sabato 26 giugno 2010

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Белые ночи - Le notti bianche

Ci sono persone che hanno un dono, Irina. Qualcosa di particolare, unico, a cui e’ impossibile resistere. Un tesoro che una volta scoperto non si puo' dimenticare, non si puo' non desiderare, non si puo' non voler rubare...”

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Pionerskiy prud e’ un piccolo specchio d’acqua all’interno del Park Gor’kogo, vicino all’entrata di Sadovoye Kol’tso. Il suo nome sta li’ a ricordare i tempi in cui certi ideali avevano ancora un senso, e per rendere omaggio a quei giovani ai quali il regime aveva affidato un compito ben preciso: manifestare l’orgoglio degli eredi della rivoluzione.

Dei pionieri, prima della caduta dell’Unione Sovietica, avevano fatto parte tutti: maschi e femmine indistintamente. Era impossibile per chiunque non averla indossata quella divisa con l’immancabile fazzolettino rosso al collo. Partecipare alle riunioni e alle attivita’ giovanili che il Partito di tanto in tanto “consigliava” era obbligatorio. Com’era obbligatorio partecipare alle celebrazioni delle feste nazionali. Sarebbe stato infatti impossibile rifiutarsi, sempre che non si volesse dimostrare di non sentirsi parte del popolo, rassegnandosi ad essere sottilmente ma inevitabilmente messi in disparte per il resto della vita.

D’inverno il laghetto gela ed e’ sempre un gran viavai di pattinatori sul ghiaccio: bambini, adulti, uomini, donne, ad ogni ora del giorno. Ma in quella tiepida serata di fine giugno c’era pochissima gente. Io camminavo davanti, barcollante forse per i tacchi troppo alti e non adatti all’acciottolato di pietre e sassi, oppure per via di quel fresco vino che aveva accompagnato la nostra cena. Ero soddisfatta. Avvertivo il suo sguardo su di me, dietro di me, mentre i timidi raggi della luna si riflettevano sul tessuto argenteo del mio vestito leggero ed accentuavano le forme la’ dove lui mi diceva sempre che ero perfetta.

Perfetta… me lo ripeteva sempre. Perfetta in tutto, e perfetta sarei stata fino a quando gli avessi concesso qualsiasi cosa, accontentandolo in ogni suo desiderio. Sapevo che non avrei dovuto mostrarmi cosi’ sottomessa. Gli uomini tendono a stancarsi di chi concede troppo e troppo facilmente, e forse avrei dovuto rifiutarmi di seguirlo in quelle trasgressioni in cui lui abilmente sapeva coinvolgermi. Guardandomi allo specchio, spesso mi chiedevo se fossi davvero io quella che vi vedevo riflessa; prima di conoscerlo mai mi sarei sognata di arrivare a gestire la mia sessualita’ in quel modo, e il tutto era ormai diventato come una dolce droga per me. Una gabbia dorata dalla quale mi era impossibile uscire. E di lui, poi, ne ero pazza e provavo un perverso, intenso piacere nel constatare ogni momento quanto mi desiderava. Un desiderio che rasentava la follia.

Non riuscivo a vederlo in volto, lo sentivo pero’ camminare dietro di me e, conoscendolo, sapevo che si stava inebriando del mio odore. L’odore di un orgasmo che mi ero data da sola, in piedi di fronte ad uno specchio nel bagno di quel ristorante come lui aveva voluto. Come mi aveva ordinato. Ma anche se esausta di piacere, sentivo che il desiderio in me non si era ancora del tutto placato, e la voglia mi gridava forte dentro.

La risata genuina, il barcollare un po' incerto e la carica sessuale che mi riempiva di adrenalina mi rendevano particolarmente attraente. Sapevo di essere preda, ma anche cacciatrice; percepivo con quanta intensita’ avrebbe voluto azzannarmi, e sapevo anche dove la caccia si sarebbe conclusa. L’auto l’avevamo parcheggiata nei pressi dell’entrata del parco, isolata in un angolo poco illuminato. Non lontano, sotto la luce di un lampione, l’acqua zampillava dalla sommita' di una fontana ed eseguiva piccoli salti, disperdendosi in mille rivoli dentro la grande vasca. “Come pensieri che sgorgano impetuosi e si sciolgono nel mare dei sensi” pensai. E voltandomi lo strinsi a me cercando la sua bocca per farmi baciare. Sentii il suo abbraccio sostenermi, forte, e la sua mano che sotto la gonna m’accarezzava impudente ed avida la’ dove la mia nudita’ sprigionava acre l’aroma del sesso... e mi eccitai ancor di piu’. In quel silenzio si sentiva solo il mio respiro profondo, caldo, bagnato…

Ero un’artista in quel genere di cose. Ormai avevo imparato tutto quello che c’era da imparare, ma anche se sapevo di poter recitare la mia parte di amante perfetta ovunque e con chiunque, solo lui era capace di rendermi cosi’ spudorata, disinibita, completamente disponibile come in quel momento. Mi veniva naturale e lui mi ammirava per lo straordinario talento che possedevo nel trasformare il sesso in qualcosa di sublime. Era un dono, diceva, ed ogni volta che mi vedeva cosi’, fuori di me dalla voglia e dall’eccitazione, mi confessava che l’avermi incontrata in quel giorno lontano, quando ancora acerba ed ingenua non ero consapevole della forza della mia sensualita’, era stata la sua piu’ grande fortuna. Ed anche la mia perche’ con lui ero diventata davvero perfetta.

Con voce rauca per l’eccitazione mi confesso’ che aveva voglia di me. Subito. Senza attendere risposta mi giro’ bruscamente schiacciandomi contro il cofano della macchina. Guido’ la sua mano sotto la gonna e l’alzo' completamente scoprendomi i glutei ed esponendo il mio sesso dischiuso dal piacere. Chinandosi affondo’ la sua bocca dentro di me con voglia. Mi lecco’ e mi assaporo’ come un frutto succoso e prelibato. Poi, risalendo piano, mi bacio’ sul collo, mi mordicchio’ i lobi delle orecchie e sdraiandosi sulla mia schiena, mi avvolse con le braccia bloccandomi il seno con le mani.

Mi disse che avevo il seno caldo mentre con le dita mi torturava i capezzoli induriti. Io invece non riuscivo a parlare. Tenevo la faccia schiacciata contro la lamiera del cofano, completamente in suo potere. Sapeva di poter fare di me cio’ che voleva. In quel momento non esistevo; ero solo la materializzazione del suo desiderio, li’ solo per lui e non m’importava se qualcuno passando per caso ci avesse visti mentre stavamo scopando. Anzi, la sola idea che potesse accadere mi stuzzicava la fantasia ed aveva l’effetto di eccitarmi ancora di piu’.

Amavo essere posseduta in quel modo. Allargai ancor piu’ le gambe per godere delle sue carezze, assaporando ogni istante che precedeva quell’animalesco accoppiamento. Lui mi tiro’ con atroce dolcezza i lunghi capelli costringendomi ad alzare il viso ed io, piegando le ginocchia in modo da agganciarlo, lo ancorai a me e lasciai che il suo membro duro pulsante, ormai libero dall’inutile stoffa dei pantaloni, mi entrasse dentro scivolando in quella fontana nella quale si era bagnato tante volte.

Venni per prima io, come sempre accadeva, ma attesi che anche il suo desiderio mi esplodesse dentro riempiendomi, e poi si placasse prima di sussurrargli parole che, prima di lui, non avevo mai detto a nessuno: “Ya tebya lyublyu…”

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...Иль был он создан для того,
Чтобы побыть хотя мгновенье
В соседстве сердца твоего?..
Ив. Тургенев

...O e’ stato creato,
Per trascorrere anche un momento
Vicino al vostro cuore?..
Iv. Turgenev

17 commenti :

Lady ha detto...

Una storia molto interessante..!

rossoallosso ha detto...

@chiara
ottima performance,ricca di passione,che merita il sonno dei giusti.
buon risveglio a te a al tuo tatuato fortunato ;-),sicuramente avrai il tea gia pronto.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Lady: Una storia molto interessante..!

E' solo una storia... :-)


@ Rosso: sicuramente avrai il tea gia pronto

E tu come fai a saperlo? :-)

davide ha detto...

Distinta Chiara,

bel post che ci mostra una Chiara dolce, affascinante e un po' maliziosa.

Ciao Davide

SamanthaVon ha detto...

veramente bello...
mi sono persa nel leggerti,non volevo smettere più..

Un bacio.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Davide: dolce, affascinante

Dolce?



@ SamanthaVom: non volevo smettere più..

Beh... puoi riavvolgere il nastro e rileggerlo da capo. :-)

davide ha detto...

Distinta Chiara,


"Dolce?"

Dietro la durezza che paventi, scorgo della dolcezza.

Ciao Davide

Nicole ha detto...

Non so come commentarlo:)

Posso solo dirti, che è stato bello leggerti così.

Anonimo ha detto...

E' un sogno come Chiara

pisolo973 ha detto...

@chiara

neanche io riesco a trovarci dolcezza..sarò strano...

Quanto vorrei x te che fosse successo davvero..

E' scientificamente provato che:
è impossibile che un uomo venga dopo la donna in una situazione del genere...Semmai era la seconda...la prima se l' era bruciata già a "bloccandomi il seno con le mani"....(specialmente se nel frattempo si strusciava)...
quindi non era tuttt' acqua della tua fontana :-))

Dai scherzo, ma le possibilità sono davvero pochè... :-))

Grazie per avercelo raccontato....è bello immedesimarsi!!

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Pisolo: E' scientificamente provato che:
è impossibile che un uomo venga dopo la donna in una situazione del genere


Scientificamente provato?
Mi dai il link dove posso leggere i dati sulla ricerca, per cortesia? Sono davvero curiosa.
Se poi vuoi dire che a te non capita... beh, questo e' un altro paio di maniche. :-)

pisolo973 ha detto...

@ chiara
Pesanteeee!!! SCHERZAVO !!!
oh stò periodo siamo nervosetti eh??!!!...poco umorismo...ce l' hai con i calciatori, i tifosi gli sponsor le bandiere le reti i palloni ma che è??!!!
scherzavo sul fatto che scientificamente è provato!!!
Non lo è affatto e non esiste un link...ma la mia esperienza me lo suggerisce!!

Non soffro della sindrome di "EIACPREC" :-)...non sono neanche Rocco Siffredi...penso di essere nella media.. parlavo di quella situazione di tale trasgressione, insomma, non era un rapporto sessuale di routine..
Non so quanti uomini (IN QUELLA SITUAZIONE) riuscirebbero ad essere dei black and dacker (poi da tergo che è il top)..colmi di altruismo in attesa della "massima gioia" della partner..
un po fortunatella sei stata dai (addirittura dovesti attendere)...
(cmq mi sarei aspettato un consenso delle donne e un dissenso di tanti viriloni virtuali)...

e poi alcuni punti non mi tornano...

Io sono alto 1.76 sono nella media italiana, dal laghetto ghiacciato non penso che eravate a Nuoro (la media, quindi, sale)...
ho una Clio e il bordo del cofano
mi arriva alle ginocchia + o -...
te hai detto:
"io, piegando le ginocchia in modo da agganciarlo, lo ancorai...

mò due sono le cose:
o eri col Premier e non lo puoi dire!!! soprattutto non puoi dire quanto ha pagato con i MIEI soldi(cattivella questa per il Premier)
Oppure eri spalmata su un Suv...:-))

Cmq dai lo ammetto è un po di invidia..
Quello se lo ricorderà per tutta la vita!!! non capita tutti i giorni..almeno a me!!!
Spero di averti strappata almeno un sorrisino..
Ciao ....

enea88 ha detto...

In questo blog ci sono post d'attualità e articoli che trattano argomenti sessuali. Quest'ultimi catturano la mia attenzione: la visione fugace di un mondo virtuale che soddisfa le voglie più nere e profonde mi confonde. Perciò continuo a leggere il blog nella speranza di trovare qualcosa di simile al post che mi ha affascinato. Questo circolo vizioso mi lega ad una maga circe che forse senza neanche volerlo mi stringe talmente tanto da impedirmi di prendere fiato. Senza fiato è impossibile scappare dal nodo delle tue gambe. E' una trappola umida.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Enea88: Senza fiato è impossibile scappare dal nodo delle tue gambe. E' una trappola umida.

Si' pero' adesso dimmi a quale pagina del libro di Fabrizio Marchi sei arrivato. :-))

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Pisolo: Non so quanti uomini (IN QUELLA SITUAZIONE) riuscirebbero

Sinceramente non lo so. Non li ho mai contati. :-)))

ho una Clio e il bordo del cofano mi arriva alle ginocchia

http://www.youtube.com/watch?v=7D51OaaCEw4

enea88 ha detto...

Ho capito a quale libro ti riferisci; rispetto a me è un principiante, ho brevettato una nuova tecnica: stringo un laccio emostatico al braccio così non arriva più sangue alla mano e non ho più sensibilità. Basta questo e un po' di fantasia per autoconvincersi che qualcun altra stia facendo quello che tu stai facendo.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Enea88: per autoconvincersi che qualcun altra stia facendo quello che tu stai facendo.

Incredibile fin dove possa spingersi l'ingegno umano. :-)

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Oggi mi sento un po' cosi'...

Oggi mi sento un po' cosi'...

Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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