mercoledì 12 maggio 2010

47
comments
Virtualita’, vanita’ ed onesta’

All’inizio c’erano soltanto Adamo ed Eva, poi sono passati i millenni e sono arrivati i nickname, gli avatar, Second Life e Facebook. Ma gli esseri umani sono rimasti in fondo sempre gli stessi, con i loro pregi, difetti, vizi e virtu’ che non scompaiono di certo con l’avvento dei mondi digitali nei quali, anzi, tali particolarita’ tendono ad ampliarsi a dismisura, perche’ laddove chiunque puo’ indossare una maschera rendendosi irriconoscibile, c’e’ chi trova l’ambiente ideale per esprimere in liberta’ e senza timore di critica, quella sua interiorita’ che altrimenti sarebbe sopita e repressa.

E dove niente e’ certo e tutto e’ probabile, una cosa fra le altre puo’ manifestarsi con piu’ evidenza ed in modo quasi totale: la vanita’. In un mondo virtuale e’ possibile trasformarsi, infatti, in qualunque cosa si desideri, non solo fisicamente cambiando l’aspetto esteriore con dei semplici click del mouse, ma anche dal punto di vista intellettuale, fingendo magari di essere piu’ colti di quanto si sia in realta’. Basta per questo saper usare qualche motore di ricerca, bazzicare Wikipedia, trovare nel Web la foto giusta da inserire nel profilo, ed il gioco e’ fatto: si puo’ finalmente recitare quella parte che nel noioso grigiore di ogni giorno ci e’ preclusa.


Poeti, navigatori, santi… il virtuale si riempie cosi’ di personaggi che paiono usciti da libri d’avventure, da film erotici, oppure dai nostri sogni. Non occorre essere dei geni per creare avatar tali da suscitare l’interesse degli interlocutori. E se poi si e’ anche in grado di donare un minimo d’emozione, mostrando colori che gli altri non hanno mai visto, facendo udir loro suoni che non hanno mai ascoltato, se si e’ dunque in grado di far dimenticare con piccole e grandi storie la monotonia in cui troppe volte e’ immersa la normalità dell’esistenza, ecco che agli occhi di chi sta dall’altra parte dello schermo si diventa esseri speciali, intriganti, desiderabili; forse irraggiungibili, ma protagonisti indiscussi dei loro giochi e delle loro fantasie.


Ed e’ più che comprensibile. Chi piu’ chi meno, infatti, nel virtuale tutti quanti in qualche modo giochiamo. Anche chi lo nega. Ed il gioco e’ in parte quello di essere cio’ che non si e’, correggendo quegli aspetti che non ci soddisfano, ridisegnando alcune parti del nostro essere, cambiando qualche colore del nostro esistere, cosi’ da ottenere un’immagine nuova, ideale, inarrivabile anche e soprattutto per noi stessi. E chi riesce meglio a farlo, chi e’ capace di convincere la parte piu’ profonda di se’ dell’autenticita’ di quell’immagine che e’ la proiezione del mondo interiore che ciascun porta dentro, ottiene alla fine l’illusione di poter riscattare la pochezza di una realta’ che spesso e’ colma di frustrazione e di solitudine.


Ma non tutti millantano. C’e’ anche chi, con onesta’, tentando un esperimento che puo’ apparire assurdo, sceglie di dare un’immagine di se’ che corrisponde a cio’ che realmente e’, oppure, cosa non facile, di assomigliare il piu’ possibile a quell’immagine che da’, in modo da far combaciare la sua personalita’ virtuale con quella reale. E’ qualcuno che raramente s’incontra, speciale, ed il suo comportamento e’ diverso, lo si capisce subito perche’ non sgomita continuamente nel disperato tentativo di ritagliarsi un effimero spazio di notorieta’ artificiale. Una persona vera che non ha alcun bisogno del virtuale per essere se stessa, e che puo’ davvero abbandonarsi alla vanita’.


47 commenti :

Nicole ha detto...

Gran bel post!
Condivido tutto...si, qualcuno che non si discosta troppo dalla realtà si trova. E' cosa assai rara, ma c'è...bisogna annusare, seguire e coltivare e saper leggere tra le righe.
Anche questo è un dono, sai?:)

Kamavirya ha detto...

Buonasera, Chiara
impossibile non essere d'accordo!
Personalmente ho sempre ritenuto che l'approcio migliore (ma soprattutto corretto) sia quello "ETICHETTA = CONTENUTO", sebbene nel virtuale (argomento discusso più e più volte) per qualche strano e perverso motivo l'impulso ad assumere un'identità alternativa e spesso in totale antitesi alla propria vera essenza esce prepotentemente, come una sorta di demone o doppia personalità (ricordi al proposito le varie discussioni su personaggi a dir poco AMBIGUI legate a SL?).

Insomma, nel virtuale "siamo tutti Luther Blisset"! ;-)

Come anche Nicole fa notare, leggendo tra le righe in una chat o nelle mail si riesce spesso a capire, magari alla lunga, che il castello di sabbia (e di bugie) a cui ci si trova di fronte inizia a vacillare per poi franare clamorosamente (magari a volte con grande delusione da parte nostra).

Mi domando però se non siamo noi stessi, a volte, a voler concedere al nostro interlocutore un tale comportamento...forse facendolo diventare una nostra proiezione...

KAM

Alessandro ha detto...

Ma chi si crea un'immagine diversa dalla sua monotona grigiosità, mente su se stesso per una effimera notorietà; ciò è indubbio.
Ma credo che per reggere un tale personaggio, una base ci deve essere nella personalità. O no?
Non ho esperienze di truffanti, ma non credo vorrei essere chi non sono, per questo concedo il beneficio del dubbio.

eros ha detto...

quando frequentavo questo blog in diversi commenti scrissi + o - le cose che tu coi tempi e e le modalità del virtuale stai dicendo ORA.
Non posso che condividere questo post, tuttavia rimango dell'idea che ognuno di noi aldilà di come si propone sul web, rimane sempre ciò che E' nella vita reale; e di conseguenza anche se tende a nascondere per mille ragioni la vera identità, non potrà mai sfuggire a se stessi e se si saprà indagare, emergerà tra le riga la vera natura del nick-name.

Ultima cosa, se ben ricordi Chiara, ebbi anche a commentare sul modo di stare sul web e cioé ognuno GIUOCA un proprio ruolo...legge e decide se commentare oppure passare oltre, e senza alcun interesse che poi ci sia un ritorno sul proprio spazio virtuale. Tutto quì, tolgo il disturbo.

Grazie per l'ospitalità.

Ev@ ha detto...

Klara,
vedo che sviluppi l’argomento a partire dalla solida base della disillusione. Per completezza, sarebbero da includere, secondo me, anche i mondi delle identità, legate a cose come Facebook o degli “annunci”, questi ultimi solo apparentemente affini al vecchio mondo della carta stampata (che non era, neanche quello, indenne da “abbagli”). Sarebbe da dire anche che la tele fa una discreta guerra per tenersi il ricco predominio dell'audience e quindi sferra colpi che consistono nel mettere in risalto certi aspetti deleteri del web... Comunque questo è un argomento che forse sarebbe bello sviluppare in una discussione a sé stante.

Pensare una ricetta per eludere l’abbaglio, in campo sopratutto “sentimentale” è, secondo me, una chimera. Perché, riflettendo, dobbiamo convenire che è difficile capirsi anche in “real”. In real potrei incontrare una persona molto affine a me, per esempio in un aeroporto, sfiorarla, magari anche scambiare due parole, ma inevitabilmente perderla… Infatti, la maggioranza di noi, attraversa i luoghi pubblici "non pensandoci" o pensandoci solo in termini "furbeschi", perché il vivere le relazioni "serie" è per i più solo all’interno di gruppi collaudati. Lo spiega un famoso proverbio che dice: “mogli e buoi dei paesi tuoi”. E se è vero che da Adamo ed Eva l’umanità non è cambiata, tale proverbio è ancora attuale. Dico che se si sa di pensarla così, è bene che si agisca di conseguenza.

Se poi, però, ci si sente chiusi e si cercano vie d’uscita… proporsi con l’ego "guastato" da malesseri personali vari (impliciti nel tradizionalismo), o di scetticismo gravido di commenti offensivi, l’effetto che si da è solo sgradevole. Ai tradizionalisti è utile ricordare anche un altro proverbio: “la volpe, se non arriva al lardo, dice che è rancido”. Quindi, a questi molti personaggi, per scafarsi, consiglio “altre” vie d’uscita: un villaggio-vacanza, Eurodisney, viaggi organizzati. A chi si soddisfa con certe cose, credendole vere, pongo la maliziosa domanda: “ma secondo te, la commessa di quel negozio che è così gentile e soft quando paghi alla cassa, è sempre così?”.

Tutto ciò detto, me la sento di affermare che situazioni come Second Life, possono essere tutt’altra cosa. La loro natura assolutamente disegnata, il loro svolgersi in una cornice, sono presupposti di onestà perché esplicitamente si tratta di finzione.
Ma l’onestà in cosa consiste?
Rispondo: nella stessa onestà, e conseguente libertà di opinione, che si può riconoscere nell’arte…
Che arte è? E' in via di definizione ma combina narrazione, informazione, fashion, sesso, luce, corpi, luoghi, suoni, sogni.

Se poi accade che la forma d’arte inneschi una comunicazione speciale tra due persone, beh, mi pare questo possa rientrare nell’ambito delle umane possibilità. O no? Di sicuro però questa comunicazione deve avere delle caratteristiche ben evidenti. Prima fra tutte dev’essere reciproca. Bidirezionale, insomma, tra “due”. E’ un vecchio discorso.

Chiudo citando una bella canzone di Jovanotti: “Come Musica”, dall’album “Safari”, del 2008.
Il tratto che mi interessa evidenziare è: “E abbiamo fatto piani per un nuovo mondo/Ci siamo attraversati fino nel profondo/Me c’è ancora qualcosa che non so di te/Al centro del tuo cuore/Che c’è?/So che è successo già/Che altri già si amarono/Non è una novità/Ma questo nostro amore è/Come musica”. E via discorrendo verso un gradito trionfo finale.

Ma, appunto, sospendiamo il tempo a: "al centro del tuo cuore, che c’è?"

Domanda ostica, sopratutto per i cultori della performance. E per chi pratica il credo che il danaro è l’unico grimaldello capace di scardinare tutto.

modesty ha detto...

sinceramente ne il post ne i commenti invogliano una "miscredente" come me a dare una second chance a second life.
quel che mi trasmettete è che è dispendioso di energia. il "leggere tra le righe" almeno a me costa sempre molta fatica - l'intuito, che pure mi funziona bene, non sempre basta. e investire queste mie risorse, che considero preziose, per degli sconosciuti senza faccia...bè, francamente mi stanca solo il pensiero.
preferisco conservare le forze per "first life".

love, mod

davide ha detto...

Distinta Chiara,

io ho sempre avuto una forte avversione verso il virtuale e l'inormatica in generale.

In pratica il virtuale ho cominciato a frequentarlo dopo che ho conosciuto tre anni fa il tuo blog: prima lo frequentavo solo per avere i numeri di telefono delle escort.

Dopo aver conosciuto il tuo blog sono diventato un assiduo lettore di blog.

La mia impressione è che la maggior parte dei nick che ho incontrato sui blog che seguo corrispondano grosso modo a chi dicono di essere.

Naturalmente ci sono anche i multi nick, ma credo che siano casi patologici.

Per il resto quoto quanto ha detto l'amica Eva: in genere non riesco a comprendere bene quello dice, ma quando riesco ad afferare i suoi concetti mi trovo spesso d'accordo.

Ciao Davide

luciano61 ha detto...

Al di là delle tante 'pseudo-analisi', rimane un'unica verità: le femmine amano essere domate dal maschio!
Provate, provate...
Vostro
Maschio Padano (unicamente e orgogliosamente Etero!)

Nicole ha detto...

Bello il commento di Eva...

Io penso che al centro del nostro cuore ci sia tanta solitudine. Perché è li che siamo veramente veri...e soli.

Nicole ha detto...

@Luciano 61

Ti piacerebbe eh? In realtà mentre vengono dominate, ti hanno reso schiavo...perché solo i fessi come te, credono di condurre i giochi!

Ciao nè

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Nicole: bisogna annusare, seguire e coltivare e saper leggere tra le righe.
Anche questo è un dono, sai?


Puo' anche essere un divertimento. Pensa, in un mercatino di antiquariato, scoprire un pezzo davvero di valore. Non e' una soddisfazione?

Io penso che al centro del nostro cuore ci sia tanta solitudine. Perché è li che siamo veramente veri...e soli.

Ma cio' non deve diventare motivo di autocommiserazione. Credo che la faccia che dobbiamo mostrare, sia in real che in virtual, debba sempre essere "positiva". La solitudine puo' anche essere un aspetto non disdicevole. Se ci pensi, e' solo nella solitudine che si puo' esercitare al pieno la nostra liberta'.

@ Ti piacerebbe eh? In realtà mentre vengono dominate, ti hanno reso schiavo...perché solo i fessi come te, credono di condurre i giochi!

Guarda che se ti rivolgi al pisquano in tal modo, avvalori l'idea che lui riesca a "toccarla" qualche donna. Invece si fa tante, ma tante pippe raccontando stronzate.
Non per nulla, come hai visto, ha completamente glissato il mio invito.
Come volevasi dimostrare: blablabla. :-)
Ecco QUI una foto che lo ritrae alla sua postazione, mentre racconta sul web quanto e' figo.

Nicole ha detto...

E' venuto ad attaccarmi il padano anche nel mio blog...in realtà, me ne frego di uno come lui.
E' come una scimmiettà sul comò, ti fà fare ogni tanto due risate...


Riguardo la tua risposta a questo:

1)Io penso che al centro del nostro cuore ci sia tanta solitudine. Perché è li che siamo veramente veri...e soli.

Tua risposta:

Ma cio' non deve diventare motivo di autocommiserazione. Credo che la faccia che dobbiamo mostrare, sia in real che in virtual, debba sempre essere "positiva". La solitudine puo' anche essere un aspetto non disdicevole. Se ci pensi, e' solo nella solitudine che si puo' esercitare al pieno la nostra liberta'.


Beh sono d'accordo dicevo più o meno la stessa cosa, solo io non parlerei proprio di autocommiserazione, ma di condizione piuttosto.

Kashmir ha detto...

@luci ano61
Al di là delle tante 'pseudo-analisi', rimane un'unica verità: le femmine amano essere domate dal maschio!
Provate, provate...

io ho provato, ma mi hanno sempre preso a calci nel culo.
eppure sono un maschio nord italico pure io! :)

@ Davide
In pratica il virtuale ho cominciato a frequentarlo dopo che ho conosciuto tre anni fa il tuo blog: prima lo frequentavo solo per avere i numeri di telefono delle escort.

questa potrebbe essere la battuta di un film di woody allen :)

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Kam: Mi domando però se non siamo noi stessi, a volte, a voler concedere al nostro interlocutore un tale comportamento...forse facendolo diventare una nostra proiezione...


Ciao e ben tornato. :-)
Interessante riflessione. Vediamo se a qualcuno va di approfondirla. Da parte mia posso dirti che parte del divertimento sta proprio nel cercare di tirare fuori dalla gente non tanto cio' che loro vorrebbero, ma quello che io desidero.
In qualche modo, hai ragione, tendo a tratti a strumentalizzare. Anche se lo faccio con molto rispetto e riservatezza.

@ Alessandro: Ma credo che per reggere un tale personaggio, una base ci deve essere nella personalità. O no?

Indubbiamente. Ma anche nelle personalita' esiste una certa differenza. Guarda ad esempio Luciano61; anche lui a suo modo ha la sua personalita' e finge di essere cio' che non e', ma la scarsa cultura e sicuramente una piccola tara cerebrale accompagnata da qualche turba psicologica, lo fanno diventare una macchietta.
Tutt'altra cosa rispetto ad altri commentatori di questo blog ai quali, nonostante la diversita' di vedute, riconosco un notevole "spessore".


@ eros: quando frequentavo questo blog in diversi commenti scrissi + o - le cose che tu coi tempi e e le modalità del virtuale stai dicendo ORA.

Quando frequentavi?
Perche', non lo frequenti anche adesso? :-)

ebbi anche a commentare sul modo di stare sul web e cioé ognuno GIUOCA un proprio ruolo...

Vero!
Ma il ruolo va "giuocato" bene altrimenti si sconfina nella banalita', se non addirittura nel ridicolo.
Mi perdonerai se adesso metto in piazza un po' della piccola esperienza che ho accumulato riguardo al virtuale e tutto cio' che e' connesso con chi col virtuale si relaziona, agli atteggiamenti, ai rapporti, ed a tutto cio' che in oltre dieci anni di frequentazione ho potuto comprendere non senza prendermi anche io delle sonore legnate. La differenza, secondo me, sta tutta nel modo in cui ci si presenta a cui deve seguire una coerenza che molti, sia perche' annoiati, pigri o semplicemente stupidi, non riescono a mantenere nel tempo.
Oltre ovviamente all'umilta' che sta alla base di ogni tipo di interazione fra noi ed il mondo che ci circonda.


@ Eva: Klara,
vedo che sviluppi l’argomento a partire dalla solida base della disillusione.


Meglio una base solida che una fragile. La disillusione dovrebbe essere il punto di partenza per tutto, secondo me. Una dolce disillusione mai velata di risentimento o rivalsa.


@ Modesty: preferisco conservare le forze per "first life".

Come ho detto, non posso che rispettare obtorto collo la tua decisione. Ero certa che avrei potuto farti cambiare idea e questo piccolo fallimento un po' mi brucia. :-)
Comunque e' molta piu' l'energia che si spende in un blog, scrivere post, rispondere ai commenti, che quella per chattare con un gruppo di "amici" anche se virtuali (e poi mica e' obbligatorio che siano tutti virtuali).


@ Davide: In pratica il virtuale ho cominciato a frequentarlo dopo che ho conosciuto tre anni fa il tuo blog: prima lo frequentavo solo per avere i numeri di telefono delle escort.

Credo che di questo non se ne sia accorto davvero nessuno. Fai bene a ribadirlo, con tanta gente distratta che c'e'... :-)

Ev@ ha detto...

@Klara

"obtorto collo/mica è obbligatorio che siano tutti virtuali"

Ah si?
E allora tu dimmi un altra volta che uso un linguaggio "strano"... che la prima volta che mi vedi in "real" mi riconosci dal secchio pieno d'acqua che tengo vicino a me...
e tu dici (ormai troppo vicina, indicandolo): "ma che ci fai con un secchio pieno d'acqua li, ma è tuo?"
e io (prendendo il secchio per il manico e per il fondo): "si... avvicinati ancora un pochino che te lo spiego..."

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Eva: Qual era la parola strana?
"Obtorto" o "mica"?

Dolce-Alexia ha detto...

E' proporio quelli che si nascondono dietro un'altra personalità tendono di dubitare su gli altri, pensando che l'altro è uguale a loro. Chi si piace cosi come è non ha bisogno di nascondersi e di fingere di essere buono, se non lo è, di essere donna, se in realtà è un uomo... ecosi via. Che scopo hanno? O forse è solo un loro gioco per illudere la gente, ma i primi a illudersi sono loro stessi, anche se non si rendono conto.
La virtualità è solo un gioco, ma la vita si vive realmente. E nella vita reale non possono nascondersi facilmente. Dietro un monitor sono tutti superman o sexbombe.
Quando partecipavo su EF, sorella, virtualmente ho scambiato mille messaggi con tanti. Una volta incontrati in un incontro,alcuni erano dei inesperti e di poche parole. solo pochi corrispondevano alla realtà. Mi chiedevo sempre:"Ma dove sono finiti tutti questi esperti di sesso?"
Ancora mi ricordo di uno in particolare. Sul forum sembrava il più grande scopatore. Quando l'ho visto per prima volta, non credevo ai miei occhi. Timidone e aveva paura di guardarmi negli occhi. Altro che avatar "ottopalle"!:-)

modesty ha detto...

klara) non ti deve bruciare manco per un poco invece. ricordati che tu sei la prima che leggo. è questione di lealtà. sei stata la prima ad accorgerti del mio blog e a "sostenerlo".

mi racconti di cose che prima ignoravo. alle volte vedo la tua strategia dietro ad un post. ma non sei mai banale o artificiosa. e alle volte riesci a toccare il mio cuore con dei dettagli che non indovineresti forse mai.

mi sono affezionata alla tua scrittura.

love, mod

Ev@ ha detto...

@Klara
"qual'era la parola?"

Obtorto...

Piuttosto... chi è il buontempone che mi ha mandato via mail l'invito per una cena a casa sua? In allegato c'era una foto del "salotto": un ring per pugilato!

Ma dico? Che sono capitata in mezzo ai matti, qui?

Chiara di Notte - Klára ha detto...

"qual'era la parola?"

Obtorto...


Obtorto collo e' una locuzione latina e credo che sia stata una delle prime che ho imparato da chi mi ha insegnato l'italiano (non ho studiato latino e di latino ci capisco una beata fava, a parte i termini scientifici necessari nella biochimica e nella microbiologia).

http://dizionari.corriere.it/dizionario_italiano/O/obtorto_collo.shtml

E visto che ci siamo, per quanto riguarda invece il discorso su "qual" con apostrofo o senza (roba che mi salta sempre agli occhi, devo essere un po' malata), anche se non c'entra nulla col discorso, qualora qualcuno ne fosse all'oscuro potrebbe sempre far comodo conoscere come stanno le cose. :-)

http://www.mauriziopistone.it/testi/discussioni/gramm01_qual.html

Ma saro' antipatica?
Pero' dai, e' cosi' che ho imparato a scrivere in italiano: accettando che mi tirassero le orecchie. Per questo motivo le copro con i capelli... le orecchie. :-)

Ev@ ha detto...

Qual... Qual?... Quan...

Quanto ti odio!

:))))))

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,

""Credo che di questo non se ne sia accorto davvero nessuno. Fai bene a ribadirlo, con tanta gente distratta che c'e'... :-)""


Repetita iuvant!

Ciao Davide

rossoallosso ha detto...

"Gli uomini si dividono in due categorie: quelli che si masturbano e quelli che non lo dicono."

un regalino a tutti gli uomini

http://1.bp.blogspot.com/_F7MKptK4C8g/SyuiG3CQJkI/AAAAAAAAANA/1R-NHNsYSZY/s320/vedo-nudo.jpg

marco ha detto...

I blog, i forum, le chat, second life, il telefono, il telegrafo, con fili o senza, le lettere.
Tutte queste parole hanno in comune il fatto che si usa un alfabeto per comunicare.

Che, con la rivoluzione informatica ancora in atto, sono stati inventati tutti questi nuovi mezzi il cui scopo è quello di potere mantenersi in contatto con alcuni propri simili fa pensare che, nonostante la voglia di anonimato e, per qualcuno, il desiderio di solitudine, il bisogno di comunicare sia forte.

Virtuale è una parola che ho sempre associato a simulazione. Se fosse solo così ognuno di quelli che scrive starebbe simulando.
Ma simulando cosa?
Una vita diversa da quella che ognuno vive al di qua del monitor?
Oppure una simulazione di sè stessi?
Ma, forse, non è solo così.
Anche le parole, come un qualsiasi organismo vitale, nascono, crescono e muoiono. Virtuale, crescendo, ha assunto un nuovo significato; quello di contatto senza la presenza fisica. A questo punto anche le lettere e le telefonate apparterrebbero al virtuale, anche se non sono mediate dal mezzo informatico elettronico. E poco importa se le telefonate hanno in più la voce; potrebbe essere filtrata, elaborata - la voce che passa per i cavi lo è - e quella che crediamo essere un'informazione in più sulla persona con cui si sta interloquendo potrebbe essere una falsa informazione.

Merita un discorso a parte second life proprio per la contrapposizione apparente tra prima e seconda vita.
Brutto nome second life, magari buono per vendere il prodotto, ma pessimo per chi vi si accosta. Porta a credere che sia, oltre ad un gioco o ad un insieme di giochi, una specie di seconda possibilità per gli insoddisfatti della loro vita.
Ed è questo, unito a quello che si legge di persone che vivono solo per questo mondo fantasioso al punto da rimeerci denaro, non so a quante palate, che mi ha tenuto lontano dal provarla.

Non ho trovato questo.
Ci sono da poco e non mi spingo a considerazioni sull'arte che, nel mio caso, sarebbero premature, ma posso dire che ho trovato un ambiente meno formale e più immediato di quello dei blog. Un ambiente libero in cui una maschera, un pupazzetto che se la tira al punto da farsi chiamare avatar, consente di poter dire e ascoltare tante cose senza falsi moralismi, così, come vengono.

Credo che tutti questi mezzi che la rete offre non siano altro che un grande setaccio.
Ci siamo noi, lontani l'uno dall'altro, e per incontrarci ci offriamo al vaglio della rete. Dopo questa cernita ci saranno i vari mucchietti, un po' come succede per la farina dove si divide la 0 dalla 00 e da quella integrale. Troveremo il mucchietto degli amanti dei casinò, quello dei cinefili, dei lettori, di quelli "Nietzsche e la sua frusta" che però hanno la tendenza a non stare nel loro mucchio, ma non esiste nessuna macchina reale perfetta. Gente che trova un territorio comune in cui ci possa essere un dialogo, o anche uno scontro, su interessi, piaceri e dispiaceri della vita.


P.S.
Oh!
Non per tirarmela, ma se avessi fatto il prete che belle prediche avrei potuto fare!!!

:-))

rossoallosso ha detto...

dimenticavo:

anche per qualche donna.

Bibi ha detto...

@ Chiara
allora...io sono un seguace convinto del "qual'è" con l'apostrofo.
Detto questo ..il tema è...il web è mistero e nessuno è "realmente" quello che è ma solo la sua ombra sul fondo della caverna...(non vuol dire nulla ma fa molto "filosofo" ed intelligente).
In pratica nessuno è realmente uguale a se stesso ma per forza o si migliora o si peggiora nel tentativo di "evolversi".
Ora basta perchè sembro un "beta" in astinenza...
a.y.s. Bibi

Nicole ha detto...

In primis, complimenti a Marco...credo gli chiederò di pubblicarlo anche da me il commento sul mondo virtuale...

Si, potevi fare il predicatore, ma mi sa, che te la cavi meglio nello scrivere.

gullich ha detto...

@mod "sinceramente ne il post ne i commenti invogliano una "miscredente" come me a dare una second chance a second life.
quel che mi trasmettete è che è dispendioso di energia. il "leggere tra le righe" almeno a me costa sempre molta fatica - l'intuito, che pure mi funziona bene, non sempre basta. e investire queste mie risorse, che considero preziose, per degli sconosciuti senza faccia...bè, francamente mi stanca solo il pensiero.
preferisco conservare le forze per "first life".


quoto.

ho provato qualche secolo fa, ma proprio non mi è riuscito.
Mi è sembrato un flipper, con la differenza che il flipper almeno mi diverte....

non è un giudizio, eh... è che proprio non riesco a farmelo piacere.

quanto al tema, complesso, del post... aggiungo solo una goccia di riflessione personale: credo sia impossibile fingere a lungo di essere chi non si è... qualcosa di noi filtra sempre anche attraverso la finzione e alla fine si è comunque quel che si è.

Semmai dipende qual'è l'approccio al web relazionale al web, perchè se la web riconosco un difetto è creare aspettative: direttamente proporzionali all'interesse che ci muove chi sta dall'altra parte dello schermo.

E le aspettative creano proiezioni, che mai corrispondono alla realtà: anche la persona più straordinaria sarà un qualcosa di diversio rispetto allo straordinario che noi ci eravamo costruiti nella nostra proiezione mentale.

Cosa che può creare qualche difficoltà laddove si passi del virtuale al reale. Se non ci si conosceva prima.

se sia un male o un bene non so.

regards

wgul

Ev@ ha detto...

Si… parallelamente a Marco, penso che….

A proposito… io non voglio (ma penso nemmeno Klara, che si, semmai dirà lei, se vuole, ma ritengo di “conoscerla” abbastanza per azzardare che ritengo possa essere d’accordo con me), dicevo, non voglio fare opera di proselitismo per “giochi” virtuali.
La fase gioco, per quanto mi riguarda, ritengo di averla superata da un pezzo…
Rimane però tutto un discorso sulla virtualità e sulla simulazione dell’esperienza.

Per la virtualità, me la sento di affermare che ne siamo totalmente circondati. Viviamo da un bel po’ nella “società dell’immagine” e scindere il “vero” dal “virtuale” può essere, estremizzando, addirittura inutile. E’ l’umanità che si esprime così. Il vero, di noi, lo si esprime in un modo molto semplice che è questo: io, in questo particolare caso, mi emoziono veramente o no? Se si, sono vera, se è no, sono un attrice.
Ora, può accadere che per fare le attrici occorre saper recitare molto bene (e non c’entra nulla essere belle, Anna Magnani era di una bravura immensa, ma bella, proprio…).
Recitare può portare a “problematiche” sulla personalità, lo so bene. E oltre al fatto che non sono mai riuscita superare il dramma di recitare con il corpo ho una concezione classica della figura dell’attore che ai tempi degli antichi romani era considerato un individuo dalla personalità incompleta, proprio per questa sua capacità di interpretare “ruoli”. Invece ho una considerazione smodata per sceneggiatori e registi. Questi ultimi dei veri “dei” scesi in terra.

La simulazione io non la prenderei sottogamba. Tanti oggetti che oggi sono importantissimi per la nostra vita, sono stati prima idee, poi progetti, poi cose assurde e, infine, hanno cambiato la storia dell’umanità. E il tutto, prima, è stato sempre oggetto di operazioni che rientrano a pieno titolo nell’ambito di quelle che sono le simulazioni.
Un altro esempio mi è dato dall’arte.
Cosa mi da osservare un “Van Gogh”?
Mi da l’esperienza di “sentire” un emozione tramite un immagine che quell’uomo ha scelto, come opportuna, per comunicarmela.
“Campo di grano con corvi” mi da inquietudine? Bene, ha funzionato. Esistono delle immagini, in natura (nel senso che si stampano nei nostri occhi, nella nostra mente) che danno inquietudine. “Scene”. Hitchcock era bravissimo a coglierle nella banalità della vita americana degli anni '50.
Io ebbi inquietudine a vedere i miei genitori, una volta, insieme, dentro una chiesa, contro uno sfondo. Due figure affiancate, lontane. Nero ai bordi e una luce davanti tale da renderli indistinti in quell’essere assieme... ai margini di una cerimonia...
Ma non so disegnare... e nemmeno posso farci nulla se dentro le chiese non si fuma... e io “finisco la sigaretta e poi entro...” Mica decido: bello qui, ci starebbe bene una visione inquietante. Mandami un “esperto in immagini inquietanti” che vediamo di combinare qualcosa. Tra parentesi, si maligna che Sofia Coppola faccia proprio così (mandami l’esperto di questo e quello). Io non ne sono del tutto convinta, poi so che il mondo trabocca d’invidia.

Specifico: questo di emozionarsi non è esclusiva mia o di quella o quell’altra persona. E’, molto semplicemente, una dote umana. Infatti l’umanità si festeggia con l’arte, non con la contabilità.

O no?

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ alexia: Dietro un monitor sono tutti superman o sexbombe.

Proprio cosi'. Ho scritto il post appunto per evidenziare questo strano fenomeno che e' assai presente in Italia. Frequento anche ambienti virtuali non italiani e devo dire che anche se il millantare e' internazionale, ho potuto rendermi conto di una maggiore predisposizione al coming out, fra gli anglosassoni e i nord europei, mentre all'est certi comportamenti come fingersi cio' che non si e' sono del tutto incomprensibili. Forse saro' stata semplicemente fortunata, non so.

Quando l'ho visto per prima volta, non credevo ai miei occhi. Timidone e aveva paura di guardarmi negli occhi. Altro che avatar "ottopalle"!

Non mi dirai che era l'ottomano... :-))


@ Rosso: Gli uomini si dividono in due categorie: quelli che si masturbano e quelli che non lo dicono [...] anche per qualche donna

Si certo, anche le donne, e non qualche. Tutte.
Comunque non capisco perche' ci si debba vergognare di un fatto naturale come la masturbazione. Si masturba anche chi ha frequenti e soddisfacenti rapporti sessuali. A volte basta un libro particolarmente erotico o assistere ad una scena in un film per far scattare il desiderio.
Il problema nasce quando la masturbazione diventa l'unica pratica sessuale, ripetitiva e compulsiva. In tal caso chi lo fa dovrebbe veramente preoccuparsi perche' l'autoerotismo, sebbene sia appagante dal punto di vista fisiologico, non compensa altri aspetti che invece il sesso a due (o anche piu' persone) compensa. Aspetti importanti per avere una personalita' equilibrata ed un'esistenza sana.


@ Bibi: In pratica nessuno è realmente uguale a se stesso ma per forza o si migliora o si peggiora nel tentativo di "evolversi".

Potrei adesso dirti (come fanno molti) "no, io sono esattamente cosi' come mi presento", ma hai ragione: in realta' non siamo mai come ci presentiamo e non solo nel virtuale. Anche nel reale ci si presenta spesso atteggiandosi in modo talvolta ridicolo, che se le persone potessero vederci realmente come siamo a casa, si renderebbero conto di tutte le sovrastrutture di cui ci carichiamo per "apparire" migliori.
Devo pero' riconoscere nel virtuale una maggiore possibilita' di parlare d'intimita' senza l'ostacolo di venir giudicati, che in Italia soprattutto spesso assume i contorni del pettegolezzo maligno ed ipocrita.


@ Gullich: ho provato qualche secolo fa, ma proprio non mi è riuscito. Mi è sembrato un flipper, con la differenza che il flipper almeno mi diverte...

Delle volte converrebbe riprovare a mangiare lo stesso piatto anche se la prima volta non ci e' piaciuto. Sai mai che cambiando il cuoco,il gusto non sia del tutto diverso. E poi ci sono persino molti di quei nomi che leggi qui. :-)


@ Eva: La fase gioco, per quanto mi riguarda, ritengo di averla superata da un pezzo…
Rimane però tutto un discorso sulla virtualità e sulla simulazione dell’esperienza.


In effetti la parte "videogioco" di Second Life, e' quella che personalmente non m'interessa. Non m'interessa neppure come luogo di caccia, inteso per la ricerca di un eventuale "partner" per passare un bel momento (anche se non escludo possa capitare).
Cio' che a me interessa e' il "ritrovarsi", l'aggregazione, lo scambio di esperienze e di emozioni fra piu' persone di diversa estrazione culturale, che mi piace selezionare scegliendo quelle che mi paiono piu' interessanti. Come se fosse il salotto di casa mia dove riesco ad incontrare persone che alrimenti non avrei mai modo di incontrare a causa della vita particolare che conduco, oppure per la distanza.

gullich ha detto...

@chiara "Delle volte converrebbe riprovare a mangiare lo stesso piatto anche se la prima volta non ci e' piaciuto. Sai mai che cambiando il cuoco,il gusto non sia del tutto diverso. E poi ci sono persino molti di quei nomi che leggi qui. :-)"

può darsi tu abbia ragione... forse mi ci vorrebbe un mentore...
mi sono trovato a saltallare qua e la come un cretino e mi è sembrata una cosa di scrasissimo interesse ... un pò come i simulatori di volo, mi schianto sempre da qualche parte e alla fine allora meglio una passeggiata di un volo, ma vera :o)

rossoallosso ha detto...

ma e' cosi' necessario sapere chi c'e' aldila' del monitor? voglio dire,si cerca di relazionare con chi scrive e si apprezza,si critica, si condanna lo scritto,non lo scrittore.
a meno che io non vada a cercare qualche potenziale amico con cui relazionare, poi, nella realta'.
se lo scopo mio e' solo scambiare opinioni tutto si ferma li',e non avrebbe nemmeno senso inventarsi un alter ego.se invece volessi spingermi oltre, ecco che una seconda vita virtuale farebbe al mio caso,discorrendo in maniera piu' diretta,senza pause e filtri,mi darebbe la possibilta'di valutare ,con un margine di errore che puo' variare a seconda della capacita' di analisi di ognuno di noi,chi esattamente ho di fronte.
percui penso che tutto si riduca alle aspettative che cerchiamo.
ho capito bene chiara?

Mikecam2k ha detto...

Ciao Chiara, hai pressoché ragione su tutta la linea...
ciao

Mike

rossoallosso ha detto...

vorrei rendere omaggio a questa donna che ci fa sentire tutti piccoli,piccoli.

http://it.peacereporter.net/articolo/21929/Il+sangue+di+Mariarca

Gabriele ha detto...

Odio commentare in 35esima posizione. Scusate.
Mi sarebbe piaciuto chiedere come mai viene dato per scontato che uno/a sia veramente e solamnente come lo vede il fruttivendolo sotto casa e non come si esprime in rete ?
Naturalmente escludiamo disonesti, psicopatici e schizofrenici, quella e' roba da carabinieri e da psichiatri.

Alex ha detto...

Ciao Chiara,

Sinceramente non mi pongo il problema di come si propone uno/a, anche perchè, normalmente, finisce qui, le perplessità possono averle chi non ha raccontato la verità se "l'amicizia" continua.

Ho sempre pensato che nello scrivere in rete ci sono, come per ogni, cosa vantaggi e svantaggi, il lato positivo è che puoi dire quello che pensi, anche se contro ogni principio, ad esempio oggi vorrei mandare letteralmente e non a fare in c..., i nostri politici, che si preparano a fregarci per fare, secondo me, di nuovo i loro interessi.
Credo, che le persone svantaggiate" siano quelle che nella vita hanno creato qualcosa, credo che sia uno sfogo per chi dalla vita non ha nulla, credo sia un modo per avere delle "presunte" amicizie e "vere" amicizie, credo sia un grande modo per comunicare, ovvio, non tutto è perfetto e come per ogni cosa esistano dei lati negativi, forse tra virgolette, vanno accettati.
Fantasia, ironia, intolleranza (che qui indubbiamente, protetti da uno schermo aiuta l'anonimato), voglia di rivincita e di esprimersi fanno parte di chi si cimenta in questo grande teatro in vesti vere e presunte.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Gullich: forse mi ci vorrebbe un mentore...

Se ti va bene anche di sesso femminile, potrei chiedere a Kameo oppure ad Eva (sei uno fra i pochi che la comprende fino in fondo).


@ Rosso: ma e' cosi' necessario sapere chi c'e' aldila' del monitor? voglio dire,si cerca di relazionare con chi scrive e si apprezza,si critica, si condanna lo scritto,non lo scrittore.

Comprendo cio' che vuoi dire ed in parte hai ragione. Ma se si tratta di un blog in cui si discute di un qualsiasi argomento, una certa importanza su chi sia o quali esperienze abbia l'autore o l'autrice del blog ce l'ha. Voglio dire (facendo un esempio che riguarda proprio questo blog) che se fra le altre cose si discute di prostituzione vista con gli occhi di chi ha esercitato il mestiere, e' chiaro domandarsi se chi scrive ha avuto davvero una tale esperienza oppure e' tutto inventato. Perche' altrimenti il contesto cambia, e da un diario personale si sconfina nel fantasy.
Se poi si passa ad altri ambienti, quali ad esempio i mondi virtuali o le chat dove l'interazione e' piu' estemporanea e meno ragionata, in cui la tempistica assomiglia molto a quella della vita reale, allora avere la certezza che dall'altra parte ci stia qualcuno che non ci prende per il culo e' assai importante. Altrimenti e' tempo perso.
La mia e' una concezione un po' rigida, me ne rendo conto, ma non trovo alcun interesse nel frequentare un ambiente dove le persone recitano ciascuna nel proprio film incuranti di chi sta loro intorno. Cioe' dove tutti gli altri hanno solo la funzione di spettatori il cui scopo, unico, e' quello di riempire i posti in platea.


@ Mikecam2k: Grazie dell'approvazione. Peccato che il tuo commento si limiti solo a questo.. Avrei preferito capire i punti esatti di contatto fra le mie ragioni e le tue opinioni. :-)


@ Gabriele: come mai viene dato per scontato che uno/a sia veramente e solamnente come lo vede il fruttivendolo sotto casa e non come si esprime in rete ?

Ma il fruttivendolo com'e' veramente? Come si comporta normalmente ogni giorno, oppure come la notte si esprime in rete?
E' questa la domanda. Perche' se di notte il suo comportamento non si discosta di molto da quello diurno, non vedo problemi, ma se di notte si trasforma in James Bond o, peggio, in Lara Croft, allora qualche problemino c'e'. Almeno con me e con chi come me non gradisce troppo le recite.

gullich ha detto...

@chiara "Se ti va bene anche di sesso femminile, potrei chiedere a Kameo oppure ad Eva (sei uno fra i pochi che la comprende fino in fondo)"

certo che mi va bene, se solo mi ricordassi l'account con cui mi ero iscritto :o))) Eva la apprezzo molto, che è cosa ben diversa dal capirla sino in fondo...

quanto al resto, sai che condivido la tua rigidità sul web, interagire con qualcuno ha un senso - imho - se quel qualcuno ha qualcosa da offrirti... se sta recitando, allora posso andare a vedere uno spettacolo di illusionismo, ma almeno mi piacerebbe farlo consapevolmente.

che è cosa un pò diversa dal discorso del fruttivendolo, più vicino al pirandellinao uno, nessuno, centomila... quello attiene alla comunicazione in se e forse alla comunicabilità e arriva sino alla monade di leibnitz...

Forse l'uomo non comunica mai davvero e mai del tutto, e forse alcune forme di comunicazione possono anche essere accentuate dall'assenza di corporeità e da una virtualità sana. Forse.

Il problema è che di virtualità sana, per quel che è la mia esperienza, se ne trova non moltissima e buona parte del web consente a chi nella vita ha poco da dire di mettersi una maschera e diventare un cacciatore di taglie, un esploratore polare o un cacciatore di orsi.

Nulla di nuovo neanche qui. Il web è spesso l'omologo moderno del vecchio bar.

MA almeno al bar fra puzzi di vinaccioe fumo, ha subito chiaro dove ti trovi, con lo schermo non sempre è così semplice e veloce prendere le misure.

Anche con il tempo si affina la capacità di percepire-

e anche se esiste una empatia virtuale che è assolutamente reale :o)

Ti è piaciuto questo mix di erudizione alla gatsby e delirio intelligente alla ev@?

(absit iniuria verbis, ev@, eh...)

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Gullich: certo che mi va bene, se solo mi ricordassi l'account con cui mi ero iscritto

Non c'e' problema. Puoi anche crearne uno nuovo.
Pensa che c'e' gente che di avatar ne ha a decine cosi' da recitare interi film con tutte le sue comparse.
Comunque, se devo essere sincera, e' proprio quello cio' che non mi piace del virtuale.
Sono da sempre dell'idea che ad ogni persona che cerca di dare di se' un'immagine di coerenza e' correttezza, dovrebbe essere collegato un solo nick oppure nick diversi ma dichiarati a coloro che si reputano amici.
Altrimenti il termine "amicizia" benche' virtuale e' un termine inappropriato.

rossoallosso ha detto...

non mi hai convinto molto ,chiara,se a me non interessasse o ancor peggio non credessi a chi scrive o cio' che scrive,che senso avrebbe per me relazionare con costui?
e' chiaro che nell'universo della rete ,che ha infinite possibilita',io ho l'oopurtinita' di trovare cio' che a me e' piu' congeniale,senza per forza chiedere la carta d'identita' del blogger,visto che nessubno mi obbliga a frequentarne uno preordinato.
ripeto ,per me e' questione di aspettative.

Bibi ha detto...

@ Chiara
well...stranamente o forse non tanto..siamo sulla stessa lunghezza d'onda. Effettivamente è paradossalmente più facile per me essere "abbastanza" simile a me stesso più nel web che nel reale dove devo confrontarmi con situazioni più complesse, con più infrastrutture.
E poi sul discorso dei nick...con me sfondi non portone..non una porta...ma bensì la porta del giubileo di san pietro.
a.y.s. Bibi

luciano61 ha detto...

... 'ma bensì' l'ignoranza ortografica non fa difetto a qualcuno...
:-)

Bibi ha detto...

@ luciano61 il trollone coglione

sempre più coglione lucianina cara..

leggi qui:
http://webcache.googleusercontent.com/search?q=cache:WPCRsj8Jsj8J:www.accademiadellacrusca.it/faq/faq_risp.php%3Fid%3D4290%26ctg_id%3D93+ma+bens%C3%AC&cd=1&hl=it&ct=clnk&gl=it

e poi va a discutere con loro, mica con un povero blogger come me, sicuramente non degno delle tue coglionate...
ciao bella..e porta un bacione ai tuoi amichetti cubani..
a.y.s. Bibi

Bibi ha detto...

@ Chiara
scusa Chiara, ho sbagliato, ho risposto al trollone..non succederà più..ho dimenticato che i coglioni vanno lasciati al loro posto...del resto sono considerato un pò una testa di cazzo..e mi sono confuso.
a.y.s. Bibi

luciano61 ha detto...

@Bibi
Ma perché ti alteri tanto, se credi (sbagliando!) di aver ragione?
Il tuo nickname è appropriato
per un bimbetto viziato (e ti regalo pure una rima involontaria...)
Un po' di 'crusca' nel latte caldo del biberon ti gioverà.
Buona domenica :-)

gullich ha detto...

@chiara "Sono da sempre dell'idea che ad ogni persona che cerca di dare di se' un'immagine di coerenza e' correttezza, dovrebbe essere collegato un solo nick oppure nick diversi ma dichiarati a coloro che si reputano amici.
Altrimenti il termine "amicizia" benche' virtuale e' un termine inappropriato"

assolutamente d'accordo, sono sempre stato gullich nel web o comunque laddove non lo sono stato era chiaro che lo fossi :o)

il problema è che proprio non ricordo nè nick ne pw ne mail con cui mi ero iscritto a SL e quindi non riesco ad accedere.

Mi creerò un nuovo profilo e lo comunicherò ad uso dei miei potenziali mentori :D

wgul

rabbah ha detto...

"Nicole ha detto...
@Luciano 61

Ti piacerebbe eh? In realtà mentre vengono dominate, ti hanno reso schiavo...perché solo i fessi come te, credono di condurre i giochi!"


:))))) match point!

ti saluto, gia con simpatia, R

Misura la forza della tua Password

Oggi mi sento un po' cosi'...

Oggi mi sento un po' cosi'...

Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

Web Statistics