domenica 13 giugno 2010

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Camminare masticando la gomma

Si’, lo ammetto. Nell’ultima settimana ho disertato il web. Mi sono affacciata pochissimo su tutto quello che e’ questo mondo virtuale. Ho lasciato perdere Facebook, ho snobbato Second Life, e mi sono assentata persino dal blog. Infatti, l’ultimo post risale a sette giorni fa e da quando questo spazio e' stato aperto, non era mai intercorso un intervallo cosi’ lungo.

Mi sono limitata a rispondere esclusivamente ai commenti, tralasciando tutto il resto. I motivi che mi hanno tenuta lontana sono diversi, ma prima di dirveli lasciate che faccia un lungo preambolo e vi spieghi quali caratteristiche dovrebbe avere una persona per piacermi. Non che con questo voglia atteggiarmi a maestra di vita, non ne avrei i titoli, tuttavia ritengo che confessarvi cio’ che mi piace, o non mi piace possa aiutarvi a capirmi meglio. Sempreche’ v’interessi conoscermi.

Per prima cosa, come credo sia normale per chiunque, e' indispensabile che ammiri quella persona. Non so spiegare bene adesso cosa debba avere di specifico per suscitare questa ammirazione. Ogni persona, essendo diversa, esprime sempre qualcosa d’imprevedibile. Pero’ se c’e’ una cosa che non sopporto e’ la boria, la prosopopea, l’eccessiva considerazione di se’. Per cui ritengo che l’umilta’ sia un valore essenziale. Non potrei mai ammirare una persona che si auto incensa e da sola si attribuisce un valore tutto suo. Il nostro valore, piccolo o grande che sia, non possiamo darcelo da soli. Pero’ si puo’ tenere un comportamento tale che altri, coloro che stimiamo, ci considerino comunque qualcosa che vale, cosicche’ dentro di noi possa nascere quella corroborante consapevolezza di essere apprezzati da qualcuno.

Altra caratteristica gradita e’ la sincerita’. Non ha senso una relazione con chi ci usa solo per propinarci le sue balle. Le menzogne, oltre ad avere le gambe corte, attirano altre menzogne in un vortice perpetuo ed alla fine il risultato e’ che tutto quanto si traduce in un’enorme menzogna, oppure nella frustrazione di chi si e’ fatto ingannare ingenuamente. Con cio’, detesto l’ipocrisia. Stimo invece chi dice le cose come stanno, chi non si crea scrupoli nel dire la verita’, anche se cio’ puo’ risultare doloroso. Anzi, e’ proprio quando si tiene particolarmente a qualcuno che la sincerita’ diventa un valore essenziale.

Ultima cosa, ma non in ordine d’importanza, che si dovrebbe avere per piacermi, e’ il senso di liberta’ proprio ed altrui. Riconoscere ed apprezzare la liberta’ di tutti e’ un valore per me indispensabile. Far capire alle persone con le quali leghiamo che non solo non le dominiamo, ma che neppure pretendiamo che si sentano in obbligo con noi, evita che vengano a crearsi quei sensi di colpa che troppo spesso sono all’origine di ogni incomprensione e sofferenza.

Si deve accettare cio’ che ci viene donato senza pretendere di piu’. Niente e’ dovuto, lo dico sempre. Non siamo onnipotenti, non siamo i padroni del mondo, le persone non ci appartengono e non possiamo gestire i loro sentimenti. L’unico potere che abbiamo riguarda solo noi stessi: e’ quello di agire sui nostri comportamenti, come ho gia’ spiegato, in modo da creare una condizione in cui gli altri provino per noi dei sentimenti che ci appaghino, in un rapporto biunivoco che si autoalimenta e tende sempre piu’ a rafforzarsi.

Ma oltre alla liberta’ altrui non dobbiamo dimenticarci della nostra. Ed e’ qui che scatta il meccanismo della dignita’, che si deve curare e coltivare come qualcosa d’insostituibile. Mai dare a qualcuno l’idea che rinunciamo alla liberta’ e alla dignita’, neppure per amore. Se lo facessimo significherebbe svendere cio’ che abbiamo di piu’ prezioso e ve lo posso dire per esperienza, quando iniziamo a svenderci non sappiamo mai dove arriveremo; a poco a poco, si perdera' la stima non solo di coloro ai quali ci siamo svenduti, che ci considereranno per sempre senza valore, ma soprattutto di noi stessi. Essere liberi, quindi, ad ogni costo, fino in fondo, non accettando compromessi e difendendo quella liberta’ come l’ultimo baluardo oltre il quale ci sara’ solo il nostro totale annientamento.

Ma cosa significa essere liberi? Onestamente non so cosa significhi per voi. Ciascun s’interroghi sul significato della parola liberta’, la sua, ma per me significa avere sempre una possibilita’ di scelta; poter decidere se intraprendere una via o l’altra. Non mi piacciono le strade sbarrate. Soffro di clausrofobia esistenziale: le sbarre, le prigioni, le strade chiuse, anche ideologiche, mi soffocano, mi fanno star male. Cio’ non significa che le strade io le voglia percorrere tutte; magari alcune non sono adatte a me e per una qualche ragione rifiuto di intraprenderle, ma deve essere appunto il mio arbitrio (libero) a decidere il mio comportamento morale e non viceversa.

Questo concetto puo’ sembrare di non facile comprensione, percio’ vorrei fare un semplice esempio: pur non essendo mai stata una fumatrice, pur ritenendo che il fumo uccida, pur non sopportando chi mi fuma accanto, impedire tout court il fumo sarebbe negare la liberta’. Non solo quella di chi fuma, ma anche e soprattutto la mia. Perche’ io voglio avere la liberta’ di decidere di fumare oppure no. Anche se poi non lo faccio e so che probabilmente non lo faro’ mai.

Quindi essere liberi di fumare significa liberta’? Non del tutto. Solo fino al momento in cui il nostro libero arbitrio potra' decidere anche di smettere. Ma una volta che il fumo prendesse il controllo della nostra vita si potrebbe ancora parlare di liberta’? Un fumatore incallito che, se gli mancano le sigarette, non riesce a pensare ad altro e magari percorre chilometri per trovarle, e’ ancora una persona libera? No, non lo e’. Se non esiste piu’ la scelta, se non si ha modo di poter resistere decidendo noi quando e come gestire qualcosa, la liberta’ finisce e si diventa schiavi. Sappiamo che e’ sbagliato, che siamo dominati da un vizio, ci disprezziamo per questo, ma non riusciamo ad evadere da quella prigione che ci siamo costruiti intorno. Cio’ puo’ riguardare qualsiasi vizio. Si puo’ parlare del fumo, ma si puo’ facilmente arrivare ad altri vizi come la droga o anche l’eccessivo uso del computer.

Tutti sappiamo come il computer tenda a creare dipendenza. Ormai gli studi in questo settore dimostrano che si tratta di una vera e propria droga e chi ne abusa alla fine ne resta prigioniero. Non mi meraviglia quindi leggere di episodi come QUESTO. I bambini, soprattutto, perche’ privi di un’autocoscienza evoluta, sono i primi a soccombere a tali dipendenze, come avviene anche con l’uso eccessivo di televisione. E su questo punto ci sarebbe da fare tutto un discorso su un determinato tipo di educazione e su come moltissimi genitori non siano adatti al loro ruolo, ma anzi creino danni irreparabili. Pero' anche gli adulti cadono nella rete mentale che internet ed il virtuale tendono a chi, sprovveduto, crede di poter smettere quando vuole.

In realta’ non e’ cosi’, ne ho gia’ parlato QUI. Chi diviene dipendente tende a negare di esserlo, inventa giustificazioni, s’inventa che il computer gli serve per lavorare oppure dice che si tratta solo di un gioco che puo’ cessare in qualsiasi momento egli voglia, ma sa che non e’ vero. Ho saputo di chi ormai vive connesso alla rete per ventiquatr'ore al giorno ed ogni volta che e’ costretto a scollegarsi, ad esempio per recarsi dal medico, conta ad uno ad uno i secondi che lo separano dal momento in cui potra’ accedere nuovamente al web. Ha il pensiero talmente occupato dalla sua esistenza virtuale che, come un fumatore incallito, crede di avere in ogni caso il tempo per smettere.

Secondo queste persone, comunque, “fumare fa bene”, cioe’ il computer e’ uno strumento che esalta le loro facolta’ cognitive ed aumenta la loro efficienza. Credono che essere in grado di poter fare piu’ cose contemporaneamente, acquisire informazioni, comunicare, giocare, eccetera - ovvero cio’ che si chiama multitasking - rappresenti qualcosa d’incommensurabile utilita’. Il multitasking invece, chi mi conosce lo sa, io l'ho sempre osteggiato; forse perche’ non sono mai stata capace di affrontare piu’ cose in contemporanea. Il massimo del mio multitasking e’ riuscire a camminare masticando la gomma, percio’ capirete come ho a lungo invidiato chi, come se niente fosse, chattava separatamente con dieci diversi interlocutori e allo stesso tempo, non aveva problemi a sfidare gli orchi in Warcraft, raccogliendo patate in Farmville, documentandosi su Wikipedia e guardando un video su youtube.

Pare infatti che la sovraesposizione a stimoli continui, il controllo ossessivo delle email, il gestire contemporaneamente tre o quattro finestre di internet, modifichi in modo sensibile i comportamenti, e soprattutto crei l’illusione di poter essere onnipotenti, di poter usare le capacita' cerebrali al massimo. Quando in realta’, dato che il cervello non e’ un microprocessore, il primo effetto del multitasking e’ quello di perdere la capacita’ di distinguere cio’ che e’ importante da cio’ che non lo e’.

Percio' il multitasking non aiuta a fare le cose meglio come si tende a credere, e recenti studi condotti da alcuni neurologi statunitensi dimostrano in modo impietoso che, quando si fanno piu’ cose contemporaneamente, le cose vengono fatte peggio e non si riescono a distinguere le informazioni essenziali da quelle accessorie. La persona si sente si’ piu’ produttiva e concentrata, ma e’ una percezione errata in quanto la realta’ e’ l’esatto contrario: il pensiero si fa frammentato, lo stress aumenta ed anche quando il computer viene spento il cervello continua a lavorare allo stesso modo.

Ci sono dunque studi scientifici che dimostrano in modo inequivocabile come il computer non solo stia inesorabilmente cambiando il nostro modo di pensare, ma soprattutto se usato in modo improprio, cioe’ come sostitutivo della realta’, finanche surrogato di amicizie, affetti ed altro, possa veramente danneggiare in modo definitivo la vita delle persone costringendole alla virtualita’ come unico luogo dell’esistenza. Chi diventa dipendente infatti dimentica gli impegni presi e tende ad organizzare il proprio tempo in base alle esigenze dettate dal virtuale, come chi si alza nel cuore della notte per raccogliere le patate in Farmville o incontrare il proprio partner sessuale in Second Life.

Cosi’, tenuto conto di tutto questo e facendo le dovute considerazioni, complici le belle giornate ed il caldo degli ultimi giorni, ho voluto dirottare il mio interesse altrove, lontana dal pc, verso qualcosa di piu’ concreto e tangibile, dedicandomi al benessere del mio corpo e della mia mente, recidendo in parte quel cordone ombelicale che il collegamento internet troppe volte rischia di diventare allorquando si oltrepassa la misura. Ho quindi voluto esercitare ancora una volta la mia liberta’, provando a me stessa di essere in grado di gestire la passione che ho per il virtuale, ma fino al punto di non farla diventare qualcosa di dannoso. Ed e’ per tale motivo che, solo adesso, dopo una settimana, torno a scrivere un post sul blog.

Bene, ho terminato. Spero di non vi siate annoiati. In questo momento, mentre termino di scrivere, il treno sta per arrivare a Budapest. A minuti saro’ a Keleti pu. Forse faro’ una foto, forse no, poi con il taxi fino a casa. Pero’ non mi colleghero’ subito, non pubblichero’ immediatamente questo post. Lo faro’ piu' tardi, molto piu' tardi, con comodo, dopo mezzanotte, una volta che avro’ assaporato completamente la mia giornata.

Come ho detto non riesco ad essere multitasker; se faccio una cosa non faccio l’altra ed il mio cervello, come il mio cuore, riesce a processare solo una cosa alla volta, una dopo l’altra, in sequenza, privilegiando quella che ha maggiore importanza. Ed anche se camminare masticando la gomma puo’ riuscire anche a me, vi prego, non chiedetemi di piu’… potrei inciampare e cadere.

38 commenti :

marco ha detto...

Quando si dice il caso...
Proprio questo pomeriggio ho sperimentato i danni che il multitasking può provocare (piccoli fastidi più che danni) e, conseguentemente, bruciato l'account su Second Life.

Accendo l'ultima e vado a letto presto.

Buona domenica

Gio ha detto...

Bellissimo post Klara.

Anonimo ha detto...

Ciao, seguo saltuariamente il tuo blog, ma ogni volta che ti leggo trovo divertenti le tue frasi.

Perchè divertenti? Perchè sono frasi che spesso dico anche io, al maschile. Non sempre si può essere graditi, e non sempre si gradisce gli inopportuni. La tua virtualità reale, spesso, mi ha permesso di pubblicare dal tuo blog argomenti importanti, l'ultimo quello della situazione finanziaria dello stato italiano.

Spero non ti dispiaccia che io faccia uso delle tue idee, e spero che mi permetterai di continuare a farlo. Non voglio commentare altro, prchè sarei solo noioso, non ho la tua capacità di rendere le idee con le parole. Ma lasciami solo dire che mi piace ciò che scrivi, e che come lo racconti mi da una sensazione di estasi che poche donne davvero hanno saputo regalarmi.

Grazie di questo.

Ottobre Rosso

Nicole ha detto...

Io sono multitasking
Nel senso però che faccio più cose contemporaneamente del tipo: rispondere al telefono, annaffiare le piante, rispondere a più persone e persino facendo la doccia se è il caso.
E comincio ad essere stanca in effetti.
Riguardo al pc...mi connetto a sprazzi, ma il giorno e il pomeriggio esco o riposo...La sera sto uscendo poco e mi connetto. Ma io vivo a fasi, poi mi stanco. Non amo le dipendenze, l'unica che ho è il fumo e amare qualcuno se posso.
E sono già tante per i miei gusti...
Si, le dipendenze fanno solo danni, ma per alcuni sono un rifugio...Ma alle volte imporsi delle regole sane non sarebbe male.
Il rischio è come tu ben dici è quello di perdere di vista la realtà...Un profumo, un contatto, uno sguardo niente e nessuno potrà mai sostituirlo con nessun surrogato al mondo. Ben venga una vita virtuale se poi trova nel reale la sua ragione in essere.

modesty ha detto...

vabè.
avevi bisogno di una pausa.
sei una maratoneta delle rete ben allenata a quanto pare.
chiaro però che ogni tanto persino tu hai bisogno di staccare.
"non scrivere per una settimana" come per dire "per un tempo piùttosto lungo" mi fa capire che un po' hai avvertito il cold turkey.

:) tutto il resto non è una novità. chi ti legge lo sapeva già.

love, mod

Anonimo ha detto...

umiltà, sincerità, liberta'
aggiungerei personalità anche se, non è facile da trovare con l'umiltà, bel mix.

Ciao
Gugge

gullich ha detto...

@chiara "se faccio una cosa non faccio l’altra ed il mio cervello, come il mio cuore, riesce a processare solo una cosa alla volta, una dopo l’altra, in sequenza, privilegiando quella che ha maggiore importanza."

molto molto bello...

post ricco di spunti di riflessione su diversi versanti.

un abbraccio

wgul

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Ottobre Rosso: Spero non ti dispiaccia che io faccia uso delle tue idee

Certo che puoi prendere le mie idee. Grazie per la tua visita (la storia dell'estasi e' la prima volta che qualcuno me la dice). :-)


@ Nicole: E comincio ad essere stanca in effetti.

Non e' solo una questione di stanchezza, ma a lungo, col multitasking, si diventa stupidi/e avendo la ferma convinzione di essere molto piu' furbi ed intelligenti degli altri.
Il mondo e' sempre stato pieno di idioti che si credono furbi. Adesso pero', con i problemi legati alle nuove tecnologie, questa gente sta davvero dilagando ovunque. :-)


@ Modesty: sei una maratoneta delle rete ben allenata a quanto pare.

Ogni cosa andrebbe fatta ben sapendo i rischi che comporta e sempre tenendo presente le proprie capacita'. Chi crede di prendere una maschera ed una bombola ed immergersi senza un'adeguata preparazione e determinati accorgimenti, rischia di rimetterci la pelle.
Il mare del web e' un po' cosi'. Purtroppo c'e' chi s'immerge senza sapere bene cosa puo' capitargli. Si sentono tutti grandi esperti solo perche riescono a muovere veloce un mouse oppure digitano un sms in pochi secondi. Quando poi affogano nel primo bicchier d'acqua.
Solo che con l'anonimato credono di evitare le figure da imbecilli. Tanto morto un nick (o un avatar) se ne fa un altro....


@ Gugge: umiltà, sincerità, liberta'

Fantastico!
Prova adesso a tradurlo in francese e forse mi ricordera' qualcosa. :-)
Sulla personalita' non saprei dire. La personalita (non solo in internet) e' spesso falsa, emulata, recitata e non corrisponde a quella reale.
Per capire se e' vera o falsa non bastano 2-3 frasette scambiate; occorre approfondire la conoscenza con altri mezzi. E non sempre si ha la voglia ed il tempo di farlo.


@ Gullich: post ricco di spunti di riflessione su diversi versanti.

Si'. L'ho congegnato apposta in modo da stimolare un dibattito su piu' piani. Spero di poter approfondire.

Anonimo ha detto...

Amore, non deve farsi mettere i piedi in testa, e nemmeno le mani nelle tasche.

:-)

Gugge

davide ha detto...

Distinta Chiara,

bel post. Avrei tante cose da dire, ma sono alcuni giorni nella capitale a fare da gazzella. Quando torno dico anch'io la mia.

Ciao Davide

Vandana ha detto...

Post kilometrico...quello che non hai scritto in una settimana l' hai decisamente recuperato!!!

@Chiara: Niente e’ dovuto, lo dico sempre. Non siamo onnipotenti, non siamo i padroni del mondo, le persone non ci appartengono e non possiamo gestire i loro sentimenti...Ma oltre alla liberta’ altrui non dobbiamo dimenticarci della nostra. Ed e’ qui che scatta il meccanismo della dignita’, che si deve curare e coltivare come qualcosa d’insostituibile. Mai dare a nessuno l’idea che rinunciamo alla liberta’ e alla dignita’, neppure per amore...

Mi spaventano di più le persone che, nel momento in cui stanno insieme ad un' altra persona, diventano un tutt' uno con l'altra, si omologano e diventano conformi all' altra persona, il loro "io" svanisce e diventa un "noi", si annulano, perdono la propria identità e inevitabilmente perdono anche la propria libertà. Dipendere da un'altra persona è la dipendenza peggiore che un essere umano puo avere.

@Chiara: Tutti sappiamo come il computer tenda a creare dipendenza...Ci sono degli studi scientifici che dimostrano in modo inequivocabile come il computer non solo stia inesorabilmente cambiando il nostro modo di pensare, ma soprattutto se usato in modo improprio, cioe’ come sostitutivo della realta’, finanche surrogato di amicizie, affetti, ed altro possa veramente danneggiare in modo definitivo la vita delle persone costringendole alla virtualita’ come unico luogo dell’esistenza...come chi si alza nel cuore della notte per raccogliere le patate in Farmville o incontrare il proprio partner sessuale in Second Life.

Questo mi spaventa ancora di più, più passa il tempo e più certe persone mi fanno paura,e anche un' immensa tristezza. Io mi chiedo, con tutte le milioni di cose che ci sono da fare nella vita reale, come fa la gente a stare ore e ore attaccata ad un pc, a leggere o a vedere le cose più demenziali o a farsi i cazzi degli altri su fb. Premetto che non ho fb perchè lo ripudio a priori; che non ho la pazienza di stare incollata a un monitor, che spesso entro in un sito o in un blog non trovo l' ispirazione o lo stimolo giusto, leggo due righe ed esco; che faccio già grandi sforzi a restare incollata alla tv per vedere un film di due ore; che non so cosa sia dottor house, csi, friends e telefilm che conoscono mezzo mondo e che quando dico che non ho idea di cosa siano, mi guardano come un alieno; che la sera è raro che rimango a casa, ma è possibile che un giovane puo rimanere chiuso a casa a rincoglionirsi davanti a queste puttanate?!?
Io vorrei fare mille cose e spesso non ho il tempo materiale e c'è gente che lo butta via davanti a uno schermo.
E il problema non sono solo le ore in sè che uno trascorre, ma è il fatto che vivono di queste cose, che sono totalmente dissociati dalla vita reale, disinteressati completamente alla vita sociale, privi di principi, di obiettivi e di interessi sopratutto.

L' unica dipendenza che ho è quella dalle sigarette, anche se a parte qualche volta, e il fine settimana, fumo solo qualche sigaretta la sera, penso che sia più un piacere che una dipendenza.

@Chiara: come chi si alza nel cuore della notte per raccogliere le patate in Farmville o incontrare il proprio partner sessuale in Second Life.

Quando penso che mio nonno si è alzato alle 5 del mattino per 50 anni a raccogliere le patate, spaccandosi la schiena e c'è gente che si alza nel cuore della notte per farlo virtualmente, rabbrividisco. Qui ogni commento è del tutto inutile e superfluo, questa è gente che dev' essere sottoposta a una terapia seria. Atroce.

Duval ha detto...

(segue)

@Vandana:
Io vorrei fare mille cose e spesso non ho il tempo materiale e c'è gente che lo butta via davanti a uno schermo.

Io ho fatto mille cose e adesso impiego piacevolmente (non butto) il mio tempo anche davanti ad uno schermo, che non è uno scorpione velenoso, solo un mezzo: una finestra sul mondo.

La apri quando vuoi e ci stai quanto vuoi; se qualcuno ha le vertigini e cade di sotto è un problema suo.
Stare alla finestra , osservare, salutare chi passa è una attività assolutamente reale, non è dissociarsi dalla realtà; il virtuale non esiste, è un termine di comodo per dare significato ad una attività particolare ma reale, come ogni attività umana. Tutto quello che facciamo è attività reale, governata dal nostro cervello che è fatto di cellule materiali.

@Vandana:
E il problema non sono solo le ore in sè che uno trascorre, ma è il fatto che vivono di queste cose, che sono totalmente dissociati dalla vita reale, disinteressati completamente alla vita sociale, privi di principi, di obiettivi e di interessi sopratutto.

Copio e incollo da sopra:
“A me fanno paura e anche un po’ tristezza gli intolleranti e i possessori delle verità rivelate.”

@Vandana:
Quando penso che mio nonno si è alzato alle 5 del mattino per 50 anni a raccogliere le patate, spaccandosi la schiena e c'è gente che si alza nel cuore della notte per farlo virtualmente, rabbrividisco. Qui ogni commento è del tutto inutile e superfluo, questa è gente che dev' essere sottoposta a una terapia seria. Atroce.

Se tuo nonno avesse potuto scegliere fra l’obbligo di alzarsi alle 5 di mattino per 50 anni a raccogliere patate e la autodeterminazione di alzarsi di notte per andare su sl a divertirsi, forse avrebbe scelto la seconda possibilità e non avrebbe avuto bisogno di alcuna terapia, secondo me.

pisolo973 ha detto...

@ chiara
Per quanto riguarda la mania del pc:

Come già detto in precedenza non sono un veterano del pc, anzi + che del pc (ci lavoro) del web e del virtuale. Mi sto appassionando (oppure schiavizzando),,,,solo ora che ho un pochino di tempo in + visto che a lavoro c'è un po di tranquillità..
Con gli occhi da persona ancora libera su questo "vizio" credo che bisogna fare un netto distacco tra realtà e virtualità....
Se ti riduci ad inquinare troppo la vita reale trascurandola pur di fare un salto "dillà" non va bene e penso che almeno all'inizio te ne accorgi...io me ne sono accorto con un gioco manageriale..giusto in tempo.. (specialmente se hai famiglia)..e quindi 2000 impegni...
Sempre con gli okki da "novello" non capisco per ora la voglia di molti di voi di capire chi c'è davvero dietro un nick..
Personalmente amo pensare che Chiara, per esempio, sia una bella ragazza ungherese molto intelligente e capace di tirar fuori molti orgomenti su cui far riflettere per poi confrontarsi..
ma magari è un 70 enne con due denti che copia-incolla dal web..
Anche se Chiara un gionno dovesse confessare una cosa del genere a me nn cambierebbe nulla...Non mi arrabbierei/offenderei e nella mia mente resterebbe sempre la bella ragazza ungherese e resterebbero cmq nella mia mente le righe di alcuni post che mi hanno fatto riflettere...
Diverso è il discorso tuo, Chiara, ovvio che devi cercare di capire chi c'è dietro un nick se hai avuto quei problemi...a quello non ci avevo pensato.
A questo punto spero di nn dover comprare un palmare per potermi tuffare nel web anche per strada o nel traffico...
Per ora mi limito a timbrare l' entrata in ufficio..sbranarmi i primi due report e vedere se sul blog c'è un nuovo post!!!
Spero che i malati di web non abbiano iniziato tutti così... :-(
un saluto a tutti

Duval ha detto...

questa avrebbe dovuto essere la prima parte

@Vandana:
Dipendere da un'altra persona è la dipendenza peggiore che un essere umano puo (era meglio “possa”) avere.

La frase è indubbiamente ad effetto ma copre un terreno di comportamenti talmente vasto da risultare priva di senso. Vi sono legami che potrebbero essere scambiati per dipendenza solo a chi non ne conosca le vere motivazioni. E cosa è la dipendenza da un’altra persona ? Chi la definisce? Come si manifesta?

Se ragioniamo tout court sul termine “dipendenza”, come comunemente inteso, allora dovremmo riferirci a comportamenti patologici, assimilabili in toto a quelli di un alcolista o un eroinomane in astinenza. Io non ho mai visto cose simili fra due persone fortemente legate. Ritengo che la profondità del legame la si possa intuire pienamente alla morte di uno dei due, ad esempio. Poi vi sono dipendenze positive: un cerebroleso dipende da qualcuno, ad esempio, come un malato terminale di cancro.

Ma vivere, spesso solo in finestre temporanee della nostra esistenza, in simbiosi volontaria con un’altra persona, assaporare gli stessi gusti, odorare gli stessi profumi, gioire degli stessi panorami fisici e mentali, “rinunciare” a poco per avere molto, non mi pare la dipendenza peggiore che un essere umano può (possa) avere.

@Vandana:
Questo mi spaventa ancora di più, più passa il tempo e più certe persone mi fanno paura,e anche un' immensa tristezza. Io mi chiedo, con tutte le milioni di cose che ci sono da fare nella vita reale, come fa la gente a stare ore e ore attaccata ad un pc, a leggere o a vedere le cose più demenziali o a farsi i cazzi degli altri su fb.

Altra frase ad effetto ancora una volta riferita ad una tale vastità di comportamenti e motivazioni che ne annullano totalmente il significato.

Chi stabilisce, fra le milioni di cose da fare nella vita, quali sono degne e quali no? “Stare al pc” non è forse una delle milioni di cose da fare nella vita? Leggere i giornali al pc invece che in poltrona, guardare il risultato dell’asta di Sotheby’s sul pc invece che su un catalogo, leggere le previsioni del tempo, organizzare un viaggio in Rajasthan, prenotare il treno per Milano, leggere la recensione dell’ultima Nikon, fare un bonifico all’amministratore del condominio, scrivere lettere su una tastiera invece che su carta, scegliere una puttana su un sito web invece che sul giornalino locale, liberare la fantasia in sl fino alla masturbazione relazionando in voice con una donna mai vista, leggere i racconti di Chiara e i commenti delle persone che non stanno mai al pc … non fanno forse parte delle milioni di cose che si possono fare nella vita ?
E chi stabilisce quali sono demenziali e quali no?

A me fanno paura e anche un po’ tristezza gli intolleranti e i possessori delle verità rivelate.

(continua)

Nicole ha detto...

Precisiamo due cose però:
Fare più cose contemporaneamente può stressare, stancare, ma non rende stupidi. Stupidi si nasce o si diventa per convenienza, magari fingendo...ne conosco tanti e alle volte me ne sono avvalsa anche io. E' l'ossessione piuttosto nel fare in modo maniacale sempre la stessa cosa che impoverisce il cervello.
Una sana via di mezzo no?
Nei rapporti di cuore è diverso...al momento giusto almeno il mio sa quale direzione prendere.

Nel tuo post, c'è molta carne a cuocere e apre riflessioni a largo raggio.

Riguardo al pc...Basterebbe solo ammetterlo. E' chi nega ad essere malato/a, chi invece ammette con franchezza che passa il suo tempo così, vive saemplicemente il suo tempo. E ognuno il proprio tempo lo passa come vuole.
Certo chi sta dalla mattina alla sera sul pc, non può dirmi di avere figli, marito, moglie, cani e gatti.
Vivono di vita propria!?

Anonimo ha detto...

Chiara, hai scritto cose molto vere!!
però non si può rinunciare all'aria, come non si può rinunciare al solee piccole gocce d'acqua che cadendo dal cielo ti accarezzano e per finire non si può rinunciare a te che sei molto di più del sole del vento della luce e dell acqua.
Baci e grazie per esserci:-)
un tuo ammiratore

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Gugge: Amore, non deve farsi mettere i piedi in testa, e nemmeno le mani nelle tasche.

Come ho detto il mio cervello processa in termini di priorita', e prima di arrivare alle tasche ce ne sarebbero state di cose da dire.
Pero', se fra le tante cose che si potevano citare hai pensato alle tasche, quindi ai quattrini, cio' dice di te piu' di quanto tu creda.



@ Davide: sono alcuni giorni nella capitale a fare da gazzella.

Immagino il divertimento... :-(
Comunque anche quello e' come fumare. Devi sapere tu se sei in grado oppure no di gestire il tuo vizio.


@ Vandana: Mi spaventano di più le persone che, nel momento in cui stanno insieme ad un' altra persona, diventano un tutt' uno con l'altra, si omologano e diventano conformi all' altra persona, il loro "io" svanisce e diventa un "noi", si annulano, perdono la propria identità e inevitabilmente perdono anche la propria libertà.

Per quanto puo' valere, questo non e' mai stato il mio caso e forse e' questo il motivo del parziale fallimento dei vari, ma non molti, rapporti sentimentali che ho avuto.
Le donne troppo indipendenti non attraggono.

mi guardano come un alieno

Perdonami. Forse non ho dimestichezza con la lingua italiana, ma ho sempre creduto che tu fossi una ragazza. Invece da questa frase ho avuto l'impressione che parlassi al maschile. Sono confusa.

Quando penso che mio nonno si è alzato alle 5 del mattino per 50 anni a raccogliere le patate

Qui da me lo si fa ancora. Sarebbe bene che questa storia delle "patate" fosse come un simbolo di cio' che e' davvero importante, e quindi merita considerazione, da cio' che invece non lo e'. In internet conosco sempre piu' un mondo popolato da bimbetti e bimbette che vanno in crisi se si rovesciano il gelato sulla maglietta pulita, quando i veri problemi, quelli per i quali e' impossibile non partecipare soffrendo sono altri. Solo che per poterlo capire bisognerebbe averli i problemi. Invece a frignare sono sempre piu' i privilegiati, che credono di esere i piu' disgraziati di tutti perche' del mondo, quello reale, non hanno visto ne' capito un cazzo, mentre chi metaforicamente raccoglie davvero le patate alle 5 di mattina, tacendo accetta la sua condizione, e sorride al nuovo giorno ed al fatto di poter avere del cibo ed un tetto sopra la testa.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Pisolo973: (specialmente se hai famiglia)..e quindi 2000 impegni...

Esattamente. Il web e' pieno di gente che racconta di se' cose incredibili. Persone che stanno collegate di continuo, talvolta alternandosi nell'uso dei nick e degli avatar, creando storie diverse come se fossero telenovelle, e a me viene da pensare: "ma questa gente non la fa mai la spesa?"
Si perche' qui da me, nonostante si sia in diverse, se non si lavora, non si fa la spesa, non si prepara da mangiare, eccetera mica si campa...
E poi, finito di mangiare, ma anche di dormire, si deve mettere a posto la cucina, rassettare la camera, pulire il bagno...
E poi ci sono i bambini (per chi li ha) i quali prendono un sacco di tempo. Mica sono criceti tenuti in una gabbia. che anche loro un minimo di tempo lo prendono.
Insomma, come fa una persona che ha una vita NORMALE a stare tutto il giorno (e spesso anche la notte) collegata e a fare tutto il resto?
Credo che il meccanismo sia esattamente lo stesso che la essere di volta in volta legionario, astronauta, puttana d'alto bordo (chissa' perche' le stradali non hanno un blog), agente segreto, scrittrice di romanzi... la fantasia!
Se si capisce questo ci si rende conto che solo poche sono le persone che davvero possono darci qualcosa che vale e che quasi sempre e' contenuto nella loro vera personalita'. La maggior parte recita, e persino male. E francamente, fra assistere ad una recita penosa di qualche disturbato/a mentale che sostituisce con una chat la seduta che dovrebbe fare da uno psichiatra, preferisco di gran lunga leggere un bel libro, guardare un film oppure stare in compagnia di persone reali che posso guardare, toccare, annusare, ascoltare...
Ecco perche' la cerchia di chi frequento nel web e' molto limitata, e tende a restringersi sempre piu'.


@ Nicole: Fare più cose contemporaneamente può stressare, stancare, ma non rende stupidi.

Ci sono studi che affermano invece che il multitasking rende davvero la gente stupida, solo che la percezione e' quella contraria. E qui sta l'aspetto ridicolo.

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,

"@ Davide: sono alcuni giorni nella capitale a fare da gazzella.
Immagino il divertimento... :-(
Comunque anche quello e' come fumare. Devi sapere tu se sei in grado oppure no di gestire il tuo vizio."

Il divertimento è garantito. Quando uno ha 50 anni e fa la gazzella da almeno 30 anni si presume che sia in grado di gestire questa sublime virtù.

Ciao Davide

Nicole ha detto...

Che ti devo dire?
Non credo che riuscire a parlare con più persone porti alla demenza.


Non hon la percezione di essere una stupida...ma,

probabilmente gli stupidi non ce l'hanno mai:)

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Nicole: Non credo che riuscire a parlare con più persone porti alla demenza.

Nicole, non e' una cosa che dico io, ma i neurologi che studiano l'effetto del multitasking. Multitasking inteso come fare troppe azioni contemporaneamente.
Ti faccio un esempio: una persona che agisce in second life con 2 avatar, allo stesso tempo guarda un video su youtube, legge il mio blog, sta su facebook e controlla l'email. Parlo di comportamenti patologici.
Non mi pare sia il tuo caso.

Nicole ha detto...

Si, lo so..scherzavo. Io al massimo parlo con quattro persone, ma ne ascolto bene, solo due.:)

Neelps ha detto...

Quando non riesci piu' a gestire le cose che hai da fare con una coda a priorita', necessariamente cerchi un'altra strada che si chiama multitasking, e' una specie di ottimizzazione dei processi ed il livello di parallelismo non puo' essere infinito, ma deve essere anch'esso regolato a seconda delle risorse richieste dai processi, che sono, discrete.

Addestrarsi a fare piu' cose allo stesso tempo, con un livello di parallelismo adeguato, non credo che porti alla stupidita', porta sicuramente, se ben gestito, ad una razionalizzazione dei processi mentali. E per misurare l'efficenza si puo' pendere per esempio il numero di processi portati a termine con successo.

E' esattamente lo stesso approccio usato in informatica. Un alto livello di parallelismo non significa un alta efficenza, il tutto deve essere dimensionato correttamente o dinamicamente con il l'avanzamento stesso delle soluzioni dei problemi affrontati.

Noi siamo, dopotutto, una specie di macchina, molto complessa ed evoluta ed il multitasking e' un principio adotatto di default dalla parte non esplicitamente controllabile del nostro cervello.

@Vendana

Perdonami, ma il tuo approccio e la tua terminologia non mi piacciono, sembra quasi che tu ti voglia distinguere da quella massa di sfigati che stanno chiusi in casa attaccati al PC. Rasenti una serie di luoghi comuni dimenticandoti che l'infiltrazione del PC nelle nuove generazioni, e', sopra ogni cosa, un enorme vantaggio. Significa avere la possibilita' di accedere ad un immensita' di informazioni.
Significa possedere la liberta'. Non significa automaticamente crescere culturalmente, ma significa avere la possibilita' di farlo. Come lo si fa e con quali modalita' e' altra cosa.
Ogni deviazione, evolutiva o involutiva, rappresentano un processo, la cui media sara' sicuramente positiva per tutta l'umanita'.


ciao

Vandana ha detto...

@Duval:Io ho fatto mille cose e adesso impiego piacevolmente (non butto) il mio tempo anche davanti ad uno schermo, che non è uno scorpione velenoso, solo un mezzo: una finestra sul mondo.

Ho sempre pensato che internet fosse il miglior mezzo di comunicazione, però troppo spesso viene usato male!

@Vandana:
Dipendere da un'altra persona è la dipendenza peggiore che un essere umano puo (era meglio “possa”) avere.

@Duval:
La frase è indubbiamente ad effetto ma copre un terreno di comportamenti talmente vasto da risultare priva di senso.

Guarda un concetto più chiaro di cosi non potevo scriverlo, vedo che Chiara ha capito benissimo ciò che intendevo, prova a leggere la sua risposta, magari ti puo essere d' aiuto per comprendere e per trovare un senso. Per quanto riguarda cosa intendo per dipendenza l' ho scritto prima di quella frase che hai definito priva di senso e che a quanto pare visto ciò che hai scritto"assaporare gli stessi gusti, odorare gli stessi profumi, gioire degli stessi panorami..." non hai afferrato!!!

@Duval:Altra frase ad effetto ancora una volta riferita ad una tale vastità di comportamenti e motivazioni che ne annullano totalmente il significato.

Mi rendo conto che stiamo parlando di cose abbastanza serie sulle quali si potrebbe discutere per ore, però alla stesso tempo mi rendo conto che stiamo commentando su un blog, che sicuramente scrivendo poche righe si tende a minimizzare argomenti cosi importanti, ma non ho nessuna voglia, intenzione, tempo e lo trovo del tutto fuori luogo, all'interno di questo contesto fare un poema. Quindi se quello che scrivo ti puo risultare primo di senso me ne dispiaccio. Ci tengo solo a precisare che non credo di detenere la verità, ogni cosa che scrivo è solo un mio pensiero, che poi tu puoi condividere o meno, o trovare con o privo di senso. Quindi quando mi chiedi chi decide quali sono le cose degne da fare nella vita e quali no?, ti rispondo IO, nella mia vita sono io a stabilirlo, e ho tutto il diritto di scrivere quali lo sono e quali no. Sono io a stabilire che leggere i quotidiani è una cosa intelligente, tant è vero che lo faccio tutte le mattine e sono sempre io a stabilire che farsi i cazzi degli altri su fb è demenziale. Poi se esprimere un proprio pensiero e i propri sentimenti per te significa essere detentori della verità e intolleranti(ho scritto che mi fanno un immensa tristezza le persone cosi, non mi pare di aver scritto che andrebbero soppresse), ragioniamo in maniera opposta e siamo lontani anni luce!!!

@Duval: Se tuo nonno avesse potuto scegliere fra l’obbligo di alzarsi alle 5 di mattino per 50 anni a raccogliere patate e la autodeterminazione di alzarsi di notte per andare su sl a divertirsi, forse avrebbe scelto la seconda possibilità...

Uuuaahahhahhahhahaaaaahha...sei fuori strada, ma alla grande proprio, avrebbe rifatto per altre 100 vite quello che ha fatto, e penserebbe quello che penso io e cioè che chi si alza nel cuore della notte a raccogliere le patate su internet, è un emerito cretino. Ovviamente sempre secondo il suo modestissimo parere! meglio precisarlo, non si sa mai che dai dell' intollerante e del possessore delle verita rivelate anche a lui.

@Chiara: ma ho sempre creduto che tu fossi una ragazza.
Lo sono:), ho sbagliato scrivendo.

@Chiara:Le donne troppo indipendenti non attraggono.

Si, anche secondo me troppo spesso, purtroppo, è cosi. Per tanti è più semplice stare con una persona senza carattere, che fa quello che dice, che lo asseconda in tutto e per tutto, e che non abbia una "vita propria" in modo da non dover rinunciare a nulla, in modo tale che le rinucie vengono fatte solo e sempre da una parte.

@Chiara:Qui da me lo si fa ancora.

Anche da me , anche se in misura minore rispetto a prima.

@Chiara: Sarebbe bene che questa storia delle "patate" fosse come un simbolo di cio' che e' davvero importante, e quindi merita considerazione, da cio' che invece non lo e'.

Hai colto perfettamente quello che volevo dire.

Vandana ha detto...

@Neelps:sembra quasi che tu ti voglia distinguere da quella massa di sfigati che stanno chiusi in casa attaccati al PC. Rasenti una serie di luoghi comuni dimenticandoti che l'infiltrazione del PC nelle nuove generazioni, e', sopra ogni cosa, un enorme vantaggio. Significa avere la possibilita' di accedere ad un immensita' di informazioni.
Significa possedere la liberta'.


Ho scritto all' inizio del post che ritengo internet il miglior mezzo di comunicazione, io sono la prima a informarmi principalmente tramite questo mezzo. In Italia visto la pessima televisione che ci offrono, ma sopratutto monopolizzata da chi sta al governo, internet rappresenta la salvezza per noi giovani. Però non da tutti viene usato per questo fine, da molti viene usato troppo e male, fino a creare seri problemi, come ci dimostrano i dati. Non credo che ci sia nulla di male dal volersi distiunguere da quelli sfigati che stanno in casa chiusi al pc. è vero che ho parlato solo dei suoi lati negativi nel commento precedente, ma nel post si parlava dell' uso sbagliato che troppo spesso se ne fa...non ho fatto altro che attenermi all' argomento.
Poi se si vuole parlare di quanto sia fondamentale oggi e della sua utilità parliamone, ma non credo sia quello il punto.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Neelps: Quando non riesci piu' a gestire le cose che hai da fare con una coda a priorita', necessariamente cerchi un'altra strada che si chiama multitasking, e' una specie di ottimizzazione dei processi ed il livello di parallelismo non puo' essere infinito, ma deve essere anch'esso regolato a seconda delle risorse richieste dai processi, che sono, discrete.

Questo lo fa un microprocessore. Ma il nostro cervello non e' un microprocessore. il microprocessore e' una "macchina". Noi non siamo macchine. Volersi trasformare in macchine e' , appunto, da stupidi. Infatti, le macchine sono stupide, non hanno libero arbitrio, non hanno la capacita di concentrarsi, non decidono, e le loro priorita' sono comandate da algoritmi che sono creati da uomini.

Addestrarsi a fare piu' cose allo stesso tempo, con un livello di parallelismo adeguato, non credo che porti alla stupidita', porta sicuramente, se ben gestito, ad una razionalizzazione dei processi mentali. E per misurare l'efficenza si puo' pendere per esempio il numero di processi portati a termine con successo.

Tu credi.
Io invece credo il contrario.
La dispersione della concentrazione in vari processi mentali, non essendo il cervello un microprocessore, fa si' che i processi vengano eseguiti mediocremente, in quanto cio' che rende efficiente un processo mentale, una riflessione ad esempio, e' la concentrazione su quello che si sta facendo. Senza concentrazione niente verra' eseguito in modo ottimale.

E' esattamente lo stesso approccio usato in informatica. Un alto livello di parallelismo non significa un alta efficenza, il tutto deve essere dimensionato correttamente o dinamicamente con il l'avanzamento stesso delle soluzioni dei problemi affrontati.

Infatti, la dispersione dell'attenzione fra vari processi, quindi mancanza di concentrazione, genera una mediocrita' nell'esecuzione dei processi stessi. Per questo parlo di "stupidita'". Una persona stupida non e' efficiente nell'usare la sua mente, ed e' cio' che avviene con il multitasking in cui si perde la capacita' di concentrarsi su qualcosa, e quindi di dare una precedenza a cio' che in quel momento e' piu' importante. Questa mancata attribuzione di priorita', con conseguente dispersione della concentrazione fa si' che ci sfuggano, forse per sempre, frammenti e dettagli che potrebbero essere di vitale importanza per la soluzione di un determinato problema.
Per fare un esempio semplice, immaginiamo di avere un cesto con dentro diversi tipi di frutta. Una persona che ragiona sequenzialmente, come me, ne mangerebbe uno alla volta, iniziando da quello che e' piu' gradito e terminando quando si sente sazia. In questo modo mangera' prima il frutto che piu' ci piace e lascera' per ultimo quello meno gradito che forse, se sara' sazia, neanche considerera'.
Il multitasker invece frullera' il tutto per berlo, oppure mangera' un pezzettino di una cosa ed un pezzettino dell'altra senza dare la precedenza a cio' che gli piace di piu'.

Noi siamo, dopotutto, una specie di macchina, molto complessa ed evoluta ed il multitasking e' un principio adotatto di default dalla parte non esplicitamente controllabile del nostro cervello.

Scusami se mi permetto, ma dimostri chiaramente di dire cose che non conosci, di ragionare per luoghi comuni ("noi siamo dopotutto una specia di macchina complessa"), e di non sapere esattamente come stanno le cose.
Sono andata a fare una piccola ricerca; cosa che avresti potuto fare anche tu se come priorita' avessi avuto desiderio di sapere come stanno le cose. Ma si vede che la tua priorita' era altra.

http://www.corriere.it/cronache/10_maggio_23/multitasking-rodota_b6937564-6685-11df-b272-00144f02aabe.shtml

Neelps ha detto...

@Chiara

Sono andata a fare una piccola ricerca; cosa che avresti potuto fare anche tu se come priorita' avessi avuto desiderio di sapere come stanno le cose. Ma si vede che la tua priorita' era altra.


Brava :-)

Il nostro cervello funziona gia' in multitasking, ad un livello di parallelismo molto elevato.
Il pensiero che comandiamo noi invece no, o meglio, per quello a cui ti riferivi tu, non molto, specialmente per le operazioni che richiedono piu' impegno, un processo monopolizza l'attenzione su questo unico task.
Forse soltanto perche' non siamo in grado di gestirlo razionalmente?
Chi ti dice che parte dell'evoluzione non stia proprio nella capacita' di parallelizzare le nostre attivita' piu' semplici?
L'introduzione massiccia dei computer e la crescita delle attivita' da svolgere nella vita quotidiana potrebbero aver catalizzato un modo di pensare differente, parallelo, a cui fino ad ora l'essere umano non era abituato perche' non ne aveva le esigenze. No?

Quello che dice l'articolo citato e' solamente che un alto grado di parallelismo e' proporzionale al decadimento dell'attenzione.

L'esempio della frutta e' malposto perche' la bonta' del risultato va misurata in base allo scopo.
E' vero che facendo due cose si possono ottenere risultati piu' scarsi, ma le si fa in tempi piu' brevi, quindi il tutto va cmq misurato a seconda di quali erano i target iniziali.
Non sto dicendo che non hai ragione, solo che secondo me, la cosa va considerata sotto piu' punti di vista.

In ultimo, le macchine sono stupide, e' ragionevolmente vero. Anche se esistono algoritmi software capaci di prendere decisioni inattese, non fraintendermi, non bisogna far correre la fantasia ma in certi casi l'output non e' conosciuto a priori. Si tratta di algoritmi a reti neurali, abbastanza complessi, che si basano sul funzionamento elementare del cervello umano.

Come ho scritto piu' volte e' nella non-linearita', nel caos (per dirla con parole di altri ma giuro che non ho cercato su wiki :-P ) che si trova l'anomalia del genio e del salto in avanti.

Ti lascio un link sull'argomento, con intenzione pacifica.
Tra l'altro questo discorso si interfaccia anche a quello sui modelli previsionali, ma ora io devo andare a dormire altrimenti Vendana pensa che passo la sera sul PC e sono un vero nerd (che detta cosi suona anche come un complimento) :-P anzi quasi quasi lo prendo come un complimento ;-P

http://automatica.ing.unibs.it/mco/cgsa/neurali/approf2.htm

;)
notte
neelps

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Neelps: L'esempio della frutta e' malposto perche' la bonta' del risultato va misurata in base allo scopo.
E' vero che facendo due cose si possono ottenere risultati piu' scarsi, ma le si fa in tempi piu' brevi


Non ti sei accorto di aver detto una stupidata?
Probabilmente sei un multitasker e la caratteristica dei multitasker e' che credono di essere piu' efficienti ed invece lo sono meno.
Mi spieghi perche', se tu mangi della frutta dando prima un morsetto piccolo alla fragola, poi alla banana, poi alla pera, poi al melone, e poi di nuovo alla fragola, e poi ancora alla banana e cosi' via', ci metteresti meno tempo di chi invece finisce di mangiare un frutto completamente prima di passare al successivo?

Anonimo ha detto...

Chiara@: "Pero', se fra le tante cose che si potevano citare hai pensato alle tasche, quindi ai quattrini, cio' dice di te piu' di quanto tu creda."

E se fossero le tasche dell'anima?

Ps: la mia auto ha 299878 km, 9 anni e non e' tedesca.

Prosit Gugge

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Anonimo ammiratore: e per finire non si può rinunciare a te che sei molto di più del sole del vento della luce e dell acqua.

Grazie.
Ma scusami se te lo chiedo: tu che ne sai di come sono io? :-)
E poi, perche' ammiratore anonimo? Provi vergogna che' non vuoi far sapere chi sei?

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Gugge: E se fossero le tasche dell'anima?

Tasche dell'anima?
Ma che genere di vestiti porti? :-))

Ps: la mia auto ha 299878 km, 9 anni e non e' tedesca.

Anche con questa affermazione, che focalizza sull'automobile invece che su altre cose per dimostrare che non tieni ai soldi, dici molto di te e delle priorita' che consideri indicative di uno stato di agiatezza o meno.

Neelps ha detto...

@Chiara

Non ti sei accorto di aver detto una stupidata?


Figurati se mi accorgo di tutte le stupidate che dico, magari di qualcuna si, ma non di tutte.
Mica sono cosi astuto, te invece si ?

L'esempio sarebbe nel dare un morsetto per esempio alla banana e alla mela contemporaneamente, logisticamente non saprei come.
Cmq il caso e' un po anomalo, perche' la risorsa a disposizione (la bocca e i denti) ha spazio/volume finito quindi non si presta bene all'esempio. Mentre invece potrei mangiare una mela e contemporaneamente fare le parole crociate, camminare verso il supermercato e pensare a cosa devo acqusitare, facendo due conti per capire se nel portafoglio ho abbastanza contanti o se devo passare a prelevare.

Cmq, pensi che abbia detto cosi tante stupidate? :-????

pS: ripensando al mio esempio, forse la parte valida e' solamente parole crociati, lista spesa, conti per disponibilita' in portafoglio, il resto e' una stupidata si perche' sono cose che coinvolgono risorse prevalentemente "autonome", cioe' coordinate sempre dal cervello ma da compartimenti "stagni" diciamo cosi...

ciao buona serata
neelps

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ neelps: Mentre invece potrei mangiare una mela e contemporaneamente fare le parole crociate, camminare verso il supermercato

E' ovvio, proprio come faccio io quando cammino masticando la gomma.
Si puo' fare perche' si usano parti diverse del corpo che sono pilotate da parti diverse del cervello. Mentre cammini masticando fai anche altre cose: respiri, ti guardi in giro, ascolti i suoni, e magari con le dita scivoli lungo il muretto che costeggi. Puoi anche sforzarti e canticchiare, ma cosa c'entra questo con il multitasking?

Nell'esempio del camminare masticando agiscono parti diverse del cervello (e' come se fossero "pc separati") nel multitasking, invece, e' la stessa parte che viene sollecitata e sottoposta a stress. Il multitasking frammenta la concentrazione: leggi un libro, guardi la televisione, giochi su internet, parli al telefono con un amico... ma siccome non puoi fare tutto contemporaneamente (come ad esempio camminare masticando), il cervello va in stress. E lo stress provoca stupidita'. Stupidita' intesa come errata valutazione delle informazioni che vengono assorbite (il libro lo leggerai distrattamente, la tv la guarderai ma molti dettagli ti sfuggiranno, il gioco su internet lo giocherai in modo pessimo ed al telefono col tuo amico sara' un susseguirsi di "come? Che hai detto? Scusa un attimo, puoi ripetere?..."
Avrai la convinzione di riuscire a far tutto ma in realta' farai tutto in modo incompleto o male.
Alla fine l'esempio dei frutti e' calzante. Con il multitasking non distingui piu' il sapore e quindi non riesci capire quali di questi siano per te i piu' gustosi - quindi i piu' importanti. Esattamente come ingurgitare i frutti alla rinfusa non tenendo conto del loro reale sapore, tutto si riduce alla mera esecuzione dei processi mentali indipendentemente dalla qualita' dei risultati.
Se non e' stupidita' questa, trova tu un nome appropriato.

davide ha detto...

Caro amico Duval,

voglio dirti che apprezzo sempre i tuoi commenti e mi dispiace che ultimamente ti fai vedere raramente.

Ciao Davide

Anonimo ha detto...

Chiara è quello che penso, ti ammiro e basta, non avrebbe senso dirti chi sono perchè un nome farebbe perdere ogni valore alle parole. Comunque ogni persona che scrive qui, anche se fa finta di niente, sa che sei speciale, ti pensa speciale e ti considera speciale perchè lo sei, talmente speciale che diventi,purtroppo, irraggiungibile(:

Matteo ha detto...

Ho riflettuto molto sul concetto di libertà che hai espresso in questo post.
E' ben architettato e rasenta la perfezione anche grazie all'uso dell'esempio.
Mi piacerebbe sapere se vale per te anche in amore.
La curiosità nasce dal fatto che pur condividendo il concetto trovo indispensabile avvertire follia verso la mia compagnia. Quella follia che ti porta a sentire un bisogno dell'altra persona e che in un certo senso potrebbe significare mancanza di libertà.
Ovviamente mi riferisco a qualcosa di molto diverso rispetto alla "dipendenza" proposta da Vandana.

Grazie.
Mat

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Matteo: Quella follia che ti porta a sentire un bisogno dell'altra persona e che in un certo senso potrebbe significare mancanza di libertà.

Buongiorno Matteo e benvenuto. Tu parli della dipendenza che crea l'eccessiva passione per una persona, credo. Quella che alcuni confondono con l'amore e che dell'amore e' parente stretta, ma e' cosa completamente diversa poiche' e' causata da pulsioni egoistiche che niente hanno a che fare con l'altruismo che un reale sentimento d'amore richiederebbe.
Mi spiego meglio: l'amore, per essere vero amore, per me deve dare il massimo spazio alla scelta, quindi alla liberta' di entrambi. Possiamo amare perche' lo scegliamo, ma non possiamo pretendere reciprocita'. Se c'e' e' meglio. Se non c'e' allora sta a noi decidere se proseguire per lungo quella strada o deviare verso altre direzioni.
Quindi, se amiamo dovremmo avere anche la scelta di non amare piu' qualora capissimo che il rapporto ci sta conducendo verso un baratro di sofferenza.
Per cui, a mio parere, l'amore non da' spazio ne' alla prevaricazione (devi amarmi perche' ti amo), ne' alla dipendenza (non posso fare a meno di amarti).
Nel momento in cui restiamo schiavi di uno di questi due meccanismi, ecco che come persone perdiamo il nostro valore.
Non so se sono stata chiara nell'esprimere il mio pensiero, ma tempo fa scrissi qualcosa che, per quanto semplice e stringato, dovrebbe essere abbastanza esplicativo di quello che io ritengo sia l'amore.

http://chiara-di-notte.blogspot.com/2007/11/incantesimo.html

L'Obasso ha detto...

Un Flash.Ma non mi ricordavo dove l'avevo vista...ma sì, la foto in quel post del chewing-gum del blog di Klàra...quanti anni sono passati, la stazione è sempre la stessa, il tempo si è fermato. Manca però l'odore acre delle pietre dei binari e della bachelite bruciata.Qualcosa è cambiato

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Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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