domenica 20 giugno 2010

25
comments
Marketting

Quello che e’ davvero importante e’ il metodo. L’ho sempre sostenuto. E’ semplicemente una questione d’approccio. Di sicuro, chi e’ aiutata da un arido perfezionismo, che a tratti ha del patologico, trovera’ il tutto molto naturale. Ma di solito bastano l'impegno, la dedizione e la pervicacia. Per riuscire ci si deve credere fermamente, dimostrando un'incrollabile fiducia nelle proprie capacita’ ed uno scrupolo oltre ogni limite. Anche il background cul-turale aiuta; e’ assai importante il luogo dal quale si proviene e che ha talvolta i suoi vantaggi. Ci sono infatti ambienti dove fin da quando si e' molto giovani, s’impara a gestire la trattativa, analizzare il mercato, muoversi sul territorio infaticabili come venditrici a provvigione.

“Marketting is not the art of finding clever ways to dispose of what you make. It is the art of creating genuine customer value” ha detto Philip Kotler. Non so se siano state queste le sue esatte parole, in ogni caso, tradotto, significa: il marketting non e’ l'arte di trovare modi intelligenti per disporre di quello che fai. E’ l'arte di creare reale valore per i clienti. Per cui ricordare le quattro P del marketting mix e’ in questo caso indispensabile. Non che sia facile applicarle al nostro modello, ma di sicuro chi ci riesce e’ in grado di ottenere grandi e redditizie soddisfazioni.

La prima P, come “Prodotto”, e’ quella sulla quale ho sempre avuto qualche dubbio; almeno per quanto mi riguarda. Devo essere sincera; anche se mi hanno sempre assicurato che sono una bella donna, con un corpo sinuoso e molto sensuale, personalmente non mi sono mai ritenuta tale. Tuttalpiu’ potrei ritenere di rientrare nella norma. Si’ certo, so di avere qualche piccola particolarita’ che molti considerano apprezzabile, ma chi non ne ha? In ogni caso sono convinta che difficilmente potrei riuscire ad essere davvero appetibile senza un adeguato make-up o senza mettere una certa cura nel “packaging”. Preferibilmente con un look abbastanza costoso - esiste un motivo ed e’ collegato alla seconda P. Non si deve dunque badare ai soldi quando si tratta di spendere per l’abbigliamento. Soprattutto se il denaro non e’ nostro e si tratta di regalini extra; come accade molte volte. Comunque, si deve prestare attenzione ad evitare un tipo abbigliamento troppo trendy o da ragazzina, in quanto risulta essere fuori luogo per il genere di clientela che si frequenta.

La seconda P e’ il “Prezzo”. Non ci si deve mai svendere. Se si hanno le carte in regola, puntare il piu’ in alto possibile non solo si puo’, ma si deve. E’ essenziale che chi acquista percepisca il valore, la rarita’ e la ricercatezza del prodotto, ed in questa ottica l'approccio ambizioso e’ appunto sinonimo di tutto cio’. Il mercato tende a ricompensare il venture capital ed un’alta valutazione iniziale, anche se soggettiva, alla fine dara’ i suoi frutti al di la’ delle inevitabili critiche e lamentele che possono giungere dalle tante volpi che non riescono – e mai riusciranno - ad arrivare all’uva.

La terza P e’ il "Punto vendita". Come e dove posizionarsi. Quindi la scelta del mercato di riferimento considerando le problematiche logistiche da affrontare, e gestendone i tempi e gli spazi. Non e’ dunque solo la scelta se preferire di essere una Porsche oppure una Panda (problematica ricollegabile al packaging), il succo e’ studiare il mercato in ogni suo aspetto cosi’ da comprenderlo bene prima di avventurarvisi. Conoscere il territorio tenendo presente che il ghiaccio al Polo Nord e’ qualcosa di totalmente invendibile, per questo e’ perfettamente inutile scegliere il punto vendita laddove esiste gia’ una concorrenza agguerrita e magari fornita di prodotto migliore e a minor prezzo del nostro. Passare al setaccio tutti gli sbocchi, dunque, e capire anche quando e’ indispensabile alleggerire la pressione di vendita laddove esista un mancato assorbimento del prodotto, sia per riduzione dell’interesse, sia per una diminuzione della capacita’ di spesa della clientela abituale.

Infine la quarta P: la "Promozione". E’ il marketting in senso stretto. O meglio, quello che i profani ritengono tale: e’ la comunicazione - verbale e non -, le pubbliche relazioni, la pubblicita’ e tutto cio’ che occorre a far conoscere il prodotto. E’ in definitiva smerciare qualcosa di diverso da cio’ che si e’, da quello che e’ reale, da come siamo veramente.

Se utilizzato nel modo corretto il marketting mix e’ qualcosa di davvero fenomenale, efficace in qualsiasi settore dell'economia. E dal momento che “l'economia e’ vita”, e’ uno strumento assai utile anche per chi sceglie di percorrere quella strada che ho percorso io.

25 commenti :

modesty ha detto...

vabè. continuerò a fare il mestiere che faccio. ne ho solo una delle "P" che dici, e nenche quella è sicura.

ho fatto la notte in bianco con una che le quattro P ce li ha tutte - e pesa a malapena un chiletto.

:) love, mod

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,

bel post del quale condivido quasi tutto quello che hai detto.

Anche se il discorso che fai è generalissimo, mi sembra che ti riferisci alla tua ex attività di escort.

I ragionamenti che hai fatto sono veri, anche se trovo una certa contraddizione con alcuni articoli che hai scritto vagamente pauperistici e un pochino (solo un pochino: non offenderti perchè non è assolutamente mio intento farlo) demagogici.

Per quanto riguarda il lavoro da escort penso che sia uno dei migliori (papponi a parte naturalmente) se una ragazza si sente di farlo.

Non credo però che bastino le cose che hai detto, ma che sia necessario che una ragazza sia un po' bella, altrimenti sarà il mercato che determinerà il tuo prezzo contro di te. Mao diceva che per una donna brutta non serve a niente (o comunque serve pochissimo) fingersi bella.

Molto vero anche il discorso che hai fatto sull'ambiente dove sei nato che può aiutarti a risolvere i problemi della vita. Tempo fa avevo letto un libro sui campi di concentramento che trattava degli ebrei che erano riusciti a salvarsi. Mi ha stupito vedere che la maggior parte venivano dai paesi del Mediterraneo (in particolare dalla Grecia) ed erano figli di piccoli mercanti che avevano nel dna l'arte del commercio e del sapr affrontare ogni evenienza.

Ciao Davide

Dolce-Alexia ha detto...

Sorella,mi sono fatta alcuni appunti sul marketing escortistico.
1. La legge della leader:meglio essere i primi per dimostrare che sei la migliore. In altre parole, meglio essere la prima per un cliente e lui ritorna e diventa un cliente fisso. Daltronde, la prima esperienza con una escort è come il primo amore, è impossibile da dimenticare. Non è una legge obbligatoria, ma ha l'efetto.
2.La legge del ricordo:è meglio essere primi nella mente del compratore che nel mercato.
La prima impressione è la più importante. Spesso succede che ti comporti in modo poco adeguato e non hai più le possibilità.
3.La legge della categoria:se non sei la prima nella categoria, crea una tua nuova. In altre parole,si deve inventare qualcosa di nuovo nel settore e iniziare a venderlo come l'esclusiva. La novità attira l'attenzione. Comunque, è una cosa difficile, si basa sulla fantasia.
4.La legge della vittima:bisogna rinunciare a qualcosa per ottenere qualcosa. Ognuna di noi conosce il limite della propria capacità, i desideri e il grado di sacrificio che siamo pronte a soffrire.
5.La legge di attributi. Per ogni attributo c'è sempre un attributo opposto e efficace. Bisogna scegliere qualche tuo giocatolo o accessorio, qualcosa che ti identifica.
Vabbè, si può fare mille analisi sul marketing e inventarsi mille cose. Vince quella che è più capace e più furba a mostrare il "Prodotto" sul mercato. :-)

LenAine ha detto...

'sto post è GE-NIA-LE 8D

(sì, m'esprimo con poco stavolta x3 approfitto anche per scusarmi se oltre ad essere prolissa non ripasso più molto spesso per qua e di conseguenza abbandono conversazioni che avrei voluto volentieri riprendere, ma.. non riesco a starci dietro! xD se vivessi solo di Web può anche darsi, ma avendo deciso di dedicarmi di più alla vita reale, un saltino lo farò ogni tanto e di rado x3 ad ogni modo, ribadisco.. fantastico post!)

Sciau donna! ;D e se c'è una cosa che sostengo appieno su questo mestiere.. davvero "non svendersi"! Per ciò che offrite un prezzo generoso mi pare il minimo, soprattutto se un buon 40% di questo compenso non sia moneta ma rispetto..

Sciau sciau!

Kameo ha detto...

Divertente il parallelismo fra màrketing e markètting :-)
Mi sorgono alcune domande (alla Massimo Catalano) :

1) per quei prodotti che si vedono esposti in certe vetrine, spesso di lusso, e che non hanno il prezzo esposto, come ci si regola?

2) meglio comprare una Panda con motore Porche o una carrozzeria Porche e ritrovarsi con il motore di una Panda?

3) come ci si tutela dalle "patacche"?

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Modesty: continuerò a fare il mestiere che faccio. ne ho solo una delle "P" che dici, e neanche quella è sicura.

Anche se P potrebbe stare per tanti mestieri, uno in particolare, spero non stia per Precaria.


@ Davide: Non credo però che bastino le cose che hai detto

Certo. Per poter suonare il piano devi avere le dita. Ed un pianoforte. Altrimenti potrebbe farlo chiunque, anche tu. Cosa che - ne sono sicura - non ti dispiacerebbe.
Ma oltre a cio' occorre anche sapere come fare (non bastano infatti le dita e ed il piano per suonare bene). Bisogna volerlo fare, avere un traguardo e la voglia di arrivarci.
Altrimenti tutto finisce al primo "impresario" che incontri e ti promette grandi successi.
Il mondo e' pieno di gatti e di volpi alla ricerca di pinocchiette ingenue da raggirare con i discorsi, per potergli portare via quei pochi zecchini che hanno guadagnato promettendo loro orti dei miracoli.
Oltre a cio' molte pianiste, anche se hanno dita e pianoforte, non sono adatte perche' a loro non piace suonare. Oppure, a causa di una certa cultura ed educazione, ritengono che suonare per soldi non sia bella cosa, e che si debba suonare solo per quella cosa inventata dai comunisti che si chiama amore o tuttalpiu' per noia o per vizio.
Sono convinte ( e gli spettatori spesso fanno di tutto per confermare queste loro convinzioni) che suonare per soldi sia osceno, ma non si rendono conto che e' molto piu' osceno suonare per puro gusto di soddisfare la propria autostima, fregandosene del fatto che lo spettatore del momento potrebbe essere destinato alla sofferenza una volta che, ascoltata quella musica non potra' piu' sentirla.


@ Alexia: se non sei la prima nella categoria, crea una tua nuova. In altre parole,si deve inventare qualcosa di nuovo nel settore e iniziare a venderlo come l'esclusiva.

Qui mi hai incuriosita. Credevo di conoscere assai, ma qui mi sento inesperta. Che significa "creare una nuova categoria, inventare qualcosa di nuovo e venderlo in esclusiva"?
Soprattutto mi riferisco a quel termine "esclusiva". T riferisci forse a trovare uno sponsor?
Se e' cosi' non credo sia la strategia vincente: affidi il tuo benessere nelle mani di una sola persona che, se viene a mancare o si stanca di te, potrebbe farti tornare indietro anni luce.
Ho sempre pensato che suddividere il rischio fra vari tipi d'investimenti sia sempre migliore che affidarsi ad uno solo.
Mai mettere tutte le uova in un unico paniere. :-)

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ LenAine: Per ciò che offrite un prezzo generoso mi pare il minimo, soprattutto se un buon 40% di questo compenso non sia moneta ma rispetto..

L'uomo, inteso come essere umano e' ipocrita, ingiusto ed egoista. Crede di essere l’unico intorno a cui gira tutto l’universo. Esige rispetto per se stesso, ma agli altri lo concede solo se ne ha voglia, come se fosse un regalo. Ed il rispetto e’ proprio quella parte che chi e' arrogante non vuole dare. Per costoro il pagamento "affranca" dal rispetto; e' tutto compreso in quei soldi. Pero’ si deve dire anche che il rispetto non si puo’ pretendere. Deve anche essere meritato, con le azioni, i fatti e non soltanto con come diritto inalienabile. Una persona ignobile che compie atti deprecabili non merita il mio rispetto.
In ogni caso credo di aver ricevuto il massimo rispetto allorquando ho fatto capire che non ero schiava di quattro soldi e che forse dietro a cio’ che facevo c’era anche “altro”. Qualcosa di cui neppure io mi rendevo conto.
Sul rispetto ho scritto qualcosa qui:

http://chiara-di-notte.blogspot.com/2007/02/larrogante.html


@ Kameo: per quei prodotti che si vedono esposti in certe vetrine, spesso di lusso, e che non hanno il prezzo esposto, come ci si regola?

Che significa non hanno prezzo? Tutto ha un prezzo a meno che non sia dichiarato "patrimonio di tutti", come ad esempio un monumento pubblico.
Per ogni altra cosa esistera' un prezzo. Talvolta questo prezzo potra' essere non accessibile alla gran parte delle persone, ma magari pochi potranno permetterselo.

meglio comprare una Panda con motore Porche o una carrozzeria Porche e ritrovarsi con il motore di una Panda?

Questo dovresti chiederlo ai customers. Non certo a chi vende.

come ci si tutela dalle "patacche"?

Dalle patacche non ci si tutela. Come del resto chi vende non puo' tutelarsi da customers insolventi o che rifilano soldi falsi. Tutto e' affidato al "fiuto" personale.

modesty ha detto...

grazie al cielo di precario ho solo la saluto. :))))

Dolce-Alexia ha detto...

No, sorella, forse mi sono spiegata male. Sul fatto dello sponsor sono d'accordo con te.
Intendevo che una deve inventare qualcosa di nuovo nel sesso, e, avendo i diritti di autore, venderlo come "esclusiva". E chi diventa l'autore è sempre vincente.
Direi che è molto difficile inventare una cosa nuova, ma chi sà!
:-)

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,

"Certo. Per poter suonare il piano devi avere le dita. Ed un pianoforte. Altrimenti potrebbe farlo chiunque, anche tu. Cosa che - ne sono sicura - non ti dispiacerebbe."

E chi ti dice che non lo suono???


Ciao Davide

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Alexia: Intendevo che una deve inventare qualcosa di nuovo nel sesso, e, avendo i diritti di autore, venderlo come "esclusiva".

Vabbe', sono curiosa.
Hai inventato qualcosa di nuovo?
Possibile che ci sia, nel sesso, qualcosa di nuovo che sia ancora da inventare?
E' l'attivita' piu' esercitata da millenni, e credo che sia stato fatto in ogni salsa - dopotutto gli incastri possibili non sono infiniti.
O ti riferisci ad altro? Magari ad un diverso tipo di seduzione?
Ma anche li' e' tutta roba fritta e rifritta.
Cio' che secondo me fa la differenza non e' l'azione, il modo di sedurre, di fare sesso, eccetera. Cio' che fa la differenza e' la "persona", l'artista che e' unico/a e insostituibile.
Ci sono professioni che vengono ritebute infime, in cui non serve alcuna dote se non la predisposizione ad allargare le gambe. E' un'opinione errata perche' dettata dalla morale e non da un'analisi oggettiva.
Io credo invece che quelle professioni abbiano a che vedere con l'arte, sebbene si prestino anche all'attivita' artigianale.
Sta tutta qui la differenza. Fra Mozart e uno strimpellatore qualsiasi capisce chi dei due e' l'artista anche senza essere esperti musicisti.
C'e' quindi chi affronta certe cose con mentalita' artigiana - forse perche' ritiene di non avere certe capacita' e quindi sceglie di ripiegare su un target di clientela diversa, meno esigente, magari esercitando come cottimista.
E poi c'e' chi invece sa di essere un'artista, non ha bisogno piu' di rassicurazioni. Ormai e' consapevole di essere un'uva matura e ricercata alla quale le banali volpi non riescono ad arrivare. Per cui punta al massimo.
Non e' importante riuscirci o no, ma essere consapevole di avere le carte in regola per tentare. Non ritenersi quindi piu' una semplice artigiana, ma un'artista. Non piu' una prostituta, ma una cortigiana. E' concentrato tutto qui il succo dell'esperienza, ed e' cio' che veramente cambia dentro in modo definitivo.
Anche se posso dirti con sincerita' che una volta resesi conto di esserne capaci, di aver raggiunto il traguardo e di essere in grado di poterlo raggiungere ancora, talvolta alcune, le meno avide e dotate di maggiore buon senso, ritengono l'avventura conclusa e si dedicano ad altre esperienze molto piu' appaganti dal punto di vista del piacere interiore.

Dolce-Alexia ha detto...

Ma mica sto parlando di me, forse non ho la fantasia cosi ricca per inventare qualcosa. Appunto, che è una cosa tritta e ritritta, ma fa parte del marketing, no?
Una volta ho letto su un giornale russo che a causa della crisi una agenzia di escort ha inventato una cosa divertente. Proponevano agli clienti di leggere il loro futuro sul uccello(di solito si fa sulla mano, come ben sai, e non è una dote escortistica). Hanno avuto il successo, non perche una escort faceva anche la vedente, ma per pura curiosità la clientela non è diminuita, anzi...
Sarà una cazzata, ma ha avuto l'efetto. :-)

rossoallosso ha detto...

@modesty
se ho capito bene ti stai trastullando con la P di pargoletto,ci tengo a farti i complimenti e gli auguri per il mestiere piu' difficile :-)


@chiara
per noi uomini e' tutto piu' semplice,di P ne basta una ,la P di portafoglio(possibilmente bello gonfio):-)

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Alexia: Proponevano agli clienti di leggere il loro futuro sul uccello

Cavolo. Proprio la cosa piu' adatta per una zingara!!!
Potrei mettere su uno studio professionale di chiromanzia. :-))


@ Rosso: la P di portafoglio(possibilmente bello gonfio)

Come battuta ci sta. E l'avrei fatta anch'io perche' in fondo la ragione prima di qualsiasi professione e' il denaro.
Pero', a pensarci bene, dopo tanti anni e dopo aver metabolizzato un bel po', devo dire che non e' vero al 100%. Se si parla di relazioni, si affida soprattutto al denaro solo chi sa di non avere qualita' e quindi con il denaro supplicse alle mancanze. E su questo punto posso dire sinceramente che chi lo fa magari per tutta la sua vita, creandosi finanche una propria filosofia per cui si convince che e' giusto farlo, alla fine s'inaridisce.
Pero' bisogna distinguere i due piani. Se vai in un ristorante e' chiaro che ti danno da mangiare solo se paghi. Se invece ti invitano a cena e' tutt'altra questione.
E le persone troppo aride non le invita a cena nessuno.

Nicole ha detto...

Si, un bel post...graffiante.

Ho fatto l'errore di autosvalutarmi spesso...E qualcuno finisce per vederti con i tuoi occhi.
Non ha la capacità di andare oltre...

Per certe cose non c'è prezzo...
Alle volte anche una patacca ben incartata per alcuni vale quanto l'oro.

Dolce-Alexia ha detto...

Vedi cosa che ti sei persa! Ma sei ancora in tempo, sorella. :-)
Come vedi, questo genere è stato già inventato, ma inserito in un altro settore, diventa ancora una novità.
Un altro esempio puoi leggerlo qui:
http://www.menostress.com/new/index.php?option=com_content&view=article&id=121:piero-manzoni-e-la-sua-merda-dartista&catid=44:arte-da-scoprire&Itemid=104

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Alexia: Un altro esempio puoi leggerlo qui

Cavolicchio sorella... certo che gli italici ne hanno d'inventiva.
Noi magiari siamo un po' troppo "asburgici" per avere questo tipo di "fantasia creativa". Se l'avessi saputo prima sai quanti affari avrei potuto fare?
Comunque le feci mi danno ripugnanza, pero' potrei riempire ampolle con la mia urina. Potrei applicare l'etichetta: "autentica urina magica di zingara", e potrei attribuirle qualita' miracolose, come ad esempio un potere afrodisiaco incredibile oppure contro la depressione.
Se volessi andare proprio sul banale, potrei anche avere un po' di intimo vecchio di qualita' di quando esercitavo, o anche roba nuova - calze, mutandine e reggiseni - acquistata per due soldi pero' indossata e non lavata. Ho persino scarpe che non porto piu', ma in cui e' racchiusa tutta quanta la mia "personalita'".
Tu credi che potrei vendere questa roba?
A quanto?
Sarebbe divertente fare un'asta... :-)))

Dolce-Alexia ha detto...

Buona idea di urina per lanciarlo nel mercato, sorella! :-)
Sai, io spesso ci scherzo e dico ai miei clienti, che se raccogliesse tutta sperma che si butta fuori, potrei riaprire un laboratorio e venderlo. Managgia, che fantasie che mi vengono.
Sul fatto del intimo e scarpe, si, potresti anche venderlo. Sai quante volte mi hanno chiesto di vendere qualcosa di mio usato. Non so che prezzo potresti mettere, ma all'asta si porebbe accumulare un bel pò di soldini.
Credo che non è una cosa nuova questa, perchè già lo fanno sul internet. Una volta per curiosità frugando negli annunci delle altre colleghe, sono capitata sul sito di una(non mi ricordo chi era), lei sul suo sito faceva questa proposta, vendendo la sua roba usata. Non so se aveva le richieste. Ma comunque fa sempre la parte del marketting. ;-)

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Si', l'ho detto. I latini hanno piu' fantasia, sono sanguigni, istintivi, perennemente attirati dal sesso e dalla trasgressione. Paiono sempre affamati, come se non mangiassero mai - non per niente scelsi proprio l'Italia come paese per il mio marketting.
Dalle mie parti invece sono tutti cosi' banali, cerebrali, pragmatici... forse perche' un certo cibo non e' mai mancato.
Pensa che una volta proposi di mettere all'asta la cosa che in quel momento ritenevo fosse assai ricercata: questa tastiera. E' ormai vecchia ed usurata, pero' funzionante. Ha piu' o meno 10 anni e proviene dalla remota terra russa - ha infatti i tasti sia in lettere latine che cirilliche - e sono quasi scoloriti da quanto ci ho digitato: oltre 1500 post e migliaia di commenti solo per quanto riguarda questo blog, poi i tempi dei forum ed ancora prima quelli della professione, quando rispondevo alle email.
Credevo di vendere un pezzetto di Storia, eppure nessuno parve interessato.
In un certo tipo di customers, tutto cio' che ha a che fare con il significato "affettivo" pare che non susciti bramosia come invece accade per cio' che e' inerente ai fluidi corporali. Eppure se io dovessi scegliere fra un barattolo di merda di Milan Kundera o la sua macchina da scrivere, non avrei dubbi: sceglierei la seconda.
Certo lo so che non posso paragonarmi a Kundera, ci mancherebbe, ma era per spiegare che se al posto della tastiera avessi invece messo all'asta un tampax usato, avrei avuto molta piu' fortuna.
A proposito di quelli ne posso fornire circa una decina ogni mese. Sono ovviamente in serie limitata e numerata, e la serie completa costa di piu'. :-)))

marco ha detto...

Per le scarpe non lo so ma per il resto più che all'Italia bisognerebbe rivolgersi al far east.

http://www.asylumitalia.it/2008/12/01/ecco-lo-spot-giapponese-contro-il-feticismo-della-mutandina-usat/

Però anche in Italia sembra che abbiano già tentato ma, visto le date, sembra che il mercato non fosse ancora pronto.

http://www.mutandineusate.com/profilo.htm

Alex ha detto...

Buongiorno Chiara,
se decidi di mettere all'asta la "tua" tastiera sono disponibile ad offrire il primo prezzo 50 euro al rialzo più bonus 20 per cento se decidi di donarli a qualche bambino orfanello/bisognoso (spese a mio carico e pagamento su conto anonimo. Per me che sono povero è già una grande spesa:-)

un sorriso

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Alex: pagamento su conto anonimo

Ok, se decidero' di venderla terro' presente la tua proposta. Ma logisticamente come avviene un pagamento su un conto anonimo? E' possibile farlo?
Voglio dire, se qualche giapponese, particolarmente interessato, da vero intenditore volesse entrare in possesso della fantasmagorica quanto rara serie completa dei miei tampax del mese prossimo, quali sarebbero le modalita' di transazione? Sarebbe possibile inviare il prodotto in modo anonimo e, soprattutto incassare in modo anonimo?
Ecco qua una serie di domande alle quali rispondere prima di decidere se le mie scarpe vecchie debbano prendere la strada della monnezza oppure no. :-)))

Vandana ha detto...

@Chiara: spero non stia per Precaria.

A parer mio di quelle P citate da te, è sempre meglio la P di precaria. Poi in fondo eri precaria anche tu.

@Chiara: Tutto ha un prezzo a meno che non sia dichiarato "patrimonio di tutti", come ad esempio un monumento pubblico.
Per ogni altra cosa esistera' un prezzo.

Dissento totalmente...ci sono cose, e che non sono state dichiarate patrimonio di tutti, che non hanno prezzo.

@Chiara:Voglio dire, se qualche giapponese, particolarmente interessato, da vero intenditore volesse entrare in possesso della fantasmagorica quanto rara serie completa dei miei tampax...

E' valido solo per i giapponesi l' annuncio?:))) sai me ne servirebbero una decina da appendere qua e là per abbellire, o meglio decorare, la casa:)))

@Chiara: Sarebbe possibile inviare il prodotto in modo anonimo e, soprattutto incassare in modo anonimo?

Non penso proprio.

@Chiara: Sono ovviamente in serie limitata e numerata, e la serie completa costa di piu'. :-)))

Solitamente le serie complete costano meno, dicesi "offerta serie completa" :)))

Alex ha detto...

Buongiorno Chiara,

basta aprire un conto nello Stato del Vaticano :-)
comunque spedizione anonima metti un indirizzo diverso.... chi lo controlla???
ricezione se hai qualche amico (riservato)che ha un attività tipo ristorante etc etc il pagamento arriva li e lo converti senza che nessuno possa arrivare a te, questa un idea:-)

Alex ha detto...

Oggi mi sento un pò così:-)

bella!!!

Nello stesso piano:
gli adorabili micetti:-,
la ragazza,
la preparazione della foto chè sembra tutto naturale.

Misura la forza della tua Password

Oggi mi sento un po' cosi'...

Oggi mi sento un po' cosi'...

Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

Web Statistics