mantenere lo status quo, come Germania e Francia, in quanto una grande Ungheria che rientrasse in possesso di tutti quei territori tolti alla fine della I guerra mondiale (territori che sono abitati largamente popolazioni di lingua ungherese) diverrebbe assai difficile da controllare.
Quest'ultima parte non c'entrava nulla con il contesto, ma dato che oggi sono logorroica, l'ho voluta aggiungere ugualmente. :-)

davide ha detto...

Distinta Chiara,

"con Viktor Orban, si assiste ad un tentativo di allontanamento dell'Ungheria dalla sfera d'influenza tedesca. Un tentativo che si rifa' a rigurgiti nazionalisti che richiamano la "grande Ungheria" prima del trattato di Trianon. "

a proposito del tratto di Trianon il mio amico poliglotta sta scrivendo un libro al riguardo. Appena concluso te lo invierò.

Ciao Davide





Convegno: «Il Trianon e la fine della 'Grande Ungheria'»

Giovedì, 27 maggio 2010, ore 17.00
Trieste, Caffè Tommaseo
Apertura del Convegno
Presentazione dei libri
Unità italiana, indipendenza ungherese. Dalla primavera dei popoli alla "finis Austriae", a cura di G. Nemeth,
A. Papo e G. Volpi, Assoc. Vergerio, Duino Aurisina, 2009
Quei bellissimi anni Ottanta.La transizione postcomunista nell'Europa centrorientale, a cura di G. Nemeth e
A. Papo, Carocci, Roma 2010
Venerdì, 28 maggio 2010, ore 9.30-13.00
Trieste, Palazzo Morpurgo, Sala Conferenze della Biblioteca Statale, Largo Papa Giovanni XXIII, 6
I sessione
Presiede: Adriano Papo
Alberto Basciani (Università Roma Tre), Il Trianon e il nuovo assetto politico-territoriale tra Danubio e Balcani
Mária Szabó (Istituto di storia militare di Budapest), La missione di Romanelli e i rapporti italoungheresi nel
1919

Luigi Vittorio Ferraris (AISSECO), L'Ungheria e il revisionismo italiano fra le due guerre
Davide Zaffi (Assoc. Vergerio), Un Trianon giornaliero?
Aron Coceancig (Università di Modena), La minoranza ungherese in Slovacchia e Romania fra integrazione,
assimilazione e scontro
Alessandro Rosselli (Università degli Studi di Szeged), Il trattato di Trianon in due recenti documentari
ungheresi: Trianon (2004) di Gábor Koltay e La sindrome di Trianon [A Trianon szindroma] (2006) di István
Szakály
Venerdì, 28 maggio 2010, ore 15.00-18.00
Trieste, Palazzo Vivante, Largo Papa Giovanni XXIII, 7
II sessione

Presiede: Davide Zaffi
Gábor Andreides (Università «Eötvös Loránd», Budapest), Fiume, il 'corpus separatum' della Corona di Santo
Stefano nel periodo finale della Grande Ungheria
Kristjan Knez (Società di studi storici e geografici, Pirano), Fiume tra le aspirazioni italiane e le rivendicazioni
del 'Narodno vijeće' (ottobre-dicembre 1918)
Andrea Kollár (Università degli Studi di Szeged), I diritti linguistici delle minoranze ungheresi nel bacino
carpatico dopo Trianon
Antonio Donato Sciacovelli (Università dell'Ungheria Occidentale, Polo di Szombathely), Nella "selva oscura"
del Trianon: sottintesi della letteratura transilvana.
Tavola rotonda: «La geopolitica della nuova Europa Centrale dopo il Trianon»
Sabato, 29 maggio 2010, ore 10.00-12.00
Biblioteca del Villaggio del Pescatore
Interventi di
Aron Coceancig, Alessandro Rosselli, Antonio Donato Sciacovelli, Davide Zaffi
Introduce: Adriano Papo
Coordina: Walter Tomada (Udine)
In collaborazione con
AISSECO
Comune di Duino Aurisina
Consolato Onorario di Ungheria per il Friuli Venezia Giulia
Società di studi storici e geografici di Pirano
Patrocini di
Ambasciata della Repubblica di Ungheria
Ministero degli Affari Esteri
Regione FVG
Provincia di Trieste
Comune di Trieste
Comune di Duino Aurisina
Central European Initiative (InCE)
Centro Unesco di Trieste

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Oggi mi sento un po' cosi'...

Oggi mi sento un po' cosi'...

Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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